canzone e commento postato da FreeNeverSaid / link /
che ha un magnifico catalogo da ascoltare !
Storia e tradizione della musica popolare italiana “Figli di nessuno” – Canti Partigiani
I “Figli di nessuno” erano i ribelli delle formazioni genovesi che nel tumultuoso periodo seguente la I° Guerra Mondiale si aggregarono spontaneamente in gruppi di combattimento per contrapporre alla violenza fascista la giustizia proletaria con azioni di lotta e legittima autodifesa. In seguito,nel Luglio 1921,i suoi aderenti confluirono negli Arditi del Popolo, l’unica organizzazione strutturalmente in grado di opporsi sul territorio al dilagante terrorismo squadrista,ma l’ottusità e il settarismo ideologico dei partiti che allora costituivano il variegato fronte dell’opposizione democratica ne vanificò purtroppo l’operato condannando così il popolo italiano al tragico ventennio in camicia nera. Appoggiati e sostenuti concretamente dal solo movimento libertario, in particolare l’Uai (Unione Anarchica Italiana) che ne alimentava la base militante ed i quadri dirigenti, pagarono lo scotto dell’isolamento politico con la sconfitta sul campo e le sue inevitabili conseguenze sino al riscatto con la Resistenza e la rivincita finale della Liberazione.
Il brano trae origine nelle radici della tradizione popolare e se ne conoscono numerose varianti differenti una dall’altra sia per quanto concerne il testo che la base musicale. Il sincretismo temporale ha fatto sì che ne esistano versioni militari, alpine in primo luogo, o più prettamente folkloristiche, quella quì proposta è solamente una scelta fra le tante, e cioè l’inno di battaglia dei Partigiani delle montagne liguri e delle confinanti province piemontesi.
Ma la cosa veramente paradossale è come anche i fascisti, nella loro proverbiale ignoranza, abbiano malauguratamente incluso il brano nel proprio vasto repertorio di “brutte copie” nel tentativo di colmare il loro smisurato vuoto culturale. Così può capitare ancor oggi che qualche balda ed ignara testa rapata semianalfabeta intoni, senza esserne minimamente consapevole, un bel canto della Resistenza, rendendo in tal modo il dovuto omaggio alla memoria dei Partigiani che con il Loro eroico sacrificio ebbero il merito d’imporre resa e castigo all’odiato oppressore. Lungi dall’idea d’impartire lezioni di Storia a chicchessia, tantomeno a menti dalle desuete sinapsi cerebrali, era però davvero impossibile resistere alla tentazione d’esemplificare con una elementare metafora musicale la falsità di fondo su cui si basa il cosiddetto revisionismo storico ed ogni alibi mendace teso a sdoganare la destra nostrana. Dedicata ai sogni di tenebre dei poveri illusi dai fuochi fatui di qualche brevilineo folletto maligno affinché non cullino inutilmente funeste speranze di vittoria: ovunque vi conduca il vostro rigurgito di odio represso là troverete sempre e comunque ad attendervi Figli di Nessuno cui rendere conto.
