ALBERTO NEGRI, Regno del Marocco. Una storia di disperazione e di spie. Quella di Ceuta è una tragedia di migranti e miseria ma anche una storia di spionaggio e tradimenti, con coinvolgimento di servizi marocchini, israeliani, spagnoli e probabilmente americani– Il Manifesto 4 agosto 2026 +altro

 

 

 

 

 

IL MANIFESTO 4 agosto 2026
https://ilmanifesto.it/una-storia-di-disperazione-e-di-spie

 

 

Una storia di disperazione e di spie

 

 

 

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Migranti in fila per l’acqua distribuita dai militari spagnoli a Ceuta – Foto Ap

 

 

 

Quella di Ceuta è una tragedia di migranti e miseria ma anche una storia di spionaggio e tradimenti, con coinvolgimento di servizi marocchini, israeliani, spagnoli e probabilmente americani.

 

Il re del Marocco Mohammed VI (Dinastia Alawide, al trono-  1999 )–
durante una cerimonia nel Palazzo Reale di Rabat il 28 ottobre 2024.
© Ludovic Marin/AFP–DA : https://www.africaintelligence.com/

 

 

E, come sempre, tutto quel che accade in Marocco ruota intorno a re Mohammed VI, massima autorità politica e religiosa. Il Comandante dei credenti, suo titolo ufficiale, possiede con la sua corte il 70-80% dell’economia, della finanza e delle terre arabili. Monarca costituzionale sì, ma senza dubbio padrone assoluto del Paese.

Le autorità marocchine della vicenda di Ceuta sapevano già in anticipo. Perché da decenni milioni di marocchini e africani sono le vittime non solo della loro povertà ma di manovre politiche, economiche e di potere. È da metà luglio che centinaia di persone cercavano di entrare nell’exclave spagnola di Ceuta.

 

Fino agli ultimi giorni del mese Rabat ne ha bloccato una parte ma il 30 luglio qualcosa è cambiato mentre a migliaia si sono gettati in mare.

 

La frontiera è collassata, si può dire, sotto gli occhi del sovrano mentre arrivava il festoso messaggio di Trump al re: «Gli Stati uniti sono chiari: riconosciamo la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale» ( 1) 

 

Nello stesso giorno, quando è iniziata la marea dei migranti, il re infatti si trovava a celebrare la Festa del Trono a M’Diq località a poco più di 20 chilometri da Ceuta, circondato da uno sciame di autorità, compreso Abdelatif Hammouchi capo dei servizi segreti Dgst  ( 2 ).

Figuriamoci se il re e i suoi uomini non ne fossero informati. Hammouchi è colui che gestisce il software spia Pegasus della società israeliana Nso, utilizzato contro dissidenti, giornalisti e alleati stranieri, e fa parte della collaborazione militare con lo stato ebraico.

 

Secondo i documenti pubblicati dal consorzio giornalistico Forbidden Stories ( 3 ), il Marocco usa Pegasus monitorando segretamente la Guardia Civil di Madrid e gli ufficiali spagnoli che addestrano i servizi di Rabat ( 4 ). A Ceuta è successo qualche cosa che i marocchini sapevano ma non gli spagnoli che pure avevano incontrato Hammouchi settimane prima degli eventi e lo avevano persino insignito della Gran Croce di Malta della Guardia Civil.

 

Questo non è il primo problema tra Madrid e Rabat. Nel 2021, Spagna e Marocco avevano già vissuto un’altra crisi diplomatica. In un contesto segnato dagli Accordi di Abramo promossi dalla Casa bianca, il Marocco aveva riconosciuto Israele e, in cambio, Trump aveva proclamato la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, ex provincia spagnola considerata dall’Onu un territorio in attesa di decolonizzazione, ora in gran parte sotto il controllo di Rabat. Qui, dove è stata girata l’Odissea di Nolan con i sussidi marocchini, c’è un consolato Usa a Dhakla e un’autostrada dedicata a Trump.

 

La crisi diplomatica tra i due Paesi si era concretizzata in una crisi migratoria orchestrata dai servizi marocchini a Ceuta, sfociando con un drammatico massacro di migranti africani, in questo caso al confine tra Melilla (Spagna) e Nador (Marocco) nel giugno 2022. Dopo gli ultimi eventi di Ceuta il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha evitato lo scontro con le controparti marocchine descrivendo il Paese come un «amico» e un «partner strategico». Parole mielate poco credibili.

 

Secondo un rapporto dell’intelligence spagnola, l’apertura della frontiera nel 2021 era stata coordinata dal consigliere reale Fouad Ali El Himma insieme al ministro degli esteri Nasser Bourita e ai vertici dei servizi marocchini. L’intelligence di Rabat avrebbe poi spiato allora i cellulari di Sánchez e di diversi suoi ministri con Pegasus. La diffidenza tra Spagna e Marocco è palpabile.

Il 20 luglio scorso Sánchez ha ricucito le relazioni diplomatiche con l’Algeria, in crisi dal 2022 per il sostegno spagnolo a Rabat. E questo non è certo piaciuto ai marocchini: dentro si sono infilati gli israeliani, irritati dalle posizioni di Sánchez contro il genocidio a Gaza, e gli americani, furibondi per l’ostilità del premier spagnolo alla guerra contro l’Iran. Usa e Israele se potessero toglierebbe Ceuta, strategica per il controllo dello stretto di Gibilterra, a Madrid per darla al Marocco.

 

Con inaudita sfrontatezza l’ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon ha scritto: «La Spagna, che non perde mai l’occasione di fare la morale a Israele, ha dichiarato lo stato di emergenza a Ceuta in seguito alla crisi sulla sua politica migratoria. Forse è ora che spieghi al mondo perché mantiene ancora enclavi coloniali in Africa». Mentre al Congresso Usa in primavera esponenti repubblicani, in una relazione della Camera, avevano definito Ceuta e Melilla come situate «in territorio marocchino», mettendo in discussione la sovranità spagnola.

 

Se è vero che le migrazioni sono sempre state una valvola di sfogo per Rabat che conta un 40% di giovani disoccupati e oltre la metà sottoccupati, le autorità tengono tutto sotto controllo, dai media, alla dissidenza, alle ondate migratorie. Da ( 5 ) Capo Spartel a Tangeri la costa europea di Gibilterra si può quasi toccare tanto è vicina, ma da questo orizzonte, carico per molti di sogni e speranze, si capisce anche quanto l’Europa sia lontana. Quello che si è visto a Ceuta è il simbolo di come miseria e disperazione diventino nel regno del Comandante dei credenti lo strumento di una lotta geopolitica che va dal Medio oriente al Nordafrica al cuore del Sahara.

 

 

 (1 )

CARTINA DEL MAROCCO SENZA LA ZONA SUD DEL CONTESTATO
SAHARA OCCIDENTALE 

 

CARTINA DEL MAROCCO + SAHARA OCCIDENTALE ( LIMITE PUNTEGGIATO )

 

 

 

( 2 )

 

Abdellatif Hammouchi, direttore generale della Sicurezza nazionale e della Sorveglianza territoriale del Marocco, ha ricevuto la più alta onorificenza dell’Organizzazione internazionale della polizia criminale (Interpol), che ha tenuto a Marrakech  ( MAROCCO ) la propria assemblea generale ( DICEMBRE 2025 )

DA : AFRICA RIVISTA 

 

 

( 3 ) 

Forbidden Stories  è una rete internazionale di giornalisti investigativi. Il suo scopo principale è completare e pubblicare le inchieste di cronisti minacciati, rapiti o uccisi.  E’ una organizzazione non governativa nata nel 2017. Prende il via dopo l’omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia.  Riporta alla luce inchieste bloccate dalla censura o dalla violenza. Ha coordinato importanti inchieste globali come il Pegasus Project e Story Killers.

DA : AI Overview

 

 

SEGUE DA :

ORIENT XXI

https://orientxxi.info/marocco-giornalisti-spiati-gia-prima-di-pegasus,5779
Alexandre Garnier Eliott Aubert 

 

L’inchiesta di Forbidden Stories ha portato alla luce il crescente impiego dello spyware israeliano Pegasus per tenere sotto controllo la stampa indipendente in Marocco. Ma è da decenni che i giornalisti marocchini vengono sorvegliati e perseguitati grazie anche ai software forniti da aziende italiane e francesi.

Rabat, 10 luglio 2021. Manifestazione per la liberazione di Suleiman Raissouni, direttore del quotidiano Akhbar al-Youm condannato a cinque anni di carcere
Fadel Senna/AFP

*** MOLTO INTERESSANTE DA LEGGERE TUTTO L’ARTICOLO NEL LINK SOPRA — APRE VARI PAESAGGI

 

( 4 )

  • Le autorità spagnole (inclusi reparti della Guardia Civil e istruttori militari) collaborano e interagiscono da anni con le controparti marocchine a Rabat per la gestione dei flussi migratori e la lotta al terrorismo.

 

 

( 5 )

 

Cap Spartel- 12-15 km a ovest di Tangeri

DA :   TRIPADVISOR- link sotto

Il Capo Spartel è un famoso promontorio roccioso nel nord del Marocco, situato a circa 12-15 chilometri a ovest di Tangeri. È celebre perché segna il punto in cui l’Oceano Atlantico incontra il Mar Mediterraneo e rappresenta l’estremità nord-occidentale dell’Africa continentale.
Si affaccia sullo Stretto di Gibilterra. E’ situato sulla costa atlantica del Marocco

da : AI Overview- Google

 

 

******

SEGUE  da :

ARTRIBUNE 

LINK  SOTTO:

La nuova Tangeri: la città marocchina tra mito e metamorfosi  

 

TANGERI 

 

 

Il nuovo rendering mostra il progetto immobiliare Tanja Waterfront a Tangeri, Marocco, sviluppato da Eagle Hills. La struttura si trova lungo l’Avenue Mohammed VI, offrendo viste sul mare.

 

da :  https://www.immoworld.ma/fr/property/tanja-waterfront

 

 

Tangeri, la città che accolse Matisse e Bowles, ma anche Burroughs, Capote, Tennessee Williams, i beat erranti, jazzisti come Randy Weston e Dizzy Gillespie e, più tardi, lo sguardo elegante di Yves Saint Laurent, conserva ancora quel fascino sottile da soglia del mondo. Per molti rimane un mito fatto di letteratura, disobbedienza e luce mediterranea. Eppure, arrivando oggi, la sorpresa è dietro l’angolo. Accanto alle tracce dei suoi habitué d’antan, Tangeri si offre come un laboratorio contemporaneo: gallerie d’arte, fondazioni per la fotografia, librerie, cinema, restaurati, progetti urbanistici che stanno ridisegnando il porto e il lungomare e che fanno parlare di una “nuova Dubai. Il suo magnetismo non è svanito: si sta trasformando.

Certo le pagine di Il tè nel deserto di Paul Bowles resteranno per sempre, ma oggi si possono leggere anche quelle di Souleiman Berrada, che ha appena presentato a TV5 Monde Maghreb Orient Express il suo libro Le Bagneur. Berrada lavora alla Fondation pour la Photographie ed è sempre disponibile per conversare e dare consigli sulla nuova Tangeri.

La Fondazione, voluta nel 2018 dal fotografo francese Daniel Aron e da sua moglie Françoise, occupa un edificio bianco praticamente nascosto tra i cipressi inglesi, sulla collina della città, un punto d’incontro per vedere mostre, seguire eventi, sfogliare i libri della biblioteca di arti visive.

Un altro polo culturale che esce dai sentieri battuti è la Libreria Les Insolites con il suo ricco calendario di incontri con gli autori, mostre con artisti che lavorano la carta e libri che parlano d’Africa, Maghreb, studi postcoloniali, letteratura contemporanea mediterranea. Ha ricevuto il Prix de la Librairie hors de France, assegnato da Livres Hebdo, per la promozione della lettura tra il pubblico marocchino. Non c’è, quindi, da stupirsi se si trova su ogni libro una scheda scritta a mano con la recensione personale del volume fatta dai librai o da chi lo ha letto, per andare oltre quello che si trova sulla copertina.

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1 risposta a ALBERTO NEGRI, Regno del Marocco. Una storia di disperazione e di spie. Quella di Ceuta è una tragedia di migranti e miseria ma anche una storia di spionaggio e tradimenti, con coinvolgimento di servizi marocchini, israeliani, spagnoli e probabilmente americani– Il Manifesto 4 agosto 2026 +altro

  1. uiuilibrio scrive:

    E tutti quei poveri giovani morti? Come è possibile che i responsabili possano vivere tranquillamente con i loro crimini?

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