OGGI ANDIAMO A LUND, IN SVEZIA, UNA CITTADINA ANTICHISSIMA, SEGUENDO CARLO PICCININI, IL FIGLIO DI DONATELLA E FRANCHINO CHE HA DEI ” FORTI ” INTERESSI LA’…
La foto di Carlo che ho trovato è di Linkedin,
Università degli Studi Milano-Bicocca; dev’essere dei tempi
in cui si è iscritto all’Università.
Lund è una città svedese famosa per la sua università, ed è per questo chiamata “città delle idee”.
La città venne fondata intorno al 990 quando questa parte del territorio apparteneva alla Danimarca. Lund è stata resa famosa nel mondo grazie al grande maestro svedese del cinema Ingmar Bergman che nella sua cattedrale ambientò l’ultima parte del film “Il posto delle fragole” del 1957. La visita comincia proprio dai giardini dell’università tra le 100 migliori al mondo con circa 50.000 studenti e le cui origini risalgono al XVII sec. Nei pressi il Kulturen il fantastico museo all’aperto delle tradizioni popolari e contadine. Fu fondato da Georg Karlin che vedendo scomparire lentamente la vecchia società contadina volle preservare edifici, attrezzature, mobili e vestiti dalla vecchia cultura popolare. Una collezione di circa 2 milioni di oggetti. Il secondo museo all’aperto della Svezia dopo lo Skansen di Stoccolma.
Le foto in maggioranza sono di Carlo

OROLOGIO ASTRONOMICO
Un vero capolavoro d’arte e di tecnologia per quel tempo. Suona due volte al giorno alle 12.00 ed alle 15.00 e diffonde la melodia “In dulci jubilo” eseguita dal più piccolo organo della chiesa, mentre le sei figure lignee, rappresentanti i tre magi ed i loro servitori, passano davanti alle statue di Maria e Gesù.
La cattedrale dove è situato il famoso orologio

Il castello di Viderup del 1600. Il suo edificio principale in stile rinascimentale è situato su isola circondato da ampi fossati. Proprio dietro scorre il fiume Kävlingeån che si estende per circa 50 km dal lago Vomb sino al mare
IL BORGO MEDIOEVALE DI LUND IN SVEZIA




UNA MAGNIFICA PANETTERIA SEMPRE NELLA CITTA’ VECCHIA

E UN BEL CAFFE’ …SEMPRE VICINO…




Mercato coperto Petersborgs Gårdsbutik, assai gradito al golosissimo Carlo
Il mercato coperto di Lund, il Petersborgs Gårdsbutik, anche se in dimensioni mignon, non ha nulla a che invidiare a mercati più grandi che mi è capitato di visitare durante i miei viaggi: dal banco dei formaggi a quello dei salumi si arriva a pasticcerie e cioccolatiere passando per un buonissimo ristorante vietnamita e un sushi bar.








chiara, vorrei ricordare, per quel poco che l’ho conosciuto, Carlo: mi viene in mente subito che era curiosissimo, quando mangiavamo insieme, era un profluvio di domande sul Brasile a Mario ( Bardelli ).. io c’ero stata dieci anni, ma a lui interessava chi c’era andato da bambino e ci aveva passato gran parte della sua vita, aveva studiato e lavorato là ..; un altra cosa che vorrei sottolineare- era un ” cultore ” del buon cibo, andava in cerca di ristoranti in Italia come in qualunque posto del mondo dove andava– e girava spesso: Germania, Italia, Scandinavia, Svezia, Francia, Russia ed altri posti che adesso non ricordo come il Centro America. In questo, e forse anche nel buon cibo, era proprio figlio di suo padre Franco; la curiosità così spiccata era di sua mamma. Da lei aveva preso anche la voce bella e la capacità di fare teatro: cantava molto bene e negli ultimi anni faceva anche teatro con un certo successo. Era soprattutto un grande ” animatore ” di gruppi sociali, amici, colleghi sul lavoro, alla scuola dii teatro.. Era anche un ” Don Giovanni ” .. Tutte cose che teneva segrete alla famiglia ( voleva forse evitare qualche osservazione critica ? ) e che questa ha saputo – dopo- dagli amici e dai colleghi di lavoro e del teatro. Tutto questo spazio esterno cui era dedito così tanto, non gli ha impedito in nessuna occasione di non essere vicino alla famiglia, tutte le volte che Franco o Donatella hanno avuto bisogno di una mano devota.
Quando si perde qualcuno che ci è caro, rimane un vuoto con cui è difficile convivere, ma quando questa persona ha 42 anni, il vuoto si allarga anche a tutto il futuro che questo giovane perde, e diventa un peso insostenibile. Se potete- dite una preghiera.
Prima di tutto vorrei ringraziarvi per questo ricordo di Carlo. Non so nemmeno io cosa provo. Forse tristezza per quello che abbiamo perduto, nostalgia, qualcosa di struggente che non ci lascia mai ma ci permette di sopravvivere. Sono consapevole che milioni di persone hanno provato e provano dolori e perdite, magari anche peggiori, ma forse ogni dolore, ogni perdita è unica. Non mi piace ( credo che non piaccia a nessuno) essere triste), ma probabilmente è un po’ inevitabile. Per fortuna ci piace ridere e sorridere e questo è una grande consolazione e soprattutto poterlo fare con cuori amici. E benedetti siano l’amore e l’amicizia.