#Fiom #Cgil nazionale #lavoro #scuola #pace #uguaglianza #ambiente
#Costituzione, la via maestra.
Oggi per @repubblica

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#Costituzione, la via maestra.
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ANSA.IT — 14 OTTOBRE 2026 – 12.10

Gli alimenti disponibili a Gaza sono inadeguati a garantire alle persone l’apporto nutrizionale di cui hanno bisogno.
L’ong, presente nell’area con due cliniche di assistenza ad al-Qarara e al-Mawasi, cita i dati dell’ Integrated Food security phase classification secondo cui entro dicembre saranno 1.4 milioni le persone in condizione di grave insicurezza alimentare.
Alla scarsità di cibo si aggiunge la difficoltà di accesso all’acqua pulita. “Una cosa che come ostetrica mi tocca particolarmente è ad esempio la preparazione del latte in polvere – spiega Giulia Folci, ostetrica -. Purtroppo, in alcuni casi è necessario che il bambino lo prenda e questo è molto difficile da preparare con dell’acqua sporca ed espone i bambini ad altissimi rischi”.
Secondo le stime più recenti, dall’annuncio del cessate il fuoco sarebbero oltre 1.400 le vittime e più di 4.700 i feriti. Gli aiuti umanitari continuano a incontrare forti difficoltà all’ingresso, anche a causa delle limitazioni nell’entrata di materiali e beni dal valico di Kerem Shalom con l’Egitto. I prezzi di cibo e beni essenziali sono aumentati in media del 207% rispetto a prima della guerra e, stando agli ultimi dati riportati dalle Nazioni Unite, il numero di camion di aiuti umanitari effettivamente scaricati nella Striscia è sceso dal 77% al 70%.
“Le persone non sanno più dove rifugiarsi. Ci sono state le prime piogge della stagione che hanno colto la maggior parte della popolazione in tende ormai fatiscenti – ha aggiunto Jacopo Intini, coordinatore programma Emergency a Gaza -.
Periodicamente si verificano incendi perché le persone bruciano l’immondizia per cucinare. Ci avviciniamo all’autunno e all’inverno, piogge e basse temperature porteranno a una situazione di ulteriore sovraffollamento e di precarietà. È ormai urgente che entrino i materiali necessari a riparare le tende o costruire ripari più sicuri”.
**** è lungo, ma anche solo un po’ o metà vi rincuora !
durata, 2 h 23 min.
segue da FORUM DISUGUAGLIANZE DIVERSITA’
fondata, tra gli altri, da FABRIZIO BARCA
di Fabrizio Barca e Caterina Manicardi
Forum Disuguaglianze e Diversità
Giugno 2026
di Fabrizio Barca, Caterina Manicardi e Marta Perrini
Forum Disuguaglianze e Diversità
Maggio 2026
NUOVI EQUILIBRI
Esplora il nostro glossario per comprendere le molteplici sfaccettature delle disuguaglianze, smontare pregiudizi e costruire significati. Scopri come puoi fare la differenza!
ANSA.IT/ 17 OTTOBRE 2026 —16.51


LA VIA MAESTRA IN PIAZZA BROLETTO, LAVORO, PACE, COSTITUZIONE

LA VIA MAESTRA IN PIAZZA ROMA, ‘ LAVORO, PACE, COSTITUZIONE ‘

ROMA

Fabio Ormea / link Facebook , nostro amico e compagno sanremasco è a Roma ! grazie, ci sei anche per noi oltre che per te !
Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione”: sotto questo slogan si prepara a partire la manifestazione nazionale a Roma promossa dalla Cgil e dalle oltre cento associazioni laiche e cattoliche che fanno capo alla Via maestra. Il corteo partirà da piazza della Repubblica, intorno alle 14, diretto a piazza del Popolo, dove si alterneranno gli interventi dal palco.
A chiudere il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
La manifestazione rilancia diverse proposte e rivendicazioni: da più salari e meno precarietà ad un fisco “davvero giusto”; dalla sanità e istruzione pubbliche per tutte e tutti all’accesso alla casa; dal lavoro e l’ambiente insieme, alla pace, dicendo no al riarmo e all’aumento della spesa militare; dalla libertà di dissenso alla difesa e attuazione della Costituzione.
Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione”: sotto questo slogan si prepara a partire la manifestazione nazionale a Roma promossa dalla Cgil e dalle oltre cento associazioni laiche e cattoliche che fanno capo alla Via maestra. Il corteo partirà da piazza della Repubblica, intorno alle 14, diretto a piazza del Popolo, dove si alterneranno gli interventi dal palco.
A chiudere il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Una fitta sassaiola è partita in direzione della Polizia in via Broletto, in centro a Milano, all’altezza di via San Tomaso dove si è bloccato il corteo di ” Italia in piazza “ a cui partecipano oltre cinquemila manifestanti.
La polizia in tenuta antisommossa ha messo in atto una carica di alleggerimento. Il corteo si è spezzato in due, e gruppi di giovani si sono diretti in via Bossi.
Danneggiate pensiline atm le vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici. Sono state lanciate alcune bombe carta e fuochi pirotecnici. C’è molta confusione anche tra i ragazzi.
via Broletto – da piazza Duomo a Piazza Cordusio
foto da Instagram
CORRIERE.IT — 17 OTTOBRE 2026-
Oltre 5 mila in corteo con «Italia in piazza»
apri qui

In questo piazza ritrovo tanto dello spirito che ci ha portato insieme a vincere il referendum costituzionale che secondo tutti avevamo già perso e invece la straordinaria mobilitazione delle forze civiche e della società civile ha fatto la differenza.
È di questo che abbiamo bisogno”.
Lo ha detto la segretaria Dem Elly Schlein arrivata alla manifestazione della Cgil.
“Abbiamo bisogno – ha aggiunto – di costruire l’alternativa insieme di riuscire ad andare noi da queste persone che si sono mobilitate. Vogliamo costruire l’alternativa non da soli ma con tutti quelli che vogliono contribuire e in questa piazza ce ne sono tante”.
Le informazioni le foto sono prese da questo link e dal loro Facebook
https://www2.accademiabelleartisanremo.it/accademia/nuove-tecnologie-dell-arte.asp
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Il Naviglio Grande a Milano questa sera. (foto andrea cherchi)
16 OTTOBRE 2026– 23.38

ANDREA CHERCHI — LINK X — è senz’altro su Facebook e Instagram
https://x.com/cherchiandrea/status/2111210157799584255/photo/1
ANSA.IT/ VIDEOGALLERY — 16 OTTOBRE 2026 –11.40
VIDEO, 1.11 min.
Presidente Anpi provinciale: “Siamo stati attaccati, non ci vogliono in questa piazza”
anpi cominato provinciale roma

Questa mattina, in occasione delle celebrazioni del Comune di Roma per l’anniversario del rastrellamento che i nazifascisti operarono il 16 ottobre 1943 deportando 1022 ebrei romani, la delegazione dell’ANPI di Roma (presente come sempre alla commemorazione) è stata fatta oggetto di un’aggressione verbale con minacce e insulti ad opera di membri della comunità ebraica.
Un’aggressione annunciata nei giorni scorsi dalle grossolane dichiarazioni del presidente Fadlun ( foto sotto ) e puntualmente verificatasi con tanto di successiva imbarazzante rivendicazione che non fa che qualificare lo spessore dell’autore.
I fatti di questa mattina confermano tre elementi fondamentali:
1) L’ANPI di Roma è rimasta nella piazza della celebrazione insieme alle altre associazioni presenti e non si è fatta intimidire dall’uso della violenza che grazie alle forze dell’ordine presenti è rimasta solo verbale. Continueremo non solo a presenziare nei luoghi della Resistenza ma come sempre ad essere il motore di tutte le iniziative pubbliche (a partire dal 25 aprile) legate al nostro impegno civile nel nome degli ideali della Lotta Partigiana Antifascista e della Costituzione Repubblicana. Gli stessi valori su cui le centinaia di migliaia di donne e uomini della Resistenza hanno fondato l’ANPI.
2) All’interno della comunità ebraica di Roma guidata da Fadlun si manifesta, ormai da tempo, una difficoltà di fondo a ripudiare le forme di violenza e ad accettare metodi e condotte democratiche. Fortunatamente altre donne e uomini ebrei italiani hanno dimostrato in questi mesi (con appelli e manifesti) sensibilità pubblica, cultura e senso della storia in relazione al tema dei crimini di guerra compiuti in Palestina dall’esercito dello Stato d’Israele.
3) Proprio l’aver denunciato i crimini di guerra in Palestina e l’aver sostenuto la popolazione civile di Gaza e della Cisgiordania rappresentano «la colpa» dell’ANPI agli occhi di Fadlun e di chi ha anche oggi ha insultato e aggredito verbalmente la nostra delegazione. Costoro sappiano che in nome dei valori dei padri e delle madri partigiane e costituenti, l’ANPI continuerà a rivendicare libertà, autodeterminazione, democrazia e Stato per la Palestina ed il suo popolo.
L’ANPI di Roma sarà presente in forme consone al significato della ricorrenza a differenza di quanto accaduto il 25 aprile del 2024 a Porta San Paolo quando, alla presenza del presidente della comunità ebraica di Roma Fadlun circa duecento persone si presentarono in forma aggressiva e minacciosa nella piazza (contenuti a fatica dalle stesse forze dell’ordine) che celebrava la Liberazione d’Italia.
Lo farà ripudiando ogni forma di violenza; una violenza di cui l’Anpi è stata oggetto lo scorso 25 aprile quando due iscritti all’associazione vennero colpiti da proiettili sparati da un’arma ad aria compressa. Un episodio per il quale è in corso un iter processuale nei confronti di un aggressore che si è autodefinito appartenente alla “brigata ebraica”.
Un episodio per cui l’ANPI di Roma aspetta ancora fiduciosa la solidarietà, alle persone colpite e alla nostra associazione, nonché la condanna tanto dell’atto quanto della violenza da parte di Fadlun e dei vertici della comunità ebraica romana. Che la drammatica condizione del Medioriente (dove il popolo palestinese da oltre due anni subisce crimini di guerra da parte delle forze militari dello Stato d’Israele) sia utilizzata strumentalmente per attaccare chi come l’ANPI sostiene il diritto alla vita alla libertà e all’autodeterminazione della Palestina, restituisce la misura del “pudore” e della “sensibilità” invocata da chi vorrebbe escludere i rappresentanti dell’associazione delle donne e degli uomini della Resistenza da uno dei luoghi simbolo della lotta alla dittatura del popolo italiano
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Alta affluenza ai seggi, pari al 45%: “C’è molto da fare” il primo commento
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Victor Fadlun confermato presidente della Comunità Ebraica di Roma
*** Gli 883 sono stati un gruppo musicale pop rock italiano formatosi a Pavia nel 1988 e composto inizialmente da Max Pezzali e Mauro Repetto, e successivamente da Pezzali e altri musicisti sino al 2002, quando Max Pezzali decise di continuare la propria carriera come solista. Con i primi due album, Hanno ucciso l’Uomo Ragno e Nord sud ovest est, gli 883 si sono distinti nel panorama pop italiano per i testi giovanili e originali, diventati un’icona degli anni ’90 italiani.
Sebbene siano principalmente classificati come un gruppo di musica pop, la loro carriera musicale ha attraversato anche altri generi come il rap, la dance e il rock.
intervista a Max Pezzali – 14 min. ca — CHE TEMPO CHE FA – 2025
COME MAI
LIMESONLINE 13 OTTOBRE 2026 13. 32

Grazie alla mediazione degli Stati Uniti di Donald Trump, il primo ministro di Israele Binyamin Netanyahu cerca di ottenere l’approvazione del governo di Riyad affinché lo Stato ebraico possa unirsi all’Arabia Saudita nella campagna militare contro gli huthi in Yemen. Al momento, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman si oppone per il timore di suscitare reazioni negative nell’opinione pubblica del Regno. Gli sforzi del premier israeliano puntano inoltre a rafforzare i rapporti con la monarchia del Golfo allo scopo di preparare il terreno per un futuro accordo di normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra le due potenze del Medio Oriente.
Per approfondire: Israele combatte fuori per non combattersi dentro
carta parziale, l’altra al fondo

La carta a colori 8 descrive il terremoto geopolitico derivato dall’attacco americano e israeliano all’Iran e dalle sue conseguenze. Specie dalle perturbazioni avviate in settembre dopo che gli Stati Uniti avevano appena ripristinato, il 12 luglio, il blocco contro l’Iran. Il giorno dopo il governo yemenita, supportato dall’Arabia Saudita, colpisce la pista dell’aeroporto di Ṣan‘ā’ per impedire l’atterraggio di un aereo iraniano di ritorno dal funerale dell’ex Guida Suprema, Ali Khamenei, con a bordo i capi di Anṣār Allāh, l’organizzazione politico-militare degli ḥūṯī.
Come prima misura di ritorsione, il 20 luglio costoro proclamano il blocco dello Stretto di Bāb al-Mandab contro le navi saudite. Prodromo dei rivolgimenti maggiori, svoltisi tra il 10 e l’11 settembre (data quest’ultima significativa per gli Stati Uniti, memoria dell’attacco alle Torri Gemelle di New York organizzato da parte saudita e derubricato a iniziativa di al-Qa‘īda, capeggiata da Osama bin Laden). I miliziani ḥūṯī conquistano in un’offensiva lampo, supportata militarmente e logisticamente dall’Iran, la costa occidentale dello Yemen. Fino a raggiungere il porto storico di al-Mukhā e l’isola di Perim.
L’attacco costringe alla ritirata le truppe del governo yemenita sostenute dall’Arabia Saudita e schierate nel Sud dello Yemen. Al-Mukhā e Perim consentono il controllo totale dello Stretto di Bāb al-Mandab. In questo modo l’Iran dispone via Hūṯī di una robusta leva per premere su Washington, da aggiungersi al controllo dello Stretto di Hormuz.
L’11 settembre, durante l’offensiva degli Hūṯī sulla costa sud-occidentale del Mar Rosso, droni lanciati dal governatorato iracheno di Maysān, poco a nord di al-Nāṣiryya – area a forte presenza sciita quasi al confine con l’Iran – colpiscono tre stazioni di pompaggio dell’oleodotto e del gasdotto saudita East-West, fondamentale arteria di commercializzazione degli idrocarburi che funziona da via preferenziale per aggirare il blocco degli stretti della Penisola Arabica. L’11 settembre quella infrastruttura altamente strategica viene chiusa.
Il 15 casa Sa‘ūd emette un’allerta di sicurezza in diverse aree del territorio, ma soprattutto per La Mecca e per la città portuale di Gedda, sulla costa del Mar Rosso, vicina alla città santa. Droni ḥūṯī minacciano queste località ma sono intercettati prima di colpire gli obiettivi. Quanto basta per screditare la casa regnante saudita, custode di due delle città sante dell’islam.
L’attacco alla Mecca e a Gedda rende il cuore dell’Arabia Saudita vulnerabile agli occhi del mondo. Nuvole si addensano su futuri eventi cari al Regno, dall’Expo del 2030 ai Mondiali di calcio del 2034. Per tacere dei costi sul fronte energetico.
La reazione saudita è immediata grazie all’avvio repentino di un corridoio da nave a nave per trasportare il greggio verso Cina e Corea del Nord.
I danni inflitti alla produzione di gnl e greggio dalla guerra contro l’Iran hanno colpito gravemente tutti i paesi del Golfo. Il Qatar informa che per riparare i guasti del terminale di Ra’s Laffān saranno necessari tre anni. Gli Emirati Arabi Uniti, avversari dell’Arabia Saudita, sono anch’essi in affanno. Negli Emirati e in Bahrein sono stati danneggiati due cloud di Amazon che non verranno ripristinati. La crisi si è estesa ai prodotti raffinati a causa dei danni alle infrastrutture colpite dalla guerra. La Cina profitta del momento favorevole per giocare su due fronti speculari: acquista petrolio a prezzi scontati e rivende i prodotti raffinati con margini record ai suoi fornitori di materie prime.
Alla luce di queste crisi cambiano alcuni scenari europei. I giacimenti offshore del Mediterraneo orientale diventano indispensabili nell’orizzonte dei futuri approvvigionamenti di gas per il mercato europeo. La francese TotalEnergies ha approvato il primo progetto di estrazione di gas a Cipro, mentre l’inglese Bp ha venduto una quota del 15% dei suoi giacimenti di Kirkūk, nel Kurdistan iracheno, alla compagnia petrolifera nazionale turca Turkish Petroleum: un investimento sulla sicurezza della produzione in quell’area molto instabile. Ankara può infatti offrirvi una robusta tutela in quanto parte della sua sfera d’influenza.
L’arteria saudita che collega Ra’s Tannūra, porto affacciato sul Golfo Persico, a Yambu‘ sul Mar Rosso è oggi riaperta ma a capacità ridotta. Intanto gli ḥūṯī trattano direttamente con le massime compagnie del commercio marittimo i premi assicurativi e le garanzie di navigazione attraverso lo Stretto di Bāb al-Mandab, d’intesa con Teheran.

carta di Laura Canali 2026
Il comandante supremo delle potenze alleate in Europa (Saceur) Alexus Grynkewich ha illustrato un piano per scoraggiare la Federazione Russa dall’intraprendere una guerra aperta contro la Nato. Il generale dell’Aeronautica militare degli Stati Uniti ha deciso di esporre la parte essenziale del piano per incrementare la fiducia reciproca dei 32 paesi membri dell’Alleanza Atlantica. Il Saceur ha informato che la nuova dottrina trae direttamente insegnamento dalle esperienze maturate sui campi di battaglia in Ucraina e in Medio Oriente: combinare armi di precisione con grandi quantità di sistemi autonomi, droni e strumenti di guerra elettronica, progettati per sostenere un conflitto prolungato di logoramento. La strategia del “bloccare, fiaccare e spezzare” illustrata da Grynkewich è concepita per fermare un’invasione sul nascere, senza cercare di conquistare il territorio nazionale del nemico.
Per approfondire: The End
Due navi mercantili sono state colpite da droni presumibilmente russi al largo delle coste della Bulgaria. Una è affondata, rendendo necessarie immediate operazioni di soccorso nella speranza di mettere in salvo l’equipaggio. Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha comunicato che un marinaio è stato salvato, senza fornire però dettagli sulla sorte delle altre persone che si trovavano a bordo. I soccorritori sono riusciti a evacuare con successo tutti i 15 membri dell’equipaggio della seconda nave, la Chelsea battente bandiera maltese. Radev ha definito gli attacchi “assolutamente inaccettabili” e ha chiesto assistenza ai partner della Nato e dell’Unione Europea. Il governo di Sofia ha affermato di non disporre al momento di prove certe per identificare i responsabili.
Per approfondire: Il Mar Nero a colori
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SEGUE DA:
DAL FACEBOOK DI ” ItinerArte Research Learning Traveling “
30 APRILE 2024

da : Overview dell’AI
Un acrolito (dal greco akròlithos, composto da ákros – “estremità” – e líthos – “pietra”) è un tipo di statua antica in cui solo le parti nude del corpo — come testa, mani, braccia e piedi — venivano realizzate in materiali pregiati come marmo, pietra o avorio
criṡelefantino (o criṡoelefantino) agg. [dal gr. χρυσελεϕάντινος, comp. di χρυσός «oro» e ἐλέϕας -αντος «avorio»]. – Fatto d’avorio e d’oro, secondo una tecnica scultoria usata dai Greci per ottenere effetti di policromia: il corpo della statua veniva intagliato in avorio, mentre le vesti e gli ornamenti erano costituiti da lamine d’oro.
**** nel link di Google trovate tanti esempi di statue di avorio e oro, specie Art Déco
ODEON DI ERODE ATTICO

Greece, Athen, Odeon of Herodes Atticus
Negli anni cinquanta vennero restaurati l’uditorio e l'”orchestra” (l’attuale palcoscenico), utilizzando marmo bianco e cipollino. Da allora il teatro è sempre stato uno dei maggiori auditorium del Festival Ateniese, che si svolge ogni anno da giugno a settembre. L’Odeo ha ospitato Maria Callas, Jonas Kaufmann, Maurice Béjart, Mikīs Theodōrakīs, Dionysis Savvopoulos, Maria Dragoni e molti altri importanti artisti. Nel settembre 1993, il teatro è stato scena del concerto Yanni Live at the Acropolis, del pianista e compositore greco Yannis Hrysomallis. ( vedi sotto ).
Altra memorabile performance fu data, nel 1984, dalla cantante Greca Nana Mouskouri, di ritorno sulle scene del proprio Paese dopo vent’anni di assenza.
settembre 1993
per chi volesse sentire questa grandissima cantante greca, NANA MOUSLOURI (13 ottobre 1934 –età 92 anni–, La Canea, Grecia ) — il disco è del 1984 – dal concerto ad Atene al Teatro Erode Attico– esistono dei video, ma non ho trovato niente remasterizzato-
Fidaki = serpentello
Pubblico un video del concerto così vedete ..
https://www.youtube.com/watch?v=2e-iHgvCCz0&list=RD2e-iHgvCCz0&start_radio=1
Il brano “Βάλε τον ήλιο σύνορο” ( Vale Ton Ilio Synoro ) tradotto in italiano da Overview dell’AI è stato composto da Stavros Xarchakos con i testi di Nikos Gatsos.
INTRODUZIONE : si tratta di annotazioni
Il presidente dello Yemen riconosciuto a livello internazionale è Rashad al-Alimi, capo del Consiglio di direzione presidenziale dal 7 aprile 2022. Nominato per sette anni prorogabile. La capitale provvisoria è Aden- Il Presidente precedente è stato: ‘Ali ‘Abd Allah Saleh dal 1978 fino al 2012.
Nel 2011 il vento delle Primavere arabe arriva anche in Yemen, provocando sommosse di piazza contro il presidente Saleh, a cui gli Houthi ( 1 vedi sotto ) partecipano attivamente. Negli anni successivi, gli Houthi percorrono attivamente la via della lotta armata e di fatto prendono il controllo di importanti pezzi del paese, in primis il natio governatorato di Sa’da ( nord del paese ).
Il presidente Saleh viene deposto e sale al governo Abd Rabboh Mansur Had.
È in questa fase (biennio 2014-15) che inizia a cristallizzarsi in Yemen uno scenario politico-militare bipolare: da una parte gli Houthi sostenuti dall’Iran, paese guida dei movimenti politico-militari sciiti, dall’altra il governo riconosciuto dalla comunità internazionale spalleggiato, in modo istituzionalizzato a partire dal 2015, da una Coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita. L’esecutivo guidato da Hadi, tuttavia, lascia la capitale San’a per trasferirsi nella città portuale di Aden.
prosegue nel link : ISPI ONLINE
ANSA.IT 15 ottobre 2026- 18.30

© ANSA/EPA
Fonti militari governative hanno riferito che quattro persone sono morte nell’attacco missilistico attribuito ai ribelli Houthi contro il palazzo presidenziale del governo yemenita ad Aden, capitale provvisoria del Paese.
Le forze governative hanno inoltre riferito che gli Houthi hanno lanciato “diversi missili balistici” contro la città di Marib.
Nel raid sono inoltre rimaste ferite 10 persone.
Media affiliati agli Houthi hanno dichiarato che l’obiettivo dell’attacco era “il quartier generale delle operazioni militari, dirette da ufficiali sauditi”.
CORRIERE DELLA SERA — 15 OTTOBRE 2026
In tre anni l’Arabia Saudita ha speso duecento miliardi di dollari per la difesa. Eppure gli Houthi hanno messo in ginocchio l’aeroporto di Riad.
Tra il 2024 e il 2025 l’Arabia Saudita del principe Mohammed Bin Salman ha speso 163 miliardi di dollari nella propria difesa. L’esercito rappresenta la prima voce del bilancio di Riad, capace di assorbire oltre un quinto delle enormi uscite del regno.
Dei sistemi antimissile in particolare mancano i resoconti, ma l’impegno è colossale: Riad ha contratti da nove miliardi di dollari per comprare Patriot Pac-3 americani e da 3,2 miliardi di dollari per i Cheongung-II sudcoreani, oltre a somme mai rese pubbliche ma cospicue per i sistemi americani Thaad (Terminal High Altitude Area Defense). Risultato: l’aeroporto internazionale di Riad è appena stato colpito dal cielo quattro volte in quattro giorni per mano degli Houthi dello Yemen, con 18 morti, centinaia di feriti e la paralisi di tutti i voli attorno alla capitale della principale economia del Medio Oriente.
L’altra notte poi un missile balistico, di nuovo lanciato dalla milizia yemenita alleata dell’Iran, ha attraversato la penisola arabica fino alla costa del Golfo e centrato i principali impianti di Saudi Aramco a Dhahran. Un missile con un raggio di almeno 1.300 chilometri, con effetti devastanti: Saudi Aramco, controllata dalla famiglia regnante ma quotata in borsa, è la più grande azienda dell’energia al mondo per valore di mercato e delle attività reali.
Eppure la sua base era indifesa da parte di un Paese che nell’ultimo triennio ha speso oltre duecento miliardi di dollari in apparati militari. Con un solo lancio gli Houthi, una milizia irregolare e relativamente priva di risorse, hanno distrutto greggio ed equipaggiamenti per miliardi di dollari. Difficilmente la sequenza poteva essere più umiliante per Mohammed bin Salman.
Gli attacchi degli Houthi ormai prendono di mira non solo gli snodi strategici dell’Arabia Saudita, ma ancora di più la credibilità del suo leader. La spesa militare non è servita a mettere al riparo le sue infrastrutture critiche; la modernizzazione non lo aiuta a prevalere nello stato di belligeranza sempre più esplicito con l’Iran (e i suoi satelliti); su Bin Salman e la credibilità dei suoi sogni di emancipazione dell’economia saudita dal petrolio, già costati centinaia di miliardi di dollari, si stendono ombre mai così vistose.
Perché l’obiettivo degli Houthi e dell’Iran non è più solo frenare l’export di greggio saudita. È soprattutto minare le basi del potere di Bin Salman stesso e creare le condizioni per un cambio di regime — magari all’interno stesso della famiglia regnante — a favore di fazioni più disposte a riconoscere il potere sul Golfo dei guardiani della rivoluzione di Teheran.
Sarebbe un paradossale ribaltamento delle sorti in una guerra scatenata da Donald Trump, sulla carta alleato di Riad, in nome del cambio di regime a Teheran. Ed è difficile prevedere se la manovra della Repubblica islamica possa riuscire — probabilmente no — ma mai come in questi giorni il quarantunenne leader saudita è apparso debole e velleitario.
***L’articolo prosegue nel link del Corriere:
ALCUNE CARTINE DA LIMESONLINE– IN TRAPPOLA – n°3 – 2026
*** LE CARTE SONO DI LAURA CANALI
dal link sopra, LE CARTE

laura canali 2025
stretto di Bab al Mandab

LAURA CANALI 2025
MAR ROSSO

LAURA CANALI 2026

LAURA CANALI 2021
Volendo dare una lettura alla storia dello Yemen consigliamo questo link:
CARITAS DI ROMA– aiuta nel delineare l’estrema complessità della storia di
questo stato-
https://www.caritasroma.it/wp-content/uploads/2015/11/yemen.pdf

capitello hathorico: colonna di Hathor, Tempio di Hathor a Dendera-Egitto
– Opera propria

Immagine del dio Bes
– Opera propria
Dendera- Egitto
**nota:
testo sopra e foto sg:

dal Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco- Sardegna
Sant’Antìoco è un comune italiano di 10 344 abitanti della provincia del Sulcis Iglesiente, nel Sulcis. Il comune sorge sui resti di Sulki, una delle città più antiche del Mediterraneo occidentale. È il principale comune dell’omonima isola

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Rozenhoedkaai_Brugge.jpg


https://www.visitbruges.be/it/cosa-fare/cultura-e-patrimonio/rozenhoedkaai-molo-del-rosario
![]()
durata totale : 2h 12 min. ca
Pubblicazione del video da:
https://www.youtube.com/watch?v=IVhECVMnr7Y
Tra il fiume e il mare. Per una terra condivisa L’evento al Teatro Elfo Puccini di Mai Indifferenti – Voci ebraiche per la pace con Lea Laboratorio Ebraico Antirazzista è stato una nuova tappa di un percorso che va avanti da tre anni.
Un percorso nutrito dall’urgenza di attivarsi da parte delle persone che vi partecipano e si mettono in gioco sul palco – ebree ed ebrei italiani, palestinesi in Italia, israeliani che si oppongono da fuori e da dentro – ma anche dalla partecipazione delle 500 persone che per due ore ascoltano dalla platea.
Con l’apertura da parte di Joan Haim e la conduzione di Matteo Pucciarelli, ascolterete nella prima parte:
Segue
In conclusione
In chiusura alcune domande dal pubblico e un momento corale tra ospiti e organizzatori sul palco.
Un’altra tappa del percorso che vuole agire per un cambiamento nella politica italiana, inerte e connivente di fronte a ciò che sta succedendo, e costruire forze per fermare il genocidio, la pulizia etnica e l’apartheid e immaginare un futuro di co-esistenza giusta tra il fiume e il mare.
Grazie a Elio de Capitani, alle tecniche e ai tecnici dell’Elfo, grazie a tutte e tutti, andiamo avanti
AGGIUNTA DEL BLOG:
link Facebook di

Foto recuperata dalla Germania: sul retro si legge in tedesco solo la frase “un mercato a Sanremo”. Si riconosce piazza Eroi Sanremesi con il campanile di San Siro: qualcuno riesce a ipotizzare l’anno dello scatto? Si tratta di una foto stereoscopica: foto intera in commenti.
dai commenti:
La stessa foto trattata con l’IA ( grande )

link X di Daniel Aleart
è giornalista dal ’68 –abita a Rosario, in Argentina, la grande
città dove è nato Che Guevara e- per gli sportivi – Messi

come sei bello in questa foto ! ciao, così bello e bravo, ti voglio proprio bene ! Andrà tutto bene, ne sono sicura. Si vede dal tuo sguardo. E dall’enorme tifo che tutto il mondo, anche le stelle lassù, e i santi – anche quelli quaggiù – fanno per te ! Come farebbero a perdere così tante moltitudini che ti pensano, ti voglio bene, pregano per te- tutti tutti.
Il tuo sguardo dice tante cose che neanche tu puoi sapere, tante cose tutte belle.. per me che ti guardo in questo momento mi trasmetti una tenerezza infinita, così come per l’intero mondo che ha fede nel bello, nella bontà, si astiene e si controlla quando è arrabbiato e si sente cattivo.. che grande bellezza il tuo parlare di pace, di negoziati, di patti in cui uno cede un po’ e l’altro anche. Lo che tu queste cose le sai, ma me li ripeto con te perché abbiano più forza, un abbraccio grande grande come il mare– se posso ? brù

Carlo Piccinini, 2015 –
foto dal Bar Pertini ( si vede dalle piantine di basilico.. )
dal suo Facebook / link

foto dal suo Facebook, forse dove abitava-
ALTRE FOTO DAL SUO FACEBOOK ::

sett. 2016

nov. 2015

nov. 2015


1 ottobre 2015
21 settembre 2014

10 dicembre 2012
L’enigma dell’arrivo e del pomeriggio (1911-1912), un celebre dipinto di Giorgio de Chirico

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FLAN DI PRUGNA– dal suo Facebook

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Il flan alle prugne (Far Breton) è un dolce francese, tipico della regione della Bretagna.
Il flan alle prugne (Far Breton) è una torta di densa crema composta da latte, panna, farina e zucchero che viene arricchita con gustose prugne secche denocciolate e poi cotta al forno.
Il flan alle prugne (Far Breton) viene tradizionalmente preparato anche al naturale, senza prugne, oppure arricchito con mele o albicocche.
Questo gustoso dolce è molto semplice da preparare ed è perfetto per una colazione gustosa o a merenda per accompagnare un buon thé.

Farina 00 130 g
Zucchero 150 g
Uova 4
Lievito in polvere per dolci (mezza bustina) 8 g
Prugne secche denocciolate 160 g
Rum mezzo bicchierino
Latte intero 500 ml
Panna fresca liquida 250 ml
Sale fino 1 pizzico

Per preparare il flan alle prugne (Far Breton) iniziate setacciando la farina, il lievito e il sale in una ciotola 1. Aggiungete quindi lo zucchero, i semi della bacca di vaniglia e amalgamate il tutto. Incorporate poi le 4 uova intere 2 e mescolate con un cucchiaio di legno 3.

Mettete la panna e il latte in un pentolino, aggiungete il bicchierino di rum 4, scaldate il tutto a fuoco dolce a incorporate le prugne secche denocciolate per farle ammorbidire 5. Terminata questa operazione con un colino passate il composto per eliminare eventuali residui delle prugne e versate il latte e la panna nell’impasto della torta 6, che risulterà molto liquido.

Imburrate una tortiera dal diametro di circa 26 cm 7 e versatevi l’impasto. Aggiungete in ultimo le prugne 8 spargendole uniformemente nella tortiera 9. Infornate il flan di prugne (Far Breton) 15 minuti a 240 gradi in modo che si formi una patina color nocciola in superficie, abbassate poi la temperatura a 180°C e continuate la cottura per altri 20/25 minuti circa fino a che, inserendo uno stecchino all’interno della torta questi non risulterà asciutto. Il flan alle prugne (Far Breton) è ottimo consumato freddo e può essere eventualmente guarnito con dello zucchero a velo.
dal link:
GUSTAVO ZAGREBELSKI — In altre parole – ANALISI DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE- 11 ottobre 2026– sabato scorso
apri qui

SAN PIETROBURGO A GENNAIO –
https://www.agendaviaggi.com/san-pietroburgo-a-gennaio/

«Accade che le tre fasi della vita, giovinezza, maturità, vecchiaia, siano in realtà due: quella in cui, consapevolmente, ci si allontana dalla matrice, e quella in cui, consapevolmente o inconsapevolmente, vi si ritorna».
SEGUE DA REPUBBLICA 14 LUGLIO 2013
https://www.repubblica.it/cultura/2013/07/14/news/gustavo_zagrebelski_la_mia_vita_da_giurista_attento_alla_democrazia_all_etica_del_dubbio_e_alla_vita_delle_persone-62946625/
FOTO DA : https://www.seminareideefestival.it/ospite/antonio-gnoli/

Fiume Dora, sullo sfondo il Campus universitario Luigi Einaudi. Fotografia di Angela Caterini, 2015
FOTO: https://www.museotorino.it/view/s/0af77f2f7ff7425aa48a6d77e7447326
Questa sua predilezione per Dostoevskij da cosa nasce?
“Dal senso di inquietudine e di confessione che attraversa i suoi romanzi. Più mi addentro nei suoi personaggi e più resto turbato dall’impasto di abiezione e salvazione che essi restituiscono”.
È la duplicità della natura umana.
“Che non trovo per esempio in Tolstoj, il quale ci regala dei bellissimi monumenti classici, mentre in Dostoevskij si avverte un tormento continuo. Non credo sia secondario che egli scrivesse sotto l’assillo dei debiti”.
Detto da un giurista è curioso.
“Perché? Dostoevskij era attento non tanto alle dottrine generali ma alla condizione umana; seguiva i processi e descriveva i comportamenti degli avvocati, degli imputati e dei giudici. Anche un giurista non può ignorare la vita delle persone”.
Non dovrebbe occuparsi di norme generali e astratte?
“Certo, ma il diritto giusto non esiste in assoluto. Il suo dramma è che la norma pura e semplice può agire con violenza sulla condizione particolare, ma al tempo stesso la singolarità delle situazioni può distruggere la norma”.
E allora?
“La discussione resta aperta. Pascal diceva che alla legge si ubbidisce perché è legge”.
E se la legge è ingiusta?
“Se si introduce un elemento di valutazione di giustizia il rischio è la distruzione dell’ordine, perché ciascuno può dire: la legge è ingiusta e io non obbedisco. È una vecchia questione”.
Talmente antica da risalire ad Antigone?
“Quella tragedia è una delle grandi fonti di ispirazione del diritto. Antigone ne rappresenta il lato tradizionale, il sangue, il genos, gli dèi; mentre Creonte è la legge modernizzatrice e artificiale. Credo ci sia bisogno di entrambi gli aspetti. Se uno dei due si libera dell’altro, il diritto può diventare uno strumento pericoloso. Il compito del giurista si svolge lì in mezzo”.
Per fare esattamente cosa?
“Per difendere la duplicità. Mi sono formato in questa università e la mia impostazione era forgiata sui principi di Hans Kelsen. Mi sembrava un sistema perfetto. Ma le norme possono essere equivoche. Interpretabili. Ed ecco allora il bisogno di andare oltre Kelsen”.
E quindi oltre Bobbio?
“Bobbio fu un pilastro di questa università e vide in Kelsen un punto di riferimento fondamentale. Ma lui, che si definiva positivista aggiungeva che era un positivista inquieto”.
È stato uno dei suoi maestri?
“È stato un mio professore ammiratissimo e ricordo che le sue lezioni erano belle anche esteticamente. Però il mio vero maestro fu Leopoldo Elia, che insegnava diritto costituzionale”.
Perché ha scelto il mondo del diritto?
“Mi piacerebbe risponderle: per convinzione e decisione. In realtà fu per caso. L’iscrizione a giurisprudenza avvenne perché ritenevo fosse una facoltà non molto complicata e in grado di aprire molte strade. Mio padre voleva che prendessi ingegneria. Mi portò da un suo amico, un celebre fisico russo che abitava a Torino e si chiamava Gleb Wataghin. Aveva fatto costruire nel suo laboratorio un acceleratore di particelle. Era un ometto vulcanico. Davanti a quell’acceleratore restai muto. Non sapevo cosa chiedere. E Wataghin disse a mio padre: tutto, ma non la fisica!”.
Il caso ha governato spesso la sua vita?
“Quasi sempre. È incredibile come io mi sia inserito nelle situazioni senza nessun particolare progetto. Devo aggiungere che ho avuto una vita professionale molto fortunata. E mi considero un uomo libero che, con un certo tormento, si illude di fare al momento la cosa giusta”.
E quali sono i suoi tormenti?
“Non essere abbastanza chiaro in quel che dico o scrivo. Poi ci sono i tormenti più personali. A me pesa moltissimo per esempio dire qualcosa che possa dispiacere a qualcuno col quale ho un buon rapporto. E questo tanto più, in quanto viviamo in un tempo in cui la gente si offende facilmente. Davanti a certe reazioni anch’io, a volte, non so trattenermi”.
Nel senso?
“Contrariamente a quello che si vede sono un iracondo. Però cerco di tenere sotto controllo gli scoppi d’ira. Ritrovo in me molto di mio padre. L’ira, insieme alla vodka e al gioco, è una caratteristica del popolo russo”.
Lei ha origini russe?
“La mia famiglia proveniva da San Pietroburgo. I miei nonni erano in vacanza a Nizza nel 1914 quando scoppiò la guerra e furono chiuse le frontiere. Mio padre era nato nel 1909, quindi all’epoca era un bambino. Poi, quando ci fu la rivoluzione in Russia il nonno, che era ufficiale a Mosca, riuscì a rientrare. Di lui per anni non avemmo più notizie. Salvo poi ricomparire con nostra sorpresa. Il regime sovietico lo espulse come persona inutile e non gradita”.
E suo padre cosa faceva?
“Per dare una mano alla famiglia all’inizio fece il garzone di un ciabattino. Poi nella comunità russa di Nizza ci fu una spaccatura. Noi emigrammo a San Remo. Circolava in famiglia la storiella che la nonna era convinta di aver trovato il sistema per sbancare il casinò. Naturalmente dilapidò quel poco di gioielli che ci era rimasto. Mio padre, al quale non mancavano le risorse, si mantenne agli studi di Economia e Commercio con una serie di lavoretti, tra cui la composizione di brevi racconti che spediva al Corriere Mercantile di Genova, spacciandoli come novelline di Gogol da lui tradotte”.
Iracondo e intraprendente.
“Era dotato di quel fascino russo che ha quasi sempre un fondo dissipativo. Di lui, una specie di gagà senza un soldo, si innamorò perdutamente mia madre, una valdese che veniva dalla Val Chisone”.

VAL CHISONE VISTA DA FENESTRELLE
https://it.wikipedia.org/wiki/Val_Chisone#/media/File:Val_Chisone_da_Fenestrelle.jpg
Cos’è l’ira?
“Spinoza la mette tra le passioni tristi. Per dirla con il mio amato Dostoevskij è la prova che il nostro impasto è fatto di cose belle e pessime”.
Un giurista non dovrebbe misurarsi più con Kafka che con Dostoevskij?
“Non dimentichi le mie origini. In entrambi troviamo l’angoscia, l’assurdo, il nulla, la spersonificazione. Ma mentre in Kafka sembra esserci la resa, in Dostoevskij c’è la resistenza. Kafka è già precipitato; Dostoevskij è sul crinale dell’abisso. Uno parla di una società minacciata dal nulla l’altro di una società vinta dal nulla. Come giurista mi interessa più Dostoevskij”.
Forse anche per la drammatizzazione del problema di Dio. Si nota in lei un interesse per i testi biblici.
“In effetti, ho una certa propensione. Ho perfino dedicato tre anni, nel tempo libero dall’attività alla Corte Costituzionale, alla traduzione di un grande testo di Chaim Cohn che ha studiato i resoconti evangelici dal punto di vista ebraico. Mi è servito come esercizio d’autodisciplina per resistere alla tentazione di trasformarmi in giurista tutto di un pezzo”.
Anche interessarsi di democrazia è un modo per uscire dallo specialismo giuridico?
“Un giurista non ha solo la legge di cui occuparsi. Un tempo si poteva teorizzare la democrazia come il miglior modo di convivenza, adesso si rischia di dire le stesse cose dando l’impressione di fare una predica”.
Evitando la predica, c’è un aspetto della democrazia al quale non possiamo rinunciare?
“Credo che la sua essenza consista nell’allontanare giorno dopo giorno il momento dei coltelli. Parlando, discutendo, confrontandosi e anche confliggendo sugli interessi ma sempre fermandosi un attimo prima che si sfoderino i pugnali. Perciò abrogare l’idea di democrazia significa legittimare il sopruso”.
Vent’anni fa non si sarebbe posto il problema in questi termini.
“Non ne sarei così sicuro. È un paese il nostro che non ha quasi mai saputo discutere”.
Viviamo nell’età del disprezzo?
“Siamo passati dall’ammirazione per il potere all’invidia e alla conseguente frustrazione. Oggi non si invidia più ma si disprezza. La società si è divisa tra i molti che disprezzano e i pochi che sono disprezzati”.
Chi sono i pochi?
“Sono le oligarchie che un tempo erano nascoste e oggi sono percepite come tali”.
Ovvero gli inammissibili privilegi di cui ancora godono?
“Sono mondi – finanziari e politici – chiusi all’esterno e molto litigiosi al loro interno. Da qui ne consegue quello che per me è diventato il chiodo fisso: aprire il mondo dei piccoli numeri ai grandi numeri, immettere energie sociali nuove in questo mondo chiuso”.
La democrazia è ancora dubbio?
“Mi ribello all’idea che chi professa l’etica del dubbio sia un nichilista”.
Magari è solo un relativista.
“Non trovo sia un insulto, se relativismo significa atteggiamento non dogmatico e pluralistico, non sia cioè l’alternativa secca tra vero e falso, amico e nemico. L’etica del dubbio si fonda sulla premessa che la verità esiste ma che nessuno la può afferrare completamente e che però esistendo non è insensato cercarla”.
Un atto di fede.
“No, una dimensione terza che un tempo era Dio, poi lo Stato. Oggi quel terzo dobbiamo crearlo dal basso”.
Sembra affiorare l’anima russa.
“Non mi dispiacerebbe. Provengo da una famiglia con una lunga storia alle spalle. Noi, i figli, sappiamo poco anche di quella che, poi, è stata la vita di esuli, tra la Costa Azzurra e la riviera ligure. Sembra quasi che volutamente si sia steso un velo di oblio su vicende dolorose che sarebbe stato molto interessante cercare di riportare alla luce. In fondo, si è trattato d’una sia pur piccola scheggia di una grande storia europea”.
E cosa le fa venire in mente?
“Penso a nostro padre che riposa vicino a nostra madre nel piccolo cimitero di San Germano Chisone, in terra valdese. Chi si aspetterebbe mai di trovare lì, su una lapide, la croce ortodossa? Quante vicende, traversie, dolori, sradicamenti e nuovi radicamenti; quanta storia!”.
Quando dice figli allude a lei e a suo fratello?
“In realtà siamo in tre. Io, quello che una volta si diceva “il più piccolo”. Poi, Vladimiro, giurista anche lui, di tre anni più vecchio di me. Il più grande di tutti è Pierpaolo, non giurista, che ci protegge”.
Da cosa?
“Dall’ipertrofia giuridica”.

VAL CHISONE
DA : NON SOLO TURISTI
VAL CHISONE — PIANTINA DELLA VALLE
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Mappa della Valle

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MONTE PELVO_ VERSANTE SUD –VAL CHISONE
– Opera propria

Carlo Durando e Luigi Ganna al passo del Sestriere, Giro d’Italia 1914
da “Lo Sport Fascista” n.1, 1928
Catenaccio
VIDEO – 5 min. ca — Zagrebelski ai Martedì Letterari SANREMO, 29 maggio 2026
https://www.youtube.com/results?search_query=ZABRELESKI+A+sANREMO+MAGGIO+2026+%3F


UNA CARTINA ABBASTANZA CHIARA DELL’INSIEME
LA FAMOSA ( GIULIO VERNE, MICHELE STROGOFF ) CITTA’ RUSSA DI IRKUTSK E’ AI CONFINI CON LA MONGOLIA CINESE–NELLA SIBERIA CENTRALE RUSSA-
QUI E’ NATO IL GRANDISSIMO BALLERINO RUDOLF NUREYEV

DAL ” GIORNALE DELLA DANZA ”
Rudolf Nureyev nacque su un vagone passeggeri di un convoglio della ferrovia Transiberiana nei pressi di Irkutsk, in Siberia (Unione Sovietica), mentre sua madre Farida si recava a Vladivostok, dove era di stanza il padre Khamet, un commissario politico dell’Armata Rossa di origine tatara e baschira.
NOTA : LA BASHIRIA O REPUBBLICA DEI BASHIRI è una repubblica della Federazione Russa, appartenente al Distretto Federale del Volga, comprendente parte degli Urali meridionali e delle pianure adiacenti. La sua capitale è Ufa. E’ una terra di foreste, di minerali, di laghi e di fiumi
Ultimo di cinque figli, Rudolf crebbe con la madre, le tre sorelle Rosa, Lilia e Razida, il fratello e un padre poco presente con cui sviluppò un rapporto molto conflittuale; i genitori provenivano da famiglie di cultura musulmana, ma non erano credenti.
Dopo Vladivostok la famiglia si trasferì a Mosca, ma nel 1941 venne sfollata in un piccolo villaggio nei pressi di Ufa, in Baschiria. In questi anni difficili, minati dalla tragedia della Seconda guerra mondiale, la famiglia condusse una vita molto precaria e povera. Tuttavia a Ufa esisteva un teatro e, la sera del 31 dicembre 1944, Rudolf assistette a un balletto interpretato dall’étoile Zajtuna Nazretdinova; oltre alla sua predilezione per la musica e il pianoforte, Rudol’f capì in quel momento che la vera passione della sua vita sarebbe stata la danza.
CONTINUA :
https://it.wikipedia.org/wiki/Rudol%27f_Nureev
PER CHI VOLESSE, 4.32 min. del Balletto di Nureyev e Margoto Fonteyn
” Il lago dei cigni “– musica di Čajkovski

CATTEDRALE ORTODOSSA
Irkutsk (in russo: Иркутск?) è una città della Russia siberiana centrale, capoluogo dell’Oblast’ di Irkutsk; è situata a 5185 km dalla capitale Mosca.
Sorge lungo il fiume Angara, 45 km dopo la sua uscita dal lago Bajkal, alla confluenza con il tributario Irkut.

La città è oggi una delle più importanti della Siberia. La sua fondazione risale al 1652 come avamposto commerciale per l’esazione dei tributi (pagati in pellicce) dalle tribù buriate della zona ( = della Rep. di Biriazia, / la maggiore minoranza etnica della Mongolia ); fu il capoluogo dell’omonimo governatorato.
I decenni e i secoli successivi videro il suo sviluppo come centro commerciale; Irkutsk raggiunse una certa prosperità che le portò notevoli migliorie urbanistiche che la portarono ad essere definita “la Parigi della Siberia”.
Analogamente a moltissimi insediamenti siberiani, anche Irkutsk ha una grossa componente della popolazione discendente da deportati, prima sotto il regime zarista, poi sotto quello stalinista.

The Pylypiv family, a month after the forced deportation to Siberia in the village of Ermakovka, Irkutsk region, 1951. The family was deported from the village of Hrabiv in the Carpathians (Ukraine). (Photo by Artur Abramiv/Getty Images)
La famiglia Pylypiv, un mese dopo la deportazione nel villaggio di Ermakovka, nella regione di Irkutsk, 1951. La famiglia è stata deportata dal villaggio di Hrabiv nei Carpazi in Ucraina. (Photo by Artur Abramiv/Getty Images)

In 1965, Ukrainian exiles were released from exile seen loading their suitcases on a narrow-gauge railway, Рavlovsk, Irkutsk region, 1966. (Photo by Artur Abramiv/Getty Images)
Ucraini che nel 1965 ritornano in Ucraina da cui erano stati deportati a Pavlovsk, nella regione di Irkusk

Children, exiled in Siberia, stand on a wooden ladder next to the wooden barrack where other 69 exiles lived, near Zima, Irkutsk region, 1951. Other children games in the background. (Photo by Artur Abramiv/Getty Images)
Altri bambini esiliati in Siberia, su una scala di legno appoggiata ad una baracca nella quale vivevano altri 69 esiliati, vicino a Zima, nella regione di Irkusk.

Children of exiled people from Western Ukraine in Siberia standing on the bank of the Chuna river, near their settlement at Veselyi, Irkutsk region, 1952. (Photo by Artur Abramiv/Getty Images)
Bambini figli di esiliati deportati dall’ovest dell’Ucraina sulla sponda del fiume Chuna vicino all’insediamento di Veselyi, regione di Irkusk

Photo taken in Irkutsk, Russia
Paesaggi del lago Baikal
La città di Irkutsk è il punto di arrivo delle avventure di Michele Strogoff, protagonista dell’omonimo romanzo di Jules Verne. ( VEDI IL FILM IN FONDO, 1956 ). La città è anche una meta del protagonista dei Racconti di un pellegrino russo. Sempre a Irkutsk è ambientato parte del romanzo L’enigma siberiano di Martin Cruz Smith, autore di Gorky Park.

EDIZ. PAOLINE 2020

Siberia: The Alexandreffsky Central Prison, Near Irkutsk. (Photo by: Sepia Times/Universal Images Group via Getty Images )
La prigione centrale di Alexandreffsky, vicino a Irkutsk, una delle più importanti della Siberia che poteva contenere 2000 prigionieri. (Photo by: Sepia Times/Universal Images Group via Getty Images)
Chiesa del Salvatore ( 1706-1710 ), facciata sud –
(Photo by: HUM Images/Universal Images Group via Getty Images)
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vista da sud-ovest – (Photo by: HUM Images/Universal Images Group via Getty Images)

IRKUSK — CATTEDRALE ORTODOSSA

CHIESA ORTODOSSA IN STILE BIZANTINO

L’attraversamento dell’Angara ( fiume ) a Irkutsk, come rappresentato da Nikolaj Dobrovol’skij

IL CENTRO DI IRKUSK
bellissimo !

STEMMA DI IRKUSK
UN QUARTIERE COSTRUITO PER I TURISTI–A KIRKUSK
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CATTEDRALE DELLA SANTA CROCE
Davanti al quartiere storico di Kvartal troviamo una delle prime strutture in mattoni della Siberia, risalente alla metà del XVII secolo. La facciata presenta decorazioni in stile barocco, mentre all’interno sono presenti numerosi quadri ed affreschi. Durante l’inverno nel giardino circostante vengono modellate piccole statue di ghiaccio che rappresentano degli angeli

angelini un pochino scioltini..

IN CENTRO CITTA’


MICHELE STROGOFF FILM COMPLETO ( 1956 )
LA TORRE DI BABELE –LA 7 — 12-10-2026
La Torre di Babele, dedica la nuova puntata a uno dei temi centrali della prossima campagna elettorale: le tasse. La puntata affronta il dibattito fiscale, tra accuse politiche, promesse di riduzioni ed evasione, dietro al quale si nasconde una realtà più profonda: un Paese sempre più povero, impaurito e arrabbiato, dove il disagio rischia di trasformarsi in conflitto sociale. In vista delle prossime elezioni, siamo di fronte a un passaggio decisivo per la sopravvivenza dello Stato sociale, la difesa della democrazia e della Costituzione? Corrado Augias cerca le risposte insieme a Milena Gabanelli ed Ezio Mauro, con il contributo del costituzionalista Michele Ainis.
NTY 8 OTTOBRE 2026
Il New York Times ha rivelato che i negoziati geopolitici tra Stati Uniti e Russia (condotti dagli inviati dell’amministrazione Trump, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner) includono la discussione di un maxiaffare multimiliardario (circa 20-22 miliardi di dollari) legato a Lukoil.
3 ottobre 2026 https://www.nytimes.com/2026/10/03/us/politics/kushner-witkoff-russia-oil-deal.html
Il piano fa parte di una serie di incentivi economici proposti per convincere Mosca a concordare un cessate il fuoco parziale o a fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Ucraina
https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/10/8057404/
PRAVDA.COM 10 OTTOBRE 2026

GLI INVESTITORI COINVOLTI
Il New York Times riporta che i funzionari ucraini sono rimasti sorpresi dalla portata delle proposte avanzate da Kushner e Witkoff alla Russia.
DA. https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/03/8056300/
SBOCCO DELLE SANZIONI
Citazione dal NYT: / link ” Washington ha ventilato l’ipotesi di sbloccare miliardi di dollari di beni sovrani russi immobilizzati in Occidente. Il denaro, secondo i funzionari, sarebbe stato visto come un incentivo iniziale per tregue parziali, non come una ricompensa per la loro entrata in vigore. Ciò ha rilanciato una proposta dello scorso anno per sbloccare fondi a favore della Russia. All’epoca, si parlava di sbloccare fino a 100 miliardi di dollari. “
Gli investitori coinvolti: A rilevare la quota sarebbe una cordata internazionale guidata da investitori del Medio Oriente e dal miliardario americano Todd Boehly. Diverse figure coinvolte hanno legami commerciali con gli stessi Witkoff e Kushner (sebbene il NYT specifichi che non ci sono prove di un profitto diretto per i due inviati USA). THE NEW YORK TIMES– LINK
Sblocco delle sanzioni: Con il passaggio di proprietà a entità non russe approvato dal Tesoro USA, le attività verrebbero rimosse dalle sanzioni, riacquistando istantaneamente valore di mercato. I fondi pagati a Lukoil rimarrebbero temporaneamente congelati in conti bancari blindati negli Stati Uniti per evitare di finanziare direttamente lo sforzo bellico del Cremlino. TNY- link
*** se mai ci fosse un legame tra la lirica di Roberto e il disegno che dentro di me andava proprio lì, non ne ho alcuna idea, ma so che andava lì !- Forse l’autore della poesia ci dà un aiuto o forse altri– scusate e grazie.
sarebbe nessuno


https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/milano-murale-morti-lavoro-infortuni-p3lhmmhz- 28 aprile 2025

20 September 2024, Lower Saxony, Apen: An apprentice who lost several fingers in an accident at work bakes in the Ripken wood-fired oven bakery. The Federal Minister of Economics visits several companies in Lower Saxony on a trip through the northwest. Photo: Sina Schuldt/dpa (Photo by Sina Schuldt/picture alliance via Getty Images)/ link
ANSA.IT 11 OTTOBRE 2026 – 14.28

foto Ansa.it
I dati Inail relativi ai primi otto mesi del 2026 restituiscono un’Italia segnata da circa 404.809 denunce totali di infortuni occorsi in occasione lavorativa, un aumento del 5,4% rispetto all’anno passato.
Lo fa notare l’Anmil, l’Associazione fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro in occasione della 76/esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, che si celebra oggi, 11 ottobre.
Con l’aumento del 2,9% delle denunce di infortunio con esito mortale, afferma l’associazione, “si smentisce anche quella minima variazione in negativo dei primi sette mesi dell’anno.
Da gennaio ad oggi, 701 lavoratori hanno perso la vita
le denunce di malattia professionale aumentano del 16,3%, arrivando a quota 74.542″.
L’Anmil chiede quindi di istituire il reato autonomo di ‘omicidio sul lavoro’ nell’ordinamento giuridico italiano.

Presidente dell’ANMIL di Pordenone dal 2008, Amedeo Bozzer è stato protagonista di una prolifica carriera associativa, inaugurata poco dopo l’infortunio in fabbrica che gli costò, a 21 anni, l’uso della mano destra.
DA :_ https://superando.it/2026/05/11/amedeo-bozzer-eletto-alla-presidenza-dellanmil/
“Non si tratta di giustizialismo, – afferma il presidente Amedeo Bozzer, ricordando la proposta di legge presentata alla Camera il 19 marzo 2026 e attualmente all’esame della Commissione Giustizia – bensì di inaugurare una nuova era di giustizia sociale che merita basi solide volte a ritrovare la perduta fiducia nella capacità dello Stato di tutelare la sicurezza dei lavoratori. Un’era che finalmente restituisca dignità alla salute e sicurezza dei lavoratori attraverso l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, capace di accentrare e uniformare le indagini in materia superando la deleteria frammentazione territoriale vigente, e guidata da una squadra di magistrati esperti della vastità tematica che la sicurezza del lavoro abbraccia. Una Procura che faccia finalmente scuola, reale e non solo di facciata”, rincara.
Le celebrazioni nazionali si svolgono quest’anno a Longarone (Belluno), in ricordo del disastro del Vajont, con il patrocinio del Comune di Longarone, della Regione del Veneto e della Provincia di Belluno.
In occasione della Giornata nazionale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al presidente dell’Anmil Bozzer un messaggio in cui sottolinea che la scelta di Longarone richiama uno dei più gravi disastri ambientali avvenuti nel nostro Paese e suona monito di quanto sia necessario porre la vita e la dignità di ciascuna persona al centro di ogni scelta, a partire da quelle collettive e da quelle che caratterizzano i contesti di produzione e di lavoro”.
“La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – prosegue il capo dello Stato – trova il suo fondamento nei principi della Costituzione. Da essi discende un dovere concreto: intervenire sui rischi prima che si traducano in incidenti, attraverso una prevenzione efficace, una formazione adeguata e misure di protezione capaci di ottimizzare, a questo scopo, i cambiamenti tecnologici e organizzativi del lavoro.
Il ruolo dell’Anmil, libera associazione diretta a sostenere con le sue attività, anche di rappresentanza, gli infortunati, i superstiti e le loro famiglie, è prezioso. Si tratta di un impegno che unisce alla tutela dei diritti il sostegno concreto alle persone e l’accompagnamento nei percorsi di inclusione e di reinserimento sociale e lavorativo, dopo l’infortunio. In questo senso, Anmil opera come vero e proprio agente della Costituzione. Alle vittime degli incidenti sul lavoro e alle loro famiglie va il commosso pensiero e l’impegno della Repubblica. Questa Giornata richiama istituzioni e forze sociali a una responsabilità non eludibile: fare della prevenzione un’attività permanente, affinché nessun lavoro possa mettere in pericolo la vita di chi lo svolge”, conclude il presidente.
“Longarone ci richiama a una delle più grandi tragedie della nostra storia il disastro del Vajont del 9 ottobre ’63. È un luogo che ci ricorda quanto possano essere devastanti le conseguenze quando i rischi vengono sottovalutati e quanto sia indispensabile fare della prevenzione una responsabilità concreta e quotidiana“. Lo afferma la ministra del Lavoro, Marina Calderone, in un videomessaggio per la Giornata nazionale delle vittime sul lavoro.
“La memoria non serve soltanto a ricordare, serve soprattutto a orientare le nostre scelte. La prevenzione rappresenta la prima e più importante forma di tutela della vita e della dignità delle persone. La sicurezza sul lavoro si costruisce intervenendo prima che si verifichi un incidente, prima che un rischio si trasformi in una tragedia, prima che una famiglia debba fare i conti con una perdita irreparabile”, aggiunge, “è questa la direzione che il governo ha scelto di rafforzare con il decreto legge numero 159 del 2025, il più ampio intervento organico in materia di salute e sicurezza sul lavoro dagli anni del testo unico del 2008″.
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2 gennaio 2026 — Convertito in legge il Decreto Salute e sicurezza sul lavoro
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/convertito-legge-il-decreto-salute-e-sicurezza-sul-lavoro
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DAL LINK SOPRA— ** bisognerebbe sapere quanto di questo è stato fatto per migliorare il controllo **
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RAINEWS / VIDEO – 1.35 min. — Stefano Corradino:
Giornata nazionale delle vittime sul lavoro / link sotto
al min. 1.27 — ” Da più parti si registra una diminuzione dei controlli “,
oltre al numero dell’Osservatorio nazionale di Bologna 7 / LINK dove si parla di oltre 1000 morti sul lavoro da gennaio
apri qui:
MOSTRA A MILANO, IN VIA TORTONA 26
DAL 10 OTTOBRE AL 5 NOVEMBRE-
INFORMAZIONI : MANUSARDI STUDIO FOTOGRAFICO
TEL 348 032 4117
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Nobel per la pace a Navi Pilay, una vita contro la legge del più forte in ogni caso,
dal Sudafrica al Ruanda fino a Gaza: Goebbels plaude dall’inferno.
L’ira di Trump: sanzioni contro la Corte penale internazionale.
E sotto accusa finiscono la giurista e il Tribunale.

https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-10-10-2026
10 ottobre

ore 16.00
E’ partito a Torino il corteo pro Palestina

da : L’Adige.it
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link X di Sandrino Russo
apri qui — corteo a Palermo ** fai clic sull’immagine che appare
https://x.com/sandrinorusso74/status/2108937023075598481/video/1
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IL SOLE 24 ORE — DA LONDRA– 1.01 min
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10 ottobre 2026-
TUTTE LE PIAZZE D’ITALIA
video, 1.07 min. – ” Non si argina il mare “
NOTA:
Anbamed è una testata giornalistica online e associazione di promozione sociale (APS) fondata da Farid Adly, dedicata alla diffusione gratuita di notizie, approfondimenti e rassegne stampa provenienti dal Sud-Est del Mediterraneo e dal Grande Vicino Oriente (un’area che si estende dal Nord Africa fino al Medio Oriente e all’Asia centrale).
Offre una newsletter quotidiana e un servizio audio in lingua italiana con un riepilogo di 5-10 notizie geo-politiche e culturali.
Fondata da Farid Adly, con la presidenza dell’associazione affidata a Ismail Emiliano Kashbur e la registrazione presso il Tribunale di Patti.
È possibile consultare gli aggiornamenti, l’archivio delle newsletter audio e i bollettini direttamente sul Sito Ufficiale Anbamed o attraverso i loro canali social (Telegram, Facebook, YouTube)
testo DA: Overview dell’AI / GOOGLE.COM RICERCA
DA : PRESSENZA
Sabato 10 ottobre mobilitazione mondiale per la Palestina libera

L’Alleanza Globale per la Palestina invita tutti e tutte ad una giornata mondiale di mobilitazione per sabato 10 ottobre per chiedere ai governi un embargo sulle armi, sanzioni contro lo stato di Israele e la fine della complicità internazionale con questo stato genocidario. Oltre 200 città hanno già confermato l’organizzazione di presidi e manifestazioni per quella data.
Il Centro europeo per i media palestinesi ha documentato oltre 68.000 manifestazioni ed eventi svoltisi in 818 città di 30 Paesi europei durante i tre anni della guerra genocida nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata.
Il monitoraggio e la documentazione sul campo e digitale, condotti dal centro in collaborazione con istituzioni e associazioni palestinesi operanti in Europa, hanno registrato 68.162 eventi tra ottobre 2023 e ottobre 2026.
*** ricordatevi di sbloccare la voce facendo clic sul /
LA 7– TAGADA’
*** per Donatella, la nostra sicula- ligure–
**segnalo all’inizio questo link di Getty Images, dove forse alcune immagini della chiesa sono più belle:
+ DETTAGLI DEI MOSAICI
DA:
wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Monreale#/media/File:Monreale_creation_earth.jpg

CREAZIONE DELLA LUNA E DEL SOLE — sec. XII

dei pesci e degli uccelli

Dio si riposa dopo la creazione

Adamo

Adamo entra nell’Eden

La caduta– _photo_ru_Sibeaster16.jpg
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Monreale_photo_ru_Sibeaster16.jpg

Adamo ed Eva in Paradiso
– Opera propria

Abele e Caino offrono il loro sacrificio a Dio
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Abel_and_Cain_offer_their_sacrifice_to_God.jpg

Caino contro Abele
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Abel_and_Cain_offer_their_sacrifice_to_God.jpg

Gesù e la donna di Samaria

Gesù nella casa del fariseo

Gesù sana un lebbroso

Gesù guarisce due ciechi a Gerico
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MOSAICI DELLA CROCIERA E DEL TRANSETTO
– Opera propria

COLONNINE DEL CHIOSTRO DELLA CATTEDRALE
– Opera propria

photo_ru_Sibeaster04.jpg
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Monre
*** dai un’occhiata al post seguente, se vuoi
come ho potuto l’ho aggiustata, vi consiglio però di andare sul link, specie se masticate qualcosa di inglese come oggi fanno quasi tutti.. ci sono i testi !
SITO ACOMA
