IL MANIFESTO 21 APRILE 2026
https://ilmanifesto.it/no-kings-giovedi-in-piazza-a-montecitorio-questa-volta-possiamo-fermarli
No Kings giovedì in piazza a Montecitorio: «Questa volta possiamo fermarli»
Pasticciaccio brutto. I movimenti contro i decreti sicurezza si preparano a manifestare
Un momento del corteo nazionale No Kings a Roma del 28 marzo 2026 – Lapresse
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REPUBBLICA

FOTO E TESTO DA REPUBBLICA 22 APRILE 2026 16.52- Piazza Capranica: dalle ore 18.00 si terrà un presidio, seguito alle 20.30 da una fiaccolata nel centro della città. Il presidio di Piazza Capranica si inserisce inoltre in un calendario di mobilitazioni più ampio che guarda alle prossime settimane e, simbolicamente, anticipa le celebrazioni del 25 aprile, giornata della Liberazione. «Quest’anno il 25 aprile inizia prima» è uno degli slogan rilanciati, a indicare una volontà di collegare le proteste attuali a una memoria antifascista letta come difesa attiva della democrazia e delle libertà. SEGUI La Città che Resiste
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Di fronte all’ennesima forzatura sulla sicurezza e alle norme che ribaltano il diritto alla difesa legale dei migranti, le reti che negli anni scorsi si sono mobilitate stanno pensando di tornare in piazza: per ribadire l’opposizione a ogni stretta repressiva e per rilanciare la mobilitazione «contro i re e l’autoritarismo» circola un appuntamento a Roma, vicino al parlamento, per giovedì ( CONFERMATO )
Per molti versi l’esperienza larga della rete nazionale A Pieno Regime si è evoluta nel cartello ancora più vasto che ha lanciato le manifestazioni No Kings, in risonanza con le mobilitazioni internazionali contro la guerra e i sovranismi.
Ed è da quell’ambito che arriva la risposta alle manovre della destra di questi giorni e alla lotta contro il tempo in corso a Montecitorio per convertire il decreto.
«Questo decreto conferma l’impostazione del governo Meloni: trasformare il dissenso e le fragilità sociali in un problema di ordine pubblico – hanno scritto i No Kings dopo il via libera del senato della settimana scorsa – Per esempio attraverso un fermo preventivo fino a dodici ore per chi è ‘ritenuto pericoloso’ prima di un corteo, articolo che introduce un meccanismo che solleva gravi dubbi di compatibilità con i principi costituzionali di libertà personale e di riunione; oppure con l’ampliamento delle norme sulle perquisizioni alle manifestazioni. Si colpisce prima che un fatto avvenga, sulla base di valutazioni discrezionali».
Gli effetti nefasti del primo decreto cominciano a vedersi. Come per il fermo violento degli attivisti del centro sociale Pedro a Padova della scorsa settimana nasce in una «zona rossa» e ricalca l’idea che chi partecipa ad un’assemblea sia un soggetto a rischio. O come le multe e le sanzioni amministrative. Quelle che stanno arrivando a Bologna per chi ha contestato Matteo Piantedosi (fino a 30 mila euro). E quelle che hanno raggiunto i sindacalisti del Si Cobas che ad Alessandria organizzano i lavoratori della logistica.
Oggi si deciderà come e in che modalità riempire la piazza, l’appuntamento che sta già emergendo è per il 23 aprile alle 20 di sera, per dare vita a una fiaccolata che provi ad arrivare il più vicino possibile a piazza Montecitorio.
Ci sarà anche questa volta Amnesty international e gli avvocati che si sono ribellati al decreto e che, per le tappe forzate imposte dalla maggioranza al dl, non sono stati auditi in commissione a Palazzo Madama. Ci saranno tutti quelli che sentono l’aggravante dell’insulto al 25 aprile.
E che sperano che nella giornata della Liberazione si possa festeggiare l’affondamento dell’ennesimo pacchetto di norme antidemocratiche.

LUCA BIASI – ROMA, 43 anni, l’assessore alla Cultura del municipio III di Roma, meglio conosciuto nel panorama dei movimenti sociali romani con soprannome di “Lucone”. E’ uno storico attivista dello spazio sociale Astra al Tufello:

DA : Il Messaggero
«Questa è una battaglia che possiamo vincere – riflette Luca Blasi, uno dei portavoce della mobilitazione – È servito costruire movimento attorno alla contestazione dei primi pacchetti securitari, anche se poi sono stati approvati. Abbiamo diffuso consapevolezza e costruito reti e modi di lavorare insieme tra diversi. Spinte che poi sono sfociate nella grande onda per il No al referendum costituzionale e nelle grandi giornate del 27 e 28 marzo scorso a Roma. Adesso la destra è più debole ma non meno minacciosa, per questo non bisogna abbassare la guardia».
Anche dalla Cgil riprendono il filo di quel percorso: «Lo hanno detto con chiarezza, lo hanno espresso le grandi mobilitazioni che hanno portato centinaia di migliaia di persone a manifestare contro le misure di questo governo, contro i decreti sicurezza, contro le guerre, il riarmo e il genocidio: i cittadini e le cittadine italiani chiedono partecipazione, democrazia, chiedono che la Costituzione repubblicana sia difesa e applicata».
Aggiornamenti20/04/2026, 23:20 articolo aggiornato
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GIULIANO SANTORO

2014
FOTO DA : https://archivio.festivaletteratura.it/entita/4428-santoro-giuliano
Giuliano Santoro
Comunista tendenza Joe Strummer, è arrivato al manifesto occupandosi di politica al tempo della crisi della rappresentanza. Ha scritto qualche libro. Senza barbecue non è la sua rivoluzione
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JOE STRUMMER –(Ankara, 21 agosto 1952 – Broomfield, 22 dicembre 2002)
WIKIPEDIA



La realtà sembra una pentola in ebollizione. Forse stiamo vivendo tempi interessanti (attenzione: interessanti è una parola generica, incrociamo le dita).