L’isola che non c’è — Edoardo Bennato nato a BAGNOLI 1946 –+ UN’IMMAGINE UNICA DI FELTRE + BAGNOLI E LA COPPA AMERICA 2026 ! — + IL MANIFESTO 18 dicembre 2025 di Fabrizio Geremicca, Dubbi sull’American’cup

 

 

 

 

 

 

EDOARDO BENNATO - Visit Feltre

fonte della foto : Visit Feltre

foto da Visit Feltre Facebook

Qui ha tenuto un concerto grandioso  il 25 agosto 2022 tornando a cantare a Feltre dopo 38 anni

 

Edoardo Bennato (Napoli, 23 luglio 1946) è un cantautore e polistrumentista italiano.

Nato a Bagnoli il 23 luglio 1946

 

 

 

 

BAGNOLI– Getty images / link sotto + wikipedia

 

Bagnoli,Italy

 

 

 

View of mountain village Bagnoli del Trigno with church Chiesa di San Silvestro and castle ruin Chiesa di San Silvestro, Bagnoli del Trigno, Molise, Italy

Vista dell’antica Bagnoli del Trigno, Molise – Con la Chiesa di San Silvestro e la Chiesa in rovine- Provincia di Isernia

 

 

 

 

NO VISTA PER LA DO !

Close-up of lizard on rock,Bagnoli Irpino,Avellino,Italy

una lucertola sulle rocce, Bagnoli Irpino, Avellino

 

 

 

Still Life dautunno,Close-up of walnuts on table,Bagnoli Irpino,Avellino,Italy

NATURA MORTA  CON NOCI E MANDORLE, MELE E UNA GRANDA ZUCCA, A SINISTRA O POMODORI E PEPERONCINI ROSSI SECCHI

 

 

 

 

Bagnoli Heads For The America's Cup: Coastal Reclamation Work Begins

BAGNOLI E LA COPPA D’AMERICA

 

Coppa America a Bagnoli: bonifiche e trasformazione urbana per il 2026;

Bagnoli accelera su bonifiche, metropolitana e pontili: un’occasione storica per trasformare il quartiere che è
una delle aree più degradate della città.

continua nel link di

 

SVN solovelanet

 

 

La Colmata a mare, l'area sulla quale dovrebbe sorgere il villaggio della Coppa America

La Colmata a mare, l’area sulla quale dovrebbe sorgere il villaggio della Coppa America

 

 

 

 

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 IL MANIFESTO  18 DICEMBRE 2025

https://ilmanifesto.it/tutti-i-dubbi-di-bagnoli-sullamericas-cup

 

 

Tutti i dubbi di Bagnoli sull’America’s cup

 

 

 

Le prime fasi di demolizione del pontile nell’area dell’ex Italsider di Bagnoli cui ha assistito il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, foto di Ciro Fusco/Ansa

Le prime fasi di demolizione del pontile nell’area dell’ex Italsider di Bagnoli cui ha assistito il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi – foto di Ciro Fusco/Ansa

 

 

Il pontone che draga la sabbia sotto il mare di Bagnoli prepara il campo alle barche che si sfideranno nell’America’s Cup che si disputerà a Napoli nel 2027 e necessitano di un fondale uniforme a – 6,50 metri. Per loro c’è anche il progetto di una scogliera frangiflutti lunga 1.360 metri, per delimitare un bacino di calma di circa 20 ettari e saranno installati pontili galleggianti. È iniziata pure la demolizione del pontile centrale dell’acciaieria che incarnò il sogno industriale di Napoli. Il primo a cadere sarà un grande cassone in cemento armato e collegato alla testa del pontile, costituito da una struttura in ferro. Ospitava potenti pompe le quali prelevavano l’acqua di mare che era utilizzata per il raffreddamento degli impianti. L’abbattimento è affidato a un macchinario munito di pinza che si muove a ritroso sul pontile. Secondo il progetto di rigenerazione urbana approvato nel 2019, e che dovrebbe restituire Bagnoli e il suo mare alla città, il pontile avrebbe dovuto essere demolito tra il 2028 e il 2029. Si farà prima, però, e la faccenda dovrebbe terminare entro febbraio perché urge l’America’s Cup.

GUARDANO DA LONTANO la gru del pontone e il cantiere del pontile anche gli attivisti di Villa Medusa, palazzina di inizio Novecento costruita sul lungomare tra Napoli e Pozzuoli e poi proprietà in abbandono del Comune di Napoli, che è autogestita dal 2013 con laboratori per bambini, ambulatorio popolare, teatro, corsi di danza. Per gli attivisti, a differenza che per Gaetano Manfredi (sindaco e commissario), cantore della rinascita «a vele spiegate e grazie all’America’s Cup» di Bagnoli, quel pontone e quel macchinario che pezzo dopo pezzo smonta il pontile centrale non promettono nulla di buono. Lo hanno raccontato ieri alla città nel corso dell’assemblea convocata per presentare l’esposto che si accingono a depositare in Procura della Repubblica. «Al posto delle bonifiche – denunciano – ecco America’s Cup e cemento».

 

IL PUNTO È che dietro quel pontile centrale, che entro la fine dell’inverno dovrebbe scomparire dalla vista di chi guarda verso Capri da Bagnoli, resta la colmata: 195.000 metri quadrati realizzati con scarti industriali negli anni Sessanta. Una legge dell’ormai lontano 1996 prevedeva il ripristino della linea di costa: l’eliminazione totale di quella propaggine. Poco più di un anno fa governo e Comune hanno concordato che invece sopravvivrà all’ottanta per cento e ci si limiterà a sigillarla. Spazio sottratto alla ipotesi di una grande spiaggia pubblica e regalato alle infrastrutture che saranno montate per l’America’s Cup proprio sulla colmata: hangar, officine, magazzini, aree per il personale tecnico e sportivo e l’America’s Cup Village. «Stanno adesso iniziando il capping», informano dal Commissariato per Bagnoli.

SI STENDONO TRE TELI geotermici sulla colmata allo scopo di isolare la superficie dagli strati inquinati. Fa pensare al metodo della polvere sotto al tappeto, ma Manfredi giura che funzionerà. «Qui sotto – ha raccontato nel giorno dell’avvio dei lavori – ci sono tredici metri di materiali. Ebbene, per lo più sono inerti. Solo in aree limitate c’è presenza di idrocarburi». A Villa Medusa sono di tutt’altro avviso. «La mancata preventiva bonifica dell’area antistante l’ex area industriale – recita un passaggio della denuncia – unitamente alla movimentazione del materiale presente sul fondale marino, non tenendo conto delle sostanze pericolose che giacciono in loco, rappresenta un pericolo per la salute e per l’ambiente». Gli attivisti citano la consulenza che redasse per il Tribunale di Napoli, in occasione del processo sulla mancata bonifica di Bagnoli, il geologo Galli: «La situazione di Bagnoli è fortemente compromessa, prevalentemente nell’area antistante l’impianto industriale dell’Italsider, con concentrazioni elevate di idrocarburi policiclici aromatici». Contestano l’utilizzo di 152 milioni di euro «per lavori che non garantiranno alcuna bonifica reale e potrebbero perfino peggiorare la situazione d’inquinamento».

NON SONO GLI UNICI ad avanzare dubbi. Circa due mesi fa Vincenzo De Luca, che all’epoca era ancora presidente della giunta regionale della Campania, ha annunciato una relazione all’Anac. Critica l’affidamento dei lavori al raggruppamento Deme, che aveva vinto l’appalto per la rimozione parziale della colmata e la bonifica dei fondali di Bagnoli nel 2014. All’epoca non era stato stipulato il contratto e il ministero delle Infrastrutture aveva giustificato tale inerzia con la mancanza di un parere del ministero dell’Ambiente. Il 20 aprile 2021 aveva poi revocato l’aggiudicazione della gara «per la sussistenza di motivi di interesse pubblico».

Tra essi, «la difformità della soluzione tecnica di risanamento prevista dal progetto Dec (poi diventata Deme Environmental) rispetto alle alternative soluzioni prefigurate nel Progetto di fattibilità tecnico economica di Invitalia e l’incoerenza tra le previsioni del progetto Dec e quelle del Programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana». Deme aveva presentato ricorso al Tar, che lo aveva respinto, e poi al Consiglio di Stato, che lo ha accolto due anni fa.

Secondo De Luca, però, ci si sarebbe dovuti limitare a contrattualizzare Deme per le opere previste nel 2014 e per le quali aveva vinto la gara di appalto e non affidarle interventi all’epoca neppure preventivati e pari «a più del triplo delle opere per cui aveva partecipato alla gara». Materia di riflessione per Roberto Fico, il nuovo presidente della giunta campana, che su Bagnoli si è finora adeguato a tutto ciò che ha detto e fatto Manfredi.

Aggiornamenti17/12/2025, 19:23 articolo aggiornato

 

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