Mauro Biani @maurobiani
27 maggio 2026 – 23.53
Ho letto tutta (tutta) l’intervista di Erri De Luca sul giornale israeliano. Prima di tutto il resto credo di aver capito una cosa, intanto una differenza col mio modo di vedere la vita. Lui non crede affatto alla concretezza della nonviolenza. Io sì. E mi dispiace.
segue commento di
Anche Erri De Luca ha portato ragioni sostenibili alla sua opinione. Per mia forma mentis accetto tutte le opinioni, anche quelle meno rispettabili, e non tutte lo sono.
risposta di Mauro Biani ad Adriano
Mauro Biani @maurobiani
Il mio rispetto è assoluto, per tutti. Il mio disaccordo nello sguardo quotidiano, vicino e lontano lo rispetto ugualmente, con la forza che ho.
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LA 7. IT– ARTICOLO DI ERRI DE LUCA
https://www.la7.it/intanto/articolo/erri-de-luca-sono-sionista-a-gaza-una-guerra-brutale-ma-parlare-di-genocidio-e-una-distorsione-646690
Erri De Luca: “Sono sionista. A Gaza una guerra brutale, ma parlare di genocidio è una distorsione”
Parole destinate a far discutere, quelle pronunciate da Erri De Luca. Lo scrittore napoletano, giunto in Israele per partecipare all’International Writers Festival di Mishkenot Sha’ananim a Gerusalemme, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Israel Hayom in cui prende una posizione netta e controcorrente sul conflitto in Medio Oriente, sul concetto di sionismo e sulla guerra in corso nella Striscia di Gaza.
“Il sionismo in Italia è usato come un insulto”
De Luca non usa mezzi termini e rivendica con forza la propria posizione, raccontando anche un aneddoto legato alla cantante e amica Achinoam Nini (Noa). Invitato a un evento a Firenze, lo scrittore ha posto una condizione chiara: “Sarò felice di venire, ma sono sionista. Non sono capace di smussare gli spigoli per compiacere qualcuno” ha spiegato.
Nell’intervista al quotidiano israeliano, l’autore si scaglia contro l’uso denigratorio del termine nel nostro Paese: “In Italia, e in gran parte dell’occidente oggi, sionista è una maledizione. Un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile”. Per De Luca, invece, il significato è un altro: “Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria. Chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere qui […] è già sionista per questo fatto stesso”.
“A Gaza nessun genocidio: è una distorsione storica e verbale”
Il passaggio più forte dell’intervista riguarda la guerra nella Striscia di Gaza. Lo scrittore napoletano rifiuta categoricamente l’utilizzo della parola “genocidio” per descrivere l’operazione militare israeliana.
“L’uso del termine ‘genocidio’ suscita in lui una profonda rabbia grammaticale”, si legge nell’articolo. “So benissimo cosa sia un genocidio – precisa De Luca – e applicarlo alla guerra di Gaza è una distorsione storica e verbale. Ciò che è accaduto a Gaza è una guerra brutale e moderna, in cui il numero di vittime civili è enorme e terribile perché quando si combatte in uno spazio urbano denso […] la popolazione paga sempre il prezzo più alto”.
De Luca paragona lo scenario a quanto visto a Raqqa o a Mariupol, parlando dell’effetto inevitabile di “combattere un nemico che si trincera tra i propri civili”. Ribadisce che la situazione è “terribile, ma non è genocidio”, sottolineando di non essere disposto a condividere palchi “con persone che desiderano che Israele venga cancellato dalla mappa” o a partecipare a eventi “in cui si parli di genocidio in riferimento a Gaza”.
Il paragone con la caduta del Fascismo
Per spiegare la sua visione sul futuro dei palestinesi e sulla guerra, De Luca traccia infine un parallelo storico con la liberazione dell’Italia dal regime mussoliniano durante la Seconda Guerra Mondiale.
“L’Italia è riuscita a liberarsi del fascismo di Mussolini solo perché ha perso completamente la guerra e perché le forze alleate hanno occupato il Paese”, argomenta lo scrittore, ricordando come i regimi totalitari (citando anche la Spagna di Franco o l’Argentina dei colonnelli) raramente cadano senza uno “shock esterno schiacciante”. Da qui, la conclusione tranchant su Hamas: “C’è un momento storico in cui un gruppo o un popolo può essere redento e liberato solo attraverso la sconfitta militare dei suoi leader tirannici. È quello che sta accadendo ora a Gaza, ed è l’unica possibilità di un vero cambiamento nella regione”.
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SEGUE DA :
IL FOGLIO 27 MAGGIO 2026 / LINK DOPO IL TITOLO E LA FOTO
Il chiarimento di Erri De Luca dopo le polemiche sul sionismo: “Significa credere in due stati”
“Non capisco in cosa le parole massacro, strage, siano per Gaza inferiori a genocidio. Forse perché suona più energico”. La posizione dello scrittore e l’ondata di critiche dopo l’intervista concessa a Israel Hayom e ripresa dal Foglio

NELL’ARTICOLO SOTTO, C’E’ IL LINK DELL’INTERVISTA RILASCIATA DA DE LUCA AD UN GIORNALE ISRAELIANO E RIPRESA DA IL FOGLIO
