video, 0.23 min. — Giovedì 20 agosto, gli aeroporti di Milano Linate, Roma Fiumicino, Verona, Venezia e Cagliari: ” Un muro di coscienza contro la complicità al genocidio di Gaza ” / link sotto

 

 

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“Un muro di coscienza contro la complicità”

Ieri, giovedì 20 agosto, gli aeroporti di Milano Linate, Roma Fiumicino, Verona, Venezia e Cagliari sono diventati il palcoscenico simultaneo di una mobilitazione civile straordinaria.

Centinaia di persone, unite sotto l’iniziativa del coordinamento Giovedì Bianco, hanno dato vita a un “muro di coscienza” pacifico per rompere il silenzio della nostra società e della nostra politica di fronte alla tragedia che si sta consumando a Gaza e in Cisgiordania.

Siamo scesi nelle aree partenze e arrivi degli scali italiani non per bloccare i voli o creare disagi ai viaggiatori, ma per parlare direttamente alle loro e alle nostre coscienze. Abbiamo manifestato chiaramente contro le rotte della complicità governativa e, nello specifico, contro l’accoglienza logistica e turistica nel nostro Paese per i soldati delle IDF, e per chi sostiene l’ideologia politica del sionismo coloniale. La nostra è una critica allo stato e non all’ identità, ormai ovvio a tutti.

Manifestare contro l’ingresso o il soggiorno di soldati dell’IDF in Italia è un’istanza di obiezione antimilitarista. L’IDF è un esercito regolarmente impegnato in operazioni che la stessa Corte Internazionale di Giustizia sta esaminando sotto la grave accusa di violazioni sistematiche del diritto umanitario. Contestare l’uso del suolo italiano per il riposo, la decompressione o il transito di truppe di un esercito in guerra è un diritto democratico garantito dalla nostra Costituzione, non un attacco basato sulla fede religiosa di quei militari.

Chi è sceso in aeroporto lo ha fatto richiamandosi all’Articolo 11 della Costituzione Italiana — che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli — e ai trattati internazionali.

Chiedere il blocco delle relazioni militari, logistiche o dei flussi preferenziali non significa escludere l’essere umano, ma sanzionare politicamente le violazioni del diritto internazionale e la negazione dei diritti del popolo palestinese.

La società civile italiana che ieri ha manifestato non si riconosce nell’atteggiamento di complicità o di passiva accondiscendenza dimostrato dalle nostre istituzioni. Chiediamo trasparenza sulle rotte aeree, la fine del sostegno logistico ai comparti militari e un immediato e permanente cessate il fuoco.

Il nostro “muro di coscienza” è l’esatto contrario dell’odio: è un richiamo universale alla giustizia, alla fine del massacro di civili a Gaza e al riconoscimento della dignità e della libertà per tutte e tutti, senza distinzione di credo, etnia o nazionalità.

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