*** La capitale Nicosia è divisa in due parti: in una ( parte sud della città ) è la capitale della parte greco- cirpriota; l’altra ( parte Nord ) è capitale della parte turco cipriota.
IL MANIFESTO 10 MARZO 2026
https://ilmanifesto.it/cipro-frontiera-deuropa-tra-militarismo-e-ultradestra

MAPPA DA : https://annamappa.com/cipro/
Per questione di Cipro o questione cipriota (in greco το κυπριακό, to kypriakó; in turco Kıbrıs Sorunu) si intende comunemente la situazione di tensione e guerra effettiva venutasi a creare sull’isola di Cipro tra le comunità greco-cipriota e quella turco-cipriota e che si è articolata in varie fasi a partire dal 1963. Allo stato attuale la situazione non è ancora risolta e ha condotto alla spartizione de facto dell’isola tra la Repubblica di Cipro greco-cipriota, riconosciuta internazionalmente e membro dell’Unione europea, e l’autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord (RTCN), che occupa il terzo settentrionale dell’isola ed è riconosciuta solamente dalla Turchia.
la questione segue, molto complicata, nel link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Questione_di_Cipro
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*** SEGUE VIDEO ( 10.48 min. )
DA:
LIMESONLINE 10 MARZO 2026 — 10. 42
*** LAURA CANALI — LE MAPPE PARLANTI
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Cipro, serratura per la porta mediorientale
La rubrica “Le mappe parlanti” di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata è dedicata a Cipro, nodo strategico nel Mediterraneo orientale. Un’isola divisa e militarizzata lungo la Linea verde, che separa la parte greca da quella turca. Il ruolo del Regno Unito, oltre le basi di Akrotiri e Dhekelia: il 3% del territorio cipriota è inglese.
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SEGUE IL MANIFESTO DEL 10 MARZO 2026
Cipro frontiera d’Europa tra militarismo e ultradestra.
Massimiliano Sfregola —NICOSIA
Giornalista, editore e blogger. Vivo tra i Paesi Bassi e Cipro (isola, non metro A) Mi occupo di diritti umani, rifugiati e politica europea. Dirigo il portale 31mag.nlcon news in italiano su Olanda e Belgio, scrivo-ho scritto tra gli altri per Il Manifesto, l’Espresso, Il Venerdi, Limes, Il Fatto Quotidiano e il quotidiano greco Kathimerini.
( Il fatto quotidiano) — link
Mediterraneo. Parigi manda una portaerei, Londra la ritira. Atene invia le fregate, Ankara i caccia F16. L’isola diventa un hub militare che in vista delle elezioni e la possibile crescita estremista rischia di esplodere
Leggi anche Cipro, i quartieri chiusi ed esclusivi israeliani generano preoccupazione.
di Massimiliano Sfregola
Mediterraneo. Boom di acquisti di terreni e case da prima del 7 ottobre. Ma ora i ciprioti temono per la sicurezza nazionale, e Tel Aviv accusa i detrattori di antisemitismo.
«Gli israeliani corrono a Cipro a comprare tutto ciò (proprietà immobiliari, ndr) che è in vista», titolava in tempi non sospetti il quotidiano progressista israeliano Haaretz. Era l’estate del 2023, le ultime settimane di quiete prima dell’ennesima tempesta, e il trend era già ben più che visibile: Cipro è divisa, ma sicura, molto vicina, e soprattutto la Repubblica di Cipro, quella greco-cipriota, è uno dei paesi della regione dove gli israeliani si sentono tranquilli e benvenuti.
segue nel link sotto:
–Edizione 10/03/2026

Il presidente francese Macron accolto dal leader cipriota Christodoulides all’aeroporto militare di Paphos – foto Epa/Gonzalo Fuentes
Con i vertici e le riunioni legati alla presidenza cipriota dell’Ue rinviati o spostati online fino a nuovo ordine, sull’isola gli unici incontri in presenza sono quelli dedicati alla sicurezza e alla difesa: il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis sono arrivati ieri pomeriggio nella base aerea Andreas Papandreou di Paphos per un vertice trilaterale con il presidente cipriota Nikos Christodoulides.
«L’ATTACCO A CIPRO è stato un attacco a tutta l’Europa», ha dichiarato Macron, che ha annunciato l’invio della portaerei francese Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale. Secondo l’Eliseo, l’incontro punta a «rafforzare la sicurezza attorno a Cipro e nel Mediterraneo orientale insieme ai partner europei».
Ma non tutti esultano: «Il problema è che Cipro sta diventando una grande area militarizzata. Decisioni politiche del governo come l’abbandono della tradizionale neutralità a favore di un asse con Israele e Grecia e il ricorso alla retorica del nazionalismo ellenico rischiano di mettere in pericolo la sicurezza di tutti», ci spiega Stavros Tombazos, docente di scienze politiche all’Università di Cipro.
Quanto rischia davvero Cipro? «Con l’Iran i rischi sono relativamente contenuti, almeno per ora. Anche dopo l’attacco con i droni, da Teheran hanno insistito sul fatto che i ciprioti sono amici e che gli obiettivi sono le basi britanniche».
Proprio il Regno unito è il grande assente con la sua nave da guerra HMS Dragon, ancora nelle acque di Portsmouth. Secondo i media britannici sarebbe questione di priorità politiche:
per Downing Street il Medio Oriente viene dopo il fronte russo, nonostante l’obbligo di difendere Cipro sia previsto dallo stesso trattato che istituisce le basi britanniche sull’isola.
Per questo motivo il governo di Christodoulides ha salutato con entusiasmo l’arrivo delle fregate greche Kimon e Psara e il sostegno europeo. «A sentirli sembra che siano arrivati i nostri – scherza Tombazos ( Univ. Cipro ) –
Ma questa scelta rischia di essere percepita come una provocazione dalla Turchia, che ha già rafforzato la propria presenza nella parte occupata dell’isola».
IERI MATTINA Ankara ha inviato sei caccia F-16 all’aeroporto di Ercan, nel nord di Nicosia, dove personale militare sarebbe già stato dispiegato in aggiunta ai circa 30mila soldati che la Turchia mantiene stabilmente nel nord.
I rinforzi, a nord e a sud della Linea Verde, non sono passati in sordina: «Irrilevante cosa portino: a Cipro, la Turchia rimane una forza d’occupazione», ha detto caustico il presidente cipriota ( Christodoulides ) a cui ha risposto polemico sui social Tufan Erhurman, presidente della Repubblica turca di Cipro nord: «Christodoulides ha spiegato il dispiegamento di numerosi mezzi militari da parte di diversi Paesi nel sud dell’isola come una ‘necessità di sicurezza’, ma ha interpretato il dispiegamento di sei caccia F-16 e di sistemi di difesa aerea da parte della Repubblica turca per rafforzare la sicurezza dei turco-ciprioti come una reazione contro l’Europa».
L’abbraccio fraterno tra i governi greco e greco-cipriota è soprattutto un fatto di strategia politica interna: il 24 maggio si voterà nella Repubblica di Cipro per il rinnovo del parlamento e i partiti antisistema potrebbero guadagnare terreno, soprattutto Elam, formazione di estrema destra fondata con l’appoggio dei neonazisti greci del disciolto Alba Dorata.
QUESTO GIOCO con il nazionalismo, che riporta indietro le lancette dell’isola e allontana ancora una volta una soluzione per la riunificazione, rischia di diventare pericoloso: «Basterebbe poco – avverte Tombazos ( Univ. di Cipro )–
Un incidente nella Buffer Zone dell’Onu (episodi di tensione tra caschi blu ed esercito turco sono già accaduti in passato) e la situazione potrebbe degenerare rapidamente». In questo momento, osserva il docente, i rapporti tra Grecia e Turchia sulla questione cipriota non sono particolarmente tesi ma il mutato equilibrio di potere nella regione potrebbe avere un impatto.
Secondo Tombazos, il recente avvicinamento tra Cipro, Israele e Grecia – formalizzato in un accordo lo scorso dicembre – ha trasformato l’isola in un’area strategica per Tel Aviv, mettendo Ankara in stato di allerta già prima dell’attacco a Teheran.
«Non è un caso che Christodoulides non abbia condannato l’operazione, mentre Cipro del Nord lo ha fatto», conclude.
INTANTO CRESCE il movimento che chiede la chiusura delle basi ormai oltre il perimetro di rivendicazione dei gruppi di attivisti: sabato scorso circa 300 persone hanno manifestato a Nicosia davanti al palazzo presidenziale per chiedere il superamento del sistema degli «Stati garanti», che a 65 anni dall’indipendenza continua a riconoscere a Grecia, Turchia e Regno unito un ruolo diretto nella sicurezza dell’isola; un assetto che molti considerano ormai »archeologia coloniale».
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QUALCHE IMMAGINE, POCHE , DA NICOSIA –. GETTY IMAGES

Lefkosa- Nicosia del nord ( questa casa – probabilmente ) sarà della parte di Nicosia turco-cipriota

Fogliame cresce in una casa abbandonata di Nicosia
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” Iconostasi ” ( – Separazione interposta fra il coro e le navate nelle basiliche cristiane; segue in Treccani ), altare e pulpito della Cattedrale dell’Apostolo Barnaba a Nicosia

cibo greco : foglie di vite ripiene

“Buyuk Han” caravanserai (aka “Büyük Han”), an old inn built by the Ottoman empire in northern Nicosia in the 14th century, Cyprus, Cyprus island
Caravanserraglio, chiamato “Buyuk Han”, costruito dall’Impero Ottomano nel nord di Nicosia, nel 14° secolo9, a Cipro-

Majestic Christ Pantocrator (center) and other frescos in “Chapel of Saint Eleftherios” (“Agios Eleftherios” chapel) in central Nicosia, Cyprus
Al centri La Maestà del Cristo Pantocratore e altri affreschi nella ” Cappella di Sant’Elefetrios ” nel centro di Nicosia
