Prima parte della puntata dedicata al volume di Limes “Gli Stretti indispensabili”, in edicola, libreria e sul sito per gli abbonati digitali da martedì 4 agosto 2026. Da Hormuz al Mar Rosso e alla Sicilia. Il Medioceano si chiude intorno a noi. Come l’Italia può salvarsi dal collasso.
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ll numero 7/2026 di Limes si intitola “Gli stretti indispensabili” e sarà disponibile da martedì 4 agosto in edicola e in libreria.
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Di cosa tratta
La nuova fiammata del conflitto iraniano porta di nuovo alla ribalta fragilità e indispensabilità degli esigui tratti di mare che connettono mari e oceani, da cui dipendono commercio e prosperità mondiali. Questi colli di bottiglia, oggi al centro dei principali conflitti combattuti a ridosso dello spazio mediterraneo (e non solo), fanno la differenza tra apertura e chiusura del “nostro” mare. Dunque, tra possibilità o meno per l’Italia di tenere aperti i cruciali canali di sbocco e approvvigionamento che ne fanno funzionare l’economia.
Nella prima parte del numero si passano in rassegna, con la consueta ricchezza cartografica, tensioni e problematiche che attualmente investono gli stretti del Mediterraneo: Gibilterra, Otranto, Canale di Sicilia, ovviamente Suez e da lì gli stretti di Bab al-Mandab e Hormuz, parte di un sistema interconnesso lungo le cruciali direttrici Europa-Asia.
Segue una seconda parte dedicata alle strategie delle principali potenze – in particolare Turchia, Stati Uniti, Russia e Cina – impegnate a contendersi rotte e spazi d’influenza nell’area, con un occhio particolare alle ricadute sull’Italia.
La terza e ultima parte fa il punto su alcune partite marittime di grande rilevanza strategica per il nostro paese, concentrando l’attenzione su energia, portualità e cavi sottomarini. Buona lettura.
Il sommario
È la Sicilia, bellezza! – Editoriale (in appendice ‘La Grecia raccoglie la sfida per i confini del mare’ – Lorenzo Noto)
Parte 1 – Medioceania in bilico
Nel nome del mare: rifondare i rapporti Usa-Italia – Seth Cropsey e Barna Peterfi – (in appendice ‘Una talassocrazia priva di navi’ – Federico Petroni)
In morte dei mari liberi – Niccolò Bianchini
Ritorno a Gibilterra – Francesco Zampieri
Malta è grande sul mare e tiene in scacco l’Italia – Fabio Caffio
Il caso Saseno: così perdiamo le chiavi dell’Adriatico – Paolo Deganutti
La questione Assab e le guerre infinite attorno al Mar Rosso – Mario Giro
Gli ḥūṯī imparano la pazienza strategica – Emily Tasinato
La crisi del Mar Rosso comincia sulla terra – Sara Cosatti e Federico Donelli
Bāb al-Mandab e Hormuz, destini incrociati – Lavinia Bertoldi
Il senso delle petromonarchie per l’Iran – Nicola Pedde
Parte 2 – Giochi (circum)mediterranei
Tra Egeo e Cipro Ankara prepara la sfida con Israele – Daniele Santoro
Proporre, non subire. La priorità per noi è l’intesa con la Turchia – Maurizio Boni
Trump e Netanyahu battezzano la distensione franco-turca – Aurélien Denizeau
Netanyahu spacca il Golfo – Federica Luise
Alto Adriatico: la guerra dei porti nel mare turco – Lorenzo Noto
Un progetto per Trieste – Matteo Giurco
Il piano della Cina per non morire di stretti – Giorgio Cuscito
Parte 3 – Il mare e noi
Prima il mare. La rivoluzione culturale che salverà l’Italia – Luca Sisto
Gas purché sia – Fabrizio Maronta
I nostri porti reggono ma non è scontato – Anna Arianna Buonfanti e Alessandro Panaro
Rotte di collisione – Massimo Deandreis e Olimpia Ferrara
I nervi tesi del Mediterraneo – Giuseppe Amedeo Uri
‘Senza cavi l’Italia perde il Mediterraneo’ – Daniele Mancuso
La storia in carte a cura di Edoardo Boria
