in questa foto, Nicolo’, certo un po’ stupito del mondo (come noi, del resto), ha 4 mesi e qualche giorno; si trova nella casa dei nonni di Sanremo, gente cosiddetta, normale, ma “con una primavera in più” che scoppietta qua e là, quando non esplode…sempre con scoppiettii da poco come l’energia caduca e vegliarda permette! Sullo sfondo un “Freud” del nonno Mario Bardelli, lì per caso, dietro il fasciatoio, che protegge Nicolò (e anche un po’ il nonno!) con la sua barba bianca bianchissima tipo OMO. Sulla destra si intravede un acquarello, sempre di Mario Bardelli, della serie “San Paulo” (Brasile) su carta di giornale, precisamente sul quotidiano tuttora più importante del Brasile, “o estado di sao Paulo” (lo stato di San Paulo) alla cui autorevolezza era persino permessa qualche “insinuazione” critica alla dittatura, parlo dell’ultima dopo tre anni circa di governo di Janio Goulart (1964-1986)…VEDI NOTA SOTTO al fondoEsce tra una poppata e l’altra, tra un cambio di pannolino e una sorsata di camomilla. Scritto in tutti i momenti, nel cuore della notte o in pieno mezzogiorno, vuole essere la voce dei più piccini (che come voce ne hanno molta: devono solo organizzarsi). Il 1977 è stato l’Anno della Donna; il 1978 deve vedere la riscossa dei più piccini, l’ultimo anello di una catena di repressione che deve essere spezzata.
Oggi pubblichiamo uno scoop eccezionale, che ci arriva da Milano- via Padova:
Erede politico di Getúlio Vargas e Juscelino Kubitschek, Goulart fu vicepresidente della Repubblica con Jânio Quadros (1961), quindi presidente dall’8 settembre 1961 in seguito alle sue dimissioni.
Per aggirare il veto al suo insediamento posto dai ministri militari (il generale Odílio Denis, l’ammiraglio Sílvio Heck e il brigadiere Grüm Moss) e ottenere il riconoscimento del Congresso Nazionale, dovette accettare una modifica costituzionale che affidava il potere esecutivo a un Consiglio dei ministri di nomina presidenziale ma responsabile davanti al Congresso. Il primo gabinetto fu presieduto da Tancredo Neves, ma la crisi economica e politica, che portò alla costituzione di tre governi nel giro di due anni e mezzo, permise al presidente Goulart di indire un plebiscito che restaurò il presidenzialismo nel 1963.
Per salvare l’economia dall’inflazione galoppante (80% d’inflazione annua nel 1963), il ministro moderato della Pianificazione, Celso Furtado, decise di attuare una riforma agraria e di nazionalizzare le compagnie petrolifere, ma suoi progetti furono stroncati da un golpe militare guidato dal maresciallo Humberto de Alencar Castelo Branco, appoggiato dagli USA (31 marzo1964), che accusò Goulart di essere «al servizio del comunismo internazionale».

