ROBERTO CICCARELLI, Il prezzo della longevità: il lavoro povero. La festa dei 4 anni di governo a Bari: dietro la retorica, immobilismo e risposte mancate. Movimenti e associazioni del capoluogo pugliese verso la protesta –IL MANIFESTO 3 settembre 2026 

 

 

 

 

IL MANIFESTO 3 settembre 2026
https://ilmanifesto.it/il-prezzo-della-longevita-il-lavoro-povero

 

 

Il prezzo della longevità: il lavoro povero

 

 

 

 

 

Domani Meloni a Bari festeggia la sopravvivenza più lunga di un governo dal 1948: 1.413 giorni di legislatura. Più che i dati decontestualizzati, le affermazioni reticenti e verosimili contenute nel documento di 28 pagine diffuso dal governo e da Fratelli d’Italia è importante capire il messaggio politico di un’operazione auto-promozionale con vista sul voto politico dell’anno prossimo. Il senso della celebrazione può essere riassunta in due modi: durare è tutto, governare è niente. Oppure: meglio tirare a campare che tirare le cuoia. Così può essere inteso il titolo enfatico «Più stabilità per un’Italia più forte» di un testo che evoca l’eterna legge del moderatismo centrista, tra Giolitti e Andreotti, in versione minore e urlata.

I salari reali sono diminuiti del 7,5% dal 2021 (Ocse). Tra il 2014 e il 2024 l’inflazione cumulata è stata del 20%, gli aumenti salariali hanno recuperato solo il 14% (Cgil)

 

 

Non conta ciò che fai, conta il tempo che passi a ripetere che stiamo vincendo e che vinceremo. Prima o poi la realtà darà ragione agli ostinati e intonerà l’inno: «Meno male che Giorgia c’è». Traduzione del più lontano culto della personalità dedicato a Berlusconi che risciacquò i panni della destra missina nelle correnti del neoliberalismo.

 

LA FESTA BARESE  manterrà il silenzio sulle sconfitte politiche (dal referendum, gli schiaffoni presi da Trump e la crisi economica generata dalla sua guerra contro l’Iran). Si tratta, invece, di dare più spazio possibile alle verità alternative presentate con leggi del destino. E le leggi sono quelle dell’estrema destra alleata con l’estremismo neoliberale: sovranità, proprietà e confini. Tradotto: ferocia contro i marginali, austerità dei conti, ossequi alle lobby armate.

 

PUNTO FORTE della narrazione sulla «stabilità» meloniana è il lavoro e l’occupazione. Non si parla delle morti del lavoro. Secondo Carlo Soricelli e il suo osservatorio indipendente delle morti sul lavoro negli ultimi 31 giorni le vittime sono state 120, segnando un balzo in avanti del 36% rispetto al 2025. Nei primi otto mesi del 2026 sono morti complessivamente 959 lavoratori (compresi quelli in itinere). Di questi, 765 sono deceduti sui luoghi di lavoro: più del 10% in un anno.

 

MELONI RIPROPONE la lettura, meramente quantitativa e astratta, dei dati sul mercato del lavoro. Si parla del raggiungimento del picco storico di occupati con oltre 24,3 milioni di lavoratori e il tasso di occupazione al 63,2%, accompagnato dalla flessione della disoccupazione generale al 5,8% e di quella giovanile al 18,9%. L’incremento dei contratti a tempo indeterminato e il calo dei precari si affiancano al record di occupazione femminile (54,5%) e a un calo dell’1,8% delle persone a rischio povertà o esclusione sociale, stimolato anche dalla maxi-deduzione del 120% sul costo del lavoro e dai tagli contributivi per chi assume giovani e donne svantaggiate.

 

QUESTO DISCORSO è coerente con una visione del lavoro inteso come fattore produttivo, da rendere conveniente attraverso la riduzione dei costi e l’uso di incentivi. Questa idea del lavoro è slegata dalle questioni del salario, della previdenza, delle tutele sociali e della cittadinanza. le variazioni demografiche, le tipologie di lavoro e di categoria, la qualità del lavoro sono solo opinioni per il melonismo statistico. Dunque, se da un lato, la quantità dell’occupazione è cresciuta; dall’altro lato, i salari reali sono diminuiti del 7,5% dal 2021 (dati Ocse).

 

120 vittime del lavoro nell’ultimo mese: + 36% rispetto al 2025. Nei primi otto mesi del 2026 sono morti 959 lavoratori, compresi quelli in itinere.

 

Tra il 2014 e il 2024 l’inflazione cumulata è stata del 20%, mentre gli aumenti salariali hanno recuperato solo il 14% (dati Cgil). Cioè hanno perso potere d’acquisto. Diciamo allora che l’occupazione aumenta relativamente, ma i salari non crescono: si chiama «aumento di lavoro povero». Un «record» raggiunto con Meloni a palazzo Chigi. C’è anche l’altro record del tasso di occupazione («dai tempi di Garibaldi» disse una memorabile Meloni). Per l’Eurostat è uno dei tassi peggiori d’Europa. Nell’ultimo anno solo in Grecia ha raggiunto il 64,6%: più di un punto sopra a quello italiano. Anche sull’occupazione femminile è utile la comparazione.

 

Per l’Eurostat l’Italia è ultima in Europa per la scarsa partecipazione al mercato del lavoro delle donne: il 54,5% contro il 71,3% in Ue. Quello degli uomini è al 77,1%. Un primato, in negativo, che si è consolidato nella legislatura che ha visto la prima presidente degli Consiglio donna.

 

 

SUL PIANO FINANZIARIO, il documento rivendica la ritrovata credibilità internazionale dei mercati con lo spread sceso fino a 80 punti base – segnando anche un sorpasso sul differenziale dei titoli francesi – e un deficit ridotto al 3,1% del 2025 nonostante il peso ereditato dal «Superbonus» di contiana memoria. Nessun accenno alla poco «sovranista» condizione di un esecutivo appeso alle valutazioni dell’Eurostat. Il 22 settembre è atteso un nuovo valzer del decimale: se l’istituto di statistica europeo attesterà che il rapporto tra deficit e Pil sarà nettamente inferiore al 3% allora Meloni & Co. potranno fare uscire il paese dalla procedura Ue di infrazione per deficit eccessivo, calibrare una pioggerellina di bonus e tirare la carretta fino al voto.

 

2,8mld di euro. Il costo dei bonus contro il caro carburanti. Hanno arricchito i profitti dei petrolieri e taglieggiato i salari. La tassa pagata alla guerra di Trump in Iran

L’ANALISI  della non troppo sottile propaganda sui numeri dell’occupazione è utile per capire l’operazione distorsiva realizzata su molti altri capitoli, a cominciare dalla povertà, passando dalle politiche di bilancio in vista della manovra per finire al cruciale capitolo dell’energia. Dire come fa il governo che i decreti carburanti sono stati «risposte rapide» è ambiguo. Sia perché gli oltre 2,8 miliardi stanziati da marzo contro il caro-carburanti hanno arricchito i petrolieri, sia perché non hanno risolto i problemi strutturali, a cominciare da un tetto ai prezzi che potrebbe bloccare l’aumento dei profitti speculativi.

Quelli che l’esecutivo non vuole tassare e cerca inutilmente di farlo fare alla Commissione Europea. E per questo studierà entro il 5 settembre altre partite di giro mettendo la polvere sotto il tappeto.

 

IL CARO BOLLETTE e carburanti saranno pagati da ciò che resta dei salari più bassi d’Europa. Lo prova la crescita dell’inflazione (3,3%) la fiammata dei prezzi alla produzione industriale (7,8% in un anno). Governare, a queste condizioni, è perfettamente inutile. Stabilità è il sinonimo di immobilismo.

 

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LA PROTESTA NEL CAPOLUOGO PUGLIESE

 

Mentre Meloni & Co. festeggeranno nel porto di Bari il record di longevità del governo una rete di movimenti e associazioni organizza la protesta sul lungomare del capoluogo pugliese. L’iniziativa è stata decisa nel corso di un’assemblea che ha promosso un corteo domani alle 17:30 da piazza del Ferrarese. La manifestazione intende arrivare fino al terminal crociere dove è prevista la convention della maggioranza alla presenza della presidente del Consiglio. Saranno contestate le scelte del riarmo, le politiche sull’immigrazione, le norme sulla sicurezza e il contrasto al salario minimo. Gli attivisti denunciano anche le ricadute delle decisioni del governo sui salari e le criticità industriali della regione, con un riferimento esplicito alla gestione del polo siderurgico dell’ex Ilva di Taranto.

 

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Comitato pro Palestina, a Bari il 4 settembre ‘protestiamo contro sostegno a guerre’

I militanti spiegano le ragioni del corteo che si terrà in contemporanea a evento FdI

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BARI, 03 settembre 2026, 10:43

Redazione ANSA

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https://www.ansa.it/puglia/notizie/2026/09/03/comitato-pro-palestina-a-bari-il-4-settembre-protestiamo-contro-sostegno-a-guerre_e594c34a-72d4-4335-9ba6-e9d914c2b07c.html

 

I motivi della protesta contro il Governo sono il sostegno alle guerre ed ai suoi tanti risultati collaterali, dall’impazzimento del prezzo della benzina, al sostegno totale ad Israele, alle spese assurde per il riarmo, ai tagli per le fasce più deboli, alle leggi repressive per chi vuole manifestare”.

Alla cerimonia di FdI parteciperanno tutti i parlamentari e i ministri di FdI, assieme alla premier Giorgia Meloni il cui intervento è previsto alle 19.15 circa.

Tra i vari motivi che hanno condotto il comitato alla contestazione vi sono, si legge nel comunicato, “la complicità nel genocidio” del popolo palestinese, “l’economia di guerra e il riarmo”, “lo stato di polizia”, “la caccia al migrante”. “Per noi questi anni hanno significato solo il peggioramento delle condizioni di vita di lavoratori, disoccupati e finte partite Iva, mentre i soliti pochi si arricchivano indisturbati. Questo è il governo che non avremmo mai voluto – prosegue la nota – Bari e la Puglia portano i segni evidenti di questi disastri, a partire dalla gestione fallimentare dell’ex Ilva di Taranto, di Bari, di Brindisi. Non abbiamo bisogno di zone rosse, esercito o altra polizia nelle strade.

 

Vogliamo la sicurezza di un lavoro dignitoso, di una sanità pubblica efficiente, di case popolari e di scuole sicure”, concludono dal comitato.

Così in una nota il Comitato di Brindisi contro il genocidio del popolo palestinese, contro il riarmo, per la Pace, capofila del corteo di protesta che domani, 4 settembre, partirà alle 17.30 da piazza del Ferrarese a Bari, in contemporanea all’evento organizzato da Fratelli d’Italia al porto per celebrare il record di esecutivo più longevo della storia repubblicana.

 

File:Bari - Piazza del Ferrarese.JPG

BARI,  PIAZZA DEL FERRARESE

foto da : https://it.wikivoyage.org/wiki/File:Bari_-_Piazza_del_Ferrarese.JPG

 

 

 

TUTTO PRONTO AL PORTO PER MELONI

 

 

FDI E MELONI FESTEGGIANO A BARI GOVERNO PIÙ LONGEVO, DALL'ABRUZZO IN 300, "ITALIA PIU' FORTE CON STABILITÀ | Notizie di cronaca - AbruzzoWeb

foto da Abruzzo Web

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