video, 9.52 — PODCAST DI LIMES — LUCIO CARACCIOLO — 16 LUGLIO 2026 — ” Un confine per Israele “__ Israele : 7+1 fronti

 

 

 

 

Lo Stato ebraico non ha e non vuole avere frontiere definite. Gerusalemme si tiene le mani libere. Risultato: i limiti territoriali di Israele li determinano i coloni. Il messianismo degli ultraortodossi santifica questo paradosso. Ma senza confini non ci può essere pace.

Il nuovo volume di Limes “Vogliamo la guerra totale?” sarà disponibile, in edicola e in libreria, da sabato 11 luglio. Potete leggerlo direttamente sul nostro sito e via app, abbonandovi a Limesonline (https://shop.limesonline.com/limes/ab…) .

 

 

 

Limes. Rivista italiana di geopolitica (2026). Vol. 6: Vogliamo la guerra totale? - copertina

 

Limes. Rivista italiana di geopolitica (2026). Vol. 6: Vogliamo la guerra totale?

 

 

 

Verso la guerra totale? è il sesto numero di Limes del 2026, in edicola e in libreria dall’11 luglio. Mai negli ultimi decenni l’Europa è stata tanto vicina a precipitare in un conflitto allargato. Mentre l’America arretra e gli europei riarmano, il confronto tra Occidente e Russia si avvicina pericolosamente alla soglia dello scontro aperto. L’Italia, formalmente in pace ma cobelligerante di fatto, non ne resta fuori. L’Alleanza Atlantica sopravvive solo nella forma, mentre al suo interno crescono rivalità, gelosie nazionali e ambizioni divergenti. Al centro di questo scenario, ritorna la questione tedesca. La storia non si ripete mai nelle stesse forme, ma certe rime sono difficili da ignorare. Come alla vigilia della prima e della seconda guerra mondiale, l’Europa orientale è di nuovo il campo d’attrito tra Germania e Russia, con l’Ucraina al centro. Oggi Berlino individua nella minaccia russa la leva per riattivare le proprie capacità militari e rilanciare un ecosistema industriale in crisi profonda. Per un paese che ha a lungo fondato la propria identità sul rifiuto assoluto del proprio passato nazionalsocialista, il riarmo è anche (forse soprattutto) una svolta psicologica e culturale. Il volume approfondisce le dimensioni di questo passaggio storico. La prima parte, La fine del tabù tedesco, analizza la metamorfosi della Germania lungo le sue direttrici principali: dalla nuova strategia militare alla riconversione industriale, dalle vulnerabilità materiali, istituzionali e culturali della Bundeswehr alle ricadute sulla società nel suo complesso. Sullo sfondo, il concetto di esercito àncora (Ankerarmee): non un sistema di difesa europeo, ma un’architettura di forze nazionali guidata di fatto dalla Germania. L’ambizione di Berlino si scontra però con un fronte interno tedesco sempre più inquieto, segnato dall’ascesa dell’AfD, il partito neonazionalista ormai in testa ai sondaggi. La seconda parte, Onde d’urto, misura gli effetti del riarmo sugli equilibri europei. Nel Vecchio Continente ciascuno reagisce seguendo ambizioni, memorie e interessi differenti: dall’inquietudine francese all’integrazione militare olandese, dalla diffidenza polacca alla distrazione italiana, fino all’ambiguità britannica e alla scommessa svedese. L’America sovraestesa applaude il riarmo tedesco, forse ingenuamente, e la Cina cerca opportunità industriali. Intanto, la nuova era atomica aperta dalla crisi della deterrenza americana impone di pensare l’impensabile: come può la Germania diventare il perno militare dell’Europa senza un arsenale nucleare nazionale? La terza parte si intitola Berlino-Mosca, giochi di guerra. Nell’establishment tedesco prevale ormai un consenso: la Russia è il nemico strategico contro cui prepararsi a combattere. Non tutti in Germania considerano però la rottura irreversibile. Sotto la superficie, sopravvive l’idea che una tregua duratura in Ucraina possa riaprire, prima o poi, il canale con Mosca – a partire dall’energia. Nel frattempo, la Russia osserva il ritorno della Germania con sospetto, ma anche con un senso di malinconia per un legame perduto (forse) per sempre.

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2 risposte a video, 9.52 — PODCAST DI LIMES — LUCIO CARACCIOLO — 16 LUGLIO 2026 — ” Un confine per Israele “__ Israele : 7+1 fronti

  1. uiuilibrio scrive:

    Ci fanno credere di essere in pericolo per spendere cifre colossali in armi. Il vero pericolo sono i vari governi europei e gli USA, almeno in questo periodo.

    • Chiara Salvini scrive:

      timidamente io ci aggiungere anche ..la Russia– ciao Donatella la bella. — Non mi pare così inoffensiva, più che d’accordo sugli Usa e l’Europa che cerca un’identità attraverso l’Ucraina e il suo popolo tanto disgraziato.

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