LORENZO KAMEL, NAPOLEONE E MUHAMMAD ‘ALI. Medio Oriente e Nord Africa in epoca tardo moderna e contemporanea

 

 

NAPOLEONE E MUHAMMAD ‘ALI

 

 

cover

 

NAPOLEONE E MUHAMMAD ‘ALI.

Medio Oriente e Nord Africa in epoca tardo moderna e contemporanea

Lorenzo Kamel

 

Monddori Università – 2022

 

Questo volume fa luce sulla storia del Medio Oriente e del Nord Africa in epoca tardo moderna e contemporanea. Con l’ausilio di fonti primarie in sette lingue, offre una prospettiva inclusiva che pone una particolare attenzione alle questioni di genere, al ruolo rivestito sia dalle componenti religiose ed etniche quanto dagli attori esterni alla regione, nonché alle problematiche connesse al continuo mutare dei confini politici e alla complessa interazione tra le varie realtà identitarie coinvolte. Il fine ultimo è quello di superare una diffusa e ‘segregante’ interpretazione che divide la ‘nostra storia’ dalla ‘loro storia’, aprendo la strada a un approccio più umile verso i popoli della regione. Come ha più volte insegnato la storia, ciò che inizia in Medio Oriente non rimane in Medio Oriente.

 

 

 

 

 

Dialogano con l’autore,  Nora Lafi (Zentrum Moderner Orient, Berlino), Benoît Challand (New School for Social Research, New York), Roberto Mazza (Northwestern University, Illinois). Coordina Paolo Soddu. In collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici, dell’Università degli studi di Torino.

 

 

 

NEL LINK SOPRA, AVETE LA POSSIBILITA’ DI PRENDERE PUNTI DIVERSI DELLA CONFERENZA

RIPETO IL LINK

L' alternativa. Oltre i muri (mentali e fisici) della Terra Santa - Lorenzo Kamel - copertina

Editori Riuniti Univ. Press, 2011

All’ombra dei campi profughi di Balata e Askar a Nablus, tra i villaggi martoriati di Ni’lin e Bi’lin, nella miseria di Shu’afat: lì dove la disperazione sembra avere il sopravvento sono nate negli ultimi anni alcune delle iniziative più significative della recente storia israelo-palestinese. Si tratta di idee provenienti dal basso: lampi di luce spesso accompagnati da una vocazione a illuminare il rovescio delle narrazioni correnti. Frutto di tre anni di ricerche tra Israele e i territori palestinesi, “L’alternativa” è un viaggio nella storia della regione. Prima ancora è un lavoro che propone una via per uscire dall’attuale stallo. Una via radicata nelle soluzioni che decenni di dolore e speranze disattese hanno innescato nella società civile israeliana e palestinese. Una via basata sulla consapevolezza che la coesistenza, senza una qualche forma di riconciliazione, è una parola vuota. Postfazione di Ugo Tramballi. Conclusioni di Eric Salerno.

Israele-Palestina. Due storie, una speranza. La «nuova storiografia israeliana» allo specchio

Israele-Palestina. Due storie, una speranza. La «nuova storiografia israeliana» allo specchio - Lorenzo Kamel - copertina

Editori Riuniti Univ. Press, 2008

Un libro documentato che presenta i temi cardine che hanno portato alla genesi e allo sviluppo del conflitto israelo-palestinese. L’opera si basa su documenti d’archivio e fonti bibliografiche in gran parte mai pubblicate in Italia. Affronta temi complessi come la questione di Gerusalemme, lo sguardo dei viaggiatori occidentali nella Palestina del XVIII e XIX secolo, l’approccio britannico alla gestione della Terra Santa, il diritto al ritorno dei profughi palestinesi, le ragioni dei profughi ebrei, le responsabilità dell’Occidente e dell’ONU, la strumentalizzazione della causa palestinese da parte di alcuni paesi arabi, la differenza storica e geografica tra Giordania e Palestina, il ruolo d’Israele nell’attuale scenario internazionale. Analizza anche la nuova storiografia israeliana, un approccio di studi che negli ultimi anni ha registrato un’eco internazionale e degli sviluppi difficilmente preventivabili. Le tesi sostenute dai “nuovi storici

 

 

 

 

Ripensare la storia. Prospettive post-eurocentriche - Lorenzo Kamel - copertina

Ripensare la storia. Prospettive post-eurocentriche

Le Monnier, 2021

Questo libro offre una prospettiva storica sulla circolazione di idee, culture, invenzioni, pratiche e istituzioni tra Asia, Africa, Europa e Americhe. Decostruisce un ampio numero di percezioni e concetti, inclusa la diffusa tendenza a fare riferimento a una «tradizione ebraico-cristiana occidentale», una gabbia analitica che rischia di accentuare pericolosi antagonismi e fenomeni di rottura, a scapito di una maggiore comprensione legata al retaggio storico condiviso che sottende le tre maggiori religioni monoteistiche. Queste ultime, così come molti altri temi e aspetti menzionati nel volume, sono il frutto di un percorso all’insegna dell’‘accumulazione’: un processo che sovente, soprattutto ai nostri giorni, non viene compreso nella sua complessità e nel potenziale che può esprimere. È tempo di porre anche gli ‘altri’ al centro della scena, per comprendere meglio noi stessi e il mondo in cui viviamo.

 

 

Dalle profezie all'impero. L'espansione britannica nel Mediterraneo orientale (1798-1878) - Lorenzo Kamel - copertina

Dalle profezie all’impero. L’espansione britannica nel Mediterraneo orientale (1798-1878)

 

Carocci, 2015

Molto è stato scritto sui mandati della Società delle Nazioni nel Mediterraneao orientale. Meno indagata è la fase dell’iniziale espansione delle potenze europee nella regione. Attraverso un’analisi sostenuta da fonti provenienti da archivi inglesi, israeliani, palestinesi e turchi, “Dalle profezie all’impero” si concentra in particolare sulle dinamiche che resero possibile il progressivo ingresso di Londra a Gerusalemme e nel resto dell’area. Una speciale attenzione è rivolta al ruolo svolto in questo processo dalla componente ebraica della popolazione presente sul posto, nonché all’uso della storia degli ebrei nella letteratura prodotta in Gran Bretagna a partire dal VI secolo. Lo studio di questi aspetti e delle dinamiche ad essi connesse permette di fare luce sullo sviluppo storico moderno – e di riflesso sul presente – di una delle aree più complesse e conflittuali del pianeta.

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ANSA.IT/ DAMASCO — 21 FEBBRAIO 2024 -9.17– Media siriani, attacco israeliano su quartiere di Damasco. Ong: ‘E’ stato un assassinio mirato’

 

 

ANSA.IT/ DAMASCO — 21 FEBBRAIO 2024 -9.17
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/02/21/media-siriani-attacco-israeliano-su-quartiere-di-damasco_4209650f-0268-4c27-9ca7-2711c083fa6f.html

 

 

Media siriani, attacco israeliano su quartiere di Damasco.

Ong: ‘E’ stato un assassinio mirato’

ANSACheck

 

© ANSA/EPA

© ANSA/EPA

 

Le forze israeliane hanno lanciato un attacco su un quartiere di Damasco: lo riferiscono i media siriani.
L’attacco ha preso di mira oggi un quartiere abitato di Damasco, ha annunciato l’agenzia ufficiale siriana Sana senza fornire ulteriori dettagli.
“Un attacco missilistico israeliano ha preso di mira il quartiere residenziale di Kafr Sousa nella capitale Damasco”, ha reso noto la tv nazionale.
Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, l’attacco ha preso di mira una palazzina usata come sede operativa dai Pasdaran iraniani e dagli Hezbollah libanesi.

L’Osservatorio ha commentato che si è trattato di un assassinio mirato nei confronti di una o più personalità iraniane o legate all’Iran.

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LUCIANO CANFORA : STALIN E ISRAELE + parte della prefazione di CANFORA al libro del giornalista russo, Leonid Mlecin, pubblicata da Repubblica 24 gennaio 2009– ripubblicata con commenti da INFORMAZOIPME CORRETTA ( link sottdio ) + video, 7 min., di Corrado Augias- molto chiaro

 

 

 

L’autore del saggio è Leonid Mlecin, uno dei più prestigiosi giornalisti televisivi russi, conduttore di un importante talk show storico. Mlecin, sulla base di nuovi documenti emersi con l’apertura degli archivi sovietici, giunge a una conclusione inequivocabile come spiega Enrico Mentana nella sua bella introduzione: «Non ci fosse stata l’Urss di Stalin – proprio lui, Koba il terribile – la nazione israeliana non sarebbe mai nata. Fu una semplificazione, certo, ma chi potrebbe mai metterla in discussione?». Il concetto viene ribadito anche nella prefazione di Luciano Canfora che spiega come Israele nacque soprattutto grazie all’appoggio sovietico e sconfisse Egitto e Giordania (armati dagli inglesi) grazie alle armi inviate su diretto ordine di Stalin attraverso la Cecoslovacchia, per aggirare l’embargo alla fornitura di armi ai combattenti ebrei della Palestina, embargo dichiarato e sostenuto dagli inglesi con l’appoggio degli Usa. Che in quegli anni erano precipitati nel maccathismo con la caccia alle streghe che fu anche una violenta campagna antisemita. Allora nell’estabilishment ultraconservatore statunitense vigeva l’equazione ebreo/sionista =comunista.(…)

nella pubblicazione a cui faceva riferimento il commento si afferma che gia’ Stalin immaginava due stati indipendenti,quello palestinese e quello israeliano.

segue un testo da :

INFORMAZIONE CORRETTA- COME I MEDIA PRESENTANO ISRAELE, MONDO ISLAMICO, TERRORISMO

https://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=4&sez=120&id=27760

 

24.01.2009 La storia raccontata dai comunisti
fa del criminale Stalin il fondatore di Israele, e cancella lo Stato arabo dalla risoluzione Onu del 1947Testata: La Repubblica
Data: 24 gennaio 2009
Pagina: 44
Autore: Luciano Canfora
Titolo: «E Stalin aiutò Israele»

 

video, 7.07

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RICHARD WAGNER, PRELUDIO AL PRIMO ATTO DI ” TRISTANO E ISOTTA ” ( 1857-59; 1a RAPPRESENTAZIONE, 1865 ) –TEMA DELL’AMORE E MORTE / durata : 10 minuti c

 

 

Direction: Carlos Kleiber

Orchestre: Staatskapelle Dresden

Interprètes: Margaret Price/ René Kollo/ Brigitte Fassbaender/ Dietrich Fischer-Dieskau/ Kurt Moll

 

Scarica sfondi Dresda, Semperoper, Saxon State Opera, Staatskapelle Dresden, sera, edificio dell'opera, punto di riferimento, Germania, Saxon State Orchestra per desktop libero. Immagini sfondo del desktop libero

CAPPELLA DI STATO A DRESDA

 

 

 

CASTELLO DI MORITZBURG, UNA CITTADINA A POCHI MINUTI DA DRESDA, E' UNO DEI PIU' IMPORTANTI CASTELLI BAROCCHI DELLA GERMANIA, FAMOSO OLTRE CHE PER LA BELLEZZA– E' STATO DA POCO RISTRUTTURATO—ANCHE PER IL

GERMANIA– SASSONIA

 

 

 

 

Dresda gioiello barocco - SuperSIGMADRESDA
FOTO  SuperSIGMA

 

 

 

 

Tristano e Isotta (Tristan und Isolde) è un dramma musicale di Richard Wagner, su libretto dello stesso compositore. Costituisce il capolavoro del Romanticismo tedesco e, allo stesso tempo, è uno dei pilastri della musica moderna, soprattutto per il modo in cui si allontana dall’uso tradizionale dell’armonia tonale.

https://it.wikipedia.org/wiki/Tristano_e_Isotta_(opera)

 

 

qualche pettegolezzo sull’origine sentimentale dell’opera:

Wagner scrisse delle sue preoccupazioni per Schopenhauer e Tristano in una lettera a Franz Liszt (16 dicembre 1854):

Non avendo mai goduto in vita mia la vera felicità dell’amore, erigerò un memoriale a questo più bello di tutti i sogni in cui, dal primo all’ultimo, l’amore troverà, per una volta, totale sazietà. Ho concepito nella mia mente un Tristano e Isotta , la concezione musicale più semplice ma allo stesso tempo più sincera che si possa immaginare, e con la “bandiera nera” che sventola alla fine mi coprirò – per morire.

Wagner, in questo periodo, si era trasferito in un cottage costruito nel parco della villa di Wesendonck, dove, durante il suo lavoro su Tristano e Isotta , si legò appassionatamente a Mathilde Wesendonck. Resta incerto se questa relazione fosse platonica o meno . Una sera di settembre dello stesso anno, Wagner lesse la poesia finita del “Tristano” a un pubblico che includeva sua moglie Minna, la sua attuale musa ispiratrice , Mathilde, e la sua futura amante (e poi moglie), Cosima von Bülow  (  agosto 1857 )

 

non definito

Dipinto di Mathilde Wesendonck (1850) di Karl Ferdinand Sohn

 

Minna scrive a Mathilde :  ” Devo dirti con il cuore tenero che sei riuscita a separare mio marito da me dopo quasi ventidue anni di matrimonio. Possa questo nobile atto contribuire alla tua tranquillità, alla tua felicità. ”

 

da: https://en.wikipedia.org/wiki/Tristan_und_Isolde

 

 

 

 

Biografia: Richard Wagner • Scuolissima.com

Wilhelm Richard Wagner (Lipsia, 22 maggio 1813 – Venezia, 13 febbraio 1883) è stato un compositore, poeta, librettista regista teatrale, direttore d’orchestra e saggista tedesco.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Wagner

 

 

 

ALCUNE BELLE FOTO DI DRESDA TROVATE PER CASO — al fondo la carta geografica con la città

 

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Pierre Botte @PierreBotte1 #Bronze #Sculpture # Art / grazie ! — Scultura in bronzo di ISABEL MIRAMONTES ( Santiago de Campostela, Galizia, Spagna — 1962 )

 

 

 

 

 

 

 

“Come On” — “Allez-Viens”

 

Immagine

 

 

 

 

Isabel Miramontes, Tango, 2022 | Art Thema

Tango 2022
Bronzo- 53 x 38 x11 cm

da : Art Thema

 

 

 

 

 

Dettaglio di Tango 2022

da : Casart, Paris

 

 

 

 

Amore
da: https://www.casart.fr/en/miramontes/amor/

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’angelo passa

 

 

 

 

 

 

 

Un grande passo
Bronzo – 155x130x30cm
https://www.casart.fr/en/miramontes/angel-passes/

 

 

nel link sopra
casart.fr —
trovate molte altre opere bellisime di questa scultrice

 

 

 

 

ISABEL MIRAMONTES ( 1962 )

foto da :

 

 

BIOGRAFIA

Isabel Miramontes nasce nel 1962 a Santiago de Compostella ( Galizia, Spagna ), luogo che, come sapete, ha una grande energia spirituale e che ha sempre affascinato l’artista rimanendo per lei un elemento magico e fonte di ispirazione. Successivamente ha studiato in Belgio, a Bruxelles, dove ha ottenuto un diploma di insegnamento in Belle Arti presso l’Institut Sainte Marie. Poi ha studiato ancora all’Accademia delle Belle Arti di Saint-Gilles, nello studio di Patrick Pouillart (scultore, Belgio ), dove ha acquisito una solida esperienza di disegno e disegno. Ha seguito anche i corsi dello storico dell’arte Gastón Fernandez, che ha influito particolarmente nel suo percorso artistico. Solo nel 1994, nello studio dell’amico scultore ( P. Pouillart ) , Isabel Miramontes scopre la sua passione per la scultura e vi si dedica totalmente.
L’artista è ora rappresentata alla Canfin Gallery di New York e dalla Lucy B Campbell Gallery di Londra.

 

biografia da BARBARA PICCI, un bellissimo blog soprattutto di arte:

nel link trovate molte opere belle di ISABEL MIRAMONTES, la scultrice che abbiamo presentato 

Arte e curiosità – Le sculture distorte di Isabel Miramontes

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NOTIZIE SUL GIORNALE RUSSO NOVAJA GAZETA : INDIRIZZI // +++ Un articolo di Dmitrij Muratov, direttore “Novaja Gazeta”, Premio Nobel per la Pace 2021, riportato da Repubblica di giugno ’23 — mi sembra importare per quello che dice sulla Russia — cose che noi non conosciamo

 

Dmitrij Muratov (Kujbyšev30 ottobre 1961)

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio 2022, Muratov ha pubblicato due edizioni del suo giornale sia in russo che in ucraino e ha affermato che il suo giornale avrebbe sfidato le regole del cane da guardia dei media russi che, secondo lui, avrebbero portato a una situazione in cui si sarebbero potute segnalare solo le dichiarazioni del governo russo. La legge prevede che i media non diffondano consapevolmente notizie “false”, con la Federazione Russa che decide qual è la verità, “al fine di proteggere gli interessi della Federazione Russa e dei suoi cittadini e mantenere la pace e la sicurezza internazionale”. Il 28 marzo 2022 il quotidiano ha sospeso le sue attività di stampa dopo aver ricevuto un secondo avvertimento da Roskomnadzor; il 6 aprile 2022 è stata lanciata da Riga una versione straniera del giornale (Novaja Gazeta Europa) per evitare la censura. Il 7 aprile 2022 Muratov è stato attaccato da uno sconosciuto e coperto di vernice rossa mentre era su un treno da Mosca a Samara, presumibilmente come atto di sostegno alle truppe russe. Secondo le agenzie di intelligence statunitensi, l’attacco è stato organizzato dai servizi di intelligence russi.

 

 

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INDIRIZZO X – EX TWITTER

Following

Novaya Gazeta Europe  @novayagazeta_en

The international edition of
News from Russia free of censorship

 

 

INFORMAZIONI SUL GIORNALE  NOVAJA GAZETA EUROPA

 

Novaja Gazeta Europa
Novaya Gazeta Europe ha sostituito il quotidiano d’opposizione Novaya Gazeta, di lunga data, che ha chiuso i battenti a Mosca nel marzo 2022. È stato lanciato a Riga un mese dopo come struttura organizzativamente indipendente da Kirill Martynov, ex redattore politico di Novaya Gazeta. Bloccato il giornale online in Russia. Subito dopo furono pubblicate singole edizioni cartacee negli Stati baltici e in Germania.
E-mail contact@novayagazeta.eu
Twitter @novayagazeta_eu

 

 

 

REPUBBLICA.IT — 22 GIUGNO 2023
https://www.repubblica.it/cultura/2023/06/22/news/dmitrij_muratov_inferno_russia_putin_cancellato_una_generazione-405428641/?ref=drla-1

 

Nell’inferno Russia Putin ha cancellato una generazione

Dmitry Muratov
Dmitry Muratov

Il direttore di “Novaja Gazeta”, Premio Nobel per la Pace 2021, ha parlato al Global Media Forum di Bonn. Ecco cosa ha detto

Vivo e lavoro a Mosca e non ho una versione “export” del mio intervento. Dato che la parola “guerra” è vietata in Russia, ma la parola “inferno” ancora no, userò la parola “inferno”.

La procura generale russa ha riconosciuto l’associazione di avvocati Agora come organizzazione “non grata”, vale a dire “nemica del popolo”. Chi collabora con essa rischia di finire in prigione. Ciò significa che le centinaia di persone che Agora difendeva possono rimanere senza avvocati. Mentre volavo fin qui, è iniziato un altro processo contro il leader e politico dell’opposizione Aleksej Navalnyj. Viene processato in prigione. Rischia diversi decenni di carcere per la sua attività politica. Il processo è chiuso alla stampa.

Dal 2012 il numero dei processi a porte chiuse è aumentato di 25 volte. E il numero di assoluzioni nei tribunali russi è di circa lo 0,001 per cento. È uno dei risultati di quella che viene definita “operazione militare speciale”. Lo smantellamento del sistema giudiziario. L’operazione continua, ma molti dei suoi risultati sono già chiari. Ve ne citerò alcuni.

 

Un edificio danneggiato a Kharkiv

Un edificio danneggiato a Kharkiv
(reuters)

 

Ucraina e Russia non potranno mai più convivere. I loro popoli non saranno mai più popoli fraterni.

Un altro risultato. In Russia è stata fatta una grande scoperta geograficaLa Russia non è più Europa. La finestra sull’Europa è chiusa ed è stata sbarrata.

Un altro risultato. In Russia è cambiato Dio. La Chiesa ortodossa russa ha sostenuto l’operazione militare speciale e ha iniziato a promuovere la propaganda della morte. Il comandamento “Non uccidere” sarà presto riconosciuto come errato. La morte per il proprio Paese, non la vita per il proprio Paese: è questo il nuovo credo.

Ecco una citazione di un esponente di chiesa. Spiega alle madri perché piangono quando viene consegnato loro il corpo del figlio ammazzato.

L’arciprete Vasiliev dice: «Se non aveste usato contraccettivi, avreste avuto più di un figlio e quindi non sarebbe stato così terribile perderlo». Viene detto in tv. Nel frattempo il sacerdote Joann Koval è stato ridotto allo stato laico perché nella sua preghiera aveva sostituito la parola «vittoria» con la parola «pace». Presumo che padre Joann si sia allontanato dalla Chiesa, ma si sia avvicinato a Dio.

Un altro risultato. La scomparsa di una generazione. La nuova generazione, nata sotto Gorbaciov e poco dopo, non è pronta a sacrificarsi. Sta costruendo il suo futuro, mentre le autorità russe stanno cercando di migliorare il passato. Molti hanno lasciato la loro patria, molti l’hanno fatto per sempre. Tra 700mila e un milione di giovani hanno lasciato la Russia. Non vogliono uccidere. E non vogliono essere uccisi. Hanno bisogno di aiuto. Possono essere elencati nella Lista Rossa delle specie da conservare, invece di ritrovarsi con le carte bancarie bloccate.

Ora segue la domanda più difficile.
Me la chiedono spesso. Perché i russi tacciono? Perché non si ribellano? Possibile che tutti i russi siano schiavi?

Non mi sottraggo a questa domanda e chiedo a mia volta. Dove poter parlare? Dove poter protestare? Le manifestazioni sono vietate. Ci sono 600 prigionieri politici nelle carceri. Ci sono 20mila casi aperti contro i sostenitori della pace, 300 media non statali sono stati chiusi. Non c’è un solo deputato in Parlamento che si pronunci per la pace. Quelle persone in prigione meritano rispetto, compassione e desiderio di aiutarle. Sono venuto qui a raccontare alcune brevi storie.

Sette anni di carcere per una parola di sei lettere che non può essere pronunciata in Russia — si tratta della prima parola del romanzo di Lev Tolstoj, dove la seconda è “pace”: è quanto ha ricevuto il deputato locale Aleksej Gorinov. Ha 61 anni. È uno scienziato. Ha gravi problemi di salute. Pensava che si potesse dire che, quando c’è un conflitto sanguinoso, non è il momento di organizzare concorsi di disegni per bambini. E per questo ha ricevuto sette anni di carcere. Poco prima di questa condanna, aveva raccolto per strada un cane randagio. Dopo la sua condanna, il cane non ha permesso a nessuno di avvicinarglisi ed è morto di angoscia e fame. È appropriato che io, durante questa terribile tragedia, parli di un cane? Sì. Perché in questa storia gli animali hanno sentimenti più nobili dei giudici e dei carnefici.

Il politico Vladimir Kara-Murza è stato condannato a 25 anni di galera. È uno dei promotori del Global Magnitsky Act che ha introdotto sanzioni contro funzionari russi corrotti, tra cui il giudice Sergej Podoprigoro. Entro in aula. Il processo è a porte chiuse, ma io sono un testimone. Entro in aula e sapete chi vedo? Il giudice Podoprigorov. È lui a condannare Kara-Murza a 25 anni. Kara-Murza non riesce a stare in piedi, ha perso 20 chili. In un anno non gli è stata data nemmeno la possibilità di chiamare i suoi tre figli, nemmeno una volta.

Lilia Chanysheva. È una bella donna di 40 anni. La sua colpa è che si occupava di politica presso la sede di Navalny. Non ha ucciso nessuno, non ha rubato, non è una stupratrice. Nella sua “ultima parola”, Lilia ha detto: «Se mi mettono in prigione, non avrò più il tempo di dare alla luce un bambino. Datemi una chance di diventare mamma». Il giudice Bekchurin non ha dato a Chanysheva questa chance. È stata condannata a 7 anni e mezzo.

 

La crudeltà ora è il patriottismo di Stato, il male è un atto di valore. Zhenja Berkovich e Svetlana Petrijcjuk sono state buttate dietro le sbarre con l’accusa di terrorismo. La loro opera teatrale aveva ricevuto il più alto riconoscimento teatrale in Russia. Ma un esperto ha scritto che erano «contro lo stato androcentrico della Russia». Cos’è uno stato androcentrico? È uno stato maschile. Il femminismo e il pacifismo sono riconosciuti come un crimine. Rischiano una pena enorme.

Qualcuno oggi mi ha chiesto: ma le repressioni sono già su larga scala come sotto Stalin? No, certo, in termini di numero di arresti, figuriamoci di esecuzioni, certamente no. Ma la repressione ha una peculiarità. Repressione significa che nessuno sa chi verrà preso stanotte.

Adesso c’è una lotta per il futuro. È in corso una battaglia su come sarà la società. Chi vincerà: la giunta o i cittadini liberi. Il programma della giunta è stato formulato, forse, dal popolare capo di una compagnia militare privata, Evgenij Prigozhin.

Vi rammento il suo programma, lo ha enunciato:

«Basta costruire ponti e teatri. Tutta la Russia deve lavorare nell’industria della difesa. Per un certo periodo, la Russia deve diventare la Corea del Nord. Occorre far tornare i figli dell’élite dall’estero in Russia. Indire la mobilitazione generale. Chiudere i confini». È un programma da giunta militare, ma sarà un nuovo tipo di giunta. Apparirà senza il rovesciamento del presidente in carica. Ci sarà un colpo di Stato senza cambio di potere.

Non è vero che nessuno sostiene Putin. La vecchia generazione sì che sostiene Vladimir Putin. È una generazione di vecchi abbandonati che vogliono di nuovo sentirsi vivi, che vogliono di nuovo contribuire alla grandezza della loro patria. Putin lo sa bene.

Ma chi è che si oppone all’eventuale giunta? Solo poter dire la verità può opporre resistenza agli uomini armati che rivendicano il potere.

Avremo o meno la possibilità, come disse il soldato Švejk (protagonista dell’omonimo libro di Jaroslav Hašek, ndt) di incontrarci alle «ore sei di pomeriggio dopo la guerra»? Quando verrà questo “dopo”? E avremo una tale possibilità? Almeno viviamo da cristiani quel tempo che rimane. Forse allora avremo le nostre «ore sei di pomeriggio dopo la guerra».

 Traduzione Aleksej Larionov

 

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BBC.COM :: Dominic Casciani della BBC :: Assange è troppo malato per partecipare all’ultima disperata udienza in tribunale contro l’estradizione, dice l’avvocato.

 

 

BBC.COM
https://www.bbc.com/news/live/uk-68344106

 

Assange è troppo malato per partecipare all’ultima disperata udienza in tribunale contro l’estradizione, dice l’avvocato.

 

Con Dominic Casciani della BBC che racconta dall’interno dell’Alta Corte di Londra

 

 

Reporting in tempo reale

A cura di Johanna Chisholm e Andrew Humphrey

 

C’è stato un complotto per assassinarlo guidato da Trump?

 

Domenico Casciani

Corrispondente domestico e legale, riferito dall’Alta Corte

Durante tutto il caso, la squadra di Julian Assange afferma che è a rischio di azione extragiudiziale, che è un modo giuridicamente delicato per dire che potrebbe essere assassinato o soggetto a danni che vanno oltre una sanzione penale dopo un giusto processo.

L’accusa centrale – non ancora provata dalle prove – è che la CIA complottò per uccidere Assange durante i sette anni trascorsi all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.

Mark Summers KC, avvocato di Assange, ha detto che ci sono prove di questo “piano davvero mozzafiato”.

Ha detto ai giudici che l’allora presidente Donald Trump aveva chiesto “opzioni dettagliate” su come uccidere Assange.

“Gli alti funzionari della CIA hanno chiesto dei piani, il presidente stesso ha chiesto che gli fossero fornite le opzioni su come realizzarli e sono stati anche redatti degli schizzi”, ha detto.

 

Contesto del caso di estradizione di Assange

 

Nel 2006, Assange ha fondato il sito Wikileaks e ha continuato a pubblicare una serie di documenti che denunciavano scandali tra cui la corruzione in Kenya, i disordini tibetani in Cina e gli attacchi di droni nello Yemen.

Quattro anni dopo, Wikileaks pubblicò un video da un elicottero militare statunitense che mostrava la morte di civili a Baghdad, in Iraq.

Ha inoltre pubblicato migliaia di documenti riservati forniti dall’ex analista dell’intelligence dell’esercito americano, Chelsea Manning.

Nel 2019, il governo degli Stati Uniti lo ha incriminato per 18 capi d’accusa relativi alla divulgazione da parte di Wikileaks di milioni di documenti governativi segreti relativi ai conflitti in Iraq e Afghanistan

Assange è da allora nel carcere di Belmarsh a Londra mentre combatte contro l’estradizione negli Stati Uniti.

 

Il governo australiano cerca di riportare Assange a casa

 

Il primo ministro australiano Anthony Albanese è vicino a Biden mentre i giornalisti lo fotografano

Didascalia immagine: Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha sollevato il caso di Assange con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden durante una visita l’anno scorso

La scorsa settimana, il governo laburista australiano ha votato per sollecitare gli Stati Uniti e il Regno Unito a consentire a Julian Assange di tornare in Australia.

La mozione ha poco impatto oltre ad una simbolica dimostrazione di sostegno al cittadino australiano, ma è indicativa degli sforzi diplomatici recentemente rinnovati per la libertà di Assange.

Ad esempio, lo scorso anno il primo ministro Anthony Albanese ha sollevato la questione con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il procuratore generale australiano, Mark Dreyfus, ha discusso la questione con la sua controparte statunitense, Merrick Garland, a Washington DC il mese scorso.

Il governo precedente, guidato dal Partito Liberale conservatore, era stato meno coinvolto nel caso di Assange, affermando all’epoca che Assange non avrebbe ricevuto un trattamento speciale e che avrebbe rispettato il processo legale del Regno Unito.

 

Editor di Wikileaks frustrato dall’accesso all’udienza

 

Immagine di Stella Assange, moglie di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, dell'avvocato di Assange Jennifer Robinson e del redattore capo di WikiLeaks, Kristinn Hrafnsson, mentre camminano fuori dall'Alta Corte

Didascalia immagine: Kristinn Hrafnsson (a destra), redattore di Wikileaks, si è unita alla moglie di Julian Assange, Stella Assange, oggi presso l’Alta Corte

 

La direttrice di Wikileaks Kristinn Hrafnsson si è rivolta alla folla fuori dall’Alta Corte nel centro di Londra che si è presentata a sostegno di Julian Assange.

“Se questo è il modo in cui si pratica la giustizia aperta, allora non ho molta fiducia nel sistema giudiziario qui”, dice.

Hrafnsson dice di essere stato mandato nella stanza di overflow insieme ad altri giornalisti e di aver perso parti del procedimento della mattina a causa di problemi con la trasmissione audio.

E aggiunge: “È assurdo che i giornalisti non possano osservare uno dei casi più importanti per i giornalisti dei tempi moderni”.

Come abbiamo riportato in precedenza, un numero limitato di persone ha potuto entrare in tribunale per assistere al procedimento.

 

 

Gli Stati Uniti hanno un valido interesse nell’estradizione di Assange, dice l’ex funzionario

PJ Crowley è stato vicesegretario di Stato americano per gli affari pubblici dal 2009 al 2011

PJ Crowley è stato sottosegretario di Stato americano per gli affari pubblici dal 2009 al 2011 e si è dimesso dopo aver criticato il trattamento riservato al soldato americano Chelsea Manning

 

Pochi istanti fa un ex vicesegretario di Stato americano per gli affari pubblici ha parlato al programma World at One della BBC Radio 4 sui danni causati dal deposito di cavi segreti su Wikileaks nel 2010.

PJ Cowley dice che Julian Assange è qualcuno che non è nella posizione di dire che le persone non hanno subito danni a causa delle fughe di notizie.

“Julian Assange alla fine ha diffuso documenti e informazioni grezzi che hanno messo le persone in pericolo”, dice Cowley, definendo Assange un “attivista”.

“So che una fonte dell’intelligence è stata messa in prigione”, dice Cowley.

Cowley afferma di ritenere che ci siano stati “certamente danni” a breve termine, ma da allora gli Stati Uniti sono stati in grado di gestire l’impatto delle fughe di notizie.

Citazione del messaggio: Dato ciò che ha fatto, gli Stati Uniti hanno un valido interesse a chiedere la sua estradizione.”

 

Guarda: Stella Assange afferma che la preoccupazione degli Stati Uniti per le fughe di notizie “è una deviazione dalle violazioni dei diritti umani”

 

Domenico Casciani
Corrispondente domestico e legale, riferito dall’Alta Corte

Durante la pausa pranzo sono stato uno dei giornalisti che è riuscito a parlare con la moglie di Julian Assange, Stella Assange, fuori dall’Alta Corte.

Le ho chiesto come pensava fosse andata la sessione mattutina.

Guarda: Stella Assange afferma che suo marito è stato “vittima” di “ritorsioni” statunitensi alle rivelazioni di Wikileaks

 

 

Cosa è successo finora oggi?

Immagine di un poster con la scritta "dignità" fuori dalla Royal Courts of Justice

Didascalia immagine: Il team legale di Assange sta sostenendo un ricorso completo contro la sua estradizione

 

Mentre l’Alta Corte fa una pausa per il pranzo, ecco un riassunto di ciò che è accaduto finora nel primo giorno dell’udienza per determinare se al co-fondatore di Wikileaks, Julian Assange, può essere concesso un ultimo appello completo alla sua estradizione:

  • Julian Assange sta affrontando un ordine di estradizione negli Stati Uniti per affrontare accuse tra cui l’irruzione nei suoi database militari
  • Alla corte è stato detto che Assange non aveva potuto presenziare all’udienza – né di persona né tramite collegamento video – perché non stava bene.
  • Il team legale di Assange ha esposto le prime argomentazioni affinché l’appello venga portato avanti
  • Ed Fitzgerald KC, in rappresentanza di Assange, ha detto che se il suo cliente dovesse affrontare un processo negli Stati Uniti c’era un “rischio reale” che avrebbe subito “un flagrante diniego di giustizia” 
      • La squadra legale di Assange ha affermato che era oggetto di un complotto della CIA per rapirlo o assassinarlo mentre era rintanato nell’ambasciata ecuadoriana a Londra
      • Vogliono che questo faccia parte di un potenziale appello , sostenendo che “esiste un rischio molto concreto di ulteriori azioni extragiudiziali contro di lui da parte della CIA o di altre agenzie”
      • Ed Fitzgerald ha sostenuto che la decisione degli Stati Uniti di perseguirlo è politicamente motivata e che le azioni di Assange equivalgono a “pratica giornalistica ordinaria”. In definitiva, sostengono che non dovrebbe essere punito per aver svolto il suo lavoro di giornalista
      • Ma gli Stati Uniti affermano che le sue azioni andarono oltre e rischiarono la vita di informatori in Iraq e Afghanistan che passavano informazioni alle forze statunitensi sui gruppi terroristici.
      • Manifestanti, giornalisti e politici di spicco – come Jeremy Corbyn – erano prima all’Alta Corte per mostrare il loro sostegno ad Assange
      • La moglie di Assange, Stella, ha detto ieri alla BBC che non sarebbe sopravvissuto all’estradizione dal Regno Unito agli Stati Uniti poiché è fisicamente e mentalmente estremamente debole.
      • Suo fratello Gabriel Shipton aveva detto in precedenza a TalkTV che la salute di Assange è in una “posizione molto delicata”

       

      Due interventi chiave mentre la corte si riunisce per il pranzo

      Domenico Casciani
      Corrispondente domestico e legale, riferito dall’Alta Corte

      La Corte si è appena aggiornata per il pranzo, ma alla fine di questa sessione ci saranno due interventi importanti.

      Mark Summers KC, un altro dei migliori avvocati di Julian Assange, ha sostenuto che tutte le prove dell’udienza originale sull’estradizione hanno dimostrato che negli Stati Uniti le fughe di informazioni sulla sicurezza nazionale sono così di routine che c’è un intero gruppo di giornalisti le cui carriere sono dedicate a questa pratica.

      Ha detto che nessuno è mai stato perseguito per aver pubblicato quelle fughe di notizie, sollevando la questione del motivo per cui il suo cliente veniva perseguito.

      Il giudice Johnson, uno dei due giudici, ha quindi posto una domanda.

      Voleva sapere se qualcuno fosse mai stato perseguito per il tipo di fuga di notizie che gli Stati Uniti hanno accusato Assange di aver pubblicato – rivelando le vere identità di fonti umane.

      Questa è una parte fondamentale del caso degli Stati Uniti: Assange ha messo in pericolo la vita di informatori riservati in Iraq e Afghanistan che avevano aiutato le sue forze a combattere ribelli e gruppi terroristici.

       

      Gli Stati Uniti avevano pianificato di uccidere o rapire Julian Assange, sente la corte

      La corte ora sta ascoltando qualcosa di più dal team legale di Julian Assange su un presunto complotto statunitense per uccidere o rapire il co-fondatore di Wikileaks.

      “Ciò che le prove ora mostrano è che gli Stati Uniti hanno sviluppato un piano per cercare di uccidere o consegnare il signor Assange negli Stati Uniti”, ha detto ai giudici Mark Summers KC, per Assange.

      “Le prove ascoltate dal giudice distrettuale provenivano dal testimone protetto due ed erano davvero mozzafiato.”

      Summers dice alla corte che c’era un piano per rapire o avvelenare Assange nell’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove rimase per circa sette anni.

      “Per quanto riguarda il giudice distrettuale, c’erano campanelli d’allarme ovunque”, dice Summers, aggiungendo che il piano “è andato in pezzi solo quando le autorità britanniche non erano molto entusiaste dell’idea di una consegna, o di una sparatoria, per le strade di Londra” .

      La salute di Assange è in una posizione molto delicata, dice il fratello

      Gabriel Shipton, fratello di Julian Assange, parla ai sostenitori fuori dall'High Court di Londra
      Didascalia immagine: Gabriel Shipton, fratello di Julian Assange, si è rivolto prima alla folla radunata fuori dall’Alta Corte 

      Come abbiamo riportato, l’avvocato di Julian Assange dice che il fondatore di Wikileaks non è in tribunale oggi perché non sta bene.

      La moglie di Assange, Stella, ha detto ieri alla BBC che non sarebbe sopravvissuto all’estradizione dal Regno Unito agli Stati Uniti poiché è fisicamente e mentalmente estremamente debole.

      Parlando a TalkTV questa mattina, il fratello di Assange, Gabriel Shipton, ha detto che la sua salute è in “una posizione molto delicata” e che sta “attraversando immense sofferenze” nella prigione di Belmarsh, dove si trova dal 2019.

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ℯ ℳ́ @CleliaMussari – 10.38 — 20 febbraio 2024 — grazie e mille, ciao Clelia !

 

 

 

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JEFFREY SACHS (Detroit, 1954 ) :: IL MARCIO DEL POTERE. Mondo in frantumi eredità della Cia. IL FATTO QUOTIDIANO  20 FEBBRAIO 2024

 

 

IL FATTO QUOTIDIANO  20 FEBBRAIO 2024
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/02/20/mondo-in-frantumieredita-della-cia/7452239/

 

IL MARCIO DEL POTERE

Mondo in frantumi eredità della Cia

 

TRAMARE SENZA PAGARE – I suoi metodi sono segreti e doppi. L’assenza di responsabilità permette ad agenzia e presidente di gestire la politica estera senza alcun controllo pubblico: il Congresso è uno zerbino

 

Jeffrey Sachs | Festival Economia Trento 2024
FOTO : Festival dell’Economia

(Detroit5 novembre 1954) è un economista e saggista statunitense. È stato direttore dell’Earth Institute alla Columbia University dal 2002 al 2016. Nel 2004 e nel 2005 è stato inserito fra i Time 100.
https://it.wikipedia.org/wiki/Jeffrey_Sachs

OPERE — vedi in fondo

DI JEFFREY SACHS

Esistono tre problemi fondamentali con la Cia: gli obiettivi, i metodi e la mancanza di responsabilità.

I suoi obiettivi operativi sono quelli che la Cia o il presidente definiscono essere nell’interesse Usa in un determinato momento, indipendentemente dal diritto internazionale o dalle leggi statunitensi.I suoi metodi sono segreti e doppi. L’assenza di responsabilità significa che la Cia e il presidente gestiscono la politica estera senza alcun controllo pubblico. Il Congresso è uno zerbino. Come ha detto un recente direttore della Cia, Mike Pompeo, parlando del suo mandato: “Ero il direttore. Mentivamo, imbrogliavamo, rubavamo. Avevamo interi corsi di formazione. Tutto questo ti ricorda la gloria dell’esperimento americano”.

La Cia fu istituita nel 1947 come successore dell’Office of Strategic Services (Oss). L’Oss aveva svolto due ruoli distinti durante la Seconda guerra mondiale, l’intelligence e la sovversione. La Cia assunse entrambi i ruoli. Da un lato, doveva fornire informazioni al governo. Dall’altro, sovvertire il “nemico”, cioè chiunque il presidente o la Cia definissero tale, utilizzando un’ampia gamma di misure: assassinii, colpi di Stato, inscenare disordini, armare gli insorti e altri mezzi.

Quest’ultimo ruolo si è rivelato devastante per la stabilità globale e lo Stato di diritto statunitense. Un ruolo che la Cia continua a perseguire anche oggi. In effetti, si tratta di un esercito segreto, capace di creare scompiglio nel mondo senza alcuna responsabilità. Quando il presidente Dwight Eisenhower decise che l’astro nascente della politica africana, il democraticamente eletto Patrice Lumumba dello Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo), fosse il “nemico”, la Cia cospirò nel suo assassinio nel 1961 (…)

Nei suoi 77 anni di storia, la Cia è stata chiamata a rispondere pubblicamente solo una volta, nel 1975. Quell’anno, il senatore dell’Idaho Frank Church guidò un’indagine del Senato che rivelò la scioccante furia della Cia in fatto di assassinii, colpi di Stato, destabilizzazione, sorveglianza, torture ed “esperimenti” medici stile Mengele. La denuncia da parte del Comitato Church degli scioccanti illeciti Cia è stata recentemente raccontata in un superbo libro del reporter investigativo James Risen, The Last Honest Man: The CIA, the FBI, the Mafia, and the Kennedys-and One Senator’s Fight to Save Democracy.

(…) Si pensi se le operazioni canaglia della Cia fossero state consegnate alla storia in seguito ai crimini denunciati dal Comitato Church (…). Ma non è stato così. La Cia ha potuto ben ridere per ultima – o meglio, ha fatto piangere il mondo – mantenendo il ruolo preminente degli Usa nella politica estera, comprese le azioni di sovversione all’estero.

Dal 1975 ha condotto operazioni segrete a sostegno degli jihadisti islamici in Afghanistan, distruggendolo completamente e dato origine ad al Qaeda. Ha probabilmente condotto operazioni segrete nei Balcani contro la Serbia, nel Caucaso contro la Russia e in Asia centrale contro la Cina, tutte effettuate con l’impiego di jihadisti. Negli anni 2010 ha condotto operazioni mortali per rovesciare la Siria di Bashir al-Assad, sempre con l’apporto di jihadisti islamici. Per almeno 20 anni è stata profondamente coinvolta nel fomentare la crescente catastrofe in Ucraina, compreso il violento rovesciamento del presidente Viktor Yanukovych nel febbraio 2014, che ha innescato la devastante guerra che ora sta travolgendo l’Ucraina.

Cosa sappiamo di queste operazioni? Solo le parti che gli informatori, alcuni intrepidi reporter investigativi, una manciata di coraggiosi studiosi e alcuni governi stranieri sono stati disposti o in grado di raccontarci, con potenziali testimoni consapevoli di andare incontro a gravi ritorsioni da parte del governo statunitense. La responsabilità dello stesso governo americano è stata scarsa o nulla, così come la supervisione o la limitazione imposta dal Congresso. Al contrario, il governo ha aumentato l’ossessione per la segretezza, perseguendo azioni legali aggressive contro la divulgazione di informazioni classificate, anche quando, o soprattutto quando, tali informazioni descrivono le azioni illegali del governo stesso.

Di tanto in tanto, un ex funzionario statunitense ha vuotato il sacco, come quando Zbigniew Brzezinski ha rivelato di aver indotto Jimmy Carter a incaricare la Cia di addestrare gli jihadisti islamici per destabilizzare il governo dell’Afghanistan, con l’obiettivo di indurre l’Unione Sovietica a invadere quel Paese.

Nel caso della Siria, abbiamo appreso da alcuni articoli del New York Times nel 2016 e 2017 delle operazioni sovversive della Cia per destabilizzare la Siria e rovesciare Assad, come ordinato dal presidente Barack Obama. Ecco il caso di un’operazione della Cia terribilmente sbagliata, in palese violazione del diritto internazionale, che ha portato a un decennio di caos, a un’escalation della guerra regionale, a centinaia di migliaia di morti e a milioni di sfollati, eppure non c’è stato un solo riconoscimento onesto di questo disastro da parte della Casa Bianca o del Congresso.

Nel caso dell’Ucraina, sappiamo che gli Usa hanno svolto un ruolo importante, e segreto, nel violento colpo di Stato che ha fatto cadere Yanukovych e che ha trascinato l’Ucraina in un decennio di spargimenti di sangue, ma a tutt’oggi non ne conosciamo i dettagli. La Russia ha offerto al mondo una finestra sul colpo di Stato intercettando e poi pubblicando una telefonata tra Victoria Nuland, allora vicesegretario di Stato americano (ora sottosegretario di Stato) e l’ambasciatore americano in Ucraina Geoffrey Pyatt (ora vicesegretario di Stato), in cui si progettava il governo post-golpe. Dopo il colpo di Stato, la Cia ha addestrato segretamente le forze operative speciali del regime post-golpe che gli Usa avevano contribuito a portare al potere. Il governo statunitense ha taciuto sulle operazioni segrete della Cia in Ucraina.

(…) Chiedere alla Cia di rendere conto all’opinione pubblica è ovviamente una strada in salita. I presidenti e il Congresso non ci provano nemmeno. I media tradizionali non indagano preferendo invece citare “alti funzionari anonimi” e l’insabbiamento ufficiale. I media mainstream sono pigri, subornati, timorosi per gli introiti pubblicitari del complesso militare-industriale, minacciati, ignoranti o tutte queste cose? Chi lo sa.

 

OPERE DI JEFFREY SACHS

 

Terra, popoli, macchine. Settantamila anni di globalizzazione - Jeffrey D. Sachs - copertina

Luiss University Press, 2020

La cooperazione globale è oggi di vitale importanza non soltanto per il controllo delle malattie, ma anche per affrontare questioni urgenti come quella del controllo del cambiamento climatico indotto dall’uomo; la tutela della biodiversità; il controllo e la riduzione del grande inquinamento dell’aria, del suolo e degli oceani; l’uso appropriato e la governance di Internet; la non proliferazione di armi nucleari; l’evitare migrazioni forzate di massa e la sempre presente sfida per evitare o porre fine a conflitti violenti. Tutte queste sfide devono essere affrontate in un mondo che troppo spesso è diviso, diffidente e distratto e, ora, preoccupato per una nuova zoonosi che si è tramutata di colpo in una nuova pandemia. Questo libro non fornirà risposte semplici o antidoti a questi mali e minacce. La storia della globalizzazione è la storia delle gloriose imprese e delle atrocità compiute dall’umanità, dei danni che a volte ci siamo inflitti da soli e della complessità del progresso umano che avviene nel mezzo di continue crisi. La globalizzazione, potremmo dire, prevede l’intricata interazione tra geografia fisica, istituzioni umane e conoscenze tecniche. Spero che questo libro farà chiarezza sulla lunga storia dei nessi reciproci globali e sul ruolo della globalizzazione nel modellare la nostra umanità e le nostre vite.

 

NEL LINK TROVI ALMENO ALTRI 5 LIBRI PUBBLICATI IN ITALIANO, QUELLO SOPRA E’ IL PIU’ RECENTE.

https://www.ibs.it/libri/autori/jeffrey-d.-sachs

 

 

volendo potete rileggere i due testi  sul Summit di pace a Vienna nel giugno dell’anno scorso, dove si citano ( molto pre-videnti ) Chomsky e Sachs

LORENZO GIARELLI:: Il summit internazionale di Vienna per la pace in Ucraina. Da Chomsky a Sachs, l’internazionale pacifista ora c’è. Oggi atteso Lula. + Giuseppe Cassini, Il manifesto 10 giugno

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FRANCESCO CAVALLI, ” DAMMI MORTE “– DA L’ARTEMISIA (1657) –GRUPPO L’Arpeggiata, diretto da Christina Pluhar —SOPRANO: NURIA RIAL

 

 

Miracolo D´Amore: Raquel Andueza y Xavier Sabata recuperan a Francesco  Cavalli - MusicaAntigua.com

da : MusicaAntigua.com

 

 

Francesco Cavalli (Crema, nella Repubblica di Venezia,  1602 – Venezia1676) è stato un compositore italiano, tra i maggiori del XVII secolo.

 

Risultati immagini per francesco cavalli dammi morte

 

 

 

 

 

Dammi morte, o libertà,

Cieco Amor, che tante pene,

Tanti guai, tante catene

Sostener il cor non sa.

Dammi morte, o libertà,

Troppo è dura servitù

E martir troppo severo

Adorar un Idol fiero,

Una rigida beltà.

Dammi morte, o libertà.

 

 

Immagine correlata

 

Christina Pluhar (Graz1965) è una tiorbista (suonatore di tiorba, vedi sotto) e conduttrice austriaca, nonché capo del gruppo musicale L’Arpeggiata fondato da lei nel 2000 a Parigi, dove vive dal 1992.

 

Theorbo.png

tiorba

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IL CALIGO E’ UNA NEBBIA, UNA CALIGINE ( DAL LATINO ) CHE VIENE DAL MARE DURANTE LA NOTTE E NELLA PRIMA MATTINA E CHE HA COPERTO LA NOSTRA GENOVA— pare che questo fenomeno esista solo in Liguria e in Sicilia, ma sono voci–

 

foto bellissime

notizie da Il Foglio – le ho messo al fondo..
https://www.ilfoglio.it/cronaca/2021/02/25/video/effetto-caligo-su-genova-la-citta-avvolta-dalla-nebbia-arrivata-dal-mare-1938764/

 

 

 

 

 

Caligo: Genova si sveglia (ancora) nella nebbia, le foto più belle

 

 

 

Caligo a Genova. La nebbia che viene dal mare. - YouTube

 

 

 

CALIGO o «nebbia di mare» avvolge Genova: ma di cosa si tratta?

 

 

 

 

Lumsanews on Twitter: "Una fitta nebbia è arrivata dal mare calando sulla città di #Genova. Caligo è il nome scientifico di questo effetto #meteo molto raro in Italia. #Lumsanews (Foto ANSA)… https://t.co/Cox9ZG3mQ1"

 

 

 

 

Caligo: la nebbia marina | Quid Novi Ale

 

 

 

 

Il Caligo avvolge la costa ligure, lo spettacolo della nebbia di mare - VIDEO - Liguria Oggi

 

 

 

 

Il porto di Genova avvolto nella nebbia: la caligo sale sulle banchine / Gallery - Shipmag

 

 

 

Genova rapita da Caligo, la "nebbia di mare" che ha nascosto la città

 

 

 

TELENORD - Sulla Liguria arriva 'caligo': lo spettacolo insolito della nebbia sul mare

 

 

 

Foto Meteo: Il Caligo Si Tocca Con Mano « 3B Meteo

 

 

 

La notte della caligo, e Genova scompare nella nebbia - la Repubblica

 

 

 

 

Caligo: Genova si sveglia (ancora) nella nebbia, le foto più belle

 

 

 

 

Caligo a Genova, la nebbia di mare che avvolge la città - Il Secolo XIX

 

 

 

 

 

 

 

 

Gianni Brera diceva che a Genova non si poteva fare calcio per colpa della “macaia“. Una sorta di mare di nuvole, che rende il panorama surreale. Un fenomeno tipico della Liguria, che ha inventato questo nome storpiandolo non si sa da dove – c’è chi dice dal greco (malakia, languore) o forse dal latino (malacia, bonaccia) oppure dall’inglese (muggy air). Il nome tecnico è “nebbia da avvezione”: è una particolare condizione meteorologica che si verifica quando spira il vento di scirocco, il cielo è coperto e l’umidità elevata va a sbattere contro l’Appennino. Il termine ha assunto nel tempo anche un significato metaforico, indicando un particolare stato d’animo melanconico e cupo. “Macaia, scimmia di luce e di follia, foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia”, canta Paolo Conte, che l’ha resa celebre anche fuori da Genova.

 

Quella che questa notte ha circondato la Lanterna e il Matitone, e trasformato la Liguria in San Francisco, è un fenomeno molto simile. Una nebbia improvvisa, anche lei salita dal mare, che ha avvolto la zona costiera da Genova a La Spezia. In dialetto si chiama “caligo”. È  una nebbia che si forma improvvisamente, data dalla forte differenza di temperatura tra l’acqua del mare – fredda, com’è normale che sia in pieno inverno – e quella dell’aria quando giunge il flusso dell’anticiclone africano. L’acqua marina al contatto con l’aria mite in scorrimento sopra la superficie evapora e poi condensa rapidamente formando minuscole goccioline di vapore che, se la temperatura dell’aria lo consente, si tramutano in nebbia che vien spinta fin sulle coste dalle brezze marine.

Questo fenomeno si verifica soprattutto in primavera, quando sopra a un mare ancora freddo scorrono le prime masse d’aria calda in risalita da sud, figlie di una rimonta dell’alta pressione africana. Oggi il caligo non gode più della triste fama di una volta, perché tutte le barche hanno ormai una bussola a bordo. Un tempo, quando questo muro di nebbia fitta poteva far perdere l’orientamento – specie ai sottili e bassi gozzi –, era provvidenziale l’intervento delle campane, suonate da quei campanili sproporzionatamente alti della Liguria – per aiutare pescatori a ritrovare la direzione di casa.

 

 

Oggi il Golfo Dianese si nasconde sotto la “macaia” o “caligo”, nebbia che si sviluppa sul mare quando questo è freddo rispetto all’aria sovrastante. Un sottile mare di nuvole sopra il mare.

la foto nel link

https://www.instagram.com/p/CLt5oM7hEvq/?
utm_source=ig_embed&ig_rid=482a03b3-47ef-4276-ad9e-e00de5da9829

 

 

ripeto : testo e il link con foto di Instagram — è tutto da 

IL FOGLIO- ENRICO CICCHETTI  

https://www.ilfoglio.it/cronaca/2021/02/25/video/effetto-caligo-su-genova-la-citta-avvolta-dalla-nebbia-arrivata-dal-mare-1938764/

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I Peanuts del Post — caso mai si affacciassero i Donatelli …

 

 

 

https://www.ilpost.it/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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video Mondadori 1h 16 min. ca — Le radici storiche di un conflitto secolare – Parla::: LORENZO KAMEL, Terra contesa Israele, Palestina e il peso della storia, CAROCCI EDITORE, 2023 ( 1a ristampa )

 

al min. 4.17  inizia a parlare il Prof. Lorenzo Kamel ( prima notizie sul corso valido come punteggio )  – 15 gennaio 2024

 

il prof. Kamel finisce la sua lezione al min/ora :  1h.02  e iniziano le domande . 1.  Il dominio turco  : quale rapporto con la popolazione ebraica– 2. Il Sionismo come movimento politico e le forze europee.  Come si è formata questa mentalità isolazionista che lei ci ha presentato / se è in rapporto al tipo di vita che gli Ebrei facevano in Europa che, in seguito, hanno esportato. Se c’erano degli elementi che erano contrari..

 

Lo scoppio della guerra arabo-palestinese-israeliana del 1948 rappresentò una sorta di tsunami per l’intero Medio Oriente, con ripercussioni tuttora visibili anche a livello globale. Non fu l’inizio del più lungo conflitto della storia contemporanea, bensì la fase finale di uno scontro iniziato almeno sei decadi prima. La lezione fa luce sulle radici più profonde di tale retroterra, riavvolgendo il filo del discorso intorno a un concetto che lega quel tragico passato a un funesto presente: «il rifiuto».

 

Si parlerà di: Palestina a cavallo del Novecento. Si stima che nella Palestina degli anni Sessanta dell’Ottocento vivessero circa 411.000 individui. Chi erano queste persone? Dove vivevano e come si autopercepivano? «Rifiuto» e «separazione». Nel 1907 l’ottavo congresso sionista creò un dipartimento per la colonizzazione della Palestina, inviando a questo scopo Arthur Ruppin, il cui obiettivo era di dar vita a «un contesto ebraico e un’economia ebraica chiusa, in cui produttori, consumatori e intermediari siano tutti ebrei». Il concetto di «rifiuto» era ben presente nell’approccio e nella mentalità di Ruppin. Muri fisici e mentali. I primi «scontri strutturali» tra le diverse comunità vennero registrati a Giaffa nel marzo del 1908, per poi proseguire negli anni successivi. Nell’arco di appena due decadi si registrarono un numero di casi di violenze di massa di gran lunga superiore rispetto ai complessivi quattro secoli precedenti. Il primo omicidio politico nella comunità sionista in Palestina. Jacob Israel de Haan (1881-1924), giurista olandese che si oppose con forza ad alcuni aspetti del sionismo, fu vittima di quello che è considerato il primo omicidio politico avvenuto all’interno della comunità sionista nella Palestina mandataria. Il suo omicidio è lo specchio di fratture dense di significati. L’extra-territorializzazione della terra. La questione della extra-territorializzazione della Palestina fu quella che più colpì l’inviato britannico John Hope-Simpson nel corso dei sopralluoghi che compì in loco nel 1929. A questo proposito notò che «Il risultato dell’acquisto di suolo in Palestina da parte del Fondo Nazionale Ebraico è che la terra è stata extraterritorializzata. Cessa di essere terra da cui l’arabo può trarre vantaggio, ora o in qualsiasi momento futuro». Alla data del dicembre 1946, anno dell’ultima rilevazione ufficiale effettuata in materia, la somma di suolo acquistato dalle organizzazioni sioniste corrispondeva al 6 percento del totale della terra oggetto della spartizione suggerita dall’ONU.

 

 

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Immagine

 

 

Terra contesa

 

 

Terra contesa

Israele, Palestina e il peso della storia

Lorenzo Kamel

  • EDIZIONE:   Maggio 2022
  • ULTIMA RISTAMPA:   1a 2023
  • COLLANA:   Frecce
  • CAROCCI EDITORE, 2023

 

Il volume fa luce sulle origini più profonde di una disputa iniziata molto prima del 1947, l’anno della partizione della Palestina da parte dell’ONU. Il ruolo delle religioni, lo sviluppo e la cristallizzazione delle identità, il possesso della terra, le strategie delle grandi potenze e quelle dei paesi arabi, l’antisemitismo e le discriminazioni, le prospettive dal basso degli abitanti che da oltre un secolo si contendono pochi chilometri quadrati: ognuno di questi tasselli è parte di un mosaico in cui spiccano le cicatrici della storia e vengono meno le verità assolute proprie di larga parte delle narrazioni correnti. Avere il controllo di questi luoghi millenari significa interpretarne il passato. È un aspetto che è rimasto costante nel corso dei secoli. Solo gli interpreti sono cambiati.

 

 

Nota sulle traslitterazioni e traduzioni
Introduzione. La semplificazione dell’“altro”


1. Il baricentro degli equilibri
Un «Jewish client State»/Imperialismo culturale: l’influenza del Palestine Exploration Fund/Suez e Cipro, il baricentro degli equilibri

2. Palestinesi, arabi ed ebrei
Chi sono i palestinesi?/La crescita demografica/Che cos’è la Palestina?

3. La terra di chi?
Il contesto riformista/La classificazione della terra

4. L’impatto del sionismo
«Leshana haba’ah biYerushalaim!»/Sionismo travisato/Gli effetti sul campo

5. Sion-Londra: «il punto archimedeo»
L’ascesa di Berlino/Nonostante tutto, Londra/Antisemitismo made in England: verso la Dichiarazione Balfour

6. Garden Suburb, alle radici della Dichiarazione Balfour
I “non ebrei” di Palestina/La “Dichiarazione Lloyd George”/Tempi messianici/La “porta della speranza” di Mark Sykes/Gli anni del Garden Suburb, il punto di svolta

7. Hajj Amīn al-H. usaynī e il Supremo consiglio musulmano: la longa manus di Londra
Imperium in imperio/Il “Gran Muftī” di Gran Bretagna?/I perché di una nomina/Verso una nuova storiografia palestinese

8. Il Mandato di Palestina: la legittimazione del processo di semplificazione
I nuovi volti del colonialismo/La Conferenza di Sanremo: un diritto esclusivo ebraico sulla Palestina?/La nomina di Samuel e l’entrata in scena di Churchill/La creazione dell’Emirato di Transgiordania

9. Il ruolo delle Nazioni Unite: due diritti, una terra
Profughi arabo-palestinesi e profughi ebrei/Gli ebrei espulsi dai paesi arabi

10. Il tentativo di “rientrare nella storia”
La percezione degli archivi/Il deficit archivistico/Il caso di Abu Dis/Gli archivi in fieri

Conclusioni. Disimparare per reimparare

Il processo di appropriazione
Il processo di fossilizzazione
Il processo di semplificazione


Note
Abbreviazioni
Bibliografia
Indice dei nomi

 

 

 

 

 

Lorenzo Kamel

Lorenzo Kamel

Ha insegnato e condotto ricerche in università italiane ed estere, tra cui l’Università di Harvard – presso cui ha afferito per quattro anni –, la Albert-Ludwigs-Universität Freiburg – dove è stato Marie Curie Fellow – e l’Università Ayn Shams del Cairo. Dal 2018 è professore associato di Storia globale e Storia del Medio Oriente e del Nord Africa all’Università di Torino e direttore delle collane editoriali dell’Istituto Affari Internazionali (IAI). Ha vissuto in Israele – conseguendo anche un master biennale in Israel Studies alla Hebrew University – e in Palestina, dove ha trascorso un anno all’Università Birzeit. Tra i suoi volumi: Ripensare la Storia (2021), The Middle East from Empire to Sealed Identities (2019), Imperial Perceptions of Palestine: British Influence and Power in Late Ottoman Times (2015).

se vi interessa, nel link trovate un profilo del prof. Kamel che direi esauriente
https://www.sissco.it/soci/kamel-lorenzo/

 

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+++ IL FATTO QUOTIDIANO — 19 FEBBRAIO 2024 – VIDEO, 4.22min :: Lo storico Kamel: “Gli appelli dell’Occidente a Israele per fermare i bombardamenti? Frasi di circostanza, le pressioni concrete sono ben altro

 

PER IL VIDEO APRI QUI

https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/19/lo-storico-kamel-gli-appelli-delloccidente-a-israele-per-fermare-i-bombardamenti-frasi-di-circostanza-le-pressioni-concrete-sono-ben-altro/7450871/?pl_id=4&pl_type=category

 

 

Gli appelli della comunità internazionale a Israele perché fermi i bombardamenti? Nel disegno di legge che il Senato federale americano ha appena votato sono stati bloccati i finanziamenti all’Unrwa, si dà luce verde a più aiuti militari a Israele e si impone un controllo più severo sugli aiuti a Gaza. Quindi, non so bene di quali pressioni concrete della comunità internazionale stiamo parlando, al di là delle frasi di circostanza”. Così, ai microfoni di Effetto Giorno (Radio24), Lorenzo Kamel, professore di Storia Contemporanea all’Università di Torino e uno dei massimo esperti della questione israelo-palestinese, commenta il no del premier israeliano Benjamin Netanyahu agli appelli dell’Occidente affinché riconosca lo Stato della Palestina e cessi il fuoco.

Lo storico, autore di Terra Contesae di Israele-Palestina. Due storie, una speranza, sottolinea: “Io so solo che giorni fa un istituto israeliano ha pubblicato uno studio in cui viene mostrato che alla data del primo gennaio 2024 il numero dei coloni israeliani in Cisgiordania è aumentato di 68mila unità negli ultimi 4 anni. E so anche che il 26 febbraio cade il primo anniversario del progrom di Huwara, un villaggio in Cisgiordania dove lo scorso anno i coloni israeliani hanno scatenato l’inferno, bruciando auto e case anche con persone all’interno. Però lo scorso anno nessuno ha fatto alcuna pressione per fermare queste dinamiche”.

Al conduttore della trasmissione, Alessio Maurizi, che gli chiede perché gli Usa, l’Ue e il ministro italiano degli Esteri Tajani a voce criticano l’azione di Israele a Gaza senza riuscire nei fatti a fermare Netanyahu, Kamel risponde facendo un parallelismo col caso Regeni: “In Italia ci sono state proteste enormi per sapere la verità, anche con l’esposizione di tanti politici, però sappiamo anche che ci sono interessi strutturali legati alle armi e al petrolio per il quale siamo in prima linea in Egitto con le nostre società di energia. Quindi – continua – diamo un segnale contrastante: da un lato, chiediamo ad Al Sisi la verità sull’omicidio di Giulio Regeni, dall’altro, nei fatti concreti, per noi il regime di Al Sisi può continuare tranquillamente a fare quello che vuole perché i nostri interessi sono troppo strutturali per metterli in dubbio. Dobbiamo sempre stare attenti alle parvenze: è vero che le voci di protesta contro Israele stanno crescendo, ma poi c’è la realpolitik“.

Kamel, infine, si pronuncia sul tanto sbandierato mantra del “due Stati per due popoli”: “Quando si costruisce un edificio, si parte sempre dal primo piano, non dal tetto. Il primo piano è la valutazione dei due popoli, poi si può pensare a federazioni e a tanto altro. Se la comunità internazionale poi non va nel concreto a fare pressioni perché ciò avvenga, anzi sono parte strutturale dei problemi in loco, ovviamente quello dei due popoli e dei due Stati diventa uno slogan, per giunta dannoso, perché permette alla parte più forte di continuare le proprie politiche sul territorio”.

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tiziana campodoni  @tizianacampodon – – 19 febbraio 2024 – 17.47 /17.50 ecc.

 

 

 

 

tullio #Pericoli Eduardo De Filippo

17.46 –

 

 

 

#Pericoli Eugenio Montale

 

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17.47 –

 

 

Tullio #Pericoli Georges Perec

 

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17.48

 

 

 

George Bernard Shaw by David Levine

 

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#Pericoli, Anna Achmatova

 

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#Pericoli Giorgio Bassani

 

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Tullio #Pericoli Thomas Mann 1990

 

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Tullio #Pericoli Guido Ceronetti

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Tullio #Pericoli Robert Walser

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#Pericoli, Johann Wolfgang Goethe

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Tullio #Pericoli Robert Musil, 1986

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Tullio #Pericoli Carlo Emilio Gadda

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ANSA.IT 19 FEBBRAIO 2024 – 15.02 :: La vedova di Litvinenko, ‘Putin un mostro, ha ucciso di nuovo’. ‘Non ho dubbi sulla sua responsabilità’ -ha detto a Sky News Breakfast.

 

nota — gli agenti dell’ Fsb sono gli eredi del Kgb

 

ANSA.IT 19 FEBBRAIO 2024 – 15.02
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/02/19/la-vedova-di-litvinenko-putin-un-mostro-ha-ucciso-di-nuovo_42b2f792-c2bd-4046-ad89-6aa2a0365440.html

 

La vedova di Litvinenko, ‘Putin un mostro, ha ucciso di nuovo’.

‘Non ho dubbi sulla sua responsabilità’

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

“Non puoi aspettarti nient’altro da Putin”, è un “mostro, ha ucciso di nuovo”.

E’ quanto ha detto Marina Litvinenko, la moglie dell’ex agente dell’Fsb morto a Londra per un avvelenamento da polonio nel 2006, a Sky News Breakfast.

La vedova di Litvinenko ha detto di essere “scioccata” dalla morte di Navalny, ma di “non avere dubbi” sulla responsabilità del presidente russo.

    Alla domanda se avesse paura di parlare contro il regime di Mosca, ha risposto di “no”, aggiungendo che vivere nella paura sarebbe ciò che Putin vuole.
“Penso di più alle persone che vivono in Russia, hanno vite più pericolose”, ha aggiunto sottolineando che “hanno bisogno di sostegno e noi viviamo qui in Occidente, dobbiamo sostenere queste persone in Russia.
Dobbiamo fare di tutto per salvare la vita di queste persone, altrimenti il regime di Putin raggiungerà il suo scopo”.

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NEXTA@nexta_tv — 16.34 + 17.10 — ANSA.IT — 19 FEBBRAIO 2024 – 16.45 :: Disertò con l’elicottero verso l’Ucraina, il pilota russo è stato ucciso in Spagna. ‘Maxim Kuzminov trovato con diverse ferite da arma da fuoco’

 

 

NEXTA @nexta_tv — 16.34

 

#Spain è stato trovato morto il russo Maxim Kuzminov, che dirottò un elicottero Mi-8 per le forze armate ucraine nell’agosto 2023. In Russia, contro il giovane è stato aperto un procedimento penale ai sensi dell’articolo sul “tradimento dello Stato”. Due giovani che erano con #Kuzminov nell’elicottero sono stati colpiti da colpi di arma da fuoco dopo l’atterraggio a #Ukraine . Già nell’ottobre 2023, i propagandisti in onda su Russia-1, citando funzionari anonimi dell’intelligence, affermavano che Kuzminov “non vivrà abbastanza per vedere il processo” perché i servizi segreti “hanno già ricevuto l’ordine”. UPD: Finora non c’è alcuna conferma ufficiale della morte di Kuzminov né da parte russa né da parte ucraina. I giornalisti hanno notato che i media spagnoli, senza specificare il nome, hanno riferito della morte di un ucraino di 33 anni, trovato con ferite da arma da fuoco. Allo stesso tempo, Kuzminov aveva 28 anni.

NEXTA @nexta_tv — 17.10 – 19-02-’24

La direzione principale dell’intelligence dell’Ucraina ha confermato la morte del pilota russo Maxim Kuzminov che ha dirottato un elicottero Mi-8 per l’AFU “Possiamo confermare il fatto della morte”, ha detto il portavoce dell’agenzia Andriy Yusov in un commento a RBC-Ucraina.

 

 

 

ANSA.IT — 19 FEBBRAIO 2024 – 16.45
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/02/19/diserto-con-lelicottero-il-pilota-russo-ucciso-in-spagna_3156abca-bb37-428c-9596-61de987c7ec5.html

 

Disertò con l’elicottero, il pilota russo ucciso in Spagna.

‘Maxim Kuzminov trovato con diverse ferite da arma da fuoco’

ANSACheck

 

 

 

 

 

© ANSA/EPA

© ANSA/EPA

Il pilota russo Maxim Kuzminov, che dirottò un elicottero militare russo Mi-8 per le forze armate ucraine nell’agosto 2023, è stato trovato morto in Spagna con diverse ferite da arma da fuoco.

Lo riferiscono diversi media online tra cui Nexta e l’agenzia Tass, con quest’ultima che cita media spagnoli.

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IL FATTO QUOTIDIANO — 19 FEBBRAIO 2024 : Novichok, cos’è e che effetti ha il veleno che potrebbe aver ucciso Alexei Navalny (e che gli avevano somministrato già nel 2020 )- Così sostiene la moglie Julijia + video di Julia ( 5 min ) – IL FATTO DI OGGI

 

 

 

IL FATTO QUOTIDIANO — 19 FEBBRAIO 2024
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/19/novichok-cose-e-che-effetti-ha-il-veleno-che-potrebbe-aver-ucciso-alexei-navalny-e-che-gli-avevano-somministrato-gia-nel-2020/7451642/

 

 

Novichok, cos’è e che effetti ha il veleno che potrebbe aver ucciso Alexei Navalny (e che gli avevano somministrato già nel 2020)

Novichok, cos’è e che effetti ha il veleno che potrebbe aver ucciso Alexei Navalny (e che gli avevano somministrato già nel 2020)

“Nascondono il suo corpo – dice Navalnaya ( La moglie ) in riferimento alle autorità russe – attendendo quando svaniranno le tracce dell’ennesimo Novichok di Putin“. È questa l’ipotesi di Julija Borisovna Naval’naja in merito alla morte del marito Alexei: avvelenamento da Novichok, come già accaduto nel 2020, quando Navalny era già stato avvelenato e i risultati dei test tossicologici eseguiti all’ospedale Charité di Berlino ne avevano confermato la presenza nei campioni.

Novichok in russo significa “nuovo arrivato” e indica una classe di potenti neurotossine sviluppate in Unione Sovietica e in Russia negli anni ’80 e ’90. Si tratta di una delle sostanze più temute prodotte dalla Russia e in passato già usata per avvelenare gli oppositori del presidente Vladimir Putin. Un agente nervino chimico appartenente al gruppo Novichok era stato utilizzato ad esempio per avvelenare l’ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia Salisbury, in Inghilterra, il 4 marzo del 2018.

I Novichok sono agenti nervini realizzati per non essere tracciabili, per essere permeabili rispetto agli abiti di protezione chimica della Nato e per essere adatti ad aggirare la Convenzione sulle Armi Chimiche. Invece di essere in dispersione in un gas o nel vapore, sono associati a una polvere ultra-fine. La loro assunzione aumenta la contrazione involontaria di tutti i muscoli, conducendo all’arresto sia respiratorio sia cardiaco e infine alla morte. La sintomatologia di un avvelenamento da Novichok può ricordare quella di un infarto, rendendo difficile l’identificazione. Esistono antidoti come l’atropina, che può essere utilizzata per trattare l’avvelenamento, ma non esclude la possibilità di danni permanenti.

Questi agenti nervini sono stati creati e sviluppati a  Shikhany, una cittadina russa a quasi 1.000 km da Mosca. È questo il parere di Hamish de Bretton-Gordon, un esperto di armi chimiche interpellato dal Guardian nel 2018, che spiega come nella cittadina ci fosse un importante centro di ricerca scientifica e chimica citato anche in un report che, diversi anni fa, la Russia ha sottoposto all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac).

 

 

video– 5 min. ca

La sfida di Yulia Navalnaya: “Putin ha ucciso mio marito, continuerò il lavoro di Alexei”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/19/la-sfida-di-yulia-navalnaya-putin-ha-ucciso-mio-marito-continuero-il-lavoro-di-alexei/7451472/

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Prima pagina del Manifesto di ieri – 18 febbraio 2024 — mi sembra carina ! — anche Mircol & Maicol, no ?

 

 

Prima Pagina Il Manifesto 18/02/2024

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Claude Monet –Bracci della Senna vicino a Giverny – 1897 -Olio su tela H.73.2 cm; L.93,0 cm. – Grand Palais- Musée D’orsay- Parigi

 

 

Claude Monet - Bras de Seine vicino a Giverny

 

 

questa foto è del

MUSEE D’ORSAY-  PARIGI

https://www.musee-orsay.fr/fr/oeuvres/bras-de-seine-pres-de-giverny-21121

 

 

Vi mostro altre foto della stessa opera, che la rendono più attuale…soprattutto ” particolare ” nella produzione di Monet:

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Parte d’Arte

Claude Monet, Mattino sulla Senna, vicino Giverny, 1897

 

 

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da Wikipedia

 

 

Arti Libere

 

 

 

Claude Monet. Morning on the Seine near Giverny

Arthive- 1896

 

 

 

 

Il Philbrook Museum of Art

 

 

 

chiara : mi viene l’idea che si tratti di due opere ” simili ” di Monet, una del 1896 e l’altra del 1897–

quello che ho trovato sulle notizie del Musee D’Orsay è :

_ La Senna Giverny è del 1897

_ del 1896 è un quadro tutto diverso:

 

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che si intitola ” Esondazione ” (1896 ),  e si trova a London, National Gallery

Questo scorcio campestre testimonia l’esondazione del fiume Epte, un immissario della Senna, nell’autunno del 1896 presso Giverny, dove Monet si era trasferito nel 1883.

 

da : https://it.wikipedia.org/wiki/Esondazione_(Monet)

 

 

questo la riproduzione della National Gallery

 

 

che permette anche la foto di un ingrandimento::

(ENFlood Waters, su nationalgallery.org.uk. 

 

 

 

 

seguono le foto di Wikipedia in inglese che mi pare che giustifichino   quelle riprodizione con un  azzurro viola..

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_paintings_by_Claude_Monet#/media/File:W_1436a_-_Claude_Monet_Morning_on_the_Seine_near_Giverny_(1896).png

 

 

 

non definito

Mattina sulla Senna, 1897

 

 

 

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Braccio della Senna vicino a Giverny

Monet – Seine-Arm bei Giverny.jpg – 1897

 

 

 

 

non definito

Claude Monet Mattina sulla Senna vicino a Giverny (1896)

Claude Monet – Flickr

 

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Monet – Mattina sulla Senna, vicino a Giverny, 1896

Claude Monet  https://www.mfa.org/collections/object/morning-on-the-seine-near-giverny-32693

 

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In Puglia i mandorli sono già fioriti — il fiore di mandorlo è bianco o leggermente rosato—

 

 

 

Biscotto di Ceglia Messapica. Presidio Slow Food

logo-secondary

 

 

 

Mandorla — link sopra

 

 

 

 

Clima, Coldiretti Puglia: "Quasi 5 gradi in più a marzo, la natura fiorisce"

da : Andriaviva

 

 

 

Boccioli Di Mandorle Bellissime Fotografia Stock - Immagine di albero, nave: 172949238

DREAMSTIME

 

 

 

 

Masseria Baroni Nuovi - Country House in Salento | I MANDORLI IN FIORE DI MASSERIA BARONI NUOVI

Masseria Baroni Nuovi

 

 

 

Puglia, mandorli in fiore e si schiudono le gemme di pesche e albicocche

Noi Notizie

 

 

 

Il mandorlo: coltivazione e caratteristiche dell'albero | OdC

Il mandorlo leggermente rosato
da: Orto Da Coltivare

 

 

 

 

 

mandorloMandorlo - iFarmers

Mandorlo

 

 

 

 

 

 

Fiori di ciliegio, fiori bianchi primaverili Foto stock - Alamy

 

 

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alwaysrt @rtformyfriends – 19.21 — 20 dicembre 2023– grazie, sono zucche bellissime di diversi colori che insieme si accendono e ci danno gioia !| ciao

 

 

I found some fresh organic pumpkins at the supermarket today

traduz Google

Ho trovato alle zucche fresche e organiche nel supermercato oggu–

Voglio mostravi come sono belle lucenti e colorate

 

 

Immagine

 

 

 

TREVIGLIO – LINK IMAGINE SOTTO LA BELLISSIMA FOTO

 

CEL Treviglio

 

 

 

 

Raccolta di autunno zucche colorate e zucche in diverse varietà. - 73686577

QUESTE BELLEZZE SONO DI:

// IT,123RF,COM / PHOTO_73686577_RACCONTA DI AUTUNNO ZUCCHE COLORATE IN DIVERSE VARIETA’

https://it.123rf.com/photo_73686577_raccolta-di-autunno-zucche-colorate-e-zucche-in-diverse-variet%C3%A0.html

 

 

 

nota __ magari domani proseguiamo com altre ricerche di zucche già raccolte e già fotografate

 

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ANSA.IT — 15 FEBBRAIO 2024 :: Alzheimer, diagnosi più veloce grazie alle nuove linee guida. Ridurranno del 70% gli esami inutili + note +++ video ( 8 min. ca ) — molto chiaro e semplice

 

 

ANSA.IT — 15 FEBBRAIO 2024
https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2024/02/15/alzheimer-diagnosi-piu-veloce-grazie-alle-nuove-linee-guida_5f0e0d57-0a7c-4916-a818-b48d8a4e4e98.html

 

 

Alzheimer, diagnosi più veloce grazie alle nuove linee guida.

Ridurranno del 70% gli esami inutili

ANSACheck

 

 

Alzheimer, diagnosi più veloce grazie alle nuove linee guida - RIPRODUZIONE RISERVATA

Alzheimer, diagnosi più veloce grazie alle nuove linee guida –

 

Un percorso per arrivare prima, in maniera più efficiente e, laddove possibile, con un numero inferiore di esami alla diagnosi di Alzheimer.

È questo l’obiettivo che si prefiggono le prime raccomandazioni intersocietarie europee sulla diagnosi dei disturbi cognitivi e dell’Alzheimer. Il documento, realizzate dagli esperti delle maggiori società scientifiche del settore e coordinate da specialisti dell’Università di Genova – Irccs Ospedale Policlinico San Martino, dell’Università di Ginevra e dell’Irccs Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, sono state pubblicate sulla rivista Lancet Neurology.

“Il paziente con un deficit cognitivo iniziale ha circa il 50% di probabilità di avere l’Alzheimer oppure un’altra delle varie patologie che causano disturbi neurocognitivi”, spiega Flavio Nobili, co-coordinatore dello studio e professore di Neurologia all’Università di Genova. Oggi esistono linee guida dedicate alle diverse patologie neurocognitive e una grande gamma di esami. “Ma quando il neurologo ha di fronte per la prima volta il paziente non sa ancora di che patologia soffra”, precisa Nobili.

Le raccomandazioni “potranno essere a breve aggiornate per l’utilizzo dei marcatori di Alzheimer nel sangue”, aggiunge il coordinatore dello studio Giovanni Frisoni, direttore del Centro della memoria agli Ospedali Universitari di Ginevra. “Tutto ciò permetterà di intercettare i pazienti con malattia di Alzheimer nel momento più adatto e, in un futuro non troppo lontano, di indirizzarli alla terapia con gli anticorpi monoclonali che speriamo arriveranno presto in Europa e che, se somministrati nei pazienti giusti in una fase iniziale della malattia, potranno ritardare la perdita della memoria”.

 

 

 

2 NOTE DALL’HUMANITAS

IRCCS HUMANITAS

 

 

1.

Anticorpi monoclonali

 — LINK SOPRA

 

Gli anticorpi monoclonali sono anticorpi diretti contro uno e un solo antigene, che possono essere prodotti in quantità illimitata grazie a tecniche di immunologia cellulare e ingegneria genetica  ed è una proteina caratterizzata da un’alta specificità nei confronti di un dato antigene. Viene prodotto a partire da un solo clone cellulare immortale, uno specifico linfocita B. Gli anticorpi monoclonali così prodotti sono identici tra loro e agiscono contro un solo antigene predefinito.

 

 

DALLO STESSO LINK– HUMANITAS – VEDI SOPRA

 

2.

 

ANTIGENE

Sostanza estranea all’organismo che induce una risposta immunitaria specifica, stimolando la produzione di anticorpi che reagiscono all’antigene stesso. L’organismo può entrare in contatto con un antigene in diverse maniere: mediante inalazione (pollini), ingestione (alimenti), iniezione (puntura di insetto) o contatto diretto. Gli antigeni possono anche venire introdotti volutamente per mezzo di iniezioni sottocutanee, trasfusioni e trapianti.

 

 

 

 

VIDEO, 8 minuti ca  –

INTERVISTA — FATTA BENE E SOPRATTUTTO LA PERSONA CHE RISPONDE E’ SEMPLICE E CHIARA — a chi può interessare

Alzheimer: ruolo attuale e futuro dei biomarcatori

https://www.google.com/search?q=biomarcatori+alzheimer&oq=BIOMARCATORI&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUqDAgBEAAYFBiHAhiABDIJCAAQRRg5GIAEMgwIARAAGBQYhwIYgAQyDAgCEAAYFBiHAhiABDIHCAMQABiABDIHCAQQABiABDIHCAUQABiABDIHCAYQABiABDIHCAcQABiABDIHCAgQABiABDIHCAkQABiABNIBCDYwMzlqMGo3qAIAsAIA&sourceid=chrome&ie=UTF-8#fpstate=ive&ip=1&vld=cid:95b36d6d,vid:1fxTz7g5s0c,st:0

 

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ANSA.IT  18 – FEBBRAIO 2024 – 18.15 ::: Novaya Gazeta: ‘Lividi su Navalny, forse per convulsioni e massaggio cardiaco’ + nota su Novaja Gazeta in Lettonia- + REPUBBLICA.IT — 17 FEBBRAIO 2024 sente Dmitrij Muratov – e riferisce il commento su Navalny –

 

 

NOTA :

Novaja Gazeta. Europe

È l’edizione del settimanale russo diretto dal premio Nobel per la pace Dmitrij Muratov pubblicata in Lettonia dopo che la redazione è dovuta scappare all’estero per evitare le ritorsioni della censura di Mosca sulle notizie relative alla guerra in Ucraina.

DA: INTERNAZIONALE
https://www.internazionale.it/tag/fonti/novaja-gazeta-europe

 

 

DOPO L’ARTICOLO DI ANSA ( sotto ), UN ALTRO DI REPUBBLICA SCRITTO IERI DA DMITRIJ MURATOV SULLA MORTE DI NAVALNY

 

 

ANSA.IT  18 – FEBBRAIO 2024 – 18.15
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/02/18/novaya-gazeta-lividi-su-navalny-forse-per-convulsioni-e-massaggio-cardiaco_f6187f57-c6cf-409f-b4a3-05560eccff50.html

 

 

Novaya Gazeta: ‘Lividi su Navalny, forse per convulsioni e massaggio cardiaco’

 

Secondo una fonte citata dal giornale ‘Il corpo si trova nell’obitorio di Salekhard’. Secondo la Bild Navalny sarebbe morto poco prima di uno scambio di prigionieri

 

ALTRA NOTA:

LA BILD  — Quotidiano tedesco con sede ad Amburgo, fondato nel 1952 dall’editore A.C. Springer, che ne ricavò il modello dai giornali popolari britannici. ( TRECCANI )

 

 

ANSACheck

 

Proteste in memoria di Navalny © ANSA/EPA

Proteste in memoria di Navalny © ANSA/EPA

 

Una fonte citata da Novaya Gazeta ha affermato che la salma di Alexei Navalny si trova all’obitorio dell’ospedale di Salekhard e che sul corpo sono stati individuati lividi forse provocati da convulsioni e uno compatibile con il massaggio cardiaco. “Tali lividi – secondo la fonte – appaiono in seguito a convulsioni.

La persona è scossa da convulsioni, cercano di trattenerla e così compaiono i segni. Hanno detto che ha un livido sul petto. E’ qualcosa che appare per un massaggio cardiaco. Vale a dire che hanno cercato di rianimarlo ma è morto, molto probabilmente per arresto cardiaco. Ma sulla causa dell’arresto nessuno dice niente”.

Il quotidiano popolare Bild sostiene che Alexei Navalny sia morto “forse poco prima di una sua possibile liberazione” nell’ambito di uno “scambio di detenuti” tra Usa, Russia e Germania. “Secondo la Bild, era in programma uno scambio di prigionieri tra Mosca, Washington e Berlino. Putin voleva riavere l”assassino di Tiergarten’, un agente che aveva sparato a un oppositore del regime a Berlino nel 2019. Lo ha persino accennato pubblicamente in un’intervista con Tucker Carlson. Si parlava della possibilità che Putin, in cambio, rilasciasse Navalny”, scrive il sito del giornale senza fornire altri dettagli in proposito.

 

L’Ong Ovd-Info: “Fermati 401 manifestanti pro-Navalny in Russia”

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/02/18/ong-fermati-401-manifestanti-pro-navalny-in-russia_aabbd35d-586e-4363-9857-ad3ff52dd538.html

 

 

Borrell, lunedì Yulia Navalnaya al Consiglio esteri Ue

“Lunedì darò il benvenuto a Yulia Navalnaya al Consiglio Affari Esteri dell’Ue. I ministri dell’Ue invieranno un forte messaggio di sostegno ai combattenti per la libertà in Russia e onoreranno la memoria di Alexei Navalny”. Lo dichiara su X l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue Josep Borrell.

 

Il post della moglie sui social: ‘Ti amo’

“Ti amo”. Sono le due parole che Yulia Navalnaya, moglie del dissidente russo morto durante la sua detenzione in Russia ha postato su Instagram. La moglie di Navalny ha anche pubblicato una foto che la ritrae insieme al marito che la bacia sulla fronte.

 

A Mosca continua l’omaggio davanti al Muro del Dolore

A Mosca si continua per il terzo giorno di fila a ricordare l’oppositore Alexey Navalny deponendo fiori ai piedi del Muro del Dolore, un monumento dedicato alle vittime della repressione sovietica. Lo ha constatato l’ANSA sul posto. La polizia ha transennato la piazza su cui sorge il monumento e controlla borse e tracolle di chi vuole commemorare il dissidente morto nel carcere dell’estremo nord in cui era rinchiuso per motivi politici. I fiori, i ceri e i messaggi deposti ieri davanti al monumento sembrerebbero essere stati rimossi, altri fiori continuano però a essere lasciati adesso davanti al memoriale.

 

******

 

REPUBBLICA.IT — 17 FEBBRAIO 2024 — 16.24
https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/17/news/navalny_nobel_per_la_pace_muratov-422154519/

 

Il Nobel per la pace Muratov sulla morte di Navalny: “Chi si oppone in Russia muore”

 

 

Dmitry Muratov

Dmitry Muratov

Il direttore di Novaja Gazeta raggiunto da Repubblica commenta la morte del detenuto in carcere

Dmitrij Muratov è il direttore della defunta “Novaja Gazeta”, il giornale indipendente per cui scriveva Anna Politkovskaja, costretto a chiudere nel 2022 dopo l’approvazione delle leggi russe che puniscono le “fake news” e il discredito sulle forze armate. Nel 2021 è stato insignito del Premio Nobel per la Pace. Raggiunto da “Repubblica”, ha commentato così la morte in carcere di Aleksej Navalny

” A ogni omicidio di giornalista o politico russo, la propaganda ufficiale reagisce allo stesso modo: nessuno aveva bisogno di questa morte. Ma per qualche motivo loro muoiono e non si trovano responsabili degli omicidi di Jurij Shchekochikhin, Anna Politkovskaja, Natalia Estemirova, Boris Nemtsov. ”

 

 

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” Per qualche ragione, gli oppositori di questo governo stanno morendo e Putin chiede personalmente lo scambio dell’assassino Vadim Krasikov. Il potere ha oltrepassato tutti i confini. Per esso la vita umana non significa più niente. Questa morte cambierà il Paese. In che modo lo cambierà è questione di tempo.

Ora la cosa più importante è far visitare da medici indipendenti gli altri prigionieri politici la cui vita è appesa a un filo:

 

Aleksej Gorinov, Mikhail Baryshnikov, Vladimir Kara Murza, Aleksandra Skochilenko.”

 

 

 SE VUOI :

 

 

 

 

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FRANCESCO STRAZZARI, L’illusione bellica dell’Occidente – CONFERENZA DI MONACO 2024. — IL MANIFESTO  18 FEBBRAIO 2024

 

 

”  Se vuoi la pace  prepara la pace ” – alla fine dell’articolo

 

IL MANIFESTO  18 FEBBRAIO 2024
https://ilmanifesto.it/lillusione-bellica-delloccidente

 

L’illusione bellica dell’Occidente

 

CONFERENZA DI MONACO 2024. Ecco l’annunciato Zeitenwende – il passaggio al tempo nuovo. Il cancelliere tedesco Scholtz e il ministro della difesa Pistorius in eleganti cappotti neri, raggiunti dalla premier danese Frederiksen: affondano le […]

 

 

Un tank russo a Kharkiv in Ucraina nell'inverno del 2022, foto Getty Images

Un tank russo a Kharkiv in Ucraina nel febbraio del 2022 – Getty Images

 

 

Ecco l’annunciato Zeitenwende – il passaggio al tempo nuovo. Il cancelliere tedesco Scholtz e il ministro della difesa Pistorius in eleganti cappotti neri, raggiunti dalla premier danese Frederiksen: affondano le vanghe nella nuda terra ed inaugurano la nuova fabbrica Rheinmetall di munizioni d’artiglieria.

 

First Lynx infantry fighting vehicle produced in Hungary | RheinmetallRheinMetall- fabbrica

 

 

RHEINMETALL IN UNGHERIA

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Inaugurata in agosto 2023 il nuovo stabilimento RheinMetall in UNGHERIA  a Zalaegerszeg, nel sud-ovest del paese: Armin Papperger, amministratore delegato di Rheinmetall AG. ha dichiarato  “Centinaia di persone stanno lavorando a Zalaegerszeg per produrre sistemi militari di prim’ordine per le forze armate ungheresi così come per l’esportazione”.

Da : https://www.analisidifesa.it/2023/08/inaugurato-in-ungheria-lo-stabilimento-rheinmetall-che-produrra-il-kf41-lynx/

 

 

L’obiettivo che fu annunciato, il milione di pezzi in mano agli ucraini entro marzo, è un miraggio: dopo decine di migliaia di morti, cade Adviivka e si combatte con sempre meno risorse. Mine e droni russi hanno congelato l’iniziativa di Kyiv, circoscrivendola alla battaglia sul Mar Nero.

Nel frattempo Rheinmetall ha ottenuto commesse per 10 miliardi: da quando i carri armati russi hanno invaso l’Ucraina il valore delle azioni è più che raddoppiato. Il segretario Nato Stoltenberg punta il dito contro i ritardi del Congresso Usa.

E annuncia un milione di droni e nuove mine per le difese ucraine. Ma il candidato Donald Trump è sempre più ansioso di rimettersi a smantellare l’Alleanza, mentre Tucker Carlson ( il giornalista americano che recentemente ha intervistato Putin ) loda Putin e la dolce vita moscovita, e nell’Artico le carceri russe restituiscono morto il capo-oppositore Navalny. In Occidente, Germania, Regno Unito e Giappone entrano in recessione.

La Conferenza sulla Sicurezza di Monaco si è aperta con sondaggi che vedono un 87% dei cittadini Ue favorevoli a una difesa europea. Proprio a Monaco, nel 2007, Putin esplicitò le basi del revisionismo russo.

Oggi la standing ovation per Zelensky, che arriva con in tasca un accordo bilaterale con Londra, ed è passato a firmare a Parigi e Berlino (non a Roma).

  • Nella sostanziale afasia sulla guerra contro Gaza, mentre Israele bombarda i palestinesi nella barriera fra la Striscia e il Sinai egiziano – nefasto annuncio della nuova Nakba -, la Germania parla con la Francia di condivisione dell’ombrello nucleare, e porta la Turchia– finora esclusa per via del flirt con gli S-400 russi – ad aderire all’iniziativa di scudo missilistico continentale: 17 paesi, fra cui le neutrali Austria e Svizzera.
  • La Francia è critica, perché il sistema non sarà interamente made in Europe, ma includerà gli americani Patriot e gli israeliani Arrow.

I paesi europei spendono oggi per la difesa 380 miliardi di dollari: erano 230 del 2014, anno dell’invasione della Crimea. Ursula von der Leyen dichiara che l’Unione europea darà slancio alla propria industria di difesa, come già fece con vaccini e gas: spenderà più in commesse europee, invece che comprare da paesi terzi, come gli Usa.

Si prevedono resistenze da alcune capitali, ma la traccia è data per segnata. Lo stesso Draghi, del resto, si è detto fiducioso in caso di vittoria delle destre al voto europeo: arrivate al governo, non potranno negare che l’europeizzazione della difesa è imperativa e conveniente.

 

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Eppure lo stesso Stoltenberg, lo scorso 31 gennaio, sottolineava candidamente alla Heritage Foundation che più Nato significa più mercato per l’industria militare Usa: prova ne sia che gli alleati atlantici negli ultimi due anni si sono impegnati ad acquistare armi Usa per 120 miliardi.Missili per Regno Unito, Finlandia e Lituania, carri armati per Polonia e Romania, e F-35 per tutti gli altri: dunque «la Nato è un buon affare per gli Stati Uniti».

 

A Monaco la vice-presidente Usa, Kamala Harris, ha denunciato le ideologie fallite dell’isolazionismo e dell’autoritarismo che stanno destabilizzando il mondo. Ha rivendicato l’importanza della leadership di Washington, mettendo al centro la Nato, allertando contro il rischio di un futuro presidente Usa che abbandona gli alleati per blandire le dittature.

Da tempo gli Usa dispongono di una space force, e guardano con sospetto i test anti-satellite condotti da altre potenze con lancio di missili balistici.

Bandita da ogni trattato, la militarizzazione dello spazio è uno scenario realistico, quale che sia il peso delle speculazioni accesesi a Washington attorno al presunto progetto di arma atomica russa nello spazio.

 

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Se una deflagrazione nucleare fuori atmosfera avrebbe effetti indiscriminati, che mal si acconciano al calcolo strategico, resta il fatto che costi e vantaggi della proiezione di tecnologia nello spazio cambiano rapidamente, mentre dipendiamo sempre di più da reti satellitari vulnerabili – dalle infrastrutture civili ai sistemi di allerta missilistica nucleare.

Nelle loro interconnessioni con dati e comunicazione, i satelliti hanno un ruolo dirimente anche in guerra, come mostra l’impero di Elon Musk: dalla geopolitica all’astropolitica il passo è ormai breve, soprattutto se saltano i trattati per il controllo degli armamenti.

Una parte crescente di politici ed esperti si mobilita ad arginare la paura perorando l’ulteriore aumento delle spese militari, in nome del si vis pacem para bellum. Uno scenario che è quasi una professione di fede, in cui la democrazia viene difesa da forze di progresso che votano indiscriminatamente i crediti di guerra, le destre nazionaliste governano e sono ammansite dalla necessità di difesa del blocco occidentale, mentre le tante contraddizioni sociali, economiche e politiche che emergono sarebbero col tempo riassorbite dal giusto corso della Storia.

Un argomento che si consegna a una visione puramente geopolitica ed essenzialista dell’Occidente, smarrendo capacità di visione delle trasformazioni globali, delle dinamiche di disumanizzazione che ci attraversano e dell’orizzonte della sostenibilità.

 

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Non si discuta quale modello di difesa. Si ignorino i fondamenti empirici su cui è stata storicamente costruita la pace (si pensi alla fine della Guerra Fredda), che non sono da rintracciare nella pura competizione al riarmo e nell’ancor più elusiva «vittoria» nello scontro militare, indiretto o diretto, ma semmai nella capacità di gestire trasformazioni contraddittorie, produrre consenso e opportunità per i molti.

Se vuoi la pace prepara la pace.

 

 

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Enzo Jannacci — Prete Liprando e il giudizio di Dio- 1965 // testo dI Dario Fo, Musica di Jannacci + Paolo Golinelli, La Pataria, Jaca Book, 1984 — grazie a Donatella ! *+ Anna Maria Rapetti, Liprando, da Treccani

 

 

 

 

 

carboni ardenti

immagine da canzoni contro la guerra:

dove, volendo, trovate moltissime cose.. anche una versione del fatto raccontata da Pietro Verri — ed altro
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=5609&lang=it

 

TESTO

(parlato): Landolfo, cronista del Millecento, ci ha tramandato le “Storie del Comune di Milano” fra cui questa del giudizio di Dio, protagonista prete Liprando. Noi abbiamo cercato di musicarla con un certo impegno, e la dedichiamo a tutti quelli – e sono tanti – che pur essendo testimoni di fatti importantissimi e determinanti dell’avvenire della civiltà, neanche se ne accorgono!

Prete Liprando, ben visto dai poveri Cristi,
andò dall’arcivescovo Agiosolano, in Sant’Ambrogio:
“Sei ladro e simoniaco, – gli disse –
venduto all’Imperatore, quel porco..” “Cus’ee?!?
– disse l’Arcivescovo infuriato –
Come ti permetti, prete? Sono ex-combattente;
ho fatto la prima crociata, e anche la terza!
(…la seconda no, perché ero malato…)
Prete Liprando rispose: “Lo so, più d’una città hai conquistata;
lo so, più d’una città tu hai insanguinata;
e adesso, Milano tu vuoi, incatenata, vederla prostrata!”
“Liprando, a ‘sto punto esigo il Giudizio di Dio:
dovrai camminare sui carboni (s’intende, ardenti!);
le fascine di legna, quaranta (“Quaranta?”)
s’intende, le pago io.
Se tu non uscirai per niente arrostito,
io me ne andrò dalla città solo e umiliato,
e per giunta, appiedato!
“Prete Liprando, domani, al calar del sole
affronterà il Giudizio di Dio in Piazza Sant’Ambrogio!”
Quaranta fascine furono ammucchiate in una catasta;
la gente veniva fin da Venegòno e da Biandrate:
“Indietro, su, non spingete, per Diana!
C’è il fuoco, non lo vedete? ” “Ma io non vedo niente;
non vedo un’accidente! Son venuto da Como per niente!”
“Tornate tutti a casa! Non se ne fa più niente!
Il Papa, da Romas l’ha proibito: lo spettacolo è finito!”
“Ed io lo faccio lo stesso! – disse prete Liprando –
ma le fascine, quaranta!- io non ce le ho!…”
…La gente portava le fascine fin da Biandrate;
facevano un sacco di fumo: la gente tossiva,
tossiva e piangeva, ma non si muoveva!
Che popolo pio! Voleva vedere il Giudizio di Dio!
“Eccolo là!… Liprando è già pronto…” “Dove l’e?”
“L’è là in fondo… È pallido, ha paura!…
Ha i piedi spogliati!… Che piedi lunghi!…”
La brace è rossa, e rosse son tutte le facce…
stan tutti con gli occhi sbarrati…
“Anch’io li ho sbarrati, però non vedo niente!”
È entrato in mezzo ai carboni senza guardare:
è dentro, è tutto sudato, ma non è bruciato…
due donne son svenute! Una ha partorito,
ma in buona salute…
“Dai, non spingete!” “…ma io non vedo niente!”
“Ecco, è arrivato; Dio l’ha salvato!”
“Gloria a Liprando, che Milano ha salvato!”
“L’arcivescovo è scappato” (“Gloria a Liprando!”)
“L’avete veduto!” (“Gloria a Liprando!”)
“Il cavallo s’è impennato!…” (“Gloria a Liprando!”)
“Ecco, è cascato!…” (“Gloria a Liprando!”)
“S’è mezzo massacrato!” (“Gloria a Liprando!”)
“…e io non ho visto niente!” (“Gloria a Liprando!”)
“Non ho visto un accidente!” (“Gloria a Liprando!”)
“Son venuto da Como per niente! Per nienteeee! (“Gloria a Liprando!”)

 

 

TESTO della canzone
DA
 :

https://www.rockit.it/enzojannacci/canzone/prete-liprando-e-il-giudizio-di-dio/230757

 

LO STORICO PAOLO GOLINELLI ::

grazie a Donatella !|

 

 

Paolo Golinelli, La Pataria. Lotte religiose e…, Ed. Europìa / Jaka Book, 1984

 

La Pataria, o movimento dei patarini (detti anche pàtari), fu un movimento sorto in seno alla Chiesa milanese medievale.

Le origini del movimento sono da ricondurre ad alcuni esponenti del clero particolarmente vicini alla sensibilità della Chiesa romana nell’XI secolo, che seppero coinvolgere diversi settori della popolazione nella lotta contro la simonia, il matrimonio dei preti (da quel momento in poi definito eresia nicolaita) e, in generale, contro le presunte ricchezze e corruzioni morali delle alte cariche ecclesiastiche, in particolare degli arcivescovi di Milano. Dopo che – alla fine dell’XI secolo e con l’inizio delle Crociate – lo scisma o le tensioni tra Roma e Milano si ricomposero, la Pataria perse vigore e unità, e ciò che ne rimase finì per diventare un movimento ereticale critico nei confronti della gerarchia ecclesiastica in generale.

DA : https://it.wikipedia.org/wiki/Patarini

 

 

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segue da TRECCANI – Liprando
https://www.treccani.it/enciclopedia/liprando_(Dizionario-Biografico)/

 

 

LIPRANDO (Liprandus, Leoprandus, Liutprandus)

 

Anna Maria Rapetti

 

Non si conoscono il luogo e la data di nascita, da collocare verosimilmente verso la metà dell’XI secolo in territorio milanese.

Le fonti contengono infatti notizie e riferimenti riguardanti quasi esclusivamente gli anni della sua partecipazione al movimento patarinico, quando, nella seconda metà dell’XI secolo e nei primi anni del XII, nella diocesi di Milano si fronteggiarono aspramente lo schieramento filoriformatore, antinicolaita e antisimoniaco, e le forze avverse, antipatariniche e antiromane, tendenzialmente filoimperiali, che esprimevano istanze e interessi diversi, non solo religiosi, tra i quali aveva grande rilievo la difesa dell’autonomia della Chiesa ambrosiana sia da Roma sia dalle ingerenze imperiali.

Una notazione del cronista Arnolfo (l. IV, cap. 9) suggerisce un’origine sociale molto modesta di L., addirittura servile: “Liutprandus quidam presbyter nuncupatus, a progenitoribus ecclesiae vernula”. L’attendibilità della notizia deve essere valutata con prudenza, tenendo conto dell’avversione di Arnolfo verso i patarini.

L. faceva parte di quel gruppo non numeroso di chierici e sacerdoti milanesi che fornì anzitutto la guida spirituale al movimento, ma che spesso partecipò personalmente ai frequenti e sanguinosi scontri di piazza. Landolfo Seniore descrive i due compagni di lotta nel pieno dei tumulti: Erlembaldo, armato di spada e reggendo con l’altra mano il vexillum sancti Petri consegnatogli dal papa nel 1063 o 1064, con al fianco L. che impugnava come un’arma la croce, intento non a calmare gli animi ma a eccitarli all’attacco contro i nemici, verso i quali si scagliava egli stesso (l. III, cap. 30).

L. fu l’anima dell’opposizione di una parte dei Milanesi – seppure probabilmente minoritaria – al nuovo vescovo, Grosolano.
La sfida lanciata da L. non poteva non suscitare i timori del vescovo; gli echi dell’analogo episodio di cui pochi decenni prima era stato trionfante protagonista Pietro Igneo a Firenze non dovevano essersi ancora spenti. I partigiani di Grosolano riuscirono in un primo momento a impedire che l’ordalia avesse luogo, ma la minacciosa pressione della folla costrinse il vescovo a tornare sulla sua decisione, consentendo lo svolgimento della prova ma facendone ricadere tutta la responsabilità – soprattutto di fronte al papa – sullo sfidante. Nel racconto di Landolfo di S. Paolo il cerimoniale della prova milanese presenta diverse analogie con quello del giudizio fiorentino sostenuto quaranta anni prima da Pietro Igneo contro il vescovo Mezzabarba.

La prova si svolse il 25 marzo 1103 davanti alla chiesa di S. Ambrogio; L., vestito dei paramenti sacerdotali, dopo aver ribadito le accuse al vescovo che cercava di ottenere una ritrattazione, la affrontò uscendone indenne tra l’esultanza della folla che vi assisteva. Nel giro di pochi giorni, però, il partito vescovile e filoromano riprese l’iniziativa, mettendo in dubbio l’esito della prova e provocando nuovi tumulti in città.

segue e finisce nel link:
https://www.treccani.it/enciclopedia/liprando_(Dizionario-Biografico)/

 

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video, 4.15 ANSA.IT — 16 FEBBRAIO 2024 – GIOVANNI SAVINO, PROF. NAPOLI FEDERICO II di Storia della Russia — NAVALNY: ” ATTO NON PUO’ NON AVERE CONSEGUENZE “

 

 

ANSA.IT — 16 FEBBRAIO 2024 –

Navalny, “responsabilita’ del Cremlino messaggio alle opposizioni”

Giovanni Savino, storico della Russia: “Atto che non puo’ non avere conseguenze”

 

APRI QUI

https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2024/02/16/navalny-responsabilita-del-cremlino-messaggio-alle-opposizioni_ea5ab595-9207-442e-aa68-d586304c5c95.html

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+++ NELLO SCAVO, Migranti. Cassazione: «La Libia non è un porto sicuro». Reato obbedire ai guardacoste– AVVENIRE – venerdì 16 febbraio 2024

 

AVVENIRE – venerdì 16 febbraio 2024
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/la-cassazione-la-libia-non-e-porto-sicuro-un-crimine-portare-li-i-migranti-condanno-capitano-italiano-per-un-respingimento

 

Migranti. Cassazione: «La Libia non è un porto sicuro». Reato obbedire ai guardacoste


Nello Scavo | ChiassoLetteraria

Nello Scavo

 

Sebastiano Scavo, detto Nello (Catania, 1972), è un giornalista italiano specializzato in giornalismo d’inchiesta e cronaca giudiziaria. Ha scritto molti libri dalle sue inchieste, è inviato speciale di Avvenire

 

 

 

Con una sentenza definitiva viene condannato il comandante di una nave privata italiana che aveva soccorso 101 naufraghi e li aveva poi consegnati a una motovedetta libica

 

La Libia è «porto non sicuro» e facilitare la riconsegna dei migranti alle autorità di Tripoli è un crimine. Ora c’è una sentenza definitiva, che avrà conseguenze sui processi e le indagini in corso, oltre che ricadute sulle scelte politiche. La Corte di cassazione ha infatti confermato la condanna per il comandante di un rimorchiatore italiano che aveva soccorso 101 migranti e li aveva poi affidati a una motovedetta libica.

Con un verdetto che senza eccezione indica la strada alla giurisprudenza, a cui dovranno conformarsi tutti i tribunali italiani, i giudici hanno bocciato il ricorso del comandante della “Asso 28”, il rimorchiatore di servizio presso alcune piattaforme petrolifere ritenendolo colpevole dei «reati di abbandono in stato di pericolo di persone minori o incapaci, e di sbarco e abbandono arbitrario di persone», previsto dal Codice della navigazione.

«Trovandosi in acque internazionali, a bordo del natante a supporto di una piattaforma petrolifera, dopo aver rilevato, in prossimità della piattaforma medesima, la presenza di un gommone con 101 migranti a bordo, consentiva il trasbordo delle persone sulla imbarcazione». Una operazione di soccorso che però si sviluppò in modo misterioso.

Fu una inchiesta giornalistica di “Avvenire”, grazie alle informazioni raccolte tra diversi naviganti e alle comunicazioni radio registrate dalla nave del soccorso civile “Open Arms”, a smascherare una pratica su cui la Cassazione ha posto una parola definitiva. 

«L’imputato prestava immediato soccorso ai migranti, tra i quali erano presenti donne in gravidanza e minori di anni quattordici – si legge nella sentenza -, omettendo di comunicare nella immediatezza, prima di iniziare le procedure di soccorso, ai centri di coordinamento e soccorso competenti, l’avvistamento e l’avvenuta presa in carico delle persone, agendo in violazione delle procedure previste per le operazioni di soccorso».

Inoltre ometteva «di identificare i migranti, di assumere le informazioni in ordine alla loro provenienza e nazionalità, sulle loro condizioni di salute, di sottoporli a visita medica, di accertare la loro volontà di chiedere asilo, nonché di accertare se i minori fossero accompagnati o soli». Ma questo è il meno. Ricevendo indicazioni via radio da un funzionario mai identificato di una azienda privata, anch’essa rimasta sconosciuta alle indagini, e dei quali il capitano non ha mai voluto rivelare l’identità, il rimorchiatore anziché dirigersi verso l’Italia prese la rotta della Libia dove «riconduceva i 101 naufraghi imbarcati, facendoli trasbordare su una motovedetta libica, procurando ad essi un danno grave, consistente nel loro respingimento collettivo, quale condotta vietata dalle convenzioni internazionali».

Si tratta di una modalità operativa che invece anche l’attuale governo italiano vorrebbe imporre alle organizzazioni umanitarie, spesso sanzionate proprio perché si rifiutano di cooperare con la cosiddetta guardia costiera libica.

Per la massima corte, eseguire quest’ordine significa respingere illegalmente i migranti e costringerli a sbarcare «in un porto non sicuro», a causa dell’elevato rischio di essere «sottoposti a trattamenti inumani o degradanti nei centri di detenzione per stranieri».

A disposizione dei magistrati, oltre alle indagini della Guardia Costiera della Capitaneria di porto di Napoli, c’erano anche le registrazioni delle conversazioni radio ascoltate il 30 luglio 2018 dalla nave “Open Arms”. 

 

Vennero pubblicate da “Avvenire” (cliccare qui per ascoltare gli audio), e mostravano una serie di anomalie immediatamente acquisite dalla procura di Napoli, con una inchiesta dei magistrati Barbara Aprea e Giuseppe Tittaferrante e il coordinamento dell’allora procuratore aggiunto Raffaello Falcone.

«Alla nostra richiesta di fornirci i dettagli delle posizioni in mare, ci diedero indicazioni poco chiare – aveva ricordato l’allora capomissione di Open Arms, Riccardo Gatti -. Questo per farci allontanare, ma poi abbiamo capito che era successo qualcosa di strano».

La Asso 28 è un rimorchiatore della compagnia Augusta, di supporto alle piattaforme petrolifere al largo della Libia. Sulla vicenda era intervenuta l’Eni lo stesso giorno del respingimento, smentendo di essere stata coinvolta. «La nave Asso 28 che opera per conto della società Mellitah Oil & Gas (gestita da Noc, la compagnia petrolifera statale libica di cui Eni è azionista, ndr) a supporto della piattaforma di Sabratah – spiegò il 30 luglio 2018 un portavoce dell’Eni all’Ansa – ha prestato soccorso ad un barcone con a bordo 101 migranti arrivato in prossimità della piattaforma a causa di condizioni meteo avverse».

Poi aggiungeva: «L’operazione di soccorso è stata gestita interamente dalla Guardia Costiera Libica che ha imposto al comandante dell’Asso 28 di riportare i migranti in Libia». Parole che dovevano suonare come una difesa, ma che poi hanno condannato il capitano.

Per avere eseguito quell’ordine la Cassazione ha confermato la condanna, aprendo la strada a una pioggia di ricorsi delle Ong, bloccate e multate ogni volta che hanno disobbedito ai libici. E soprattutto con il concreto rischio di vedere trascinati davanti ai tribunali i governi (di tutti gli schieramenti) che dal 2017 hanno rinnovato il Memorandum con la Libia e lo stesso “Piano Mattei” per la parte tra Italia e Libia.

 

 

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per la giornata naz. del gatto ::: UNA SELEZIONE ( fatta da You Tube ) del bellissimo GLI ARISTOGATTI DI WALT DISNEY ( 1970 ) – i pezzi non so metterli insieme uno dopo l’altro, pazienza ! peccato la pellicola non è granchè.. con l’accento grave- verificato

 

 

 

segue spontaneamente  questo -lo metto caso non arrivasse —

 

nota per Donatella : mi ha molto divertito pensare Franchino come Romeo ! Be’, tu .. come Duchessa anche… le tue belle mani assai aristocratiche !

 

La fine di Edgar

 

 

Groviera chiama i compagni di Romeo per salvare la Duchessa

 

 

canzone I

 

 

tutti quanti vogliono fare jazz

 

 

Il Pazzoide + il Treno

 

 

Alleluja, tutti Jazzisti !

 

Romeo e Duchessa

 

 

La Carmen

 

 

Edgar

 

 

Le Oche e lo zio Reginaldo

 

 

Lo zio Reginaldo

 

 

L’avvocato George

 

 

Nuovi vicini

 

 

Napoleone e Lafayette

 

Colori

 

 

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mondo🌐diverso @StefanoSMagi – 9.39 — 5 febbraio 2024 — grazie ! UN BUFALO NERO AMOROSO CON UNA TARTARUGA–

 

un bufalo nero con le corna bianche aiuta una tartaruga a rigirarsi…

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