
ALEX VATANKA – Direttore fondatore del programma Iran presso il Middle East Institute con sede a Washington ( fondato nel 1946, è un centro culturale apartitico senza scopo di lucro, che mira a far conoscere il Medio Oriente ai cittadini americani e a chiunque altro voglia interessarsi )
“Questa guerra è stata venduta da Benjamin Netanyahu a Donald Trump come una vittoria rapida. Non è stato così”. A dirlo è Alex Vatanka, direttore del programma Iran al Middle East Institute, intervistato dall’inviata di Piazzapulita, Anna Airoldi, sul conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
La realtà è lontana dalle dichiarazioni taglienti che arrivano da Washington. Trump, infatti, fin dall’inizio del conflitto ha più volte annunciato, a parole, effetti devastanti e operazioni militari in grado di destabilizzare permanentemente l’Iran e avere la meglio sul regime.
Tuttavia, a oggi, Teheran mantiene ancora un potere che preoccupa gli Stati Uniti e non solo: il controllo dello stretto di Hormuz dove passano il 20% delle forniture di petrolio mondiale, uno strumento ritenuto più efficace persino dell’uranio arricchito.
Gli effetti legati alla sicurezza energetica mettono così a maggior rischio l’Europa, anche nello scenario di sconfitta del regime iraniano.
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L’insensatezza di questa guerra appare sempre più evidente e utile a Netanyahu.