Colpire una città millenaria vuol dire colpire la storia degli esseri umani nella loro massima espressione artistica. La bellezza dell’arte è un valore al di sopra delle parti in guerra e non proteggerlo significa già combattere con la clava.
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ISFAHAN / ESFAHAN — nel centro dell’Iran

S
CARTA DA :
https://www.nelfuturo.com/Storia-della-Persia-1

Quadrato- Piazza – di Naghsh-i Jahan-=
“L’immagine del mondo”.
Costruita tra il 1598 e il 1629. Nel 1979 è stata inserita nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Intorno alla piazza sorgono numerosi edifici risalenti all’epoca safavide:
- nel lato sud la Moschea dello Scià;
- nel lato ovest il palazzo Ali Qapu;
- nel lato est la Moschea Sheikh Lotfallah;
- nel lato nord la piazza si apre nell’antico Bazar di Esfahan

Disegno del XIX secolo della piazza Naqsh-e Jahan a Isfahan; questo disegno è opera dell’architetto francese, Xavier Pascal Coste, che ha viaggiato in Iran con l’ambasciata del re di Francia in Persia nel 1839.

Moschea dello Sceicco Lotf Allah, vista dalla piazza
– Opera propria
Sheikh Lotf Allah Mosque 3D Panorama

Il palazzo Ali Qapu
inizio XVII secolo. Foto fornita dall’utente Zereshk sulla Wikipedia inglese. {{GFDL}}
it:Immagine:Ali-qapu-rooz.jpg
Bontenbal

Naqsh-e Jahan Square at night
– Opera propria

Lotfollah Mosque
– Opera propria
VIDEO, 5 .28 min.

Distruggere le opere d’arte e le testimonianze di antiche civiltà vuole dire colpire al cuore ciò che di più bello ha fatto l’uomo: costruire, creare, immaginare. In questo modo ci si qualifica come nemici dell’umanità.