ROBERTO MUROLO
La pansè è una canzone comica frutto dell’estro di Gigi Pisano, autore dei versi, e di Furio Rendine
Ogni giorno cambi un fiore
e lo appunti in petto a te.
Stamattina, sul tuo cuore,
ci hai mettuto una pansé.
E perché ce l’hai mettuta?
Se nun sbaglio l’ho capito.
Mi vuoi dire, o bella fata,
che tu pensi sempro a me.
Ah.
Che bella pansé che tieni,
che bella pansé che hai,
me la dai?
Me la dai?
Me la dai la tua pansé?
Io ne tengo un’altra in petto
e le unisco tutt’e due.
Pansé mia e pansé tua
in ricordo del nostro amor.
Questo sciore avvellotato,
tanto caro io lo terrò.
Quando si sará ammosciato,
io me lo conserverò.
Ci ha tre petali, tesoro,
e ogneduno ci ha un pensiero.
Sono petali a colori,
uno giallo e due marrò.
Ah… (rit)
Tu sei come una farfalla
che svolacchia intorno a me.
Poi ti appuoi sulla mia spalla
con il pietto e la pansé.
Io divento un mammalucco,
poi ti vaso sulla bocca
e mi sembra un tricchi-tracco
questo vaso che do a te.
Ah… (rit)
DA RADIO NAPOLI /ENCICLOPEDIA

Divertente, arguta, con qualche sorridente doppio-senso questa canzone in un misto di italiano e napoletano.