CHIARA SALVINI BLOG — A Roma, nella Basilica di Santa Pudenziana ci sono deli angeli con il corpo di animali– li abbiamo trovati ! ++ *** più altro molto interessante.

 

 

 

immagine e testo da:

dal Facebook di Chiese di Roma- 9 luglio 2020

 

 

 

 

 

qui,  Donatella, aveva un’aria gentilmente ironica e  ” superba “,  come diceva mia mamma in senso elogiativo- es.  ” una bellezza superba. ” per dire che si doveva notare. Adesso non ve la descrivo..

 

 

Donatella D’Imporzano ci dice:

Nell’abside di Santa Pudenziana ci sono degli affreschi che raffigurano degli animali con delle ali da angeli: non so se l’autore sia stato un predecessore ambientalista oppure se gli angeli- animali siano degli esseri infernali.

 

 

 

 

 

Il mosaico dell’abside di Santa Pudenziana è il secondo più antico di Roma (390 d.C).
Raffigura Cristo in trono circondato dagli apostoli, insieme alle due sorelle-sante Pudenziana e Prassede.
In cima – sopra la città che dovrebbe essere la Nuova Gerusalemme – ai lati della croce si vede il Tetramorfo, cioè i simboli dei quattro evangelisti (uomo alato/Matteo, vitello/Luca, leone/Marco e aquila/Giovanni).

 

testo e immagine dal bellissimo link:

dal Facebook di Chiese di Roma- 9 luglio 2020

 

 

 

 

SEGUE DA ARTE SVELATA.IT — LINK AL FONDO

 

 

In questa immagine si vede un po’ meglio  “Il  tetramorfo ” ( quadriforme ).
Cristo in trono di Santa Pudenziana, fine IV sec. Veduta laterale con le figure dell’angelo, del leone e del bue.

 

 

 

 

Cristo in trono di Santa Pudenziana, fine IV sec. Particolare della croce gemmata con il leone e il bue.

 

 

 

 

Chiesa di Santa Pudenziana a Roma. Veduta della zona absidale con il mosaico del Cristo in trono.

 

 

 

Cristo in trono di Santa Pudenziana, fine IV sec. Particolare del Cristo.

 

 

 

DUE IMMAGINI DEL MOSAICO MOLTO BELLE .. PIU’ PROSAICHE

 

 

Cristo in trono di Santa Pudenziana, fine IV sec. Particolare con la Chiesa ex gentibus che incorona San Paolo.

 

 

 

Cristo in trono di Santa Pudenziana, fine IV sec. Particolare con la Chiesa ex circomcisione che incorona San Pietro

 

 

 

IMMAGINI E NOTIZIE DA:

ARTE SVELATA .IT

Il Cristo in trono di Santa Pudenziana a Roma

 

 

 

 

SEGUE DA:
https://it.cathopedia.org/wiki/Tetramorfo

 

 

*** Il tetramorfo (dal greco τετρα, tetra, “quattro”, e μορφη, morfé, “forma”) è un motivo iconografico di origine orientale, frequente nell’arte bizantina, costituito dall’insieme dei simboli dei quattro Evangelisti raccolti in un’unica raffigurazione, in cui compaiono i capi nimbati ( aureola ) dell’aquila, del leone, del toro, dell’angelo, fasciati da quattro, sei, oppure otto ali.

 

L’uso di rappresentare gli Evangelisti con animali e personaggi alati risale al profeta Ezechiele, che visse tra fine del VII secolo a.C. e l’inizio del successivo: questi, deportato in Babilonia, ebbe l’occasione di osservare spesso raffigurazioni di esseri misteriosi nei palazzi e nei templi mesopotamici. Il profeta parla, nelle sue visioni (1,5-14), di quattro creature, con le sembianze di uomoleonebue e aquila, che così descrive:

« Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d’uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d’aquila. Le loro ali erano spiegate verso l’alto; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo. »

 

Ezechiele, continua riferendo che fra le creature risplende con vivo bagliore un fuoco. Sotto ciascuna di esse il profeta scorge una specie di ruota che ne contiene un’altra; le due ruote sono munite di occhi e sono in grado di dirigersi verso i quattro punti cardinali. Abbiamo qui dunque al descrizione di una sorta di carro divino capace di spostarsi in tutte le direzioni. Si tratta del seggio che trasporta il Dio d’Israele, svelandone la sua universalità.

 

Le quattro entità di Ezechiele traggono origine derivano dall’immagine dei serafini di Isaia (6,1-3), dove sono descritti questi esseri, con volto, piedi, mani e sei ali che circondano il trono di Dio e che cantano il Trisàghion di lode:

 

« Nell’anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l’uno all’altro: «Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria». »

 

 

Nella sua visione Ezechiele semplifica la descrizione riducendo il numero delle ali, infatti, ne attribuisce a ciascuno degli esseri quattro, due raccolte in alto e due piegate verso il basso, completamente ricoperte di occhi; da sotto di queste spuntano delle mani, mentre le gambe sono di vitello. Tuttavia la coincidenza di ali, mani e piedi con i serafini e il modo molto simile in cui i due profeti illustrano la posizione delle ali, rende possibile l’identificazione tra le due rappresentazioni. Il sostantivo sĕrāphīm che ricorre in Isaia (6,1-3) solo al plurale, sembra derivare dall’aggettivo sāraph (ardere, bruciare). Quando si trova al singolare, il nome designa delle specie di serpenti mandati da Dio per punire gli ebrei.

 

Le entità descritte sono menzionate spesso nella Bibbia come kĕrūbhīm. Questo nome è di etimologia incerta, ma è forse collegabile all’accadico Karabu, cioè benedire. Esse trovano, quindi, riscontro nelle immagini dei Kâribu assiri, gli animali mitici dalla testa umana, il corpo di leone, le zampe di toro e le ali di aquila, le cui statue erano poste a custodia dei palazzi babilonesi.

 

Per comprendere l’origine degli esseri antropomorfi di cui parla Ezechiele ci si deve riferire al modo arcaico di concepire il mondo. Secondo le antiche cosmogonie, infatti, il firmamento era una volta solida, posta sopra al mare, che poggiava sui quattro punti cardinali, rappresentati solitamente da quattro costellazioni: il toro, il leone, l’aquila e l’uomo (ossia il sagittario, l’arciere) collocate ai quattro punti cardinali dello zodiaco.

 

L’autore dell’ Apocalisse (4,6-8), che descrive un’apparizione di Dio ispirandosi alle due fonti profetiche:

” Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e intorno al trono vi erano quattro esseri viventi pieni d’occhi davanti e di dietro. Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l’aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l’aspetto d‘uomo, il quarto vivente era simile a un’aquila mentre vola. I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere: Santo, santo, santo, il Signore Dio, l’Onnipotente, Colui che era, che è e che viene! » ”

 

File:BambergApocalypseFolio010vWorshipBeforeThroneOfGod.JPG

Tetramorfo nel foglio 10 dell’Apocalisse di Bamberga (Reichenau, 1020)
BotPaolo

 

 

File:KellsFol027v4Evang.jpg

Tetramorfo (VIII secolo), tratto dal Libro di Kells

 

 

 

File:CLUNY-Coffret Christ 1.JPG

Legatura con Tetramorfo (prima metà del XIII secolo), avorio; Parigi, Museo Nazionale del Medioevo

 

 

TESTO E IMMAGINI DA:

https://it.cathopedia.org/wiki/Tetramorfo

 

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1 risposta a CHIARA SALVINI BLOG — A Roma, nella Basilica di Santa Pudenziana ci sono deli angeli con il corpo di animali– li abbiamo trovati ! ++ *** più altro molto interessante.

  1. DONATELLA scrive:

    Secondo me prendevano qualche sostanza.

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