Abbi pazienza, mia donna affaticata,
Abbi pazienza per le cose del mondo,
Per i tuoi compagni di viaggio, me compreso,
Dal momento che ti sono toccato in sort.
Accetta, dopo tanti anni, pochi versi scorbutici
Per questo tuo compleanno rotondo,
Abbi pazienza, mia donna impaziente,
Tu macinata, macerata, scorticata,
Che tu stessa ti scortichi un poco ogni giorno
Perché la carne nuda ti faccia più male.
Non è più tempo di vivere soli.
Accetta, per favore, questi 14 versi
Sono il mio modo ispido di dirti cara,
E che no starei al mondo senza di te.
12 luglio 1980
Garzanti, 1984, p. 47
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CONOSCIAMO::
VANDA MAESTRO –– di cui non avevamo mai sentito parlare.
Di lei, Primo Levi dice : ” Una donna che mi stava nel cuore “- vedi sotto

Vanda Maestro qui è con
Giorgio Segre ( Torino, 1920-1996 )– Gestisce insieme ad Emanuele Artom, la Biblioteca della Comunità Ebraica; dopo l’8 settembre 1943 si rifugia insieme alla famiglia a Barge e qui prende parte alla lotta di liberazione diventando responsabile di un’infermeria sita a Sant’Antonio in Gabiola.
Nel secondo dopoguerra diventa professore ordinario di Farmacologia – ( segue nel link ) : https://digital-library.cdec.it/
bibliografia :
- Giovanni De Luna, “La Resistenza perfetta”, Feltrinelli, Milano, 2015
- Archivio CDEC, Fondo antifascisti e partigiani ebrei in Italia 1922-1945, b. 17, fasc. 391
- E. Artom, “Diari di un partigiano ebreo. Gennaio 1940 – febbraio 1944”, a cura di G. Schwarz, Torino, 2008

sopra e qui :
due fotografie di Vanda Maestro tratte dalla fototeca del CDEC, Centro di documentazione ebraica.
Vanda Maestro compare in molti libri di Primo Levi, in alcuni con il suo nome, in altri citata come «una donna che mi stava nel cuore» o evocata: «Il nome e il viso della donna che era scesa negli inferi con me e non ne era tornata».
Le apparizioni di Vanda sono riepilogate in Primo Levi di fronte e di profilo di Marco Belpoliti, una monumentale enciclopedia dedicata alla figura di Levi da cui, insieme ai giornali dei giorni successivi ( alla sua morte ), sono tratte molte delle notizie di questo articolo.
Vanda Maestro era con Primo Levi a Milano, poi in Val d’Aosta dove erano stati arrestati e deportati insieme, prima a Fossoli, poi ad Auschwitz. Belpoliti la riconosce anche in un passaggio di Se questo è un uomo: «Accanto a me, serrata come me tra corpo e corpo, era stata per tutto il viaggio una donna. Ci conoscevamo da molti anni, e la sventura ci aveva colti insieme, ma poco sapevamo l’una dell’altra. Ci dicemmo allora, nell’ora della decisione, cose che non si dicono tra i vivi. Ci salutammo, e fu breve; ciascuno salutò nell’altro la vita. Non avevamo più paura».
Vanda sarebbe morta ad Auschwitz il 31 ottobre 1944, a venticinque anni.
sopra da : IL POST
https://www.ilpost.it/2017/04/11/gli-ultimi-giorni-di-primo-levi/
Mi sembra una poesia che possa essere dedicata a lei, quella che segue-
dalla stessa raccolta di Garzanti, a pag. 13,
titolo:
25 febbraio 1944
Vorrei credere qualcosa oltre,
Oltre che morte ti ha disfatta,
Vorrei poter dire la forza
Con cui desiderammo allora,
Noi già sommersi.
Di potere ancora una volta insieme
Camminare liberi sotto il sole.
9 gennaio 1946
segue post di :
Post di PROF. DEB– link Facebook

L’AMORE TRA PRIMO LEVI E LUCIA MORPURGO
Cercavo te nelle stelle
quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto te alle montagne,
ma non mi diedero che poche volte
solitudine e breve pace.
Perché mancavi, nelle lunghe sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,
io uno sbaglio del mondo.
E quando, davanti alla morte,
ho gridato di no da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto, come oggi avviene,
un uomo una donna sotto il sole.
Sono tornato perché c’eri tu.
poesia del febbraio 1946

Molto bella, delicata e concreta allo stesso tempo, questa poesia.