– è divertente .. * Giuliano Malatesta, Dentro quella soffitta a Boccadasse, tra fumo, bohémien e la gatta Ciacola. La morte a 91 anni di Gino Paoli: gli esordi, le amicizie –IL MANIFESTO – 25 marzo 2026–

 

 

 

 

Gino Paoli (Gallucci editore): La gatta (con CD audio) - Insieme a Mamma e Papà

una bella foto di Gino Paoli già in là negli anni..
da : www.galluccieditore.com/scheda/?id=214 ( vedi in fondo )
https://www.insiemeamammaepapa.com

 

 

Eravamo quattro amici al bar..

1991

 

 

 

IL MANIFESTO – 25 marzo 2026–
https://ilmanifesto.it/dentro-quella-soffitta-a-boccadasse-tra-fumo-bohemien-e-la-gatta-ciacola

 

Dentro quella soffitta a Boccadasse, tra fumo, bohémien e la gatta Ciacola.

Musica- La morte a 91 anni di Gino Paoli: gli esordi, le amicizie

 

 

 

 

 

ed altre pubblicazioni

 

 

 

Dentro quella soffitta a Boccadasse, tra fumo, bohémien e la gatta Ciacola

Gino Paoli, Ansa, anni Settanta

 

 

In quella Genova bellissima e avara dei primi anni Cinquanta immaginare di perseguire una carriera da musicista equivaleva a essere considerati pazzi. Al più, per scongiurare il rischio di finire a fare lo spedizioniere, si poteva tentare la strada del conservatorio, con la remota speranza di trovare un posto al Carlo Felice. Ne era consapevole Luigi Tenco, che nelle sue giovanili esibizioni utilizzava improbabili pseudonimi per evitare che la nomea di musicista potesse delegittimare il suo percorso di studi. Fu proprio Tenco, che in quel periodo aveva messo in piedi uno stravagante trio di cui facevano parte anche Giorgio Gaber e Gian Franco Reverberi, la persona che più di ogni altra ha contribuito a costruire il mito della non «scuola genovese», a introdurre al resto della banda un ragazzino dall’aria scapigliata. «Oggi ho conosciuto a scuola uno che dice di saper suonare la batteria», fu la sua premessa.

 

 

Gino Paoli. Attenti al gatto - la Repubblica

Gino Paolo,  Anni Sessanta –

da Repubblica, 24 settembre 2021

 

 

 

IL RAGAZZO venne messo alla prova ma il test si rivelò un disastro. Alla batteria e alla chitarra. Allora il giovane tirò fuori una tromba appena acquistata e fece ascoltare al gruppo la musica di Ascensore per il patibolo, che Miles Davis aveva composto per il film di Louis Malle.

 

video, 0.57 — Cineteca Bologna

 

 

 

Quel ragazzo si chiamava Gino Paoli. «Non azzeccò neanche una nota, e anche il suo successivo provino a Milano non fu un grande successo«, mi ha confessato una volta il musicista e compositore Reverberi. «Ma era un amico e mi dispiaceva lasciarlo fuori. Poi, nel tempo, è diventato un grande interprete, persino intonato, e comunque talmente bravo a interpretare un pezzo che non era più così importante che si facesse scappar via qualche nota. La sua voce era simile a quella di Jonny Rey».

Paoli era nato a Monfalcone – Gorizia  ( 23 settembre 1934 ), aveva vissuto a Pegli e appena sposato si era trasferito a Boccadasse, borgo marinaro con le case color pastello che la leggenda vuole fondato da alcuni pescatori spagnoli che, di fronte a una tempesta in arrivo, trovarono rifugio in quella insenatura.

 

 

 

Boccadasse vista dal mare– Stephen kleckner – Opera propria
https://it.wikipedia.org/wiki/Boccadasse#/media/File:Boccadasse_e_spiaggia_vista_dal_mare_con_bel_tempo_by_Stephen_Kleckner_-_1.jpg

 

 

 

 

Boccadasse,  Capo Santa Chiara  ( sulla destra, mi pare ) e la spiaggia

 

Abitava nella famosa soffitta di Capo Santa Chiara, trasformata in atelier, si manteneva facendo il grafico pubblicitario e sognava una vita bohémien da pittore. Il ventisette del mese, quando arrivava lo stipendio, pagava i debiti e invitava tutti al Grand’Italia, che allora era un ristorante elegante dove si entrava con l’abito scuro. «Il suo era scuro, si, ma tutto macchiato di colore, perché sognava di diventare artista e un po’ se la tirava«, sosteneva Reverberi.

 

LA SUA CASA di Boccadasse diventò presto un ritrovo fisso, non tanto per suonare quanto per ascoltare musica. Paoli fu uno dei primi a avere tutti i dischi di Brassens. E fu in quella soffitta che scrisse La Gatta, un testo autobiografico dedicato alla sua amata “ciacola” (chiacchiera, in dialetto veneto) che dopo un iniziale flop, solo cento copie vendute nei primi tre mesi, si trasformò, grazie a quel misterioso meccanismo che porta il nome di passaparola, in un insperato successo da centomila copie la settimana che lanciò definitivamente l’autore di Senza fine e Il cielo in una stanza.

 

La gatta – 1955  –prima uscita

parole e musica  di Gino Paoli

 

 

 

un’edizione più recente, quando, mi pare abbia reinciso, alcune sue musiche, stile jazz:

 

 

 

un libro illustrato da Gino Paoli .. finalmente pittore !

Edita da Gallucci

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