video, 4.31 — Richard Gerstl: vita e opere in 10 punti + Lovis Corinth + immagini

 

 

 

 

 


Richard Gerstl, 1905
Unknown, Otto Breicha Archives –

 

 

 

Richard Gerstl  (Vienna14 settembre 1883 – Salisburgo4 novembre 1908)

 

 

 

 

 

 

 

 

segue testo da wikipedia :

https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Gerstl

 

 

Se la sua prima fase artistica si concretizzò nella ritrattistica, già all’età di vent’anni, Gerstl prese le distanze sia dai seguaci della Secessione viennese, sia dall’ Art Nouveau.

I suoi maggiori ispiratori si possono rintracciare in Vincent van Gogh, nello spirito di Edvard Munch, con cui condivise la sua originale e dolorosa immagine del mondo e in Lovis Corinth ( VEDI SOTTO )

 

 

 

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IL MANIFESTO 15 dicembre  2019

https://ilmanifesto.it/gerstl-pennello-psichico

 

 

 

 

 

Gerstl, pennello psichico

Giuseppe Frangi

 

VIENNA

A Vienna Leopoldo Museum, la mostra di Richard Gerstl . Suicida a 25 anni, sodale di Arnold Schönberg, e amante di sua moglie Mathilde, è un incandescente caso a parte nella Vienna di primo Novecento: né secessionismo, né espressionismo

 

 

 

 

Gerstl, pennello psichico

Richard Gerstl, “Autoritratto seminudo (su sfondo blu)”, 1904-’05, Vienna, Leopold Museum

 

 

 

Inizia giustamente dalla fine la mostra che il Leopold Museum dedica a quel genio-meteora che è stato Richard Gerstl. Siamo nell’estate 1908. L’artista 25enne per la seconda estate è in vacanza a Gmuden, sul lago Traunsee, invitato dalla famiglia Schönberg, Arnold e la moglie Mathilde con i due bambini, Trudi e George. Si erano conosciuti due anni prima, quando Gerstl era stato chiamato a far lezioni di pittura ai due coniugi. Si era stabilita subito un’intesa profonda, originata anche dalla comune passione per la musica. Ma Richard e Arnold erano legati anche da un’affinità temperamentale, che li portava a condividere esperienze di vera frenesia creativa.

 

 

 

La regione Traunsee-Almtal nel Salzkammergut

GMUDEN, LAGO DI TRAUNSEE

 

 

In quell’estate del 1908 Schönberg, con String Quartet n. 2, si era avventurato per la prima volta fuori dalle regole del sistema tonale. Gerstl, da parte sua, nelle stesse settimane realizzava il Ritratto della famiglia Schönberg (in realtà famiglia allargata): un grande quadro incandescente, dipinto con un accanimento febbrile, su un fondo giallo che sembra forare la retina.

 

La tela balza fuori dalla parete dipinta di blu del Leopold, con quel suo concentrato di energia psichica che detta anche le modalità della stesura pittorica. Gerstl lavora con pennello, spatola e anche con le dita, usa smalti, arriccia la pittura, la lascia rigonfiare oppure la graffia quasi ci mettesse dentro le unghie; a tratti la stende con impeto, a tratti la incide con tocchi da bisturi. Su questo universo di pittura concitata s’affacciano le sei figure, o meglio le sei anime che ci guardano dalla soglia di un altrove.

 

 

 

Un’opera incollocabile del 1908.

 

 

File:Gerstl - Die Familie Schönberg.jpg

LA FAMIGLIA SCHONBERG:  Arnold SchönbergMathilde Zemlinsky  Gertrud Schönberg  Georg Schönberg

altezza: 109,7 cm Modifica su Wikidata; larghezza: 88,8 cm
Data sconosciuta

IMMAGINE DA WIKIPEDIA

 

 

 

 

È un momento di grandi turbolenze per la biografia dei personaggi coinvolti in quest’opera abbacinante. Gerstl infatti aveva allacciato una relazione sentimentale con Mathilde, la moglie dell’amico. Il 26 agosto Arnold li aveva sorpresi in flagrante e i due erano scappati a Vienna per una breve avventura. Ma Schönberg alla fine aveva convinto la moglie a tornare in famiglia, per il bene dei figli. Alla luce di questi fatti (che avrebbero portato al suicidio dell’artista, avvenuto il 4 novembre di quello stesso anno), il Ritratto della famiglia Schönberg sembra davvero affacciarsi su una soglia misteriosa, che è un crocevia del destino.

 

 

Immaginare un’opera del genere datata 1908 lascia anche spiazzati per la sua incollocabilità: certamente ha poco a che vedere con quel che stava affermandosi a Vienna in quegli anni (il fratello Alois aveva rivelato che Gerstl si era rifiutato di esporre a fianco di Klimt). E non regge neppure l’ipotesi di un’affiliazione alla famiglia espressionista, perché il radicalismo della sua pittura è tutto di natura psichica e introspettiva.

 

La mostra di Vienna comincia dalla fine, in quanto la fine ha segnato profondamente tutta la vicenda critica di Gerstl. Infatti all’indomani del suicidio i suoi due fratelli avevano raccolto tutte le opere trovate nello studio depositandole in un magazzino. La vicenda con Schönberg aveva gettato uno stigma sull’artista: un’ipotesi di mostra dei suoi lavori era stata ritenuta rischiosa e sconveniente dallo stesso Heinrich Lefler, un professore che aveva preso Gerstl sotto la sua ala dopo le complicate vicende vissute in Accademia. Il suo lavoro venne in un certo senso sepolto insieme a lui.

 

Solo nel 1931, cioè ben 23 anni dopo, il fratello Alois si decise a portare un piccolo quadro con un paesaggio a un gallerista di Vienna, Otto Kallir. Kallir volle subito esaminare il magazzino, comperò 34 opere e le espose nella sua Neue Galerie. Per pubblico e critica fu una vera rivelazione: «Un Van Gogh austriaco» era stato il titolo del Neues Wiener Journal. Ma l’eco della mostra andò ben oltre i confini dell’Austria. Venne infatti portata in Germania, a Monaco e a Berlino. La sfortuna però ancora una volta si accaniva sul destino di Gerstl. È imminente la salita al potere di Hitler: Kallir, il cui vero nome era Nirenstein, era ebreo, e decise di vendere la galleria ed emigrare in America.

 

Su Gerstl calò di nuovo il silenzio. Fino al 1965, quando a Vienna venne organizzata una sua grande retrospettiva nel palazzo della Secessione. Il tentativo di Otto Kallir di portarla in America (dove nel frattempo era stato sancito il successo di Schiele) si scontrò però con la volontà contraria del presidente della Secessione. Sembrava quasi un accanimento postumo. Nel frattempo, però, due collezionisti, Fritz Kamm, svizzero, e Rudolph Leopold, viennese, avevano rastrellato gran parte del magrissimo catalogo di Gerstl (solo 69 quadri sono arrivati a noi, più un numero ridotto di disegni): oggi le due raccolte sono finite rispettivamente alla Kunsthaus Zug e al Leopold Museum di Vienna.

 

 

Forse per riscattare questo complicato destino, la mostra organizzata dallo stesso Leopold (fino al 20 gennaio; si sposterà poi a Zurigo) è stata concepita come un risarcimento: la quasi totalità delle opere di Gerstl sono state messe in parallelo con alcuni suoi contemporanei (Munch, Bonnard e Vuillard in particolare) o in relazione con chi si è riconosciuto debitore nei suoi confronti (Bacon, Arnulf Rainer e tanti altri).

 

La scelta crea un effetto di confusione, anche perché il percorso di Gerstl è un costitutivamente non lineare; la sua cronologia è fitta di punti interrogativi e forse un criterio filologico sarebbe stato più utile e interessante.

 

 

Profilo stilisticamente mobile.

 

La natura della pittura di Gerstl, infatti, è disallineata rispetto a quella degli altri protagonisti di quell’inizio secolo viennese. Se Klimt e Schiele (ma anche Kokoschka) avevano un’identità stilistica a volte anche implacabilmente precisa (con tanto di veri e propri tic…), il profilo di Gerstl è un profilo stilisticamente molto mobile.

È del 1905, ad esempio, il Ritratto delle sorelle Karoline e Pauline Frey, un grande quadro fantasmatico, dove la nuvola bianca della veste allaccia le protagoniste come fossero anime siamesi; la materia è magra, come spazzata via dal passaggio del tempo; al centro i due volti pallidi, con gli occhi che perforano quel grande vuoto presagio di tempesta.

 

 

File:Richard Gerstl - Die Schwestern Karoline e Pauline Fey.jpg

 

 

Al contrario, la stupenda sequenza di paesaggi dipinti nell’estate del 1907 a Gmuden e dintorni sono soprassalti di felicità pittorica, con pennellate gonfie, dense, che vanno golosamente a occupare tutto lo spazio della tela.

 

 

Strada sul lago vicino a Gmunden da Richard Gerstl

Strada sul lago vicino a Gmunden

(Lakeside Road near Gmunden, 1907)

DA :

https://www.meisterdrucke.it/stampe-d-arte/Richard-Gerstl/781134/Strada-sul-lago-vicino-a-Gmunden.html

 

 

 

 

 

 

Richard Gerstl – Baum am Traunsee, 1907

 

 

 

 

 

Richard Gerstl – Baumstudie, July-August 1907

 

 

 

 

Richard Gerstl – Blick über einen Gartenzaun, 1908 —  The Yorck Project (2002)
Vista sopra una staccionata

 

 

 

 

un’altra foto dello stesso quadro o un altro dipinto ?

 

 

 

 

Richard Gerstl – Blumenwiese mit Bäumen, 1907 – Prato fiorito con alberi

 

 

 

 

Richard Gerstl – Grinzing – un famoso quartiere nel 18° distretto di Vienna

 

 

 

 

È naturalismo solo apparente perché l’obiettivo di Gerstl è sempre quello di intrappolare la luce, e i colori che la luce accende, per fare del quadro un evento carico di energia psichica.

 

 

Self-Portrait

AUTORITRATTO RIDENTE 1907/ 1908 – poco prima del suo suicidio-

Getty Images

 

 

 

La pittura per Gerstl è innanzitutto strumento per spingersi dentro il mistero del suo proprio destino. Lo dimostra la serie meravigliosa e anche iconica degli autoritratti che puntellano tutto il percorso della mostra. Anche in questi casi ogni volta l’artista conferma di mantenersi libero da vincoli di coerenza stilistica.

 

 

Nude Self-Portrait with Palette, 1908. Artist: Gerstl, Richard (1883-1908)

nudo con tavolozza, 1908 / 12 settembre

 

 

Così ci appare, in un’opera del 1905, come uno scabro fantasma strindberghiano, nudo con un lenzuolo bianco che gli avvolge le gambe, sulla soglia di uno spazio blu, quasi un lago destinato a richiudersi su di lui. Oppure lo vediamo scatenarsi in una risata, quasi un Frans Hals redivivo: e la materia sta al passo, fremendo in questa convulsione un po’ sopra le righe. Nel 1908, il 12 settembre, nel pieno della tempesta sentimentale, dipinge l’Autoritratto nudo. Qui Gerstl si presenta magro ma quasi spavaldo; parallelamente libera la pittura e la lascia scatenarsi in una prova di grande energia e intensità gestuale. Il blu questa volta non è più superficie muta e compatta, ma è tutto scheggiato e sarcasticamente graffiato con decorazioni di stampo klimtiano. Non si direbbe davvero di avere davanti un artista alla vigilia della resa…

 

 

Self-portrait, Richard Gerstl

Autoritratto, 1907- disegno con pennello nero
44.9 x 31.4 cm

 

 

 

 

 

 

Richard Gerstl – Obstbaum mit Holzstützen, 1907– Alberi da frutto con staccionata

 

 

 

 

Richard Gerstl – Obstbaum, July-August 1907– Albero di Pasqua

 

 

 

LE IMMAGINI SONO QUASI TUTTE DA :

COMMONS.WIKIMEDIA.ORG

https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Self-portraits_by_Richard_Gerstl?uselang=it

 

 

 

 

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SEGUE LOVIS CORINTH

 

 

 

LOVIS CORINTH   (Tapiau, Prussia Orientale, 1858 – Zandvoort – Olanda,   1925).
Tra impressionismo ed espressionismo.

 

Dopo aver studiato a Königsberg e a Monaco, completò la sua educazione a Parigi (1884-87) con W.-A. Bouguereau. Stabilitosi a Monaco nel 1891, operò nel clima culturale dello Jugendstil; si trasferì poi, nel 1900, a Berlino ottenendo un notevole successo fino a divenire presidente della Secessione (1915).

Toccato solo marginalmente dall’esperienze del realismo di Courbet e dall’impressionismo, appassionato studioso della pittura di Rembrandt e di Rubens, C. superò l’accademismo in turbinose composizioni, di tema biblico o mitologico, segnate da una violenza realistica, spesso profondamente drammatica. Notevoli sono i suoi ritratti e, dopo il 1911, i paesaggi, sommariamente trattati, dal segno aspro e dalla drammatica intensità di luce e colore. Tra i suoi scritti: Das Erlernen der Malerei (1908); Gesammelte Schriften (1920); Selbstbiographie (post., 1926).

 

DA : TRECCANI:
https://www.treccani.it/enciclopedia/lovis-corinth/

 

 

 

 

DA QUI INIZIA LA PARTE PRESA DAL MUSEO D’ORSAY – PARIGI meno qualcosa segnato con altro link

 

 

 

 

Autoportrait au verre, 1907
©Photo National Gallery in Prague, 2007/DR

 

 

 

Lovis Corinth
Le boeuf abattu à l’abattoir, 1905
©Kunstforum Ostdeutsche Galerie Regensburg/DR

 

 

 

 

Lovis Corinth
Le Jochberg au bord du lac de Walchen, 1924
©Kunstforum Ostdeutsche Galerie Regensburg/DR

 

 

 

 

 

Lovis Corinth
Samson aveuglé, 1912
©BPK, Berlin dist.RMN-Grand Palais / Photo Jörg P.Anders/DR

 

 

 

 

 

 

Le dernier autoportrait, 1925
©2008, Kunsthaus, Zürich/DR

 

 

 

Self-portrait with skeleton
*oil on canvas
*66 × 86 cm
*signed t.r.: LOVIS CORINTH. / 38J. a. 1896

LOVIS CORINTH – AUTORITRATTO CON SCHELETRO, 1896
Museo Lenbachhaus di Monaco.

 

 

Opere su carta

 

“Pochissimi erano quelli a conoscenza che Corinth, geniale in pittura, lo fu altrettanto in bianco e nero.” (Karl Schwarz). Le opere su carta superano di gran lunga l’opera dipinta. Disegni e acquarelli, acqueforti, puntesecche e vernici morbide, litografie in nero e a colori costellano il percorso dell’artista.

A parte lo schizzo preparatorio, che serve per studiare la postura del personaggio e la composizione del quadro, la maggior parte dei fogli disegnati da Corinth, così come i suoi acquerelli, si presentano come opere a tutto tondo. Le illustrazioni che Corinth realizza per i libri, per la Bibbia, tanto per citare due esempi, contribuiranno, come del resto le incisioni, alla sua fama.

 

 

IL BACIO

senza data

 

 

 

 

 

LA MORTE E L’ARTISTA, 1920

 

 

 

 

 

L’ARTISTA E LA MORTE- 1916

 

 

 

IMMAGINE  DELLE TRE OPERE SOPRA SONO

DA :
https://www.meisterdrucke.it/stampe-d-arte/Lovis-Corinth/1234674/Il-bacio.html

 

 

 

Anselm Kiefer: un omaggio a Corinth

 

 

 

 

KIEFER ANSELM | Accademia delle Arti del Disegno

ANSELM KIEFER

FOTO DA:

 

 

Nato nel 1945 a Donaueschingen (Germania), Kiefer è uno dei più importanti artisti contemporanei. Su invito del museo d’Orsay, egli rende omaggio a Corinth con un’opera appositamente creata per la circostanza.

Per Lovis Corinth. Autoritratto con scheletro (2007) è un trittico nel quale il girasole appassito, simbolo della vanità, struttura lo sfondo dell’immagine. Le foglie bianche con i loro numeri e le loro lettere ricordano la nomenclatura delle stelle stabilita dalla NASA. In questo modo Anselm Kiefer vuole legare gli elementi che raffigura con il cosmo. Le vetrine sono riempite di spine, una chiara ed esplicita allusione alla passione del Cristo. Nel pannello centrale, una colonna vertebrale ricorda Autoritratto con scheletro di Corinth (1896) del museo Lenbachhaus di Monaco.
Con quest’opera, Anselm Kiefer testimonia l’importanza della posterità di Corinth nell’arte contemporanea.

 

L’ULTIMA PARTE E’ PRESA DAL MUSEE D’ORSAY:

https://www.musee-orsay.fr/it/programma/agenda/mostre/presentazione/lovis-corinth-1858-1925tra-impressionismo-ed-espressionismo

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1 risposta a video, 4.31 — Richard Gerstl: vita e opere in 10 punti + Lovis Corinth + immagini

  1. uiuilibrio scrive:

    Ci sono dei quadri che sembrano esplodere e uscire fuori dal loro spazio circoscritto.

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