il blog : pur cercando, non siamo riusciti a trovare l’autore delle immagini che subito
sono quelle che ci hann0 più attratto per la loro diversità. Sembrano delle immagini antiche o vecchie, e nello stesso tempo, non lo sono. In seguito abbiamo apprezzato il testo, di cui ringraziamo molto Stefano Feltri che seguiamo da anni, almeno dai tempi de ” Il Fatto quotidiano ” dove era, se non sbaglio, responsabile economia. Speriamo di non dover pagare venia di averlo copiato senza chiedere il permesso scritto– siamo su Facebook e X : preghiamo di avvisarci se non piace come abbiamo copiato, cancelleremo subito con le nostre più grandi scuse. Se mai qualcuno potesse dirci qualcosa delle immagini.. ?
** suppongo che i disegni siano di Filippo Piperno direttore di InOltreNews
TESTO E IMMAGINI SONO DEL LINK:
Appunti – di Stefano Feltri– LINK SOTTO

| Titolo | Beirut. Il futuro del mosaico arabo |
| Autore | Riccardo Cristiano |
| Argomento | Diritto, Economia e Politica Politica e attualità |
| Collana | Nodi |
| Editore | Castelvecchi |
| Formato |
|
| Pagine | 155 |
| Pubblicazione | 2025 |
*** per chi volesse..
Di
DA QUI INIZIANO “GLI APPUNTI DI STEFANO FELTRI “
Il fuoco che non cessa
Il futuro del Libano non dipende solo dalla fine dell’offensiva israeliana. Serve una scommessa sulla sovranità di uno Stato fragile, l’unica condizione per disarmare Hezbollah senza nuove guerre

La sfida di Hezbollah si è costruita non solo sulle armi donate dall’Iran, ma anche su un’opera che non è riuscita ad altri: aver plasmato una comunità a propria immagine e somiglianza. Con le scuole, le moschee, gli ospedali, la televisione, i programmi di assistenza sociale, Hezbollah ha creato un mondo apocalittico, che crede nel martirio o nel sostegno dei martiri, la loro scelta escatologica
Determinato a resistere agli opposti estremismi che hanno affossato il suo sofferto tentativo di far decollare in Libano un sofferto “cessate-il-fuoco asimmetrico”, il presidente libanese Joseph Aoun ha mandato due chiari messaggi. Il primo a quei libanesi che non lo hanno capito: “Non siete stanchi di guerre? Questo Paese è nostro, non di altri”. Il secondo agli israeliani: “Potete anche distruggere tutto il Libano, ma senza conseguire i vostri obiettivi”.
Sembra chiaro che intenda procedere nel suo sforzo.
Per parlare di questo tentativo difficilissimo di fermare un mare enorme di sofferenze e dolori, bisognerebbe partire dagli anni Ottanta, da quando Israele, come oggi, invase il Libano meridionale (dopo il breve antefatto del 1978).
Quell’invasione mirava a togliere di mezzo i fedayn palestinesi, produsse però l’humus essenziale per far germogliare Hezbollah. Ma allora bisognerebbe tornare all’arrivo di quei fedayn, a come giunsero in Libano: amicizia araba con i palestinesi o scaricabarile sul Libano?
Sarebbe giusto partire da allora, ma si tratterebbe di un libro in più tomi, non di un articolo.
L’ascesa di Hezbollah
IL TESTO SEGUE NEL LINK SOTTO – DAL TITOLO:
Appunti – di Stefano Feltri




