*** sono cose che ci fanno bene al cuore, non vi pare ?
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Nel quartiere dell’Oltrarno a Firenze, nel Giardino dell’Ardiglione–Nidiaci, un’installazione con i nomi dei bambini uccisi a Gaza, progetto degli alunni della scuola media Machiavelli. 19.104 strisce di stoffa, strappate da vecchi lenzuoli e appese agli alberi del giardino.
video, apri qui — pochi istanti
https://x.com/i/status/2024417764589379978
ALTRA FOTE E FOTOGRAFIA+ VIDEO
CORRIERE FIORENTINO 19 FEBBRAIO 2026
Firenze, un glicine di stoffa e 19 mila nomi: sono i bambini palestinesi uccisi a Gaza. «Non numeri ma persone»
Al giardino dei Nidiaci il lavoro degli insegnanti e degli alunni della media Machiavelli

La prima impressione, vedendo da lontano questa lunga striscia di pezzi di stoffa appesi che ricordano un glicine, è la bellezza. Poi arriva la vertigine, leggendo i nomi scritti sopra e scoprendone il significato: «Suleimann 12», «Yahya 11», «Nour 3» e tutti gli altri.
Sono 19.104 e sventolano tra gli alberi del giardino dell’Ardiglione. Ogni striscia porta il nome e l’età di un bambino tra zero e sedici anni di Gaza che non c’è più. A scriverli, con un inchiostro indelebile, sono stati altri bambini: quelli che vivono nel quartiere dell’Oltrarno, giocano nell’area verde del rione e frequentano la scuola media Machiavelli.
L’idea è nata da alcuni insegnanti della scuola, ma poi si è estesa e hanno aderito tutte le classi della media: i docenti hanno parlato di conflitti e di Gaza in aula, poi, perché di quei discorsi non rimanessero solo echi lontani, per le vacanze di Natale hanno dato a ciascun studente un kit con venticinque pezzi di stoffa, tagliati da vecchi lenzuoli, un pennarello e un elenco di venticinque minorenni morti nella Striscia di Gaza, tra gli oltre diciannovemila che fanno parte della lista ufficiale dei minori deceduti registrata dall’anagrafe palestinese.
18 FEBBRAIO 2026
** video di pochi istanti ma molto suggestivo
https://video.corrierefiorentino.corriere.it/placeholder/97034c0a-ed0d-4366-bd33-61cf992e6xlk
«Non sono numeri, ma persone con un nome. Con questa iniziativa volevamo restituire loro, in qualche modo, l’identità di bambini. Non è solo un’idea per commemorarli, ma anche un segno di speranza per fa sì che i bambini siano davvero intoccabili» dicono i professori. «Molte famiglie ci hanno ringraziato per questa iniziativa», che ha dato modo di riflettere non solo a scuola ma anche a casa. I docenti hanno poi chiesto alle famiglie se volessero donare l’installazione al giardino dell’Ardigilione (i Nidiaci), che tutti nel quartiere conoscono e che hanno frequentato almeno una volta. Sono state organizzate anche due giornate al giardino, dalla mattina alla sera, a cui hanno partecipato i giovani cittadini del rione, che hanno preparato ulteriori ritagli di stoffa con i nomi. Ne è nato un lavoro collettivo che ha coinvolto la scuola e tutto il quartiere, un’installazione contro l’indifferenza che richiama i versi del poeta palestinese Refaat Alareer «If must die… let it be a tale (“Se devo morire… lascia che sia una storia”)».
Nella poesia l’autore chiede per ricordarlo di realizzare un aquilone bianco con un pezzo di stoffa e una corda lunga cosicché un bambino, da qualche parte a Gaza veda l’aquilone «volare in alto sopra e pensi per un momento che ci sia un angelo lì». Versi che hanno ispirato l’idea delle strisce di stoffa da appendere in un luogo simbolo per i bambini dell’Oltrarno.Le 19.104 strisce sono così state appese a fili, una accanto all’altra, tra gli alberi e l’edificio del Centro Giovani a formare una specie di tunnel della memoria, che sorprende e fa riflettere chi entra nel giardino. L’installazione (con il patrocinio del Quartiere1) sarà inaugurata il 22 febbraio alle 15.
DAL GIORNALE:
