Caracciolo: Una strategia per l’Italia nella rivoluzione mondiale. Il nostro nome segreto è
Medioceania. Una strategia per evitare la deriva dopo il collasso della Pax Americana.

Articoli di questo volume:
Editoriale del numero di Limes 1/26 “L’Italia nella rivoluzione mondiale”.

Appendice all’editoriale del numero di Limes 1/26, “L’Italia nella rivoluzione mondiale”
di Laura Canali

Nel Mediterraneo allargato, dove si gioca la sopravvivenza della Penisola, la Turchia è ormai la potenza di riferimento. Con Ankara abbiamo ottime relazioni, ma potrebbero costarci care. L’America è inaffidabile e l’Europa distratta: siamo soli.
di Francesco Zampieri

L’Ue è un’incompiuta perché poggia su ambiguità che il momento americano esaspera. Dal Venezuela alla Groenlandia, dall’Ucraina al Mercosur, cronaca di una crisi annunciata. Surrogare la politica con l’aritmetica non funziona più.
di Fabrizio Maronta
Gli europei continuano a leggere il mondo attraverso categorie morali, fraintendendo la nuova fase geopolitica. Altro che Trump: Pax Americana e globalizzazione sono finite. L’illusione dell’egemone benevolo. Il Vecchio Continente sarà terra di competizione.
di Bruno Alberti
Gli Stati Uniti possono aiutarci a ristabilizzare il nostro estero vicino, dai Balcani al Nord Africa. Dobbiamo dotarci di Forze armate all’altezza e rivedere il regime delle basi a stelle e strisce. Come coabitare con i turchi nel Medioceano.
di Federico Petroni

Roma è uscita dalle nuove vie della seta, ma non dal radar di Pechino. Bisogna riequilibrare la bilancia commerciale, perimetrare la cooperazione tecnologica e accademica, definire il rapporto in Africa. In sintonia con Washington.
di Giorgio Cuscito

La Federazione uscirà provata dalla guerra, ma continuerà a esistere. Il dilemma è dunque come e quando, non se, tornare a parlarci. La strategia russa nel Mediterraneo. I dolori franco-tedeschi e il possibile ruolo dell’Italia. L’America resta in Europa, ma solo per sé.
di Orietta Moscatelli
In crisi d’identità, la Francia ci prende a modello. Cosa possiamo fare insieme: dall’unificazione delle Libie al monitoraggio della Germania e all’Ucraina. Continueremo a litigare, ma chi meglio di Roma e Parigi può intestarsi un Occidente post-americano?
di Agnese Rossi
Appendice dell’articolo “L’Italia dopo la fine dell’eccezione francese” in Limes 1/26, ‘L’Italia nella rivoluzione mondiale’.
di Giacomo Mariotto
La penetrazione cinese ha rimesso in movimento l’intero continente, scatenando la competizione tra le potenze. Tra afrocentrismo, mediorientalizzazione e caccia alle risorse. La partita dei corridoi. Piano Mattei, pmi, giovani e creazioni di impresa: istruzioni per l’uso.
di Mario Giro
Proteggere il nostro paese è anzitutto questione di cultura: emancipiamoci dal mito del vincolo esterno. I limiti demografici, biologici e tecnici della difesa nazionale. In una guerra oggi saremmo subito sconfitti. Non c’è riarmo senza strategia. Ma quali armi?
di Giacomo Mariotto

Mentre Cina e America lanciano nel cosmo razzi e satelliti, l’Europa si dedica a infinite riunioni. L’accelerazione tedesca e la competizione con la Francia. Se Roma vuole contare quanto vale deve guardare oltre l’Esa e accentrare le politiche spaziali.
di Marcello Spagnulo

Solitudine e depressione attanagliano l’Italia, impedendoci di esprimere una prospettiva sulla rivoluzione mondiale. Come ci nascondiamo per sopravvivere. Il problema dell’università. La geopolitica quale antidoto alla privatizzazione della salvezza.
di Giuseppe De Ruvo
Produrre e vendere prodotti alimentari è la quintessenza del capitalismo italiano. Ma le aziende agroalimentari non ci salveranno dal declino industriale. Il potere di Coldiretti. Il futuro del paese passa dalle nicchie che non sappiamo di avere.
di Alessandro Aresu
Conversazione con Pietro Verde, studente alla Xi’an Jiaotong University e Andrea Esposito, ingegnere a Foundation Robotics e prima a Tesla Optimus.
a cura di Giuseppe De Ruvo

Il porno è un potente collante comunitario, che slega le relazioni dal sesso favorendo la stabilità sociale. Come cambiano i rapporti di genere ora che i maschi cucinano meglio. Cronache dal mondo della riproduzione artificiale. L’autoerotismo non è un fatto politico.
di Vittorio Ray
La crisi dell’America produrrà un mondo frammentato, intensamente competitivo e strutturalmente fragile. Pechino cercherà la stabilità e il negoziato permanente per evitare che la competizione con Washington diventi guerra.
di Sun Chenghao
Conversazione con Oren Cass, fondatore di American Compass.
a cura di Federico Petroni

Le pressioni esercitate da Trump erodono la special relationship tra i paesi anglofoni. La condivisione d’intelligence è già stata ridotta. Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda cercano alternative. L’illusione di Canzuk. La profezia di Orwell.
di Srdjan Vucetić
La rimozione di Maduro serve al regime ereditato da Rodríguez per restare a galla. Oggi in Venezuela comanda un direttorio in continua concertazione tra fazioni interne e pressioni esterne. La ‘transizione democratica’ e i calcoli di Trump e Machado.
di Benigno Alarcón-Deza

La guerra ucraina è il chiarimento tra Mosca e Occidente mancato dopo il crollo dell’Urss, oggi più necessario che mai. Trump come sintomo dei tempi. L’equivoco dell’‘imperialismo’ difensivo. Quali rapporti con l’Europa, in un mondo sempre meno europeo?
di Fëdor Luk’janov

Il progetto di integrazione del macrocontinente nasce dal pensiero eurasista e dallo strappo con l’Occidente. Fatto proprio dal Cremlino rischia però di consegnare Mosca a Pechino. Dalla dottrina Primakov al paradigma Nevskij.
di Aldo Ferrari

Davos non ha portato risultati tangibili per Kiev, dove è sempre più difficile garantire elettricità e riscaldamento. Il lancio dell’Orešnik a Leopoli è un segnale a Europa e Usa. La ricostruzione e la stabilità del paese invaso dipenderanno dall’aiuto estero.
di Mirko Mussetti

La minaccia russa favorisce l’aggregazione militare, industriale e politica di baltici e scandinavi, che fortificano i confini e rafforzano gli eserciti. Le percezioni del pericolo. Il crescente scetticismo verso Washington. Una difesa senza America? Se ne può parlare.
di Roger Anton Calvello

Il disagio trasversale delle classi medie suggerisce che a essere in crisi sia l’intero ordine mondiale, ovunque fondato sulle promesse dello sviluppo. Ma se i sistemi politici occidentali appaiono fragili è perché, più di altri, dipendono dal consenso: sopravvivranno alla disillusione?
di Raffaele Alberto Ventura

Le carte storiche del numero di Limes 1/26, “L’Italia nella rivoluzione mondiale”
a cura di Edoardo Boria
Condividi











