Ho trovato diverse poesie – senza data – di Donatella D’Imporzano ( Sanremo, 3 luglio 1944 )– ma non ho trovato quella particolare che avevo in mente. Ho pensato di offrirvele in lettura

 

 

 

 

Donatella e Franco D’Imporzano sono nati qui


San Siro, Sanremo, Bardelli, 2016- -acquerello-su-carta-cm.70x-50

 

 

 

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Donatella, Poesie Varie

 

 

Sfioriamo la terra
con le nostre fragili ali.
Moriamo insoddisfatti
per la nostra povera vita.

 

 

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Scorre veloce il fiume della vita;
invano lo inseguiamo sul filo
del ricordo.

Nostalgia è il dolore
del ritorno.

Dolorosa e incerta
è la via dell’approdo.

Una scia di schiuma
è il ricamo
che fa la nostra barca
sul mare scuro e ignoto.

Forse la vita
è quella scia di spuma.

 

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Amo Milano,
da ligure
pessimista e segreta.
Amo Milano
tutta aperta
nella grande pianura:
in certe giornate
si può sognare
anche il mare.

 

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Quei volti parlano
come le pietre.
Contro cieli infiniti
sopportano i giorni.
Come le pietre
dei loro sentieri
sorreggono la vita,
quei passi
che portano
ad un cielo indifferente.

 

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Invece che pietre
raccoglierò nuvole
del mio passato.
Voglio riposare,
guardare il cielo,
amare gli animali,
e, se possibile,
gli umani.
Voglio giocare
con le luci del mattino
e riposare
col buio della sera.
Così leggera
viaggerò allegra
sopra di me.

 

 

Due filastrocche … + Cinque  Pillole di poesia..” a infradito “

 

 

bardelli,  2014

 

Son depressa, sono ossessa
da una noia saturnina.
Non so più che cosa fare
dalla sera alla mattina.
Lente passano le ore
grigio nero il mio umore.
Se mi stendo un po’ sul letto
nel mio sogno sto sul tetto.
Da lì vedo tutto il mondo:
non mi piace così tondo,
lo vorrei un po’ più quadrato,
fatto come un grande prato
ma di soffice erba fina
o di piume, ancora meglio,
per far salti di livello
che mi portino alle stelle
e da lì vedere sotto
tutto il mondo bell’e rotto.

 

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Quand’ero giovane
fui conquistata
dalla speranza
d’una grande ondata:
pace, benessere
in abbondanza,
amore, gioia e fratellanza.

Abbasso i padroni,
viva la gente;
non più barriere
ma solidi ponti,
che ci congiungano
senza più affronti.

Niente più guerre,
abbasso i “caimani”,
mettiamo su un mondo
con le nostre mani.

Dicevano in tanti:
spargiamo fiori,
non più violenze,
non più oppressioni,
che l’uomo diventi
per l’altro uomo
un buon fratello
e chieda perdono
per tutti i delitti
e le cose cattive
che in tanti secoli
hanno fatto soffrire.

Che la natura
ci sia sorella,
che la gallina
non cuocia in padella;
che gli alberi siano
nostri amici
insieme a ginestre,
rose e lombrichi.

Di tutto questo
ben poco rimane,
ma nel mio cuore
e nella mia mente
penso che quello
era un mondo decente.

 

 

 

Vassily Kandinsky, Blu cielo, 1934, Centre Pompidou, Paris.

 

 

 

Pillole di poesia ( vorrei chiamarle poesie a infradito, perché si possono mettere e levare con estrema facilità e vanno su tutto)– Donatella D’Imporzano

 

 

Tremule foglie
siamo esposte
ai venti.

Invano guardiamo
al cielo
che non ci risponde.

 

 

 

Mostra '68 - foto 1

Milano, 1968

 

 

Non c’era niente di sovversivo:
volevamo solo una vita migliore,
una libertà del cuore.
Indifesi e puri,
amiamo ancora quei tempi.
In essi ci rispecchiamo.

 

 

 

USA Map Night at Light HD by rodionova | VideoHive

 

Non posso
lasciar cadere Pinelli
da una finestra.
Non posso far nascere
il bambino in una grotta.
Sono sangue
del mio sangue-
Non posso contare le file
degli affamati
davanti al panettone.
Non posso amare
il bue e l’asinello
che scaldano il bambino,
che poi diventano carne da macello.
Non posso, non posso.
Siamo noi che contiamo le stelle,
le chiamiamo per nome.
Brillano per noi nella notte.
Ci riscaldiamo il cuore
e siamo soli
in questo universo tremendo.
Sconfiggiamo la morte
che festeggia i suoi riti.
Siamo noi che guardiamole stelle,
siamo noi
che le amiamo.
Non posso, non posso
essere indifferente
a questo universo crudele.

 

 

 

 

Non ho patria
e neppure il mondo intero lo è.
Vorrei trovare parole
che si incidano nel cuore.

Ho solo una matita:
mi sento naufraga
in un mare infinito.

Vorrei trovare pace
ma ho solo un fiore
che sta sfiorendo.

 

Canzone / Consolazione n. 3 di Liszt

 

 

Immag004

 

Canzone

 

Quando sugli alberi
della notte
fiorisce la mia canzone,
profili di colli lontani
io vedo
ed aria pura
trasparente come vetro.

Frutti maturi
di generosa estate
profumano di bellezza
la terra scura
e dolcemente
si addormenta
il mare.

( fine anni ’50 — liceo )

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Alla fine della guerra
si conteranno i morti,
si ammucchieranno
le macerie,
si costruiranno
nuovi edifici.
Ci saranno celebrazioni,
fiori per i defunti,
lapidi lungo i muri
delle strade.
Le macerie nei cuori
e nelle menti
marciranno
e faranno terreno fertile
per la prossima guerra.

 

 

 

Trittico della Guerra di Otto Dix, dettaglio

Pannello centrale del ” Trittico della guerra” del pittore ” Otto Dix, opera del 1929-1932,  in cui l’artista tratteggia gli incubi che la guerra sul campo gli ha lasciato. 

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1 risposta a Ho trovato diverse poesie – senza data – di Donatella D’Imporzano ( Sanremo, 3 luglio 1944 )– ma non ho trovato quella particolare che avevo in mente. Ho pensato di offrirvele in lettura

  1. uiuilibrio scrive:

    Grazie dal profondo del cuore di avermi ricordato una parte di me che esiste ancora ma è un po’ ottenebrata ( o accaldata) da questo clima infame. Sempre dal profondo, ti voglio bene.

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