una parola al giorno.it – 28 dicembre 2022 :: ” Apotropaico ” — dalla dotta Donatella ! + altro + altro / testo in fondo

 

 

 

 

una parola al giorno.it – 28 dicembre 2022
https://unaparolaalgiorno.it/significato/apotropaico

 

il testo dal link è verso il fondo, anche se interessante..

 

Apotropaico
a-po-tro-pà-i-co

 

 

SIGNIFICATO:  Di oggetti, atti, formule dalla carica magica capace di allontanare gli influssi malefici

 

ETIMOLOGIA dal greco apotrópaios ‘che allontana’, da apotrépein ‘stornare’, derivato di trépein ‘allontanare’ col prefisso apó- ‘da’.

 

Apotropaica era ad esempio la funzione del Lamassu, statua con un corpo di toro alato e dal volto umano che veniva posta alle porte di Babilonia.

I lamassu sono dèi e spiriti daemonici ( vedi sotto ) che incarnano in sé tutto lo spettro divino e ricoprono perciò diverse funzioni. Nel loro ruolo di guardiani, proteggono le entrate e le stanze di case, palazzi, templi, città e luoghi sacri, svolgendo funzione apotropaica per allontanare le forze e le presenze ostili.  Il lamassu viene raffigurato come un essere ibrido alato androcefalo dal corpo di toro e leone, le ali rapaci d’aquila e la testa umana, oppure come un toro alato taurocefalo.

 

daemonio  ( lat. tardo-  da cui ” demone ” )–spirito o demone-
Oggi questa parola è il titolo di diverse opere artistiche, libri e film (è di moda )

 

 

I due aladlammû  ( noti anche come Lamassu ) di Serse I nella Porta di tutte le NazioniPersepoli.
Alireza Javaheri

https://it.wikipedia.org/wiki/Lamassu#/media/File:Iran_-_Persepolis_-_Takhte_Jamshid_-_The_Gate_of_all_Nations_-_panoramio.jpg

 

 

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Napoli. Personaggio pittoresco facente parte della scena napoletana di metà XX secolo: armato di un corno rosso e di un barattolo in cui fuma dell’incenso, toglieva il malocchio o scacciava la malasorte tanto ai negozi quanto alle persone, pronunciando parole o formule di scongiuro ( (p. es. “Sciò sciò ciucciuè!” oppure “Aglio e fravaglio fattura ca nun cuaglia, corna e bicorna capa alice e capa d’aglio.”), chiedendo poi uno spicciolo per il suo servizio.

 

 

 

 

Testa di marmo di aladlammû del Palazzo Vecchio di Aššur, 800-700 a.C., Museum of the Ancient Orient di Istanbul.
Osama Shukir Muhammed Amin FRCP(Glasg) – Opera propria

 

 

 

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nota:

MUSEO DELL’ANTICO ORIENTE DI ISTANBUL

 

 

Il Museo dell’Antico Oriente (in turco Eski Şark Eserleri Müzesi) è un museo di Istanbul e fa parte del gruppo dei Musei Archeologici di Istanbul, situato proprio di fronte all’edificio principale del Museo Archeologico.  Il museo è ospitato nell’antico Collegio di Belle Arti (Sanâyi-i Nefîse Mektebi), commissionato da Osman Hamdi Bey nel 1883 ed è stato istituito nel 1935.

( link sotto )

 

İstanbul – Sanayi-i Nefise Mektebi (Mimar Sinan University) r2 – Mar 2013

 

 

Statua di Lugal-dalu, re di Abad, antica città sumera e, poi, babilonese;   la statua sembra essere datata intorno al 2500 a C., il tempo in cui è vissuto il re–
”  la città di Adab era antichissima e sarebbe stata la sede dell’8a dinastia dopo il diluvio. ” ( Treccani )
Mark Ahsmann –

da:  https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_dell%27Antico_Oriente#/media/File:%C4%B0stanbul_-_Sanayi-i_Nefise_Mektebi_(Mimar_Sinan_G%C3%BCzel_Sanatlar_%C3%9Cniversitesi)_r2_-_Mart_2013.JPG

 

 

 

DETTAGLIO SULLA SPALLA

File:Dettaglio della statua sumera di Lugaldalu.JPG

dettaglio della statua sumera del re di Adan, Lugaldalu.
Autore–  Ficatus

 

L’iscrizione  ( la scrittura cuneiforme è arcaica e primitiva  ) sulla spalla della statua la presenta come il “Re di Adab” e si afferma che la statua fosse dedicata a E-shar, il tempio del dio principale di Adab. Lugaldalu, che non era menzionato nelle liste dei re sumeri, si pensa fosse un governatore di Adab intorno alla metà del III millennio a.C. Questa è una delle statue dei “vice-sacerdoti” collocate nei templi secondo la credenza sumera. Queste statue continuavano a esprimere gratitudine al dio per conto delle persone che rappresentavano, anche quando si trovavano fuori dal tempio.

DA : https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Detail_of_the_Sumerian_statue_of_Lugaldalu.JPG

 

 

 

 

UN’ULTIMA CURIOSITA’ DAL MUSEO ARCHEOLOGICO DI  ISTANBUL

 

 

File:Istanbul - Museo archeologico - Mostra sul colore nell'antichità 04 - Foto G. Dall'Orto 28-5-2006.jpg

Istanbul – Museo archeologico – Mostra sul colore nell’antichità

  • una ricostruzione policroma dell’aspetto originale di un leone arcaico greco, risalente a circa il 570-560 a.C..
  • L’originale è scolpito in calcare ed è custodito presso la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.
  • La riproduzione in gesso mostra i vivaci colori originali, inclusa la criniera blu brillante, per illustrare che le sculture antiche non erano solo in marmo bianco.

 

DA :

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Istanbul_-_Museo_archeologico_-_Mostra_sul_colore_nell’antichit%C3%A0_04_-_Foto_G._Dall’Orto_28-5-2006.jpg

 

 

 

SE VOLETE GUARDIAMO UN ALTRO OGGETTO ANTICO APOTROPAICO: 

 

POIANA COŢOFENEŞTI– Romania

 

Località della Romania a circa 90 km a N-NE di Bucarest, dove nel 1928 fu trovato per caso un elmo d’oro, entrato nelle collezioni del Museo Nazionale di Antichità di Bucarest nel 1929.

Coțofănești è un comune della Romania di 3 297 abitanti, ubicato nel distretto di Bacău, nella regione storica della Moldavia.

 

Parohia ,,Sfântul Gheorghe'' Coțofănești | Cotofanesti

La parrocchia di  Coțofănești

 

 

immagine del paese –

 

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo

Altare della Parrocchia

 

dal Facebookhttps://www.facebook.com/p/Parohia-Sf%C3%A2ntul-Gheorghe-Co%C8%9Bof%C4%83ne%C8%99ti-100084041207176/

 

 

 

 

L’ elmo d’oro di Coțofenești

 

 

 

 

DI FRONTE

Sul frontale, molto alto, sono stati ricavati due occhi apotropaici, mentre ognuna delle paragnatidi ( parte dell’elmo che custodiva le guance — nella foto non le vediamo ) è decorata da una scena di sacrificio: un personaggio vestito di una cotta di maglia (?) con un elmo appuntito in testa e sulle spalle un mantello svolazzante, tiene nella mano destra un pugnale in atto di uccidere un ariete inginocchiato, di cui afferra il muso pressando a terra l’animale col piede poggiato sul dorso ( Treccani in cui segue altro ).

 

 

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DI LATO

 

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RETRO

 

– Fotografato dall’utente:CristianChirita 

 

 

Si tratta del – L’ elmo d’oro di Coțofenești  è un elmo geto – daco risalente alla prima metà del IV secolo a.C.– ( *** mi par di capire che questa parte è stata messa in discussione anche se non risolta– vedi Treccani / link sopra  )

Nel 1929, un bambino di nome Traian Simion scoprì per caso l’elmo nel territorio del villaggio di Poiana Coțofenești   ( ora chiamato Poiana Vărbilău ), contea di Prahova , Romania.   Il team di archeologi ha notato che l’elmo non faceva parte di un tesoro d’oro o di una tomba, ma faceva parte di un insediamento geto-daco locale di La Tène Gli archeologi hanno concluso che l’elmo era un ritrovamento vagante, poiché sono stati trovati solo pochi frammenti di ceramica di Hallstatt, alcuni dei quali ruotati. L’elmo è conservato al Museo Nazionale di Storia della Romania.

Pesante quasi un chilogrammo, l’elmo d’oro è molto ben conservato, manca solo la parte della calotta cranica.

 

da : https://en.wikipedia.org/wiki/Helmet_of_Co%C8%9Bofene%C8%99ti

 

SEMINARA ( REGGIO CALABRIA  )

 

” Maschera Apotropaica Linguaccia” in ceramica di Seminara ( città metropol. di Reggio Calabria )  realizzata dal Maestro ceramista Enzo Ferraro.
Misure: cm 22 x cm 22 ”
https://pizzimenti.it/prodotto/maschera-apotropaica-linguaccia-in-ceramica-di-seminara/

nota : 

a Seminara c’è il Museo delle Ceramiche della Calabria:

Museo delle Ceramiche di Calabria / LINK

 

 

Castello famiglia nobiliare “Mezzatesta”, Seminara– Palazzo Mezzatesta

 

Ceramica tradizionale di Seminara

 

da : https://it.wikipedia.org/wiki/Seminara#/media/File:Ceramica_di_Seminara.jpg

 

 

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FINALMENTE IL TESTO DEL TITOLO !

 

SEGUE DA UNA PAROLA AL GIORNO:: 

APOTROPAICO

 

 

Questa parola ci mette in contatto con uno stadio di credenze antico, radicatissimo e infestante, che si è semplicemente avviticchiato alle religioni e ai paradigmi di credenze successivi. Sono credenze che leggono nella nostra esperienza del mondo un continuo dardeggiare di influssi maligni, vere e proprie gragnole scagliate da enti naturali e sovrannaturali che ci portano male e arrivano da ogni parte. Secondo questa chiave di lettura della realtà, ogni bene, ogni fortuna che si manifesta ha una sua fragilità — e questo in effetti è un dato che non si può sconfessare — perciò serve una protezione magica speciale per allontanare, deflettere questi influssi.

Ora, questo modo di pensare non è frutto di una cultura specifica: è praticamente universale. Però culture diverse hanno trovato modi diversi di compiere questi allontanamenti (apotrépo è proprio ‘stornare, allontanare’).

Noi, come gesti apotropaici, facciamo le corna, attacchiamo ferri di cavallo, fino a qualche tempo fa sputavamo per scacciare il diavolo, facevamo pernacchie e linguacce — e mostrare la croce non serve solo a tener lontani i vampiri; conosciamo risposte e formule da dire per scongiurare prospettive indesiderabili, o perfino qualche formula di guarigione; abbiamo una certa consuetudine con scope di saggina inchiodate al muro esterno della casa, e con amuleti e talismani a forma di viso, di occhio — minor fortuna hanno invece avuto da noi quelli a forma di fallo, anche se il loro antico nome ha portato il significato al fascino stesso. Ce ne sono poi di meno ovvi, pratiche desuete come il murare nelle pareti delle case scarpe e oggetti con iscrizioni, o dare nomi che tengano lontano il male alludendo a condizioni desiderate, o al loro contrario.

Il termine ‘apotropaico’ ha il potere stupendo di significare questa sterminata galassia di usi contro demoni e malocchi appartenendo a un registro elevato, distaccato. Da prestito dotto novecentesco (non ha cent’anni), riesce a collocare questi usi in una lettura antropologica, a prenderli per quello che sono, da un lato senza involgersi in giudizi sprezzanti, dall’altro coprendo anche la volgarità che a volte li caratterizza — un passo fuori dal loro paradigma. Dire che l’amica, alla nostra previsione, ha fatto un gesto apotropaico, o che l’amico ha sempre pronta qualche formula apotropaica ogni volta che è in ballo un esito incerto, lascia un simpatico spazio di non detto, lasciato all’immaginazione con un esito perfino comico.

Cosa che il sinonimo ‘scaramantico’ realizza con minor efficacia, perché meno aulico e distante: il termine ‘scaramanzia’ (come si può annusare sentendo quell’elemento –manzia, che ci parla puntualmente di pratiche magiche) è un’alterazione popolare di gramanzìa, a sua volta deformazione di negromanzia, in un’ottica di partecipazione allo scambio magico.

Insomma, l’apotropaico è una parola importante perché descrive tanto di tante culture, ma anche perché si rivela un grimaldello versatile per presentare certi tratti in maniera pulita, scanzonata, efficace.

Testo originale pubblicato suhttps://unaparolaalgiorno.it/significato/apotropaico

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1 risposta a una parola al giorno.it – 28 dicembre 2022 :: ” Apotropaico ” — dalla dotta Donatella ! + altro + altro / testo in fondo

  1. uiuilibrio scrive:

    In un mondo misterioso, dentro una realtà di cui non conosciamo l’inizio e la fine, la magia può essere un mezzo per superare l’angoscia.

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