DAVIDE LONGO ( Torino, 1971 ), scrittore :: CUBA –Singapore dei Caraibi: il sogno degli squali della diaspora. Dirotta su Cuba. Privatizzare tutto. I gruppi industriali in Florida si preparano a mettere le mani sull’isola — IL MANIFESTO   20 marzo 2026+ Link, I giardini di Singapore

 

 

 

IL MANIFESTO   20 marzo 2026
https://ilmanifesto.it/singapore-dei-caraibi-il-sogno-degli-squali-della-diaspora

 

Mappa politica dei Caraibi con capitali confini nazionali città importanti fiumi e laghi. Etichettatura e ridimensionamento in inglese. Illustrazione. - 41257614

Mappa politica dei Caraibi con capitali, confini nazionali,  città importanti,  fiumi e laghi

DA:  123 RF
https://it.123rf.com/photo_41257614_mappa-politica-dei-caraibi-con-capitali-confini-nazionali-citt%C3%A0-importanti-fiumi-e-laghi-etichettatu.html

 

 

Carta di Laura Canali - 2020

CARTE DI LAURA CANALI, 13 LUGLIO 2020–dal numero 6/20 di Limes, L’Indo-Pacifico non è pacifico.
https://www.limesonline.com/carte/singapore-la-citta-stato-del-leone-14707594/

 

 

 

Singapore dei Caraibi: il sogno degli squali della diaspora.

 

 

Hialeah, Florida. Una manifestazione contro il governo cubano – foto di Marta Lavandier/Ap

 

 

«Presto avrò l’onore di prendere Cuba, in una maniera o nell’altra. Che io la liberi, o che io la prenda, penso di poter fare qualunque cosa io voglia».

Così il presidente Usa Donald Trump rispondeva alla domanda di un giornalista sulle trattative in corso fra la Casa bianca e il governo cubano. In molti si sono chiesti che cosa significhino queste parole, e se siano un’anticipazione di un’azione simile all’attacco contro il Venezuela.

Mentre queste domande circolano in tutto il Paese, in Florida – lo Stato in cui risiede buona parte della diaspora cubana e dove hanno casa i principali politici anticastristi, a partire dal segretario di Stato Marco Rubio – in molti si preparano a far valere i propri interessi economici, una volta che Cuba avrà riaperto i propri confini alla massiccia penetrazione di capitali statunitensi.

 

NELLA DIASPORA cubana c’è chi si prepara da anni a rimettere piede sull’isola. Non si tratta solo dei dissidenti e degli esuli, che negli ultimi anni hanno aumentato i viaggi verso Cuba per incontrare i familiari, e talvolta per aprire veri e propri piccoli esercizi commerciali investendo capitali statunitensi tramite prestanome locali. Chi è più interessato alle sempre più forti ingerenze Usa nella politica cubana sono, prima di tutto, gruppi industriali ed economici che sperano di fare grandi affari sull’isola.

 

Le prime file sono state nominate direttamente da Trump in conferenza stampa: «Conosco cubani fantastici che hanno fatto fortuna con lo zucchero. Già lo sapete: la famiglia Fanjul. Vogliono tornare a Cuba per visitarla. Mancano da circa 50 anni».

Stiamo parlando di José e Alfonso Fanjul, che hanno costruito un impero multimilionario basato sulla produzione e vendita di zucchero tramite aziende come Domino Sugar e Florida Crystals. I due sono molto noti per mantenere legami politici con tutto l’arco parlamentare Usa: mentre José è stato uno dei più grandi finanziatori di Trump alle ultime elezioni, il fratello Alfonso è da molti anni finanziatore del Partito democratico.

Inoltre, nel 2004, secondo rivelazioni di WikiLeaks, la famiglia Fanjul avrebbe cercato di sabotare il Cafta (l’accordo di libero scambio tra Stati uniti, Repubblica Dominicana e Centroamerica) offrendo tangenti a politici esteri. L’obiettivo sarebbe stato proteggere i propri interessi nel mercato dello zucchero. La famiglia ha naturalmente negato ogni accusa.

 

TRA GLI ALTRI imprenditori interessati ai destini di Cuba, il più visionario è certamente Carlos Saladrigas, imprenditore cubano-statunitense che da Miami sogna di trasformare l’isola caraibica in una nuova Singapore americana.

In un’intervista dell’11 marzo, Saladrigas ha prospettato un piano lungo un decennio per trasformare quella che definisce «un’economia fallita» in un centro della finanza globale. Nei primi quattro anni, secondo l’imprenditore, il costo della privatizzazione dell’economia dell’isola (e, aggiunge, della gestione dell’ordine pubblico) ammonterà a 6mila (ma forse 10mila) miliardi di dollari, che dovranno essere stanziati dalla diaspora cubana in primis, e poi dal governo Usa e, in misura minore, dall’Unione Europea. I settori da implementare, oltre alla costruzione di nuove infrastrutture, sarebbero l’intelligenza artificiale e il turismo medico: in altre parole, privatizzare il comparto medico cubano – uno dei migliori delle Americhe – e attirare facoltosi statunitensi che possano permettersi costose operazioni private in tempi record.

Ovviamente, secondo Saladrigas la precondizione per trasformare Cuba in un nuovo «centro finanziario dei Caraibi» sarebbe un cambiamento delle strutture politiche dell’isola, con una completa privatizzazione dell’economia.

IN QUESTO SENSO, Saladrigas afferma di aver già formato 15mila imprenditori cubani attraverso la sua associazione Cuba Emprende.

«Hanno sbagliato per 67 anni» dice del governo cubano, «hanno combattuto contro la ricchezza invece di combattere contro la povertà. Voglio una Cuba che sia straordinaria, che sia eccezionale e che sia un centro finanziario di grande importanza entro 10 o 15 anni».

Se Saladrigas sogna la costruzione di una Singapore dei Caraibi – e chissà se, come la vera Singapore, poco attenta al rispetto dei diritti umani – altri imprenditori della finanza hanno elaborato modelli forse meno complessi, ma che li vedono comunque protagonisti.

Il più importante è Jorge Mas Santos, proprietario dell’Inter Miami Fc e Ceo di MasTec, compagnia edile e di costruzione di infrastrutture con sede a Coral Gables, a sud di Miami. È anche il figlio di quel Jorge Mas Canosa che negli anni ’80 – con la benedizione di Reagan – fondò la Cuban American National Foundation (Canf), una vera e propria lobby che ha fatto pressione per l’inasprimento dell’embargo contro Cuba e per la linea dura di Washington contro il governo de L’Avana.

L’idea che Jorge Mas ha presentato a Trump durante l’incontro alla Casa bianca dell’ 11 marzo è chiara: che vi sia o no un cambiamento politico a Cuba, quello che importa è la garanzia dell’ingresso di massicci flussi di capitali Usa nell’isola. In questo modo, Santos potrebbe ampliare enormemente i propri interessi su suolo cubano, a partire dalla costruzione di infrastrutture, hotel e resort di lusso.

 

MOLTE ALTRE AZIENDE presenti in Florida non aspettano altro che investire a Cuba, e a volte sono state fondate anni fa esattamente a quello scopo. Un caso emblematico è quello della Tropix Holdings, LLC, una merchant banking firm (una sorta di impresa di investimento) fondata dall’esule cubano Mario Baeza nel 2009.

Tropix esiste con l’unico scopo dichiarato di fare investimenti legali negliUsa nei rami delle telecomunicazioni, dell’agricoltura, del settore edile e dell’energia, che siano un trampolino di lancio per investimenti in territorio cubano una volta che l’isola si aprirà ai capitali stranieri: proprio ciò che sta accadendo sotto la pressione dell’amministrazione Trump.

 

(1 )

Dirotta su Cuba è anche un gruppo musicale. fondato a Firenze nel 1989 da: Simona Bencini, Stefano De Donato e Rossano Gentili)

Notti d’estate, una loro canzone del 2020

 

 

**** se volete dare un’occhiata a Singapore con varie foto sui giardini spettacolari cui accedi in metropolitana, potete aprire il link sotto:

SINGAPORE — MARINA BAY –I GIARDINI SULLA BAIA ( GARDENS BY THE BAY ) NEL CENTRO DELLA CITTA’

 

 

 

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POST DE IL MANIFESTO

 

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