pucci dei trilli — ma se ghe pensu
( u’ l’è zeneize )

la famosa sardenaira di Donatella D’Imporzano.. potete servirvi ! L’ha fatta anche in tv !
dalle Edizioni Kronos:::/ link
Il cuore della vecchia Sanremo, quella “Pigna” che cattura il sole e genera ombra, con i suoi personaggi, le sue leggende, i suoi luoghi coniugati alle immagini del presente. Il nuovo libro di Giulio Costa e Renato Tavanti, riprende idealmente i moduli di “Liguritudine” del 1977 ( vedi sotto ): la narrazione scritta e quella visiva si intrecciano e si aiutano a vicenda senza essere strettamente legate e costrette l’una a fare da didascalia lunga delle immagini, l’altra da illustrazione dei racconti. Ma il legame con quel libro di ormai 35 anni fa e il cui titolo è divenuto nel frattempo un neologismo di successo, usato dai media in tutte le salse, non si ferma ai meccanismi di costruzione e di assemblaggio: come Liguritudine era un lungo addio al piccolo mondo antico dei borghi e delle campagne, definitivamente travolto dalla modernità incombente, così “Lapignalbuio” è una sorta di epitaffio che questa volta coinvolge il nucleo stesso di Sanremo, la disgregazione di un modo di vivere e di essere, di fantasticare e sognare, lentamente cancellato da nuovi rapporti, culture, persone.
da: http://lapignaalbuio.blogspot.it/
Per chi non lo sa ” La Pigna” è la città medioevale di Sanremo, anche molto ben conservata, per quello che hanno potuto fare gli stessi abitanti.
Stamattina abbiamo conosciuto l’autore delle foto del libro sopra citato, Giulio Costa.
Lui stesso ci è sembrato un gran personaggio di Sanremo, anche se vive ben nascosto nel suo negozio di tessuti, mirabile come ” biglietto da visita” di un grande artista tanto è un caos gradevole di disegni e colori. E’ stato così gentile con il nostro blog che ci ha voluto a tutti i costi regalare il libro e con dedica.
La scrittura è di Renato Tavanti, un ragazzo nato e cresciuto nella Pigna, dove si è allenato a fare il reporter dei suoi abitanti. E’ mancato nel maggio 2019.
I disegni, invece, sono del più famoso Libereso, personaggio per tutti legato alla famiglia Calvino, di cui è una gloria, non solo nazionale, il figlio Italo, appunto, Calvino.
IMMAGINI DA LIGURIDITUDINE, CASABIANCA 1977

“LIGURITUDINE”
Giulio Costa Renato Tavanti – Casabianca 1977



foto sopra da:
EMPORIO BOOK – SANREMO / LINK FACEBOOK, 18 maggio 2019
QUALCOSA SULLA PIGNA DI SANREMO:
QUESTA E’ LA PIANTA DELLA PIGNA…CREDO CHE IL NOME SIA COMPRENSIBILE.. comunque–


Carta della Sanremo del 1773, dopo le demolizioni a seguito
della rivolta contro Genova e la costruzione del forte di
Santa Tecla ( fortezza della città vecchia ), da cui i genovesi cannoneggiarono la Pigna ( cioè i cannoni non erano rivolti verso il mare in vista di eventuali predoni, ma verso la città ).
Mi pare che Donatella abbia raccontato che, in questa occasione, tutta la classe dirigente di Sanremo, quelli che appunto, avevano organizzato la rivolta contro Genova, siano stati molto sommariamente giudicati ed uccisi. Aspettiamo correzione e, ancor più, arricchimenti..
video di GRAZIA — 4 minuti ca
per chi volesse dare un’occhiata.. adesso, potrei dire ” quasi ogni giorno “, migliora perché sempre di più, gli abitanti, a proprie spese, si aggiustano le case e rifanno le facciate..
LA PIGNA DAL FAI
TESTO E FOTOGRAFIE
https://fondoambiente.it/luoghi/sanremo-vecchia-la-pigna?ldc
La città di Sanremo vede le sue prime edificazioni solo dopo la cacciata dei Saraceni, intorno all’anno Mille e oggi il vecchio nucleo si presenta come “un brano di città” sorto su un promontorio orientato a sud, poco sotto il Santuario della Madonna della Costa, con strade principali poste a semicerchio lungo le curve di livello, mentre quelle secondarie, dipartono a raggiera dalla sommità della collina dove sorgeva il castello demolito dopo il 1753 ad opera della Repubblica di Genova per costruire la fortezza sul mare.
La conformazione tipica medioevale dell’attuale Pigna ( o castrum Sancti Romuli ) è evidente dalla compattezza delle casetorri che formano un importante complesso architettonico e ambientale, con vie strette ed edifici di notevole altezza.
La Pigna è il nucleo più antico del centro abitato del Comune di Sanremo, ubicato a poca distanza dal centro cittadino (dal Casinò, dal teatro Ariston), a circa 500 m dal mare, al suo interno sono ancora visibili le tracce delle tre successive cinte murarie di espansione (sec. XI, XIV, e XVII), le porte e numerose emergenze storico-architettoniche; separato dal torrente San Romolo, dal polo religioso di San Siro.
In corrispondenza della foce del torrente San Francesco, all’incirca di fronte al borgo della Pigna, si sviluppa il primo porto della città, con relativo cantiere navale.
Fino alla fine del Settecento l’impianto urbano è composto dal nucleo fortificato della Pigna, dal primo insediamento abitativo del Piano e dal crescente quartiere della Marina, che si apre verso il Porto.
Oggi il quartiere un tempo fulcro della cittadina versa in un notevole stato di degrado edilizio e sociale.
Negli anni ’50 è stato progressivamente abbandonato dai sanremesi che preferivano insediarsi nei quartieri di espansione della “città nuova”; da allora “la città vecchia” è diventata il luogo deputato ad accogliere gli immigrati, prima provenienti dal sud d’Italia e poi dal Nord Africa, dal Senegal e dall’India.
L’attrattività culturale del bene nel suo insieme, nonché il valore sociale inducono alla necessità di un recupero (abitativo, turistico, artigianale) che passi attraverso il riconoscimento dell’identità culturale dei luoghi e contribuisca a favorire quel processo di trasformazione sociale, già attivato dall’associazione Pigna Mon Amour, e uno sviluppo socio-economico e culturale in grado di generare occupazione, aumentare i servizi culturali rivolti ai visitatori del patrimonio artistico, migliorare l’accessibilità.
Tutta la zona della Pigna è sottoposta a Vincolo Ambientale ed è estremamente ricca di beni puntualmente vincolati ai sensi del codice dei beni culturali (D.Lgs 42/2004).
PER LE MOLTE FOTO DEL FAI VI METTO IL LINK, SONO DOPO IL TESTO PUBBLICATO SOPRA, SONO QUASI TUTTE BELLISSIME, TUTTE – SENZ’ALTRO – PER CHI LA CONOSCE, LA NOSTRA PIGNA.
( 1 ) per chi volesse, soprattutto i Donatelli nostri, metto il link di un Facebook :
apri qui sotto:
**** ULTIMO
I Trilli – Piccon dagghe cianin (originale – 1973)
Scritta nei primi anni ’50 dal paroliere Ottavio De Santis e arrangiata inizialmente dal direttore d’orchestra di bordo Gino Pesce, la canzone – ispirata alla celebre Casetta de’ Trastevere ma con una linea melodica ancor più intensa – racconta di un genovese che, tornando nel quartiere di Piccapietra, vede demolire la casa dove era nata sua madre. Tra i calcinacci riconosce frammenti della sua infanzia e, nel momento in cui i muratori colpiscono a picconate proprio il balcone dei suoi ricordi, li implora di farlo “piano piano”, con rispetto per quel luogo tanto caro. Il brano rimase a lungo in ombra, fino a quando, nel 1973, i Trilli al loro esordio lo riproposero nell’album Canti de casa mae, con un nuovo e straordinario arrangiamento realizzato nel 1972 dal Maestro Giampiero Darini. L’introduzione fredda di flauti ottenuti con il mellotron, gli archi a impreziosire il ritornello, le percussioni che scandivano gli inesorabili colpi del piccone, lo struggente violoncello nella seconda strofa e il finale sospeso rendevano il brano un piccolo capolavoro. Su tutto, la voce inconfondibile di Pucci e i controcanti intensi di Pippo, capaci di trasformarlo in pura emozione.
I TRILLI — https://www.youtube.com/@itrilli-official6796

