GUS – Gruppo Umana Solidarietà / link sotto –Fiabe e favole dal mondo: La favola del Senegal, Perché ci sono tanti idioti + cosa è il GUS + altro

 

 

 

*** mi è sembrato di scoprire un altro mondo dove la solidarietà è di casa, ch.

 

 

 

 

link GUS sotto

 

 

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HoshieWIKIPEDIA

 

 

 

 

GUS Gruppo Umana Solidarietà   25 gennaio 2026 ore 12.00

 

 

 

 

 

 

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Potrebbe essere un'immagine raffigurante pizzo

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante macramè

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante campana al vento e macramè

 

 

 

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone e il Muro Occidentale

una bella foto da Matera– stesso link sotto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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” Barbonaggio teatrale ” _ Lecce

 

 

tutte le immagini sopra ( + tante altre ) sono del Facebook del GUS:::

 

GUS Gruppo Umana Solidarietà- FACEBOOK – 2 gennaio 2026

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TESTO

 

Tanto tempo fa c’erano pochissimi idioti nel mondo rispetto a oggi. Quando se ne trovava uno da qualche parte, subito era cacciato via dal villaggio. Oggi, invece, bisognerebbe cacciare via la metà del villaggio e ancora ciò non basterebbe. Ma come si spiega che ci sono in giro tanti idioti? Ecco come sono andate le cose… Un giorno tre idioti che erano stati cacciati via da un villaggio per colpa dei loro pettegolezzi, si ritrovarono ad un crocevia e dissero: «Forse arriveremo a qualche cosa di utile se riuniremo l’intelligenza di tre teste stupide». E proseguirono il loro cammino insieme: dopo un certo tempo, arrivarono davanti a una capanna dalla quale uscì un vecchio uomo che disse loro: «Dove andate?». Gli idioti alzarono le spalle e risposero: «Dove ci porteranno le nostre gambe. Ci hanno cacciato via dal nostro villaggio per le nostre imbecillità». Il vecchio rispose: «Allora entrate. Vi metterò alla prova». Questo vecchio aveva tre figlie anche loro imbecilli e si dimostrò comprensivo. L’indomani, chiese al primo idiota: «Tu, vai alla pesca!» E al secondo: «Vai nel bosco e porta un masso legato con treccine di corde!» Poi al terzo: «E tu portami delle noci di cocco!» Gli idioti presero un recipiente ciascuno, un’ascia e un bastone e si misero in strada. Il primo si fermò vicino al mare e si mise a pescare. Quando il suo recipiente fu pieno, ebbe di colpo sete; ributtò tutto il pesce in acqua e tornò a casa a bere. Il vecchio gli domandò: «Dove sono i pesci?». Egli rispose: «Li ho rimessi nell’acqua. Mi ha preso la sete e sono ritornato veloce a casa per bere. Il vecchio si arrabbiò: «E non potevi bere al mare?» gli chiese. L’idiota rispose: «Non ci ho pensato…» Durante questo tempo, il secondo idiota che era stato nel bosco, ma si preparava a ritornare a casa; si era reso conto che non aveva corda per legare i massi. Correva a casa appunto per cercarne una. Il vecchio si arrabbiò di nuovo: «Perché non hai legato il tuo masso con una delle corde?». Egli rispose: «Non ci ho pensato..». Il terzo idiota montò sulla palma da cocco, mostrò alle noci di cocco il suo bastone e disse: «Tu devi buttare a terra queste noci di cocco, hai capito?» Scese e cominciò a lanciare il bastone sul cocco. Ma non fece cadere nessuna noce. Anche lui ritornò a casa a mani vuote. E una volta ancora il vecchio si arrabbiò: «Poiché tu eri sul cocco, perché non hai colto il frutto con le mani?». Egli rispose: «Non ci ho pensato…». Il vecchio seppe che non avrebbe combinato niente di buono con quei tre scemi. Gli diede in moglie le sue tre figlie e li cacciò via tutti quanti. Gli idioti e le loro mogli costruirono una capanna e vi vissero bene e male. Ebbero figli tanto stupidi quanto erano loro, le capanne si moltiplicarono e gli idioti si disseminarono in tutto il mondo.

 

 

 

Il GUS Gruppo Umana Solidarietà “Guido Puletti”

 


www.gus-italia.org

 

 

 

DAL FACEBOOK https://www.facebook.com/photo/?fbid=187135810604508&set=a.187135783937844

 

 

 

E’ una ONG (Organizzazione non governativa) che nasce nel 1993 da un gruppo di volontari organizzati spontaneamente per portare aiuto alle popolazioni colpite dalla guerra nella ex Jugoslavia.

Inizia ad operare nel dicembre del 1993, quando l’Europa si trova ad affrontare il primo conflitto regionale del “dopo muro”. Proprio nei giorni in cui l’idea di dar vita al GUS prende corpo, il primo conflitto slavo entra prepotentemente nelle case degli italiani.

Il 29 maggio 1993 un convoglio di aiuti umanitari organizzato da volontari italiani viene assalito da “militari irregolari” bosniaci. Solo due operatori riescono a salvarsi, mentre tre di loro vengono uccisi. Tra loro Guido Puletti, giornalista italo-argentino, che cessa di vivere in quel giorno di primavera.

Il Gruppo Umana Solidarietà muove i suoi primi passi nel nome di Guido Puletti e degli operatori di pace, veri giganti dei nostri tempi, laici esempi di come accanto alla ripetitiva storia dei conflitti e degli stermini esista un’altra storia, quella dell’umana solidarietà.

In questi 25 anni il GUS ha fatto della tutela dei diritti umani, del rispetto delle culture e della laicità nell’aiuto umanitario la base dei suoi interventi nella cooperazione internazionale, nelle emergenze e nell’accoglienza, in Italia e nel mondo, anche grazie al sostegno di istituzioni, pubbliche e private, e alla generosità di donatori.

Il GUS interviene dal 2001 a sostegno delle popolazioni che raggiungono l’Europa in cerca di protezione, gestendo sul territorio nazionale progetti di accoglienza “diffusa” in 6 regioni: Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Lazio, Sardegna.

In Italia il GUS è intervenuto anche a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto, come supporto psicologico e con progetti di riabilitazione sociale, dopo gli eventi sismici nelle Marche (1997), in Molise (2002), in Abruzzo (2009) e nel Centro Italia (2016).

Il Gruppo Umana Solidarietà promuove inoltre interventi di cooperazione e sviluppo. In Sri Lanka dal 2005 gestisce lo Human Solidarity Children Village, un centro di accoglienza per venti bambine ed adolescenti vittime di violenza ed abusi. È inoltre presente in Albania e ha realizzato progetti a sostegno di minori vittime di abusi e in stato di abbandono in Argentina ed India.

Ogni anno il GUS promuove progetti di Servizio Civile Universale e progetti di volontariato per giovani e studenti.

Nel 2018 il GUS ha prodotto il cortometraggio “OKIKE, una storia d’integrazione”. Scritto da Leonardo Accattoli e Edoardo Ferraro, per la regia di Edoardo Ferraro, racconta la storia di un richiedente asilo, Okike è il suo nome, che si prepara ad affrontare la Commissione territoriale cui spetta la decisione sulla sua richiesta di Protezione internazionale.

Okike racconta la difficoltà di convivere con il trauma della fuga, della violenza, dell’esilio e della solitudine, con una specie di leggerezza, mostrando gli sforzi del protagonista che ha dentro un mondo, ma non ha i mezzi né le capacità per ricrearlo. Come molti migranti che arrivano in Italia con una storia tragica alle spalle, ma paradossalmente si tratta di una storia troppo simile a tante altre “storie migranti”. Per questo Okike decide di raccontarsi attraverso un film. Okike è quindi la storia del film che il protagonista porta davanti alla Commissione che dovrà decidere il suo futuro.

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4 risposte a GUS – Gruppo Umana Solidarietà / link sotto –Fiabe e favole dal mondo: La favola del Senegal, Perché ci sono tanti idioti + cosa è il GUS + altro

  1. Chiara Salvini scrive:

    chiara, per me è difficile dare un senso alla favola.. che, come tutte le favole, ce l’ha senz’altro, e voi ?

  2. DONATELLA scrive:

    E’ incredibile quanto di buono ci sia al mondo.

  3. DONATELLA scrive:

    E’ incredibile quanto di buono ci sia al mondo. Per quanto riguarda la favola, forse vuol dire che gli stupidi rimangono stupidi, senza possibilità di cambiamento e allora è meglio lasciarli nel loro brodo. Certo non è una favola di inclusione.

    • Chiara Salvini scrive:

      Ma forse- anche- vuol dire che è meglio tenerli ” miscelati ” con quelli ” meno scemi “, senza isolarli tra loro che è peggio, lo stesso varrebbe per i matti e anche per i carcerati, mi pare. ciao carissima Do

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