Qualche bellezza grande : in Mesopotamia VI sec. a. C. e poi alla fine, in Siria, a Ebla con Paolo Matthiae

 

 

 

 

 

mesopotamia

cartina da : blog didattico- 2020 / ottobre 2021
https://www.blogdidattico.it/blog/2020/01/25/i-babilonesi/

 

 

 

 

 

Coppia di aladlammû persiani sormontati dal sole alato di Ahura Mazdā, palazzo reale di Dario I in Susa, 500 a.C. ca., Museo del Louvre.

 

 

 

 

 

Il Mušḫuššu di Marduk, animale sacro della Mesopotania

 

 

 

 

Il Toro di Adad
Porta di IštarBabilonia

nota _ Adad in accadico e Iškur in sumero sono i nomi del dio della pioggia e della tempesta nella mitologia mesopotamica. Il suo nome si scriveva in sumero d.IM, era il patrono di Karkara. Presso i sumeri era chiamato anche Immer, mentre a Babilonia e in Assiria Rammān, “il tonitruante”. La doppia valenza degli aspetti propri del dio, la pioggia fertile e la tempesta distruttrice, è presente nel Poema di Atraḫasis e nellEpopea di Gilgameš.
Dudva – Opera propria

 

 

 

 

Il Leone di Ištar

 

 

 

 

 

Il re persiano sottomette due tori alati, cilindro achemenide. ( Persian seal with king and two winged bulls )
Alemazzi – Opera propria

 

 

 

 

 

Vitello sacro, statuetta cultuale sumera, 2700 a.C., Cleveland Museum of Art.

 

 

 

 

Pianure acquitrine del sud della Mesopotamia, Paul Dober, 1978
Paul Dober

 

 

Mappa fisica dell'Iraq illustrazione vettoriale. Illustrazione di città - 160864362

cartina da Dreamstime.com

*** pare che Babilonia sia Al Hillah, sotto Baghdad ( forse ci andremo domani.. che viaggi uno fa,  pur di sfuggire alle guerre  e rianimarsi  un pochino ! )

 

 

 

 

Stele di Ištar, vestibolo del Sacello G3, Tempio di Ištar sul bordo Ovest della Cittadella, Ebla, Museo Archeologico di Idlib, Siria, 1800 a.C. ca.

 

 

APPROFITTIAMO DI QUESTA CARTINA- ANCHE SE SI OCCUPA DELLA COMPOSIZIONE ETNO- RELIGIOSA DELLA SIRIA – PER   VEDERE DOVE SI TROVA IDLIB  E ANCHE ALEPPO ( nomi a noi noti soprattutto per i resoconti di guerre—la prima  soprattutto- contro i Curdi )- Si vedono anche gli Stati intorno.

 

La composizione etnoreligiosa della Siria

 

 

Copertina del libro Ebla. La città del trono di Paolo Matthiae    Ebla. Un impero ritrovato - Paolo Matthiae - copertina

1977 Einaudi                                                                   Einaudi 1995

                                                                                La rinascita di Ebla e della sua cultura è una delle più sensazionali scoperte dell’archeologia contemporanea. La ricostruzione di un mondo complesso di avanzata struttura amministrativa, di sofisticata ideologia e di raffinata cultura materiale è il risultato di una attività di ricerca che dura da oltre venticinque anni. La rivelazione inattesa di Ebla ha stupito il pubblico internazionale e il mondo scientifico non meno dei ritrovamenti di Schliemann a Troia e Micene. La riproposta è in occasione della mostra che si terrà a Roma da marzo a giugno. Nuova introduzione dell’autore e aggiornamento bibliografico.

 

 

Ebla e l’Oriente antico

CAROCCI, 2026 luglio

 

 

Paolo Matthiae | archeologiavocidalpassato

Paolo Matthiae  ( Roma, 1940 )

Professore emerito di Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico della Sapienza Università di Roma, è lo scopritore di Ebla, che ha indagato con 47 campagne di scavo dal 1964 al 2010. Socio dell’Accademia nazionale dei Lincei e delle Accademie di Francia, d’Austria e di Svezia, è dottore ad honorem delle Università di Madrid e di Copenaghen, e cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Ninive (Electa, 1998), Ebla, la città del trono. Archeologia e storia (Einaudi, 2010), Dalla terra alla storia. Scoperte leggendarie di archeologia orientale (Einaudi, 2018), I volti del potere. Alle origini del ritratto nell’arte dell’Oriente antico (Einaudi, 2020), La Siria antica. Arte e architettura (Einaudi, 2024) e Prima lezione di archeologia orientale (Laterza, 2025, 4ed.).

 

Copertina del libro Dalla terra alla storia di Paolo Matthiae

Einaudi 2018  Saggi
L’appassionante racconto delle campagne archeologiche dell’antico Oriente da metà Ottocento a oggi, dalla decifrazione delle due scritture piú antiche dell’umanità alle prime epiche imprese alla ricerca di Ninive, alle grandi scoperte nella Valle dei Re a Tebe, da Ebla, Qatna e Aleppo in Siria a Nimrud e Sippar in Mesopotamia, a Troia e Hattusa in Anatolia, ad Abido e Amarna in Egitto, fino a Gerusalemme in Palestina.
«Le scoperte rievocate e illustrate nelle pagine di questo libro hanno in comune alcune caratteristiche fondamentali. In primo luogo, sono il frutto, in modi certo diversi, di esplorazioni archeologiche sistematiche di lungo periodo. In secondo luogo, sono state realizzate, approssimativamente, nell’ultimo mezzo secolo. In terzo luogo, a un giudizio oggettivo e di nuovo in modi diversificati, hanno avuto un significato rivoluzionario. Il loro valore leggendario dipende, da un lato, dal forte impatto di innovazione che è tipico di tutte e, dall’altro, dal loro carattere inatteso e sorprendente. La notevole varietà di queste scoperte, in ambiti differenziati della ricerca storica, ha inciso, volta a volta, sulla storia politica, sulla storia religiosa, sulla storia sociale, sulla storia economica, sulla storia artistica, sulla storia letteraria e, in diversi casi, su piú di una di esse…Se è vero che non v’è nulla di piú concreto e reale di una scoperta archeologica, è altrettanto vero che le interpretazioni prime di quella scoperta, che sono un’esperienza esaltante, non hanno nulla di definitivo perché esse sono solo un contributo, primario e fondamentale, alle innumerevoli valutazioni storiche future. Le interpretazioni che per ciascuna delle scoperte raccolte in questo saggio sono qui presentate, spesso già oggetto di accesi dibattiti negli ambienti scientifici, nella maggior parte dei casi sono di questo tipo ed esprimono solo una parte iniziale del lungo loro tragitto, di fatto inesauribile, dalla terra alla storia». Paolo Matthiae
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1 risposta a Qualche bellezza grande : in Mesopotamia VI sec. a. C. e poi alla fine, in Siria, a Ebla con Paolo Matthiae

  1. Chiara Salvini scrive:

    chiara, bisogna dire che questi popoli cosi ricchi di creatività —-alla fine è rimasta tutto nelle mani delle grandi potenze che di lì sono transitate. Parecchi Trump dell’epoca tutti insieme !

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