note:
se preferite potete vederle dopo il testo, a me sembrava necessario sapere di cosa si trattasse prima di leggere, a me .. si può fare l’opposto se viene voglia, è ovvio
COSA E’
1. Il World Food Programme : è l’Agenzia delle Nazioni Unite per soccorre la fame nel mondo. Prendono cura di 100 milioni di persone in 76 paesi del mondo-segue in Wikipedia
CHI E’ IL GRUPPO ATTORNO A PETER THIEL E COFA– E PIU’ ANCORA HA IN MENTE DI FARE X noi ! Ricordiamo appena che una famosa dichiarazione di Thiel
2. PALANTIR E PETER THIEL e ALTRI
non è facile trovare un testo breve, vi propongo questo video, ma credeteci fino ad un certo punto OSSIA LASCIATVI UN’ARIA DENTRO CHE DI CHIEDE: MA SARA’ PROPRIO COSI?
+++video di Matteo Gracis di 9.35 min.
GRAZIE A MATTEO PER ILLUMINARCI UN PO’ SULLE TENEBRE DI QUESTO MONDO TECNICO– MISTERIOSO PER TUTTI QUELLI CHE CONTANO:: CIOE’ NOI– NOI, LA GENTE CHE DEVE POTER VIVERE IN UN MODO ALMENO DECENTE O SE NO RIBELLARCI- MA QUESTA VOLTA BISOGNA ESSERE IN TANTISSIMI– – –DI PIU’ –ANCORA DI PIU’-E ” SAPERE ” COME.
IL MANIFESTO 31 agosto 2026
https://ilmanifesto.it/il-world-food-programme-ri-firma-con-palantir-dati-in-cambio-di-servizi
Il World Food Programme ri-firma con Palantir: dati in cambio di servizi.
Stefano Bocconetti
( giornalista Unità, Liberazione, Striscia rossa, Antigone )
L’algoritmo Nel contratto la società di Thiel ( Palantir ) assume impegni molto vaghi a tutela dei beneficiari della più grande agenzia alimentare del mondo.
E la gratuità è camuffata: nel bilancio del Wfp ci sono 10,5 milioni di dollari per la compagnia

I più radicali usano la vecchia, “dura” metafora del materiale biodegradabile utilizzato per fabbricare le mine antiuomo. E forse non sbagliano molto. Perché il Programma alimentare dell’Onu – il World Food Programme, la più grande agenzia alimentare del mondo – sta per rinnovare la sua collaborazione con Palantir.
La partnership va avanti distrattamente da ben nove anni. Allora, però, pochi sapevano che il colosso del software e analisi dei dati, fondato dai due più famosi esponenti del tecnofascismo eugenetico,
sarebbe diventato centrale nel genocidio di Gaza, nella guerra in Iran, nella deportazione dei migranti negli States.
POCHI IMMAGINAVANO che Peter Thiel e Alex Karp – diversi nella formazione ma oggi convergenti – sarebbero entrati direttamente «in politica», teorizzando il superamento delle istituzioni democratiche.
Eppure è proprio a Palantir che il braccio operativo delle Nazioni unite sta per ri-offrire la gestione di una mole sterminata di dati. Che riguardano persone, popoli che hanno bisogno di sostegno, di cibo per sopravvivere. E proprio nel momento in cui Israele, uno dei massimi beneficiari della tecnologia targata Palantir, riscopre la fame come arma di guerra.
L’allarme sull’ormai imminente – e sembra non arrestabile – rinnovo della collaborazione è stato rivelato da una lunghissima inchiesta di due giornaliste, pubblicato da France24 e PassBlue. Un vero e proprio trattato che fa il punto sull’avvio della partnership. Si era alla fine del 2017 ma già alcune notizie parlavano di un progetto pilota con Palantir di almeno due anni prima. Massimo sostenitore dell’accordo: David Beasley, ricco finanziere, trumpiano della prima ora, che da lì a poco avrebbe assunto esattamente la guida del Wfp.
L’intesa apparentemente non sarebbe costata un dollaro agli uffici delle Nazioni unite.
Thiel e Karp offrirono i propri «servizi» gratuitamente ma chiesero ( in cambio) di poter accedere direttamente a Scope, la sigla del vecchio software utilizzata fino ad allora dal Programma alimentare mondiale e che serviva a coordinare gli interventi sparsi per il mondo. Vecchio software che conteneva informazioni su milioni di persone beneficiarie degli aiuti.
Di più (cosa che già era stata aspramente criticata da molte associazioni per i diritti digitali): era una delle più grandi banche dati biometriche.
NELL’ACCORDO con Palantir, c’era un impegno – vaghissimo – a non utilizzare per nessun motivo i dati personali, riferibili a un singolo individuo. Ma erano talmente tante le parti oscure del contratto – prima fra tutte l’impegno alla totale riservatezza per i funzionari del Wfp – che sei anni fa la Mezzaluna Rossa decise di non voler avere più niente a che fare con programmi che coinvolgessero Palantir.
Di più: France24 e PassBlue hanno scoperto che appena un anno fa un «rapporto riservato» interno del Wfp metteva in guardia gli uffici Onu sui rischi che l’intesa comporta sulla privacy e sulla «gestione di rischi», mancando completamente qualsiasi linea guida che ne governi la gestione.
E poi, la gratuità. Spulciando fra tutte le voci del bilancio del Wfp, s’è scoperto che invece c’è una voce destinata a Palantir: dieci milioni di dollari e mezzo per «servizi cloud e assistenza tecnica». Programmi gratuiti ma consulenze profumatissime, secondo il vecchio metodo inventato decenni fa da Microsoft.
A questo si aggiunge – ma qui siamo nel campo delle deduzioni – che Trump sta promuovendo a capo dell’agenzia dell’Onu Luke J. Lindbeg. Fino a ieri altissimo funzionario del dipartimento statunitense per l’agricoltura che appena quattro mesi fa ha siglato un contratto da 300 milioni di dollari proprio con Palantir.
E ANCORA: un’altra ricerca, stavolta del centro «Tech for Bad», ha spiegato che Palantir da tempo ha creato un software ad hoc per il World Food Programme. Si chiama Dots, Digital Operations and Transformation System. Ora assorbe tanta parte della spesa dell’organizzazione umanitaria per l’innovazione tecnologica. I soldi insomma vanno quasi solo ad incrementare l’efficienza di Dots. Tradotto, significa che, anche se ci fosse la volontà, il Wfp non potrebbe abbandonare Palantir dall’oggi al domani, pena la paralisi delle sue attività.
E l’impegno a non profilare le persone, a non utilizzare mai quei dati per identificare qualcuno, dati che dovrebbero servire solo a ottimizzare gli interventi? Non c’è bisogno di chissà quale ricerca, lo scrive, nero su bianco, il colosso americano:
«Palantir può raccogliere dati… a condizione che tali dati non identifichino una persona. Ma li può usare per migliorare i prodotti dei suoi clienti».
I dati dei disperati li può comunque avere. Dicono che servono a garantire un «prodotto sempre migliore». Qualcuno che ha voluto restare anonimo – sempre per l’impegno alla riservatezza e sempre nel report di Tech for Bad – dice che neanche questo è vero: gli strumenti messi ufficialmente a disposizione da Palantir sono vecchi, dozzinali, mai davvero incrementati, reperibili quasi ovunque.
MA C’È un problema che forse viene ancora prima:
gli statuti dell’Onu e del Wfp impongono, nella collaborazione coi privati, la garanzia del rispetto dei diritti umani e la terzietà nei conflitti.
Thiel e Karp sono diventati un pezzo essenziale delle stragi, dei massacri, teorizzano di schierarsi da una parte del mondo – l’Occidente – per colpirne un’altra. Nessuna terzietà.
E i due adesso potranno continuare a spulciare fra i dati dei senza diritti. Dati magari poi da vendere? E a chi? Anche a chi è in guerra? A chi compie genocidi? Guerre e genocidi, dopo i quali l’Onu dovrà intervenire. Per dar da mangiare a chi è vittima del sistema Palantir.
*** ultimo dato: — da AI Overviw– IA di GOOGLE
nel 2009, in un famoso saggio intitolato L’educazione di un libertario, Thiel ha scritto di non credere più che la democrazia sia compatibile con la libertà. Per Thiel, la democrazia è un sistema lento, caotico e inefficiente. Dà voce a troppe persone e finisce per ostacolare il vero progresso economico e tecnologico. La sua visione ideale prevede che la società e lo Stato siano gestiti come grandi corporazioni. Le decisioni dovrebbero essere prese da capi illuminati ed élite tecnologiche, senza dover rendere conto alle masse.
Attraverso aziende come Palantir, Thiel ha creato strumenti avanzati di analisi dati e sorveglianza. Per i suoi critici, questo progetto punta a sostituire il dibattito democratico con un ordine algoritmico e sicuro, deciso da pochi. [Avvenire]
** nel di AI Overview — trovate altri riferimenti e citazioni importanti
LIMES ONLINE — 24 aprile 2026
Giuseppe De Ruvo e Alfonso Desiderio, coordinatore di MAPPA MUNDI
Non solo Trump. Chi è Peter Thiel, l’uomo che cerca di cambiare gli apparati e di plasmare il futuro degli Stati Uniti. L’uso del sistema Maven nella guerra all’Iran: come Palantir e l’Intelligenza Artificiale stanno riscrivendo la dottrina militare Usa. Il superamento dell’ideologia della Silicon Valley e la nascita di una “Repubblica Tecnologica”. I bit al servizio della potenza americana e della sfida alla Cina. I rapporti tra Elon Musk e Thiel.
