*** questa possibilità di entrare anche pochi istante in un mondo a noi lontanissimo, ci comunicano una forte emozioni delle persone che vivono così lontani da noi- Ho ricevuto una grande impressione di calma, rispetto e gentilezza – e ancor dalla calma mostrata dalla figlia per la sua maggiore preoccupazione : le bombe che i nemici sogliono buttare sulle carceri. Da quello che ho sentito, al momento, non si sapeva ancora niente di preciso sulla madre, se è stata arrestata, dove si trovava..
NASRIN SOTOUDEH ( 30 MAGGIO 1936 )
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Nasrin Sotoudeh (Teheran, 30 maggio 1963) è un’avvocata e attivista iraniana militante per i diritti umani. Ha rappresentato attivisti e politici dell’opposizione iraniani imprigionati a seguito delle contestate elezioni presidenziali iraniane del giugno 2009 e prigionieri condannati a morte per reati commessi quando erano minorenni. Tra i suoi clienti la giornalista Isa Saharkhiz, il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi e Heshmat Tabarzadi. Ha anche rappresentato le donne arrestate per essere apparse in pubblico senza l’hijab, che è un reato punibile in Iran.
La storia di questa eroina, ha coraggio enorme, potete seguirla nei suoi dettagli – che sono fondamenti di una vera storia umana -nel link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Nasrin_Sotoudeh
SEGUE DA SUA STORIA DAL::
LINK DI GIUSTIZIA CAFFE’- 3 APRILE
https://www.facebook.com/giustiziacaffe?__tn__=-UC
Iran. Arrestata l’attivista e avvocato Nasrini Sotoudeh. Oggi ci spostiamo in Iran per parlare di diritti umani, di avvocatura in pericolo e lo faremo grazie alla testimonianza diretta di Mehraveh Khandan. Una storia famigliare che incarna i valori del contrasto alla sopraffazione, della battaglia per la giustia
Clarissa Rachele Poli dialoga con Mehraveh Khandan, figlia della nota attivista e avvocato Nasrin Sotoudeh, arrestata ieri del Ministero dell’Intelligence iraniano.
VIDEO di meno di 6 minuti
PUBBLICATO SU::
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INTERVISTA
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chiara, è mia impressione, da non – attivista, che il governo è così teso a difendere l’integrità del paese che, penso nella mia ignoranza, non possa occuparsi di chi lotta per i diritti umani mentre il paese è colpito con bombe micidiali. – Mi pare — stando molto fuori, lo so, che si dovrebbe dare una tregua alle lotte interne, anche se può sembrare vile. Quando gli invasori se ne andranno, la giovane ha ragione a dire che se ci sarà qualche progresso nella tutela dei diritti di tutti, soprattutto delle donne, ma anche il diritto al dissenso per tutti, nel suo paese, tutto sarà dipeso soprattutto da loro e dalle loro lotte.- Facendo il contrario, forse, gli attivisti verranno tutti messi in carcere-
Se le mie elucubrazione, vi sembrano scemenze.. potete dirlo. In fondo, non ne sono certa neanch’io!