Donna Lombarda + Venezia che sei la più bella — Francesco De Gregori e Giovanna Marini + altro

 

 

 

 

 

TESTO

Amami me che sono
re non posso amarti tengo marì
Tuo marito fallo morire t’insegnerò come devi far
Vai nell’orto del tuo buon padre taglia la testa di un
serpentin
Prima la tagli e poi la schiacci e poi la metti dentro nel vin
Ritorna a casa il marì dai campi Donna Lombarda oh che gran sé
Bevilo bianco bevilo nero bevilo pure come vuoi tu
Cos’è sto vino così giallino sarà l’avanzo di ieri
ser
Ma un bambino di pochi mesi sta nella culla e vuole parlar
O caro padre non ber quel vino Donna Lombarda l’avvelenò
Bevilo tu o Donna Lombarda tu lo berrai e poi morirai
E per amore del Re di Spagna io lo berrò e poi morirò
La prima goccia che lei beveva lei malediva il suo bambin
Seconda goccia che lei beveva lei malediva il suo marì

 

*** QUESTA VERSIONE E’ DI GUALTIERI – ce ne sono altre ( 1 in fondo)

 

testo da:

logo ROCKIT

https://www.rockit.it/francescodegregori/canzone/donna-lombarda-di-gualtieri/73545

 

 

Donna lombarda è un canto popolare antichissimo, considerato fra i più diffusi nell’Italia settentrionale, ma conosciuto anche in quella centromeridionale. Narra la storia di una donna che viene invitata dall’innamorato ad uccidere il marito con del veleno cavato da un serpente, ma un bambino (di “pochi anni” o “pochi mesi”, a seconda della versione), denuncia a colui che chiama “caro padre” il tentato assassinio e questi obbliga la donna a bere anche lei l’intruglio.

Costantino Nigra studiò il canto nel suo Canti popolari del Piemonte (1888). Basandosi sugli scritti di Paolo Diacono e Gregorio di Tours, Nigra fece risalire le origini del testo al VI secolo d.C., identificando la protagonista nella regina dei Longobardi Rosmunda, che avvelenò il marito Elmichi, istigata dal prefetto bizantino Longino. Autori più recenti riscontrano alcune incongruenze di carattere storico e linguistico nell’analisi di Nigra

da:

https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda

 

 

 

TESTO

O Venezia che sei
la più bella
E te di Mantova che sei la più forte
Gira l’acqua d’intorno alle porte
Sarà difficile poterti pigliar
Un bel giorno entrando in Venezia
Vedevo il sangue scorreva per terra
E i feriti sul campo di guerra
E tutto il popolo gridava pietà
O Venezia ti vuoi maritare
Ma per marito ti daremo Ancona
E per dote le chiavi di Roma
E per anello le onde del mar

 

da : ROCKIT.IT
https://www.rockit.it/francescodegregori/canzone/o-venezia-che-sei-la-piu-bella/73552

 

 

(1)

Ballata di autore ignoto diffusa in diverse versioni in tutta Italia. Secondo la ricostruzione di Nigra 1888, § 1 l’episiodio narrato rimanda all’avvelenamento da parte della regina longobarda Rosemunda del suo nuovo compagno Elmechi, grazie al quale si era sbarazzata del precedente marito Alboino. Nella Storia dei Longobardi Paolo Diacono (720-799) racconta: «Ella, propensa com’era ad ogni iniquità, e mirando a divenire signora di Ravenna, diede il suo consenso alla perpetrazione di un così orribile delitto, e anzi, dopo che Elmechi aveva fatto un bagno, e usciva dall’acqua, gli offrì una tazza di veleno, dicendo che gli avrebbe giovato alla salute. Come Elmechi si accorse che aveva bevuto la coppa della sua morte, snudata la spada sopra Rosemunda, la costrinse a bere ciò che vi restava. Così per volontà di Dio onnipotente i due malvagi assassini morirono nello stesso istante».

da:

https://canzonierepopolare.altervista.org/canzoni/donnalombarda.html

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1 risposta a Donna Lombarda + Venezia che sei la più bella — Francesco De Gregori e Giovanna Marini + altro

  1. DONATELLA scrive:

    Penso che “O Venezia tu sei la più bella” si riferisca forse alle guerre d’indipendenza italiane, o comunque ai vari episodi di insurrezioni della prima metà dell’Ottocento.

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