ALAA FARAJ, era solo un ragazzo -ULTIMA NOTIZIA ( CIPS-. febbraio 2026 ) – 1. RAI PLAY, 11-11-2025 – 2. Sellerio, il libro ; + G. Tortorella, L’ESPRESSO  19 SETTEMBRE 2025 + link ultimo uomo con un capitolo del libro

 

ULTIMA NOTIZIA

da: CISP –  17 FEBBRAIO 2026- ore 21.00  Cinema Lumière-
CENTRO INTERDISCIPLINARE
SCIENZE PER LA PACE- UNIV. DI PISA

Cisp – Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace

 

“Perché ero ragazzo”. Presentazione del libro di Alaa Faraj

Dopo aver negato la revisione del processo, è stata la stessa Corte d’Appello di Messina a suggerire che Alaa Faraj chiedesse la grazia al Presidente della Repubblica. Ed è, probabilmente, anche grazie a Perché ero ragazzo e al suo grande successo editoriale, se lo scorso 22 dicembre è stato reso noto che il Capo dello Stato ha accolto la richiesta, riducendo la pena di 11 anni e 4 mesi. Considerando anche la liberazione anticipata, la pena si riduce a circa cinque anni, consentendo l’accesso alla semilibertà.

Ma la battaglia di Alaa non è finita: con la sua avvocata, Cinzia Pecoraro, intende chiedere nuovamente la revisione del processo per poter provare la sua innocenza.

 

Moltissime persone si sono attivate e hanno fatto comunità

tra cui :
Don Luigi Ciotti, Luciana Castellina, Daria Bignardi, Gustavo Zagrebelsky, Mons. Corrado Lorefice e moltissimi altri altrettanti famosi e poi noi che abbiamo letto e ne abbiamo parlato..

 

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video, 3.43  –Alaa Faraj alla cattedrale di Palermo: “Un miracolo essere qui”

 

PALERMO, REPUBBLICA 30 settembre 2024

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2025/09/30/video/alaa_faraj_alla_cattedrale_di_palermo_un_miracolo_essere_qui-424880620/

 

 

 

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video, 10  min.  –RAIPLAY.IT — 11- novembre 2025
https://www.raiplay.it/video/2025/11/Il-cavallo-e-la-torre—Puntata-del-11112025-d2a3cba6-253f-4bca-b23e-67e884b2b944.html

 

 

 

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SEGUE 

da:

SELLERIO
https://www.sellerio.it/it/catalogo/Perche-Ero-Ragazzo/Faraj/16518

 

 

 

Perché ero ragazzo

 

 

 

Alaa Faraj

Perché ero ragazzo

Postfazione di Alessandra Sciurba  ( Univ. Palermo, destinataria delle lettere di Alaa Faraj )

 

Le lettere dal carcere di un giovanissimo calciatore partito per l’Italia, pieno di speranze, progetti, una certa idea di Europa. Il romanzo di uno scandalo umano e giudiziario attraverso lo sguardo sbigottito di un ragazzo che non ha mai smesso di sognare.

Nell’agosto del 2015 la Libia è un paese devastato dalla guerra civile, l’Italia dista cinquecento chilometri, circa un’ora di volo, Alaa ha appena vent’anni. È uno studente di ingegneria, una promessa del calcio libico, alle spalle una famiglia pronta a sostenerlo nel suo sogno: raggiungere l’Italia, la porta dell’Europa, forse un nuovo inizio, la speranza concreta di un futuro felice. Ottenere un visto, però, è impossibile, i canali umanitari non esistono, l’unica strada è salire a bordo di un barcone insieme a tre amici, anche loro calciatori. Durante quella disperata traversata 49 persone muoiono soffocate dentro la stiva. I giornali parlano di «strage di ferragosto». Accusato di essere uno degli scafisti, Alaa Faraj continua ad affermare da dieci anni la sua innocenza. Ha accettato il ruolo del detenuto, non accetterà mai quello del criminale.

Ha scritto questo libro in prigione, in un italiano appreso dentro le celle, in una lingua naturalmente delicata, a volte ironica, colma di dignità e stupore. Lo ha scritto a mano, a stampatello, nei fogli ri-mediati in prigione e poi inviati – lettera dopo lettera – ad Alessandra Sciurba, docente di filosofia del diritto, conosciuta in carcere durante un laboratorio e diventata la voce e il volto della battaglia di Alaa per la giustizia e la verità.

Perché ero ragazzo è il racconto di un viaggio fatto di speranze e pericoli, l’indecenza delle morti per mare, l’arresto, la condanna, i primi dieci anni di carcere. Alaa Faraj ripercorre la sua storia con uno sguardo prima sbigottito, poi sempre più consapevole, mantenendo una paradossale fiducia nello Stato: le indagini forse frettolose, sulla base di poche testimonianze di persone sotto shock, la vita dietro le sbarre, la voglia di studiare, la felicità di certi incontri, la necessità di resistere, la paura e la frustrazione sempre in agguato. La lotta di Faraj per la libertà è diventata la lotta di scrittori e artisti, attivisti come don Ciotti, giornalisti d’inchiesta, programmi televisivi, un’attenzione che non accenna a scemare.

Sono più di tremila le persone arrestate ne gli ultimi dieci anni in Italia come «scafisti» – nelle parole dei giudici «l’ultima ruota di un mostruoso ingranaggio del traffico di vite umane» – ma è noto che i trafficanti, quelli veri, rimangono a casa senza rischiare, spesso agendo in continuità con le autorità del loro paese, e non solo.

 

 

Perché a me?

Alaa Faraj
foto da:
https://ultimouomo.com/perche-ero-ragazzo-libro-sellerio-estratto-alaa-faraj

 

 

SEGUE:

L’ESPRESSO  19 SETTEMBRE 2025

Gennaro Tortorelli

 

https://lespresso.it/c/cultura/2025/9/19/alaa-faraj-migrante-libico-perche-ero-ragazzo-libro-sellerio/57015

 

 

 

 

Alaa Faraj ed Alessandra Sciurba, coautrice del libro “Tra la legge e il diritto la giustizia tradita” insieme ad Alaa Faraj.
FOTO – L’ESPRESSO

 

L’odissea di Alaa Faraj, migrante, recluso e ora scrittore. Colpevole solo di “essere ragazzo”

Nei suoi dieci anni di detenzione in Italia, Alaa Faraj non ha mai voluto che i suoi genitori andassero a trovarlo dalla Libia. «Se voi venite qua io mi ammazzo», ha detto al telefono a suo fratello Ahmeida. Si vergognava. Non sopportava l’idea che lo vedessero da carcerato, nonostante la coscienza limpida, l’amore per la famiglia e la nostalgia che bruciava come la marmitta della nave, la notte in cui gli è cambiata la vita.

 

 

 

qui trovate una piccola introduzione e un capitolo del libro che si legge con piacere:

https://ultimouomo.com/perche-ero-ragazzo-libro-sellerio-estratto-alaa-faraj

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  1. DONATELLA scrive:

    Terrificante, insopportabile questa storia, di cui non ha parlato finora nessuno.

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