*** mi scuso per alcune foto venute male, incapace di aggiustarle, pazienza ..
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IL DIRETTORE – 57 anni
Yannick Nézet-Séguin (Montréal, 6 marzo 1975) è un direttore d’orchestra canadese.
Nel 2000 diventa direttore musicale dell’Orchestre Métropolitain di Montréal e nel 2003 dirige anche la Victoria Symphony di Victoria.
Nel 2005 dirige l’Orchestra filarmonica di Rotterdam di cui dal 2008 diventa il direttore principale. Nel dicembre 2008 dirige la Philadelphia Orchestra di cui dal 2012 diventa direttore musicale. Sempre dal 2008 dirige anche la London Philharmonic Orchestra.
Nel settembre 2018 assume la carica di Musical Director del Metropolitan Opera di New York, succedendo allo storico direttore James Levine.
Nel 2026 viene chiamato a dirigere il tradizionale Concerto di Capodanno di Vienna.
Vive tra Montréal e Filadelfia con il compagno Pierre Trouville, violinista dell’Orchestre Métropolitain di Montréal.
Vienna — Musikverein ( Associazione Musicale Viennese) e la Sala Dorata dove si svolge il concerto di Capodannodove mandavano i fiori da Sanremo, anni fa.

L’edificio è del 1870. E’ la casa dell’Orchestra Filarmonica di Vienna. E’ stata costruita dall’architetto Theophil von Hansen (Danish-Austrian architect, 1813 – 1891). Con la sua ” Grande Sala ” è uno dei più bei saloni del mondo.
L’ incisione su legno è stata pubblicata nel 1883.

La Grande Sala o Sala dorata dove si svolge il Concerto

Palco dell’orchestra

Il Palazzo della Musikverein illuminato. La cupola che si vede al fondo sulla sinistra dovrebbe essere la Chiesa di San Carlo Borromeo

una foto notturna della Chiesa di san Carlo Borromeo a Vienna – periodo barocco
da qui segue da:
— qualche aggiunta nostra
RAI SCUOLA – video, 9 min. ca –di Folco Quilici e Jean Antoine CON TESTO
( sotto )
video, apri qui
https://www.raiscuola.rai.it/storiadellarte/articoli/2022/06/Vienna-I-fasti-di-uneredita-italiana-052e2283-052e-4923-8c0c-e71d30ef81f9.html

La Chiesa di San Carlo Borromeo, Vienna
Una delle chiese più romane di Vienna fu dedicato al padre fondatore dell’ordine gesuita, San Carlo Borromeo. La chiesa era stata voluta dall’imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Napoli, Carlo VI d’Asburgo (1685-1740), a seguito dello scampato flagello di peste che colpì la città. A Carlo Borromeo, protettore degli appestati, nel Seicento furono dedicate moltissime opere, sia pittoriche sia architettoniche, essendo uno tra i massimi riformatori della Chiesa cattolica assieme a Sant’Ignazio di Loyola e San Filippo Neri (Giovan Battista Gaulli e la Chiesa del Gesù; Andrea Pozzo nella Chiesa di Sant’Ignazio).


SANT’AGNESE IN AGONE, PIAZZA NAVONA

*** continua il testo
San Carlo di Vienna ricorda un altro ex voto, la Chiesa della Salute di Venezia (Venezia. Carnevali, ori e marmi), ma l’impianto architettonico dell’edificio viennese è palesemente riferito a Sant’Agnese in Agone a Roma (Francesco Borromini, una biografia).
Autore del progetto, l’architetto Johann Bernhard Fischer Von Erlach (1656-1723), vincitore del concorso e all’opera nel 1716 per alzare la chiesa ultimata venticinque anni dopo dal figlio. Von Erlach era stato a Roma tra il 1671 e il 1683 lavorando nella bottega degli Schor, celebre famiglia di architetti, decoratori, scultori e pittori di origine sudtirolese, strettamente legati all’atelier di Gian Lorenzo Bernini (La libertà di Bernini). Da Roma, fino al 1687, Von Erlach era stato poi a Napoli, al seguito del viceré.

La Chiesa di San Carlo Borromeo, dettaglio di campanile e colonna, Vienna
L’elemento più originale della facciata di San Carlo a Vienna, rispetto alla facciata di Sant’Agnese a Roma, sono le due colonne coclidi istoriate con episodi della vita di San Carlo Borromeo su modello della Colonna Traiana e Antonina, scolpite dall’italiano Lorenzo Mattielli (1687-1748).
È possibile dimostrare che si tratta della concreta attuazione di un’idea di Gian Lorenzo Bernini
Tomaso Montanari
Lo storico dell’arte Montanari ricorda che Bernini, durante il suo viaggio in Francia, raccontava di aver proposto ad Alessandro VII di riunire la Traiana e l’Antonina in Piazza Colonna a Roma, costruendo intorno ad esse una enorme fontana; nello stesso tempo, propose a Luigi XIV di erigere davanti al suo Palazzo del Louvre un grande anfiteatro accompagnato da due colonne coclidi sul modello dei prototipi romani.
I viaggi degli artisti, come pure la circolazione di disegni e stampe, nel Seicento confermano il ruolo esemplare di Roma e dell’Italia nella definizione del primo stile globale per eccellenza, il Barocco
La vasta cupola di San Carlo e il suo pronao d’ingresso ispirati all’arte classica greco romana, nella Vienna imperiale rappresentavano il centro del potere spirituale. Similmente, la grande cupola affrescata del Salone di Gala, nella residenza imperiale, oggi Biblioteca Nazionale Austriaca, costituiva il cuore del potere temporale e della scienza.

Daniel Gran, Affresco della cupola della Sala di Gala, 1723-’26, Biblioteca Nazionale Austriaca, Vienna
La Sala della biblioteca, la più grande del Barocco europeo, nasce nel Settecento come ala a sé stante voluta dall’imperatore Carlo VI. Edificata da Joseph Emanuel Fischer Von Erlach (1693-1742), su progetti del padre, Johann Bernhard, l’enorme spazio lungo quasi ottanta metri e alto venti, fu coperto da una cupola sontuosamente affrescata dal pittore di corte Daniel Gran (1694-1757), per glorificare l’imperatore Carlo VI.
L’esemplare affresco del Tardo Barocco viennese, veniva realizzato da un artista austriaco formato in Italia con due grandi nomi della pittura, il veneziano Sebastiano Ricci (1659-1734) e il partenopeo Francesco Solimena (1657-1747).
La statua di Carlo VI troneggia al centro della Sala sotto la cupola e l’affresco, circondata da quattro globi terrestri e celesti di epoca Barocca, a simboleggiare il più grande centro del sapere. La biblioteca infatti, ancor oggi conserva la maggiore collezione al mondo di manoscritti della Riforma di Martin Lutero.
Il Castello di Schönbrunn, Vienna
Negli stessi anni in cui lavorava alla Chiesa di San Carlo, Johann Fischer Von Erlach era all’opera nel Castello di Schoenbrunn. La grandiosa reggia imperiale di Vienna, sede della casata d’Asburgo dal 1730 al 1918, era stata voluta da Leopoldo I per il figlio Giuseppe.
Era nelle intenzioni dell’architetto oscurare la Reggia di Versailles di Luigi XIV (Francia. L’impero assoluto di Re Sole); tuttavia, l’ambizioso castello nel 1705 non aveva ancora una sua forma definitiva date le continue interruzioni dei lavori dovute alla scarsità di fondi, denari impiegati nella guerra di successione spagnola.

Complesso del Belvedere, Vienna
Autore del grandioso Complesso del Belvedere, l’architetto austriaco Johann Lucas von Hildebrandt (1668-1745), anche lui formato in Italia. Figlio di un ufficiale dell’esercito asburgico di stanza a Genova, Hildebrandt aveva trascorso la sua giovinezza a Roma, dove negli ultimi anni del Seicento, fu allievo dell’architetto Carlo Fontana (1638-1714). Ingegnere militare, il giovane fu al servizio di Eugenio di Savoia ed ebbe modo di conoscere l’opera di Guarino Guarini (1624-1683) in Piemonte (Torino. Dai Castellamonte a Guarini).
Il Complesso del Belvedere, realizzato come residenza ufficiale per il principe Eugenio di Savoia, sorge a sud del centro storico di Vienna e rappresenta uno dei capolavori dell’architettura Tardo Barocca e Rococò austriaca.

Complesso del Belvedere, Vienna
Eugenio di Savoia era un amante delle arti, delle lettere e un appassionato collezionista di libri e quadri. Come i suoi cugini piemontesi era molto attratto anche dall’architettura e il Belvedere è solo una delle numerose residenze di delizie che fece erigere a Vienna e dintorni. La dimora, dove Eugenio riceveva visite diplomatiche e manteneva rapporti con generali e regnanti di stati europei, è un esempio magnifico di connubio tra Barocco italiano e mitteleuropeo.
Hildebrandt fu un amante delle forme fluttuanti, che lo distinguono dallo stile aulico di Johann Bernhard Fischer von Erlach, cui succedette nel 1723 come soprintendente alle costruzioni imperiali.

Il Complesso del Belvedere è formato da due palazzi contrapposti, il Belvedere superiore e quello inferiore, separati da una grande prospettiva di giardini alla francese digradanti sulla collina e affacciati sulla città. I lavori per la realizzazione dei giardini iniziarono a costruzione ultimata nel 1717 e vennero affidati a Dominique Girard che, già attivo a Versailles come pupillo del celebre André Le Nôtre (1613-1700), qui ripropose numerosi e scenografici “giochi d’acqua”.

UNA SALA –Complesso del Belvedere, Vienna
Di fronte al Complesso superiore, Girard collocava il cosiddetto “stagno di riflessione”, che rifletteva la facciata dell’edificio e sotto, tre ampie terrazze con bacini d’acqua che collegavano il Belvedere superiore con l’inferiore.
Il Complesso del Belvedere rappresenta la perfetta fusione di architettura e paesaggio tipici di quel “Barocco internazionale” che ebbe la sua fortuna nell’Europa centrale
Negli interni degli edifici, splendidamente decorati, oggi è collocata la Österreichische Galerie Belvedere, uno dei principali musei d’arte di Vienna.
FOTO DI COPERTINA
Dettaglio di facciata della Chiesa di San Carlo a Vienna
APPROFONDIMENTO
I più grandi musei del mondo. Vienna
TUTTO QUESTO E’ IL TESTO CHE ACCOMPAGNA UN VIDEO DI
RAI SCUOLA- video, 9 min. ca
Il breve filmato estratto della terza puntata della serie televisiva Festa Barocca (1981-’82) di Folco Quilici e Jean Antoine (Il lungo confine del Nord di Folco Quilici), introduce alcune fastosi esempi architettonici sorti a Vienna tra Sei e Settecento.
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Con questo barocco la pietra sembra levitare verso il cielo senza perdere nulla della sua gravità, quasi una danza.