ELVIS PRESLEY — la famosissima ” One night “

 

 

 

 

 

One night with you
Is what I’m now praying for
The things that we two could plan
Would make my dreams come true

Just call my name
And I’ll be right by your side
I want your sweet helping hand
My loves too strong to hide

Always lived, very quiet life
I ain’t never did no wrong
Now I know that life without you
Has been too lonely too long

One night with you
Is what I’m now praying for
The things that we two could plan
Would make my dreams come true

Always lived, very quiet life
I ain’t never did no wrong
Now I know that life without you
Has been too lonely too long

One night with you
Is what I’m now praying for
The things that we two could plan
Would make my dreams come true

 

 

Una notte con te
è ciò per cui prego
le cose che noi due potremmo mettere in atto
farebbero avverare i miei sogni

basta che chiami il mio nome
ed io sarò al tuo fianco
io voglio la tua dolce salvifica mano
il mio amore è troppo forte x essere celato

sempre esistito, vita molto tranquilla
non ho mai commesso errori
ora so che la vita senza di te
è stata troppo sola troppo a lungo

Una notte con te
è ciò per cui prego
le cose che noi due potremmo mettere in atto
farebbero avverare i miei sogni

sempre esistito, vita molto tranquilla
non ho mai commesso errori
ora so che la vita senza di te
è stata troppo sola troppo a lungo

Una notte con te
è ciò per cui prego
le cose che noi due potremmo mettere in atto
farebbero avverare i miei sogni

TESTO INGLESE E TRADUZIONE DA:

ANGOLO TESTI.IT

https://www.angolotesti.it/E/testi_canzoni_elvis_presley_2681/testo_canzone_one_night_90058.html

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Nino Cartabellotta @Cartabellotta/ LINK X / — 8.34 — 17 maggio 2026 – grazie ! +++ Mauro Biani / link sotto- 17 maggio– 18. 23 — grazie carissimo Mauro !

 

 

 

Immagine

foto dal suo X

Nino Cartabellotta @Cartabellotta

 

 

 

 

Nessuna giustificazione della violenza! Ma invece di soffiare sull’odio razziale la politica si occupi dello stato di abbandono dei servizi di salute mentale Che non riescono più a intercettare e prendere in carico le fragilità psichiche prima che diventino emergenze #Modena

 

 

***********************

 

 

Mauro Biani  @maurobiani  / link X

17 maggio 2026 — 18.23

 

 

 

Caro #BakarySako.
#Taranto #Spinoza #Marx #cultura
#Razzismo.
E quelli che nella tragedia di
#Modena fanno gli sciacalli per due spicci di voti, incuranti della realtà e dei danni culturali che procurano. Senza #vergogna.
Oggi per
@repubblica

 

 

 

 

 

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GAETA – LATINA — grazie a RUGGIERO FILANNINO ( vedi sotto ) :: GAETA ( pr. LATINA ) — foto varie

 

 

 

Gaeta è un comune italiano di 19 078 abitanti ( 28-02-2026 ) della provincia di Latina nel Lazio

( ma deve essere piena di turisti tutto l’anno )


se vuoi apri qui

https://it.wikipedia.org/wiki/Gaeta

 

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link X di RUGGIERO FILANNINO che ci ha fatto conoscere Gaeta-Latina

17 maggio 2026 — 8.48 

 

 

I VICOLI MEDIOEVALI DI NOTTE

 

Le foto che seguono sono di Getty Images–
LINK:
https://www.gettyimages.it/search/2/image?phrase=gaeta&tracked_gsrp_landing=https%3A%2F%2Fwww.gettyimages.it%2Fimmagine%2Fgaeta

 

 

 

GAETA

 

 

 

Italy in the 19th century from the 1873 book ‘the Earth and her People

Cittadella di Gaeta sulla formazione rocciosa in Italia –dal libro ” La terra e il suo popolo “, 1873

 

 

 

Gaeta

Gaeta, il Castello  angioino- aragonese

 

 

 

Gaeta Olives in Bowl

olive di Gaeta

 

 

 

Dramatic coastal cliffside with a lone pine tree overlooking the deep blue sea at sunset

La costa e il mare

 

 

Beautiful postmodern building by the sea, Gaeta, ItalyVilla Bevilacqua di  Paolo Portoghesi a Gaeta

 

 

 

Sunset

Tramonto a Gaeta

 

 

 

Summer Dream

 

Il Mediterraneo visto da Gaeta

 

 

 

Pizza

 

 

 

Rows of organically grown tomatoes in a greenhouse

 

 

 

Fettuccine with Clams

tutte le foto sopra sono da Getty Images

Fettuccine alle vongole

 

 

 

 

File:Gulf of Gaeta map.png - Wikipedia

golfo di Gaeta nel Lazio
da:
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Gulf_of_Gaeta_map.png

 

 

REGIONI DEL LAZIO

 

Cartina politica del Lazio con province

Cartina politica Lazio

 

 

File:Map of comune of Gaeta (province of Latina, region Lazio, Italy).svg

GAETA NELLA PROVINCIA DI LATINA-LAZIO

 

 

 

DI GAETA VI MOSTRO SOLO UNA PICCOLA CHIESA:

 

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La chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, anche detta degli Scalzi per la presenza nell’annesso convento e dei santi Cosma e Damiano, fino al 1806 dei frati dell’Ordine degli agostiniani scalzi, è un luogo di culto cattolico di Gaeta, situato nel quartiere di Porto Salvo.

*** INIZIATA NELLA PRIMA META’ DEL ‘600

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_di_Porto_Salvo_(Gaeta)

 

 

 

 

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SIMONE PIERANNI, ” BIANLUAN “. Gestiamo insieme il caos. Ma Taiwan è la linea rossa. Il sorpasso.. IL MANIFESTO DI VENERDI’ 15 MAGGIO 2026 + altro sull’imperatore Ming

 

 

 

 

IL MANIFESTO DI VENERDI’ 15 MAGGIO 2026
https://ilmanifesto.it/gestiamo-insieme-il-caos-ma-taiwan-e-la-linea-rossa

 

 

 

Gestiamo insieme il caos. Ma Taiwan è la linea rossa.

 

 

 

L’incontro tra Xi e Trump ieri a Pechino. E le bandiere di Usa e Cina su piazza Tienanmen Ap

Xi Jinping, a destra, e Donald Trump visitano il Tempio del Cielo a Pechino – (Brendan Smialowski/Foto Pool via AP)

 

 

 

video,  1.30 min.  — pubblicato da Euronews in italiano

Non pochi hanno notato che il Tempio del Cielo di Pechino, dove ieri è stato accompagnato in visita Donald Trump, fu voluto dall’imperatore Yongle, terzo della dinastia Ming (dal 1402 al 1424) e in alcuni casi associato proprio a Xi Jinping.

Il Tempio del Cielo è il luogo che unisce visione armoniosa confuciana e gli estremi, cielo e terra, di radice taoista, luogo di antiche preghiere per un buon raccolto.

 

Ma Yongle è stato anche l’architetto della potenza globale cinese, un «legista ( chi si intende di leggi ) » nei metodi (proprio come Xi Jinping, ovvero a favore di una società disciplinata, controllata e determinata) e che volle una flotta tecnologicamente fuori scala per l’epoca: centinaia di «navi dei tesori» (baochuan) lunghe tra i settanta e i cento metri secondo le fonti Ming, vere cittadelle galleggianti con cui :::

 

Pechino impose il proprio sistema tributario dall’Indonesia fino alle coste orientali dell’Africa, proiettando l’ombra dell’Impero sull’intero Oceano indiano.

 

Quindi, simbologia spinta. E chiarezza immediata: Pechino ha usato la sua storia millenaria e tutto il suo arsenale di buone maniere per rendere più soft possibile l’arrivo di Trump nella capitale. Ma non appena seduti al tavolo per il primo round di incontri, Xi Jinping ha giocato la sua carta principale, ovvero Taiwan. Il leader cinese ha specificato che le relazioni tra Cina e Stati uniti hanno un termometro determinato dallo status dell’arcipelago.

 

I media cinesi riportano che Xi avrebbe detto questo: «Se la questione Taiwan sarà gestita correttamente, le relazioni tra i due paesi possono mantenere una stabilità generale. Se gestita male, i due paesi potrebbero scontrarsi o persino arrivare al conflitto, spingendo l’intero rapporto verso una situazione estremamente pericolosa. L’ “indipendenza di Taiwan” è incompatibile con la pace nello Stretto; mantenere la pace e la stabilità è il massimo comune denominatore tra Cina e Stati uniti. La parte americana deve agire con estrema prudenza nel gestire la questione di Taiwan».

Questa è l’offerta cinese al presidente Trump: basta una parola, più che qualche gesto o atto politico, basta un minimo disimpegno statunitense e il resto andrà da sé. La carta Taiwan indica un elemento piuttosto rilevante di questo summit (che i media statunitensi continuano a definire «ad alta tensione», nonostante il clima in realtà molto disteso, i bambini ad accogliere Trump, gli articoli zuccherosi dei media nazionali eccetera), ovvero la posizione di forza della Cina. Xi Jinping sa che Trump ha bisogno di de-escalation, di probabile aiuto cinese per Hormuz e di dimostrare di saper gestire la complicata relazione con la Cina e di portare a casa qualcosa (acquisti di soia, di Boeing e rassicurazioni sulle terre rare).

 

D’altro canto Xi Jinping stesso ha bisogno di calma (e magari di nuove aperture sul fronte tech): la disoccupazione giovanile, i postumi della crisi immobiliare e soprattutto i consumi che continuano a non andare come vorrebbe la leadership, a indicare un senso di pessimismo della classe media cinese, suggeriscono la necessità di trovare un modus vivendi con la controparte americana.

Dire Taiwan significa anche ricordare agli Stati uniti che è finita l’epoca del chongmei del «fascino per gli Usa» e che ora è la Cina che può dettare i tempi della relazione.

Su Taiwan Trump non ha detto niente, per ora: si è limitato a dire quanto stimi Xi Jinping e quanto la Cina sia bellissima. Parole al miele di fronte a un altro avvertimento di Xi Jinping, che nel suo discorso introduttivo ha usato una delle sue espressioni preferite: bianluan.Bian indica il mutamento dei rapporti di forza, luan l’instabilità che ne deriva se tale processo non è guidato. Nel lessico politico di Xi Jinping, l’espressione (traducibile come «turbolenza» o «caos a seguito di un cambiamento») non descrive un semplice disordine contingente, ma delinea la complessa compenetrazione tra i cambiamenti epocali (bian) della transizione multipolare e il caos sistemico (luan) generato dal declino dei vecchi equilibri, elevando la stabilità a imperativo strategico e ponendo la Cina come l’ancora di certezza necessaria a governare l’entropia della storia contemporanea.

Per Pechino, dire bianluan significa dire a Washington (e al mondo) che

la stabilità non è più un dato acquisito, ma un obiettivo da negoziare per evitare che la competizione scivoli nel conflitto.

In questo schema, nel quale Xi Jinping ha citato anche «la trappola di Tucidide», la Cina si autorappresenta come l’unica forza capace di dare una direzione razionale al caos, l’unico «timoniere» in grado di gestire la transizione senza far schiantare la nave contro gli scogli della Storia.

 

 

 

QUALCHE NOTIZIA SULL’IMPERATORE JONGLE – DINASTIA MING

 

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Ritratto ufficiale dell’imperatore Yongle.  / LINK WIKIPEDIA
TaipeiNational Palace Museum.

 

 

Yongle (永乐TYǒnglèPNanchino2 maggio 1360 – Yumuchuan12 agosto 1424), nato come Zhu Di (朱棣TZhū DìP) fu il terzo imperatore della dinastia Ming dal 1402 al 1424. Il suo nome, “Yongle”, significa “felicità eterna”. È generalmente considerato il più grande imperatore della dinastia Ming, e uno dei più grandi imperatori di tutta la storia della Cina.

 

 

 

 

Stemma

IL SUO BELLISSIMO STEMMA — mi sembra un’opera grafica modernissima, ch.
Originale: Sconosciuto Vettoriale: 麗春 – Opera propria Reference: https://www.dpm.org.cn/collection/seal/233672.html

 

 

 

 

La Cina dei Ming sotto l’imperatore Yongle (1424)

 

 

 

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*** Una giraffa Africana mostrata in uno zoo della dinastia Ming.

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ICON MAGAZINE, CARLA BRAZZOLI, 3 aprile 2014 / grazie ! :: SERGIO STAINO IN MOSTRA A SIENA NEL 2014 — + dove è nato + Only you di Elvis Presley — per Sergio Staino

 

 

 

 

 

 

 

sergio staino

 

Sergio Staino – –  (Piancastagnaio8 giugno 1940 – Firenze21 ottobre 2023[1])

 

Gorup de Besanez – Opera propria

 

 

 

tutte le immagini e scritte seguono — e ringraziamo !
da:

 

ICON MAGAZINE

Le vignette di Sergio Staino in mostra a Siena

di Carla Brazzoli

La città di Siena, che organizza a Santa Maria della Scala la prima rassegna antologica del conterraneo Staino (nato a Piancastagnaio sull’Amiata, in provincia di Siena) dal titolo Satira e Sogni. Disegni, acquerelli, opere digitali (dal 6 aprile al 3 novembre 2014)

LINK – APRI QUI
https://www.iconmagazine.it/eventi/vignette-sergio-staino-mostra/

 

 

 

 

 

 

Le vignette di Sergio Staino in mostra a Siena - Iconmagazine

IL VENERDI’ 2014

 

 

 

 

2012 — DIMENSIONE AGRICOLTURA

 

 

 

SCHIZZO PREPARATORIO PER IL FILM ” CAVALLI SI NASCE ”

 

 

 

 

LA PRIMA STRISCIA DI BOBO,  LINUS, 1979

 

 

 

 

Dimensione Agricoltura, 2014

 

 

 

Inedito, 2006

 

 

Left, 2014

 

 

 

Fondale Teatro Ariston, 2006 — Sanremo

 

 

 

inedito,  “Piccolo chimico  “- 2002

 

 

 

RIPETO CHE IMMAGINI E TESTO SONO DI:

https://www.iconmagazine.it/eventi/vignette-sergio-staino-mostra/

 

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QUALCHE IMMAGINI, NON FACILE DA TROVARE ( decenti ), DI PIANCASTAGNAIO SULL’AMIATA- SIENA-

dove è nato Staino e Carducci

 

 

 

Casa di Giosuè Carducci a Piancastagnaio, Toscana, Italia.

 

 

 

Piancastagnaio – Veduta

Piancastagnaio – Veduta
. Beatrice presunto

 

 

 

Piancastagnaio – Mappa

PIANTACASTAGNAIO NELLA PROVINCIA  DI SIENA

 

 

 

 

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LA ROCCA DEGLI ALDOBRANDI  NEGLI ANNI VENTI
ignoto – La Toscan CTT

 

 

 

ROCCA DEGLI ALDOBRANDESCHI: Tutto quello che c'è da sapere

LA ROCCA ALDOBRANDESCA – simbolo della città

TRIPADVISOR

 

 

SOLO TU, CARISSIMO STAINO  !

 

 

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ANSA.IT  16 MAGGIO 2026- 21.13 : Pet tourism, un tesoro che in Italia vale 9.5 miliardi ma potrebbe quasi raddoppiare. Cani e i gatti registrati sono ormai 2,3 volte superiori ai figli di età inferiore ai 14+ immagini

 

 

 

ANSA.IT  16 MAGGIO 2026- 21.13

https://www.ansa.it/canale_viaggi/notizie/news/2026/05/16/pet-tourism-un-tesoro-che-in-italia-vale-9.5-miliardi-ma-potrebbe-quasi_3b2859fe-0ff3-410c-8592-5371e654705c.html

 

 

Pet tourism, un tesoro che in Italia vale 9.5 miliardi ma potrebbe quasi raddoppiare.

Cani e i gatti registrati sono ormai 2,3 volte superiori ai figli di età inferiore ai 14

 

- RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

In vacanza con gli amici animali: un mercato molto interessante e promettente per il mondo del turismo visto che in Italia i cani e i gatti registrati sono ormai circa 16,5 milioni ovvero 2,3 volte superiori ai figli di età inferiore ai 14 (che quindi vanno ancora in vacanza con i genitori) ma che viene però ancora visto con reticenza dagli operatori e dalle destinazioni.

Emerge dalla ricerca di Jfc ‘Dalla carrozzina al guinzaglio.

L’evoluzione sociale e l’incidenza sul turismo dei pets’.
”Un fenomeno non solo italiano – spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della ricerca – se si considera che a livello europeo si contano 89,6 milioni di cani e ben 108,3 milioni di gatti da affezione, generando così un totale pari a 198 milioni circa di cani e gatti da compagnia.

 

 

 

 

 

FOTO REPUBBLICA

 

 

 

E si tratta di una clientela che, nell’estate 2026, prediligerà le destinazioni montane e appenniniche nel 35,4% dei casi, e che considera il Trentino Alto Adige la regione più pet friendly, seguita da Emilia Romagna e Toscana.

All’estero, la nazione preferita è la Francia, poi la Spagna e la Germania.

Quest’anno gli italiani soggiorneranno mediamente 12,1 notti fuori casa in compagnia del proprio cane o gatto, spendendo 22,20 euro in più al giorno per il proprio pet”. Complessivamente, sono 3 milioni 975 mila i nuclei familiari che quest’anno faranno almeno una vacanza in compagnia del proprio pet per oltre 73 milioni di presenze turistiche “umane”, generando un valore stimato in 9 miliardi 560 milioni di euro.

 

 

Il cagnolino viaggiatore che promuove il turismo dog friendly

Il cagnolino viaggiatore  / LINK

 

 

Tuttavia, il mercato potenziale è decisamente più elevato e potrebbe raggiungere quota 15 miliardi 802 milioni di euro secondo lo studio di Jfc. 
Il fenomeno della contrapposta evoluzione che emerge tra l’indice di natalità e l’adozione di animali già incide sul mercato turistico, e lo farà in maniera più evidente nei prossimi anni. Tuttavia, l’offerta italiana sembra non rendersene pienamente conto, se è vero che sono moltissime le strutture ricettive, i gruppi alberghieri e le destinazioni che si propongono sul mercato con offerte dedicate alle famiglie con bambini (tant’è vero che sono oltre 15 milioni i risultati che emergono su google1 effettuando la ricerca delle parole chiave “vacanza family friendly”), mentre invece c’è ancora reticenza verso il segmento pet. “Poche offerte, con limiti di vario genere, promosse quasi in silenzio – dice Feruzzi – per non creare fastidio agli altri clienti. Infatti, se da un lato le strutture ospitali, ad esempio i family hotels, si propongono con offerte che includono i bambini/ragazzi gratis anche sino ai 18 anni e con una serie di benefit dedicati (formula all inclusive con miniclub, animazione, free drink, menu bimbi, culle e fasciatori, etc.), dall’altro ancora troppe poche strutture offrono servizi dedicati agli animali e, soprattutto, molte richiedono ancora un supplemento. Senza considerare che alcune destinazioni creano vere e proprie barriere allo sviluppo del pet tourism: la proposta di un’imposta di soggiorno di 1,50 euro al giorno per cane per i turisti in Alto Adige – poi ritirata a novembre 2025 a causa delle forti critiche – è l’esempio più lampante di una scarsa visione di prospettiva”.

 

 

Il turismo pet-friendly e l'economia italiana: un'opportunità di sviluppo

Viaggia con il suo zainetto.. / LINK

 

 

In sostanza, emerge come 4 Italiani su 10 rinunciano alla vacanza con il proprio animale da compagnia, e ciò è dovuto anche ad una serie di difficoltà che i nostri connazionali riscontrano nel momento stesso in cui si approcciano alla prenotazione. Perché è un dato di fatto: prenotare una vacanza con il proprio pet può rappresentare un problema. Infatti, solo il 10,7% di italiani afferma di non trovare alcuna difficoltà, rispetto al restante 89,3% che riscontra almeno un fattore di criticità nel momento in cui pensa a dove andare in vacanza nell’estate di quest’anno, volendo ovviamente farlo in compagnia del proprio animale. Le maggiori difficoltà: “trovare una struttura dove venga ospitato l’animale da compagnia”, indicata dal 27,6% degli Italiani, ma anche la difficoltà di “fare un viaggio tranquillo e avere un trasporto adeguato” per il proprio animale (14,5%). Alta anche la quota di coloro (8,9%) che segnalano come complicato “trovare ristoranti dove sia possibile entrare in compagnia dell’animale”, come pure “trovare spazi verdi a disposizione” (6,1%) e trovare “località pet friendly” (5,6%).

 

 

 

 

FOTO DA:

TURISMO DI PROSSIMITA’

https://www.turismodiprossimita.net/piattaforme-turismo-prossimita-pet-friendly/

 

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FABRIZIO, La canzone dell’amore perduto –+ Ballata dell’amore cieco– stesso 45 giri / 1966

 

 

(Genova18 febbraio 1940 – Milano11 gennaio 1999)

 

 

 

 

 

 

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video, 16 min. — LA STAMPA, 14 maggio –GUSTAVO ZAGREBELSKI — SALONE DEL LIBRO— L’ironia di Zagrebelski: ” Sicuri che il MINISTRO GIULI si occupi di cultura? “

 

 

 

 

Gustavo Zagrebelsky, Giurista ed ex Giudice della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana, discute con il vicedirettore de La Stampa, Federico Monga, sul ruolo della cultura in tempo di guerra e sulle recenti polemiche che hanno investito la Biennale di Venezia.

 

 

 

 

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ARTEMIDE DI EFESO, COPIA ROMANA DEL II sec. d. C. * è un statua famosa, ma a guardarla oggi impressiona un po’.. forse solo me ( ch. )? + altro + altro

 

 

 

 

 

Statua in marmo di Artemide di Efeso , 125-175 d.C. (Museo di Selçuk, Selçuk, Turchia )

DA :
di  – 20 MARZO 20
https://www.worldhistory.org/image/2418/artemis-of-ephesus/

 

La statua originale, fabbricata in legno d’ulivo, non è giunta fino a noi; a noi è giunta una copia romana del II secolo d.C.

Mani tese: ha entrambe le mani in avanti.
Simboli di fertilità: Il busto è ornato da numerose file di protuberanze (spesso interpretate come seni multipli o testicoli di toro).
Testa incoronata: Porta un copricapo alto (polos) ed è circondata dagli animali a lei sacri: due cervi-
La testa della dea è adornata da animali, mentre al collo porta una collana di perle e i segni zodiacali, simbolo del suo dominio sui cieli.

Quattro statue di culto di Artemide Efesia furono ritrovate nel 1956 da archeologi austriaci nel Prytaneion di Efeso. Sebbene queste opere risalgano al periodo imperiale romano, si pensa che siano copie di un’antica statua di culto, forse in legno, del Grande Tempio di Artemide.

Autori antichi come Pausania menzionano una statua di culto in legno eretta dalle Amazzoni. L’architetto romano Vitruvio scrisse che, nel I secolo a.C., la statua di Artemide nel tempio era realizzata in legno di cedro. Questo tipo di Artemide è noto come “Artemide Polimastros”, la dea dai molti seni (ne conta 26), sebbene alcuni esperti credano che le protuberanze possano essere uova, grandi perle d’ambra o testicoli di tori sacrificali.

 

A differenza delle statue classiche greche e romane, con la loro enfasi sulla forma umana e le proporzioni geometriche ideali, questa Artemide, rigida e ricoperta di immagini di animali e simboli, evoca un’epoca più antica e orientale. Non sappiamo se le copie che vediamo oggi siano fedeli agli originali o adattate al gusto greco-romano dell’epoca.

Il soprannome di “bella” è perfettamente appropriato per questa statua, specialmente per il suo volto che esprime forza femminile, risolutezza e serenità. Il marmo e la lavorazione sono di qualità eccellente, e i dettagli intricati sono straordinari. L’effetto complessivo è affascinante e alieno per molti osservatori moderni occidentali.

La statua presenta cinque magnifiche bestie alate ai lati del copricapo e sei file di animali inginocchiati lungo la gonna stretta. Figure mitologiche e segni zodiacali decorano il collo della dea, mentre leoni e leonesse adornano le braccia e i polsi. Le gambe presentano pannelli con figure come una Nike alata, una rosetta e un’ape.

Il piedistallo della statua, che si allarga come radici di un albero, espone le dita dei piedi della dea. Purtroppo, essendo esposta in una nicchia vicino al muro, è difficile ammirare il lato della figura e impossibile vederne il retro.

La “Bella Artemide Efesia” continua a incantare con il suo mistero e la sua bellezza senza tempo, custodita nel Museo Archeologico di Efeso a Selçuk.

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

In questa foto si vedono meglio i piedi– come la maggioranza del testo è preso da:

FACEBOOK: Post di Cosa?–

LINK:  https://www.facebook.com/cosaecosa/posts/nel-cuore-dellantica-citt%C3%A0-di-efeso-in-turchia-si-erge-una-meraviglia-del-passat/1048029374200671/

 

 

 

Klaus-Peter Simon – Opera propria

 

*I musei che hanno anche una collezione significativa di oggetti di Efeso includono il Museo di Efeso a Vienna,Musei Archeologici di Istanbul, il Museo Archeologico di Smirne e il British Museum di Londra.

NOTIZIE SUL MUSEO E FOTO DA:
https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_archeologico_di_Efeso

 

 

 

MUSEO EFESO DI VIENNA

Partherdenkmal, Ephesos Museum Wien

Fregio dei Parti di Efeso ( una parte )  è una struttura del II secolo ricostruibile solo ora sulla base dei suoi resti. Il nome deriva da alcune lastre di rilievi ritrovati nel 1903 davanti alle rovine della biblioteca di Celso a Efeso. Secondo il punto di vista di alcuni studiosi non è sicuro che la raffigurazione dei rilievi tratti realmente dei Parti. S i ritiene che si tratti di un monumento eretto in occasione di una campagna partica dell’Impero romano, in base alla datazione dei rilievi. Potrebbero quindi rappresentare le campagne partiche di Lucio Vero che,  negli anni 161-166 d.C. portò alla cattura della capitale partica di Seleucia-Ctesifonte-

 

DAL MUSEO DI EFESO DI VIENNA:

Museo di Efeso Vienna - 365Austria

CHE FA PARTE DEL NEUE BURG ( NUOVO CASTELLO ) , LA PARTE PIU’ RECENTE DEL PALAZZO IMPERIALE

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ANSA.IT ( 7.28 min. ca –inizio :: varie propagande ) — Podcast- La parola della settimana di MASSIMO SEBASTIANI :: L’ERRORE — 16 MAGGIO 2026 + altro

 

 

 

 

ANSA.IT 16 MAGGIO 2026 — PODCAST : LA PAROLA DELLA SETTIMANA

 

https://www.ansa.it/sito/podcast/la_parola_della_
settimana/2026/05/16/errore_71996360-04ab-4105-9b29-fac344c580d0.html

 

 

 

 

MICHEL SERRES
IL MANCINO ZOPPO
DAL METODO NON NASCE NIENTE
BORINGHIERI, 2016

 

Chi avrebbe supposto che zoppia e mancinismo – oltretutto associati nella stessa figura ideale – venissero portati a vanto del pensiero in atto, come le sue insegne più onorifiche? A compiere il gesto di giustizia che li riscatta dalla difettività è Michel Serres, epistemologo ultraottantenne così intrigato dall’attuale sconvolgimento del sapere da farsene il supremo cantore, con un’euforia lungimirante e contagiosa, con un’audacia concettuale ignota ai colleghi giovani o a chi rimane abbarbicato a un «umanesimo di opposizione», e con uno stile ruscellante evocatore di mondi, al pari di Lucrezio. Alle idee astratte Serres preferisce da sempre le figure sintetiche. Il mancino zoppo è l’eroe dell’«età dolce», la nostra, che nella riconfigurazione digitale dello spazio-tempo si lascia alle spalle la «dura» rigidità euclidea, cartesiana, metrica, abitando la dimensione utopica del possibile e recuperando il concreto attraverso il virtuale. Ma è anche il simbolo vivo di ogni lavorio della mente degno di questo nome, dalla notte dei tempi: pensare vuol dire infatti deviare dai tracciati, avanzare di traverso e un po’ sghembi, rompere le simmetrie, afferrare il segreto di ciò che sarà domani con la stessa «formidabile inventiva dell’Universo in espansione». No, non c’è posto per il già formattato, secondo Serres. «Non conosco alcun metodo che abbia mai aperto la strada a qualche invenzione; né alcuna invenzione trovata con metodo». Solo di fronte al mancino zoppo, e a chi sia all’altezza del suo inesauribile estro, balenano nuovi modi di essere-nel-mondo

 

 

BORINGHIERI-

SFOGLIA  LE PRIME  PAGINE

https://edigita.cantook.net/o/3/p/9788833927602?l=it&autoadd=1&f=epub

 

 

 

CHROME : I PRINCIPALI DETTI DI ERACLITO

chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.unisalento.it/documents/20152/1490289/Frammenti+di+Eraclito.pdf/8c9a543a-fd36-beef-e9dd-5dc3ceabe24d?version=1.0

 

 

Da sinistra: La Scuola di Atene di Raffaello – un disegno di Michelangelo di Eraclito

 

da :

Il collezionista 10 novembre 2025
https://www.thecollector.com/greek-philosopher-heraclitus-ephesus-quotes/
Nel link sopra,  c’è un bell’articolo su Eraclito, pieno di immagini di ritratti suoi di famosi pittori e ricco di citazioni del filosofo tra le più significative-

Scrivono per esempio–

Eraclito preferiva giocare a osso di noce nel tempio di Artemide (una delle sette meraviglie del mondo antico, da non confondere con il tempio di Artemide a Corfù ) piuttosto che dedicarsi alla politica. “

 

Eraclito nasce ad Efeso ( attuale Turchia ) intorno al 535 a.C.

 

 

cartina da:
https://itesoriallafinedellarcobaleno.com/tag/efeso/

Efeso, il nome potrebbe derivare dall’ittita Apasa; ) fu una delle più grandi città ioniche in Anatolia, alla foce del fiume Caistro, sulla costa dell’odierna Turchia. La città si trovava nell’attuale Turchia approssimativamente fra le città di Smirne e Aydın

 

FORSE QUI SI VEDE UN PO’ MEGLIO–Efeso, in arancio, sotto SELCUK- sotto SMIRNE

DA:
https://www.turcotour.org/turchia/cartina-turchia-costa-egeo.php

 

 

 

 

Tempio di Artemide a Efeso, Grecia - VI secolo a.C.

Tempio di Artemide a Efeso, Grecia – VI secolo a.C. – Illustrazioni XIX secolo

 

 

 

The Library of Celsus, Ephesus, Turkey

LA BIBLIOTECA DI CELSO – EFESO
The Library of Celsus in Ephesus, Turkey, is one of the most remarkable monuments of the ancient Roman world. Built in the early 2nd century CE to honor the Roman senator Tiberius Julius Celsus Polemaeanus, it served both as a library and a monumental tomb for Celsus, who is buried in a crypt beneath it. Once housing thousands of scrolls, it was among the largest libraries of the ancient world. Its striking façade, with grand Corinthian columns and intricately carved statues symbolizing wisdom and knowledge, has been carefully restored and stands today as a stunning example of Roman architecture and the cultural significance of Ephesus.

 

Ancient roman library in Ephesus, Ephesus, Turkey

UN’ALTRA FOTO DELLA BIBLIOTECA

 

 

High angle view of the ancient Roman amphitheater ruins at Ephesus, Turkey, with visitors exploring the historic site on a sunny day,Turkey

ANFITEATRO DI EFESO

 

Amphitheatre, Ephesus, Izmir, Turkey

UN’ALTRA FOTO DELL’ANFITEATRO

 

 

Isa Bey Mosque, grand fortress of Selcuk on hill and column of Temple of Artemis in foreground.

Isa Bey Mosque, grand fortress of Selcuk on hill and column of Temple of Artemis in foreground. – Foto stock

Turkey, Izmir, Ephesus
Moschea di Isa Bey, sulla collina il castello di Selgiuk e davanti la colonna romana del tempio di Artemide

 

 

Temple of Hadrian arch detail.

dettaglio del Tempio di ADRIANO

 

TUTTE LE FOTO DI EFESO SONO DI GETTY IMAGES

https://www.gettyimages.it/search/2/image?phrase=efeso&sort=best&license=rf%2Crm&page=2

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Nino Cartabellotta @Cartabellotta/ link X sotto — 15 maggio 2026 – 13.41– PROCESSO DI CUTRO — + MARCO DAMILANO, IL CAVALLO E LA TORRE ( 15 min. ) : CUTRO E I DIMENTICATI +++ VIDEO MAURO BIANI

 

 

 

GRAZIE A ::

link X di

NINO CARTABELLOTTA — GIMBE 

Nino Cartabellotta @Cartabellotta

 

Al processo #Cutro su 94 morti niente riprese autonome, video muti e limitati, audio non disponibile in tempo reale Ma che cazzo di Paese siamo diventati?

 

 

*****

Immagine

LINK X

MARIO DAMILIANO

 

 

C’è un processo di cui giornali e tv non parlano: è quello per il naufragio di Cutro. E c’è un’altra tragedia dimenticata: l’Ong Mem Med denuncia la scomparsa di 200 migranti partiti dall’Algeria.

Chi erano?

Il racconto di Peppe Ciulla e Giacomo Del Buono #ilcavalloelatorre

 

 

VIDEO, 1.51

https://x.com/i/status/2055376793964515433

 

 

 

PUOI VEDERLO SU RAIPLAY

VIDEO, 15 minuti

https://www.raiplay.it/dirette/rai3/Il-cavallo-e-la-torre—Puntata-del-15052026-4cbc41bd-3732-418d-afda-0194a7b7c655.html

 

 

 

 

***** al minuto 14.15 — (manca o.59  alla fine ) c’e’ il video del nostro carissimo Mauro Biani

 

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Dina Yagodich- Facebook/ link sotto – UNA FOTO BELLISSIMA DI UN BOMBO — con vari fonti e qualche spiegazione ++ altro altro + altro

 

 

 

 

 

LINK DI DINA 

Dina Yagodich- Facebook

13 APRILE 2026

forse, ho visto la foto su:

Arcadia Natives
https://www.facebook.com/arcadianatives

 

 

 

 

 

 

per chi sa l’inglese, la scritta è questa :

Here’s a native bumblebee (there were tons!) on one of the native plum trees we bought from you last year!   (Dina Yagodich- Facebook )

 

 

 

NOTIZIE PER CHI NON SA L’INGLESE COME NOI..

 

Damson Plum Trees Stock Photos - Free & Royalty-Free Stock Photos from Dreamstime

Plum tree – ( – albero di prugne )

Un frutteto di prugne in fiore nella campagna francese-
da:

DREAMSTIME.COM
https://www.dreamstime.com/photos-images/damson-plum-trees.html

 

 

 

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UN BOMBO

Palica  –Fotografia ravvicinata di un bombo scattata da Mark Burnett

DA : 
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bumblebee_closeup.jpg

 

Bombus Latreille, 1802 è un genere di insetti imenotteri della famiglia Apidae, comunemente noti come bombi. È l’unico genere della tribù Bombini.

Allo stesso modo delle api, i bombi raccolgono il nettare e il polline per nutrizione. Sono tra gli insetti impollinatori più importanti e utili per l’ecosistema.

 

 

 

Bombus sylvarum
Ivar Leidus – Opera propria
 Keila, Northwestern Estonia ( vedi immagini al fondo ).
foto da : it. wikipedia 

 

 

 

 

Generalmente più grandi delle comuni api, i bombi sono caratterizzati da una livrea gialla e nera, a bande di varia larghezza a seconda della specie; ne esistono delle specie tutte nere o con bande arancioni.

La principale caratteristica di questi imenotteri è la soffice peluria, detta pubescenza.

 

 

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NOTA

Plantago lanceolata FOTO GETTY IMAGES

Close-up of plantago lanceolata in bloom

 

Plantago lanceolata Flower Head with Radiating Stamens

 

English plantain, narrowleaf plantain, ribwort plantain, ribleaf or lamb's tongue (Plantago lanceolata), Plantaginaceae

 

Spitzwegerich

FINE NOTA PLANTAGO LANCEOLATA

 

 

 

I bombi sono decisamente poco aggressivi; le regine e le operaie sono però in grado di pungere e il loro pungiglione, non avendo seghettatura (a differenza delle api mellifere), permette loro di pungere ripetutamente.

 

Bombus hypnorum

Bombus hypnorum- maschio
 André Karwath aka Aka – Opera propria
foto da : it. wikipedia 

 

 

I bombi costituiscono delle colonie simili a quelle delle api, anche se il numero di individui che compongono la comunità è sensibilmente inferiore, sia perché i bombi non creano colonie che durano più di una stagione, sia perché la femmina fecondata si limita a costruire un piccolo nido per l’inizio della comunità.

 

Bombus barbutellus

Bombus barbutellus
James Lindsey at Ecology of Commanster
Bombus barbutellus from Commanster, Belgian High Ardennes .

it. wikipedia 

 

I bombi  ( come quello sotto ) sono utilizzati sempre più spesso in agricoltura per l’impollinazione di molte piante da frutto e ortaggi. Molto spesso solo i bombi sono in grado di impollinare efficacemente alcune piante, come il pomodoro, che altrimenti risulterebbero molto difficili da impollinare. Sempre più produttori si attrezzano creando appositi spazi nelle serre per ospitare delle arnie di bombi in modo da aumentare la resa della coltivazione. Essendo però i bombi molto sensibili ai fitofarmaci ed agli insetticidi, è necessario utilizzarli in colture dove l’uso di queste sostanze è ridotto al minimo o mancante del tutto.

 

 

 

Bombus impatiens– che meraviglia !
USGS Bee Inventory and Monitoring Lab from Beltsville, Maryland, USA – Bombus impatiens, f, queen, charles co, md_2015-05-24-18.36.21 ZS PMax

The most common of all the eastern Bumblebees, Bombus impatiens, is something of the cow/chicken/pig of the non-honeybee world. Now used throughout the continent to fertilize plants in greenhouse cultivation. Note the whitish rather than yellowish light colored hairs and that the first segment of the abdomen has light hairs, but remainder are black. Collected during the BioBlitz at Pickering Creek Audubon Sanctuary near Easton, Maryland in Talbot County. A queen at that.

** è usato  per l’impollinazione

foto da — it. wikipedia 

 

 

Bombus pratorum

Bombus pratorum
https://commons.wikimedia.org/wiki/
User:Svdmolen

 

 

 

L’utilizzo dei bombi è limitato all’impollinazione poiché essi, non sopravvivendo all’inverno, accumulano scarse quantità di miele e non sono quindi utilizzati per tale produzione.

 

ALTRO NEL LINK:

https://it.wikipedia.org/wiki/Bombus#Tassonomia

 

 

 

nota:   KELIA — ESTONIA CENTRALE

un’immagine di Kelia nel centro dell’Estonia

 

Keila – Veduta

Kelia, era un comune rurale dell’Estonia centrale. Dal 2017 fa parte del nuovo comune rurale Lääne-Harju; oltre al capoluogo, il comune comprende tre borghi (in estone alevik), Karjaküla, Klooga e Keila-Joa, e 19 località (in estone küla)-

 

 

NOTA–

***Il borgo di Klooga durante l’occupazione nazista dell’Estonia, nella seconda guerra mondiale, è stato sede di un sottocampo di lavoro forzato dipendente dal campo di concentramento di Vaivara.

 

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Prigionieri di guerra tedeschi seppelliscono i morti del campo di concentramento di Klooga in Estonia, 1944.

 

FINE NOTA —

 

 

 

 

 

Üle Keila jõe ulatunud struktuuri jäänused autobaasi kõrval Keilas. Rajatis oli püstitatud kanalisatsioonitorude toetuseks.

 

 

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Keila church
Lefevrue – Opera propria

 

Senzeichi~commonswikihttps://commons.wikimedia.org/wiki/File:Keila_location.png?uselang=it

 

 

Ujumiskoht Keila Jõepargis.

 

 

 

mappa da  ALAMY

 

 

 

Map of Lithuania locating Vilnius. (Graphic by Simon MALFATTO / AFP via Getty Images)

MAPPA DEI PAESI BALTICI E CONFINANTI DA:

GETTY IMAGES :  https://www.gettyimages.it/search/2/image?phrase=PAESI%20BALTICI%20map&sort=best&license=rf%2Crm&page=2

 

*** Qui si vede bene la famosa KALINIGRAD,  dove è nato Immanuel Kant  ( fino al ’46 era Königsberg ), enclave tra la Polonia e la Lituania,  che Stalin riuscì a ottenere dopo la seconda guerra mondiale.  E’ uno dei maggiori porti del Baltico

 

******

per chi mai :

FORTEZZA KALININGRAD

LIMESONLINE 10 NOVEMBRE 2022

https://www.limesonline.com/rivista/fortezza-kaliningrad-14641193/

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“Caccia al nero”: il nuovo racconto di Stefano Massini– PIAZZA PULITA – LA 7 — 14 maggio 2026 + CRONACHE TARANTINE, 14 maggio ++Collettiva ( CGIL ), 6 maggio 2026

 

Oggi Taranto ha alzato la voce per ricordare Bakary Sacko.

Immagine

foto, gentilmente imprestata da :
Immagine

@soumi_ds / link x

 

 

 

 

 

<p>La vittima&nbsp;</p>\\n , Facebook

SAKO BAKARY ( 35 anni, Mali, residente regolarmente in Italia )
Ammazzato  a piazza Fontana, a Taranto, città vecchia.

foto da : Collettiva 

 

 

LA 7 PIAZZA PULITA — 14 maggio 2026 –

https://www.la7.it/piazzapulita/video/caccia-al-nero-il-nuovo-racconto-di-stefano-massini-15-05-2026-644918

 

 

*******

 

 

DA : CRONACHE TARANTINE / LINK  IN FONDO

 

Foto Studio Ingenito

La manifestazione, promossa dal Coordinamento Libera Taranto, dall’Associazione Babele APS, da Mediterranea Saving Humans Taranto e dalla Comunità africana di Taranto e provincia, ha raccolto il mondo dell’associazionismo, i sindacati, rappresentanti delle istituzioni e soprattutto le tante associazioni di cittadini africani che vivono e lavorano nel territorio. C’era anche don Emanuele Ferro, parroco della cattedrale di San Cataldo, che nei giorni scorsi aveva parlato con parole dure e insieme cariche di civismo, ricordando che Taranto è anche accoglienza, relazione, responsabilità.
Tra la folla, in silenzio, c’era il fratello di Bakary. Scosso, incapace di parlare. «Non ci sono più parole», ha sussurrato a chi gli era vicino.
Remo Pezzuto, coordinatore di Libera Taranto:  «Siamo qui per interrogarci come comunità. Che cosa sta diventando Taranto? E soprattutto: che cosa vogliamo che diventi?». Ha ricordato Bakary come «un uomo di 35 anni, un bracciante agricolo del Mali, che si alzava all’alba per andare a lavorare. Aveva scelto la strada più difficile e dignitosa: quella della fatica e della responsabilità». Eppure quella vita «è stata spezzata con una violenza brutale». Le indagini, ha detto, «ci stanno raccontando una verità che fa ancora più male: dietro questo omicidio ci sono giovanissimi ragazzi». Per Pezzuto, questa non è solo una vicenda criminale: «È una sconfitta collettiva, il segno di una ferita sociale, educativa e culturale profondissima».
Ha parlato di un limite che si è rotto: «Si è rotto il rispetto della vita umana, il valore dell’altro». E ha denunciato l’abbandono sociale in cui crescono tanti ragazzi: «La violenza nasce nell’assenza di opportunità, nella povertà educativa, nella solitudine». Ha ricordato che quando una persona «smette di essere vista come un essere umano e diventa solo uno straniero, un immigrato, un altro, allora diventa più facile colpirla. E più facile accettare persino l’orrore». Bakary, ha detto, «non era un numero, non era uno slogan. Aveva sogni, paure, affetti, dignità. Aveva il diritto di vivere e di sentirsi al sicuro in questa città».
Per questo, ha insistito, il presidio «deve essere più di una commemorazione: deve essere una scelta collettiva». Una scelta che dica chiaramente che «a Taranto non c’è spazio per il razzismo, non c’è spazio per la violenza, non c’è spazio per la cultura criminale che ruba il futuro ai giovani»
Ha citato una frase del Teatro degli Orrori: «È nell’indifferenza che un uomo muore davvero»  «Noi oggi siamo qui per rifiutare l’indifferenza. Per dire che la vita di Bakary conta »

 

 

link di :  CRONACHE TARANTINE- 14 MAGGIO 2026

https://www.cronachetarantine.it/index.php/attualita/16043-la-citta-vecchia-canta-il-nome-di-un-uomo-che-non-ce-piu-sotto-la-pioggia-taranto-si-e-stretta-per-sako-bakary

 

 

 

DA COLLETTIVA  – 11 maggio 2026- 13.13

 

 Il segretario generale della Cgil di Taranto, Giovanni D’Arcangelo – citazioni

 

Tutto malgrado gli appelli, gli allarmi, e mentre si continua a sottostimare un fattore molto più rischioso dell’emigrazione, ovvero il disagio sociale, l’abbandono delle periferie, la fragilità di un tessuto urbano che ormai scricchiola sotto i colpi inferti dalla crisi, dalla disoccupazione e dalla povertà. Anche in questo caso, non serve il cordoglio e la solidarietà, servono le azioni concrete.”

“L’agguato in cui è morto Bakary Sako è la terra emersa di un disagio più profondo – commenta ancora D’Arcangelo –, di un fenomeno crescente di disagio giovanile e non solo che noi abbiamo documentato con il continuo assalto agli autobus di trasporto pubblico, con l’aggressione al personale sanitario, con le botte agli operatori del 118, con i piani sociali di zona che vanno affrontati come strumento utile e necessario”.

 

“Come Cgil conosciamo benissimo il tema del lavoro bracciantile, lo stesso che svolgeva con grande rigore e dignità Bakary Sako – termina D’Arcangelo – e per questo ci rivolgiamo agli organi istituzionali affinché aprano finalmente, con tutte le parti rappresentative del territorio, la vertenza Taranto in maniera più estesa e coordinata”.

 

 

********

 

un altro articolo di cui il titolo::  se vuoi apri il link per leggere

In 15 anni 37 mila persone “fuggite” da Taranto, una città vertenza

IMAGOECONOMICA

 

Nasce la piattaforma “Taranto è Italia”. Cgil, Cisl e Uil rilanciano la battaglia sindacale sulle enormi crisi aperte: “Non più solo una questione di indicatori economici. Qui intaccato il tessuto sociale, le relazioni umane, la fiducia verso il futuro”

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o̴g̴ @Yoda4ever – 20.40 — 14 maggio 2026 — grazie carissimo Yoda !

 

 

 

 

LINK X  DI YODA  ** cose sempre bellissime.

o̴g̴ @Yoda4ever

 

 

 

 

” Elefantino che cerca di alzarsi in piedi per la prima volta.. ” – Yoda

apri qui

https://x.com/i/status/2054995204579680631

 

 

 

messi da YODA ! per allegria

 

 

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Una bellissima foto assai tenera.. di cui non so più l’autore..

 

 

 

 

 

 

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Czàrdàs di Monti -1904- da ” MAGIE TZIGANE “

 

 

 

 

 

NOTA

 

” Csárdás ” (o ” Czardas “) è un brano da concerto rapsodico del compositore italiano Vittorio Monti . Scritto nel 1904 , il brano folkloristico è basato su una csárdás ungherese.

 

 

Vittorio Monti

VITTORIO MONTI ( NAPOLI,  6-01-1968 /20 GIUGNO 1922)

https://www.rundel.de/it/person/vittorio_monti/924

 

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ANSA.IT / WASHINGTON  — 14 MAGGIO 2026  – 7.26 ::: Tribunale Usa sospende le sanzioni di Trump contro Francesca Albanese. La relatrice speciale Onu sulla Palestina: “Ringrazio quanti hanno fornito aiuto” + Ariano Irpino

 

 

 

ANSA.IT / WASHINGTON  — 14 MAGGIO 2026  – 7.26

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2026/05/14/tribunale-usa-sospende-le-sanzioni-di-trump-contro-francesca-albanese_7f676465-e3d0-4752-909c-ee105c7ebb86.html

 

 

Tribunale Usa sospende le sanzioni di Trump contro Francesca Albanese.

 

La relatrice speciale Onu sulla Palestina: “Ringrazio quanti hanno fornito aiuto”

WASHINGTON, 14 maggio 2026, 07:26

 

Redazione ANSA

ANSACheck

BRUSSELS, BELGIUM – APRIL 22: Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian Territory, Francesca Albanese delivers a speech during the Global Sumud Parliamentary Congress in Brussels, Belgium on April 22, 2026. Bringing together lawmakers, representatives of political parties and public institutions, UN rapporteurs and prominent figures from around the world, the congress has begun as the Global Sumud Flotilla that set off for Gaza on April 12 continues its journey. (Photo by Dursun Aydemir/Anadolu via Getty Images)

 

Francesca Albanese, la Relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati, ha annunciato che

un tribunale del District of Columbia, a Washington, ha sospeso le sanzioni imposte a suo carico dall’amministrazione Trump.

In un post su X, Albanese ha riferito che il giudice ha stabilito che “tutelare la libertà di parola è sempre nell’interesse pubblico”, ringraziando la figlia e il marito “per essersi fatti avanti per difendermi, e tutti coloro che hanno fornito aiuto finora” in base alla considerazione che “insieme siamo Uno”.

Il giudice distrettuale Richard Leon ha stabilito che l’amministrazione Trump ha probabilmente violato i diritti di Albanese garantiti dal ‘Primo Emendamento’ quando le ha imposto sanzioni nel luglio 2025, con misure sembravano prendere di mira direttamente le sue dichiarazioni critiche nei confronti di Israele, decidendo di sospenderle in via temporanea.

Albanese ricopre il ruolo di relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi dal 2022, il cui recente lavoro si è concentrato sulla campagna militare israeliana contro Hamas a Gaza. Ha accusato Israele di aver commesso “genocidio” e violazioni dei diritti umani a Gaza, e ha segnalato alcuni funzionari israeliani alla Corte Penale Internazionale (Cpi) per un eventuale processo, tra cui il premier Benjamin Netanyahu.


Il marito di Albanese
, Massimiliano Cali, ha intentato la causa a febbraio agendo per conto proprio, della moglie e della loro figlia, sostenendo che le sanzioni del Dipartimento di Stato del 2025 violassero i diritti di libertà di espressione della consorte.

Leon, giudice nominato dall’ex presidente George W. Bush, ha rilevato che “se Albanese si fosse invece opposta all’azione della Cpi contro cittadini Usa e israeliani, non sarebbe stata inserita nell’elenco delle persone sanzionate ai sensi dell’Ordine Esecutivo 14203″, in un parere motivato di 26 pagine. “Pertanto, l’effetto della designazione di Albanese è quello di ‘punire’ e, di conseguenza, di ‘reprimere le espressioni sgradite'”.

 

Il giudice ha inoltre stabilito che Albanese godeva della tutela della Costituzione americana, malgrado risiedesse al di fuori del Paese, ritenendo che possedesse legami “sostanziali” con gli Usa, sufficienti a far valere i diritti garantiti dal Primo Emendamento.


Gli oppositori di Albanese
 l’hanno accusata di riprendere le argomentazioni di Hamas su Israele: rilievi negati dalla relatrice Onu, a partire da quelli sul sostegno ai gruppi terroristici, insieme al rigetto dell’equiparazione delle sue critiche verso Israele con l’antisemitismo. 

 

 

 

Massimiliano Calì

Massimiliano Calì

Economista senior, Banca Mondiale

 

Massimiliano Cali è economista senior presso la Banca Mondiale per la regione Medio Oriente, Nord Africa, Afghanistan e Pakistan (MENAAP). Presso la Banca Mondiale, ha coordinato attività di consulenza macroeconomica e fiscale in Tunisia; consulenza e finanziamenti in materia di commercio e competitività in Indonesia; e analisi su commercio, povertà e conflitti all’interno del team per il commercio globale. Prima di entrare a far parte della Banca, è stato ricercatore presso l’Overseas Development Institute e economista presso l’Ambasciata italiana in Bolivia, e ha svolto attività di consulenza per il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), il Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale del Regno Unito (UK Department for International Development) e la Banca Asiatica di Sviluppo (ASBD). La sua ricerca più recente si concentra su come le politiche industriali e commerciali influenzino i mercati del lavoro e le dinamiche aziendali nelle economie in via di sviluppo, nonché sulle cause e conseguenze economiche dei conflitti. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Geografia Economica presso la London School of Economics and Political Science.

FOTO E TESTO DA :_https://voxdev.org/massimiliano-cali

 

 

******

 

 

File:Avellino map.png

PROVINCIA DI AVELLINO- ARIANO NELL’IRPINIA, PARTE SETTENTRIONALE

MacMoreno
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Avellino_map.png

 

 

 

ARIANO IRPINO E’ DOVE E’ NATA NEL 1977 FRANCESCA ALBANESE, diamo un’occhiata..

 

 

SEGUE DA WIKIPEDIA – FOTO E TESTO

 

Stampa del 1703; all’epoca la città era denominata semplicemente Ariano e nel suo stemma compariva unicamente la lettera A

 

 

 

 

Veduta prospettica dal piano della Croce, alle falde del castello di Ariano; in primo piano si nota la medievale Croce longobarda.
Originale: Henrico D. – [1]

 

 

Ariano Irpino è un comune italiano di 20 600 abitanti (dati, febbraio 2026) della provincia di Avellino in Campania.
«Il Paese di Ariano di Puglia siede in cima all’Apennino; il suo territorio estendesi sui due fianchi della catena.» (William Paget JervisI tesori dell’Italia sotterranea). La sua posizione si trova a metà tra l’Adriatico e il Tirreno.

Il centro cittadino si sviluppa in posizione dominante su tre alti colli (CastelloCalvario e San Bartolomeo), da cui il soprannome di Città del Tricolle.

 

Foto Giuseppe Perrina- Una bella foto !
https://www.irpiniaworld.it/ariano-dalle-origini-allinsediamento-del-tricolle/blog di Giuseppe Perrina

 

 


Alle prime genti appenniniche subentrano gli Irpini (Hirpini), una bellicosa tribù italica di etnia sannitica e di lingua osca stanziatasi sul territorio in epoca preromana. A tale civiltà appartiene infatti il variegato vasellame artistico (anche del tipo 
kántharos) racchiuso nei corredi delle piccole necropoli locali e ascrivibile alla cosiddetta cultura di Casalbore-Castelbaronia (secoli VI-V a.C.), tipica dell’area nord-irpina.

 

A Tricolle si stabilisce il ducato di Benevento ( Longobardi ). Con la conquista normanna dell’Italia meridionale, Ariano assume un ruolo di primaria rilevanza: RUGGERO II SI INSEDIA AD ARIANO E PROMULGA ( Assise di Ariano ) UNA SERIE DI LEGGI CHE SARANNO CHIAMATE COSTITUZIONE DI MELFI ( FEDERICO II, 1231 ) che, insieme alla Magna Charta inglese, fa parte delle prime Cosituzioni.

Wikipedia

 

 

 

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L’Italia meridionale nel XII secolo, l’epoca di massimo splendore per la città di Ariano
User:MapMaster

 

 

 

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La facciata cinquecentesca della basilica cattedrale di Ariano Irpino, dedicata all’Assunzione di Maria Santissima
Francesco Fiorellini – Opera propria

 

 

 

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La villa comunale, il giardino del castello
Francesco Fiorellini

 

 

 

 

Riproduzione del mantello dell’incoronazione di Ruggero II e dei successori, il sovrano delle Assise di Ariano, esposto nel Museo della civiltà normanna
Museo Kaiserliche Schatzkammer, Vienna

 

 

 

 

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San Pietro alla Guardia
ALC – Opera propria

 

 

 

 

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Un oliveto in autunno, con le reti distese al suolo per la raccolta
Storeye

 

 

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Saliere, XVII-XVIII sec
Maiolica di Ariano Irpino – Museo della Casa fiorentina Antica – Palazzo Davanzati- Firenze
Sailko – Opera propria

 

 

 

 

https://www.campaniastories.com/campania/introduzione/

 

 

 

 

 

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ANSA.IT — 14 MAGGIO 2026 –9.53 — Xi a Trump: ‘Potremmo entrare in conflitto se la questione Taiwan venisse gestita male’. Il presidente Usa: ‘Grande rispetto per la Cina, Xi grande leader’. Il leader cinese: ‘Usa e Cina dovrebbero essere partner, non rivali’.

 

 

 

ANSA.IT — 14 MAGGIO 2026 –9.53 —

REDAZIONE ANSA

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/05/14/xi-a-trump-potremmo-entrare-in-conflitto-se-la-questione-taiwan-venisse-gestita-male_18d2f540-c183-449e-a507-9aa7003142af.html

 

Xi a Trump: ‘Potremmo entrare in conflitto se la questione Taiwan venisse gestita male’.

 

Il presidente Usa: ‘Grande rispetto per la Cina, Xi grande leader’. Il leader cinese: ‘Usa e Cina dovrebbero essere partner, non rivali’

 

 

Il presidente Usa Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping © ANSA/AFP

 

 

Gli Stati Uniti e la Cina “dovrebbero essere partner, non rivali”.

Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping all’omologo Usa Donald Trump accogliendolo alla Grande sala del popolo. Xi ha detto inoltre a Trump di essere “felice” per la visita in un momento in cui il mondo si trova a un “bivio”.

Il presidente degli Stati Uniti ha elogiato il “fantastico rapporto” che ha con il presidente cinese Xi Jinping durante i saluti iniziali del bilaterale e ha detto di avere “grande rispetto” per Xi e la Cina, lodandolo come un “grande leader”. Trump ha detto a Xi che l’incontro è “un onore come pochi altri che abbia mai avuto” e “avremo un futuro fantastico insieme”.

 

 

Il presidente Usa Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping RIPRODUZIONE RISERVATA &copy; ANSA/AFP

Il presidente Usa Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping © ANSA/AFP — LINK ANSA

 

Xi Jinping ha avvertito Trump che Stati Uniti e Cina potrebbero “entrare in conflitto” se la questione di Taiwan venisse gestita in modo errato. Nel corso dei colloqui in corso Xi Jinping ha sottolineato che “la questione di Taiwan è il tema più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti” e che “se gestita correttamente, le relazioni tra i due Paesi possono mantenere una stabilità generale”, ma “se non gestita correttamente, i due Paesi potrebbero scontrarsi, spingendo l’intero rapporto sino-americano in una situazione molto pericolosa”. 

Gli Stati Uniti hanno espresso “un chiaro e fermo sostegno” a Taiwan. Lo ha dichiarato ai giornalisti la portavoce del governo di Taiwan, Michelle Lee, come riferito dai media di Taiwan. “La parte statunitense ha ripetutamente ribadito il proprio chiaro e fermo sostegno a Taiwan”, ha dichiarato Lee.  

Xi Jinping, durante i colloqui ha dichiarato che si aspetta che il 2026 sia un “anno storico e di svolta” che aprirà un nuovo capitolo nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti, sottolineando che i due Paesi hanno più interessi comuni che divergenze. Il successo di uno è un’opportunità per l’altro, e una relazione bilaterale stabile è un bene per il mondo, ha aggiunto Xi, sottolineando chCina e Stati Uniti dovrebbero essere partner anziché rivali e che i due Paesi dovrebbero aiutarsi a vicenda per avere successo e prosperare insieme, e trovare il modo giusto affinché i grandi Paesi possano andare d’accordo nella nuova era.

“Attendo con interesse le nostre discussioni sulle questioni fondamentali importanti per i nostri due Paesi e per il mondo, e di lavorare insieme a voi per tracciare la rotta e guidare la gigantesca nave delle relazioni sino-americane, in modo da rendere il 2026 un anno storico e di riferimento che apra un nuovo capitolo nelle relazioni sino-americane”, ha detto Xi.

I legami economici tra Cina e Stati Uniti sono reciprocamente vantaggiosi e di natura vantaggiosa per entrambe le parti ha affermato il presidente cinese Xi. “Ieri, i nostri team economici e commerciali hanno raggiunto risultati nel complesso equilibrati e positivi. Si tratta di una buona notizia per i cittadini dei due Paesi e per il mondo”, ha dichiarato Xi. I fatti hanno dimostrato più volte che le guerre commerciali non hanno vincitori, ha osservato. “Laddove esistono disaccordi e attriti, la consultazione su un piano di parità è l’unica scelta giusta”, ha affermato Xi, invitando le due parti a sostenere congiuntamente il buon slancio che hanno lavorato duramente per creare.

La Cina si “aprirà ancora di più” al mondo ha affermato Xi Jinping. “Le porte della Cina verso il mondo esterno si apriranno sempre di più.” e “le aziende americane godranno di prospettive ancora più rosee in Cina”, ha affermato Xi.

 

La stretta di mano

 

La delegazione americana a Pechino RIPRODUZIONE RISERVATA &copy; ANSA/EPA

I grandi big — © ANSA/AFP– link ANSA.IT 

 

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping si sono stretti la mano all’arrivo del leader della Casa Bianca alla Grande sala del popolo di Pechino ( foto sotto ). Dopo aver ascoltato gli inni di entrambi i Paesi, il tycoon e Xi hanno camminato prima davanti alla parata militare ( foto sotto ) e poi davanti a centinaia di bambini  ( foto sotto ) festanti che hanno sventolato i fiori simbolo di entrambi i Paesi. Insieme al presidente Usa, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Guerra, Pete Hegseth e i Ceo della Silicon Valley, inluso Elon Musk. Dopo la cerimonia di benvenuto, Trump ha detto di essere stato “particolarmente colpito da quei bambini” che lo hanno salutato con entusiasmo all’esterno della Grande sala del popolo di Pechino. “Erano felici. Erano bellissimi”, ha detto Trump. “Quei bambini erano fantastici e rappresentano così tanto”.

 

Taiwan, la Cina è l’unico rischio per la pace e la stabilità regionali

Il ministero degli Esteri di Taiwan ha dichiarato che la Cina rappresenta l'”unico rischio” per la pace e la stabilità regionali, dopo che il presidente cinese Xi Jinping aveva avvertito il suo omologo statunitense Donald Trump che la questione di Taiwan potrebbe sfociare in un conflitto. “Le autorità di Pechino rappresentano attualmente l’unico rischio per la pace e la stabilità della regione”, ha affermato il ministero in una dichiarazione, sottolineando come prova le “provocazioni militari” della Cina e le attività nella zona grigia intorno a Taiwan e nella regione, e aggiungendo che “Pechino non ha alcun diritto di avanzare rivendicazioni su Taiwan a livello internazionale”.

 

 

la Grande sala del popolo di Pechino.

 

 

 

La sala ufficiale degli incontri –2025

foto sopra da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Great_Hall_of_the_People?uselang=it

 

 

 

Il presidente Usa Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping RIPRODUZIONE RISERVATA &copy; ANSA/EPA

LA SFILATA — ANSA.IT

 

 

Il presidente Usa Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping RIPRODUZIONE RISERVATA &copy; ANSA/EPA

I BAMBINI CHE HANNO ENTUSIASMATO TRUMP-ANSA.IT

 

 

 

NOTA: — TAIWAN

 

Portavoce del governo di Taiwan: Taipei è in stretto contatto con gli Stati Uniti in merito al vertice Trump-Xi

 

Pubblicato il 14/05/2026 alle 10:10

Reuters – Tradotto da MarketScreener / LINK   – Visualizza l’originale

 

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IL NOSTRO DIDI’ –

 

 

 

2015 — foto di STE

 

 

2022 – forse../ foto Mario

 

 

Anche il nostro Didì fa ogni tanto delle facce da strappar le lacrime al mondo, ma in lui è tutta una scena per avere coccole, o anche qualcosa godurioso da mettere in bocca, ma soprattutto carezze: starebbe ore a farsi dire, mentre lo accarezzi : ” povera gioia, povero povero.. ” con tutte le diverse variazioni, tipo : ” sei il cane più bello del mondo “, ” sei fiero, ardito “, ” sei straordinario “,  e qui è quando scodinzola di più..
E’ un attore consumato, queste faccine da derelitto le fa soprattutto quando lo sgridi per qualcosa che lui sa di aver sbagliato, come adesso — è vecchietto e le sue funzioni di scarico hanno scelto la libertà –   Ho appena visto – che ha fatto due volte la pupù in sala e la pipì in cucina:  tutto in una volta ! La faccia che mi ha fatto è proprio del cane abbandonato senza neanche un collare, l’ultimo del mondo.. E chi non lo terrebbe abbracciato per sempre, soprattutto oggi che ci ha lasciato da qualche anno ?
Come sempre accade con le morti, l’unica consolazione che resta è che lo abbiamo letteralmente ” adorato “. Mi viene in mente, poverino, che gli ultimi mesi ogni due passetti doveva fare la pipì, se lo tenevo in braccio non la faceva. Amore per il braccio ma anche affetto per me, non vi pare ? Ho bisogno di sentirmi perdonata.

Non voglio dire strampalatezze: ma lui era il ” mio tu ideale “, con lui stavo sempre bene, lo amavo e lui anche.  Una vera reciprocità continua che non è di questo mondo.  Ce l’hai con alcuni rarissimi amici o, anche con alcuni familiari, ma con gli uni non ci abiti, e con gli altri, si tratta di momenti rari.  Con Didì era ” sempre “:  forse perché io ho un’anima da cane, lui si è trovato bene con un altro suo simile e si è rassegnato che non avessimo la stessa faccia. A me , la sua, è sempre parsa bellissima.

Ho dentro una gran pena: di averlo lasciato solo nella notte in cui è morto.
Stava male, il veterinario ci ha consigliato una clinica per cani ad Imperia- mi pare. Arrivati lì, la visita; poi ci hanno detto che dovevamo lasciarlo lì tutta la notte, ho chiesto di portarlo a casa: non era possibile perché doveva rimanere immobile fino al mattino quando avrebbero fatto l’intervento. L’ho tenuto molto tempo in braccio, gli ho parlato, poi mi sono dovuta rassegnare. Alla mattina alle 7 mi chiamano di andare subito che sta morendo– Siamo andati subito, grazie ad un amico,  ma era già morto. Era la prima volta che stava da solo, senza famiglia, e questo deve aver affrettato le cose.
Questa pena me la porterò sempre dentro.

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*** TOMASO MONTANARI, PIETRE&POPOLO :: La nostra vittoria sui migranti così ha un prezzo mostruoso –IL FATTO QUOTIDIANO.IT — 27 MARZO 2023

 

 

 

 

IL FATTO QUOTIDIANO.IT — 27 MARZO 2023
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/03/27/
la-nostra-vittoria-sui-migranti-cosi-ha-un-prezzo-mostruoso/7110002/?utm_content=fattoquotidiano&utm_medium=social&utm_
campaign=Echobox2021&utm_source=Twitter#Echobox=1679894267-2

 

 

PIETRE&POPOLO

 

La nostra vittoria sui migranti così ha un prezzo mostruoso.

 

 

SULLA ROTTA DELL’ALTRO MEDITERRANEO – 

Un viaggio sul fronte dell’odio. Pagliassotti racconta la nostra guerra combattuta per mantenere blindata e inespugnabile la “Fortezza Europa”

 

 

 

 

 

27 MARZO 2023

*** Noi tutti che parliamo dei migranti (contro i migranti, per i migranti) siamo remoti dai migranti. Tra noi e loro c’è un abisso esistenziale, prima ancora che sociale. Abbiamo destini diversi: avuti in sorte senza alcun merito. Ogni volta che provo a misurare la distanza che ci separa, vengo inghiottito dalla vertigine di una ingiustizia infinita. Senza possibile rimedio. Penso che un Dio di giustizia e di amore debba esserci anche solo per questo: per pareggiare i conti, almeno di là. Lo penso con sollievo, per loro. Con terrore per noi: per me. La destra xenofoba, fascista e razzista che ci governa li usa per conquistare il potere: e prima o poi qualcuno gliene chiederà conto. Ma nemmeno noi, noi che la pensiamo al contrario, siamo innocenti: come possiamo, noi, continuare a vivere “nelle nostre tiepide case: noi che troviamo, tornando a casa, cibo caldo e visi amici”?

L’ultimo libro di Maurizio Pagliassotti (La guerra invisibile. Un viaggio sul fronte dell’odio contro i migranti, oggi in libreria per Einaudi) ci costringe a non distogliere lo sguardo. È il mestiere del giornalista, del reporter: e Pagliassotti lo fa davvero.

Percorrendo, in buona parte a piedi, i seimila chilometri che vanno da Ventimiglia al confine tra Turchia e Iran: la rotta balcanica, l’altro Mediterraneo in cui spariscono i migranti. Guardando, e raccontando. È un fronte bellico, dice Pagliassotti: i suoi occhi vedono una guerra, la sua scrittura la fa vedere anche a noi. Una guerra “sconosciuta a molti attori del dibattito pubblico e politico, che parlano e twittano sulla base di slogan e luoghi comuni”.

Una guerra contro i migranti: per tenerli fuori dalla fortezza Europa. Una guerra che non potremo tenere per sempre lontana da noi. Perché in realtà, scrive, “riguarda noi. Soprattutto quel vastissimo mondo di mezzo che non sa come schierarsi e si dibatte tra un compassionevole ‘Poveretti’ e un preoccupato ‘Ma sono troppi, come facciamo a prenderli tutti. Aiutiamoli a casa loro’. Questo libro vorrei che fosse letto proprio da costoro, ma non per scatenare un senso di pena o un cedimento umanitario, sentimenti a cui non credo più, bensì per dire loro che la ferocia che c’è al di là di Trieste prima o poi vi raggiungerà”. È difficile, questo discorso: perché – scrive ancora Pagliassotti – ormai “la parola stessa ‘migrante’ provoca resistenza, perché ormai segregata dentro un cliché semantico che la rende debole e lontana. Ho visto la guerra che stiamo combattendo e vincendo contro i migranti, sebbene con grande fatica e sperpero di risorse, per questo ho deciso di chiamarli nemici in queste pagine. Ma ora, al termine di questo racconto in cui io stesso ho ondeggiato, qualcosa mi appare più chiaro. L’Italia e l’Europa, mi appaiono in questo settembre 2022 lanciate verso un futuro fatto sempre più di rancore mal represso, perché la guerra alla povertà è stata soppiantata dalla guerra ai poveri”. È questa la guerra mondiale: quella dei ricchi contro i poveri.

 

Ma allora almeno proviamo a guardarli in faccia, questi nostri nemici. Come quelli che Maurizio incontra chiusi in una cantina di Edirne, città turca subito dopo il confine con la Grecia, cioè con noi. “Apro la porta della cantina – scrive – e vengo assalito da un fetore che prende alla gola e mi provoca un conato di vomito, ma resisto e riesco a vedere in una piccola stanza larga due metri e mezzo e lunga tre, dei corpi di alcuni esseri umani seminudi. Ricordo che non ho pensato subito che fossero uomini, bensì un ammasso di stracci dal colore beige, indefinito: c’era poca luce e una singola lampadina era accesa in un angolo. Non hanno scarpe, non hanno pantaloni, alcuni indossano solo delle mutande o una calza, altri sono rannicchiati nudi in un angolo di fianco alla stufa elettrica che emette il calore necessario per non morire assiderati. (…) Tutte le bocche sono sdentate, circondate da labbra secche e spaccate dal freddo. Quello che vedo è l’uomo allo stato bestiale, che si getta sul cibo, pronto a divorare il suo vicino pur di avere un tozzo di pane: sono sporchi, luridi, hanno gli occhi scavati e le barbe lunghe, le mani sono nere e coperte di fango. I loro corpi stanno marcendo da vivi, sono dei morti che vivono in una catacomba, dei morti che ostinatamente non vogliono prendere coscienza della loro condizione. Si rifiutano di uscire da molti giorni, da quando hanno subito la pedagogia del terrore della frontiera turco-greca. Poi gli uomini morti mi vedono meglio e allora si avvicinano come un plotone di zombi mentre masticano e con le mani reggono il cibo che non riescono a spingere in bocca. Allora capita una cosa che non mi era mai successa: vogliono che li fotografi”.

 

Sull’umiliazione e sulla paura vince la dignità: ché almeno noi europei siamo costretti a vedere il prezzo della nostra vittoria sui migranti. Un prezzo mostruoso.

 

 

LIBRO DI MAURIZIO PAGLIASSOTTI

 

 

2023

Passaggi Einaudi

pp. XVI – 240

€ 18,00

2023

 

Un viaggio sul fronte dell’odio contro i migranti

L’Europa conduce contro i migranti una guerra invisibile e silenziosa. Maurizio Pagliassotti ha viaggiato per seimila chilometri lungo questo fronte dell’odio. Perché il mondo deve sapere.

Dalla rotta alpina italo-francese al confine turco-iraniano, Maurizio Pagliassotti, un brillante scrittore dalla penna acuminata, affronta un viaggio lungo seimila chilometri, in parte a piedi. E va alla scoperta dell’altro fronte di guerra interno, tra Europa e Asia minore: quello contro i migranti. Un fronte di lunga durata, ben piú di quello ucraino, ma molto piú nascosto o del tutto invisibile. Una guerra vittoriosa perché il nemico, il migrante, alla fine è battuto, ridotto a vivere nascosto e braccato in piccoli gruppi lungo la rotta dei Balcani o in Turchia. Il coraggioso progetto dell’autore è essere migrante tra i migranti, trafficante tra i trafficanti, anarchico tra gli anarchici: per raccontare aspirazioni, astuzie, sconforti e per dare un’idea molto da vicino di cosa sia il cuore oscuro dell’Europa. Un’idea sconosciuta a molti attori del dibattito pubblico e politico, che parlano e twittano sulla base di slogan e luoghi comuni.

 

 

 

 

FOTO DA: 

CHIAMAMI CITTA’–2 APRILE 2024 — RRDAZIONE

LINK SOTTO

Riccione: incontro con Maurizio Pagliassotti “La realtà dei migranti tra percezione, realtà, narrazioni”

 

 

 

MAURIZIO PAGLIASSOTTI

Scrittore e giornalista, ha scritto per Il Manifesto. In due libri di denuncia (Chi comanda Torino e Sistema Torino sistema Italia) si è occupato del degrado e della cattiva amministrazione del capoluogo piemontese. Per Bollati Boringhieri si è occupato di migrazioni internazionali, nel libro del 2019 Ancora dodici chilometri. Migranti in fuga sulla rotta alpina. Negli ultimi anni ( dal 2020 ) ha scritto per il quotidiano ” Domani ”

da : https://www.editorialedomani.it/autore/maurizio-pagliassotti-u5dfy2mu

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LAURA CANALI, artista —LIMESONLINE – 9 gennaio 2019– RUBRICA :: RICAMANDO IL MONDO — I GRANDI CAVALLI BLU DI FRANZ MARC

 

 

 

LIMESONLINE – 9 gennaio 2019

https://www.limesonline.com/rubriche/ricamando-il-mondo/franz-marc-e-l-onda-blu-14729538/

 

I GRANDI CAVALLI BLU DI FRANZ MARC

 

 

Grandi cavalli blu di Franz Marc, 1911.

Olio su tela

imensioni105,7 cm × 181,2 cm

Walker Art Center , Minneapolis, Minnesota

SU : https://en.wikipedia.org/wiki/Blue_Horses#/media/File:Large_Blue_Horses.jpg

 

 

RUBRICA RICAMANDO IL MONDO

Cosa ci fanno i gattini sulla copertina di Limes?

di Laura Canali

 

File:Franz Marc 013.jpg

FRANZ MARC  — IL GATTO BIANCO

1912
50x 60 cm
Kunstmuseum Moritzburg Halle – Germania

 

 

Sulla copertina del nuovo numero di Limes ci sono due gatti arrotolati insieme che paciosamente dormono.

L’idea era quella di rappresentare la Germania ancora divisa in due nonostante l’unificazione. Attraverso le lenti dell’economia e della statistica, si può ben vedere come non sia affatto un paese amalgamato. Inoltre la Germania oggi risulta essere sonnacchiosa e pigra, proprio come i due morbidi gatti.

Normalmente le copertine di Limes sono frutto della mia immaginazione ma stavolta, per trovare l’immagine che serviva, ho voluto omaggiare un artista tedesco che dipingeva animali molto colorati, con i quali costrinse persino Adolf Hitler a fare un passo indietro.

L’artista di cui parlo si chiama Franz Marc, nato a Monaco di Baviera l’8 febbraio del 1880.

Franz Marc è morto molto giovane, a soli 36 anni, sul campo di battaglia di Verdun in Francia, durante la prima guerra mondiale. Era il 4 marzo del 1916 e si trovava per la precisione a Braquis, a est di Verdun; era in ricognizione proprio su un cavallo, il suo animale preferito anche nell’arte. Una scheggia partita da chissà dove e da chissà quale esplosione lo ferì mortalmente. Il caso ha voluto che proprio in quel giorno il governo tedesco avesse fatto recapitare una lettera di esonero che lo avrebbe portato via dal fronte per meriti artistici. Marc era partito volontario per la prima guerra mondiale, voleva essere accanto al suo paese e lottare per i comuni ideali. Anche durante la guerra però, non aveva mai smesso di disegnare; teneva sempre con sé un libretto per appunti. Da ragazzo aveva studiato teologia e filosofia, prima di lasciar convergere i suoi sforzi solo nell’Accademia di Monaco. La religione infatti, è stata un elemento dominante sia nella sua vita che nella sua arte. Nella fase iniziale come pittore, la bellezza della natura era il suo modello preferito.

 

Era il 1900 e il 1906 la sua vita ha un percorso a zig-zag, non solo dal punto di vista pittorico ma anche da quello sentimentale. Un umore altalenante lo rende molto instabile. Nell’estate del 1907 il suo primo matrimonio viene dichiarato sciolto e Franz Marc decide improvvisamente di fare un viaggio a Parigi. Qui avviene una svolta nella sua vita artistica. Conosce Paul Cézanne, Paul Gauguin e Vincent Van Gogh. Le opere di Van Gogh lo folgorano perché riguardano la natura. Sono paesaggi anche comuni, ma trasportati dalla forza del colore e interpretati dall’energia poetica dell’artista stesso. Risultato, un paesaggio naturale che lascia trasparire l’animo umano con tutte le sue contraddizioni.

 

 

“Van Gogh è il pittore più autentico, il più grande, il più commovente che conosca. Dipingere un po’ della natura più ordinaria, mettendo tutta la propria fede in esso – questo è il risultato supremo… Ora dipingo… solo le cose più semplici… e il mistero della natura si trova”.

Franz Marc

 

Franz Marc aveva già utilizzato gli animali come soggetti dei suoi quadri, perché li considerava più puri delle persone. Ma prima del 1908 dipingeva animali domestici in posizioni placide, proprio come i gatti in copertina. Dopo il 1908 cambia modo di utilizzare il colore e attraverso di esso dona ai suoi animali spiritualità. Costruisce un codice del colore dove il blu rappresenta la spiritualità e la virilità, il giallo rappresenta la femminilità e la sensualità, mentre invece il rosso è la materialità terrestre, che non deve mai prevaricare gli altri colori. Con questo senso del colore, il suo lavoro si avvicina a quello del grande artista russo Wassily Kandinsky, studioso di forme e di colori che servivano a infondere spiritualità nell’arte. In questo incrocio di grandi forze creative, i due pittori fondano una rivista dal nome Der Blaue Reiter, “Il cavallo azzurro”.

 

“Il nome, Der Blaue Reiter, lo trovammo, Marc e io, davanti a una tazza di caffè sotto il pergolato di Sindelsdorf: a entrambi piaceva il blu. E a Marc piacevano i cavalli, a me i cavalieri. E così il nome venne fuori da solo.”

 

Era il dicembre del 1911 e attorno a questa rivista – che rappresentava anche un nuovo movimento artistico – si agganciano altri importanti artisti come Paul Klee, August Macke, Gabriele Münter (la compagna di Kandinsky), Alexej von Jawlensky e Alfred Kubin. Il movimento Der Blaue Reiter organizzò molte mostre in Germania, fino allo scoppio della prima guerra mondiale. In quei prolifici anni, Franz Marc dipinse il suo capolavoro dal nome La torre dei cavalli azzurri. E qui la storia si riallaccia alla morte dell’artista: sì, perché la sua morte innesca una catena di eventi che ancora non si è chiusa. Proprio come nei versi di una canzone di Fiona Apple.

 

 

Stavo urlando nel canyon
Nell’istante della mia morte
L’eco che ho provocato
Ha sovrastato il mio (ultimo) respiro
La mia voce ha provocato una valanga
E ha sepolto un uomo che non avevo mai conosciuto
E quando lui è morto la sua vedova sposa
Ha incontrato tuo padre e loro ti hanno generato
Io ho solo una cosa da fare ed è
Essere l’onda che io sono e
Scomparire nell’oceano

(…)
traduzione di musicaememoria.com

 

 

 

Quando Franz Marc muore, “l’onda dell’Oceano” si mette in cammino.

 

The Tower of Blue Horses - Wikipedia

La Torre dei Cavalli Blu ( in tedesco : Der Turm der blauen Pferde ) –
1913
olio su tela
200 cm × 130 cm
È considerata una delle sue opere migliori, ma è andata perduta nel 1945.

 

 

non definito

Schizzo del 1912/13 su una cartolina indirizzata a Else Lasker-Schüler.
Lo schizzo preliminare a inchiostro e guazzo è sopravvissuto sotto forma di cartolina di Capodanno per quell’anno alla poetessa Else Lasker-Schüler , una delle 28 cartoline dipinte che l’artista le inviò e a cui lei rispose con lettere illustrate utilizzate in seguito nel suo romanzo Malik . 

 

 

 

La Galleria nazionale tedesca di Berlino nel ’16 acquista La torre dei cavalli azzurri, l’opera di spicco di tutta la collezione.

Nel 1937 la tela viene requisita dai nazisti perché era stata inserita nella mostra di Arte Degenerata voluta da Hitler; tutti gli artisti del movimento Der Blaue Reiter erano visti come Arte Degenerata. All’inaugurazione della mostra però ci furono molte proteste da parte dei visitatori e soprattutto dei commilitoni del reggimento di cui faceva parte Franz Marc a Verdun. Franz Marc era morto sul campo di battaglia, aveva dato la vita per la Germania e non poteva essere infangato così. Hitler dovette far rimuovere l’opera dalla mostra. Hermann Göring però la requisì e così La torre dei cavalli azzurri entrò nella collezione privata del principale luogotenente del Führer.

 

Göring aveva accumulato opere d’arte di valore inestimabile durante il nazismo e molte di queste sono state rintracciate grazie alle vendite effettuate; purtroppo, per La torre dei cavalli azzurri non c’è traccia di alcuna transazione economica. Il quadro è stato visto l’ultima volta in una casa di Berlino Est nel 1947. Dopo più niente. Sparito nel nulla. Oggi quella casa è diventata una galleria d’arte.

 

Negli ultimi anni, un’equipe di artisti tecnologicamente attrezzati ha riprodotto l’opera dopo un attento studio del colore. Il risultato è commovente e sprigiona la forza che Franz Marc ha impresso alla tela. Sicuramente l’energia dell’onda blu non si fermerà e prima o poi spunterà per essere condivisa dal mondo intero.

 

 

L’arte non è altro che l’espressione del nostro sogno; più ci arrendiamo ad essa più ci avviciniamo alla verità interiore delle cose, alla nostra vita da sogno, alla vita vera che disprezza le domande e non le vede.

 

Franz Marc

 

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video, 3.34 — ” Buon Compleanno ” –Stefano Massimi – Piazza Pulita, 7 maggio 2026 + Estremismo di destra nella società israeliana ( qualcosa )

 

 

 

 

NOTA DA IL MANIFESTO  23/ 04 / 2025

 

Ben Gvir è parte del partito estremista religioso Otzma Yehudit, ma le sue radici politiche – come quelle del suo partito – affondano nel Kach, l’organizzazione politico-militare fondata dal rabbino Meir Kahane, messa fuori legge in Israele nel 1994 dopo aver sostenuto un massacro di palestinesi riuniti in preghiera a Hebron. Oggi molti membri del Kach militano nelle fila di Otzma Yehudit, e nel 2004 Ben Gvir ha pregato sulla tomba di Baruch Goldstein, l’estremista di destra autore di quel massacro.

 

WIKIPEDIA-

Baruch Goldstein (New York, 1956 – Hebron25 febbraio 1994) è stato un terrorista e criminale statunitense israeliano. È l’estremista ebreo autore del massacro di Hebron del 25 febbraio 1994, che causò la morte di 29 musulmani palestinesi riuniti in preghiera e il ferimento di altri 125. È stato ucciso dai superstiti del massacro.
 Il governo israeliano ha condannato il massacro e ha risposto arrestando segua. La tomba di Goldstein è diventata un luogo di pellegrinaggio per gli estremisti ebrei.  Nel 1999 l’esercito israeliano ha smantellato il santuario: è stata lasciata intatta la lapide che definisce Goldstein martire con le mani pulite e il cuore puro.  Il rabbino Dov Lior di Kiryat Arba dichiarò che Goldstein era “più santo di tutti i martiri dell’Olocausto

la bandiera del Kach, movimento fondato dal
Meir Kahane, il rabbino fondatore del movimento e coniatore del termine, che vede lo Stato d’Israele come il centro universale dell’ebraismo vedendo quindi promulgata la cittadinanza ai soli ebrei, formando una costituzione teocratica istituita secondo la Halakhah e indicando la guerra come unica soluzione per risolvere problemi quali la questione palestinese e l’antisemitismo dei paesi musulmaniSebbene illegale, negli ultimi vent’anni si è diffuso nella società israeliana e dal ’22 è al governo con Ben Gvir.
Lavorano per l’istituzione di uno stato teocratico governato secondo la Halakhah espanso da Israele a parte del Medio Oriente, dando possibilità di voto esclusivamente alle persone di religione ebraica, cosa che potrebbe indebolire fortemente le politiche di paesi vicini come PalestinaIraqEgittoGiordaniaSiria e Libano

 

 

 

 1.

 

MICROMEGA,  CHRISTIAN ELIA- 27 FEBBRAIO 2024

 

A 30 anni dalla strage di Hebron: quella violenza suprematista oggi al timone di Israele

30 anni fa la strage di Hebron(al-Khalil), in Cisgiordania, perpetrata da Baruch Goldstein, colono estremista, israeliano di origine americana.

apri qui

https://www.micromega.net/a-30-anni-dalla-strage-di-hebron-quella-violenza-suprematista-oggi-al-timone-di-israele

 

 

2.

 

Israele: il kahanismo è tornato. E questa volta vuole restare

Dopo quarant’anni dalla messa al bando del movimento di Meir Kahane, la sua ideologia è oggi al centro della politica israeliana, trasformandosi da frangia eversiva a forza di governo al fianco di Netanyahu. 

 

ISPI ONLINE  – 18 dicembre 2025

apri qui

Israele: il kahanismo è tornato. E questa volta vuole restare

 

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ANSA.IT / MEDIO ORIENTE — 11 maggio 2026  –+ 10 maggio:: dalle ore 20.20 del 10 maggio all’01.08 del 9 maggio

 

 

 

ANSA.IT — 11 maggio 2026  –+ 10 maggio

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/mediooriente.shtml

 

Medio Oriente

10 maggio 2026  – 20.20

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Rossella @Rossella660 -grazie compagna Rossella !– 10 maggio 2026 — 18.20 —- ***da non perdere

 

 

 

LINK X DI ROSSELLA

Rossella @Rossella660

 

” Noi raccontiamo le loro storie

Buona serata, e speriamo che non piova “.  ROSSELLA

 

 

 

 

 

 

 

“La notte di Gaza è buia se non per i bagliori
dei missili; tranquilla se non per il rumore
delle bombe; terrificante se non per la tranquillità
delle preghiere;
nera se non per la luce dei martiri. Buona notte, Gaza”

testo da LEFT– scritta l’8 ottobre su X

 

LA POESIA  E’ DI

Heba Abu Nada

scrittrice e poetessa palestinese, uccisa a Gaza da un bombardamento israeliano il 20 ottobre 2023 a Khan Younis

 

Poesie palestinesi contro la guerra: Heba Abu Nada

foto di Hiba da:

 PSICORADIO- 30 giugno 2025/ link sotto

Poesie palestinesi contro la guerra: Heba Abu Nada

 

 

Hiba Kamal Abu Nada (in arabo هبة كمال أبو ندى‎; La Mecca, Arabia Saudita, il 24 giugno 1991, da una famiglia immigrata – Khan Yunis, 20 ottobre 2023) è stata una poetessa e romanziera palestinese.

È cresciuta a Gaza e ha studiato all’Università Islamica di Gaza, dove ha conseguito una laurea in biochimica, e in seguito un master in nutrizione presso l’Università al-Azhar.

Nel 2017 si è classificata al secondo posto nello Sharjah Award for Arab Creativity con il romanzo Oxygen is not for the dead (L’ossigeno non è per i morti).

Durante l’assedio di ottobre 2023 ha pubblicato alcune memorie e poesie.

 

 

 

Pubblichiamo due poesie dal link di PSICORADIO  / link:

 

             Non c’è tempo
Non c’è tempo per grandi funerali e addii adeguati,
non c’è molto tempo: un razzo furioso sta arrivando,
ci accontenteremo di un bacio veloce sulla fronte
e un addio rapido, aspettando la nuova morte.
Non c’è tempo per l’addio.
                           Foto di famiglia
Le nostre foto di famiglia: un sacco di brandelli, un mucchio di cenere,
cinque sudari avvolti l’uno accanto all’altro di dimensioni differenti.
Le foto di famiglia a Gaza non sono come tutte le altre.
Ma erano insieme, e insieme se ne sono andati.

 

 

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ANSA.IT   — 10 MAGGIO 2026 – 15.50 :: Media Iran, ‘risposta Teheran incentrata su stop guerra e sicurezza marittima’.

 

 

 

ANSA.IT   — 10 MAGGIO 2026 – 15.50

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/05/10/media-iran-risposta-teheran-incentrata-su-stop-guerra-e-sicurezza-marittima_f9f7aa45-023a-4cad-b7ee-7b158f78b9d2.html

 

Media Iran, ‘risposta Teheran incentrata su stop guerra e sicurezza marittima’.

 

 

 

© ANSA/EPA

 © ANSA/EPA

 

 

L’obiettivo principale della risposta iraniana al quadro proposto dagli Stati Uniti è la “cessazione immediata della guerra” e il “ripristino della sicurezza marittima” nel Golfo Persico e nello strategico Stretto di Hormuz.

Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Isna, gestita principalmente da studenti universitari.

Secondo l’attuale roadmap proposta, i negoziati in questa fase rimangono strettamente dedicati ai meccanismi per porre fine alle ostilità e risolvere la crisi regionale. La consegna di questo documento è considerata uno sviluppo cruciale negli sforzi diplomatici in corso per stabilizzare le acque della regione e porre fine all’attuale conflitto militare.

 

 

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Il fotografo Saher Alghorra, palestinese, ci offre ” Un Giorno della mamma ” in posti disperati e sono tanti —

 

 

 

 

foto pubblicata dal NYT
https://www.nytimes.com/2026/05/04/world/middleeast/pulitzer-saher-alghorra-breaking-news-photography.html

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ANSA.IT –WASHINGTON, 10 maggio 2026, 17:54 — Netanyahu, ‘la guerra all’Iran non è finita, c’è l’uranio da portare via’. Premier Israele alla Cbs: ‘Ci sono ancora siti di arricchimento da smantellare’

 

 

 

ANSA.ITWASHINGTON, 10 maggio 2026, 17:54

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/05/10/netanyahu-la-guerra-alliran-non-e-finita-ce-luranio-da-portare-via_18151acf-dd5d-4d88-a100-0c302e08086c.html

 

 

 

 

© ANSA/EPA

 

ANSACheck

 

Le scorte di uranio arricchito in possesso dell’Iran devono essere “rimosse” prima della conclusione della guerra di Usa e Israele contro Teheran.

Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un’intervista alla Cbs.

La guerra “non è finita, perché c’è ancora materiale nucleare, l’uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall’Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati”, ha aggiunto Netanyahu in un estratto di intervista del programma ’60 Minutes’. “Si interviene e lo si porta via”, ha rincarato il leader israeliano, rispondendo alla domanda su come l’uranio potesse essere rimosso.

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Massimo @Rainmaker1973 / link X sotto — grazie infinite ! – 10 maggio 2026 -.- 13.10 – GIORNO DELLA MAMMA — tenerissimo !

 

 

 

 

LINK X DI MASSIMO
Massimo @Rainmaker1973

 

 

apri qui

https://x.com/i/status/2053432360348127485

 

 

 

 

 

 

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Campo di Askar, dove è nato Saif Abukeshek –+ qualcosa sulla sua biografia– vedi il suo video nel post che segue

 

da :

UNRWA  ( Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente) è un’agenzia ONU istituita nel 1949 per fornire assistenza, istruzione, sanità e servizi sociali a oltre 5 milioni di rifugiati palestinesi a Gaza, Cisgiordania, Giordania, Libano e Siria.

https://www.unrwa.org/where-we-work/west-bank/askar-camp

 

 

Il campo di Askar, fondato nel 1950, confina con il comune di Nablus nella parte settentrionale della Cisgiordania. La popolazione del campo crebbe significativamente tra il 1950 e il 1960. Alcuni residenti si stabilirono successivamente in un’area a un chilometro di distanza, oggi nota come New Askar. Gli abitanti di New Askar inizialmente utilizzavano molte delle strutture presenti nel campo di Askar.

 

 

Campo profughi di Askar. © 2015 UNRWA Foto di Dominiek Benoot

 

Tuttavia, con l’aumento della popolazione di rifugiati a New Askar, l’UNRWA ha iniziato a fornire servizi di istruzione e sanitari in questa località. Dopo gli Accordi di Oslo, il campo di Askar è passato sotto il controllo palestinese (Area A), mentre New Askar è passata sotto il controllo congiunto palestinese e israeliano (Area B).

Il campo profughi di Askar è tra i più densamente popolati della Cisgiordania. Il sovraffollamento e la disoccupazione sono tra i problemi più gravi. Le abitazioni fatiscenti e le condizioni di vita anguste non offrono alcuna privacy ai residenti, aggravando il loro stress fisico e psicologico. Nonostante le difficoltà, il campo di Askar vanta una vivace società civile con numerose organizzazioni di base presenti al suo interno.

Dal 7 ottobre 2023, l’escalation di tensione, violenza e le crescenti restrizioni alla libertà di movimento e di accesso hanno rappresentato sfide e ostacoli significativi per la risposta umanitaria in tutti i campi profughi.

 

  • Tutti i dati presentati sono dati annuali dell’UNRWA per il 2023

 

 

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SEGUE DA– WIKIPEDIA SPAGNA__ traduz. automatica

https://es.wikipedia.org/wiki/Saif_Abukeshek

 

non definito

Partenza della Flotilla da Barcellona il 12 aprile 2026 ( Saif sembra il secondo da sinistra )
Aniol – Opera propria

 

Saif Abukeshek ( in arabo سيف أبو كشك , Campo di Askar )  è un cittadino spagnolo di origine palestinese, attivista per il popolo palestinese nel contesto del conflitto israelo-palestinese. È membro della Comunità palestinese di Catalogna, del Sindacato Alternativo di Catalogna e del Gruppo europeo dei sindacati per la giustizia palestinese.

 

Abukeshek è nato nel campo profughi di Askar ( Cisgiordania ) ed è arrivato in Spagna intorno al 2003. Negli anni 2020 si è stabilito a Barcellona con la moglie e i tre figli. Avendo sposato Sally Issa, una cittadina svedese , possiede la tripla cittadinanza : palestinese, spagnola e svedese.  Lavora per una società multinazionale.

Mentre viveva in Palestina, fece parte del movimento studentesco e in seguito del movimento di solidarietà internazionale. Arrivato in Spagna, continuò il suo attivismo e si unì alla Comunità Palestinese della Catalogna e al Sindacato Alternativo della Catalogna come segretario per le relazioni internazionali . In seguito a questa posizione, divenne coordinatore della Rete Europea dei Sindacati per la Giustizia in Palestina e mantiene i legami con la Conferenza Popolare dei Palestinesi all’Estero (CPPE). 

Nel 2025, in qualità di coordinatore della Coalizione Internazionale contro l’Occupazione Israeliana, organizzò la Marcia Globale a Gaza, che doveva essere una marcia a piedi verso Rafah . Tuttavia, in Egitto , fu arrestato e torturato per tre giorni e dovette tornare in Catalogna.  

 Nello stesso anno, fece parte del comitato di coordinamento della Global Sumud Flotilla , insieme a figure  , insieme a figure come Greta Thunberg , Nadir Al-Nuri e Kleoniki AlexopoulouAbbandonò il viaggio al largo della costa italiana per precauzione. In qualità di direttore della società di navigazione di comodo Cyber ​​Neptune, gestì l’acquisizione delle navi che facevano parte della spedizione. 

 

Partenza della flottiglia del Summit globale per Barcellona il 12 aprile 2026.

Abukeshek poco prima di salpare per la Global Sumud Flotilla il 12 aprile 2026 a Barcellona.
ph. Aniol – Opera propria

 

In questi giorni- dal 12 aprile

Nel 2026, partecipò alla seconda Global Sumud Flotilla, su una nave osservatrice, con l’intento di fornire supporto logistico all’operazione e sbarcare prima di raggiungere le acque israeliane . Tuttavia, le autorità israeliane intercettarono le navi vicino a Creta e lo rapirono insieme a Thiago Ávila, portandoli in Israele. È accusato di diversi crimini, tra cui il sostegno al nemico in tempo di guerra e l’appartenenza a un’organizzazione terroristica.  Sotto il controllo delle forze israeliane, entrambi denunciarono torture e maltrattamenti e intrapresero uno sciopero della fame in segno di protesta fino al loro rilascio. In risposta al rapimento, fu organizzata una manifestazione con circa 500 partecipanti  davanti alla sede del Parlamento europeo di Barcellona, ​​sul Passeig de Gràcia .  I due detenuti sono stati posti in detenzione preventiva presso la prigione di Shikma ad Ashkelon , con l’assistenza legale di Adalah, e accusati di collaborare con Hamas a causa del loro collegamento con la flottiglia.  Il 5 maggio, un giudice israeliano ha esteso la loro detenzione per altri sei giorni. 

Il 10 maggio, sia Saif Abu Keshek che Thiago Ávila furono rilasciati e mandati via  da Israele. Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares , confermò il rilascio dell’attivista spagnolo e dichiarò che questi “stava tornando liberamente in Spagna”.

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video, 1.11 minuti :: Saif Abukeshek / ANSA.IT  10 maggio 2026–11.34– Videomessaggio dell’attivista dopo lo scalo ad Atene, in viaggio verso la Spagna. .

 

 

Ávila e Abukeshek ostaggi di Israele: «Sono terroristi» | il manifesto

foto di Said (alla ns. sinistra )  e Thiago– guardate la faccia nel video..

 

Saif Abukeshek

ANSA.IT  10 maggio 2026–11.34

 

video, 1.11 minuti

apri qui

https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2026/05/10/flotilla-lappello-di-saif-abukeshek-dopo-la-liberazione-continuare-la-mobilitazione_efcd6c6c-218c-4a66-af03-9da4b10df161.html

 

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