link del Facebook ” RESISTENTE ANCHE OGGI ” DI PINO FRAGALA’
Pino Fragalà Facebook- 11 febbraio 14.31
Buongiorno a tutti

UNA VICENDA DI FALCO CHE SA DI MIRACOLO.
Ho intervistato “Falco soltanto nel marzo 1995 “Falco” al secolo Mario Bruna classe 1926, e oggi un settantenne ancora aitante e pieno di vigoria. E’ una persona piuttosto restia a mettere in evidenza i meriti del proprio operato partigiano. Salito in banda nel maggio/giugno 1944, diventa vicecommissario della IV^ Brigata nel novembre 44 o gennaio 45. Comandante di Brigata è Carlo Montagna (Milan). Vice comandante Angelo Perrone (Bancarà): entrambi uccisi dai nazifascisti durante la lotta partigiana cadono entrambi uccisi da una raffica fascista vicino a Case Carli. Si trovavano li, in un casone dove avevano passato la notte. “La Resistenza l’abbiamo inventata giorno per giorno” è una frase che abbiamo detto tutti, ma credo che la paternità sia proprio di “Falco” Ecco il suo racconto.
Il 17 gennaio 1945,il distaccamento di Mario Bruna (Falco) subisce un duro rastrellamento da parte della banda “Ferraris” il famigerato Capitano Ferraris, ma allora ancora tenente. Un nome, quello di Ferraris, temuto: dotato di coraggio e di capacità militari, anima di tanti rastrellamenti, l’ideatore della “Controbanda”, l’uccisore di Nino Berio (Tracalà) a Chiusaveccia.
Egli si era guadagnato la fiducia delle S.S. Tedesche, tanto da essere da loro decorato con la croce di ferro di II^ classe, per la spietatezza delle sue azioni. Si trovavano in due casoni, sopra Molini di Prelà (Case Carli), negli oliveti sul costone che fronteggia Valloria, in direzione di Villa Talla e Tavole.
Nel casone più a valle, “Falco”, “Deri Ernesto(Austiaco) ” e Nino Peruzzi stanno dormento a pianterreno, nella stalla.Dal tavolato del solaio, adibito a fienile, saranno state le 5 del mattino, “Falco” è svegliato fortunatamente dal rumore di una pila ad autocarica , il caratteristico”zzz, zzz”. Sente la voce di un milite che , diretto al Ferraris, gli dice: “Signor Tenente, qui non c’è nessuno! “ Semi vestito com’è”Falco”, con un calcio sveglia “Deri” e Nino Peruzzi. Afferra il mitra che ha accanto e si precipita fuori. Sulla porta si trova di fronte un milite, un certo Allavena di Bordighera. Senza articolare una sillaba, contemporaniamente si sparano, quasi a bruciapelo; un solo colpo. L’Allvena cade a terra con una coscia forata dalla pallottola di “Falco”. Il colpo di Allavena (non si sa per quale miracolo) colpisce il mirino del mitra di “Falco”, la pallottola si spappola e una scheggia lo ferisce al braccio sinistro che ha portato tutta la vita la cicatrice. Un’altra scheggia lo ferisce al basso ventre, e si arresta ai limiti del peritoneo. “Deri e Peruzzi riescono a fuggire puntando a monte e raggiungendo Pantasina. “Falco”invece punta a valle, salta i “Maxei”, senza capire più niente, finchè si accorge di trovarsi in mezzo a due fascisti. Spara con il mitra ma non sa in quale direzione, probabilmente in alto, fino a svuotare il caricatore. I fascisti scappano e lui riesce a nascondersi in un grosso roveto. E sta lì ferito com’è, rannicchiato e morto di freddo, tutta la mattinata! Sente ripetutamente i rastrellatori che gli passano vicino avanti e in dietro, ma nell’intrico del roveto non lo vedono.Quando, soltanto nel pomeriggio inoltrato, non sente più rumore dei rastrellatori, e pensa ragionevolmente che tutto sia finito, dopo aver nascosto il mitra in un incavo (una “scaffa del maxei”) sotto il roveto dove si trova, riesce finalmente a raggiungere l’abitato di Tavole, quando ormai si è fatto buio. Una giornata estremamente lunga per lui, anche se le giornate in quel periodo sono corte! Riveve le prime cure nella casa di una collaboratrice dei partigiani.Soltanto molto più tardui arriva il dottor Eugenio Martini (Serpente) che lo fa immediatamente ricoverare nell’ospedale partigiano dello stesso paese. Il Dr. Martini è molto scettico, pensa che “Falco” non debba passare la notte! Il mattino seguente invece, contrariamente alle pessimistiche previsioni del medico “Falco” si sente inaspettatamente e insperabilmente in forma. Si rende conto che è guarito.Del casone a monte dov’erano “Millan” e “Bancarà” non non ne ricorda la vicenda in quel rastrellamento, che era stato programmato e realizzato a colpo sicuro, a seguito di una spiata da parte di un ex partigiano. Staffetta”Gamba di legno”, passato armi e bagagli nelle bande fasciste. “Falco” riconosce che i partigiani rischiavano grosso dormento per giorni consecutivi nello stesso casone, quando invece avrebbero dovuto cambiare rifugio molto più sovente: i partigiani di “Tito” in Jugoslavia non hanno mai dormito due giorni di seguito nello stesso rifugio. Ma tat’è, del senno di poi son piene le fosse.
Da “Aspettando Aprile di Attilio Mela 1998”
Mela Attilio: <Aspettando Aprile – Interviste racconti, episodi della Resistenza im- periese>, lstituto Storico della Resistenza, lmperia (Primo De …
(nella foto il commissario Falco)

Cenni di Storia della Resistenza nell’Imperiese (I^ Zona Liguria
di Adriano Maini — compagno e amico
*** se avete tempo date una scorsa a questo blog per rendervi conto di quanti studi e quando ricerche ci sono sulla Resistenza e sui Fascisti nel nostro territorio dove, conoscendole anche solo un po’, vivremmo meglio –più radicati in quelle storie che ci darebbero un”identità più sicura e più voglia di ” battagliare “
apri qui
https://primazonaoperativaliguria.blogspot.com/2021/03/cenni-sulle-brigate-nere-in-provincia.html
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video, 2.29– parla Pino Fragalà che ha fatto le ricerche insieme alla moglie
apri qui sotto *** prima una lunga réclame di una macchina, poi PINO
Quello che abbiamo trovato su Pino:
Ha raccolto quattromila scatti di partigiani
Pino Fragalà, abita ad Albenga e ha una passione particolare: colleziona foto di partigiani.
Il suo museo personale è composto da 4.000 pezzi, foto originali o copie, tutte custodite nello schedario: battaglie, donne partigiani, personaggi famosi della Resistenza. C’è anche la sezione dei fascisti che a quell’epoca abitavano ad Albenga.
A Riviera Time racconta come è cominciata la sua passione e delle difficoltà di trovare le foto
