ASSOPALESTINA.ORG — 16 APRILE 2024
di Giuseppina Fioretti

Painting, 120 W x 100 H x 2 D c
Alhaj è sicuramente uno degli artisti di Gaza più famosi, che ha animato la scena artistica del mondo arabo, non solo palestinese, attraverso la sua capacità di sperimentazione e di ricerca. Continua a farlo anche adesso, mentre con i quattro figli e la moglie cerca di salvarsi dalle bombe che cadono su ogni angolo della striscia di Gaza. All’inizio dei bombardamenti è stato costretto a dirigersi verso sud, lasciando la residenza e lo studio a Gaza City e raggiungendo prima il campo profughi di Nuseirat, al centro della Striscia, e poi Khan Yunis e infine Rafah.
Le sue opere, le tele e le sculture, i bassorilievi e i murales sono andate tutte distrutte, bruciate e ridotte in cenere. Dell’incredibile lavoro artistico di Mohammed Alhaj resta traccia solo in qualche foto che ha pubblicato in passato sulle sue pagine social oltre a quelle conservate presso il Palestine Museum US.

25 MARZO 2024 —Woodbridge, Stati Uniti d’America
RACCOLTA FONDI PER L’ARTISTA MOHAMMED ALHAI E LA SUA FAMIGLIA —ORGANIZZADA DA TALA JALLAD
Palestine Museum US
Il Palestine Museum US è un museo a Woodbridge, nel Connecticut, che espone la storia, l’arte e la cultura dei palestinesi. È il primo museo a tema palestinese negli Stati Uniti e il primo nelle Americhe. Wikipedia (inglese)
FACEBOOK DEL MUSEO PALESTINA *** vale dare un’occhiata
https://www.facebook.com/PalestineMuseum.US/

TELA 1
Kawkaba Village, 70 x 50 cm,
tecnica mista su legno, 2014.
Collezione: Lana e Nasser Abdel Hadi.
La famiglia di Mohammed dopo il 1948 si rifugiò a Gaza proveniente dal villaggio di Kawkaba in Palestina.
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foto da :
SAATCHIART.COM
https://www.saatchiart.com/mohammedalhaj
Emigrarono poi in Libia dove nel 1982 nacque Mohammed. All’età di 13 anni ritornò a Gaza stabilendosi prima a Nuseirat e successivamente si trasferì a Gaza City laureandosi nel 2004 in Arte presso l’Università di Al Aqsa. Questa università, fondata nel 1955, era la più antica istituzione pubblica d’istruzione superiore; divisa in due campus, uno a Gaza City e un altro a Khan Yunis, è stata completamente distrutta in questi mesi di incessanti attacchi aerei.
Dopo la laurea inizia il suo percorso di insegnante e di artista sperimentando varie tecniche e materiali. Fortemente influenzato da artisti palestinesi come Suleiman Mansour e Ismail Shammout, i suoi dipinti in una prima fase sono caratterizzati dai simboli del patrimonio artistico e culturale palestinese. Come egli stesso ama ripetere, oltre all’influenza di grandi esponenti della Lega degli Artisti palestinesi, Mohammed è stato condizionato anche dai racconti e dai ricordi di suo padre. Sulla memoria familiare costruisce una nuova fase artistica quella in cui il tempo e lo spazio diventano il focus dei suoi lavori a partire dal 2014 quando dipinge “Kawkaba Village” (tela 1).
Poco prima suo padre aveva ottenuto il permesso di visitare il suo villaggio che era stato costretto ad abbandonare nel 1948 e al suo ritorno a Gaza il racconto di questa esperienza segnò artisticamente Alhaj.
Ispirato dai racconti del padre sul processo ancora in corso della Nakba e dall’esperienza di spostamento che lui stesso ha vissuto tra Gaza e Libia, come i tanti palestinesi in diaspora, l’artista si concentra sulla relazione tra il territorio e il dislocamento creando immagini in cui “L’ombra umana diventa l’orizzonte che porta con sé ricordi del passato e aspirazioni per il futuro”. Nelle sue opere il cambiamento dello spazio generato da spostamenti forzati diventa quasi metafisico esprimendo la consapevolezza che la dispersione, l’emigrazione forzata, la diaspora sono percorsi che accomunano i palestinesi ad altri popoli arabi i cui paesi sono devastati dalle guerre. Con questa cognizione nel 2019 realizza una serie di quadri che intitola “Displacement” ( ” migrazione ” ) e con cui parteciperà nel 2021 alla mostra “Transizioni” tenutasi a Gaza. Di questa collezione fa parte il quadro “Immigration” (tela 2) con cui partecipa alla Biennale 2022 e insieme a due sculture dedicate al ruolo delle donne palestinesi nella Grande Marcia del Ritorno.
serie di
Displacement – Immigrazione

DISPLACEMENT –Displacement Series, Untitled #6, 100 x 80 cm, acrilico su tela, 2020.

UN’ALTRA OPERA CON LO STESSO TITOLO

Displacement Series, Untitled #8, 100 x 80 cm, acrilico su tela, 2020.
OPERE SOPRA DA:
SAATCHIART.COM — GOOGLE
https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.saatchiart.com%2Fprint%2FPainting-Displacement%2F1878038%2F8846283%2Fview&psig=AOvVaw0OdpEY-594MAW9ZYG-x7fy&ust=1713455020111000&source=images&cd=vfe&opi=89978449&ved=0CAQQjB1qFwoTCIiW7MPLyYUDFQAAAAAdAAAAABAS

FOTO DI MOHAMMED ALHAJ
DA :
https://thisweekinpalestine.com/mohammed-alhaj/
SITO A GAZA
https://gazatraces.wordpress.com/mohammed-al-haj/.

FOTO DI MOHAMMED ALHAJ
https://shababek.guccpal.org/profile.php?member=38&title=Mohammed_Alhaj#:~:text=mohammedalhaj.1982%40gmail.com
Serie
Displacement – Immigrazione



https://shababek.guccpal.org/work_details.php?details=116&title=untitled

chiara, mi sembra un grande artista. Cercheremo di pubblicare altro.