
Eleonora de’ Nobili Augusti, nota come Nori de’ Nobili (Pesaro, 17 dicembre 1902 – Modena, 2 giugno 1968), è stata una pittrice e poeta italiana.
B
BAMBOLA CON I CAPELLI BIANCHI
Reclusa, prima dentro scelte non sue e poi in diverse case di cura, Nori finirà con il rifiutare ogni sorta di legame con la sua famiglia, rimanendo perfino indifferente alla notizia della morte dei suoi genitori. Un mutismo dei sentimenti in risposta ai fili che governarono la sua vita, gli stessi che troviamo in uno dei suoi dipinti, bambola coi capelli bianchi, uno tra i tantissimi simboli presenti nella sua pittura, che raffigura la donna come un burattino.
COMMENTO E SCELTA DEI QUADRI DI
Eleonora Giovannini, Una pittura che vola senza ali
IL TUTTO DA:
FULDASSI.IT
https://www.fulldassi.it/amp/nori-de-nobili-una-pittura-che-vola-senza-ali/
FIRENZE.REPUBBLICA.IT / 10 aprile 2025

Nori De’ Nobili, Ritratto della sorella – 1929 – olio su cartone, 96x67cm
A Forte dei Marmi tre autoritratti magnetici a Villa Bertelli
di Pier Luigi Berdondini

Nori con cappello e sciarpa (foto di Alfonso Napolitano – Archivio Museo Nori De’ Nobili)

Nori con vestaglia a fiori (foto di Alfonso Napolitano – Archivio Museo Nori De’ Nobili)

Nori con abito a quadretti (foto di Alfonso Napolitano – Archivio Museo Nori De’ Nobili)

Vaso di gessetti colorati (foto di Alfonso Napolitano – Archivio Museo Nori De’ Nobili)

Suonatrice di Mandolino (foto di Alfonso Napolitano – Archivio Museo Nori De’ Nobili)
DA:
ARTRIBUNE 25-09-2022
I dimenticati dell’arte. Nori De’ Nobili, l’artista che trasformava in pittura la sofferenza
I dimenticati dell’arte. Nori De’ Nobili, l’artista che trasformava in pittura la sofferenza.
Vicina ai macchiaioli e poi costretta da problemi psichici a rifugiarsi in una casa di cura, Nori De’ Nobili è la dimostrazione di come l’arte possa diventare uno strumento per combattere il dolore
Nori De’ Nobili, I pagliacci, 1944, olio su tavola, 108×120 cm. Photo Alfonso Napolitano – Archivio Museo Nori De’ Nobili
Sensibile, raffinata, visionaria, vissuta da bambina nella grande villa di famiglia, chiamata per le sue dimensioni maestose Centofinestre, costruita dal cardinal Antonelli nel 1730 nel paese marchigiano di Brugnetto di Ripe.
VI VA DI RIGUARDALA ?..

Nori De’ Nobili, Nori con cappello e sciarpa, s.d., olio su tavola, 42×41 cm. Photo Alfonso
Napolitano – Archivio Museo Nori De’ Nobili
LA STORIA DI NORI DE NOBILI
Eleonora De’ Nobili, detta Nori (Pesaro, 1902 ‒ Modena, 1968), era figlia dell’ufficiale di artiglieria Carlo de Nobili e sua moglie Luisa Augusti, parente dei Castracane, eredi del porporato: con la famiglia Nori si trasferisce da Pesaro in villa **, per trascorrere estati lunghe e felici.
** A RIPE- capoluogo del comune sparso di Trecastelli- La villa di cui si parla è il Palazzo Antonelli Castracane Augusti Martines dalle 100 finestre è una dimora storica marchigiana sita nella frazione di Brugnetto di Trecastelli (AN).
Palazzo Antonelli Augusti Martines dalle 100 finestre / link delle foto che seguono.







Fin da piccola dimostra una spiccata propensione per il disegno e la pittura, tanto da seguire alcune lezioni d’arte a Fano con il pittore Giusto Cespi durante il liceo. Nel 1920 Nori è a Roma con il padre, dove studia disegno e lingue straniere al collegio Stella Viae, prima di trasferirsi a Firenze con i genitori, la sorella Bice e il fratello Alberto.

Collegio dell’Ordine dei Gesuiti, nel centro di Roma, a pochi passi da Piazza Venezia. Costruito tra il 1582 e il 1584 per volontà di Papa Gregorio XIII, il Collegio Romano nacque come sede della scuola fondata da Sant’Ignazio di Loyola per i gesuiti e per tutti coloro che desideravano studiare
da : cicerize.me/spot / collegio – romano
Sulle rive dell’Arno frequenta lo studio del pittore macchiaiolo Ludovico Tommasi, nella cerchia di Silvestro Lega, e si avvicina a Ottone Rosai e Mino Maccari. In questi anni fecondi e vivaci Nori dipinge due vedute di Firenze in stile macchiaiolo, Chiesa della Tosse e Casa sull’Arno, oltre ad alcuni ritratti della sorella. Tra le persone che incontra figura il critico d’arte Aniceto Del Massa, grazie al quale partecipa alla IV Mostra Regionale Toscana nel 1930: i due avviano una relazione tormentata e burrascosa, che si conclude con un tentativo di suicidio della giovane. In quegli anni comincia a soffrire di problemi psichici, che la portano a tentare il suicidio un’altra volta nel 1933, dopo la morte di suo fratello Alberto e l’aggravarsi dello stato di salute della madre, da lei molto amata. Una delle cause del suo sconforto è probabilmente la distanza dalla famiglia, che la voleva moglie e madre, senza comprendere la sua vena artistica.

Nori De’ Nobili, Strada di campagna, 1934, olio su cartone, 61×48 cm. Photo Alfonso Napolitano – Archivio Museo Nori De’ Nobili
LA PITTURA DI NORI DE NOBILI
Nel 1935 la situazione si fa insostenibile e Nori viene ricoverata in svariate case di cura, fino ad approdare alla clinica Villa Igea a Modena, tagliando progressivamente ogni legame coi familiari, senza mai smettere di dipingere un mondo fiabesco con uno stile espressionista e a tratti quasi naïf.

Villa Igea a Modena – clinica psichiatrica
Nori lavora ogni giorno per raccontare la sua sofferenza, in una sorta di diario esistenziale scritto a fil di pennello, per costruire un immaginario popolato soprattutto di figure femminili, accompagnate da clown, zingari, infermieri, giocatori di carte, musicisti, gatti e bambole.
Un universo fiabesco e onirico dove la protagonista è Nori, che si ritrae con abiti e pose diverse: “L’agiatezza economica le permette di avere una stanza tutta per sé”, scrive Roberta Rocchetti, “con rifornimenti continui di colori, per ritrarsi con abiti di ottimo taglio e in linea con le tendenze del tempo, e di farsi arrivare puntualmente riviste per tenersi aggiornata sulle evoluzioni culturali. Si ritrae con unghie perfettamente curate e bocca vermiglia in opere nelle quali interpreta ora una femme fatale, ora una maschera della commedia dell’arte o una figura tragica e spezzata nell’anima”.
In alcuni dipinti appare fasciata da una vestaglia (Nori in vestaglia a fiori,1950), in altri seduta al pianoforte (Nori al pianoforte, 1943) con il volto segnato da un’espressione attonita e stupita, come in un silenzioso dialogo con sé stessa. Nel 1967 dipinge su una lastra per radiografie il suo ultimo quadro (L’anima di Nori che sale in cielo, 1967), dove immagina la sua morte, che avverrà l’anno seguente.
Oggi le opere di Nori sono conservate nel villino Romualdo a Ripe di Trecastelli (AN), sede del museo Nori de Nobili, inaugurato nel 2012.
‒ Ludovico Pratesi
https://www.museonoridenobili.it/
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ALTRE OPERE DI NORI – DAL SITO DI:

Nori de’ Nobili, Bambola marionetta, olio su tavola 50X 50 cm- Photo Alfonso Napolitano
Archivio Museo Nori de’ Nobili

Gatti con giocchi azzurri- olio su tavola- 64X 50 cm- Photo Alfonso Napolitano
Archivio Museo Nori de’ Nobili

Nori in costume con bauta e gatto, 1945- olio su cartone- 100 X 71 cm

Nori con machere bianche, 1961, olio su tavola, 73X 41 cm –Photo Alfonso Napolitano
Archivio Museo Nori de’ Nobili

L’anima di Nori che sale in cielo, 1967, tecnica mista su lastra fotografica, 30 X 24 cm-
Photo Alfonso Napolitano
Archivio Museo Nori de’ Nobili
TUTTE LE IMMAGINI E IL BEL TESTO SONO DEL LINK CHE RINGRAZIAMO MOLTISSIMI PER AVERCI ACCESSO ALLA STORIA DI QUESTA ARTISTA
ARTRIBUNE. COM
I dimenticati dell’arte. Nori De’ Nobili, l’artista che trasformava in pittura la sofferenza

MUSEO NORI DE’ NOBILI
Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee
Villino Romualdo, Piazza Leopardi, 32 60012 – Loc. Ripe, Trecastelli , Italia
https://www.museonoridenobili.it/
un quadro di NORI DE’ NOBILI conservato al Museo a suo nome.::
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Belli, originalissimi questi dipinti. Fa impressione che siano il frutto di tanto dolore.