video, 42.49 — Giuseppe Conte ospite a “La corsa al voto” – La7 | 10/08/2022

 

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Stella Aligizaki @StellaAligizaki — 8.49 — 11 agosto 2022 — magnifici !

 

Il miglior gioco è con il tuo migliore amico…
un veterinario di domani con il suo paziente

 

 

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+++ DAVIDE CONTI, Addio Mario Fiorentini, simbolo di resistenza — IL MANIFESTO DEL 10 AGOSTO 2022

 

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Mario Fiorentini
sconosciuto

 

ANPI Provinciale di Roma: In ricordo di Lucia Ottobrini, scomparsa quattro anni fa

Lucia Ottobrini
Anpi di Roma

 

 

 

IL MANIFESTO DEL 10 AGOSTO 2022
https://ilmanifesto.it/addio-mario-fiorentini-simbolo-di-resistenza

 

Addio Mario Fiorentini, simbolo di resistenza

Addio Mario Fiorentini, simbolo di resistenza
Mario Fiorentini e Lucia Ottobrini nella loro casa di Roma, in una foto scattata il 20 aprile 2015 – Ansa

Muore a 103 anni l’ultimo comandante dei Gap del Pci. Di origine ebraica, fu partigiano e agente segreto, figura eterodossa e al contempo «d’insieme» dell’antifascismo italiano. Guidò le principali azioni facendo di Roma la capitale europea della guerriglia urbana

 

La scomparsa di Mario Fiorentini rende l’Italia e Roma orfane dell’ultimo comandante partigiano dei Gruppi di Azione Patriottica del Pci. La sua biografia, se non un unicum, rappresenta certamente un percorso umano rarissimo e assolutamente estraneo all’ordinario.

La matrice azionista della sua formazione politica, le origini ebraiche della famiglia, l’adesione al Pci, la lotta armata nella Roma occupata, l’ingresso nell’Office Strategic Service, definiscono quella di Fiorentini come una figura eterodossa e allo stesso tempo «d’insieme» dell’antifascismo italiano.

NATO IL 7 NOVEMBRE 1918 da Pacifico Fiorentini, ragioniere ebreo di ideali mazziniani, e Maria Moscatelli, giovane cattolica di Cittaducale, Mario fin da giovanissimo frequenta tanto gli ambienti della Roma laica e democratica quanto quelli dell’antifascismo popolare degli artigiani, degli operai edili e dei ferrovieri. Qui matura l’incontro con l’ebanista Fernando Norma, membro del Partito d’Azione poi fucilato alle Fosse Ardeatine, con cui il giovane Fiorentini organizzò i primi nuclei di Giustizia e Libertà.

Sfuggito al rastrellamento antiebraico del 16 ottobre 1943, trova rifugio in via Margutta negli studi dei suoi amici pittori Emilio Vedova e Giulio Turcato. Venuto in contatto con i dirigenti del Pci, alla fine dell’ottobre 1943, entra a far parte dei Gap insieme alla sua inseparabile compagna di vita, Lucia Ottobrini.

LA SCELTA combattente di «Giovanni» e «Maria» (questi i loro nomi clandestini) viene presa dopo la battaglia di Porta San Paolo e l’ingresso dell’esercito nazista a Roma «vedemmo i carri armati tedeschi – racconta Fiorentini – presi la mano di Lucia e le dissi: Nous sommes dans un cul-de-sac. In quel preciso istante capimmo che bisognava agire e in fretta». Da quel momento la vita di Fiorentini acquisisce i tratti del romanzo.

Assume la guida del Gap centrale «Antonio Gramsci» e insieme a figure straordinarie della Resistenza romana come Antonello Trombadori, Carlo Salinari, Carla Capponi, Rosario Bentivegna, Marisa Musu, Franco Calamandrei e Maria Teresa Regard guida le principali azioni di guerra facendo di Roma la capitale europea in cui fu realizzato il maggior numero di operazioni di guerriglia urbana.

Tra i tanti attacchi militari compiuti in prima persona si ricordano: 6 dicembre 1943 Teatro dell’Opera; 18 dicembre Teatro Barberini; 20 dicembre comando tedesco in Corso d’Italia; 26 dicembre (da solo) lancio di bombe a mano in bicicletta contro il corpo di guardia germanico del carcere di Regina Coeli; 18 febbraio contro il segretario del partito fascista Giuseppe Pizzirani; 2 marzo contro una caserma in cui erano rinchiusi civili destinati alla deportazione. E ancora: 10 marzo in via Tomacelli attacco contro una compagnia di allievi ufficiali della Guardia Nazionale Repubblicana e, infine, il concorso nell’ideazione dell’attacco di via Rasella del 23 marzo 1944.

RICERCATO dalla polizia nazifascista, venne trasferito nella zona a sud-est di Roma dove assunse, con Lucia Ottobrini, il comando delle bande «Castelmadama» e «Tivoli». Qui fu arruolato nelle Missioni dell’Oss «Texas» e «Dingo».

Su ordine del Pci frequentò un corso di addestramento dell’esercito Alleato diventando «paracadutista, ufficiale di collegamento con le formazioni partigiane, sabotatore e capo di missione informativa». Rientrato a Roma, venne aviolanciato il 18 luglio 1944 sull’appennino emiliano dove «Fringuello» o «Dino», per conto della Missione Alleata, organizzò una fitta rete di contatti tra decine di distaccamenti partigiani nel nord-Italia. A seguito dei successi delle sue attività segrete fu inviato a Milano ma venne arrestato dai tedeschi sul treno che lo portava in Lombardia. Riuscì a fuggire pochi giorni dopo raggiungendo Milano il 10 agosto 1944.

In quattro mesi Fiorentini portò a termine ventidue missioni di collegamento tra le brigate partigiane dell’Emilia, della Liguria e della Lombardia.

 

NELL’OTTOBRE 1944, con l’avanzata Alleata verso nord, si spostò nella zona Milano-Como-Sondrio organizzando una stazione radio e un nuovo centro informazioni. L’area venne rastrellata e Fiorentini fu catturato dai fascisti e trasferito prima a Sondrio e poi nel carcere di San Vittore a Milano, da dove evase gettandosi dalla finestra dell’Ufficio Politico Investigativo. Riunitosi al Comando Generale delle Brigate Garibaldi fu inviato in Piemonte dove operò con la Missione Alleata «Chrysler» e con le formazioni di Vincenzo Moscatelli.

Per la sua attività di partigiano e agente segreto Mario Fiorentini, che nel dopoguerra diverrà matematico di fama internazionale, fu insignito di tre medaglie d’argento al Valor Militare, tre Croci al Merito di Guerra, una medaglia «Donovan» dell’Oss e una medaglia della Special Force inglese.

Il nostro Paese senza memoria perde una figura luminosa ed emblematica della sua storia migliore, ovvero uno degli appartenenti a quella «comunità gappista» mai scioltasi negli anni, pur duri, dei processi e delle persecuzioni antipartigiane consumatesi durante la Repubblica: «Fare il gappista è stata un’esperienza dura. Rosario Bentivegna oltre ad essere stato un grande combattente, nella vita è stato un grande uomo. Purtroppo ha dovuto sopportare tutto il peso di via Rasella. Carla Capponi è stata la donna più coraggiosa che io abbia mai conosciuto. Questa è stata la nostra storia di gappisti. Forse tra cinquanta anni ci condanneranno pure. Però in quel momento siamo stati noi a decidere. Su questo non ci piove».

*Ha curato il Fondo Fiorentini-Ottobrini per l’Archivio Storico del Senato della Repubblica

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FEDERICO LARSEN, La nuova Costituzione può cambiare la geopolitica del Cile – LIMESONLINE DEL 1 AGOSTO 2022-

 

LIMESONLINE DEL 1 AGOSTO 2022
https://www.limesonline.com/cile-costituzione-america-latina-usa-cina-russia-risorse/128722

La nuova Costituzione può cambiare la geopolitica del Cile

SANTIAGO, CHILE - JULY 04: President of Chile Gabriel Boric receives the new constitution draft from President of the Constitutional Convention Maria Elisa Quinteros and Vice President Gaspar Domiguez on July 4, 2022 in Santiago, Chile. Chileans will take part in a mandatory referendum on September 4 to vote for the new Constitution which will replace the one enacted during the dictatorship era under Pinochet regime in 1980. (Photo by Marcelo Hernandez/Getty Images)

Il presidente del Cile Gabriel Boric riceve la bozza della nuova costituzione dalla presidente della Convenzione costituente María Elisa Quinteros e dal vicepresidente Gaspar Domínguez il 4 luglio 2022.

Foto di Marcelo Hernandez/Stringer via Getty Images.

 

Mappa Cile - cartina geografica e risorse utili ...

CILE — mappa : Viaggiatori.net

 

Nel referendum sulla revisione della Carta (4 settembre) sarà in gioco anche la proiezione internazionale di Santiago, attualmente molto ligia ai dettami del Washington consensus e poco interessata ai rapporti con il resto dell’America Latina.

 

di Federico Larsen

 

La Convenzione costituente del Cile ha consegnato al presidente Gabriel Boric la bozza della nuova Costituzione. Dovrà sostituire quella del 1980, emanata durante la dittatura di Augusto Pinochet (1973-1989).


Il prossimo 4 settembre la popolazione sarà chiamata ad approvare il nuovo testo in un referendum. I sondaggi indicano un possibile rifiuto del disegno preparato dalle sinistre e fortemente sostenuto dall’esecutivo. Boric ha dovuto prendere atto dell’impopolarità del progetto, ma ha anche assicurato che il suo governo troverebbe comunque altre strade per modificare la Costituzione attuale.


La bozza contiene alcuni aspetti che modificherebbero la proiezione geopolitica del Cile.


Dall’insediamento del regime militare nel 1973, in seguito al golpe, il Cile è diventato il paese dell’America Latina più ligio alla logica dell’apertura economica e al Washington consensus. Ha accettato di buon grado le regole del modello neoliberista e, più di ogni altro paese sudamericano, ha stabilito trattati bilaterali d’investimento e accordi di libero scambio con il resto del mondo.


Nonostante l’alternanza dei governi a Santiago, i capisaldi economici e commerciali della politica estera cilena sono rimasti invariati nel tempo. Alla loro base c’è la volontà di includere il Cile nella catena del valore globale attraverso forme di partenariato con le principali potenze. Negli ultimi decenni, a Stati Uniti ed Unione Europea si sono aggiunti la Cina e altri paesi del Sudest asiatico.


In questo modo sono state ignorate le proposte di integrazione sudamericana fiorite nella regione. Inoltre, la politica estera è stata consegnata nelle mani di un’élite molto ristretta, composta da funzionari e imprenditori locali e stranieri.


La nuova Costituzione nasce dalle rivendicazioni dei movimenti che contestano il modello vigente. Troppo ridotto – dicono – è lo spazio dedicato all’integrazione latinoamericana, troppa la segretezza con cui vengono negoziati i trattati internazionali, troppe le concessioni alle grandi industrie straniere nei settori minerario ed energetico. L’adesione dei diversi governi alla visione di Washington ha prodotto l’isolamento del Cile rispetto ai propri vicini della regione.


http://limes.ita.chmst05.newsmemory.com/newsmemvol1/italy/limes/20150201/limes_2_2015_020_w-r90.pdf.0/parts/adv_0.jpg

Carta di Laura Canali – 2015


La riforma proposta dalla Convenzione costituente riguarda anche gli affari internazionali. La principale novità si trova nell’articolo 14, comma 3: l’America Latina e i Caraibi vengono dichiarati «zona prioritaria» per le relazioni estere del paese. Tale definizione è già presente nelle costituzioni di Bolivia, Colombia, Ecuador e Venezuela, ma nel caso cileno rappresenterebbe un significativo cambiamento nella proiezione geopolitica, che oggi è chiaramente indirizzata verso l’Asia-Pacifico.


Lo stesso Boric aveva definito l’America Latina come una priorità, ma ciò non ha portato ad accantonare gli obblighi assunti coi paesi asiatici. Il presidente in occasione del suo primo viaggio all’estero, a Buenos Aires, si è smarcato dall’asse creato dai suoi omologhi di Argentina e Messico (Alberto Fernández e Andrés Manuel López Obrador), prendendo nettamente le distanze dai governi di Venezuela e Nicaragua.


Il Cile di Boric sembra perciò rappresentare una nuova strada per la sinistra latinoamericana. Slegata dalla devozione all’Avana e a Caracas; più legata a tematiche come il clima, il genere e il multiculturalismo. Questa alternativa troverà proprio nel referendum costituzionale il suo battesimo del fuoco. Se l’attuale bozza superasse il referendum, Santiago potrebbe scoprire un protagonismo nelle relazioni internazionali, in particolare regionali, alieno alla sua storia.


Un’altra modifica rilevante riguarderebbe il sistema di approvazione dei trattati internazionali. Al parlamento sarebbe concesso un ruolo più attivo rispetto a quanto previsto dalla Carta del 1980. Da allora i presidenti cileni hanno sempre avuto ampi margini di libertà per la sottoscrizione di accordi commerciali e le concessioni a capitali stranieri; solo con la riforma costituzionale del 2005 i parlamentari hanno guadagnato la possibilità di presentare rimostranze sugli accordi in via di approvazione o, addirittura, di bocciarne la ratifica. Il nuovo testo segnala molto più precisamente il ruolo delle due Camere.


Non è del tutto chiaro cosa accadrà agli accordi attualmente in fase di negoziazione. L’alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri, Josep Borrell, ha assicurato che le trattative per l’aggiornamento dell’accordo di libero scambio riprenderanno soltanto dopo il referendum del 4 settembre. Inoltre un settore importante della coalizione che sostiene Boric chiede la revisione degli accordi di libero scambio firmati in precedenza. L’approvazione della nuova Costituzione potrebbe costituire un sostegno politico implicito per questa ala del governo.


Il testo presentato dalla Convenzione mantiene comunque il controverso iperpresidenzialismo nella politica estera. È evidente nel caso delle nomine di ambasciatori e funzionari diplomatici, ma non solo: la partecipazione parlamentare nei negoziati internazionali resterebbe comunque meno ampia rispetto alle prerogative presidenziali.


Potrebbe sembrare un tecnicismoEppure, per un paese che pone le proprie risorse naturali come principale strumento per allacciare rapporti con il resto del mondo, la questione ha grande rilevanza. Uno degli aspetti più dibattuti è infatti legato allo sfruttamento minerario; il Cile è il primo produttore di rame al mondo e – assieme a Bolivia e Argentina – detiene la più grande riserva di litio del pianeta. La questione ambientale, legata alle industrie estrattive, è stata alla base delle proteste che hanno portato alla realizzazione del processo costituente.


Il testo definitivo dedica un intero capitolo all’industria mineraria e introduce alcune limitazioni alla sua attività. A esclusione dei ghiacciai e delle zone protette, al settore viene imposto un limite «sociale e ambientale» e sono concesse allo Stato le facoltà di impedire o sospendere le operazioni di estrazione. Tale impostazione ha generato fortissime resistenze da parte delle aziende del settore, che oggi controllano circa il 70% delle miniere cilene e denunciano una certa «insicurezza giuridica» di fronte al nuovo testo costituzionale.


 

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Fonte: Statista, 2021

 


La lobby del settore minerario nazionale e straniero è stata la grande protagonista della discussione nella Convenzione. La proposta originale, nel capitolo su ambiente e risorse naturali, prevedeva la nazionalizzazione delle miniere di rame, una misura che precipitò il golpe contro Salvador Allende nel 1973. A ciò si aggiungerebbe anche quella del litio.


Le correnti di sinistra della Convenzione intendevano sostituire le concessioni all’usufrutto vigenti con autorizzazioni temporali e sotto controllo dello Stato, possibilità che è stata però esclusa. Tuttavia, qualora il nuovo testo fosse approvato, la Costituzione consentirà al nuovo parlamento di approvare centinaia di leggi e regolamenti mediante cui potrebbe aumentare il controllo statale sulle risorse minerarie, specialmente il litio. Potrebbero essere create aziende pubbliche di controllo ed estrazione, con le quali le aziende private sarebbero obbligate ad associarsi.


In America Latina, le miniere di litio, oro, argento e terre rare sono uno dei settori di maggior penetrazione delle potenze extraregionali, particolarmente Cina e Russia. Le esportazioni cilene verso Pechino, con cui Santiago ha stabilito un accordo di libero scambio nel 2006, sono due volte e mezzo più ampie di quelle dirette negli Usa e riguardano per 80% i minerali.


Negli ultimi 10 anni l’acquisto di rame da parte della Repubblica Popolare è triplicato e le aziende cinesi hanno cominciato a investire direttamente nell’estrazione in loco. Nel 2019 l’investimento diretto cinese ha sfiorato i 5 miliardi di dollari, mentre negli ultimi mesi è aumentata la partecipazione di Pechino al mercato del litio. A seguito dell’acquisizione del 25% di Sqm (una delle principali compagnie cilene dedicate all’estrazione del metallo) da parte di Tianqi Lithium, la cinese Byd Chile si è aggiudicata uno dei cinque bandi emessi per l’estrazione di 80 mila tonnellate nei prossimi 7 anni. Per quanto riguarda la Russia: l’impresa statale statale Uranium One si era assicurata un investimento da 30 milioni di dollari nel giacimento di litio di Tolillar, in Argentina, tuttavia i contatti con le autorità cilene sono rimasti in sospeso dopo l’invasione dell’Ucraina.


La Casa Bianca guarda a queste tendenze con grande preoccupazione. Di recente, la comandante dello US Southern Command (Southcom), Laura J. Richardson, ha sottolineato la necessità di una maggiore presenza della diplomazia statunitense a sostegno delle imprese in America Latina, con lo scopo di contrastare la penetrazione cinese. Anche Borrell ha annunciato la preparazione di Route 2023, un piano per l’approfondimento delle relazioni tra Unione Europea e America Latina, volto a riempire gli spazi lasciati scoperti dall’Occidente negli ultimi anni.


Carta di Laura Canali

Carta di Laura Canali, 2020


Si parla spesso della lealtà cieca di Santiago nei confronti di Washington, ma il concetto andrebbe relativizzato. In questo senso si può ricordare il sonoro «No, Mr. President» dell’allora presidente cileno Lagos al suo omologo statunitense George W. Bush nel 2003, con cui intendeva ribadire la decisione di non avallare l’invasione dell’Iraq nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Inoltre, alla fine del suo mandato l’allora presidente Piñera decise di annunciare l’avvio delle prime telecomunicazioni commerciali attraverso la rete 5G. I bandi sono stati assegnati a tre aziende: la svedese Ericsson, la finlandese Nokia e la cinese Huawei, in barba alle pressioni fatte dalle amministrazioni di Donald Trump e Joe Biden.


La bozza della nuova Costituzione cilena ha raccolto elogi in tutto il mondo da chi ha apprezzato il riconoscimento dei popoli indigeni e il suo spirito democratico, come anche il chiaro profilo ambientalista e l’attenzione alle tematiche femminili. Invece i gruppi di potere che hanno contribuito al «miracolo cileno» negli ultimi decenni sono molto critici rispetto al nuovo testo, poiché apre alla possibilità di un cambiamento nella collocazione internazionale del paese.


Dal punto di vista geopolitico, la sua rilevanza sta nel maggior grado di controllo del parlamento sui trattati internazionali e nell’orientamento verso l’America Latina.

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ANDRE’ MASSON ( 1896 – 1987 ) – Guggenheim Art Bot @guggenheimbot — 19.07 — 5 agosto 2022 — grazie ! + altro sull’artista

 

Man in a Tower by André Masson, 1924 #surrealism- L’uomo nella torre #guggenheimmuseum guggenheim.org/artwork/2818

 

 

 

 

cdn.shopify.com/s/files/1/1046/8820/collections...

foto: emporiumart.com- https://emporiumart.it/

André Masson

1896, BALAGNY-SUR-OISE, FRANCIA — 1987, PARIGI, FRANCIA

 

André Masson nasce a Balagny-sur-Oise, Francia, il 4 gennaio 1896. Studia pittura all’Académie Royale des Beaux-Arts di Bruxelles e all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Nel 1920 si stabilisce a Parigi e due anni più tardi incontra D.-H. Kahnweiler, il suo principale mercante fino al 1931. Nel 1924 tiene la prima personale alla Galerie Simon di Kahnweiler a Parigi. Nello stesso anno conosce André Breton e si unisce al gruppo surrealista, al quale rimane legato fino al 1928. In questo primo periodo realizza disegni e quadri con il procedimento dell’automatismo, sperimenta l’utilizzo della sabbia nei suoi dipinti, inizia ad esplorare temi erotici e violenti ed è influenzato dal Cubismo analitico. Realizza inoltre illustrazioni per libri e i suoi lavori vengono regolarmente pubblicati sulla rivista “La Révolution Surréaliste”. Nel 1925 partecipa alla prima esposizione surrealista, alla Galerie Pierre di Parigi. Due anni dopo incontra Giacometti e realizza la sua prima scultura.

 

 

 

1938

 

Dopo la rottura con i surrealisti sviluppa diversi linguaggi: tematiche violente ed erotiche interpretate con forme sempre più astratte, paesaggi figurativi, e dopo un soggiorno in Spagna, dal 1934 al 1936, soggetti spagnoli.

 

 

 

 

1940

 

 

Wikioo.org – L'Enciclopedia delle Belle Arti - Pittura, Opere di André Aimé René Masson - Di ritorno dalla esecuzione

1937

 

Wikioo.org – L'Enciclopedia delle Belle Arti - Pittura, Opere di André Aimé René Masson - The Vagabond

Il Vagabondo, 1966

 

 

Wikioo.org – L'Enciclopedia delle Belle Arti - Pittura, Opere di André Aimé René Masson - Il pianotaure

1937

 

 

Wikioo.org – L'Enciclopedia delle Belle Arti - Pittura, Opere di André Aimé René Masson - Strage1931

 

 

 

Wikioo.org – L'Enciclopedia delle Belle Arti - Pittura, Opere di André Aimé René Masson - sonno nel torre

1938

 

 

Wikioo.org – L'Enciclopedia delle Belle Arti - Pittura, Opere di André Aimé René Masson - La costruzione di Dedalo1939

 

 

 

Wikioo.org – L'Enciclopedia delle Belle Arti - Pittura, Opere di André Aimé René Masson - Prison Grigio

1961

 

 

 

 

Wikioo.org – L'Enciclopedia delle Belle Arti - Pittura, Opere di André Aimé René Masson - il pittore e il tempo

1938

 

 

 

 

Wikioo.org – L'Enciclopedia delle Belle Arti - Pittura, Opere di André Aimé René Masson - paesaggio irochese

1942

 

 

 

Wikioo.org – L'Enciclopedia delle Belle Arti - Pittura, Opere di André Aimé René Masson - Tauromachia

1937

 

 

 

 

Wikioo.org – L'Enciclopedia delle Belle Arti - Pittura, Opere di André Aimé René Masson - La pelle

1926

 

 

IMMAGINI DA :
https://wikioo.org/it/paintings.php?refarticle=6WHJXE&titlepainting=Returning%20from%20the%20execution&artistname=Andr%C3%A9%20Aim%C3%A9%20Ren%C3%A9%20Masson

 

 

 

Nel 1933 disegna scene e costumi per i Ballets Russes, lavorando spesso, in seguito, per il teatro, l‘opera e il balletto. Nel 1936 torna a Parigi e l’anno successivo si riconcilia con i surrealisti. Nel 1941 lascia la Francia occupata dai tedeschi e si stabilisce a New Preston, Connecticut (USA). Lo stesso anno tiene un’importante mostra al Baltimore Museum of Art. Durante la sua permanenza negli Stati Uniti espone diverse volte con artisti in esilio, come alla mostra inaugurale della galleria-museo di Peggy Guggenheim a New York, Art of This Century, e tiene conferenze sull’arte moderna. Nel 1943 rompe nuovamente e definitivamente con Breton e con il Surrealismo.

Ritorna in Francia nel 1945 e negli anni seguenti dipinge sia paesaggi sia astrazioni, proseguendo nell’esplorazione della tematica violenta ed erotica dei primi anni. Nel 1950 pubblica la raccolta di scritti Plaisir de peindre. Nel 1965, su sollecitazione di André Malraux e Jean-Louis Barrault, decora il soffitto dell’Odéon, Théâtre de France, di Parigi.

Nel 1976 il Museum of Modem Art di New York allestisce una sua importante retrospettiva. Muore a Parigi il 27 ottobre 1987.

 

TESTO DA :

PEGGY GUGGENHEIM COLLECTION
https://img.wikioo.org/ADC/Art.nsf/O/6WHJY2/$File/Andr%C3%A9+Masson+-+the+building+site+of+maze+(1939)+.JPG

 

 

 

 

 

Modello del soffitto, Il pittore André Masson e il direttore del Teatro  Odeaon, Jean-Louis Barrault – 4 novembre 1965

 

 

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Il soffitto dipinto da André Masson al Théâtre de l'Odéon

https://clione.skyrock.com/3131254824-Le-plafond-peint-par-Andre-Masson-au-Theatre-de-l-Odeon.html

 

 

 

 

SEGUE DA :

UNDO.NET .IT / MAGAZINES

https://1995-2015.undo.net/it/magazines/1015359218#

 

Art e Dossier (2003 – 2005) Anno 17 Numero 176 marzo 2002

Andre Masson: l’estasi del disagio

MARTIN RIES

André Masson, Il labirinto, 1938 Parigi, Musée National d’Art Moderne, Centre Pompidou

André Masson, Pigmalione, 1938.

André Masson, Metamorfosi di Gradiva, 1939.

André Masson combatté nella Grande guerra perché voleva provare gli “aspetti wagneriani della battaglia” e conoscere “l’estasi della morte”. La biografia di Masson scritta da Otto Hahn identifica quell’estasi con il momento in cui un proiettile perforò il torace di Masson: egli rimase in piedi, immobile, senza provare dolore. “Il mondo attorno a lui divenne qualcosa di mirabile, e per la prima volta egli provò un senso di completa liberazione fisica, mentre nel cielo appariva un torso di luce”.
Ognuno è inconsciamente convinto della propria immortalità, ma quando affronta il proprio destino il periodo di prova finisce e la realtà viene alla luce. A causa di quella “esperienza estatica” Masson divenne il teologo perverso di un mondo che aveva subito una “caduta”. A partire da quel proiettile alchemico e da quel torso di luce, la morte divenne per l’artista una visione totalizzante. La guerra tuttavia lo lasciò tormentato dagli incubi; soffriva di insonnia e trascorreva lunghe ore dolorose a sognare nuovi dipinti. Spiegava che la relazione tra la vita e la morte è come quella tra due facce della stessa medaglia; nei grandi momenti di illuminazione e metamorfosi egli dipingeva ciò che affiora da entrambe le parti.

Molti giovani subirono esperienze di guerra traumatiche, che dettero forma alle loro vite e modificarono la storia. Max Ernst bombardò le trincee in cui era di guardia il suo futuro grande amico Paul Eluard.

Franz Marc e Duchamp-Villon furono tra i caduti; Max Beckmann, Oskar Kokoschka, Ferdinand Léger, Georges Braque e molti altri, appartennero tutti a una generazione per cui l’ecatombe della guerra fu una prova sconvolgente, che distrusse la fiducia negli assunti morali e razionali della cultura occidentale.
Dopo la guerra la vita di Masson fu tutt’altro che serena.

Aveva già sviluppato un perfetto stile cubista (Picasso aveva grande stima di lui); ma andava soggetto ad accessi di rabbia, ed era spesso preda di violente emozioni. Si susseguirono ricoveri in ospedale e reclusioni nei reparti psichiatrici. La nuova produzione artistica di Masson, segnata dal sangue, era una meditazione sulla morte, concentrata sulle realtà che gli appartenevano: metamorfosi, violenza erotica, morte e caos. Egli si aprì alle provocazioni dell’ideologia surrealista, e la sua opera divenne un mezzo di indagine poetica, un regno in cui dominano miti oscuri e metamorfosi della psiche.

La “crisi del 1929” si aggiunse alla questione del rapporto del movimento surrealista con il partito comunista; Masson si allontanò e poi ruppe completamente con il movimento. Decise che il surrealismo era un sistema chiuso; e qualunque sistema, per dirla con Nietzsche, manca di integrità.

André Masson, spaventosa Cassandra, esplorò l’immaginario del suo inconscio, lo proiettò consapevolmente come soggetto evocativo e aprì una via creativa all’espressione emotiva e filosofica. La sua opera era un ritratto accurato e sconvolgente degli aspetti psicotici della vita europea. Heidegger liquidava Schopenhauer come uno dei molti autori religiosi; allo stesso modo a Masson veniva sovente assegnata l’etichetta di surrealista, e gran parte delle reazioni negative dell’epoca sono causate appunto dagli oggetti delle sue profezie. La vita incute paura, ma l’artista e la sua opera vengono innalzati al di sopra della paura, in un’estasi visionaria.

UOMINI E MITI

Il labirinto di Masson, come l’immagine centrale nel pannello di destra del Trittico delle delizie di Hieronymus Bosch, ritrae una chimera multiforme. E così come l’immagine di Bosch, formata da barche, tronchi d’albero, un uovo e una scena di taverna, è sovrastata da un autoritratto, Il labirinto può essere interpretato come un’opera ampiamente autobiografica. Se da un lato questa figura ha i connotati del “torso di luce”, essa allude senza dubbio anche alla ferita riportata da Masson nella prima guerra mondiale (quasi tutti i suoi dipinti di questo periodo rappresentano lacerazioni aperte).

Masson si vedeva come una specie di bestia, un Minotauro: la testa ha il cranio e le corna di un toro, la cavità del corpo contiene il labirinto, e accanto alla “gamba” destra c’è un cigno, associato al rapimento di Leda da parte di Zeus (che, sotto forma di toro, rapì anche Europa).

I pasti nelle antiche abitazioni erano sacri, perché a essi presenziavano i numi del focolare; mangiare insieme era un atto di comunione. Su un piano diverso, l’ingestione del cibo è correlata alla digestione finale della terra, la dissoluzione del corpo. In Pigmalione la statua sulla destra diventa un mostro a tavola. Diventa anzi la tavola stessa, che divora il suo contenuto. La scultura ha una testa minacciosa a forma di becco, mentre la sedia a sinistra, con la testa china, è simile al maschio della mantide che sta per essere mangiato, o alle variazioni di Salvador Dalí sull’Angelus di Millet. Le mantidi piacevano ai surrealisti perché nel corso dell’accoppiamento la femmina divora il maschio.

Il saggio di Sigmund Freud del 1906 Il delirio e i sogni nella Gradiva di Jensen era l’analisi della storia di un archeologo tanto dedito al suo lavoro da non avere tempo per le donne. L’archeologo visita Pompei, dove incontra “Gradiva”, che scopriamo poi essere un’amica d’infanzia che, innamorata di lui, si conforma alle sue allucinazioni per curarlo. L’iconografia che Masson adotta per la Metamorfosi di Gradiva è un’illustrazione freudiana tratta direttamente dal racconto di Jensen.
Luigi XVI, come Hitler, rappresentava l’onnipotenza. La poltrona Luigi XVI fa riferimento a uno pseudo trono, senza la stabilità che ai troni è solitamente attribuita. Il “posto di comando” si trova in uno specchio d’acqua stagnante, allusione all’incapacità di Luigi di consumare il matrimonio, come pure al famoso onanismo di Dalí. Luigi tiene in mano il Veto (come il Marat di Jacques Louis David la lettera di Charlotte Corday), suggerendo il tentativo di esercitare il diritto di veto garantitogli dalla Costituzione.
Una stanza senza porte e finestre evoca un’esistenza artificiale, come quella di Danae nella torre. Una stanza in un bordello suggerisce pensieri velati e azioni illecite, come pure una sessualità repressa. Invece di una porta, la sedia viene ricevuta da una “Ianua diaboli”, la porta del diavolo, uno degli epiteti patristici della donna. Il sipario, antico simbolo di rivelazione, è strappato e, invece di servire per fasciare il neonato nella culla dell’Hôtel des oiseaux, è il sudario della civiltà occidentale.

LA PUNIZIONE DELLA GUERRA

In Europa prima della prima guerra mondiale si era accumulato un tedio sottile che Sigmund Freud accusava di incoraggiare una timida cultura “da museo”. Per quanto odiasse la barbarie, le assegnò una sorta di riconoscimento terapeutico e considerò “la guerra che avrebbe posto fine a tutte le guerre” la dolorosa punizione di una società eccessivamente raffinata, che si ritiene superiore alla passione e all’eccitazione.
Le guerre, spiegava Freud, ci riportano al senso della realtà in cui “la morte non può essere negata”. L’argomentazione del Disagio della civiltà afferma che l’energia che ha reso possibile la civiltà è sottratta all’esperienza erotica diretta. Non è una coincidenza che il surrealismo, nella fase iniziale Dada, nacque come movimento anticiviltà. Ed è forse una coincidenza che lo scopo ultimo di Hitler fosse la distruzione della civiltà europea?

Così il “torso di luce” di Masson, come l’Uomo invisibile di Dalí(*), era una manifestazione dell'”Ultimo uomo” di Nietzsche, che prova solo tedio, o un ritratto dell'”Urmensch” di Freud, l’uomo debilitato e distrutto dalla lotta per vivere al di sopra dei suoi mezzi psicologici e diffidente della sua stessa moralità.

Lo spettro della morte ossessionò l’opera di Masson e tutto il XX secolo come uno dei segni dei tempi. Affermando che essa domina su tutte le cose, Masson trasforma la morte in divinità tutelare, nel tentativo di purificare la memoria da eventi orribili. Egli fuse i propri sogni con livelli di significato più ampi ed elevati, e i suoi miti personali si espressero in immagini difficili da comprendere dal punto di vista pittorico, oltre che da interpretare a livello verbale.
L’opera di Masson è satura di contenuti archetipici; la complessità ingegnosa dei suoi processi mentali, la casualità della composizione e i dipinti non formalistici suggerirono a una generazione più giovane l’idea che egli dicesse qualcosa d’altro (per usare una delle parole preferite di Rilke, “unsäglich”, qualcosa di estremo e di indicibile, addirittura impossibile da dipingere). La pittura come pura attività di “Gestalt” si dissolve, poiché l’arte serve alla rivelazione. Il surrealismo, che è essenzialmente letterario e psicologico ancor prima che plastico e formalistico, era iperbolicamente pronto ad affidare i suoi effetti agli shock morbosi provocati da oggetti ripugnanti, in un tentativo di arricchire l’assurda complessità del mondo e della psiche umana.

Masson inventò nuovi labirinti per cercare novelli Minotauri, senza tener conto dell’affidabilità di Arianna e del suo filo. Non gli interessava avere incontrato il Minotauro, essere stato ammaliato dal torso di luce o di aver trovato la strada per uscire dal labirinto; si limitava a contemplare l’esperienza del viaggio. Non avrebbe ucciso il Minotauro, piuttosto gli avrebbe chiesto la rivelazione; avrebbe ritratto la linea del filo d’Arianna ovunque portasse, trascinando tutti gli spettatori nell’instabile centro vitale della sua energia.
L’arte di Masson è uno strumento di conoscenza; gli intricati passaggi del suo pensiero sono così agevoli da lasciare la porta aperta perché altri possano trovare la strada verso il centro essenziale. Il risultato più alto dell’uomo, pare dirci Masson, è un programma di disagio; e nella rovina delle nostre sensibilità disperse il surrealismo di Masson era una forma di saggezza.

Questo articolo è stato scritto grazie a una borsa di ricerca dell’Università di Long Island, The Brooklin Center, New York.
Traduzione dall’inglese di Lara Fantoni per NTL, Firenze.

 

 

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ANDREA COLOMBO, Renzi e Calenda quasi sposi. Il centrodestra verso il botto. Dati dell’Istituto Cattaneo — IL MANIFESTO DEL 10 AGOSTO 2022

 

IL MANIFESTO DEL 10 AGOSTO 2022
https://ilmanifesto.it/renzi-e-calenda-quasi-sposi-il-centrodestra-verso-il-botto

Renzi e Calenda quasi sposi. Il centrodestra verso il botto

 

Renzi e Calenda quasi sposi. Il centrodestra verso il botto

 

GLI SFASCISTI.

L’istituto Cattaneo: per Meloni&Co. 61,3% dei seggi alla Camera e 64% al senato. Le cifre impietose della simulazione: alla camera 26,8% alla coalizione del Pd, 6,8% al M5S, 4% a Iv e Azione dati per unificati anche se l’accordo al momento non è chiuso. Al senato 25,5% alla coalizione di Letta, 6% a Conte, 3,5% a Iv+Azione. Con queste percentuali la destra sfiorerebbe il traguardo dei 2/3 del parlamento

Andrea Colombo

Mancano ancora pochissime giorni all’ora X, la presentazione dei simboli (14 agosto), la formalizzazione delle liste (21 agosto), dopo la quale rien ne va plus. Ma a questo punto è difficile immaginare qualcosa che possa cambiare il quadro descritto ieri dall’Istituto Cattaneo in una proiezione che profetizza la vittoria della destra per ko.

Cifre impietose: 61,3% dei seggi alla destra alla Camera, 26,8% alla coalizione del Pd, 6,8% al M5S, 4% a Iv e Azione dati per unificati anche se l’accordo al momento non è affatto chiuso. Quadro molto simile al Senato: 64% all’armata di sorella Giorgia, 25,5% a quella di Letta, 6% a Conte, 3,5% alla coppia centrista. È vero che con queste percentuali la destra mancherebbe il traguardo dei 2/3 del Parlamento ma è anche vero che lo mancherebbe per un soffio e che la proiezione sui collegi uninominali è decisamente ottimistica, dal punto di vista del Pd. Più di quella degli stessi partiti interessati.

LA SOLA SORPRESA in grado di ribaltare i pronostici sarebbe un ritorno di fiamma Pd-M5S nel quale qualcuno ancora attivamente spera ma che pare in realtà impossibile. Le caselle ancora in sospeso riguardano soprattutto la coppia Calenda-Renzi. Stando ai sondaggi quel matrimonio s’ha da are, felici o meno che siano gli sposi. Insieme i due “galli nel pollaio” hanno la quasi certezza di passare la soglia di sbarramento, da soli proprio no. Sulla testa di Calenda pende poi la mannaia della raccolta delle firme. Lui si dice certo che basti il simbolo con il quale è stato eletto parlamentare europeo e le fonti di Azione segnalavano ieri il parere positivo di Sabino Cassese. Ma la verità è che Calenda non ha alcuna certezza e la tesi viene tirata in ballo soprattutto per trattare con Renzi a partire da una posizione più forte, in soldoni senza la pistola carica delle firme vacanti puntata alla tempia.

Per ora la trattativa segna il passo. «Ci stiamo lavorando», annuncia laconico Calenda, poi per una volta diserta interviste e telecamere, segno evidente che le difficoltà non sono state superate. I due si sono sentiti per telefono lunedì. Si vedranno a breve, forse oggi, più probabilmente domani o dopodomani. La logica imporrebbe di dare per certa la lista comune ma i fatti hanno già provato in abbondanza che, fuori dal recinto del centrodestra, la logica razionale non è moneta corrente.

A DESTRA INVECE lo è e da quelle parti, infatti, il rebus dei centristi si avvia a composizione nonostante le microformazioni in questione si amino poco. Sono quattro: l’Udc di Cesa, Coraggio Italia di Brugnaro, Noi con l’Italia di Lupi, Italia al Centro di Toti, che fino all’ultimo è rimasto incerto sull’adesione al cartello di destra e che, se nascesse il “terzo polo”, sarebbe il più tentato dal salto della quaglia dopo le elezioni. In nome della necessità di passare la soglia i 4 avevano già deciso di accorparsi a due a due. Ora sono passati a un gruppo unico, logo e nome ancora da definire ma numero di seggi da spartirsi invece già definito: 16 e non sono pochi. I simboli dei tre partiti maggiori sono invece definiti: uguali a quelli del 2018 i simboli di FdI e Lega, illuminato da un’ulteriore mano di bianco quello di Arcore nel quale campeggia la formula «Berlusconi presidente» anche se Silvio giura di non aver deciso se candidarsi o meno. Certo racconta di essere assediato da postulanti che insistono perché sia in campo e lui stesso è già lanciato in campagna elettorale. Ci sono pochissimi dubbi su come risolverà il rovello e anzi l’amletico dubbio ricorda da vicino l’“indecisione” che Berlusconi adoperò con maestria nel 1994 per far montare la suspence e lanciare così la sua candidatura col massimo della visibilità.

Ieri il centrodestra si è riunito, ufficialmente per definire il programma. Non che i programmi nella realtà della politica contino più che tanto. In compenso indicano con una certa chiarezza il modello di governo che la varie parti hanno in mente. Giorgia Meloni e Salvini gareggiano in truculenza nelle loro dichiarazioni contro gli immigrati. Lo stesso Salvini e Berlusconi giocano al ribasso sulla Flat Tax: il Cavaliere al 23%, Salvini addirittura al 15%. Questo sarà il programma e il segno del governo della destra. Ma la vera svolta nella destra è un’altra. Giorgia Meloni si è decisa a dire chiaramente che la premier sarà lei. Gli alleati concordano. Sempre che prenda un voto in più degli altri ma stando ai sondaggi interni potrebbe arrivare a quasi il doppio degli alleati messi insieme. Quella partita ormai è chiusa.

 

nota _  sembra che l’accordo Renzi Calenda ” su questioni di fondo ” è raggiunto, adesso le squadre lavorano su altro. Il Soe 24 ore, 10 agosto, ore 9.27

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video, 3.28 –SWG –LA 7 -MENTANA –Il sondaggio politico di lunedì 8 agosto 2022

 

 

https://tg.la7.it/politica/il-sondaggio-politico-di-luned%C3%AC-8-giugno-2022-08-08-2022-174677

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Mauro Biani @maurobiani –16.29 – 9 agosto 2022 —

 

#Calenda #specchio

Specchio riflesso.

Oggi su @repubblica

 

 

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FEDERICO LARSEN, La Colombia di Gustavo Petro e la ricerca dell’equilibrio -LIMESONLINE  8 AGOSTO 2022

 

LIMESONLINE  8 AGOSTO 2022
https://www.limesonline.com/colombia-gustavo-petro-presidente-rapporti-usa-cina-venezuela/128873

La Colombia di Gustavo Petro e la ricerca dell’equilibrio

 

Carta di Laura Canali - 2018

Carta di Laura Canali – 2018.

 

Il presidente appena entrato in carica rappresenta una novità epocale e può sanare una frattura storica nel paese sudamericano. L’obiettivo di gestire in maniera diversa i rapporti con la regione, gli Stati Uniti e la Cina è molto ambizioso, ma raggiungibile.

 

di Federico Larsen

 

L’arrivo al potere della sinistra in Colombia apre nuove sfide per la geopolitica del continente americano.


Il presidente Gustavo Petro dovrà costruire da subito un equilibrio tra le diverse forze, domestiche ed internazionali, che fanno pesare i propri interessi sulla posizione internazionale di Bogotá (Bogotà). Molti i fronti aperti.


Petro ha già dato alcuni indizi della strada che intende percorrere: disgelo con Venezuela e Cuba, legato all’apertura dei negoziati con la guerriglia dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln) per procurarne la smobilitazione; revisione della relazione con gli Stati Uniti, che include aspetti commerciali, militari e diplomatici; potenziamento della “nuova sinistra” latinoamericana, ecologista, femminista e multietnica; apertura a nuovi partner internazionali, con la Cina in pole position per allargare la propria influenza sulla regione.


Il dossier Venezuela è probabilmente quello più avanzato. Già nelle settimane successive all’elezione di giugno, Petro aveva confermato l’intenzione di ripristinate i rapporti diplomatici con il governo di Nicolás Maduro, interrotti dopo il fallimento dell’iniziativa colombiano-statunitense per forzare l’ingresso di aiuti umanitari attraverso la frontiera di Cúcuta nel febbraio 2019. Da allora i più di quattro milioni di colombiani residenti in Venezuela non accedono ai servizi consolari del loro paese, l’interscambio commerciale è piombato ai minimi storici (le importazioni da Caracas sono passate dal 37% del totale nel 2008 allo 0,8% del 2021) e soprattutto la cooperazione militare sui 1.300 chilometri di frontiera condivisa è diventata praticamente nulla. Si tratta di una delle zone più calde del Sudamerica: qui agiscono guerriglie (ex-Farc ed Eln), narcotrafficanti (Clan del Golfo, che ha annunciato un cessate il fuoco unilaterale proprio mentre Petro assumeva presidente) e trafficanti di persone (come il gruppo venezuelano Tren de Aragua).


Per Petro la cooperazione con Caracas, già accordata dal nuovo ministro degli Esteri e della Pace Álvaro Leyva, è la chiave per poter applicare una parte importante del suo programma di governo, che oltre a ridurre l’azione dei gruppi irregolari pretende anche aprire nuovi negoziati di pace con le guerriglie attive sul proprio territorio, che trovano spesso rifugio oltreconfine.


In questo senso oltre al Venezuela sarà fondamentale l’apporto che potrà dare Cuba. La partecipazione dell’Avana è stata decisiva per la firma degli accordi di pace tra le Farc e il governo di Juan Manuel Santos nel 2016, ma l’amministrazione di Iván Duque (il predecessore di Petro) ha di fatto congelato il rapporto con l’isola.

Il neopresidente vuole seguire un percorso simile con l’Eln, inclusa nella lista di organizzazioni terroriste da parte degli Usa e diventata la guerriglia attiva più potente della Colombia dopo lo smantellamento delle Farc. I primi contatti sono cominciati proprio a Cuba e il processo potrebbe partire presto con la mediazione dei governi di Cile e Norvegia.


Carta di Laura Canali - 2019

Carta di Laura Canali – 2019


Il drastico cambiamento nei confronti di Caracas è parte di un più ampio ridimensionamento che Petro pretende attuare nel rapporto tra la Colombia e gli Usa. A marzo, in occasione della visita ufficiale dell’ex presidente Duque alla Casa Bianca, il suo omologo statunitense Joe Biden aveva definito la relazione con Bogotà “la pietra angolare dei nostri sforzi per costruire un emisfero prospero, sicuro e democratico”. La Colombia è infatti il principale alleato degli Usa in America Latina dagli anni Cinquanta e il primo destinatario della cooperazione statunitense nell’emisfero; è l’unico Major non-NATO ally nella regione e dal 1999 al 2017 ha ricevuto 10,4 miliardi di dollari da Washington per contrastare il narcotraffico.


L’approccio prettamente militare alla questione delle droghe ha dato scarsi risultati (la Colombia è oggi il primo produttore di coca al mondo: la produzione è aumentata del 30% rispetto al 1999, l’area a essa destinata ammonta almeno a 245 mila ettari) e alimentato un’opposizione sociale di cui Petro è il principale portavoce. Il nuovo governo si è espresso contro la eradicazione forzata delle piantagioni di coca e vuole affrontare la problematica a partire da accordi territoriali con i contadini e gli imprenditori locali. Oltre a ridimensionare i rapporti nel comparto della Difesa, il successore di Duque vuole rivedere i termini dell’accordo di libero scambio siglato con gli Usa nel 2012 per introdurre clausole che proteggano i settori strategici dell’economia colombiana, particolarmente l’agricoltura e la pesca. Anche il meccanismo che semplifica le estradizioni sarà al centro del dibattito bilaterale, visto che il neopresidente vuole dare priorità alla giustizia locale per la riparazione delle vittime.


Petro sa che la Colombia però ha bisogno degli Stati Uniti. È il paese col quale ha costituito la più fitta rete di istituzioni per la cooperazione commerciale, tecnica, scientifica, militare e culturale. Arrischiare un tale nesso equivarrebbe a mettere a repentaglio la stabilità stessa del paese. Non si può affermare lo stesso per gli Stati Uniti. La perdita dell’appoggio bipartisan di cui gode la cooperazione colombiano-statunitense sembra sempre più concreta in vista delle elezioni di midterm negli Usa, nelle quali i settori più conservatori del Partito repubblicano puntano ad aumentare la propria influenza sul Congresso. Il governatore della Florida Ron DeSantis ha definito Petro un “ex narcoterrorista marxista” e sono sempre più le voci che vorrebbero una drastica revisione dell’appoggio dato al paese sudamericano.


Petro si vedrà obbligato a trovare un equilibrio che non scomodi né Washington né Caracas evitando collisioni nelle agende bilaterali: controllo delle frontiere, lotta al narcotraffico e al riciclaggio e ripresa dell’interscambio sono priorità condivise da entrambi i paesi sudamericani. Mentre lo stabilimento della rete 5G e la modernizzazione dell’infrastruttura sono tra i punti in discussione con l’amministrazione Biden.


Su altri temi l’intesa con gli Usa è più facile. In primo luogo la questione ambientale, cavallo di battaglia per Petro e carta usata per condizionare gli accordi in politica estera per Biden. Il contrasto al disboscamento dell’Amazzonia, per il quale Petro ha già chiesto una collaborazione più profonda di Washington, la transizione energetica e il rafforzamento dei settori dell’industria che fanno uso intensivo del lavoro intellettuale (per ridurre la dipendenza dall’export di materie prime) possono essere interessanti spazi per la cooperazione. Ma anche sull’ambiente potrebbero esserci attriti: il programma di Petro prevede la proibizione della fratturazione idraulica (fracking) e la drastica riduzione dell’estrazione di carbone, minerali e petrolio, tutte attività in cui le aziende statunitensi hanno grande partecipazione in Colombia.

 


Carta di Laura Canali - 2019

Carta di Laura Canali – 2019


Meno chiaro è il rapporto che Petro vuole stabilire con la Repubblica Popolare Cinese. Nel 2019 i due paesi hanno celebrato il quarantennale delle relazioni diplomatiche, ma il ruolo di Pechino sembrerebbe contenuto.

Il 78% delle esportazioni colombiane in Cina è petrolio, e sebbene la presenza di capitali cinesi sia cresciuta dalla firma del Trattato bilaterale per la protezione degli investimenti del 2013, si tratta di una partecipazione ridotta rispetto al resto della regione. Aziende come PowerChina, China Harbour Engineering Company, Xi’an Metro Company, Hydro Global Investment e la China Civil Engineering Construction Corporation sono presenti sul territorio con progetti in corso o in via di pianificazione, come la futura metropolitana di Bogotà o l’Autostrada Mar II sulla costa del Pacifico. L’interesse cinese per un’espansione della propria presenza in Colombia però potrebbe essere usata dal governo Petro per ottenere maggiori concessioni nella revisione degli accordi di libero scambio con gli Usa e l’Ue.


Rimane da capire quale sarà la collocazione del primo governo progressista della Colombia nel panorama regionale, che sta conoscendo una nuova “svolta a sinistra”.

Quella di Petro è una sinistra particolare, frutto di un’alleanza estremamente larga in cui convivono movimenti sociali apertamente anticapitalisti e partiti dal profilo riformista e moderato. Il collante di una coalizione così variegata è dato dall’opposizione al sistema politico tradizionale, dominato per oltre due secoli da solo due forze (conservatori e liberali), e da un’agenda legata alle rivendicazioni di genere, ambientali e dei popoli indigeni. Petro vuole porre il paese all’avanguardia internazionale nelle politiche verdi e femministe, promuovere e partecipare ai processi di pace a livello globale e valorizzare il multiculturalismo per migliorare l’inserimento internazionale del paese.


Questa agenda non combacia con l’antimperialismo delle sinistre “bolivariane” di Venezuela, Cuba, Bolivia e Nicaragua, né con le rivendicazioni legate a un nuovo ordine mondiale (ed emisferico) di Argentina e Messico. La sinistra colombiana ha mostrato maggiori sinergie con l’ambientalismo femminista di Gabriel Boric in Cile e di Xiomara Castro in Honduras.


Paesi con una lunga tradizione conservatrice, attenti a ricomporre gli equilibri domestici più che a proiettare i propri interessi a livello regionale. In questo senso, in tutto il Sudamerica c’è grande attesa per le elezioni presidenziali brasiliane di ottobre: una vittoria di Lula potrebbe aprire la strada alla costruzione di una piattaforma continentale delle sinistre, di cui per ora si hanno solo pochi indizi.

 

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Paolo Panelli con Walter Chiari a Canzonissima 1968 — dura poco : 4. 25 minuti

 

 

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Totò, Peppino e le fanatiche (1958) con Totò – Peppino – Johnny Dorelli _ Film — 1h 22 minuti ca –un sacco di attori assai amati !

 

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+++ PAUL – EMILE DUPRET, La Colombia si libera da sola –IL MANIFESTO DEL 7 AGOSTO 2022

 

IL MANIFESTO DEL 7 AGOSTO 2022
https://ilmanifesto.it/la-colombia-si-libera-da-sola

 

La Colombia si libera da sola

 

 

Francia Marquez e Gustavo Petro – Ap/Fernando Vergara

 

AMERICA LATINA. Dopo 200 anni di regimi paramilitari sostenuti da Usa e Ue, oggi a Bogotà si insedia il primo governo di sinistra della storia. Una vittoria di giovani, ambientalisti e movimenti sociali


PAUL-EMILE DUPRET

Foto dal suo Facebook https://www.facebook.com/photo/?fbid=10226383437469105&set=a.1598263393316-

E’ un cittadino belga, membro del Parlamento europeo, appartiene al gruppo GUENGL s.png =

Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica

 

 

Oggi, 7 agosto, si insedia in Colombia il nuovo governo di sinistra e, anche se tutto si svolgerà nel massimo rispetto della democrazia, possiamo davvero parlare di un cambio di regime, perché il popolo colombiano ha appena rovesciato un vero e proprio regime narco-paramilitare.

Netflix produrrà una serie tratta da “Cent'anni di solitudine” di Gabriel García Márquez | RB Casting

Gabriel García Márquez soprannominato Gabo (Aracataca6 marzo 1927 – Città del Messico17 aprile 2014), è stato uno scrittoregiornalista e saggista colombiano naturalizzato messicano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1982. – FOTO RB Casting

 

Ma tutto questo sembra avvenire nella più totale indifferenza internazionale. Quando Gabriel García Márquez parlava della solitudine dell’America latina, probabilmente aveva in mente soprattutto la solitudine della Colombia, il suo paese, negletto e abbandonato agli appetiti del grande vicino settentrionale.

 

Mappa Colombia - cartina geografica e risorse utili ...
cartina: Viaggiatori.net

 

SCOPRII LA COLOMBIA un po’ per caso, quando interruppi i miei studi di giurisprudenza per un viaggio dal nord al sud dell’America latina, motivato dai miei incontri con i rifugiati latinoamericani, soprattutto cileni, che arrivavano a Lovanio e scompigliavano le categorie nelle quali la nostra sinistra europea era un po’ confinata.

In gran parte, erano allo stesso tempo membri di movimenti sociali, artisti e attivisti politici. Trovai la Colombia così appassionante che non continuai il mio viaggio più a sud come avevo programmato.

E partecipando a diversi progetti accanto ai colombiani, potei osservare e soffrire, con la perdita di molti amici assassinati o vittime di sparizioni forzate, la terribile solitudine vissuta da questo popolo. In particolare, mi colpiva la grande complicità delle autorità europee in questa tragedia.

 

MI ESPULSERO dalla Colombia nel 1988, ma continuai a lavorare da Bruxelles per la difesa dei diritti umani. Ho potuto vedere da vicino la complicità delle istituzioni europee con quel regime assassino: ho lavorato al Parlamento europeo come assistente di Luciana Castellina e poi come consigliere politico. Le istituzioni europee barattavano il silenzio sulla tragedia colombiana con i vantaggi per le multinazionali.

Immanuel Marín die 23 Novembris 2009.jpgManuel Marín González (Ciudad Real21 ottobre 1949 – Madrid4 dicembre 2017) è stato un politicospagnolo. Presidente della Commissione Europea nel 1999; apparteneva al Partito Socialista Spagnolo (PSOE). Era conosciuto come il padre del Programma Erasmus, per essere il suo promotore.

 

Uno dei principali artefici di questo macabro e sinistro baratto fu Manuel Marín, commissario per le relazioni internazionali, appartenente al Partito socialista spagnolo.

Così, nonostante l’aumento esponenziale delle violazioni dei diritti umani, le relazioni economiche si rafforzarono fino alla firma di un accordo di libero scambio, i cui negoziati vennero avviati con Álvaro Uribe, mentre in Colombia morivano assassinati più sindacalisti che in tutto il resto del mondo.

CON L’AIUTO di Luciana Castellina e grazie alla tenacia del movimento contadino colombiano nonché alla solidarietà di tanti gruppi di base europei, nel 1997 riuscimmo a far espellere da Bruxelles

Cubainformacion - Artículo: Exigen que se investigue la ...

Carlos Arturo Marulanda, ambasciatore colombiano presso l’Unione europea, che utilizzava gli squadroni della morte per allargare la sua hacienda massacrando i contadini confinanti. Si nascose, ma venne catturato a Madrid e imprigionato per due anni.

L’11 febbraio 2004 organizzammo una spettacolare protesta di parlamentari a Strasburgo in occasione della visita del

 

Colombia, decisione senza precedenti: arrestato l'ex ...

presidente Álvaro Uribe, che aveva instaurato la sua «sicurezza democratica», consistente nell’incitare i militari a uccidere i guerriglieri o, in mancanza di questi, civili innocenti.

UN MESE DOPO, il mio nome e quello della mia compagna colombiana venivano indicati come «nemici della Colombia» sul sito web di un gruppo paramilitare colombiano e nei documenti dei servizi segreti colombiani che operavano anche a Bruxelles.

Quattro mesi dopo, gli Stati uniti mi inserivano nella loro «No-fly-list» antiterrorismo, tanto che, sorprendentemente, un aereo Air France da Parigi a Città del Messico fu dirottato a causa della mia presenza a bordo perché «non era autorizzato a sorvolare le acque territoriali statunitensi».

foto del giorno dell’insediamento, dal Facebook di Paul-Emile Dupret

 

Sono rimasto nella lista Usa per il resto della mia vita, ma questo conta ben poco di fronte all’enorme felicità di arrivare adesso a Bogotá su invito del nuovo governo colombiano per l’insediamento di Gustavo Petro e Francia Márquez.

I preparativi per la cerimonia di insediamento di Petro in Plaza Bolivar a Bogotà, il 7 agosto 2022 (EPA/Carlos Ortega)
I preparativi per la cerimonia di insediamento di Petro in Plaza Bolivar a Bogotà, il 7 agosto 2022 (EPA/Carlos Ortega)

 

Il loro arrivo al potere è il culmine di un’incredibile lotta del popolo della Colombia per abbattere un regime criminale sostenuto dagli Stati uniti e dall’Unione europea: lo consideravano il loro migliore alleato in America latina e il primo alleato fuori dalla Nato.

 

foto dal Facebook di  Paul-Emile Dupret

 

Il precedente regime «democratico», che cadrà il 7 agosto a Bogotá, è responsabile, secondo la Commissione per la verità, di oltre 125mila sparizioni forzate, un numero di gran lunga superiore a quelli registrati nell’intero cono Sud, con le sue dittature criminali.

Questa vittoria della sinistra, dei movimenti sociali e ambientalisti e dei diritti umani – perché è di questo che stiamo parlando – è dovuta essenzialmente alla mobilitazione dei giovani e delle popolazioni che vivono nelle regioni più remote, nonché all’impegno degli abitanti di Bogotá che hanno già conosciuto Petro come sindaco della capitale.

 

QUELLI DELLE REGIONI più lontane, i territori dove vivono i popoli indigeni, i neri, le comunità contadine,hanno votato per la pace perché hanno vissuto la guerra in prima persona e non credono alla narrazione dei mass media che distorcono totalmente la realtà.

I giovani, con l’aiuto dei popoli indigeni organizzati e dei sindacati, hanno guidato il grande movimento insurrezionale del 2021, represso nel sangue.

La causa scatenante erano stati gli scandalosi regali fiscali agli ultra-ricchi, proprio mentre la popolazione soffriva la fame durante la crisi dovuta al Covid-19 e i servizi sanitari e pensionistici pubblici erano stati svenduti.

La vittoria della sinistra, dopo 214 anni di governi di destra in Colombia, è dovuta anche alla decisione della guerriglia delle Farc di impegnarsi negli accordi di pace firmati nel 2016. Il nuovo governo vuole fare della Colombia una potenza di pace, sia all’interno, negoziando la pace con il movimento guerrigliero Eln e altri gruppi, sia a livello internazionale.

IL NUOVO GOVERNO è, come dice Jean-Luc Mélenchon, il più avanzato nella lotta ai cambiamenti climatici, perché metterà al bando il gas fracking, l’uso del glifosato per sradicare le coltivazioni di coca, gli allevamenti estensivi, limiterà le attività minerarie e pianificherà l’uscita dai combustibili fossili.

L’Unione europea e i governi europei hanno ora un’opportunità unica di cambiare la loro politica nei confronti di questo paese, di pensare in termini decolonizzati, di emanciparsi dagli Stati uniti e di sostenere un popolo che può diventare un partner prospero scuotendosi da un giogo durato 200 anni e liberando magnifiche forze di pace, cultura e sviluppo sostenibile.

Speriamo che questa opportunità unica non vada perduta. Dipende anche da tutti noi.

*A Contre-Courant, Bruxelles

 

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DAL GRANDE NEMO, cinelibri.iobloggo, un bellissimo testo che ripubblichiamo, grazie !

 

Elinor Burkett: … ” Tra femministe e transgender chi ha ragione sulle donne ? ” ….

10
GIU
2015
Caitlyn Jenner: «Non ho rimpanti nell'essere stata Bruce, ma oggi la mia vita è così semplice...» | Vanity Fair Italia
Vanity Fair

“””,,, < Donne e uomini hanno cervelli diversi ? [..] Bruce (Caitlyn) Jenner, l’ex campione olimpico di decatlon che ha cambiato sesso, in un’ intervista ha detto ..’ Il mio cervello è più femminile che maschile’ .. e ha twittato .. ‘Adesso sono molto più consapevole delle mie emozioni ! Sono molto più sensibile a livello emotivo (e fisico)’.Una parte di me ha fatto un sobbalzo. Per buona parte dei miei 68 anni ho combattuto contro tutti i tentativi di rinchiudere le donne all’ interno di meticolose caselline, per ridurci a vetusti stereotipi. [..] che dentro di noi sia codificato una specie di destino di genere. Questo è proprio il tipo di sciocchezza che è stata utilizzata per secoli per reprimere noi donne. Tuttavia, il desiderio di sostenere  persone come Caitlyn Jenner nel viaggio verso il loro ‘Io’ più autentico stranamente e inconsapevolmente l’ ha riportato in vita. Chi non ha vissuto la propria intera vita da donna non dovrebbe arrivare a definire noi donne. [..] La loro identità femminile non è la mia identità femminile. Loro non hanno viaggiato da donne in lungo e in largo nel mondo, e non sono state plasmate da tutto ciò che questo comporta. Loro non hanno sopportato lunghi meeting d’ affari con uomini che si rivolgono alle loro mammelle, né si sono svegliati terrorizzati dopo una notte di sesso nel timore di avere dimenticato di prendere la pillola contraccettiva. Loro non hanno mai dovuto affrontare l’ inizio delle mestruazioni al centro di un vagone affollato della metropolitana, né hanno vissuto l’ umiliazione di scoprire che gli stipendi dei loro colleghi maschi sono di gran lunga più consistenti dei loro. [..] I cervelli sono sicuramente  un buon posto dal quale iniziare, perché una delle cose che la scienza ha appreso su di essi è che di fatto sono configurati dall’ esperienza, dalla cultura e da altro ancora. ‘ È impossibile osservando un cervello dire: ‘Questo è il cervello di una bambina’ oppure ‘ Questo è il cervello di un bambino’ ha detto al Telegraph l’ anno scorso Gina Rippon, neurologa presso l’ Aston University in Gran Bretagna. Le differenze tra il cervello femminile e il cervello maschile sono determinate da una specie di stillicidio, quel ‘goccia dopo goccia dopo goccia’ distillato dall’ ambiente nel quale si vive e che è improntato al genere. Il ‘goccia dopo goccia dopo goccia’ dell’ esperienza di Jenner ha incluso una dose alquanto grande di privilegi maschili che le donne nemmeno si sognano. Se il giovane .. Bruce Jenner .. ha potuto ricevere.. una borsa di studio per l’ università per meriti atletici, poche atlete hanno potuto sperare in una simile generosità, dato che da sempre le università offrono pochi aiuti agli sport femminili. Alto e forte, Jenner non ha mai dovuto escogitare come camminare di notte per strada senza correre rischi. Sono queste le realtà che configurano i cervelli delle donne. [..] La retorica del ‘sono nata in un corpo sbagliato’ .. ci riduce alle nostre mammelle e alle nostre vagine. [..] Le donne come me non si perdono in falsi paradossi. Noi criticavamo la visione binaria di maschio e femmina ben prima che la maggior parte degli americani avesse mai sentito parlare di transgender. Proprio perché l’ abbiamo fatto, e continuiamo a farlo, migliaia di donne che un tempo erano relegate a posti di lavoro come segretarie, estetiste o hostess di volo adesso lavorano come operaie saldatrici, meccaniche e pilote. Proprio perché l’ abbiamo fatto, le nostre figlie giocano con i trenini e i camion così come con le bambole, e la maggior parte di noi si sente libera di indossare gonne e tacchi alti al martedì e blu jeans al venerdì. La lotta per andare oltre questi stereotipi è lungi dall’ essere conclusa, e gli attivisti trans potrebbero essere gli alleati naturali delle donne nel prossimo futuro. Bruce Jenner ha detto … che la cosa che non vedeva l’ ora di fare di più nel corso della sua transizione era mettersi lo smalto per le unghie. non di nascosto, non per un istante solo, ma finché non si scheggia. Io desidero che Bruce, oggi Caitlyn, possa coronare questo suo desiderio. Ma voglio anche che si ricordi di una cosa: non è lo smalto delle unghie a fare di una donna una donna >..””” ( Elinor Burkett è giornalista ed ex docente di studi femminili. Traduzione di Anna Bissanti )

 

( da Le idee la Repubblica di Martedì 9 Giugno 2015
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/06/09/tra-femministe-e-transgender-chi-ha-ragione-sulle-donne52.html )

 

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CANTAUTORI GENOVESI : I – BRUNO LAUZI – 1. Amore bello amore caro ; 2. e penso a te ; 3. ritornerai ; 4. domani è un altro giorno ; 5 . canzone d’amore

 

BRUNO LAUZI by CESARE MONTI BRUNO LAUZI - Wall of Sound Gallery - Fine Art Music Photography
foto : https://www.wallofsoundgallery.com/

 

Bruno Lauzi - Ritornerai - Live @RSI 1979 - YouTube
youtube

Bruno Lauzi, l'umorista della scuola genovese nei ricordi degli amici

foto : https://velvetmag.it/

Bruno Lauzi (Asmara8 agosto 1937 – Peschiera Borromeo24 ottobre 2006) è stato un cantautorecompositore e cabarettista italiano.

Tra i principali esponenti della scuola genovese, interpretò e scrisse molte canzoni di successo, soprattutto per interpreti femminili come Mia Martini e Ornella Vanoni, oltre a cimentarsi nella poesia e nella letteratura.

Nato nella colonia italiana d’Eritrea, ma cresciuto a Genova, è considerato, insieme a Fabrizio De AndréUmberto BindiLuigi Tenco e Gino Paoli, tra i fondatori e maggiori esponenti della cosiddetta scuola genovese dei cantautori.[2] Lauzi ebbe a definire la Scuola Genovese una piccola rivoluzione culturale dove egli sarebbe stato designato a diventarne lo storico, «quello che l’avrebbe raccontata… Non chiedetemi perché, ma credo dipendesse dal fatto che la mia voce parve inadatta al canto, essendo simile piuttosto a quella del tipico vecchietto da film western». Sempre Lauzi ricorda che il tempo poi ha fatto giustizia di questo preconcetto, così come ha dimostrato che la «cosìddetta scuola non è mai esistita, per l’assenza contemporanea dei maestri e degli allievi: nessuno di noi ha mai incrociato, se non geograficamente, la vita dell’altro». Nel libro Il caso del pompelmo levigato e nella sua autobiografia, Lauzi narra che la madre, Laura Nahum, era di origine ebraica, anche se sposò Francesco Lauzi, un cattolico, convertendosi, e occultò poi le proprie origini per sfuggire alle successive leggi razziali fasciste, e di conseguenza, secondo la legge ebraica, lo era, non culturalmente ma etnicamente, anche lui. Dal padre, liberale e antifascista ligure, ereditò un sentimento di tolleranza e il desiderio di libertà.

L’inclinazione artistica di Lauzi si manifesta piuttosto precocemente. Sono gli anni cinquanta quando, insieme all’amico Luigi Tenco, compagno di banco al ginnasio con il quale condivide la passione per le pellicole musicali e per il jazz, forma un gruppo musicale e inizia a scrivere i primi brani.

continua, volendo :
https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Lauzi

 

 

amore bello amore caro, 1971

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=XKg2RG6k3T4

 

nel 1970 Lauzi inizia la collaborazione con Mogol e Lucio Battisti, che lo portano alla loro casa discografica, la Numero Uno, e scrivono a loro volta per lui diversi motivi di successo: Mary oh Mary, E penso a te, Amore caro, amore bello, L’aquila e Un uomo che ti ama. Alla Numero Uno l’artista conosce un giovane cantautore napoletano, Edoardo Bennato, con cui scrive Lei non è qui… non è là.

 

e penso a te, 1970

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=AazRIfSyMCU

 

ritornerai, 1963

 

 

domani è un altro giorno –– Ornella Vanoni canta Lauzi
https://www.youtube.com/watch?v=gQajD6jDFw8

 

 

canzone d’amore

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Khaled Beydoun @KhaledBeydoun – 10.24 – 8 agosto 2022 — grazie di aver pubblicato le foto, fa molta differenza sentire un numero o guardarli in faccia, ch.

 

Bambini e ragazzi palestinesi uccisi a Gaza:

Momen Al-Nairab, 5 years old

Ahmed al-Nairab, 11 years old

Khalil Abu Hamad, 17 years old

Mohammed Hassouna, 13 years old

Hazem Salem, 12 years old

Alaa Qadoum, 5 year old

Read More: l.instagram.com/?u=https%3A%2F..

 

Immagine

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Ugo Ramella @RamellaUgo –15.31 — 8 agosto 2022 – grazie ! + altro

 

Picasso e Olga Khokhlova “una storia tormentata
che segnerà la vita di entrambi per molti anni.”

Immagine

 

 

( qualcosa sulla )

STORIA DI OLGA E LA CITTA’ DOV’E’ NATA IN UCRAINA

 

Ol’ga Chochlova in costume per il balletto Pomeriggio di un fauno, nel 1916
Sconosciuto – picassolive.ru

 

Ol’ga Chochlova durante uno spettacolo
Bibliothèque nationale de France –

 


Ol’ga Chochlova in posa per il dipinto Ol’ga Chochlova in Mantilla, nell’atelier di Picasso di Montrouge nel 1918
Anonimo

 

Ol’ga Stepanovna Chochlova  Nižyn17 giugno1891 – Cannes11 febbraio1955) è stata una ballerina russoucraina, meglio conosciuta come prima moglie di Pablo Picasso e madre di Paulo, il loro primogenito.
Ol’ga Chochlova è nata nella città di Nizhyn, nell’attuale Ucraina, ma allora parte dell’Impero russo. Suo padre era l’ufficiale russo Stepan Chochlov e sua madre era Lydia Zinchenko, donna di origine ucraina.
Coronò il suo sogno entrando nel corpo di ballo di Sergej Djagilev.

Il 18 maggio 1917 Ol’ga danzò nello spettacolo Parade al Théâtre du Châtelet – un balletto di Sergej DjagilevErik Satie e Jean Cocteau, del quale Pablo Picasso aveva disegnato i costumi e lo scenario. Successivamente Ol’ga lasciò il gruppo, per viaggiare per tutto il Sudamerica, e per convivere con Picasso a Barcellona. La madre del pittore, all’inizio si era allarmata dall’idea che il figlio dovesse sposare una straniera, così Picasso le donò un dipinto in cui Olga era rappresentata come una ragazza spagnolaOl’ga Chochlova in Mantilla. Più tardi Ol’ga ritornò con Picasso a Parigi, dove iniziarono a vivere insieme alla Rue La Boétie.
Ol’ga sposò Picasso il 18 giugno 1918, in una chiesa russo-ortodossa di Rue DaruJean Cocteau e Max Jacob furono testimoni del matrimonio. Nel luglio 1919 Picasso e Ol’ga si recarono a Londra per la prima rappresentazione del balletto di de Falla Le tricorne, per il quale Picasso aveva avuto da Djagilev l’incarico di disegnare i costumi e le scene. Il balletto fu rappresentato per la prima volta al teatro Alhambra di Londra il 22 luglio 1919 e poco dopo replicato con grande successo all’Opéra National de Paris.
Ol’ga sposò Picasso il 18 giugno 1918, in una chiesa russo-ortodossa di Rue DaruJean Cocteau e Max Jacob furono testimoni del matrimonio. Nel luglio 1919 Picasso e Ol’ga si recarono a Londra per la prima rappresentazione del balletto di de Falla Le tricorne, per il quale Picasso aveva avuto da Djagilev l’incarico di disegnare i costumi e le scene. Il balletto fu rappresentato per la prima volta al teatro Alhambra di Londra il 22 luglio 1919 e poco dopo replicato con grande successo all’Opéra National de Paris.
Picasso rifiutò di dividere equamente le sue proprietà, come richiesto dalla legge francese, così Ol’ga rimase legalmente sposata con lui fino alla sua morte per cancro avvenuta a Cannes, in Francia, nel 1955. È sepolta nel Cimitero del Gran Jas di Cannes.

da :

https://it.wikipedia.org/wiki/Ol%27ga_Chochlova

 

LA CITTA’ UCRAINA DOVE E’ NATA OLGA CHOCHLOVA

 

Nižyn (in ucrainoНіжин?) è una città dell’Ucraina di 74 058 abitanti dell’oblast’ di Černihiv.

 

Oblast' di Černihiv - Wikipedia
Oblast’ di Černihiv. – Confina a nord con la Bielorussia e la Russia

 

Oblast' dell'Ucraina

 

Миколаївський собор.jpg
LA CATTEDRALE DI SAN NICOLAS
Hillock65
 – Own work

 

74-104-5004 Grafsky park SAM 0511.jpg

3гімназія де навчався М.В.Гоголь.JPG

 

 

2015 Греческая Михайловская церковь Нежин.JPGCHIESA DI SAN MICHELE- è rimasta intatta dalla sua creazione, rimanendo così un esempio purissimo di architettura balcanica.

La Chiesa greca di San Michele Arcangelo è la chiesa più antica della comunità greca a Nizhyn. La sua costruzione durò quasi 10 anni, dal 1719 al 1729.

Read more at: https://ua-igotoworld-com.translate.goog/ru/poi_object/68867_mihaylovskaya-cerkov-nezhin.htm?_x_tr_sl=ru&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=sc

 

Ніжин Покровська церква фото 02.jpg

CHIESA DELLA SANTA INTERCESSIONE

Il tipo di chiesa “tetraconca” (che è esattamente ciò che è la Chiesa Pokrovsky in termini di architettura) è conosciuta nel mondo fin dai tempi antichi e si è formata nel Mediterraneo intorno al IV secolo sotto l’influenza di architetti siriani che lavoravano nel territorio dell’Impero Romano.

Caratteristica dei templi “tetraconca” era la presenza di un volume centrale, di regola quadrato, che era coronato da un alto stabilimento Aa cui erano fissate, su quattro lati, strutture semicircolari molto più strette e più basse – “conchiglie” (da cui il nome: dal greco “tetra” – quattro, “conch” è un edificio semicircolare coperto da una volta). Questo stile divenne particolarmente diffuso nei paesi dell’area culturale bizantina, e nell’architettura moderna europea si diffuse durante il Rinascimento italiano .

Secondo il noto ricercatore di architettura ucraina V. Vecherskyi , i templi di tetraconchi  furono costruiti in Ucraina solo per mezzo secolo, dal 1755 al 1800. L’Oblast di Chernihiv  diventa il centro della loro costruzione. La costruzione di tali chiese si interruppe nel 1803 , quando il Sinodo della Chiesa ortodossa russa proibì la costruzione di chiese in stile popolare ucraino.

https://uk-m-wikipedia-org.translate.goog/wiki/%D0%9F%D0%BE%D0%BA%D1%80%D0%BE%D0%B2%D1%81%D1%8C%D0%BA%D0%B0_%D1%86%D0%B5%D1%80%D0%BA%D0%B2%D0%B0_(%D0%9D%D1%96%D0%B6%D0%B8%D0%BD)?_x_tr_sl=uk&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=sc

 

Ніжинський агротехнічний коледж !.jpg

Collegio
1yucc1 – Own work

 

Chiesa di Giovanni L’Apostolo

 

 

All Saints' Church

Chiesa di Tutti I Santi
Fordman – Own work

 

 

 

Pokrova Church
Nataliya Shestakova – Own work

 

Epiphany Church

Epiphany Church
Tolik Kyiv – Own work

 

St. Basil Church

Chiesa di San Basilio
Жизель – Own work

 

 

Ascension Church
Chiesa dell’Ascensione
Kiyanka – Own work

 

Nizhyn Railway StationLa Stazione ferroviaria
Сергій Криниця (Haidamac) – Own work

 

 

Bank building on Zankovetska Street

Una Banca sulla Zankovetska street
Nataliya Shestakova – Own work

 

 

Nizhyn shopping street

La Strada dei negozi
Nataliya Shestakova – Own work

 

Old power station

La vecchia Centrale elettrica
Kiyanka – Own work

 

 

Former Jewish hotel buildingex hotel ebraico

 

Merchant Assembly buildingsede dell’Assemblea dei mercanti
Nataliya Shestakova – Own work

 

Old drugstore in Nizhyn

Drugstore
Kiyanka – Own work

 

 

 

Old buildings in Hohol Street

Old buildings in Hohol Street
Kiyanka – Own work

 

Soviet architecture in Nizhyn's main squareSoviet architecture in Nizhyn’s main square
Sobaka Pavlov – Own work

 

House of youth and children (former telegraph station)

ex telegraph station
Natalia Shkolna – Own work

 

CARTA DI LIMES, 3 MARZO 2022

Carta di Laura Canali - 2022

Carta di Laura Canali – 2022–
PUNTO ROSSO– ZONE BOMBARDATE

https://www.limesonline.com/carta-invasione-russa-ucraina/126914

forse, questa bella città, con così tante chiese, è stata bombardata

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ANSA.IT — 8 AGOSTO 2022 –16.12 :: Elezioni, Calenda: ‘Letta ha fatto un patto con chi è comunista’. Magi: ‘+Europa riconosce l’importanza del patto col Pd’. ‘Calenda lo ha stralciato’, questa sera alle 18 la direzione. Conte –

 

 

ANSA.IT — 8 AGOSTO 2022 –16.12
https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/08/08/elezioni-calenda-letta-ha-fatto-un-patto-con-chi-e-comunista_7a20f984-2836-4436-9820-11c4981b5576.html

 

Elezioni, Calenda: ‘Letta ha fatto un patto con chi è comunista’.

Magi: ‘+Europa riconosce l’importanza del patto col Pd’. ‘Calenda lo ha stralciato’, questa sera alle 18 la direzione

 


CARLO CALENDA

Carlo Calenda ha rotto l’intesa con Enrico Letta e scatena l’ira dei dem. “Il Pd ha fatto prima un patto con noi e poi ha fatto un patto, con contenuti contrari, con chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi, con chi dice di no a tutto, al termovalorizzatore, con chi in fondo è comunista, perché poi, alla fine della fiera è questo.

E io ho detto a Letta, se firmi un patto e formalizzi questo la gente non ci capirà più niente, sembrerà un’accozzaglia di persone come erano Bertinotti, Turigliatto, Pecoraro Scanio”, ha detto il leader di Azione al Tg5. “Letta sapeva perfettamente che avrei rotto, lo sapeva Più Europa.

Hanno pensato di tenerci dentro dicendo: sennò dovete raccogliere le firme. Raccolgo le firme, perché questa cosa qua è inguardabile”.

Quelle di Emma Bonino “sono critiche totalmente in malafede – ha aggiunto Calenda -. Sapeva tutto e, non solo, ha sempre negoziato dalla parte del Pd. Il perché lo dovrà spiegare ai suoi elettori. Come fa una persona che si definisce atlantista” a stare “con chi vota contro la Nato e fa tutto contro l’Europa e contro l’agenda Draghi, lo dovrà spiegare Emma Bonino. Con grande affetto, ma Emma Bonino sapeva tutto e ha fatto una scelta, chiaramente una scelta che pagherà in termini di posti”.

Terzo polo con Renzi? “Io in questo momento sto lavorando a una cosa sola  – ha spiegato Calenda intervistato al Tg5 -, a costruire un programma solido, sulla scia di quello che abbiamo presentato peraltro con Più Europa, che parla di rigassificatori, termovalorizzatori, no tasse, revisione del reddito di cittadinanza. Basta con la politica del bonus, questo Paese ha bisogno di parlare di come risolvere i problemi. Da noi gli elettori non avranno programmi irrealizzabili, ma solo cose nette delle cose da fare per l’Italia”.

Più Europa intanto va verso la conferma del patto elettorale con il Pd: la decisione, tuttavia, sarà formalizzata solo nella direzione di questa sera. “Noi ieri come segreteria di Più Europa abbiamo riconosciuto e confermato l’importanza del contenuti del patto siglato con il Pd solo 6 giorni fa e poi stralciato da Calenda. Consideriamo che in quei contenuti ci sia uno spostamento dell’asse della coalizione in una direzione liberaldemocratica. Stasera dalle 18 ne discuteremo in direzione perché teniamo a condividere le scelte all’interno di organi collegiali”, dice il deputato e presidente di Più Europa Riccardo Magi interpellato dall’ANSA.

Giuseppe Conte parla a Canale 5 ribadendo il no ad un accordo con i dem: “Mi dispiace per il disastro politico del Pd, noi abbiamo i nostri progetti che realizzeremo con le unghie e i denti..”.

“Li ho tolti dall’imbarazzo di ricevere un altro no, spiega chiarendo che i 5 stelle possono anche aver commesso degli errori ma non possono essere tacciate di essere persone “non serie””. “Non ci sono i presupposti politici e programmatrici per una intesa”, aggiunge ribadendo quelle che a suo avviso sono le emergenze per il Paese: il lavoro sottopagato, il precariato, la sanità e l’ambiente. “Andiamo davanti agli elettori con un programma serio e preciso”, dice difendendo a spada tratta il superbonus e il reddito di cittadinanza: il primo – afferma – ha contribuito al rilancio del settore delle costruzioni, il secondo ha garantito un sistema di protezione sociale togliendo dalla povertà un milione di persone”. “Le frodi relative all’applicazione del superbonus – prosegue – sono state minime e sono state comunque attivate delle correzioni per evitarle”, Conte chiude il suo ragionamento annunciando che i 5 stelle saranno più radicali di prima nell’attuazione del loro progetto. Positivo da parte del leader M5s l’apporto di Alessandro Di Battista (“è un interlocutore serio”), e il rapporto con il fondatore Beppe Grillo.

Calenda strappa col Pd, Letta ‘noi andiamo avanti’

Carlo Calenda

@CarloCalenda

Basta. Basta con questa politica dove nulla cambia: Meloni al posto di Salvini; Bonelli e Fratoianni al posto di Bertinotti e Pecoraro Scanio. Vi proporremo una politica netta, chiara e trasparente per fare le cose che servono alla Nazione. Il resto è nelle vostre mani.

 

 

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GIULIANO SANTORO, La corsa in solitaria di Conte: «Il Pd ormai si è incartato» –IL MANIFESTO DEL 7 AGOSTO 2022 –

 

IL MANIFESTO DEL 7 AGOSTO 2022 –
https://ilmanifesto.it/la-corsa-in-solitaria-di-conte-il-pd-ormai-si-e-incartato

La corsa in solitaria di Conte: «Il Pd ormai si è incartato»

La corsa in solitaria di Conte: «Il Pd ormai si è incartato»Giuseppe Conte – Ansa

 

CAMPO MINATO. Le reazioni dal Movimento 5 Stelle all’accordo col Pd di Si ed Europa Verde

Giuseppe Conte prende atto della corsa solitaria cui è destinato il M5S mentre partecipa, da remoto, ad una delle assemblee regionali pre-elettorali. Ieri è toccato all’Emilia Romagna, radunatisi a Bologna, città che definisce «la culla del Movimento 5 Stelle»: dal VaffaDay di piazza Maggiore, nel 2007, che cominciò tutto. Ed è sempre da queste parti che si registrò il primo exploit elettorale del grillismo (il 6% alle elezioni regionali del 2010), dove con la vittoria a Parma il M5S conquistò il suo primo sindaco di capoluogo e dove ci furono le prime epurazioni eccellenti, si sono radunate mille persone. Il leader le ha salutate citando le scissioni e gli abbandoni degli ultimi tempi (e bisogna ricordare che i due consiglieri comunali bolognesi del M5S sono da poco passati ad Articolo 1).

«Abbiamo perso compagni di strada attirati da sirene del potere e del sistema – dice Conte – Noi restiamo a testa alta con i nostri valori».

 

DOPO AVER accarezzato l’idea di una coalizione con Sinistra italiana, dal M5S rivendicano la loro alterità. «Con l’accordo con Si cade anche l’ultimo dubbio – afferma ad esempio il sottosegretario all’interno Carlo Sibilia – Il Pd si accorda con tutti. Ma proprio tutti. Con chi non ha mai votato la fiducia a Draghi. Con chi ha votato contro all’ingresso della Finlandia nella Nato. Con pezzi di Forza Italia. Con la Gelmini. Ci prova pure con Renzi. Con tutti! Tranne che con Giuseppe Conte e il M5S. Perché ? Perché noi saremmo gli unici a costringerli a tenere fede alle promesse».

Dunque, dopo un periodo di esitazione, sospesi tra la purezza delle origini anti-casta e il recente passato da forza di governo, i 5 Stelle provano a vendersi come il partito che riesce a ottenere quello che annuncia in campagna elettorale.

Evi (Verdi): "Male deroghe su carbone, ma sull'energia l'Ue ...ELEONORA EVI, VERDI, EURODEPUTATA

 

«I problemi dei Verdi in Italia, guidati dalla Evi, eletta con i nostri voti nel M5S – aggiunge Stefano Buffagni – Hanno supportato con tanto di comizi a Roma Gualtieri che ora spinge sull’inceneritore… Poi parlano di ambiente». «Il Pd si è incartato da solo – scandisce Conte rivolto ai suoi – Ormai ha creato un assembramento in cui si insultano tra loro ogni giorno»

EPPURE, è anche giornata di tensioni interne. L’oggetto del contendere sono le candidature e la composizione della squadra dei parlamentari che darà forma al M5S che verrà, nel corso della prossima legislatura. Convocate le parlamentarie, bisogna decidere fino a che punto il voto degli iscritti sarà determinante e che potere avrà Conte nell’assegnare collegi sicuri e aprire le liste ad indipendenti.

Nei giorni scorsi l’avvocato ha assicurato che «ci saranno sorprese» nella composizione delle liste, ma non è ancora chiaro il modo in cui queste aperture alla società civile verranno decise e contemplate dalle regole grilline.

PER DI PIÙ, si è messa di traverso l’esclusa Virginia Raggi, che chiede si mantengano le regole originarie. La sua posizione ha un peso dal punto di vista mediatico, vista la considerazione di cui l’ex sindaca di Roma gode presso parte della base, e conta anche nella sostanza, dal momento che Raggi è uno dei componenti del Comitato dei garanti del Movimento 5 Stelle.

CI SARÀ, INVECE, un’altra ex sindaca illustre come Chiara Appendino, per la quale è stato modificato il regolamento. La sua condanna in primo grado per il disastro di Piazza San Carlo non viene considerata una macchia alla fedina penale perché il reato contestato non è colposo. Con Appendino proverebbero la scalata al parlamento alcuni ex membri della sua giunta, che nelle settimane scorse Conte ha indicato come esempio di amministrazione innovatrice. A nordest dovrebbe correre in un posto sicuro l’ex capodelegazione nel governo Draghi Stefano Patuanelli, che ha svolto solo un mandato da deputato (quello da consigliere comunale nella sua Trieste non viene calcolato in virtù della regola del «mandato zero»). Conte potrebbe essere schierato al Sud, dove il serbatoio di voti residui pare ancora sostanzioso. Ma questo è uno dei punti oggetto di scontro: devono sottoporsi anche loro alle parlamentarie?

 

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ANSA.IT — 6 AGOSTO 2022 –18.06  – PHOTOSTORY :: Regno Unito: parchi secchi a Londra. Greenwich irriconoscibile. L’Inghilterra meridionale ha vissuto il luglio più secco da quando sono iniziate le registrazioni.

 

 

ANSA.IT — 6 AGOSTO 2022 –18.06  – PHOTOSTORY
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/08/06/regno-unito-parchi-secchi-a-londra.-greenwich-irriconoscibile_f1a3612f-8e04-415c-8d10-6c9b3ae27fa5.html

Regno Unito: parchi secchi a Londra. Greenwich irriconoscibile.

L’Inghilterra meridionale ha vissuto il luglio più secco da quando sono iniziate le registrazioni.

 

SICCITA’  NEL REGNO UNITO

Parchi di Londra secchi.

Terreno arido a Greenwich Park.

L’Inghilterra meridionale ha vissuto il luglio più secco da quando sono iniziate le registrazioni. Con un’altra ondata di caldo prevista nelle prossime settimane, ci sono nuove preoccupazioni per una siccità prolungata, con timori di penuria d’acqua.

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Il grande Nemo, grazie ! Paolo Berizzi @PBerizzi · 10.41 4 ago

Il supermercato di Jesolo che vende bottiglie di vino e birra con le immagini e gli slogan di Hitler e Mussolini. Passano gli anni e la vergogna continua. Prova a aprirlo a Monaco di Baviera o a Berlino un negozio così!

#Pietre @repubblica

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mauro Biani @maurobiani — 11.42 – 7 agosto 2022 — grazie ! + GAZA, ANSA.IT — 8 AGOSTO 2022 -11.32

 

#Israele #Palestina #Gaza #mondo

Vignetta di dieci anni fa.

Quasi oggi.

 

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Scusate la banalità del bene. Io vorrei un futuro di convivenza tra israeliani e palestinesi. In una terra (lo so, troppo piccola) promessa per tutti. ( m. b. )

 

 

ANSA.IT — 8 AGOSTO 2022 -11.32
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/08/08/gaza-ministero-sanita-44-morti-e-360-feriti_3220264e-6e8c-4efe-ac9a-2cc771cecef9.html

 

Gaza: ministero sanità, 44 morti e 360 feriti.

15 bambini e minorenni e quattro donne

 

 

(ANSAmed) – GAZA, 08 AGO – Nei tre giorni di combattimenti fra la Jihad islamica ed Israele a Gaza sono rimaste uccise 44 persone, di cui 15 bambini e minorenni e quattro donne.

Lo ha reso il ministero della sanità locale secondo cui i feriti sono 360.

La Jihad islamica ha reso noto oggi di aver perduto complessivamente 12 dirigenti e membri della sua ala militare.

    L’esercito israeliano, citato dal quotidiano Yediot Ahronot, ha affermato che 15 civili di Gaza sono stati uccisi in realtà dalle esplosioni di razzi difettosi della Jihad islamica.
(ANSAmed).

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QUATTROCENTO TOSCANO : MARIOTTO DI CRISTOFANO ( San Giovanni in Valdarno, 1395 ca – Firenze, 1457 )

 

 

Adorazione dei MagiSanta Felicita (Firenze) – 1400/ 1450
Sailko– Opera propria

 

Mariotto di Cristofano (San Giovanni Valdarno1395 circa – Firenze1457) è stato un pittore italiano attivo nella prima metà del secolo XV.

 

 

 


dettaglio
Sailko – Opera propria

 

 


dettaglio
Sailko – Opera propria

 

dettaglio
Sailko – Opera propria

 

 

 

Mariotto di Cristofano, Madonna in trono col Bambino tra i santi Lazzaro e Michele Arcangelo, e uno scheletro come memento mori
Sailko – Opera propria

 

Sailko – Opera propria

 

dettaglio
Sailko – Opera propria

 

dettaglio
Sailko – Opera propria

 

 

dettaglio
Sailko – Opera propria

 


drago – dettaglio
Sailko – Opera propria

 


dettaglio
Sailko – Opera propria

 


dettaglio
Sailko – Opera propria

 

 

Mariotto di cristofano, madonna in trono tra santi e quattro committenti, 1453
Sailko – Opera propria

 

Le notizie storiche su di lui non sono molte: iscritto nel gennaio 1419 all’Arte dei Legnaioli come “chofanaio“, era quindi specializzato nella decorazione dei coperchi dei cassoni nuziali. Nello stesso anno, comunque, viene registrato anche presso la Compagnia dei Pittori come “Mariotto di Cristofano da Castello Sancto Giovanni”. Quello stesso anno è documentato un suo dipinto oggi perduto, un San Giovanni Gualberto per la chiesa di San Remigio. Nel 1421 sposò Caterina, sorellastra del Masaccio: forse fu lui ad indicare la strada della pittura al giovane talento, ma tra i modi artistici dei due non si riscontrano influenze reciproche, e infatti è più probabile che entrambi si siano formati presso una qualche consolidata bottega fiorentina, come quella di Lorenzo di Bicci. Una delle prime opere a lui riferibili è una Madonna in trono e Santi nella chiesa di santa Marta a poggio di Loro.

Di poco posteriore è una Annunciazione della Pieve di S. Pietro a Cascia tra i suoi dipinti meglio riusciti. Reminiscenze del giovane Masaccio le troviamo già nella solenne Madonna in trono e Santi ora a Roma, Museo di Palazzo Venezia.

Tra le altre sue opere, si ricordano il Christus patiens tra la Madonna e Santa Lucia, databile nei primi anni ’20 del XV secolo, e conservato al Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Valdarno,

gli affreschi Visita di Santa Elisabetta e un Santo Martire a Loro Ciuffenna,

una Pietà con quattro santi a Carda, nel comune di Castel Focognano.

Ma i suoi capolavori sono considerati L’Adorazione della Vergine nella chiesa di S. Felicita a FirenzeLe storie della Vergine ora nella Galleria dell’Accademia della stessa città e provenienti dalla chiesa di S. Andrea a Pontassieve, dove reminiscenze tardo gotiche si uniscono alla resa plastica delle figure saldamente inserite nello spazio.

Gli sono anche attribuiti gli affreschi nella chiesa di Santa Maria a Campi Bisenzio

 

il testo è di :
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariotto_di_Cristofano

quasi tutte le immagini sono di :
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Mariotto_di_Cristofano?uselang=it

 

Mariotto di Cristofano, Annunciazione

Affresco sulla parete destra della Pieve di Salutio che,  la nota storica dell’arte Mina Gregori, ha attribuito a Mariotto di Cristofano

 

 

Stimmate di San Francesco, Mariotto di Cristofanodettaglio: Il Miracolo delle Stimmate di San Francesco alla Verna

 

 

Arcangelo Gabriele, Mariotto di Cristofano

dettaglio dell’affresco

 

 

Arcangelo Gabriele, Mariotto di Cristofano

dettaglio

 

Santi Pietro e Paolo, Mariotto di Cristofanodettaglio

 

 

 

Mariotto di Cristofano, Cristo in Pietà
Siamo nella Chiesa delle Sante Flora e Lucilla di Carda,  borgo montano nel Comune di Castel Focognano, dove possiamo ammirare un’altra opera di Mariotto di Cristofano, un polittico con Cristo in Pietà tra Santi che più storici dell’arte lo considerano il lavoro artisticamente più importante del pittore valdarnese.

 

immagini dal link :
https://www.ilbelcasentino.it/pieve-salutio-seq.php?idcat=&pag=28&idimg=7306

 

 

1450-57, MARIOTTO DI CRISTOFANO, FLORENCE, ACCADEMIA (NH 103)

 

 

 

https://nativita.hypotheses.org/category/quattrocento/mariotto-di-cristofano

 

Fuga in Egitto, da Mariotto di Cristofano, dettaglio, 1393-1457, Italia, Firenze Galleria dell' Accademia Foto stock - Alamy

Fuga in Egitto

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Totò : i due.. — video, 16 minuti ca – Trastevere App

 

Il cinema ha raccontato spesso l’oppressione dell’invasore, Totò lo ha affrontato almeno in un paio di Film: “I Due Marescialli” ed “I Due Colonnelli”..Noi ne abbiamo fatto un mix con Totò al fianco di De Sica e Nino Taranto…per non dimenticare ..sorridendo…

 

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BRAHMS, RAPSODIA PER CONTRALTO, OP. 53 – 1869 — dati sotto –

La Rapsodia per contraltoOp. 53, è una composizione per contralto, coro maschile e orchestra, scritta nel 1869 da Johannes Brahms, un’ambientazione di versi tratti da Harzreise im Winter di Johann Wolfgang von Goethe.

 

video, 13 minuti ca

 

Alt-Rhapsodie / Rhapsodie für eine Alstimme Op.53: Johannes Brahms

Elīna Garanča: Mezzo-soprano

Christian Thielemann: Conductor

Jörn Hinnerk Andresen: Choir Conductors

Vienna Philharmonic

Concert Association of the Vienna State Opera Chorus

Salzburg Festival / Großes Festspielhaus 30-jul-2022.

 

 

Il testo adattato da Brahms è il seguente:

(DE)«Aber abseits wer ist’s?
Im Gebüsch verliert sich sein Pfad;
hinter ihm schlagen die Sträuche zusammen,
das Gras steht wieder auf,
die Öde verschlingt ihn.Ach, wer heilet die Schmerzen
dess, dem Balsam zu Gift ward?
Der sich Menschenhaß
aus der Fülle der Liebe trank!
Erst verachtet, nun ein Verächter,
zehrt er heimlich auf
seinen eigenen Wert
In ungenügender Selbstsucht.Ist auf deinem Psalter,
Vater der Liebe, ein Ton
seinem Ohre vernehmlich,
so erquicke sein Herz!
Öffne den umwölkten Blick
über die tausend Quellen
neben dem Durstenden in der Wüste!»
(IT)«Ma chi è là in disparte?
Il suo sentiero si perde nella macchia,
gli arbusti si richiudono dietro di lui,
l’erba ricresce,
la solitudine lo ingoia.Oh! Chi sanerà il dolore
di colui per il quale il balsamo è divenuto veleno?
Colui che per troppo amore
divenne misantropo.
Prima disprezzato, ora dispregiatore,
logora in segreto
il proprio valore
in uno sterile egoismo.Se nel tuo salterio,
o padre d’amore, c’è una sola nota
che giunga al suo orecchio,
conforta il suo cuore!
Svela a quell’occhio offuscato
le mille sorgenti sgorganti nel deserto
vicine all’assetato!»
(Johann Wolfgang von GoetheHarzreise im Winter)-.-Viaggio invernale nell’Harz – catena montuosa

 

DA :

https://it.wikipedia.org/wiki/Rapsodia_per_contralto

 

 

Johannes Brahms (1833-1897) - Capolavori (it)

 

 

 

 

 

 

 

Johannes Brahms (pron. [ˈbrams]Amburgo7 maggio 1833 – Vienna3 aprile 1897) è stato un compositorepianista e direttore d’orchestra tedesco del periodo tardo-romantico.

Brahms nacque da una famiglia modesta, secondo dei tre figli di Johann Jacob Brahms (1806-1872) e Johanna Henrika Christiane Nissen (1789-1865), sposatisi nel 1830. Aveva una sorella maggiore di nome Elisabeth detta “Elise” e un fratello minore di nome Fritz Friederich. Suo padre era musicista popolare e suonava diversi strumenti: flautocornoviolinocontrabbasso, e fu lui a dare al giovane Johannes le prime lezioni di musica; la madre era una sarta e Brahms la amava profondamente (quando il padre se ne separò nel 1865 il musicista — che non si sposò mai — rimase profondamente legato alla famiglia, tanto da sostenere finanziariamente anche la seconda moglie del padre, in vecchiaia). Malgrado le ristrettezze, la famiglia riconobbe le doti del piccolo Johannes e gli consentì un’educazione di qualità.

 

Amburgo verso il 1900
Sconosciuto

 


Brahms nel 1853

 

SEGUE :
https://it.wikipedia.org/wiki/Johannes_Brahms

 

 

Fotografia del 1891 della casa in cui è nato Johannes Brahms ad Amburgo. Fu distrutta nelle bombe del 1943

da :
https://en.wikipedia.org/wiki/Johannes_Brahms

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ruggiero filannino @ruggierofilann4 — 10.11 — 7 agosto 2022 — grazie, uno splendore !

 

BUONGIORNO DALLA #PUGLIA.

L’ALBA A TORRE DELL’ORSO-SALENTO

 

 

 

 

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JEU DE PAUME — video, 2.42 Portrait filmé : l’exposition Jean Painlevé. Les pieds dans l’eau, en 3 minutes

 

 

À l’été 2022, le Jeu de Paume présente la première exposition consacrée exclusivement à la figure de Jean Painlevé. Cinéaste de réputation internationale pour ses expériences filmiques, Jean Painlevé (1902-1989) fut un spécialiste du documentaire scientifique et des techniques cinématographiques.

 

 

 

JEU DE POMME

 

JEAN PAINLEVE’

 

LINK :

Jean Painlevé

 

 

I piedi nell’acqua

Dal 08 giugno al 18 settembre 2022,
Parigi

 

 

Cavalluccio marino con alghe
intorno al 1934

 

Nell’estate del 2022, il Jeu de Paume presenta la prima mostra dedicata esclusivamente alla figura di Jean Painlevé. Regista di fama internazionale per le sue esperienze cinematografiche, Jean Painlevé (1902-1989) è stato uno specialista in documentari scientifici e tecniche cinematografiche.

Associato all’avanguardia, Painlevé usa il cinema come strumento di esplorazione per rivelare aspetti sconosciuti e misteriosi degli organismi viventi. Accompagna lo spettatore con un resoconto descrittivo e informativo dei temi studiati, mentre nella maggior parte dei suoi film le immagini si alternano continuamente tra osservazioni su scala reale e analisi su scala microscopica.

Durante il periodo tra le due guerre, il suo lavoro è stato proiettato al di fuori del campo scientifico, nei cinema d’avanguardia e nei cineforum. Painlevé fu subito riconosciuto e le sue pubblicazioni sulla stampa illustrata degli anni ’30 contribuirono alla sua notorietà. Il suo atteggiamento anticonformista e la sua affinità con lo spirito surrealista sono senza dubbio all’origine del legame privilegiato che mantiene con il cinema documentario indipendente. La facilità con cui attraversa i confini tra scienza e arte deriva dai suoi incontri artistici: Jacques-André Boiffard, Alexander Calder, Ivan Goll, Fernand Léger, Éli Lotar, Pierre Naville, Pierre Prévert, Jean Vigo…

Dagli anni Cinquanta Painlevé e Geneviève Hamon, sua compagna e collaboratrice, realizzano numerosi film di ricerca mentre il loro lavoro personale continua, nutrito dalle ricerche degli zoologi e dei biologi per i quali hanno lavorato.
Quattro aspetti principali sottolineano la specificità di questo lavoro: la costa come terreno prediletto; l’approccio scientifico e didattico; rapporti con il movimento surrealista; infine, le dinamiche del montaggio cinematografico e il ruolo del movimento, del ritmo e della danza come caratteristiche e motivi.
Questa mostra colloca il lavoro di Painlevé nel contesto storico e scientifico della sua creazione, sottolineando l’importanza della ricerca nel suo lavoro. Ancora oggi ispira molti artisti, trova la sua attuale risonanza nel modo in cui i film immergono lo spettatore in uno spazio mentale indefinito che, tra esperienze familiari e derive oniriche, è ancora oggi capace di destabilizzare il nostro senso della realtà.

 

 

 

Jean Painlevé in “L’istituto in cantina”Stampa vintage alla gelatina d’argento
© Les Documents Cographiques / Archives Jean Painlevé
Enrico Manuele

 

 

cavalluccio marino femmina – intorno al 1934-1935
Stampa alla gelatina d’argento solarizzata
© Les Documents C Cinématographiques / Archives Jean Painlevé
busto di cavalluccio marino
intorno al 1931
Il polpo
1928
Fotogramma Stampa vintage
alla gelatina d’argento
© Les Documents C Cinématographiques / Archives Jean Painlevé
anemone di mare
1929
Stampa vintage alla gelatina d’argento
© Les Documents Cographiques / Archives Jean Painlevé

LE IMMAGINI E LE SCRITTE CONTINUANO NEL LINK SOTTO :

JEU DE PAUME
ژان پنلوه.jpg
Jamiliali – Own work

Jean Painlevé ( Parigi, 20 November 1902 –Neully-sur-Seine,  2 July 1989)

Jean Painlevé è il figlio del matematico e politico Paul Painlevé, più volte ministro sotto la Terza Repubblica.

Jean Painlevé studia medicina. Si lega al gruppo dei surrealisti e inizia a interessarsi al cinema nel 1925.

Carriera cinematografica

Jean Painlevé è il padre fondatore del cinema scientifico. Le sue opere (più di duecento) rappresentano una felice sintesi tra la scienza e la settima arte. Già nel 1925 realizzò il suo primo film, Stickleback Egg: Dalla fecondazione alla schiusa. Le sue produzioni successive seguono lo stesso tema: il mondo animale. Painlevé si cimentò nella regia di una fiction con L’Inconnue des six jours (1926) e si concesse un’altra deviazione nel 1936 con Barbe bleue, film d’animazione in collaborazione con lo scultore René Bertrand, ma la maggior parte del suo lavoro è dedicata ai documentari. Il regista porta una dimensione poetica e artistica a un genere solitamente evitato dagli spettatori. La Pieuvre (1928) che rievoca brani di Chants de Maldoror di Lautréamont. Painlevé dona una dimensione drammatica all’animale filmando le carezze dei suoi tentacoli sulla testa di una bambola o su un teschio. Nel 1933 ottenne il suo più grande successo di pubblico con L’Hippocampe, un film su questo strano cavallo acquatico il cui maschio partorì dolorante. Allo scoppio della guerra, sospende ogni attività cinematografica per unirsi alla Resistenza. Nel 1945 fu pubblicato The Vampire, un’allegoria del nazismo attraverso un documento zoologico su un pipistrello sudamericano. Painlevé si ripeté nello strano  Assassins of fresh water (1946), dove insetti e larve si uccidono a vicenda negli stagni. La colonna sonora (jazz o musica concreta) e i commenti (alcuni sono versi alessandrini) contribuiscono al lirismo dei suoi film, in particolare in Histoire de gamberetti (1964), dove assistiamo alla muta dell’animale che lascia dietro di sé il suo guscio traslucido. Nel 1982 realizza un ultimo film, Les Pigeons du squar , un vero e proprio omaggio al precursore Marey che scompone i movimenti degli uccelli attraverso una serie di fotogrammi.
Per produrre e distribuire i suoi film, Jean Painlevé  dirige “Les Documents Cographiques” e “L’Institut de Cinématographie Scientiphique”.

Altre attività

Jean Painlevé ha fondato nel 1930, con il dottor Claoué, la Federazione Internazionale del Cinema Scientifico. Dal 1946 al 1956 ha presieduto la Federazione francese dei circoli cinematografici. È stato anche direttore della Cinémathèque française.

 

DA :

http://cinema.encyclopedie.personnalites.bifi.fr/index.php?pk=14268

( TRADUZIONE AUTOMATICA )

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The Lennon Sisters – Que Sera Sera – 1956

 

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Ugo Ramella @RamellaUgo – 11.38 — 7 agosto 2022 — grazie !

 

Piazza e Chiesa dei Banchi Genova

 

Immagine

 

 

 

San Pietro in Banchi incisione 1773 - clean.jpg

Incisione raffigurante San Pietro in Banchi e l’antistante piazza, realizzata da Giovanni Lorenzo Guidotti a Lucca. Pubblicata in Giacomo Brusco, Description des beautés de Génes et de ses environs, nel 1773.

 

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Mauro Biani @maurobiani — 13.11 — 7 agosto 2022 –bella, grazie !

 

#Hiroshima e #Nagasaki, 6 e 9 #agosto1945

Nostalgia.

Oggi su  @repubblica

 

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NOTIZIE SU HIROSHIMA E NAGASAKI :: 

 

 

I funghi atomici di Hiroshima (sinistra) e di Nagasaki (destra)

 

 

I, Sailko

 

bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki furono due attacchi nucleari, attuati sul finire della seconda guerra mondiale e compiuti dagli Stati Uniti contro il Giappone, che segnarono l’epilogo del conflitto.

La mattina del 6 agosto 1945, alle ore 8:15, l’aeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica Little Boy sulla città di Hiroshima. A tale bombardamento fece seguito, tre giorni dopo, un altro sgancio atomico; stavolta fu il turno di Fat Man su Nagasaki.

Il numero delle vittime dirette è stimato tra le 150 000 e le 220 000 persone, quasi esclusivamente civili: per la gravità dei danni causati – diretti e indiretti – e per le implicazioni etiche ad essi correlate, si è trattato del primo ed unico utilizzo in guerra di tali armi, sebbene il loro sviluppo abbia registrato una pericolosa impennata negli anni seguenti.

 

 

 

 


Hiroshima dopo il bombardamento
U.S. Navy Public Affairs Resources Website –

 

 

una vittima
Gonichi Kimura – U.S. National Archives and Records Administration

 

 

Nagasaki dopo la bomba

George Silk – A collaboration of the centerforthepublicdomain.orgibiblio.org. Nagasaki Atomic Bomb Museum

 

 

Nagasaki prima e dopo il bombardamento-
Ground zero, il punto dove scoppiò la bomba

 

Hiroshima, 75 anni fa la prima bomba atomica - Il Sole 24 ORE

Hiroshima

6 agosto 1945: l'atomica cancella Hiroshima - Focus.it

Hiroshima mon amour
Hiroshima : Sono 75 anni dalla prima bomba atomica - Patronato ENASC

Hiroshima dopo la bomba

 

testo e immagini :
https://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamenti_atomici_di_Hiroshima_e_Nagasaki

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barbara✿barb✿ @barbypada – 8.39 — 6 agosto 2022 — grazie, bellissima !

 

Photo By: Cristina Garcia

Cristina García Rodero (Puertollano1949) è una fotoreporter spagnola, componente delle agenzie fotografiche Magnum Photos e Agence Vu.

 

 

 

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