GDA – IL GIORNALE DELL’ARTE, 16 FEBBRAIO 2026 –HENRY MOORE (1898-1986) Re e Regina + CHRISTIES.COM – 5 marzo 2026, prezzo raggiunto dell’opera, quasi il doppio della stima

 

 

 

FOTO  E TESTO DOPO IL LINK


da:

GDA –  IL GIORNALE DELL’ARTE-  16 febbraio 2026

Christie’s

https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Il-capolavoro-King-and-Queen-di-Henry-Moore-allasta-per-milioni-di-sterline

 

 

 

HENRY MOORE (1898-1986)

Re e Regina

 

Henry Moore, King and Queen (concepita nel 1952-53 )
© 2026 The Henry Moore Foundation

 

 

 

 

 

Il capolavoro «King and Queen» di Henry Moore all’asta per 15 milioni di sterline
La scultura viene offerta per la prima volta sul mercato, a Londra. Dopo oltre settant’anni nella stessa collezione britannica, è l’unico esemplare ancora in mani private.

Riccardo Deni

 

 

Sarà uno dei momenti più attesi della stagione internazionale delle aste. Il 5 marzo 2026, a Londra, Christie’s presenterà «King and Queen» 1952-53, uno dei massimi capolavori dello scultore Henry Moore, in occasione della 20th/21st Century London Evening Sale.

L’opera, stimata tra i 10 e i 15 milioni di sterline, viene offerta per la prima volta sul mercato dopo oltre settant’anni nella stessa collezione privata britannica, ed è l’unico esemplare ancora in mani private.

Concepita tra il 1952 e il 1953 e fusa in un’edizione di quattro esemplari più una prova d’artista, la scultura occupa un posto centrale nella produzione postbellica di Moore. Tanto che gli altri esemplari dell’opera sono oggi custoditi in importanti istituzioni pubbliche come il Moa Museum of Art di Atami, l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, il Middelheim Museum di Anversa e il Norton Simon Museum. Due ulteriori fusioni furono realizzate successivamente per la Tate nel 1957 e per la The Henry Moore Foundation nel 1985.

Definita nel 1954 dal critico Robert Melville come «il più grande risultato di Moore dal dopoguerra, e probabilmente la più aggraziata tra le sue opere», «King and Queen» incarna i temi centrali della ricerca dell’artista, tra potere, intimità e presenza umana. L’opera nasce nello studio di Henry Moore nei primi anni Cinquanta, in una fase in cui lo scultore abbandona progressivamente i disegni preparatori per modellare direttamente la cera e il gesso, lavorando poi in bronzo.

Diversamente dai gruppi familiari della fine degli anni Quaranta, la genesi di «King and Queen» fu spontanea. Sperimentando con un frammento di cera, Moore scoprì una forma che suggeriva una testa. Nel modellarla emersero elementi simili a corna o corone e da quel processo intuitivo presero vita due figure regali e archetipiche, senza un progetto preordinato.

 

NOTA

questa foto è pubblicata da Mario Negri / link 

ed è tratta insieme al testo che vi consiglio caldamente :

da :

* M. Negri, Henry Moore [1955], in Id., All’ombra della scultura, Scheiwiller, Milano 1985, pp. 56-61.

nota:  da Wikipedia 

Mario Negri  (Tirano25 giugno 1916 – Milano5 aprile 1987) è stato uno scultore e critico d’arte italiano.

 

FINE NOTA, riprende il testo::

 

Il Re, slanciato e composto da piani scavati e angolosi, appare come un ibrido tra umano e animale. La Regina si sviluppa attraverso un percorso più graduale e il volto si risolve in una linea fluida e raffinata, definita da una minuscola apertura per l’occhio. «King and Queen» dialoga con la scultura gotica medievale e con i doppi ritratti dell’antico Egitto, fondendo riferimenti storici in una presenza senza tempo.

Il contrasto tra dettagli naturalistici, come le mani delicatamente intrecciate della Regina, e forme stilizzate accentua la tensione tra grazia umana e l’idea arcaica di regalità. Le due figure, sedute fianco a fianco ma separate da un sottile varco, comunicano insieme intimità e autonomia. Il Re appare più disteso  e rilassato mentre la Regina mantiene una postura eretta e composta, con una presenza psicologica distinta.

Per Orlando Rock, presidente di Christie’s UK, e Philip Harley, Senior Director per l’arte moderna britannica e irlandese, «King and Queen» rappresenta «un’opera cardine dell’arte britannica del dopoguerra e un traguardo fondamentale nella carriera di Moore». Katharine Arnold, Vice Chairman 20/21 della maison, sottolinea che l’apparizione sul mercato costituisce «un’opportunità eccezionalmente rara per acquisire un capolavoro di uno degli scultori più influenti del XX secolo».

******

 

 

 

segue da: 

CHRISTIES.COM – 5 marzo 2026

https://www.christies.com/en/lot/lot-6574301

 

ALL’ ASTA DEL 5 MARZO ” KING AND QUEEN ” DI HENRY MOORE

ha raggiunto il record mondiale di

26.345.000 sterline. 

se è giusto quello che ho trovato su Google sono un po’ di più di 30 milioni di euro, sempre che non sbagli.

da:

https://gbp.it.currencyrate.today/convert/amount-26000000-to-eur.html

 

 

MOLTO BREVEMENTE, lo scultore:

English artist and sculptor Henry Moore (1898 – 1986) in his workshop, circa 1965. (Photo by Tony Evans/Getty Images)

HENRY MOORE

 

*** le immagini sono di GETTY IMAGES ( moltissime ! )

 

 

Moore's Madonna

 

 

Henry Moore

 

 

Henry Moore

Qui nel 1975

 

 

Henry Moore Portrait Session

nel 1978

 

Fragment Figure / Reclining Female Figure, 1957. Artist Henry Moore.

 

 

Henry Moore In His Studio In Tuscany

Henry Moore a Forte dei Marmi, nel suo studio in Toscana, nel giugno del ’75

 

 

'Hoglands', Henry Moore's Home & Studio, Perry Green, Hertfordshire

In Gran Bretagna nel suo  studio il 28  settembre 1977

 

chiara: smetto con fatica di pubblicare lui e le sue opere perché anche se lo conosco poco, pochissimo, lo amo molto–lo faccio perché ho pena di chi passa di qui – sapendo che se guarda, magari fino alla fine ( un santo aureolato )  si regge tutte le mie sbrodolate..
” Pazienza “, diceva il nostro compagno di scuola Ivo Pastorelli quando il prof. di lettere, al ginnasio, si ostinava a  ” leggere ” sul libro che nelle steppe crescono erbe ( in genere graminacee ), arbusti e gli alberi sono praticamente assenti  .. come Donatella ricorda bene, è stato il suo ” primo amore “..

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

Donna Lombarda + Venezia che sei la più bella — Francesco De Gregori e Giovanna Marini + altro

 

 

 

 

 

TESTO

Amami me che sono
re non posso amarti tengo marì
Tuo marito fallo morire t’insegnerò come devi far
Vai nell’orto del tuo buon padre taglia la testa di un
serpentin
Prima la tagli e poi la schiacci e poi la metti dentro nel vin
Ritorna a casa il marì dai campi Donna Lombarda oh che gran sé
Bevilo bianco bevilo nero bevilo pure come vuoi tu
Cos’è sto vino così giallino sarà l’avanzo di ieri
ser
Ma un bambino di pochi mesi sta nella culla e vuole parlar
O caro padre non ber quel vino Donna Lombarda l’avvelenò
Bevilo tu o Donna Lombarda tu lo berrai e poi morirai
E per amore del Re di Spagna io lo berrò e poi morirò
La prima goccia che lei beveva lei malediva il suo bambin
Seconda goccia che lei beveva lei malediva il suo marì

 

*** QUESTA VERSIONE E’ DI GUALTIERI – ce ne sono altre ( 1 in fondo)

 

testo da:

logo ROCKIT

https://www.rockit.it/francescodegregori/canzone/donna-lombarda-di-gualtieri/73545

 

 

Donna lombarda è un canto popolare antichissimo, considerato fra i più diffusi nell’Italia settentrionale, ma conosciuto anche in quella centromeridionale. Narra la storia di una donna che viene invitata dall’innamorato ad uccidere il marito con del veleno cavato da un serpente, ma un bambino (di “pochi anni” o “pochi mesi”, a seconda della versione), denuncia a colui che chiama “caro padre” il tentato assassinio e questi obbliga la donna a bere anche lei l’intruglio.

Costantino Nigra studiò il canto nel suo Canti popolari del Piemonte (1888). Basandosi sugli scritti di Paolo Diacono e Gregorio di Tours, Nigra fece risalire le origini del testo al VI secolo d.C., identificando la protagonista nella regina dei Longobardi Rosmunda, che avvelenò il marito Elmichi, istigata dal prefetto bizantino Longino. Autori più recenti riscontrano alcune incongruenze di carattere storico e linguistico nell’analisi di Nigra

da:

https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda

 

 

 

TESTO

O Venezia che sei
la più bella
E te di Mantova che sei la più forte
Gira l’acqua d’intorno alle porte
Sarà difficile poterti pigliar
Un bel giorno entrando in Venezia
Vedevo il sangue scorreva per terra
E i feriti sul campo di guerra
E tutto il popolo gridava pietà
O Venezia ti vuoi maritare
Ma per marito ti daremo Ancona
E per dote le chiavi di Roma
E per anello le onde del mar

 

da : ROCKIT.IT
https://www.rockit.it/francescodegregori/canzone/o-venezia-che-sei-la-piu-bella/73552

 

 

(1)

Ballata di autore ignoto diffusa in diverse versioni in tutta Italia. Secondo la ricostruzione di Nigra 1888, § 1 l’episiodio narrato rimanda all’avvelenamento da parte della regina longobarda Rosemunda del suo nuovo compagno Elmechi, grazie al quale si era sbarazzata del precedente marito Alboino. Nella Storia dei Longobardi Paolo Diacono (720-799) racconta: «Ella, propensa com’era ad ogni iniquità, e mirando a divenire signora di Ravenna, diede il suo consenso alla perpetrazione di un così orribile delitto, e anzi, dopo che Elmechi aveva fatto un bagno, e usciva dall’acqua, gli offrì una tazza di veleno, dicendo che gli avrebbe giovato alla salute. Come Elmechi si accorse che aveva bevuto la coppa della sua morte, snudata la spada sopra Rosemunda, la costrinse a bere ciò che vi restava. Così per volontà di Dio onnipotente i due malvagi assassini morirono nello stesso istante».

da:

https://canzonierepopolare.altervista.org/canzoni/donnalombarda.html

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

Facebook.com/ watch 29 gennaio — / link sotto :: Ti ricordi quella sera? 1980 – La toccante ” la povera Rosetta ” nella versione dal vivo solo voce e chitarra nel programma “Meglio Gufi che Mai” su Antennatre Lombardia.

 

 

 

apri qui se vuoi sentirla..

https://www.facebook.com/watch/?v=1857497124853225

 

 

I GUFI Formazione :

Roberto Brivio (Milano, 1938) – Chitarra e voce.
Gianni Magni (Milano, 1941 – Milano, 1992) –
Voce. Lino Patruno (Crotone, 1935) – Chitarra, banjo, tromba, voce.
Nanni Svampa (Milano, 28 febbraio 1938) – Chitarra e voce.

 

 

 

undefined

I GUFI NEL ’66

Sconosciuto – Italian magazine Radiocorriere, year XLIII, n. 3, page 34

 

 

 

undefined

I GUFI NELL’  ’81
sconosciuto – https://www.ilgiorno.it/milano/cultura/brivio-1.5050565

 

 

Il primo embrione del gruppo si forma nel 1964. Nanni Svampa ha appena inciso il suo primo disco, Nanni Svampa canta Brassens, ed ha iniziato a frequentare l’ambiente musicale milanese. Ha l’occasione di conoscere il jazzista Lino Patruno, diventandone amico ed iniziando a collaborare con lui. Tra i due s’iniza a discutere della possibilità di allestire spettacoli di cabaret concerto. L’idea prende forma definitiva in seguito all’incontro con Roberto Brivio e Gianni Magni: i quattro decidono di fondare il gruppo “I Gufi”. Il primo album dei Gufi ha il marchio di fabbrica di Svampa: s’intitola infatti Milano canta (assumerà il numero 1 in seguito all’uscita di altri due album con lo stesso titolo). Nato e vissuto nei quartieri popolari di Milano, caratterizzati dai cortili, dalle case di ringhiera e da quell’intensa umanità che aveva fatto sì che si parlasse di Milan cont el coeur in man, Svampa aveva subìto il fascino della cultura popolare fino al punto da effettuare una scrupolosa ricerca filologica ed archivistica al fine di conservare e tramandare il patrimonio plurisecolare della canzone meneghina. L’alchimia funziona bene: Nanni Svampa, detto il cantastorie, è il cantore della Milano dialettale che va scomparendo. Lino Patruno, il cantamusico, un jazzista di vaglia, tuttora attivo sui principali palcoscenici. Gianni Magni, l’unico prematuramente scomparso nel 1992, è detto il cantamimo: di famiglia circense, è un mimo capace di posture grottesche e di cantare con voce quasi bianca. Roberto Brivio, appassionato d’operetta è l’autore dei testi più originali del gruppo, che gli valgono il soprannome di cantamacabro. A questo si aggiunga che l’ambiente culturale milanese del tempo è vivo e stimolante: negli stessi anni si muovono su quella scena altri artisti che affondano nella cultura popolare la loro stessa ragion d’essere: Dario Fo ed Enzo Jannacci, presto affiancati da Giorgio Gaber, tanto per citare i più famosi. Il loro luogo d’elezione è il Derby, luogo di ritrovo dei maggiori comici e artisti del capoluogo lombardo. Con l’andar del tempo e l’accrescersi della sua fama, il quartetto inizia a girare prima la Lombardia, poi l’Italia, portando una ventata di comicità surreale ed anticonvenzionale in un’Italia che, tacitati i morsi della fame, cominciava ad interrogarsi su se stessa, prestando orecchio agli stimoli provenienti dall’estero. In Francia ci sono Brassens, Brel, Vian, oltremanica è partita la swingin’ London e, di là dall’oceano ci sono Bob Dylan e gli altri figli della contestazione studentesca.

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

Lorenzo Tosa Facebook / link sotto– IL REFERENDUM E’ AVANTI DEL 5% — “Avanti così, non fermiamoci ora “, Lorenzo Tosa + date del suo giro nel paese

 

 

 

 

 

Una gran bella notizia.

È arrivato l’ultimo sondaggio Ipsos sul Referendum.

Ed è un clamoroso e consolidato sorpasso del No sul Sì.

Quasi 5% in più: 52,4% contro il 47,6% in caso di affluenza bassa, e assai probabile, attorno al 42%.

Ma – ed è qui la parte ancora più clamorosa – anche in caso di affluenza al 49% il No guadagna il 2,5% ed è praticamente ormai appaiata al Sì (50,2% vs 49,8%).

Solo due mesi fa il No era indietro di oltre il 10%.

Oggi, a due settimane dal Referendum, è addirittura avanti con punte del 5%.

Significa che in 60 giorni ha guadagnato tra il 10 e il 15%.

Vorrei ringraziare la campagna gratuita per il No di esimi testimonial per il Sì come Nordio, Meloni, Bocchi** e compagnia.

Ma anche i cittadini, che si stanno informando e hanno capito la posta in palio che c’è in gioco e che va molto oltre la finta separazione delle carriere.

Avanti così, non fermiamoci ora !

 

 

 

Ne parlerò, di Referendum, venerdì 13 marzo ore 18 a Forlì con il magistrato Rocco Maruotti.

Vi aspetto. Qui tutte le date.

nelle altre date penso che parli dei suoi libri, ch.

 

Pubblicato in GENERALE | 1 commento

Alessandro Orsini @orsiniufficiale/ sotto link X – se avete tempo di guardarlo, potrebbe intitolarsi : ” Quasi tutto quello che si trova su Internet alla voce ALESSANDRO ORSINI ( Napoli, 1975 ) “

 

 

ALESSANDRO ORSINI- LINK X– apri qui

 

 

 

 

IL COMMENTO DI ALESSANDRO ORSINI COME SEMPRE INTERESSANTE

LO TROVATE NEL LINK CHE RIPORTO PER VS. COMODITA’:

LINK DI OGGI 6 MARZO 2026 — h. 11.00 ca

 

 

 

uno dei suoi ultimi libri ( 2025-gennaio 2026 )

Casa Bianca-Italia. La corruzione dell’informazione di uno Stato satellite

 

Descrizione ( IBS )

Con la sua prosa chiara e semplice, Orsini pone, ancora una volta, la teoria sociologica al servizio della libertà di critica e di espressione.

Alessandro Orsini descrive la corruzione del sistema dell’informazione in Italia sulla politica internazionale e spiega il suo funzionamento. Parlando di Ucraina e Palestina, dei bombardamenti tra Iran e Israele, della caduta di Assad in Siria, del rapporto Meloni-Trump, ma anche del Presidente della Repubblica, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, di “Porta a Porta”, “Report”, del Festival di Sanremo e di molti altri temi attualissimi come la santificazione di Zelensky e la mostrificazione di Putin, il libro analizza le regole e i trucchi di un sistema dell’informazione corrotto. Orsini mette a nudo il modo in cui i conduttori televisivi e radiofonici più famosi d’Italia, e i loro colleghi della grande stampa, disinformano i cittadini sulla politica internazionale per compiacere il potere politico. La società giornalistica italiana dichiara di essere libera di dire tutto quel che vuole. Orsini, richiamandosi al metodo del sospetto di Marx, Nietzsche e Freud, sospetta che non sia vero. Il capitolo finale ricostruisce la promessa della Nato a Gorbachev di non espandersi verso la Russia. Questo libro è un viaggio dissacrante nell’informazione di uno Stato costretto a dare conto a una potenza straniera di tutto quel che dice.

 

 

 

X –  Alessandro Orsini @orsiniufficiale

 

Italia in guerra? Meloni come pupazzo politico. Risposta a Bignami e Belpietro. Il mio nuovo video esce ora.

video, 15.55

 

*******

 

UN ALTRO LIBRO DEL 2025

Gaza Meloni. La politica estera di uno Stato satellite - Alessandro Orsini - copertina

Gaza Meloni. La politica estera di uno Stato satellite

 

Questo libro affronta le questioni più tragiche e attuali della politica internazionale, dal bombardamento di Gaza alla guerra tra Iran e Israele. Con la sua prosa semplice e dissacrante, Alessandro Orsini ci aiuta ad acquisire una conoscenza più profonda delle democrazie occidentali e della politica estera dell’Italia. Richiamandosi alla “scuola del sospetto” – Marx, Nietzsche, Freud – Orsini solleva molte domande invise all’uomo-massa: le democrazie occidentali sono moralmente superiori alle dittature? Giorgia Meloni ha difeso o ha affossato i palestinesi? Antonio Tajani ha protetto o ha avversato Netanyahu? Il primo capitolo ricostruisce il dibattito sul genocidio a Gaza. Il secondo capitolo espone la tesi dell’autore attraverso il «paradosso della violenza estrema», secondo cui il genocidio può avvenire anche senza spargimento di sangue. Il terzo capitolo analizza le decisioni politicamente più rilevanti di Giorgia Meloni verso Gaza nei giorni dello sterminio dei palestinesi. Il quarto capitolo confronta le decisioni dei leader europei che hanno sfidato Netanyahu con quelle di Meloni. Il quinto capitolo parla della penetrazione della Nato nelle università italiane per reclutare professori-propagandisti. Alessandro Orsini, richiamandosi alla lezione di Jung, costringe le democrazie occidentali a confrontarsi con la propria “ombra”, quella parte negativa della personalità rifiutata o proiettata sugli altri per i suoi contenuti inaccettabili. Questo libro contiene un attacco inesorabile all’uomo-massa: l’uomo che vive di pregiudizi e luoghi comuni sulla politica internazionale ripetuti pappagallescamente senza alcuno spirito critico.

 

*****

 

ULTIMO LIBRO DEL 2026

 

Disinformazione. La manipolazione dell’opinione pubblica nelle democrazie occidentali - Alessandro Orsini - copertina

Disinformazione. La manipolazione dell’opinione pubblica nelle democrazie occidentali

Descrizione

Questo è un libro terribile che restituisce nuova vita alla migliore tradizione del realismo politico italiano: Machiavelli, Mosca, Pareto e Michels. Ancora una volta, Orsini usa la teoria sociologica per attaccare il senso comune dell’uomo-massa dello Stato satellite.

Non è la Russia a manipolare gli italiani. È l’Italia stessa. Questa è la tesi dissacrante presentata in questo libro. Alessandro Orsini racconta e spiega le tecniche di manipolazione dell’opinione pubblica usate dal vertice della Repubblica italiana attraverso i mezzi di comunicazione di massa per creare consenso intorno alle guerre, ma anche per giustificare la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale da parte delle democrazie occidentali. Dall’Ucraina a Gaza, dall’Iran al Venezuela, questo libro parla di una minoranza organizzata di italiani, la classe governante, che manipola una maggioranza disorganizzata di italiani, la classe governata, attraverso la menzogna, l’inganno, la dissimulazione, la disinformazione, la minaccia, la calunnia e la diffamazione. Ogni classe governante manipola la propria classe governata.

 

 

Alessandro Orsini

foto da Paper First

 

Nasce a Napoli il 14 agosto 1975

El nass a Napoli in del 1975, fioeul de l’Arturo Orsini, un psicanalista, e ‘l viv in del caploeugh campan fina a quindes agn, quand che ‘l fa San Michel con la fameja a Latina. El se diploma al licee classegh “Dant Ligher” con 40/60 e poeu el se laurea in sociologia a la Sapienza, cont el vot massim, e ‘l ciapa un dotorad a la Roma Tre.

— segue nel link

 

Oeuvere

  • Ripensare la nazione, Formello, SEAM, 2002, ISBN 88-8179-412-8, SBN IT\ICCU\RMS\0144479.
  • L’eretico della sinistra: Bruno Rizzi élitista democratico, Milano, Franco Angeli, 2004, ISBN 88-464-5286-0, SBN IT\ICCU\RMS\1031140.
  • In difesa della sociologia storica, Milano, Franco Angeli, 2005, ISBN 88-464-6520-2, SBN IT\ICCU\IEI\0232583.
  • Anatomia delle Brigate rosse: le radici ideologiche del terrorismo rivoluzionario, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009, ISBN 978-88-498-2853-5, SBN IT\ICCU\RMB\0750601.
  • Il rivoluzionario benestante. Strategie cognitive per sentirsi migliori degli altri, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2010, ISBN 978-8849827019, SBN IT\ICCU\RMS\2332586.
  • Gramsci e Turati. Le due sinistre, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2012, ISBN 978-8849832143, SBN IT\ICCU\RAV\1966089.
  • Isis. I terroristi più fortunati del mondo e tutto ciò che è stato fatto per favorirli, Milano, Rizzoli, 2016, ISBN 978-8817087605, SBN IT\ICCU\ANA\0502463.
  • (EN) Sacrifice. My life in a fascist militia, Ithaca-London, Cornell University, 2017, ISBN 978-1501709838, SBN IT\ICCU\UBG\0000029.
  • L’ISIS non è morto. Ha solo cambiato pelle, Milano, Rizzoli, 2018, ISBN 978-8817099691, SBN IT\ICCU\RAV\2073103.
  • Corso di sociologia generale, Bologna, Il Mulino, 2019, ISBN 978-88-15-28537-9, SBN IT\ICCU\UBO\4416857.
  • Il terrorismo in Africa, LUISS University Press, 2019, ISBN 978-88-6105-437-0, SBN IT\ICCU\LO1\1775649.
  • Viva gli immigrati! Gestire la politica migratoria per tornare protagonisti in Europa, Milano, Rizzoli, 2019, ISBN 978-8817108942, SBN IT\ICCU\LO1\1750267.
  • (EN) Alessandro Orsini, Ethnography with Extremists: Living in a Fascist Militia, in Peter Krause e Ora Szekely (a cura di), Stories From the Field. A Guide to Navigating Fieldwork in Political Science, Columbia University Press, 2020.
  • Teoria sociologica classica e contemporanea, Novara, UTET, 2021, ISBN 978-8860086778, SBN IT\ICCU\USM\2031514.
  • Ucraina: critica della politica internazionale, PaperFIRST, 2022, ISBN 978-8831431873.

 

 

 

DA PAPER FIRST

Alessandro Orsini

 

Alessandro Orsini è Professore associato di Sociologia generale e di Sociology of terrorism and political violence nel Dipartimento di Scienza politica della Luiss, dove ha fondato e diretto l’Osservatorio sulla sicurezza internazionale (2016-2022). È stato Visiting Scholar presso il Department of Political Science del Massachusetts Institute of Technology e poi Research Affiliate al MIT-Center for International Studies MIT dal 2011 al 2022. I suoi libri sono stati pubblicati dalle maggiori università americane e i suoi articoli sono apparsi sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali specializzate in studi sul terrorismo. È stato invitato a svolgere analisi sulla sicurezza internazionale presso la presidenza del Consiglio, il ministero degli Esteri, il ministero della Difesa, il Parlamento, il Comando generale delle capitanerie di porto, l’Istituto Alti Studi per la Difesa (IASD). È stato membro del comitato “Scenari Futuri” dello Stato maggiore della Difesa e membro dell’Editorial Board di “Studies in Conflict and Terrorism” (2013-2026). È stato invitato a presentare i suoi studi ad Harvard, MIT, Johns Hopkins, Brookings Institution, Trinity College, Boston College, Northeastern University, New York University (Paris), European University Institute (EUI), Vilnius University-Institute of International Relations, Centre Arabe de recherche et d’études Politiques di Tunisi. Il suo Anatomia delle Brigate rosse (Rubettino 2009), tradotto da Cornell University Press, è stato classificato da “Foreign Affairs” tra i libri più importanti apparsi negli Stati Uniti nel 2011, e tradotto in arabo (Dar Alca, Baghdad 2019). Per PaperFirst ha scritto i best seller Ucraina. (2022); Ucraina/Palestina (2024); Casa Bianca-Italia (2025). Ha ricevuto l’idoneità scientifica di Professore ordinario nel 2020.

 

 

*********

ULTIMO NOTIZIARIO MA IMPORTANTE — forse si può seguire su Internet

LINK X

La violenza genera violenza.
Ucciso Bin Laden, venne l’Isis.
Dopo l’Isis, è venuto il Bataclan.
Dopo l’uccisione di Mohammed al-Tamimi, è venuto il 7 ottobre. Dopo l’uccisione di Gheddafi, è venuto il caos.
Dopo l’invasione dell’Afghanistan, è arrivata la sconfitta.
Nessun Netanyahu ha mai costruito un mondo migliore.
Nessun Trump ha mai costruito un mondo più libero.

E poi c’è la disinformazione in Italia per nascondere ciò che tutti sanno perché uno Stato satellite vive nella menzogna e nella manipolazione della coscienza dei cittadini: la violenza genera violenza. Il 9 marzo presenterò il mio nuovo libro alla Feltrinelli di Roma Largo Argentina: “Disinformazione. La manipolazione dell’opinione pubblica nelle democrazie occidentali”. Sono un esponente del movimento pacifista italiano.

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

Qualche sorriso, anche amaro ma sempre sorriso è, con MICOL & MIRKO + lui

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

***altre ce le teniamo per un altro sorriso.. ch

 

 

da wikipedia 

 

 

Maicol & Mirco, pseudonimo di Michael Rocchetti detto Maicol (San Benedetto del Tronto2 settembre 1978), è un fumettista e disegnatore italiano. Originariamente lo pseudonimo indicava un duo, composto anche da Mirko Petrelli (San Benedetto del Tronto, 1977). Vive a Grottammare.

Autore di numerose storie brevi e graphic novel, ha fatto parte del collettivo “Super Amici” (con RatigherTuono PettinatoDottor Pira e LRNZ), poi denominato Fratelli del Cielo, e ha acquisito grande notorietà sul web. con Gli scarabocchi di Maicol & Mirco, irriverenti e caustiche vignette su sfondo rosso.

segue nel link di Wikipedia

 

 

QUALCHE FOTO ” DRAMMATICA ” DEL NOSTRO AUTORE:

 

 

 

 

 

 

FUMETTO VAGO

 

 

 

DA :

Bao Publishing
https://baopublishing.it/autori/maicolmirco/

 

 

 

In questa è serio, anche lui si prende la testa tra le mani..

 

 

da:

Maicol & Mirco

 

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

Prima Pagina Il Manifesto di oggi 6 marzo :: LA STRISCIA DI BEIRUT- ” Faremo del Libano quello che abbiamo fatto a Gaza “:: Israele ordina a centinaia di migliaia di profughi e abitanti del sud di Beirut di fuggire.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

AVVENIRE — 5 MARZO 2026:: Intervista a Metsola: «L’escalation in Iran va fermata subito. Serve un’Europa più forte». La presidente del Parlamento Ue: «Il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente» apri il link se vuoi leggere.

 

 

 

 

*** in questa situazione tanto tragica c’è chi si preoccupa di farci ridere..ch.

 

AVVENIRE — 5 MARZO 2026

Intervista a Metsola: «L’escalation in Iran va fermata subito. Serve un’Europa più forte»

 

di Giovanni Maria Del Re, Bruxelles

La presidente del Parlamento Ue: «Il diritto internazionale è la pietra fondante,

ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente»

vedi il link : 

https://www.avvenire.it/politica/intervista-a-metsola-lescalation-in-iran-va-fermata-subito-serve-uneuropa-piu-forte_105398

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

video, 10.34 min — 5 marzo 2026 — PODCAST ( = solo audio ) – LIMESONLINE 5 febbraio 2026 — L’America in guerra – di Giuseppe De Ruvo

 

 

 

 

L’attacco degli Usa all’Iran punta al rovesciamento degli ayatollah. Il Medio Oriente è in fiamme, ma gli Usa, in piena crisi interna, non hanno una strategia. E intanto il potere dei pasdaran, i pretoriani del regime iraniano, si rafforza. Il nuovo volume di Limes “L’Italia nella rivoluzione mondiale” è disponibile in edicola e in libreria. Potete leggerlo direttamente sul nostro sito e via app, abbonandovi a Limesonline (https://shop.limesonline.com/limes/ab…)

 

 

 

 

https://www.amazon.it/

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe De Ruvo - THE INNOVATION GROUP

Giuseppe De Ruvo
Analista geopolitico

foto da : https://www.theinnovationgroup.it/speakers/giuseppe-de-ruvo/

 

 

Ciao! Sono Giuseppe De Ruvo, classe 1998, e mi occupo di geopolitica, materia nella quale mi sono laureato avendo come relatore il direttore di Limes Lucio Caracciolo. Ho scritto un libro a cavallo tra la filosofia e la geopolitica del digitale e, al momento, oltre che con Geopop, collaboro proprio con Limes. Nel periodo attuale la geopolitica è sulla bocca di tutti: cerco di raccontarla nel modo più semplice e chiaro possibile.
giuseppederuvo1@gmail.com

continua su: https://www.geopop.it/author/gderuvo/

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

LA 7 TG MENTANA 5 marzo h. 08.00 video, 2.47 ” Sesto giorno di guerra, il conflitto si allarga ancora ” ++ TG COMPLETO – 31 min. ca–

 

 

 

 

 

 

VIDEO, 31 min.   ore 20.00 — 5 febbraio 2026

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

Dedicato a chi crede nella Guerra e nel trionfo della Morte –immagini da contemplare– La maggior parte è della Cappella delle ossa a Evora in Portogallo

 

 

 

 

 

Three Skulls

tre scheletri

https://www.gettyimages.it/detail/foto/couple-of-skeletons-in-the-city-of-pompeij-immagine-royalty-free/1994854553?phrase=fiumedinisi&adppopup=true

 

 

 

 

A couple of skeletons in the city of Pompeij

Una coppia di scheletri a Pompei

https://www.gettyimages.it/detail/foto/couple-of-skeletons-in-the-city-of-pompeij-immagine-royalty-free/1994854553?phrase=fiumedinisi&adppopup=true

 

 

 

Skulls of poached White Rhinos (Ceratotherium simum) at Mkhaya Game Reserve, Swaziland

un rinoceronte bianco

 

 

 

Chapel of Bones Evora, Portugal + San Francisco Church & Nativities

Chapel of Bones Evora, Portugal + San Francisco Church & Nativities

 

 

 

 

Bones Chapel in Evora, Skull chapel in Sao Francisco Church

cappella delle ossa nella chiesa di San Francesco a Evora ( Portogallo )

 

 

 

Cappella delle Ossa Evora - Chiesa di San Francisco - Presepi del Mondo

Chapel of Bones Evora, Portugal + San Francisco Church & Nativities

 

 

 

 

Skulls in the Chapel of Bones in Evora

dettaglio della cappella di Evora — Getty Images

 

 

 

Évora: guida completa su cosa vedere nella città portoghese

CARTINA DA : 

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

MARIO BARDELLI ASTRATTI SCELTI 1958-1962 — ripubblichiamo un post del 15 aprile 2013 – le foto sono un po’ casarecce.. il blog

 

 

 

mario bardelli 1975

 

 

 

 

Audio Player

Sergei Prokofiev – Musiques d’enfants, Op. 65: No. 4  –  Tarantelle

 

 

Mario Bardelli (Genova, 1940) un astratto informale –fine anni 50/ inizio dei 60.

Più che di informale si tratterebbe di astratto organico. La forma, anzi, è fortemente strutturata,  con palesi richiami al mondo vegetale e animale (m.b.)

 

 

 

mario bardelli, 1958,  senza titolo, tempera su carta, 70×100 cm, Foto-0045

 

 

mario bardelli, 1959, senza titolo, chine colorate su carta, 100×70 cm. Foto-0028

 

 

 

mario bardelli, 1960, senza titolo, tempera su carta, 100×70 cm.  IMG_4936

 

 

 

 

mario bardelli, 1961, senza titolo, tempera su carta, 70×100 cm.  Foto-0015

 

 

 

 

mario bardelli, 1961, senza titolo, tempera su carta, 70×100 Foto-0051

 

 

 

 

 

mario bardelli, 1961, senza titolo, vernice industriale su carta,70×100 cm.IMG_4949

 

 

 

 

mario bardelli, 1961, senza titolo, tempera su carta, 100×70 cm.IMG_4937

 

 

 

 

 

mario bardelli, 1962, senza titolo, vernice industriale su carta, 70×100 cm.Foto-0038

 

 

 

 

 

mario bardelli, 1962, vernice industriale su carta, 70×100 cm.IMG_4946

 

 

 

 

mario bardelli, senza titolo, 1962, vernice industriale su carta, 70×100 cm.IMG_4942

 

 

 

 

 

mario bardelli,1961, senza titolo, tempera su carta, 100×70 cm.IMG_4935 picasa

 

 

 

 

 

mario bardelli, 1961, senza titolo, tempera su carta, 70×100 cm.IMG_4945 picasa

 

 

Prokofiev — Sur les prés la lune se promène
op. 65  n. 12

Pubblicato in GENERALE | 1 commento

Jonny Hill – Oh my darling Clementine + Oh Susanna – è un cantante austriaco ( nato 1940 )

 

 

 

 

 

 

 

 

Jonny Hill  ( nato nel 1940 )  è un cantante austriaco. È conosciuto soprattutto per le canzoni “Ruf Teddybär eins vier”, “Der alte Mann” e “30 Tonnen Kerosin”.

Canzoni country 1983

 

 

 

vol. 1 — CANZONI COUNTRY ( in tedesco ) E  VECCHIE CANZONI TEDESCHE

 

 

Pubblicato in GENERALE | 1 commento

AESALERTE / STATUS / LINK SOTTO – grazie e mille di averlo pubblicato ! LULA, PRESIDENTE DEL BRASILE, DICE DELLE PAROLE CHE POSSIAMO SOTTOSCRIVERE TUTTI NOI CHE CREDIAMO NELLA DEMOCRAZIA INTERNAZIONALE, il blog

 

 

 

LINK DI X 

X.COM/ AESALERTE / STATUS

https://x.com/Aesalerte/status/2029340361685123309

 

DERNIÈRE MINUTE : 🇧🇷 Président du Brésil, Lula da Silva : « Mon message aux États-Unis, à Israël et à l’Iran est simple : le monde en a assez de vos conflits. La diplomatie n’est pas un signe de faiblesse ; c’est la plus haute expression de l’intelligence humaine. Ceux qui meurent ne sont pas ceux qui signent les ordres d’attaque à Washington ou à Tel Aviv ; ceux qui meurent sont les innocents. Le Brésil exige un cessez-le-feu immédiat et l’ouverture d’une table de négociation qui ne soit pas entachée par les intérêts du commerce des armes. »

 

 

 

traduzione: 🇧🇷 Il Presidente del Brasile, Lula da Silva: Il mio messaggio agli Stati Uniti, a Israele e all’Iran è semplice: il mondo ne ha abbastanza dei vostri conflitti. La diplomazia non è un segno di debolezza; è la massima espressione dell’intelligenza umana. Quelli che muoiono non sono coloro che firmano gli ordini di attacco a Washington o a Tel Aviv; quelli che muoiono sono gli innocenti. Il Brasile chiede un cessate il fuoco immediato e l’apertura di un tavolo negoziale che non sia contaminato dagli interessi del commercio di armi.

 

Pubblicato in GENERALE | 1 commento

– ” Guardate che bella festa ho trovato aprendo il Facebook di Patrizia ! ” grazie!! con questi tg.. e il mondo intero ! FACEBOOK PATRIZIA SANTAMARIA/ link sotto :: + link Facebook del gruppo ” TERNI IN RETE ” che ci ha dato tanta allegria da volervela comunicare–il blog // +++ una sorpresa

 

 

TERNI IN RETE –CANTATA PER DE ANDRE’ — ” DON RAFFAE “- video 1 min.

 

 

 

FACEBOOK PATRIZIA SANTAMARIA

https://www.facebook.com/reel/4076588432605005

 

 

DA : 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

FACEBOOK TERNI IN RTE
https://www.facebook.com/terninrete/reels/

 

 

***********

 

Non credo che i ragazzi possano offendersi se pubblico una magnifica edizione di
DON RAFFAE’ CON FABRIZIO E ROBERTO MUROLO -+++ –e un magnifico accompagnamento !

Fabrizio De Andrè e Roberto Murolo cantano alle 4 del mattino prima del concerto del Primo Maggio 1992 a Piazza San Giovanni “.

 

 

video, 4.51 

pubblicato da

stecek63

Pubblicato in GENERALE | 2 commenti

ANSA.IT — 4 MARZO 2026 — 23.17 ::: Media Usa, iniziata un’offensiva di terra di migliaia di curdi in Iran/ link sotto +VIDEO, 4 -03 :Idf: “Abbiamo abbattuto un caccia iraniano su Teheran” (AltoAdige.it/Link) ++ ANSA.IT 5 MARZO –9.08 –Raid su Teheran .+ altro.

 

 

 

 

ANSA.IT — 4 MARZO 2026 –23.17

 

Media Usa, iniziata un’offensiva di terra di migliaia di curdi in Iran.

 

I gruppi curdi sono considerati il segmento più organizzato della frammentata opposizione iraniana e si ritiene che dispongano di migliaia di combattenti addestrati.
   

apri qui:
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/03/04/media-usa-iniziata-
unoffensiva-di-terra-di-migliaia-di-curdi-in-iran_576430b3-7d0b-4a3c-b146-777d48867c1e.html#:~:text=Idf%3A%20%22Abbiamo%20abbattuto
%20un%20caccia%20iraniano%20su%20Teheran%22

 

 

 

****

Idf: “Abbiamo abbattuto un caccia iraniano su Teheran”

Prima volta in 40 anni che gli israeliani ingaggiano un combattimento aereo con aerei con equipaggio

 

DA : ALTODIGE.IT/ VIDEO- pochi secondiapri qui

https://www.altoadige.it/video/idf-abbiamo-abbattuto-un-caccia-iraniano-su-teheran-1.4309208?p=1

 

 

 

ANSA.IT — 5 MARZO 2026 — 9.08
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/03/05/la-crisi-in-medio-oriente-la-cronaca-del-5-marzo-2026-live-blog_7ce2e749-d630-4edc-89cc-083943725c5d.html#:~:text=0%3A21-,Idf%3A%20%22Abbiamo%20abbattuto%20un%20caccia%20iraniano%20su%20Teheran%22,-X?

 

 

Nuovi raid su Teheran. L’Iran lancia missili contro il quartier generale delle forze curde in Iraq – LIVE BLOG

 

Le autorità curde smentiscono l’ingresso di curdi-iracheni in Iran. Axios: ‘Non è chiaro se l’offensiva possa essere lanciata nelle prossime settimane’. Carney non esclude la partecipazione militare del Canada

 

 

TOPSHOT-LEBANON-ISRAEL-US-IRAN-WAR © ANSA/AFP

ROMA, 05 marzo 2026, 09:08

Redazione ANSA

 

 

08:12

Il punto

 

La guerra nel Golfo continua ad allargarsi nella sesta giornata del conflitto.

Ieri un missile sparato dall’Iran verso lo spazio aereo turco è stato intercettato dalle difese Nato nel Mediterraneo orientale. Una fregata iraniana è stata affondata da un sottomarino Usa al largo dello Sri Lanka: oltre 80 i morti. La risoluzione sostenuta dai dem per fermare la campagna militare di Trump è stata bocciata dal Senato americano. Sanchez sfida il tycoon, dopo l’attacco del presidente Usa a Madrid per non aver concesso le basi. “E’ così che iniziano i disastri dell’umanità”, dice il premier spagnolo. Nella notte nuovi lanci di missili incrociati tra Iran e Israele.

 

 

 

Pubblicato in GENERALE | 1 commento

MIRKO MUSSETTI – LIMESONLINE 4 marzo 2026 — 13.23 :: La rassegna geopolitica della giornata: Il Qatar e il Kurdistan iracheno si schierano contro l’Iran e altre notizie interessanti. Israele : ” Mojtaba Khamenei deve essere eliminato ” + altro

 

 

 

LIMESONLINE   

https://www.limesonline.com/rubriche/il-mondo-oggi/guerra-iran-mojtaba-khamenei-usa-israele-qatar-spagna-ecuador-sudan-etiopia-21346457/

 

 

Il Qatar e il Kurdistan iracheno si schierano contro l’Iran e altre notizie interessanti.

 

La rassegna geopolitica della giornata.

a cura di Mirko Mussetti

Pubblicato il 

 

 

 

Per consultare la mappa “La partita di Hormuz”   clicca qui

 

 

 

 

 

MOJTABA KHAMENEI

 

 

Gli 88 mujtahid (rappresentati religiosi e giuristi islamici) dell’Assemblea degli esperti dell’Iran si sono riuniti in due sessioni virtuali per nominare il successore di Ali Khamanei alla guida del regime teocratico dopo la sua uccisione per mano di America e Israele. L’alto clero avrebbe scelto il figlio secondogenito Mojtaba Khamenei, notoriamente legato ai pasdaran. Lo Stato ebraico non ha atteso l’annuncio ufficiale di Teheran della sua designazione, che per motivi di sicurezza potrebbe farsi attendere: “Deve essere eliminato!”.

Per approfondire: Come cambierà il regime

 

 

Infografica del 2024 

 

 

segue da:

LIMESONLINE – il https://www.limesonline.com/rivista/iran-cambio-di-regime-19613498/

 

 

 

COME CAMBIERÀ IL REGIME

 

A Teheran si prepara da tempo il post-Khamenei, delegittimato dalla guerra. Il cambiamento sarà morbido e dall’interno. Ma potrebbe portare svolte radicali. Rivoluzione democratica e guerra civile, scenari improbabili. L’ipotesi di un triumvirato.

 

di Arash AZIZI

Pubblicato in: Corsa alla Bomba – n°6 – 2025

 

Centro di Teheran, una donna in primo piano e un cartellone pubblicitario sullo sfondo che ritare la Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, e recita in persiano “Canta, Oh Iran”. 8 luglio 2025, 14° giorno del cessate il fuoco con Israele. (Foto: Morteza Nikoubazl/NurPhoto via Getty Images).
Centro di Teheran, una donna in primo piano e un cartellone pubblicitario sullo sfondo che ritrae la Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, e recita in persiano “Canta, Oh Iran”. 8 luglio 2025, 14° giorno del cessate il fuoco con Israele. (Foto: Morteza Nikoubazl/NurPhoto via Getty Images). 

 

 

1. Per pochi governi autoritari si sono scritti tanti epitaffi prematuri quanto quelli per la Repubblica Islamica. Il regime ha speso gran parte dei suoi 46 anni di esistenza in crisi, scarsamente legittimato e affamato di capacità sin dall’inizio della sua parabola. I suoi oppositori, interni ed esterni, e molti osservatori hanno auspicato e previsto la sua caduta innumerevoli volte. Finora, è sempre sopravvissuto. Ha scontato attacchi militari, campagne di pressione internazionali e di isolamento regionale, dissenso domestico e ripetute proteste di piazza. Eppure continua a governare l’Iran, le sue istituzioni si sono dimostrate assai resistenti, al potere ci sono state solo due Guide supreme e al comando c’è lo stesso uomo dal 1989, l’ayatollah Ali Khamenei.

 

In seguito ai drammatici attacchi israelo-americani di giugno, la questione della stabilità del regime è tornata ancora una volta alla ribalta. La guerra potrebbe portare alla caduta della Repubblica Islamica? Il conflitto, senza dubbio la sfida più difficile della sua storia, finora non ha distrutto il regime, nonostante l’uccisione di molti dei suoi vertici militari. Però ha indebolito lo status di Khamenei, dimostratosi un leader bellico inetto e criticato per un approccio che ha contribuito a portare l’Iran alla guerra. Il risultato è che i dibattiti sul dopo-Khamenei hanno acquisito nuova urgenza.

 

In base alle evidenze disponibili, è assai probabile che nel breve o medio termine l’Iran vivrà un cambio di regime morbido. Il grosso del cambiamento verrà dall’interno delle attuali élite. Potrà accadere in forme più o meno drammatiche. Ma le possibilità di un crollo generalizzato delle istituzioni o di una nuova rivoluzione sono più remote.

2. Osservare la continuità in Iran può essere fuorviante.

La Repubblica Islamica del 2025 non è il regime fondato nel 1979. Ha attraversato svolte drammatiche, sia nella sua composizione interna sia in politica estera e domestica. Nei tumultuosi anni dal 1979 al 1981, l’Iran era una società relativamente aperta con la promessa di qualche aspetto democratico.

Dal 1981 al 1988, è stato un brutale regime religioso in guerra, impegnato simultaneamente nel respingere l’invasione dell’Iraq di Saddam Hussein e nella repressione di ogni dissenso.

Negli anni Novanta, nel governo duale della nuova Guida suprema Khamenei e del presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, è stato un regime conservatore dal punto di vista culturale ma orientato alla ricostruzione postbellica con un affaccio su capitalismo e mercato libero.

Dal 1997 al 2013, è stato teatro di un’enorme battaglia politica tra i propositori di maggiore apertura e democrazia (come i riformisti del presidente Mohammad Khatami) e i loro oppositori dell’establishment (come gli ultraconservatori del presidente Mahmoud Ahmadi-Nejad). A vincere sono stati i secondi, soprattutto con la repressione dell’Onda verde del 2009, movimento di protesta nato in seguito alle accuse di frodi elettorali nel successo alle presidenziali di Ahmadi-Nejad.

 

Non è finita. Dal 2013 al 2019, il regime si è orientato ai negoziati con l’Occidente con l’obiettivo di rimuovere le sanzioni in cambio di limiti al programma nucleare.

Dal 2019 al 2024, l’Iran è stato chiuso e repressivo come mai dopo gli anni Ottanta a causa di diverse ondate di proteste di massa, sempre schiacciate dalle forze di sicurezza.

Dallo scorso anno, il regime ha intrapreso altri cambiamenti per prepararsi alla prossima uscita di scena di Khamenei. L’ayatollah, a 86 anni e in non splendida salute, si avvicina alla morte, all’emarginazione o all’incapacità di svolgere appieno le proprie funzioni. Si è vista qualche lieve apertura sulle questioni sociali, è stato dato maggior potere alle componenti della classe dirigente più pragmatiche e rivolte all’Occidente e le frange più estreme sono state emarginate. Il tutto sempre sotto il controllo complessivo della Guida suprema.

La guerra israelo-americana ( 2025 )  ha dato una grande scossa al sistema e i processi in corso si sono ulteriormente complicati e accelerati. Ma sulla loro natura, direzione e portata è lecito dibattere.

Carta di Laura Canali – 2025 

 

Nonostante tutte queste continue evoluzioni, alcune continuità dal 1979 sono innegabili.

Primo, il grosso del potere è rimasto nelle mani della Guida suprema. Secondo, anche se in certe occasioni le elezioni parlamentari e presidenziali sono state relativamente competitive e aperte, persino nei momenti migliori si sono giocate su poche scelte e questioni.

Solo candidati islamisti che giuravano lealtà alla Guida suprema sono stati autorizzati a presentarsi, anche nelle elezioni più aperte come le legislative del 2000.

Terzo,il regime ha coltivato imponenti apparati di sicurezza, diventati espressione stessa del potere, a cominciare dai Guardiani della rivoluzione islamica, corpo fondato nel 1979 e abituato a ritenersi al di fuori del quadro costituzionale.

Quarto, il regime ha mantenuto alcune politiche fisse come l’obbligo dello hijab per tutta la popolazione femminile e un ethos ufficiale anti-americano e anti-israeliano, benché ciò non abbia impedito a Iran e Stati Uniti di lavorare assieme all’occorrenza.

 

Tutti questi elementi si sono formati nella fase costitutiva della Repubblica Islamica negli anni Ottanta sotto la carismatica guida di Khomeini.

Dal 1989, il suo successore Khamenei li ha preservati ma al contempo ha cementato la sua leadership burocratizzando la sua carica e appoggiandosi ai pasdaran. Gli oppositoridella Repubblica Islamica puntano a queste continuità per sostenere la necessità di rovesciare il regime e per dare l’opportunità all’Iran di democratizzarsi o di cambiare politica estera.

 

3. La guerra israelo-americana ha reso ancor più incerto il futuro del regime e ha fatto emergere una possibilità prima impensabile: i cambiamenti internipotrebbero sorpassare di gran lunga quanto abbiamo visto finora nella storia della Repubblica Islamica. Potrebbero addirittura superare alcune delle costanti storiche. In tal caso, parleremmo di un cambio di regime morbido, senza una rivoluzione o un vero e proprio golpe ma comunque in grado di cambiare la forma fondamentale della Repubblica Islamica o persino la sua denominazione.

Qualunque dibattito sulla traiettoria iraniana dovrebbe iniziare da una constatazione: 

la maggior parte delle élite non condivide più gli ideali rivoluzionari di Khomeini del 1979, una declinazione di islamismo e anti-occidentalismo. Le reti militari, finanziarie, politiche e tecnocratiche hanno un approccio e degli interessi molto più pragmatici. Il loro principale obiettivo è preservare i rispettivi privilegi. Molti ritengono l’ethos rivoluzionario di Khamenei dannoso dal punto di vista tecnocratico. Preferiscono di gran lunga innescare lo sviluppo economico. Nella misura in cui hanno un’ideologia, è centrata sul nazionalismo iraniano, un tentativo di costruire un paese potente e prospero, in grado di giocare le sue carte nel mondo multipolare. È molto probabile che mentre pianificano il dopo-Khamenei si stiano già allontanando dalle sue principali politiche.

 

Lo scenario dell’ascesa delle componenti pragmatiche potrebbe svolgersi in vari modi.

La posizione della Guida suprema potrebbe passare a una figura simpatetica come l’ex presidente Hassan Rohani. L’Assemblea degli esperti, l’organo incaricato di supervisionare Khamenei e di sostituirlo se necessario, è assai conservatrice e difficilmente sceglierebbe Rohani. Anzi, l’ex presidente lo scorso anno ha addirittura perso il suo seggio nell’organismo. Ma se le élite militari e finanziarie si coalizzassero dietro di lui, è possibile che, con la proverbiale pistola puntata alla tempia, l’Assemblea sia costretta a nominarlo. Dopotutto, il clero è anziano e ha da tempo perso gran parte del suo potere e della sua autorità.

 

Un’altra eventualità è un mezzo golpe, con Khamenei estromesso e uno come Rohani nominato vicecomandante in capo, titolo assunto da Rafsanjani negli anni Ottanta quando guidava lo sforzo bellico contro l’Iran.

 

Carta di Laura Canali – 2025 

 

 

È anche possibile che entri in gioco una sezione della costituzione spesso trascurata.

Se lAssemblea degli esperti non fosse in grado di individuare immediatamente un successore alla Guida suprema, in caso di suo decesso o rimozione, a prendere temporaneamente le redini del paese sarebbe un comitato di tre persone: il presidente, il capo del potere giudiziario e un membro del clero del Consiglio dei guardiani espresso dal Consiglio del discernimento.

Se ciò avvenisse oggi, il triumvirato consisterebbe di Masoud Pezeshkian (riformista aperto all’Occidente), Gholamhossein Mohseni Ezhei (potenziale alleato dei tecnocrati e non amico degli estremisti) e una figura clericale scelta dall’attuale capo del Consiglio del discernimento, Sadeq Larijani, proveniente da un’importante famiglia di religiosi attualmente alleati con i centristi. Facilmente, un comitato così composto consoliderebbe le quotazioni dei tecnocrati. Il processo potrebbe prendere altre forme, per esempio il potere potrebbe passare a organismi come il Consiglio di sicurezza nazionale o a iniziative ad hoc come riunioni dei capi delle tre branche dello Stato (Pezeshkian, Ezhei e il presidente del parlamento, Bagher Ghalibaf, altro centrista).

 

L’avvento di questa nuova dirigenza potrebbe essere considerato un cambio di regime, per quanto morbido, solo se mutasse almeno alcune delle quattro costanti menzionate in precedenza.

Potrebbe voler dire una modifica alla costituzione per abolire la figura della Guida suprema o per fonderla con la presidenza. Potrebbe includere cambiamenti ai Guardiani o al loro status extracostituzionale anche se, visto il potere delle milizie, questa riforma dovrebbe essere invocata dai loro stessi comandanti. Le elezioni potrebbero essere allargate, con cautela ma comunque in modo ampio, forse persino permettendo ad alcuni oppositori all’estero di rientrare e prendervi parte. Infine, e più facilmente, verrebbero cambiate alcune politiche di vecchia data: abolizione dell’obbligo dello hijab, rinuncia agli slogan anti-americani, accordi di pace con gli Stati Uniti che permettano l’integrazione dell’Iran con le economie occidentali.

 

4. Non è ovviamente scritto da nessuna parte che gli elementi centristi e pragmatici riescano a prendere il potere in seguito all’uscita di scena di Khamenei. Restano almeno altre due possibilità distinte.

Una è l’emersione di un successore che voglia continuare le posizioni islamiste più estreme della Guida suprema. Non è uno scenario probabile perché questi approcci sono sia impopolari sia infattibili. Quasi nessuna figura importante del regime iraniano ci crede davvero. Un leader di continuità sarebbe qualcuno come Mohammad Mahdi Mirabaqeri,un influente religioso che siede nell’Assemblea degli esperti e guida una rete informale del clero estremista, nota come Accademia. I suoi sostenitori lo imploravano di candidarsi alla presidenza lo scorso anno ma lui ha rifiutato.

 

*****  Un’altra possibilità è che il timone passi a Mojtaba Khamenei, figlio dell’attuale Guida suprema che però è una sorta di scatola nera. Avendo avuto assai poca visibilità in pubblico finora, è difficile coglierne e valutarne gli orientamenti e il possibile approccio. Ma è vicino ai servizi di sicurezza e i suoi sostenitori stanno attivamente tentando di venderlo come una rottura con lo status quo, potenzialmente in linea con la stessa corrente aperturista descritta poc’anzi. Lo paragonano spesso al principe ereditario saudita Muḥammad bin Salmān, suggerendo il suo potenziale modernizzatore. La sua sponsor più sorprendente è Faezeh Hashemi, popolare ex parlamentare e figlia di Rafsanjani. Fiera oppositrice di Khamenei, sostenitrice dei diritti umani e delle donne, nonché critica della politica estera che ha condotto alla guerra con Israele, di recente ha destato scandalo per aver appoggiato apertamente Mojtaba ancor prima di conoscere le sue posizioni politiche.

 

È anche possibile ovviamente che un cambio di regime non segua il solco costituzionale. Una serie di figure a cavallo tra le Forze armate e i Guardiani potrebbe prendere le redini del paese per un certo periodo. Alcuni ex comandanti dei Guardiani attualmente collocati in alti incarichi politici, come Ghalibaf o Ali Shamkhani, potrebbero prendere parte al golpe. Un’altra figura chiave potrebbe essere l’ammiraglio Habibollah Sayyari, sessantanovenne ex comandante delle forze navali. È fra i pochi ufficiali di alto livello a essersi addestrato prima della rivoluzione del 1979 e ci tiene a sfoggiare una retorica patriottica. Si è scontrato in passato con i pasdaran, dimostrando ambizioni di leadership.

 

Sotto Mojtaba o sotto il comando diretto dei militari, è possibile che la nuova dirigenza, benché più pragmatica e meno ideologica, sia anche più bellicosa del prudente Khamenei.

 

CONCLUSIONI AUT-AUT ::

Dal momento che il patriottismo iraniano sarà facilmente uno dei pilastri fondamentali del nuovo regime, quest’ultimo potrebbe optare per un atteggiamento militarizzato e forse per risposte persino più forti agli Stati Uniti e a Israele, ove necessario. Difettando però dell’approccio dottrinario di Khamenei, potrebbe in realtà trovare un modo di normalizzare con gli americani e lo Stato ebraico.

 

 

PROSEGUE NEL LINK SOPRA CHE RIPETO: 4 paragrafi corti..

https://www.limesonline.com/rivista/iran-cambio-di-regime-19613498/

 

 

 

NOTA (1) 

La Giornata di Quds (in italianoGiornata di Gerusalemme), ufficialmente conosciuta anche come Giornata internazionale di Quds (in persiano روز جهانی قدس‎, Ruz Jahâni Quds), è un evento annuale pro-palestinese che si tiene l’ultimo venerdì del mese sacro islamico di Ramadan per esprimere sostegno ai palestinesi e opporsi a Israele e al sionismo. Prende il nome dall’appellativo arabo di Gerusalemmeal-Quds.

L’evento, fu celebrato per la prima volta nel 1979 in Iran, poco dopo la Rivoluzione iraniana. La giornata nacque anche in contrapposizione alla Giornata di Gerusalemme israeliana, celebrata dagli israeliani dal maggio 1968 e dichiarata festa nazionale dalla Knesset nel 1998.

 

Khomeini dichiarò che la “liberazione” di Gerusalemme era un dovere religioso per tutti i musulmani:

«Invito i musulmani di tutto il mondo a consacrare l’ultimo venerdì del mese sacro di Ramadan come Giornata di al-Quds e a proclamare la solidarietà internazionale dei musulmani in sostegno dei legittimi diritti del popolo musulmano di Palestina. Per molti anni ho avvertito i musulmani del pericolo rappresentato dall’usurpatore Israele che oggi ha intensificato i suoi attacchi feroci contro i fratelli e le sorelle palestinesi e che, in particolare nel sud del Libano, bombarda continuamente le case dei palestinesi nella speranza di schiacciare la lotta palestinese. Chiedo a tutti i musulmani del mondo e ai governi musulmani di unirsi per recidere la mano di questo usurpatore e dei suoi sostenitori. Invito tutti i musulmani del mondo a scegliere come Giornata di al-Quds l’ultimo venerdì del mese sacro di Ramadan — che è esso stesso un periodo decisivo e può determinare anche il destino del popolo palestinese — e attraverso una cerimonia che dimostri la solidarietà dei musulmani di tutto il mondo, annunciare il loro sostegno ai legittimi diritti del popolo musulmano. Chiedo a Dio Onnipotente la vittoria dei musulmani sugli infedeli» — Ruhollah Khomeyni, 1979.

 

 

37a  Marcia a Quom – 5 aprile 2024
Mehdi Bakhshi 

 

53a  Marcia per Gerusalemme libera
Mohammadhosein Movahedinejad –

 

 

 

Dimostrazione a Berlino nel 2009
w:fa:User:سندباد – بارگذاری شده‌ توسط خالق

 

 

 

STATI UNITI 2015– CHICAGO
Bill Chambers 

 

undefined

Un’effigie rappresentante Israele,bruciata durante una marcia per la Giornata di Quds a Teheran, Iran.– 2016
Tasnim News Agency

 

 

 

” C’è anche per alcuni  “::

Antisemitismo:

In un sermone per la Giornata di Quds del 23 gennaio 1998,

Rafsanjāni ( 1934 -2017 )

l’ex presidente della Repubblica, l’iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani affermò che Israele era “molto peggio di Hitler”. Mise in dubbio il numero delle vittime dell’Olocausto, sostenendo che Hitler avesse ucciso “solo 200 000 ebrei”, e liquidò la cifra di sei milioni come “un atto di propaganda dei sionisti”. In un sermone del 2007, dichiarò che l’obiettivo primario di Hitler era “liberare l’Europa dai mali del sionismo”, attribuendo ai sionisti i disordini politici e il controllo dei media in Europa. Sostenne che le politiche naziste fossero una risposta all’influenza sionista, presentando l’Olocausto come conseguenza del comportamento ebraico

 

Secondo la BBC, sebbene l’idea originale della Giornata di Quds fosse quella di raccogliere tutti i musulmani contro l’esistenza di Israele, l’evento non si è sviluppato al di là dell’esperienza iraniana. A parte le manifestazioni, solitamente finanziate e organizzate dall’Iran stesso in varie capitali, il rituale non ha messo radici tra i musulmani in generale

 

NEL LINK:   WIKIPEDIA

Pubblicato in GENERALE | 1 commento

LUCIO CARACCIOLO, LIMESONLINE   – 02 Febbraio 2026 alle 15:10::: L’attacco all’Iran sarebbe un azzardo. L’amministrazione Trump sa di non poter coinvolgere l’America in crisi in una guerra vera. Il rischio di un intervento agita il Medio Oriente, da Israele alle monarchie del Golfo. L’Art of the Deal militarizzata serve ad allineare Teheran.

 

 

 

 

LIMESONLINE   – 02 Febbraio 2026 alle 15:10
https://www.limesonline.com/rubriche/il-punto/usa-trump-iran-schieramento-militare-attacco-medio-oriente-21106325/?dicbo=v2-dxHooVz

 

 

L’attacco all’Iran sarebbe un azzardo.

 

L’amministrazione Trump sa di non poter coinvolgere l’America in crisi in una guerra vera. Il rischio di un intervento agita il Medio Oriente, da Israele alle monarchie del Golfo. L’Art of the Deal militarizzata serve ad allineare Teheran.

 

 

di Lucio CARACCIOLO

 

 

 

 

Dettaglio di una carta di Laura Canali. La versione integrale in fondo al testo.

 

 


Una grandiosa Armada a stelle e strisce si aggira nei pressi delle coste iraniane.
 Trump minaccia fuoco e fiamme. Tutti aspettano l’attacco alla Repubblica Islamica, membro fondatore dell’“asse del male”, slogan inventato da George Bush figlio per bollare perfidi regimi da rovesciare in nome della democrazia e della libertà.

Forse Trump si è convertito alla fede rivoluzionaria dei neoconservatori? O Bush junior era un trumpista avanti lettera? Vale la pena scavare nell’apparente paradosso. Insomma, che cosa vuole l’America, da sé e da noi?

Trump ha costruito la sua doppia scalata alla Casa Bianca, con intermezzo para-golpista, sull’America FirstOfferta come scelta, di fatto obbligata. La crisi della nazione a stelle e strisce è troppo profonda per lanciarsi in avventure destinate a redimere umanità sofferenti. Una nazione così divisa non può permettersi guerre vere, figuriamoci se in lontane regioni che non eccitano l’America profonda di cui Trump si erge portabandiera.

Vero che la guerra gli americani l’hanno nel sangue. Quasi nevrosi: 400 interventi militari circa in 250 anni (1776-2026). La metà dopo la seconda guerra mondiale, un quarto dopo la proclamata fine della guerra fredda, alla faccia dei dividendi della pace cantati da Clinton. Eppure l’amministrazione al timone, certo non una banda di suicidi, sembra consapevole dell’emergenza che sconsiglia impegni bellici, per di più ravvicinati. Maduro era sul menù di gennaio, Khamenei sarà servito in febbraio? Massima la confusione sullo scopo dell’impresa. Autolegittimata quale punizione per la strage di manifestanti antiregime, poi virata in attacco al programma atomico e missilistico dei pasdaran (ma non ci avevano detto che era stato distrutto?).

 

 

 

Carta di Laura Canali - 2025

Carta di Laura Canali – 2025

 

 

 

 

In attesa di scoprire se l’attacco ci sarà, per quali obiettivi e con quali esiti, cerchiamo una ratio in un’operazione che sta mettendo in subbuglio le petroligarchie del Golfo e agitando l’intero Medio Oriente. A cominciare da Israele, minacciato di robusta rappresaglia persiana. Allarmati anche gli ex alleati europei, ancor più cinesi e russi.

Tutti temono effetti domino a cascata se si arrivasse al blocco dello Stretto di Hormuz, da cui scorre un quarto del petrolio consumato nel mondo. Il comandante in capo sembra indeciso sul da farsi. A meno che non abbia mobilitato l’Armada per libidine militare, memoria dei soldatini di piombo. La psicologia conta, soprattutto in chi è dominato da un ego tanto espanso da muovere a compassione.

L’unica logica che resiste a queste premesse è la guerra economica. Per sottrarre risorse energetiche e minerarie al rivale cinese e al quasi amico russo. Per dividerli, quindi indebolirli nel quadro di un negoziato permanente all’ombra delle ultratecnologiche portaerei americane. Militarizzazione dell’Art of the Deal, la tecnica degli affari che tanto appassiona Trump, giusto il titolo dell’autobiografia pubblicata nel 1987. La pressione militare non serve a cambiare il regime avverso ma a fargli cambiare idea per allinearsi con gli interessi trumpiani, intesi americani. Poker a-strategico, ad altissimo rischio.

 

 

 

“Corsa alla Bomba”, il numero 6/25 di Limes

 

 

Che succederebbe se qualcosa andasse storto e l’America dovesse impegnarsi in guerra per salvarsi la faccia o quel che ne resta? Nel caso, quale reggente potrebbe imporre Washington a Teheran e che garanzie potrebbe costui dare sull’atomica? E se le fiamme toccassero Israele, potenza atomica in piena isteria bellica, con un leader azzoppato, volontario ostaggio dei coloni e degli ultrasionisti religiosi?

Fossimo ai tempi della guerra fredda, quando sovietici e statunitensi avevano stretto un patto di ferro che escludeva lo scontro diretto mentre ammetteva le guerre per procura nel Terzo Mondo, saremmo meno inquieti. Però primo, il mondo delle ex colonie ha oggi più di una fiche da giocare al tavolo dei Grandi.

Secondo, Stati Uniti, Cina e Russia non vogliono farsi guerra. Ma allo stato delle tecnologie attuali, la guerra può farsi da sola. Basta una scintilla. Agitare candelotti accesi a ridosso dei pezzi di guerra mondiale è sport rischioso anche per Trump. A meno che l’amore del gioco non lo spinga ad affidarsi al lancio della medaglietta omaggiatagli dalla signora Machado, che lo incorona primo Nobel di seconda mano.

 

 

 

 

Carta di Laura Canali - 2025

Carta di Laura Canali – 2025

 

Articolo apparso su la Repubblica l’1/2/2026

 

Pubblicato in GENERALE | 1 commento

**** 1. ANTONIO MAZZEO, pacifista, studioso: DUE POST DAL SUO X ( 1a+1b ) —- + 2. video, 47 min. — CASA DEL SOLE TV / link sotto — 28 gennaio 2026 — Frana di Niscemi: quello che il mainstream non ci dice — INTERVISTA AD ANTONIO MAZZEO ++ 3. altro

 

 

1.

Immagine

dal suo X – ANTONIO MAZZEO

 

1a

Malgradotutto  1 ora fa

 

Anche un drone americano partito da Sigonella all’assalto dell’Iran di Antonio Mazzeo – 3 marzo 2026

Come ormai accade immancabilmente da oltre cinquant’anni, la base militare di Sigonella si rivela un avamposto strategico per le operazioni di guerra USA-NATO. Sabato 28 febbraio alle ore 01.30 circa, un grande velivolo da pattugliamento aeronavale Boeing P8A “Poseidon” in dotazione alla Marina Militare degli Stati Uniti è decollato dallo scalo siciliano per dirigersi verso il Mediterraneo orientale dove da lì a qualche ora è stato scatenato il brutale attacco di USA ed Israele contro l’Iran. Il “Poseidon” viene impiegato di norma da US Navy per le operazioni di intelligence, sorveglianza e riconoscimento di potenziali obiettivi “nemici”. Grazie a sofisticate sonoboe e al sistema radar APY-10 è in grado di intercettare sottomarini in immersione.

Attrezzature secretate.  Anche se le caratteristiche e le potenzialità belliche delle attrezzature sono secretate, il velivolo può mappare un’area di 10.000 metri quadri da una distanza di più di 220 miglia. Il P-8A può anche disturbare i radar annullandone i segnali. Il P8-A“Poseidon” può essere impiegato anche per operazioni di attacco con missili antinave AGM-84 Harpoon e siluri Mark 54. La sua presenza nello scacchiere di guerra mediorientale durante il raid contro Teheran ha certamente favorito le operazioni di individuazione e selezione degli obiettivi da colpire. I P-8A “Poseidon” di Sigonella sono già stati utilizzati in innumerevoli interventi di US Navy nel Mar Nero e ai confini con Ucraina, Russia e Bielorussia, a fianco delle forze armate di Kiev. I pattugliatori realizzati dal colosso industriale Boeing operano stabilmente dal settembre 2016 dalla grande base militare siciliana sotto il comando e il controllo di un distaccamento del Patrol Squadron 45 di US Navy appositamente trasferito in Sicilia da Jacksonville, Florida.

A confermare il ruolo chiave di Sigonella nella campagna di guerra USA-israeliana contro l’Iran va altresì rilevato che sempre sabato 28 febbraio è atterrato nella base aerea siciliana un drone-spia MQ-4C “Triton”, anch’esso in dotazione a US Navy.

Missione di intelligence. Il grande velivolo senza pilota è rientrato in Sicilia dopo una lunga missione di intelligence e sorveglianza nello spazio aereo del Golfo di Oman, in prossimità dello Stretto di Hormuz. Il “Triton” era stato trasferito il 23 febbraio da Sigonella alla base aerea di Al Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. Il 24 febbraio, in particolare, è stata tracciato il volo del drone sul Golfo Persico in prossimità di Bahrain e Qatar, ad un’altitudine “anomala” di oltre 11.500 metri. Anche in questo caso è presumibile che il velivolo abbia mappato le infrastrutture e i siti iraniani da colpire e distruggere.

Un drone MQ-4C “Triton” di Sigonella ha partecipato alle operazioni di guerra di USA ed Israele contro l’Iran la notte del solstizio d’estate 2025. Poche ore dopo il bombardamento dei siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz ed Esfahan, il velivolo senza pilota di US Navy ha sorvolato lo spazio aereo dello Stretto di Hormuz, l’Oman e gli Emirati Arabi, probabilmente per monitorare le reazioni di Teheran all’attacco dei bombardieri B-2.

L’MQ-4C “Triton” è un velivolo a lungo raggio prodotto dall’industria aerospaziale statunitense Nortrop Grumman. Lungo 14,5 metri e con un’apertura alare di 39,9, può operare entro un raggio di 2.000 miglia nautiche dalla base di decollo, a un’altitudine massima di 18.288 metri e una velocità di crociera di 575 km/h. Il drone gode di un’autonomia di volo tra le 24 e le 30 ore consecutive. Nel corso di una sola missione i sofisticati sensori di bordo rilevano, classificano e tracciano obiettivi marittimi operanti in profondità monitorando fino ad una superficie di quattro milioni di miglia nautiche. Dal 23 febbraio la base di Sigonella, congiuntamente alle due basi della Marina Militare di Augusta (Siracusa) e Catania, opera a supporto logistico-operativo della grande esercitazione aeronavale della NATO “Dynamic Manta”. Si tratta della più importante esercitazione che l’Alleanza Atlantica svolge annualmente per la lotta anti-sottomarina e “neutralizzazione” delle unità da guerra “ostili”.

 

Dal Nostro Redattore Difesa
Antonio Mazzeo
3 marzo 2026

 

 

LINK:

Logo

[https://www.africa-express.info/2026/…]

Voli Usa da ricognizione sono partiti da #Sigonella prima dell’attacco all’#Iran. La giurista: “Non si può” Nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 febbraio, a poche ore dall’attacco israelo-statunitense all’Iran.

foto Antonio Mazzeo X

 

” Nemmeno con l’ok delle Camere potrebbero usare le basi in Italia per una guerra di aggressione ! Alice Riccardi- Prof. di Diritto Intrnazionale

 

.

*******

 

LINK DI ANTONIO MAZZEO SU X
Antonio Mazzeo @mazzeoantonio

Giornalista e peace-researcher ecopacifista ed antimilitarista, ha pubblicato saggi sui temi della pace e dei diritti umani e sulla criminalità mafiosa.

antoniomazzeoblog.blogspot.com

 

 

 

 

2.

 

INTERVISTA AD ANTONIO MAZZEO: FRANA DI NISCEMI, QUELLO CHE IL MAINSTREAM NON DICE

DA: CASA DEL SOLE TV CHANNEL

 

 

 

CARTA SICILIA CON SIGONELLA E NISCEMI

LAURA CANALI LIMES

<span>Dettaglio della carta di Laura Canali. Per visualizzare la versione integrale, scorri fino a fine articolo.</span>

Carta di Laura Canali – 2021  / link di LIMES

 

 

CASA DEL SOLE TV CHANNEL– 28 gennaio 2026

https://www.youtube.com/@CasadelSoleTVChannel

 

 

La città di Niscemi frana metro dopo metro, inghiottendo le case e le speranze della popolazione. Ci si chiede di chi siano colpa e responsabilità, puntando il dito su urbanistica o cementificazione. Ci si dimentica, però, che l’area ospita importantissime installazioni militari americane e che tutta la costa, recentemente colpita dal ciclone, è sottoposta a servitù militare statunitense e occupata da basi e scali dei marines, utilizzati nell’attuale conflitto in Ucraina, per il controllo dell’Artico e come copertura del genocidio in Palestina. Cosa sta davvero accadendo in Sicilia? Ne parliamo con il giornalista e attivista ecopacifista Antonio Mazzeo. Intervista a cura di Clara Statello.

 

 

 

****

 

3.

 

LIBRO DI ANTONIO MAZZEO DEL 2013

 

Immagine

 

Il MUOStro di Niscemi. Per le guerre globali del XXI secolo

 

 

A Niscemi (Caltanissetta) sta per essere installato uno dei quattro terminali terrestri mondiali del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare Usa. Si tratta di uno dei progetti chiave per le guerre globali e automatizzate del XXI secolo, dai devastanti effetti sul territorio, l’ambiente, la salute delle popolazioni. Il MUOStro di Niscemi incarnerà tutte le contraddizioni della globalizzazione neoliberista: ucciderà in nome della pace e dell’ordine sovranazionale, dilapiderà risorse umane e finanziarie infinite, arricchirà il complesso militare-industriale transnazionale e le imprese siciliane in odor di mafia, esproprierà democrazia e priverà di spazi di agibilità politica. L’imposizione del MUOS in Sicilia è la storia di raggiri e soprusi di Stato. Ma è pure la narrazione di una vasta mobilitazione popolare contro le logiche di morte e contro il paradigma dell’Isola fortezza armata e grande lager per detenere indiscriminatamente rifugiati e migranti.

 

 

 

Carta di Laura Canali - 2021

Carta di Laura Canali – 2021 

 

 

DI ANTONIO MAZZEO, ABBIAMO PUBBLICATO IL LIBRO:

 

 

 

Dove va la scuola? Alla guerra– Il libro inchiesta di Antonio Mazzeo + UN’INTERVISTA AD ANTONIO MAZZEO DI OLIVIER TURQUET DI PRESSENZA SULLA LEONARDO E LE GUERRE IN CORSO OGGI- GAZA E ALTRE + altro 

 

Pubblicato in GENERALE | 1 commento

AVVENIRE, ore 22.12 — L’ASSEMBLEA HA ELETTO MOJATBA, IL FIGLIO DI KHAMENEI SU INDICAZIONE DELLE GUARDIE RIVOLUZIONARIE —ANSA.IT — 3 MARZO 2026 – 19.12– Iran. l’Assemblea degli Esperti, l’organo che elegge la Guida Suprema– una smentita dell’Ansa sg. ? + La città di Qom — tante immagini

 

 

 

*** Guardie Rivoluzionarie, che come qualcuno aveva pronosticato, sarebbero state loro ad avere il potere di prendere in mano la situazione, cosa che non è certo una buona notizia, sono le stesse che hanno fatto in pochi giorni 30.000 morti ( così si dice ), ch.

 

AVVENIRE 3 MARZO 2026 — ORE : 22.12

https://www.avvenire.it/iran-il-figlio-di-khamenei-e-la-nuova-guida-suprema_105344

 

 

Iran, il figlio di Khamenei è la nuova Guida Suprema

di Redazione

Lo ha eletto l’Assemblea degli Esperti

L’Assemblea degli Esperti iraniana ha eletto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida Suprema, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie. Lo riporta Iran International citando fonti informate. La notizia è ripresa anche da Haaretz.

 

 

 

*******

 

 

 

ANSA.IT — 3 MARZO 2026 – 19.12

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/03/03/lassemblea-degli-esperti-lorgano-che-elegge-la-guida-suprema_1ecde327-7fc0-4248-a6cd-5cfdacecc0cd.html

 

 

Iran. l’Assemblea degli Esperti, l’organo che elegge la Guida Suprema. 

 

Conta 88 membri, tutti religiosi di alto livello. Il voto a porte chiuse

 

 

Redazione ANSA

ANSACheck

Ritratto di Khamanei © ANSA/EPA

Ritratto di Khamanei © ANSA/EPA e Khomeini

 

L’Assemblea degli Esperti è l’organo deputato ad eleggere la nuova Guida suprema (Rahbar in farsi) dell’Iran, che prenderà il posto di Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno della guerra contro l’Iran.

L’Assemblea, in base alla Costituzione iraniana, ha anche il compito di supervisionare la Guida suprema ed eventualmente destituirla – anche se questo non è mai accaduto.

Ne fanno parte 88 membri, tutti religiosi sciiti di alto livello, che vengono eletti – con la supervisione del Consiglio dei Guardiani, organo di garanzia costituzionale dell’Iran, che ha il potere di veto – direttamente dal popolo ogni 8 anni. Ha sede a Qom, a sud di Teheran, la seconda città santa dell’Iran dopo Mashhad.

Il voto per eleggere la nuova Guida suprema si svolge a porte chiuse. Come in una sorta di conclave, gli esperti esaminano i candidati qualificati e si consultano tra loro. I criteri da seguire per individuare la Guida suprema, secondo l’articolo 107 della Costituzione, sono “erudizione islamica, giustizia, pietà, retta perspicacia politica e sociale”, oltre a “coraggio, capacità amministrative e adeguata capacità di leadership”.

Nel caso non si trovi un candidato con questa superiorità, gli esperti eleggono e dichiarano uno di loro come Guida suprema.

La prima Assemblea degli Esperti, quella eletta nel 1983, scelse Ali Khamenei come Guida suprema dopo la morte di Khomeini nel 1989.

La Costituzione dell’epoca, approvata nel 1979, prevedeva che la Guida dovesse essere un ‘Marja-e Taqlid’, cioè una “fonte di emulazione”, come sono chiamati i grandi ayatollah sciiti. Khamenei però quando venne eletto non era nemmeno un ayatollah: ci volle quindi una modifica della Costituzione, voluta sempre da Khomeini, che stabilì che le funzioni di Rahbar potessero essere svolte anche da un giurisperito islamico (Faqih) che non avesse raggiunto quello status.

L’attuale Assemblea degli esperti è stata eletta nel marzo 2024. All’indomani della morte di Khomeini il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi pronosticò “uno-due giorni” per la nomina della nuova Guida suprema.

 

 

 

 

******

 

LA CITTA’ DI QOM —

IMMAGINI  ( da vari siti tra cui Wikipedia e Getty Images )

 

 

 

 

 

Large mosque with dome and two minarets in Qom, Iran

 

 

Qom o Qum (in persiano قم‎), ma anche Qomm, è una città dell’Iran. È il centro amministrativo della provincia di Qom, e aveva, nel 2006, 957.496 abitanti.

La città è attraversata dall’omonimo fiume. Qum è la seconda città santa dell’Iran dopo Mashhad e ospita il santuario di Hażrat-é Maʿsūmeh, dove possono entrare solo musulmani. La città fu il cuore della Rivoluzione iraniana e rimane tuttora uno dei luoghi più conservatori del paese.

Qom è stata la residenza di Ruhollah Khomeyni che per un periodo, dopo la rivoluzione del 1979, ha guidato l’Iran proprio da questa città. Inoltre è stata la città natale di Ḥasan-i Ṣabbāḥ, fondatore dell’ordine ismailita dei Nizariti. Qom attira studiosi e studenti sciiti da tutto il mondo (tra qui il Vice Ayatollah Mostafa Milani Amin), oltre a migliaia di pellegrini.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il santuario di Hażrat-e Masūmeh

 

La città deve la sua importanza al fatto di ospitare il sepolcro di Fāṭemé (sorella dell’Emam Reżā), che morì e fu seppellita qui nel IX secolo. Il vasto complesso monumentale fu costruito durante il regno dello scià ʿAbbās I e degli altri scià safavidi, desiderosi di acquistare credito come buoni sciiti e di creare un contraltare ai santuari di Karbala e Najaf, a quel tempo occupati dagli Ottomani sunniti.

La cupola dorata del santuario fu aggiunta in seguito dallo scià Fatḥ ʿAlī. Come l’enorme cupola rivestita di maioliche e i suoi eleganti minareti, può essere ammirata dai non-musulmani soltanto dall’esterno

 

 

DA :   wikipedia

 

 

 

The shrine of Fatima Almasomh

 

Il santuario di Fāṭima bt. Mūsā, detta Maʿṣūme (in persiano فاطمه معصومه‎), ossia “senza peccato”, ma anche Haẓrat-e Maʿṣūmeh è dedicato alla memoria di una sorella dell’Imām ʿAlī ibn Mūsā al-Riḍā) ed è sito a Qom. È considerato dai musulmani sciiti uno dei principali luoghi santi, il secondo in Iran dopo il Santuario al-Kāẓimayn di Mashhad.

 

 

 

 

Turquoise minarets detail

 

 

 

 

 

Door of the shrine of Fatima Almasomh

 

 

 

 

 

 

 

Diego Delso

 

 

 

 

 

una stanza
Amir Pashaei – Opera propria

 

 

 

 

 

 

Amir Pashaei – Opera propria

 

 

 

 

 

The shrine of Fatima Almasomh

 

 

 

 

undefined

Amir Pashaei – Opera propria

 

 

 

 

 

Amir Pashaei – Opera propria

 

 

 

 

 

The shrine of Fatima Almasomh

 

 

 

 

 

Shrine of Fatima in Qom: Dome and Minaret (Photo by Paul Almasy/Corbis/VCG via Getty Images)

 

 

 

 

 

 

IRAN-POLITICS-RELIGION-SHIITE

 

 

 

 

 

The Golden Dome of the Shrine of Fatima in Qom, Iran

 

 

 

 

 

undefined

Fatimah Ma’sumah Shrine, Qom, Iran
Diego Delso

 

 

 

 

 

Fatimah Ma’sumah Shrine, Qom, Iran
Diego Delso

 

 

 

 

IRAN-POLITICS-RELIGION-REVOLUTION-SOCIAL-HISTORY

 

 

 

 

 

 

A Trip Through The Heart Of Central Iran 25 Years After Khomeini's Death

quest’asinello è una vera grazia …

 

 

 

 

Iran

 

 

 

 

Qom city. Iran.

 

 

 

 

Night Life In The Holy City Of Qom Amid COVID-19 Outbreak In Iran

 

 

 

 

The Shrine of Fatima Masumeh. Qom city. Iran.

 

 

 

 

 

undefined

Decorazione a piastrelle in ceramica invetriata
Davide Mauro – Opera propria

 

 

 

 

Downturn Of Tourism In Egypt

 

 

 

 

IRAN-DAILY-LIFE

 

 

 

 

Femmes voilées dans la ville sainte de Qom le 29 mars 1979, Iran.

 

 

 

 

Three Iranian drug traffickers hang limp

 

 

 

 

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

ANSA.IT — 3 MARZO 2026 — 17.39 ::: Media: ‘Colpita l’assemblea mentre eleggeva la nuova Guida suprema’. Raid aerei sull’aeroporto di Teheran. + IL PUNTO + link tutti gli orari

 

 

 

 

 

ANSA.IT — 3 MARZO 2026 — 17.39

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/03/03/media-colpita-lassemblea-mentre-eleggeva-la-nuova-guida-suprema-raid-aerei_33fea72d-f09e-48b4-8449-89acd35f9177.html

 

 

 

 

Media: ‘Colpita l’assemblea mentre eleggeva la nuova Guida suprema’ Raid aerei sull’aeroporto di Teheran.

 

 

 

Media iraniani: ‘La sede dell’assemblea degli esperti era stata evacuata prima del raid’. Trump: ‘L’Iran vuole parlare ma è tardi’. Israele avanza in Libano. Colpita l’ambasciata Usa a Riad. La polizia di Tel Aviv: ‘Bombe a grappolo sui civili’

 

Beirut © ANSA/AFP

 

 

 

 

 

IL PUNTO

 

Iran e Medio Oriente in fiamme mentre si entra nel quarto giorno di guerra.

Allarme dell’ambasciata statunitense a Riad per un imminente attacco nell’Arabia Saudita orientale. Il ministero degli Esteri saudita ha condannato l’attacco iraniano all’ambasciata Usa di oggi perché ‘codardo e ingiustificato’, annunciando che il regno adotterà tutte le misure necessarie per ‘proteggere la propria sicurezza, l’integrità territoriale, i propri cittadini compresa la possibilità di rispondere a un’aggressione’.

Avvertimento all’Europa dell’Iran, dopo le dichiarazioni di Germania, Francia e Gran Bretagna su possibili azioni difensive contro i missili iraniani sulle proprie basi nei paesi del Golfo. ‘Un atto di guerra e una complicità contro gli aggressori’, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniani Esmail Baghaei.

 

Secondo la Mezzaluna Rossa, il numero di vittime in Iran dell’attacco sferrato da Stati Uniti e Israele è salito a 787.

Idf: nella notte colpito il quartier generale degli ayatollah a Teheran , ‘Il più importante complesso del regime’.

Secondo Iran International, ‘Ahmadinejad è vivo, si trova in un posto sicuro’, l’ex presidente era stato dato per morto nei giorni scorsi.

Israele, dopo l’incursione via terra in Libano, lancia una serie di attacchi ‘su larga scala’ a Teheran.

 

Punti chiave

 

Pubblicato in GENERALE | 1 commento

LA 7 h. 11.00 — 3 MARZO 2026 — L’ARIA CHE TIRA —- DAVID PARENZO  :::: 1. video, 25 min. ; 2. video, 2.00 min ; 3. video, 4.45 min. ++ PROGRAMMA COMPLETO 1h 50 min.

 

 

 

03/03/2026

 

 

+++ video, 25 min.  —  L’ARIA CHE TIRA  — prendi  al minuto  :::  h. 1.23. 00
https://www.la7.it/laria-che-tira/rivedila7/laria-che-tira-03-03-2026-635322

 

 

*********

 

 

video, 2.00  

Iran, parla l’ex dirigente del Mossad, Oded Ailam: ” Nessun cambio di regime immediato ”

https://www.la7.it/laria-che-tira/video/iran-parla-lex-dirigente-del-mossad-oded-ailam-nessun-cambio-di-regime-immediato-03-03-2026-635358

 

 

***********

 

video, 4.45 min. 

Iran, Nicastro da Gerusalemme: “In questo momento siamo sotto attacco, colpi in diretta”

https://www.la7.it/laria-che-tira/video/iran-nicastro-da-gerusalemme-in-questo-momento-siamo-sotto-attacco-colpi-in-diretta-03-03-2026-635303

 

**********

 

video,  3.01

 

 

 

*************

 

PROGRAMMA COMPLETO +++

LA 7 h. 11.00 — L’ARIA CHE TIRA –DAVID PARENZO 

https://www.la7.it/laria-che-tira/rivedila7/laria-che-tira-03-03-2026-635322

 

David Parenzo con Marcello Sorgi, Anna Ascani, Italo Bocchino, Andrea Nicastro, Giuliano Noci, Daniele Compatangelo, Piero Fassino, Giovanna Botteri, Paolo Magri, Oded Ailam, Davide Tabarelli, Marco Grimaldi, Luigi Scordamaglia, Federico Fubini

 

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

TG LA 7 — L’inattesa controffensiva dell’Iran: “Non resteremo in silenzio”

 

 

👉 https://tg.la7.it/esteri/iran-notizie…

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

Se vi va, diamo un’occhiata alla città ucraina di Vinnytsia nel centro-sud della nazione.

 

 

 

 

SEGUE DA :

Getty Images

 

 

 

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

SABATO ANGERI, Lo stress post-traumatico: devastante eredità di guerra. Dov’è la vittoria. La salute psichica diventa un tema centrale a quattro anni dall’invasione dell’Ucraina– IL MANIFESTO  24 FEBBRAIO 2026  + qualcosa sul Disturbo post-traumatico da stress da citazioni da : PSYCHIATRY ONLINE / LINK SOTTO

 

 

 

 

 

IL MANIFESTO  24 FEBBRAIO 2026
https://ilmanifesto.it/lo-stress-post-traumatico-devastante-eredita-di-guerra

 

 

Lo stress post-traumatico: devastante eredità di guerra

 

 

 

 

 

Soldati ucraini durante i bombardamenti russi nella regione di Zaporizhia - foto Ap
Soldati ucraini durante i bombardamenti russi nella regione di Zaporizhia – foto Ap

 

 

Oggi è il quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. Da quando la “guerra a bassa intensità” nel Donbass si è trasformata in conflitto su vasta scala, centinaia di migliaia di uomini hanno imbracciato le armi per combattere. Molti di questi sono morti, basta fare un giro nei cimiteri di Kiev, Odessa o Kharkiv per avere una prova empirica dei numeri approssimativi. Senza contare i dispersi, i feriti gravi, i prigionieri, gli invalidi, i traumatizzati e quelli che qualsiasi cosa succeda non torneranno mai alla vita di prima.

 

I TRAUMI psicologici sono l’eredità più devastante di una guerra, perché non sono evidenti e non si risolvono con l’aiuto pratico nell’immediato. Se c’è carenza di cibo si possono mandare aiuti umanitari, le case si ricostruiscono come le scuole, le fabbriche si riconvertono e gli alleati possono fornire prestiti per la ripresa economica. Ma cosa fare con chi ha vissuto per anni solo violenza e morte? Non solo i soldati, ma i civili nelle zone di combattimento attivo e quelli sfollati, le famiglie dei caduti, i bambini, le comunità discriminate come quella Lgbtqi+. C’è una costante che colpisce trasversalmente tutte le società che passano attraverso un conflitto: il disturbo da stress post-traumatico (Ptsd).

 

Si tratta di un disturbo che insorge dopo un evento traumatico e si caratterizza per la riattivazione involontaria e ripetuta del trauma, l’evitamento e uno stato di allerta persistente, con impatto rilevante sulla vita quotidiana della persona. I flashback sono una costante del Ptsd e portano chi ne soffre a rivivere l’evento scatenante come se fosse presente.

 

«Il cervello in questi casi funziona in modo particolare» ci spiega Elena Butta, coordinatrice medica di progetto di Medici Senza Frontiere, che si è occupata fino a gennaio di quest’anno del centro specializzato per la salute mentale della popolazione affetta dai traumi della guerra a Vinnytsia, «un colore, un suono, una forma possono scatenare la reazione che ti porta a rivivere l’evento traumatico». Senza un percorso serio e continuativo il Ptsd non si cura, servono psichiatri e medici che controllino che eventuali supporti farmacologici non interferiscano con altri trattamenti, come nel caso dei malati cronici o di chi ha subito amputazioni, comunità di riferimento che siano disposte ad accogliere chi affronta il percorso riabilitativo e tanta attenzione da parte delle autorità.

 

Fondi, programmi ad hoc, strutture, personale adeguatamente formato. Come quello di Vinnytsia, dove Msf dal settembre 2023 ha installato – in collaborazione con l’autorità regionale per la salute e quella per le politiche sociali – un centro permanente per la cura del Ptsd in Ucraina. Si stima che il disturbo, anche nella sua variante complessa (Cptsd) colpisca circa il 20% della popolazione ucraina, con picchi del 55% tra gli sfollati interni, del 30% circa tra i rifugiati e dell’80% tra i veterani(fonti: The Lancet, European Psychiatry, European Journal of Clinical and Experimental Medicine e Globsec).

 

Tra i combattenti attivi circa la metà presenta già i sintomi di questo disturbo.

 

«Il trauma» prosegue Butta, «è un evento in cui percepisci che la tua vita è in pericolo. È una definizione abbastanza precisa. Riviverlo costantemente vuol dire avere pensieri intrusivi che magari generano incubi – diversi dall’insonnia che viene considerata un sintomo aggiuntivo – cambiamenti nell’umore generale, pensieri che attivano delle tensioni negative, immagine di sé disturbata oppure distacco emotivo, senso di colpa. E ancora uno stato allerta continua, come se ci si sentisse continuamente in pericolo».

 

Una sorta di paranoia che unita agli altri sintomi può davvero gettare il malato nel baratro.

 

Il che, unito ai problemi congeniti generati da un conflitto come la necessità di trovare una nuova casa, di provvedere ai figli o alle preoccupazioni della vita quotidiana può essere devastante per la psiche già fragile di chi soffre di Ptsd. «Servirà un’attenzione e un lavoro enorme da parte del governo ucraino dopo la guerra». Ma il rischio reale è già identificabile? Ad esempio: è corretto dire che in una società con centinaia di migliaia di uomini addestrati e armati che hanno vissuto anni di sola guerra i rischi di una radicalizzazione generale nel periodo post-bellico?

 

VIAGGIANDO PER L’UCRAINA in guerra un pensiero ricorrente che occupa la mente porta ai capitoli dei libri di storia delle superiori in cui si parlava dei reduci della Prima guerra mondiale. Disadattati, violenti, sbandati e problematici che si sono affidati alle dittature costituendone la linfa vitale, l’ossatura e il braccio armato.

 

«È una domanda alla quale è difficile rispondere, ma esistono studi specifici di studiosi israeliani e palestinesi di psicologia transgenerazionale che si occupano proprio degli effetti a lungo termine della Nakba dell’occupazione dei territori» o, per citare un altro esempio, «negli ultimi sei mesi abbiamo avuto tre diverse visite di rappresentanti della stampa giapponese che sono venuti nel centro di Vinnytsia a intervistare i nostri colleghi ucraini perché in Giappone in questo momento c’è molto interesse per le conseguenze odierne del Ptsd non trattato dopo la seconda guerra mondiale, quindi due generazioni dopo. È molto interessante perché questo disturbo ha conseguenze che durano non solo in orizzontale nella società ma anche in verticale. Potenzialmente, quindi quello di cui ci si prende cura oggi avrà un impatto in futuro molto molto importante».

 

Che Ucraina sarà dopo così tanta guerra è difficile dirlo, ma sappiamo per certo che se in nome del mito dell’eroe e della difesa nazionale non si darà modo a tutte queste persone traumatizzate di superare il conflitto, o almeno di provarci, la sofferenza di oggi non finirà con nessun trattato di pace.

 

 

 

 

 

SEGUE DA :

 

 

 

*** SOLO ALCUNI BRANI DI TUTTO L’ARTICOLO SUL:

DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS

 

Relazione fra il Trattamento Sanitario Obbligatorio e il Disturbo Post-Traumatico da Stress

 

 

 

 

INIZIO — vedi nel link

 

segue :

 

Criteri diagnostici secondo il DSM-IV (1)

 

  1. La persona è stata esposta ad un evento traumatico nel quale erano presenti entrambe le caratteristiche seguenti:
    • la persona ha vissuto, ha assistito, o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri
    • la risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore.
  2. L’evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno (o più) dei seguenti modi
  • ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell’evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni.

  • sogni spiacevoli ricorrenti dell’evento.

  • agire o sentire come se l’evento traumatico si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di rivivere l’esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli che si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione).
  • disagio psicologico intenso all’esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico
  1. Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale (non presenti prima del trauma), come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi:
  • sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma
  • sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma
  • incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma
  • riduzione marcata dell’interesse o della partecipazione ad attività significative
  • sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri
  • affettività ridotta (per es., incapacità di provare sentimenti di amore)
  • sentimenti di diminuzione delle prospettive future (per es. aspettarsi di non poter avere una carriera, un matrimonio o dei figli, o una normale durata della vita).

 

–vedi nel link

 

McCann e Pearlman (8) definiscono un’esperienza “traumatica” se: 1) è improvvisa, inaspettata o al di fuori dalla norma; 2) supera le capacità che la persona ritiene di avere per affrontarla; 2) ha un effetto destrutturate sul sistema di riferimento del soggetto e su altri fabbisogni psicologici centrali e schemi correlati. Figley (9) ha definito il trauma come una risposta che rappresenta: “uno stato emotivo di disagio e di stress derivanti dal ricordo di esperienze eccezionali e catastrofiche che annullano, nel sopravvissuto, il senso di invulnerabilità al danno

 

Horowitz (14) “ha concepito lo stress come una situazione in cui l’individuo è improvvisamente confrontato, assalito, con informazioni che lo sopraffanno affettivamente e che sono estremamente potenti”; lo stesso A (15) riporta che “studi sul lutto e sul divorzio hanno riscontrato che i fattori stressanti nello spettro dell’esperienza umana abituale possono anche causare una sindrome caratteristica in cui il paziente tende e rivivere il trauma”.

 

 

 

*** nota nostra :

”  COPING ” — 

Il coping  ( dall’inglese to cope “far fronte”, affrontare qualcosa che ci si para davanti) indica l’insieme delle strategie cognitive e comportamentali messe in atto per gestire, ridurre o tollerare situazioni di stress, conflitti o eventi percepiti come gravosi. Rappresenta una risorsa adattativa per affrontare le difficoltà della vita, sia esterne che interiori.

 

— riprende il testo:

 

Già Epitteto più di 2500 anni fa si chiedeva se le persone soffrissero per gli eventi o per le opinioni che hanno su di essi.

Vediamo come, sin dall’antichità, fosse presente l’idea di elaborazione soggettiva degli eventi, dato tanto più vero e attuale in situazioni dove l’elemento di realtà affonda nell’irrealtà psicopatologica e si deforma.

I casi riportati spostano il focus dell’attenzione sull’importanza della componente soggettiva nella percezione dell’evento vissuto come traumatico e quindi sulla interpretazione catastrofica degli eventi come dato non solo addizionale, ma diremmo rilevante, per poter porre diagnosi di PTSD; sicuramente, nell’attribuzione di significato ad un evento, entrano in gioco e vi si frappongono diversi e tanti fattori che mediano il rapporto tra soggetto ed evento, quali:

  1. fattori personali (credenze, convinzioni, assunzioni personali);
  2. fattori protettivi, come reti di sostegno familiari e sociali o altri mezzi di supporto;
  3. fattori di rischio;
  4. capacità di “coping” ( NOTA SOPRA ) della persona stessa e quindi la possibilità di vedere altre soluzioni oltre a quella che drammaticamente si staglia sul panorama della propria esistenza, sfruttando le proprie risorse residue per fronteggiare i gravi imprevisti della vita.

Se così non fosse, infatti, tutte le persone vittime di calamità naturali o incidenti o aggressioni violente svilupperebbero un PTSD. E’ infatti possibile considerare che credenze religiose, per esempio una forte fede nella “divina provvidenza”, possano mitigare la percezione di minaccia all’integrità fisica inquadrando un evento disastroso all’interno della volontà divina, ridimensionando e controllando così, l’accadimento.

La stabilizzazione del PTSD richiede, infatti, che il soggetto non elabori cognitivamente l’evento traumatico in modo funzionale ed adattivo; quando tale evento si scontra con gli schemi cognitivi del paziente (cioè le sue credenze, aspettative, assunzioni su sé e il mondo che Horowitz definisce “schemi personali” che riguardano “la visione sostanzialmente permanente di sé e degli altri e i modelli di interazione tra sé e gli altri”- e li invalida, il soggetto si ritrova in uno stato di disorientamento e confusione, passato il quale cerca di dare un senso coerente all’evento modificando tali schemi (attraverso una loro evoluzione).

Se vi è un difetto in tale elaborazione (scarsa capacità di coping e tentativi di soluzione errati; inadeguata informazione, supporto e intervento precoce sul disturbo; pregressi disturbi psichiatrici) il trauma e il suo ricordo, non integrabile in uno stabile schema di sé diventano intrusivi perché egodistonici (dando luogo ai flashback e agli incubi oltre alle altre manifestazioni dissociative) generando un circuito di panico.

 

NOTA:

EGOSINTONICO- EGODISTONICO ( anche : ego-alieno ) =  È l’opposto dell’egosintonico.


In psicologia, egodistonico è qualunque pensiero e comportamento (sogno, compulsione, desiderio, ecc. ) che sia in conflitto o dissonante con i bisogni e gli obiettivi dell’Io, o ancora, in conflitto con i desideri di una persona  che rappresentano l’immagine di sé ideale.

 

La psicologia clinica ha studiato in dettaglio i concetti egosintonici ed egodistonici. Molti disturbi della personalità sono egosintonici, il che rende difficile il loro trattamento in quanto i pazienti potrebbero non percepire nulla di sbagliato e considerare le loro percezioni e comportamenti ragionevoli e appropriati.
( https://it.wikipedia.org/wiki/Egodistonico )

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

video, pochi minuti :: GIULIETTO CHIESA REAL — 2013 — I VERI MOTIVI DELL’ATTACCO ALL’IRAN + Giulietto Chiesa, Invece della catastrofe. Perché costruire un’alternativa è ormai indispensabile, Piemme 2013

 

 

apri qui

https://www.facebook.com/reel/790866633422360

 

 

 

 

SEGUE DA AMAZON:

*** qui trovi altri titoli di libri di Giulietto Chiesa dai titoli davvero interessanti

LINK 

 

Invece della catastrofe. Perché costruire un&#39;alternativa è ormai indispensabile

Invece della catastrofe. Perché costruire un’alternativa è ormai indispensabile
Copertina rigida – 5 febbraio 2013

di Giulietto Chiesa (Autore)

 

Libro 1 di 7: GIULIETTOLOGIA LIBRI

 

PRESENTAZIONE:

Nella vita quotidiana di ognuno di noi,  la crisi ha assunto i tratti di un personaggio da tragedia antica: il fato, il convitato di pietra, una presenza immanente e ostile, eppure inafferrabile. Conseguenza inevitabile quando gli effetti di una congiuntura globale sono ormai alle porte delle nostre case, colpiscono le nostre vite, corrodono la speranza di un futuro per i nostri figli e sgretolano ciò che davamo per scontato: stile di vita, lavoro, salute, istruzione. C’è la sensazione diffusa che tutto ciò sia solo la punta di un iceberg, che queste perdite siano in realtà le estreme propaggini di un enorme buco nero in espansione. Ma mancano le prove, perché nessuno dice veramente come stanno le cose. C’è un silenzio colpevole perché interessato da parte dei pochi che sanno. “Invece della catastrofe” vuole svelare le tremende verità che ci vengono nascoste e lanciare un drammatico appello alle coscienze. La crisi economica è solo un aspetto del problema. Crisi climatica, ambientale, energetica, demografica, crisi dei rifiuti, crisi dell’acqua sono tutte strettamente connesse. L’illusione degli ultimi tre secoli che in un sistema finito di risorse fosse possibile una crescita infinita si è definitivamente infranta. L’umanità sta andando a marce forzate verso la catastrofe, una catastrofe immane rispetto alla quale le due guerre mondiali che abbiamo vissuto saranno rappresentazioni secondarie e minori. Un cambiamento di rotta è ancora possibile, ma i tempi per questa trasformazione sono ormai stretti…

 

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

1. LIMESONLINE  1 MARZO 2026  – 10.19 :: LUCIO CARACCIOLO::: TRE SCENARI PER CAPIRE COSA SUCCEDE ORA TRA USA E IRAN. + 2. video LIMES, 32 min. ca –USA ISRAELE ATTACCANO L’IRAN : ” CAMBIO REGIME DEGLI AYTOLLAH “

 

 

 

LIMESONLINE  1 MARZO 2026  – 10.19

https://www.limesonline.com/rubriche/il-punto/tre-scenari-per-capire-cosa-succede-orairan-usa-israele-21322488/

 

Tre scenari per capire cosa succede ora tra Usa e Iran

L’eliminazione di Khamenei moltiplica le incognite per una Persia malridotta. L’America di Trump agisce da cliente di Israele in Medio Oriente, giocando al buio una partita geopolitica rischiosa per sé e i partner regionali. 

di Lucio CARACCIOLO

 

 

 

CARTA DI LAURA CANALI,  2024

 

 

Niente da fare. La guerra per l’America è tentazione irresistibile. Nevrosi. Anche quando tutto sembrerebbe invitare alla sobrietà, scatta la coazione a ripetere. Siamo i più forti, nessuno ci può battere. E se qualcuno lo pensasse gli faremo cambiare idea.

L’attacco all’Iran combinato con Israele è guerra preventiva contro una potenza talmente malridotta che alla vigilia dell’attacco aveva accettato di rinunciare nei fatti all’atomica, come svelato dal ministro degli Esteri dell’Oman, mediatore fra Washington e Teheran.

Trump e Netanyahu vogliono prevenire la pace.
E mentre l’eliminazione di Khamenei apre a diverse incognite, l’attacco rischia di volgere in conflitto regionale.

 

Trump ama descriversi brillante pokerista. Sarà. Ma questa mano la sta giocando al buio. E senza nessuna urgenza né minaccia esistenziale all’orizzonte. Dopo avere frenato ma non spento il bellicismo fine a sé stesso di Netanyahu, Trump ne sposa lo stile: guerra per la guerra. Senza strategia. Meglio: la strategia è la guerra. Dettata da privati interessi di potere assai più che dalla salvaguardia della nazione. In perfetta contraddizione con quanto sostenuto finora dall’aspirante Nobel per la pace.

 

Dopo aver beffeggiato i suoi predecessori, da Bush figlio alla “scimmia” Obama e a “Sleepy Joe” Biden per le loro guerre invincibili in Medio Oriente, Trump ne inaugura l’ennesima versione.

Fino a proclamare l’obiettivo che nessuno aveva mai osato azzardare: far fuori il regime iraniano. Come se l’Iran fosse una qualsiasi petrodittatura postcoloniale del Golfo e non la Persia.

Al cui “nobile popolo” lui e Bibi si rivolgono per completare l’opera avviata dall’operazione militare.

Ma chiunque venisse insediato da Stati Uniti e Israele sul metaforico (o effettivo?) Trono del Pavone parrebbe agente straniero a buona parte del “nobile popolo”. Soprattutto ai coraggiosi oppositori del regime che per rovesciarlo rischiano la vita.

Colpisce il divario fra scopo e mezzi, propaganda e realtà.

Il Pentagono avrebbe munizioni per 5-7 giorni di difesa missilistica sostenuta. E delle undici portaerei disponibili sulla carta solo quattro sono oggi utilizzabili: le due in teatro (Lincoln e Ford, quest’ultima frenata nei giorni scorsi da guasti al sistema fognario), più George Herbert Walker Bush in Atlantico e Theodore Roosevelt nel Pacifico. L’America arrischia questa guerra spaccata come mai e con gli apparati militari e di intelligence piuttosto scettici sulla possibilità di vincerla in tempi accettabili. Comunque non a costo zero, anzi. E allora?

 

 

Carta di Laura Canali - 2023Carta di Laura Canali – 2023

 

I casi sembrano tre.

I.  Primo, entro la settimana o poco più una parte ribelle dei pasdaran e di quel che resta di esercito regolare e polizia, in combutta con Mossad e Cia, prende il potere a Teheran (non per forza in tutta la Persia) in nome del “nobile popolo”.

II. Secondo, il regime non crolla, la guerra si allarga in modo insostenibile e gli Stati Uniti d’intesa con Israele usano lo scalpo di Khamenei per dichiarare “missione compiuta”.

III. Terzo, la scelta iraniana di rispondere colpendo le installazioni americane nei paesi arabi del Golfo e nell’intero Medio Oriente costringe Trump e Netanyahu a impantanarsi in un conflitto prolungato.

Cadono le maschere e la guerra dei pochi giorni non ha più limiti. Né di tempo né di mezzi. Compresi stivali a stelle e strisce a calpestare il suolo persiano.

All’ombra delle rispettive atomiche. In un clima di mobilitazione generale. 

 

Oggi l’America sta agendo da cliente di Israele, il quale a sua volta è impegnato dal 7 ottobre in una guerra infinita contro sé stesso.

La fu superpotenza globale è agita da una potenza regionale impazzita – scenario ideale per Cina e Russia.

Trump pare il ventriloquo di Netanyahu. Dice o fa dire dai suoi quel che Bibi pensa ma non può (vuole) esprimere. L’ambasciatore americano a Gerusalemme Mike Huckabee ha stabilito che Israele deve per concessione divina estendersi su tutto il Medio Oriente, dal Nilo all’Eufrate. Magari con un proconsole a vegliare sull’acrocoro iraniano? 

Follie, certo. Ma forse la vera follia è intravvedere una logica in questa America fuori sesto.

 

Una versione di questo articolo è apparsa su la Repubblica il 28/2/2026.

 

 

 

*************

 

LIMES, MAPPA MUNDI– 28 febbraio 2026

Attacco all’Iran. Stati Uniti e Israele vogliono il cambio di regime a Teheran

 

In collegamento Giuseppe De Ruvo e Alfonso Desiderio

 

 

Stati Uniti e Israele attaccano l’Iran che risponde con missili contro lo Stato ebraico e le basi americani in Medio Oriente. Dubbi sulla sorte di Khamenei. Il discorso di Trump su presunte minacce agli americani, il programma nucleare iraniano e l’invito agli iraniani a ribellarsi per cambiare regime in Iran. Le possibile conseguenze.

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

post di JSAREMA – FACEBOOK / link sotto — oggi – domenica 1 marzo ore 11.00 *** Alexa ( per chi non.. ) è una radio che si accende chiamandola per nome, i nostri figli ce l’hanno messa dove mangiamo.. ecco perché lo so, ciao, è carina carina !

 

 

 

LINK FACEBOOK DI JSA     

Jsarema Zafferini

 

*** VALE ANDARCI, ch.

 

 

 

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo

T-A-T-O

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

video, 10.51 — 26 febbraio 2026 — IL PODCAST ( solo audio ) DI LIMES CON FEDERICO PETRONI :: ” La prima vera sconfitta di Trump ” — ** interessante **

 

 

 

Immagine

foto dal suo X 

https://x.com/FedericoPetroni

 

 

 

 

La Corte suprema statunitense non boccia i dazi ma l’abuso di potere del presidente. Messaggio inequivocabile: non puoi decidere da solo. Trump appare vittima dei suoi eccessi, la sentenza è l’ennesimo indizio di erosione del suo consenso interno e lo indebolisce nel braccio di ferro con la Cina.

Il nuovo volume di Limes “L’Italia nella rivoluzione mondiale” è disponibile in edicola e in libreria. Potete leggerlo direttamente sul nostro sito e via app, abbonandovi a Limesonline (https://shop.limesonline.com/limes/ab…)

 

 

Limes. Rivista italiana di geopolitica (2026). Vol. 1: L' Italia nella rivoluzione mondiale - copertina

Limes. Rivista italiana di geopolitica (2026). Vol. 1: L’ Italia nella rivoluzione mondiale

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento

Patrizia💙 @CuoreIschitano/ link X sotto — 9.52 — 28 febbraio 2026 – Buongiorno vita! 💙 — grazie della foto straordinaria e del pensiero, ciao cara Patrizia

 

 

 

Patrizia💙 @CuoreIschitano

L’educazione non si insegna, non si predica, non si esibisce.
L’educazione si fa con l’esempio ed il rispetto per sé e per gli altri.”

 

#Ischia #santangelo

 

 

 

Immagine

foto  @np

Pubblicato in GENERALE | Lascia un commento