
Marcinelle 70 anni dopo, in un doc il simbolo tragico dell ‘emigrazione del dopoguerra –
L’Italia a quell’epoca soffriva ancora degli strascichi della guerra: due milioni di disoccupati e intere regioni ridotte in miseria. Nella parte francofona del Belgio, invece, la mancanza di manodopera nelle miniere di carbone frenava la produzione. Per convincere gli uomini a lavorare nelle miniere belghe, si affissero in tutta Italia manifesti che presentavano unicamente gli aspetti allettanti di questo impiego. In realtà, le condizioni di vita erano veramente dure.
Inizia così questo documentario scritto e diretto da Salvatore Braca..
da: Ansa.it 4 agosto 2026, 16.50 / link
*****
Marcinelle: il docufilm della Rai
apri qui
VIDEO, 1.47 min.
Alla vigilia del 70esimo anniversario della strage stasera a Manoppello l’anteprima de “Il fiore delle terre nere” di Salvatore Braca
tutto da–
qualcosina su Manoppello- Pescara- Abruzzo
da Wikipedia -link

questa foto è da: https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Manoppello?uselang=it#/media/File:Manoppello_1.jpg/2
Manoppello (Manuppèllë in abruzzese) è un comune italiano di 6 726 abitanti ( dati del 3 maggio 2026 ) in provincia di Pescara in Abruzzo. Il centro storico del paese è situato sulle colline ai piedi del massiccio della Maiella e a breve distanza dalla Val Pescara, dove si è sviluppata dal XX secolo la frazione Manoppello scalo, sede di attività industriali e dell’interporto d’Abruzzo.
Il nome del paese trae origine dalle tradizioni contadine locali: il nome deriverebbe infatti dall’unione delle parole latine manus e plere, ovvero “mano piena”, o dal termine “manoppio”, cioè una manciata o un fascio di spighe che può essere contenuta in una mano, rappresentato anche nello stemma comunale.
Numerosi ritrovamenti su tutto il territorio comunale confermarono che la collina dove sorge il centro storico fosse già abitata in età antica, andando a coincidere con l’antico abitato italico di Pollitium. In particolare furono rinvenute una tomba di un guerriero del III secolo a.C. e una villa romana nelle vicinanze dell’abbazia di Santa Maria Arabona. Conquistata nel 311 a.C. dai Romani durante la seconda guerra sannitica, la città venne in seguito distrutta nell’anno 538 durante le prime fasi della guerra gotica.
Le rovine di Pollitium vennero nuovamente abitate solamente a partire dall’VIII secolo, quando venne ripopolata dai Longobardi che rifondarono l’insediamento alle dipendenze dell’abbazia di Montecassino. Il castello viene menzionato per la prima volta in un diploma dell’imperatore Carolingio Ludovico II, che ne attesta il trasferimento nell’anno 874 alla badia di San Clemente a Casauria.
segue in Wikipedia, Manopello–LINK

Manoppello negli anni 80
foto di Emman~commonswiki

Abbazia_di_Santa_Maria_Arabona.
Alan p at it.wikipedia/ link
Santa Maria de Arabona è un’abbazia risalente alla fine dell’XII secolo che si trova nell’omonima frazione nel comune di Manoppello (PE), dichiarata monumento nazionale nel 1902.
Il nome completo è Sancta Mariae de Ara Bona ed è situata su un’area in cima ad una collina da dove si domina parte della vallata del Pescara. Essa sorge sui resti di un tempio pagano romano dedicato al culto della Bona Dea: dal latino ara “altare” e Bona “Bona Dea” deriverebbe “Arabona”. Un’etimologia popolare ha ricostruito “ara bona” come aria buona con riferimento alla caratteristica salubre del territorio.
I monaci cistercensi cominciarono nel 1197 la realizzazione dell’abbazia riutilizzando una parte dei materiali del vecchio tempio e dedicarono la chiesa abbaziale in costruzione alla Vergine Maria. Ancora oggi è possibile notare alcune strutture e pietre del preesistente tempio romano.
segue in Wikipedia

L’INGRESSO PRINCIPLAE DELL’ABBAZIA E DEL PALAZZO DEI CISTERCENSI
– Opera propria

Particolare – nell’Abbazia – di una colonna con iscrizione latina risalente al preesistente tempio romano della Bona Dea

Affreschi nella Cappella dell’Ordine equestre del santo sepolcro di Gerusalemme (Abbazia)
– Opera propria

Affresco della Madonna col Bambino, Abbazia di Santa Maria Arabona
– Opera propria

Monumento ai Caduti di Marsinelle–
CARTINE –

ALAMY // LINK

A Manoppello devono avere bazzicato anche i Normanni, per non farci mancare niente.