*** Shendi Veli, Associazioni e collettivi, le seconde generazioni prendono la parola. Gruppi di ragazzi e ragazze che si organizzano sui territori. Le loro voci raccontano un paese diverso da quello della politica- IL MANIFESTO  25 SETTEMBRE 2026 –

 

 

** continuo a scusarmi per non riesco a fare bene i testi, pazienza.

 

IL MANIFESTO  25 SETTEMBRE 2026
https://ilmanifesto.it/associazioni-e-collettivi-le-seconde-generazioni-prendono-la-parola

 

 

Associazioni e collettivi, le seconde generazioni prendono la parola.

 

Shendi Veli

 

 

 

 

 

 

 

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Un’iniziativa per il referendum sulla cittadinanza – LaPresse

Se l’Italia non è un paese per giovani, lo è ancora meno per giovani di origine straniera.

Dai dati Istat risulta che sono circa un milione e 44 mila i minori con passaporto straniero che risiedono nel paese, più dei due terzi sono nati su suolo italiano. Circa 800 mila, invece, sono quelli naturalizzati italiani.

Parliamo di quasi due milioni di persone che, con documenti o senza, faticano a vedersi riconosciuta una parità totale con i loro coetanei. Raramente interpellati, i ragazzi e le ragazze di origine straniera si conquistano lo spazio con uno strumento: l’organizzazione. Nascono e crescono gruppi, collettivi e associazioni.

 

«Si continua ad associare il nome o il colore della pelle all’italianità. Questa cosa è profondamente razzista perché stabilisce che essere italiani equivale a essere bianchi. Non è così».

Ad affermarlo è Kwanza, italobrasiliana e tra le fondatrici di “QuestaèRoma”.

L’associazione è nata nel 2013 e da allora è attiva sul territorio romano nell’organizzazione di eventi culturali, dibattiti, manifestazioni sportive e campagne di sensibilizzazione. «Inizialmente ci siamo concentrati sull’aspetto culturale. C’era già Rete G2 che faceva un lavoro di lobbying per riformare la legge sulla cittadinanza. Sembrava che il cambiamento fosse dietro l’angolo con il governo di centrosinistra, ma poi non è stato così. Negli anni, abbiamo iniziato anche noi a mobilitarci per fare pressione».

Nel 2016 è nato il movimento Italiani senza cittadinanza, che mette insieme varie realtà.

«Oggi, più di dieci anni dopo, siamo ancora al punto di partenza. I bambini che nascono e crescono qui continuano a non essere riconosciuti dallo Stato», spiega Kwanza. Il nome “QuestaèRoma” viene dal titolo di una canzone del rapper Amir Issaa, tra i primi artisti attivi nella promozione dell’interculturalità. Il sottotitolo è «contro ogni forma di discriminazione» ( ***  se vuoi, vedi la canzone e il testo al fondo )

Tra le loro attività, infatti, molte sono fatte in collaborazione con realtà attive su altri fronti, come il Mario Mieli per le battaglie contro l’omofobia o Non una di meno contro la violenza di genere. se vuoi, guarda il video sotto

 

video, 1,37

Omofobia, la campagna Mario Mieli: “Siamo tutti vittime”

https://www.repubblica.it/cronaca/2013/05/17/video/omofobia_la_campagna_mario_mieli_siamo_tutti_vittime-422655853/

 

 

collettivo : 2generazione – Torino

Se l’associazione romana ( Quest’è Roma ) esiste da tredici anni, c’è un collettivo che invece è nato da sole tre settimane. Si chiama “2generazione” ed è composto da ragazzi che vanno dai 15 ai 25 anni.

Fa base a Torino, soprattutto nei due quartieri periferici ad alta densità di stranieri: Barriera di Milano e Borgo Vittoria.

«C’è un dibattito in corso sulle nostre vite: disagio nei quartieri, immigrazione, maranza. Si parla di questi temi anche in vista delle prossime elezioni, ma non siamo mai noi a parlare. Ora ci stiamo organizzando», racconta Omar, uno dei fondatori del gruppo.

Tra i loro primi passi, un’assemblea pubblica in piazza Foroni e la partecipazione al presidio di contestazione a Vannacci, in città per un convegno sulla sicurezza nelle strade.

 

«Siamo attivi soprattutto nelle scuole, dove sta il cuore del problema. Criminalità, isolamento, disagio sociale spesso nascono proprio a scuola, dove i ragazzi di seconda generazione vengono esclusi, discriminati. Unito alle condizioni di precarietà economica, questo fa sì che molti lascino la scuola», spiega Omar.

 

Nel 2025 il tasso di abbandono scolastico dei giovani con cittadinanza straniera è del 26,2%, contro il 6,7% degli italiani: quasi quattro volte tanto, secondo il Rapporto SDGs 2026 dell’Istat./ link qui, se vuoi vedere

 

«È un cane che si morde la coda. Più dilaga la narrazione razzista, più lo Stato disinveste nell’istruzione e nei quartieri più poveri, e più le persone colpite restano nella marginalità», continua Omar. Sulle misure del tetto agli studenti che non parlano l’italiano e sul divieto di burqa ha idee chiare: «Non sono cose concrete, sono retoriche che tastano il terreno. Si comincia a dire no al burqa nelle scuole, personalmente non ne ho mai visto uno. Ma si vuole andare verso leggi come quelle della Francia, dove sono vietati anche gli abiti tradizionali. Si inasprisce il clima. Nei nostri quartieri, ad esempio, sono comparse le ronde», racconta Omar. Un clima teso che spesso sfocia in discriminazioni e attacchi espliciti.

 

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ASSOCIAZIONE IPartecipate / Toscana-

Paesi: donne di vari paesi, tra cui Albania, Perù, Senegal, Romania, Capo Verde.

FACEBOOK DELL’ASSOCIAZIONE  IPartecipate  / link qui

 

 

 

Associazioni e collettivi, le seconde generazioni prendono la parola | il manifesto

Foto Il Manifesto- Ringraziamenti: APN, Autore: Associated Press/LaPresse

 

«Di migrazioni non si è mai parlato in maniera seria e approfondita, lasciando un vuoto poi riempito dai discorsi razzisti», dice Senka, dell’associazione “IPartecipate”, attiva in Toscana e composta soprattutto da donne di vari paesi, tra cui Albania, Perù, Senegal, Romania, Capo Verde.

 

Il progetto nasce nel 2015 attraverso i fondi di un bando regionale e lavora sui temi dei diritti e della cittadinanza.

«I ragazzi di origine straniera spesso devono anche farsi carico della discriminazione che subiscono i loro genitori. Non ci sono sostegni per questo: sono persone che si trovano a crescere prima del tempo e a vivere una scissione tra il dentro e il fuori casa», racconta Senka. «Quella delle nuove generazioni è una realtà vivace, attiva. Finalmente ci sono anche sindaci e amministratori con background straniero. Ma la politica è ancora cieca.

 

Per arginare la destra razzista ci vogliono parole chiare e un po’ di coraggio».

UN’ULTIMA FOTO IL MANIFESTO DI OGGI MA NON RIGUARDA QUESTO ARTICOLO

Associazioni e collettivi, le seconde generazioni prendono la parola | il manifestoIl Manifesto– Copyright: Riccardo Antimiani/Ansa, Ringraziamenti: ANSA, Autore: Riccardo Antimiani

 

 

se sei iscritto a Instagram o vuoi iscriverti, vai nel link sotto

seconda generazione@ 2generzione

https://www.instagram.com/2generazione/

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AMIR ISSA – QUEST’E’ ROMA – TESTO

DA : ANGOLO TESTI
https://www.angolotesti.it/A/testi_canzoni_amir_9123/testo_canzone_questa_e_roma_2008_891674.html

 

Ritornello

Questa è roma,i campetti le bische,i
quartieri,i coatti,le guardie,le troie e
i mestieri.
Questa è roma i rioni,lo stadio,le
bombe,le spade sotto al fiume,le strade,le sponde.
Questa è roma,i campetti le bische,i
quartieri,i coatti,le guardie,le troie e i
mestieri.
Questa è roma i rioni,lo stadio,
le bombe;Questa è roma che te chiama te,
non te nasconde.

 

Vengo da Roma,la città eterna che
splende sotto il sole,
fuoco che riscalda esplode se
incrocia queste parole;
me li bevo st’infami come boccie
de Splugen,sono io il verdetto
che ve incastra non se discute.
Nato in mezzo al fango,sputo ed esce
fango,ogni giorno io ne
mangio e ancora in piedi;
rimangoso mafia e spaghetti
qui,western italiano si,la gente se spara
e non c’è la fiducia.
Al Pacino dentro un film con i chili
de coca,pischelli che s’ammazzanope
npezzo de robba.
Da Torpigna a Magliana qui,hasta
manana si,questa è la realtà più
dura,cresci o riparati(cresci).
Giro con la gente che ha
rispetto e rispetto,chi
ha preso calci in bocca
è ancora qui e non ha
smesso;perchè è pronto a tutto,
vuole affrontar tutto,chi
vuole facce fuori qui,vuole
affrontà
un lutto.

Questa è roma,i campetti le bische,i
quartieri,i coatti,le guardie,le troie e
i mestieri.
Questa è roma i rioni,lo stadio,le bombe,le
spade sotto al fiume,le strade,le sponde.
Questa è roma,i campetti le bische,i
quartieri,i coatti,le guardie,le troie e i mestieri.
Questa è roma i rioni,lo stadio,le bombe;
Questa è roma che te chiama te, non te nasconde.

Ciò Roma sotto ai miei piedi,
città de suore e preti,città dei
malandrini,carrozzieri e panettieri;
ho il controllo da TB fino a su giù aTorrino se
gli affari li controlla il mio socio Santino.
Chiamo *** passa il beats,sale su dal litorale,
a piramidella a punto,oggi
arrivo puntuale.
Se mi sveglio giù in fermata
c’è una rissa per il bus,sono
scontri manco fosse
********

Questa qua è la mia città,me la vivo
per davvero,ogni giorno un quarto d’ora
prima di arrivare in metro(se),e troppa
gente si riempe la bocca di,storie che non
vive,tanto a loro non gli tocca.Io,posso
riconoscere i quartieri dalle facce,c’è chi
per vivere qui è pronto a fare carte
false(se),questa è roma città dei papi e
paparazzi,tengo il nome in
alto in mezzo a troppi succhiacazzi.

Rit.  Questa è roma,i campetti le bische,i
quartieri,i coatti,le guardie,le troie e
i mestieri.
Questa è roma i rioni,lo stadio,le bombe,le
spade sotto al fiume,le strade,le sponde.
Questa è roma,i campetti le bische,i
quartieri,i coatti,le guardie,le troie e i mestieri.
Questa è roma i rioni,lo stadio,le bombe;
Questa è roma che te chiama te, non te nasconde.

Puoi beccarmi sempre in giro,con il beat sempre
in luce, mentre scrivo un’altro
pezzo un’altro stronzo va giù so,fiero,più
reale,più leale,il Tg qua ne parla ma la
strada non la vive così.
Ce sta gente che non esce mai dal
proprio palazzo, e quando passo,mi
guarda con la faccia da cazzo ho,le
chiavi della mia città la prendo la chiudo non,
passi senza il mio permesso qui te lo giuro.

Rit.  Questa è roma,i campetti le bische,i
quartieri,i coatti,le guardie,le troie e
i mestieri.
Questa è roma i rioni,lo stadio,le bombe,le
spade sotto al fiume,le strade,le sponde.
Questa è roma,i campetti le bische,i
quartieri,i coatti,le guardie,le troie e i mestieri.
Questa è roma i rioni,lo stadio,le bombe;
Questa è roma che te chiama te, non te nasconde.

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o̴g̴ @Yoda4ever / link X sotto– Gli amichetti ! 25 settembre h. 16.20 min. Grazie carissimo Yoda ! video, 4 min. ca

 

 

 

foto dal suo link X

link X di Yoda

o̴g̴ @Yoda4ever

 

video — apri qui sotto

https://x.com/Yoda4ever/status/2103489749160005811/video/1

 

 

 

per chi volesse, un episodio della storia di Yoda, qui appare forse, momentaneamente
sconfitto  –la lotta è terribile tra lui e  Potere Oscuro

video, 4.20 min.

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Prima pagina di oggi, 25 settembre de Il Manifesto + vignetta Maicol & Mirko

 

 

 

 

Tetto del 30% ( con deroghe ) agli alunni ” stranieri ” e multe per chi va a scuola a volto coperto. Lo dicono già da anni circolari e leggi, ma Meloni sente l’urgenza elettorale di imporlo per decreto. E un altro dl estende agli under 18  il raggio di azione della procura antimafia.

 

 

Maicol & Mirko 25 settembre 2026

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Fred Buscaglione – Love in Portofino + Eri piccola ..così + altro + altro

 

 

 

 

Love In Portofino è un brano musicale del 1958 scritto da Leo Chiosso e Fred Buscaglione.

Sempre nel 1958 da Johnny Dorelli, con molto più successo, avendone fatto una versione più sentimentale dell’originale pubblicata nel singolo Love in Portofino/Smoke Gets in Your Eyes

 

 

 

dal film “Guardatele ma non toccatele!” del 1959

 

«Prima che una canzone, è una story, un articolo di cronaca nera cui io e Leo aggiungiamo il paradosso ottenendo il grottesco. Basta togliere il burro, la marmellata e qualche altro dettaglio scherzoso e non sembra un dramma vero, un fatto patetico?»

Si tratta di una canzone-racconto, i due autori presero l’ispirazione da un fatto di cronaca, riportato in una rivista statunitense specializzata in hot news, di un omicidio a sfondo passionale. Il protagonista che racconta la storia è l’uomo ucciso con una revolverata dalla sua amante.

A partire dal 2024 è scelta dalla casa automobilistica FIAT per la colonna sonora dei suoi spot.

notizie sopra da Wikipedia
Leo Chiosso became well known for the songs he wrote in partnership with Fred Buscaglione, a singer and musician, but Chiosso also wrote many scripts for television and cinema. Chiosso met Buscaglione
foto da Instagram
Leo Chiosso (Chieri, 8 agosto 1920 – Chieri, 25 novembre 2006) è stato un celebre paroliere, autore televisivo e drammaturgo italiano, noto soprattutto per il suo storico sodalizio artistico con [Fred Buscaglione](wikipedia.org_ Buscaglione).
Con Fred Buscaglione: Insieme hanno scritto circa quaranta brani e creato il celebre personaggio ironico del “duro” con il vizio del whisky e delle donne, lanciando successi intramontabili come Che bambola! nel 1956.
Altri grandi successi: Dopo la scomparsa di Buscaglione, ha continuato a scrivere testi di grande successo per la musica italiana, tra cui Parole parole (portata al successo da Mina) e Torpedo blu (per Giorgio Gaber).
Altri grandi successi: Dopo la scomparsa di Buscaglione, ha continuato a scrivere testi di grande successo per la musica italiana, tra cui Parole parole (portata al successo da Mina) e Torpedo blu (per Giorgio Gaber)
DUE IMMAGINI DI CHIERI / Torino:

Chiesa di San Domenico (Church of St Dominic), Chieri, Turin. Gothic church with neo-medieval restoration from 1871. Interior.

DA : GETTY IMAGES
https://www.gettyimages.it/detail/foto/chiesa-di-san-domenico-chieri-turin-immagine-royalty-free/527996757

 

 

 

The collegiate church of Santa Maria della Scala (also known as the Duomo or Cathedral of Chieri), is the largest and the main church of the city of Chieri, in the province of Turin. Baptistry: Chiesa di Santa Maria della Scala, Chieri, Turin. Octagonal romanesque baptistery encased in brickwork dating from 1431.

 

SANTA MARIA DELLA SCALA – DUOMO

 

 

UNA STRADINA A CHIERI / link Getty Images

 

 

CHIERI / TORINO

da:  Bergfex

 

 

Chieri (Cher in piemontese) è un comune italiano di 35 896 abitanti ( dati 2026 ) della città metropolitana di Torino in Piemonte, situata sulle propaggini sudorientali delle colline torinesi. Il nucleo urbano più antico presenta una tipica impronta medievale sia nella planimetria circolare con strade a raggiera convergenti sulla cattedrale, sia nell’aspetto architettonico e urbanistico di numerosi edifici.

  • Il duomo è l’edificio religioso più antico ed importante della città, risalente al V secolo.
  • La chiesa di San Domenico, risalente al XIV secolo e unita al vicino Convento. Inizialmente era una chiesa ad architettura gotica a tre navate, ma nel corso del XIV secolo vennero costruite ai suoi fianchi numerose cappelle patrizie, se si osserva la facciata si può notare come non è lineare e piatta ma segue l’andamento delle antiche mura di protezione della città. La chiesa conserva diversi antichi tesori, tra cui pregiate opere del Moncalvo, la Resurrezione di Lazzaro e della Moltiplicazione dei pani, al quale fu affidata nel 1614 la decorazione del coro. Vi sono inoltre presenti opere dello Spanzotti.
    Di pregevole interesse è la Madonna del latte affrescata sulla prima colonna di sinistra, rappresenta l’allattamento del Bambino da parte della Madonna.

Focaccia di Chieri

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

La Dolce Idea / Facebook – Pasticceria

La cittadina annovera fra le sue specialità la focaccia dolce, un alimento di origine casalinga che viene consumata a fine pasto. Per prepararla è necessario usare un impasto a base di acqua, farina, latte, uova, burro, zucchero e lievito di birra che viene messo a caramellare in forno. Oggi viene messa in commercio solo la versione tradizionale dal peso di mezzo chilo.

Galucio ‘d Cher

Galucio 'd Cher – Carreum Potentia
Sopra immagini d’epoca della Panetteria Pasticceria Bertolone- la foto del link subito sopra: Carreum Polentia

Merendina artigianale in voga nelle panetterie chieresi a cavallo tra gli anni ’50 e ’70 del Novecento, per poi sparire negli anni ’80, è stata recuperata negli anni 20 del XXI secolo

 

da:

https://it.wikipedia.org/wiki/Chieri#Note

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Jsarema Zafferini oggi, 24 sett. 2026 – h 15.00 dai ricordi di un anno !- grazie, è straordinaria !

 

 

ultimo:

mi ri-scuso per gli spaziati sbagliati, ma io non ho influenza su..

 

 

 

Jsarema Zafferini- Facebook / link qui

 

24 settembre 2026 · 🧐🧐🧐… Dai ricordi 24 settembre 2025

 

Valerio Grutt

Le mani di quelli che ami
sono fontane di luce
le tieni strette come appigli
nelle tempeste e nelle cadute.
Le mani di quelli che ami
sono case dove ripararsi
e tubi e cunicoli e cavi
dove corre l’amore
senza fermarsi e rami
che salgono e bucano
nuvole e stelle, sono pane
e minestre, e voli, navicelle.
Le mani di quelli che ami
neanche la morte
te le toglie dalle mani.
*** la specialità di Jsa è  quella di adattare una foto ad un testo e viceversa ( non a caso si è formata in una famosa scuola d’arte a Milano  )

Valerio Grutt  –Foto di Ciro Orlandini
da: 
https://www.poetrytherapy.it/gli-autori/valerio-grutt

E’ nato a Napoli nel 1983. Ha pubblicato diversi libri di poesia tra cui: Una città chiamata le sei di mattina (Edizioni della Meridiana, 2009) e Dammi tue notizie e un bacio a tutti (Interno Poesia, 2018). È direttore artistico dei progetti Degenze Artistiche e Messaggeri presso la Fondazione Policlinico Sant’Orsola. È redattore di Interno Poesia, blog e casa editrice. Realizza performance e installazioni lavorando in equilibrio tra poesia, musica e altre discipline artistiche.

www.valeriogrutt.it

 

*** per chi mai volesse, questo sotto è  il link del
blog di Valerio Grutt,  dove pubblica anche altri poeti
e ancora per chi mai..::

 

****

NOTA– a chi mai..

terapia con la poesia 

Numero 13

qui sotto Home Page di

POETRY THERAPY

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Sondos Gaza 🍉🇵🇸 @SondosMurtaja / link X sotto : un dondolo per un bimbo che vive sotto una tenda a Gaza..

 

 

 

grazie infinite a Sondos di averlo condiviso–

link X di Sondos di Gaza

Palestina striscia di Gaza bandiera nazionale che sventola nel vento. Isolato su sfondo bianco 3D illustrazione Foto stock - Alamy

bandiera Palestina da Alamy

Sondos Gaza @SondosMurtaja

 

 

In mezzo ai campi profughi di Gaza, un padre crea un momento di gioia per la sua bambina – costruendo una casetta di cartone all’interno della loro tenda per proteggerla dalla durezza delle loro condizioni e strapparle un sorriso – offrendo un esempio profondo di resilienza e speranza nate dal cuore della sofferenza. I bambini di Gaza meritano una vita; cercano sicurezza e pace. ( traduzione Google )

 

 

apri qui —  min. 0.19
https://x.com/SondosMurtaja/status/2102920074654814592/video/1

 

Commento :
vedo che il papà è un gran bravo papà perché lascia che il bimbo si abitui poco alla volta alla novità, il bimbo sta a vedere mentre lui traffica, poi lo prende in braccio  (su richiesta!)
e gli fa vedere dall’alto ( per forza.. ) come si comporta il dondolo e solo dopo lo posa dentro, e lui – il bimbo- dà una risposta bellissima a questo straordinario amore di un papà che pensa di fare un dondolo dentro una tenda !
Direi, ma a bassa voce : che è un ritratto molto preciso del popolo palestinese e degli infiniti modi che fin qui  ha trovato per resistere  ad un’invasione secolare diventata da un po’ un’esplicito genocidio.

 

 

 

 

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Mario Bardelli 23 agosto / link Facebook sotto — La lettura del giornale + altro

 

 

** mi spiace molto ma non riesco più a fare gli spaziati, qualcuno vuole aiutarci ..

 

 

link Facebook di Mario

Mario Bardelli

 

 

 

La lettura del giornale

Parlare di guerra standosene tranquillamente nel proprio studiolo, gelida soffitta o umida cantina che sia, sembra troppo comodo. E anche un po’ equivoco. Può sollevare il lecito sospetto che si voglia fare esposizione dei propri buoni sentimenti. Sulla pelle degli altri, visto che le bombe non cadono a casa nostra. Per adesso.
Per la verità volevo fare una serie di paesaggi. Del paesaggio italiano più iconico, il Golfo di Napoli nella luce mutevole di una limpida giornata d’estate, dall’oro delle prime luci fino all’argento e al platino di una notte di plenilunio.
Ma mi è mancata l’ispirazione.
Pazienza, sarà per un’altra volta.

Speriamo. mario bardelli

25 agosto
24 agosto
bardelli, Palestina 2026, gennaio 2026, computer graphics da pastelli su carta
Ancora ” la lettura del giornale”
bardelli, 2026, war machine, computer graphics.
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una canzone popolare russa: Kalinka, scritta da Ivan Larionov nel 1860 –* testo italiano /testo russo + traslitterazione fonetica, così la possiamo cantare in russo !

 

 

 

 

Pubblicata da Folk Songs International:
https://www.youtube.com/@FolkSongsInternational

 

 

Kalinka, kalinka, kalinka mia!
Nel giardino c’è una bacca di lampone, lampone mio!

Ah, piccolo pino verde,
Non fare rumore sopra di me!
Ay, luli-luli, ah, luli-luli,
Non fare rumore sopra di me!

Nel giardino c’è una bacca di lampone, lampone mio!
Kalinka, kalinka, kalinka mia!

Ah, bella ragazza, anima di fanciulla,
Innamorati di me!
Ay, luli-luli, ah, luli-luli,
Innamorati di me!

Kalinka, kalinka, kalinka mia!
Testo originale in russo (Cirillico)
Калинка, калинка, калинка моя!
В саду ягода малинка, малинка моя!
Ах, сосёнушка зелёная,
Не шуми ты надо мной!
Ай, люли-люли, ай, люли-люли,
Не шуми ты надо мной!
В саду ягода малинка, малинка моя!
Калинка, калинка, калинка моя!
Ах, красавица, душа-девица,
Полюби же ты меня!
Ай, люли-люли, ай, люли-люли,
Полюби же ты меня!
Калинка, калинka, калинка моя!
В саду ягода малинка, малинка моя!

Traslitterazione fonetica

Kalinka, kalinka, kalinka moya!
V sadu yagoda malinka, malinka moya!

Ach, sosenuška ty zelenaja,
Ne šumi že nado mnoj!
Aj-ljuli, ljuli, aj-ljuli,
Ne šumi že nado mnoj!

V sadu yagoda malinka, malinka moya!
Kalinka, kalinka, kalinka moya!

Ach, krasavica, duša-devica,
Poljubi že ty menja!
Aj-ljuli, ljuli, aj-ljuli,
Poljubi že ty menja!

Kalinka, kalinka, kalinka moya!
V sadu yagoda malinka, malinka moya!

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Ad Hangzhou ( Cina ): Assegnati i primi diplomi della scuola dei robot. ANSA.IT / TECNOLOGIA/ FUTURE TECH / 23 SETTEMBRE 2026 – 16,36

 

 

 

ANSA.IT / TECNOLOGIA/ FUTURE TECH / 23 SETTEMBRE 2026 – 16,36

https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/future_tech/2026/09/23/da-automi-a-lavoratori-assegnati-in-cina-i-primi-diplomi-della-scuola-dei-robot_97ec35f6-aa23-4a67-857f-35ec4af8c38a.html

 

Assegnati in Cina i primi diplomi della scuola dei robot.

 

Ad Hangzhou le macchine imparano a svolgere mansioni professionali con test pratici.

 

 

MILANO, 23 settembre 2026, 16:36

Redazione ANSA

ANSACheck

© ANSA/EPA

Si è concluso il primo ciclo di studi della scuola per robot inaugurata a fine giugno in Cina, nella città di Hangzhou.

Si tratta di una struttura dove le macchine imparano a svolgere mansioni specifiche, prima di essere ammesse in contesti lavorativi reali. Il progetto fa parte della National Pilot Base for Embodied AI Applications, un vero e proprio centro di addestramento per i robot. A Hangzhou, quattro automi hanno ricevuto il diploma durante una cerimonia simbolica.

 

L’obiettivo della scuola, come spiega l’agenzia cinese Xinhua, è verificare l’affidabilità degli automi per l’impiego in fabbriche, ospedali e uffici, sostituendo i classici test di laboratorio con simulazioni in ambienti realistici.

L’iniziativa ha preso il via con una classe inaugurale di trenta robot, destinati a settori come la manifattura e i servizi. Il programma di addestramento si articola in quattro aree che comprendono compiti tecnici, sanitari, artistici e sportivi. Gli ingegneri strutturano le lezioni e le prove pratiche in base alle specifiche capacità fisiche di ogni modello, per testarne le potenzialità. Durante le verifiche, le macchine devono dimostrare precisione nei movimenti e un rapido adattamento di fronte agli ostacoli. I sistemi di intelligenza artificiale vengono esaminati per garantire che gli automi sappiano prendere decisioni in autonomia e operare a stretto contatto con gli esseri umani, senza alcun rischio. Al termine delle prove, i modelli che superano l’esame ricevono un certificato di idoneità operativa.

Da non perdere

 

 

 

 

video, 1.12 min  – IL GRANDE CANALE DI HANGZHOU

 

 

 

 

SEGUE DA GETTY IMAGES – 

 

 

Qianjiang New City CBD, Hangzhou, China

 

 

 

 

 

Cloudy scenery of West Lake in Hangzhou, China

ILago dell’Ovest  è un famosissimo e grande specchio d’acqua dolce situato nel centro di Hangzhou

 

 

Office towers, landscaped parkland and city roads form a mixed urban district at dusk.

Torre di uffici vicino al parco e il traffico delle strade al crepuscolo

 

Freight transportation occurs along the Beijing – Hangzhou Grand Canal under the shining supermoon in Huai’an City, Jiangsu Province, China, on November 5, 2025. (Photo by Costfoto/NurPhoto via Getty Images)

 

Trasporti lungo il Beijing, il grande canale di Hangzhou sotto una superluna nella città di Huai’an, Provincia dello Jiangsu, Cina — una città che confina a sud-est con lo Hangzhou.

vedi nota dopo il link G Y

 

tutte le foto sopra sono di Getty Images / LINK

https://www.gettyimages.it/detail/foto/qianjiang-new-city-cbd-hangzhou-china-immagine-royalty-free/2209299084?phrase=hangzhou%20city&adppopup=true

 

 

nota:

Il Gran Canale della Cina, conosciuto anche come Gran Canale Jing-Hang e Canale Imperiale, è il canale o fiume artificiale più lungo del mondo e collega Pechino, passando per Tianjin e le provincie di Hebei, Shandong, Jiangsu e arrivando a Hangzhou nello Zhejiang e collega il Fiume Giallo al Fiume Azzurro in Cina.

La parte tra lo Yangzi e il Fiume Giallo appare anche in uno dei libri di Confucio nel quale è indicato che venne costruito nel 486 a.C. Fu riparato durante il III secolo a.C..

Nell’anno 604, l’imperatore Yangdi della dinastia Sui lasciò la capitale, Chang’an (l’odierna Xi’an) per trasferirsi a Luoyang. Nel 605, l’imperatore ordinò la realizzazione di due progetti: trasferire la capitale del paese a Luoyang (nello Henan) e scavare un canale tra Tianjin e Hangzhou.

Ci vollero sei anni per costruire il canale, unendo canali preesistenti che si trovarono nel corso dell’opera e collegando il Fiume Giallo, il Hai He, il Huai He, il Chang Jiang (conosciuto anche come Fiume Azzurro o Yangzi) e il Qiantangjiang. ù

La parte sud fino a Pechino, tra lo Yangzi e Hangzhou, fu costruita fra il 1280 e il 1293. Il Gran Canale oggi va da Pechino e termina a sud di Hangzhou (Zhejiang). La sua lunghezza totale è di 1.794 chilometri e, oltre a Tianjin, passa per Pechino, Hebei, Shandong, Jiangsu e Zhejiang.

 

per chi volesse prosegue nel link di Wikipedia in italiano:

https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Canale

 

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Fabrizio de André, La canzone dell’amore perduto _- ( HD ) + Testo +++ un’edizione russa di Besame mucho, radio sovietica 1958

 

 

 

 

 

 

Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole
“Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”,

vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose
così per noi

l’amore che strappa i capelli è perduto ormai,
non resta che qualche svogliata carezza
e un po’ di tenerezza.

E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano,
li rimpiangerai

ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

E sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

 

 

La canzone Canzone dell’amore perduto si trova nell’album Canzoni uscito nel 1974 per Ricordi.
Copertina dell'album Canzoni, di Fabrizio De André
testo e immagine da ROCKIT.IT / LINK
un’edizione straordinaria di   ”  BESAME MUCHO “- 1958 !

*** a mio modesto..la lingua russa le dà un fascino speciale, il blog

 

arrivata in Russia dopo la seconda guerra mondiale, ebbe grande diffusione durante l’epoca di apertura culturale di KRUSCEV  ( 1958-1964 )

apri qui
PUBBLICATO DA :

La canzone fu composta da una 16enne pianista messicana nel  1932, e scrisse una canzone
su un bacio che lei non aveva mai ricevuto; si chiama Consuelo Velasquez; nel ’50 ; fu pubblicata nel 1940, nel ’44 venne usata in un film di Holywwod; nel ’50 oltrepassò tutti gli Oceani- in pochi anni fu tradotta in tutte le lingue. Consuelo morì nel 2005 a 88 anni e disse più volte : ” non ho mai capito come quella canzone arrivò fino a me “

 

Il commento è sotto il video, probabilmente di Aura Vault 

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Le incognite del campo largo — Rai- 15/09/ 26 – Filorosso — parla Massimo Cacciari — intervista di Antonino Monteleone

 

 

 

Rai / link

 

 

 

*** tutta l’intervista a Massimo Cacciari  è al min. 4.00 ca fino a 15.00 min ca, se vuoi vedi sotto

 

 

qui la puntata completa:

 

RAIPLAY.IT / VIDEO /  15-09-2026  — durata: 2h 29 min.

https://www.raiplay.it/video/2026/09/Filorosso—Puntata-del-15092026-f1bc5a78-6389-4b2e-b378-b0003d0fa1ac.html

 

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ANSA.IT  23 settembre 2026 – MEDIO ORIENTE + ALTRI PAESI

 

 

ANSA.IT  23 settembre – MEDIO ORIENTE
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/index.shtml

 

Houthi, ‘intervento Usa nello stretto di Bab el-Mandeb sarebbe linea rossa’

‘Se osano aiutare Riad, prenderemo di mira tutti gli interessi americani nella zona’
23 settembre 2026 – 13:04 

ALTRI PAESI

Putin, ‘alta partecipazione al voto dimostra che il popolo ci sostiene’

 

Presidente ai soldati, ‘questo voto è per voi, la gente crede nella nostra vittoria’
23 settembre 2026 – 15:33 

 

L’assistente virtuale risponde 24 ore su 24 su voto e regole elettorali
23 settembre 2026 – 14:19 

 

 

Al ballottaggio in vantaggio 45,8% a 43,4%, distacco minimo registrato
23 settembre 2026 – 13:57 

Raid russo su Kiev, sospeso il servizio ferroviario della città

 

Droni su infrastrutture, distrutti due distributori di benzina. 161 droni sull’Ucraina
23 settembre 2026 – 12:39 

 

 

In 6 mesi alloggi temporanei, rimozione macerie e riabilitazione degli ospedali
23 settembre 2026 – 12:37 

 

‘E’ in corso una crescente militarizzazione da Kiev’
23 settembre 2026 – 12:35 

 

La Commissione propone anche di riaprire le porte di Erasmus+ e di Horizon
23 settembre 2026 – 10:44 

 

‘Non ci rappresenta’, hanno scandito i manifestanti, tra cui vari dissidenti
23 settembre 2026 – 09:49 
Vietato coprire volto in luoghi pubblici. Pene pecuniarie e detentive per i trasgressori

 

 

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Oggi, riportiamo alcune vignette di Mauro Biani e la scuola – un video X + maurobiani/tag/scuola — tutti i link

 

 

il blog: grazie Mauro Biani che ci sei !
link X di MAURO BIANI

#Scuola #Costituzione #Articolo34
Credo nella
#scuola da sempre. (maurobiani.it/tag/scuola/). A proposito di #inclusione e di #lingua

mi piace riportare tavola animata @CavalloTorre

del 10.10.2024.

La storia è vera. I compagni di Dario ne hanno beneficiato più di Dario.

video, 0.36 min.

https://x.com/maurobiani/status/2102405182013489296/video/1

 

 

 

 

*******************

 

 

 

https://maurobiani.it/tag/scuola/

 

 

 

Scuola. C’è un pensiero critico che arriva a “liberare gli schiavi”, partendo dall’imparare a fare le cose difficili. Oggi per Repubblica. 18-09-2026

 

 

L’esclusione è nazista, e fascista

 

Alternative für Deutschland vuole classi separate per disabili.
E pian piano il fondo (e scavare). Oggi per Repubblica. 5 settembre 2026

 

 

 

Voi con maturità, e senza confini

 

Care ragazze e cari ragazzi, forza. In un mondo di impotenti immaturi, voi con maturità, e senza confini. Grazie. Oggi per Repubblica.

Giugno 19th, 2026 at 3:37 pm

 

 

 

 

 

La memoria del legno

leave a comment

L’esperienza del recupero del legno delle barche dei migranti, con il quale detenuti del carcere di Opera ne hanno fatto violini e violoncelli (poi concerto di Riccardo Muti alla Scala, etc.), ha fatto nascere una storia scritta da Paolo Rumiz e illustrata da me: “la memoria del legno”. Questi piccoli libri da settembre gireranno le scuole. Qui l’esordio a Milano, nella scuola “G.B. Tiepolo”.
Il ringraziamento per l’idea e la realizzazione va soprattutto alla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti   e ad Arnoldo Mosca Mondadori.
Giugno 8th, 2026 at 11:10 pm

 

 

Consenso Informato Preventivo. E la scuola, che è tutta un’altra cosa.

Valditara, consenso informato preventivo. Pensa Don Milani. Oggi per Repubblica.

Giugno 7th, 2026 at 9:03 pm

Paura della scuola?

In Cisgiordania. Oggi per Repubblica.

Aprile 28th, 2026 at 8:01 p

 

 

Ride, ride forte Hitler

 

17enne progettava una strage neonazista in una scuola: come a Columbine. Oggi per Repubblica.

Aprile 1st, 2026 at 6:23 pm

 

 

 

E continuano a sparare

leave a comment

Oggi per Repubblica (con una citazione di Gino Paoli).

O.t. Voglio esprimere gratitudine e rispetto per la professionalità educativa della professoressa Chiara Mocchi.

Marzo 27th, 2026 at 5:49 pm

 

 

 

Attesa di una finestra

Oggi per Repubblica. E su Rai news.

Marzo 10th, 2026 at 7:21 pm

 

 

 

 

 

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” Cristo è morto a Gaza ! ” – ANSA.IT / VIDEOGALLERY — 22 settembre 2026 / 22.24 — a Roma la marcia dei “Preti contro il genocidio”

 

 

ANSA.IT / VIDEOGALLERY — 22 settembre 2026

https://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2026/09/22/medio-oriente-a-roma-la-marcia-dei-preti-contro-il-genocidio_9b34ffc5-89c0-47bf-b678-b34da2e81c85.html

 

 

Dal Vaticano alla sede di Leonardo con un lenzuolo con i nomi dei bimbi morti

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Asa Branca — Luiz Gonzaga, Fagner, Sivuca, Guadalupe + testo e traduzione + altro vario- 1 turno elezioni Brasile X Presidente ::: 4 ottobre 2026 !

 

 

***un’interpretazione superba !

 


pubblicato da ” @MelhoresMusicasGonzagaMusic / link

 

 

LETRA:

Quando oiei’ a terra ardendo
Qual fogueira de São João
Eu preguntei’ a Deus do céu, uai
Por que tamanha judiação?

Eu preguntei’ a Deus do céu, uai
Por que tamanha judiação?

Que braseiro, que fornaia’
Nenhum pé de prantação’
Por farta’ d’água perdi meu gado
Morreu de sede meu alazão

Por farta’ d’água perdi meu gado
Morreu de sede meu alazão

Inté’ mesmo a asa branca
Bateu asas do sertão
Entonce’ eu disse: adeus, Rosinha
Guarda contigo meu coração

Entonce’ eu disse: adeus, Rosinha
Guarda contigo meu coração

Hoje longe, muitas légua
Numa triste solidão
Espero a chuva cair de novo
Pra mim vortar’ pro meu sertão

Espero a chuva cair de novo
Pra mim vortar’ pro meu sertão

Quando o verde dos teus óio’
Se espaiar’ na prantação’
Eu te asseguro, não chore, não, viu
Que eu vortarei’, viu, meu coração

Eu te asseguro, não chore, não, viu
Que eu vortarei’, viu, meu coração

 

Compositori: Humberto Teixeira / Luiz Gonzaga

 

TRADUZIONE::

 


Quando vidi la terra ardere
Come un falò di San Giovanni
Domandai al Dio del Cielo, ahi,
Perché un così grande tormento?

Domandai al Dio del Cielo, ahi,
Perché un così grande tormento?

 

Che braciere, che fornace,
Neppure una pianta è rimasta
Per mancanza d’acqua ho perso il bestiame
È morto di sete il mio sauro

Per mancanza d’acqua ho perso il bestiame
È morto di sete il mio sauro

 

Persino l’ala bianca
È volata via dal sertão
Allora ho detto, addio Rosinha,
Tieni con te il mio cuore

Allora ho detto, addio Rosinha,
Tieni con te il mio cuore

Oggi lontano, di molte leghe
In una triste solitudine
Aspetto che torni a cadere la pioggia
Per ritornare al mio sertão

Aspetto che torni a cadere la pioggia
Per ritornare al mio sertão

 

Quando il verde dei tuoi occhi
Si spanderà nei campi
Io ti assicuro, non piangere, no,
Che tornerò da te,
Cuore mio.

Io ti assicuro, non piangere, no,
Che tornerò da te,
Cuore mio

 

 

Immagine correlata

da : https://www.alamy.it/caatinga-e-un-tipo-di-vegetazione-desertica-e-un-ecoregione-caratterizzata-da-questa-vegetazione-nel-nord-est-del-brasile-image344308405.html

 

LA CAATINGA

 

La caatinga è la maggiore foresta secca del Sud America ed è una delle più ricche del mondo in termini di biodiversità. Il termine caatinga viene dalla lingua tupi-guaraní ” caa  ”  (foresta) + ” tinga ” (grigio), ovverosia foresta grigia.

 

 

The armadillo lives in the “Brazilian savannas”, mainly the caatinga, in the central-west and northeast regions of Brazil. Pedra Branca in the State of Ceará, Brazil.

DA:  GETTY IMAGES

 

View of a Green-barred Woodpecker in its nest.
Portuguese name: Pica-pau-verde-barrado.
English name: Green-barred Woodpecker in its nest.
Scientific name: Colaptes melanochloros.

 

 

 

Bottle tree (Cavanillesia arborea) growing in the Caatinga of Brazil. The illustration depicts several mature trees with swollen bottle-shaped trunks, sparse branching, and surrounding dry vegetation characteristic of the Brazilian Caatinga.

 

WIKIPEDIA:  Cavanillesia arborea (nome comune barrigudo/ barriga= pancia in port.  ) è una pianta fiorita della sottofamiglia Bombacoideae della famiglia Malvaceae , originaria della regione della Caatinga nel Brasile centrale e orientale. Gli esemplari completamente maturi possono avere l’aspetto di un baobab ( Adansonia digitata ), ma possono anche assumere la forma di un enorme pallone da rugby o di un pallone da football americano, crescendo da una piccola base, gonfiandosi al centro fino a 5 metri (16 piedi) e poi restringendosi di nuovo appena sotto i rami.

 

Cavanillesia Ruiz & Pav. | Plants of the World Online | Kew Science

link sotto

 

Cavanillesia platanifolia – Giardini Botanici Reali, Peradeniya, Sri Lanka.

DA : POWO.SCIENCE.KEW.ORG
https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:25834-1/images

 

 

 

4 ottobre 2026 – 1° turno Elezioni Presidenziali in Brasile 

Brazilian President Luiz Inacio Lula da Silva and Environment Minister Marina Silva are discussing Brazilian biomes at the Planalto Palace in Brasilia, Brazil, on November 22, 2023. (Photo by Ton Molina/NurPhoto via Getty Images)

LULA, ATTUALE PRESIDENTE DEL BRASILE ..

per quel poco che ho sentito, direi quasi niente,  Lula ha qualche problemino nella competizione elettorale con il figlio di Jair, Flàvio Bolsonaro:

 

dal suo link X :: Flávio Bolsonaro- / 22 settembre 7 h- /

video, 0.59 —

apri qui, se ti interessa

https://x.com/FlavioBolsonaro/status/2102387055225397689/video/1

traduz, automatica – google

Garantire la colazione, il pranzo e la cena è un obbligo di qualsiasi governante. È il minimo. Il brasiliano merita molto di più di questo. Merita comfort, dignità e qualità della vita. Merita il barbecue che non è mai arrivato. Merita di viaggiare con la famiglia, di comprare un’auto decente e di realizzare i suoi sogni senza indebitarsi per il resto della vita. La scelta a ottobre passa attraverso questo: continuare a lottare per avere solo il minimo e vivere indebitato o scegliere un progetto che presenti percorsi concreti per aumentare il reddito, ridurre il costo della vita e ampliare le opportunità per le famiglie brasiliane.

 

 

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Un vecchio raccontino che risale al 2011– 15 anni fa.. * la foto e i quadri sono di Mario Bardelli, il raccontino è mio.

 

 

 

 

* mi scuso per l’irregolarità della scrittura, ma anche ” lui ” fa quello che vuole..

 

 

 

il nostro mare ligure

Il 13 febbraio ho partecipato con  Mario, mio marito, Linda, mia cugina e Dana e Frankie, due carissimi amici dei tempi d’antan ad una manifestazione a Imperia ” sulla donna e la sua felicità ( o fatica.. ) di vivere “…
Non avevo mai visto tanta allegria e tanta gioia di sentirsi uniti e con tanta voglia di cantare e di giocare, a cui i vari maschi presenti (non una folla, ma un gruppo significativo) partecipavano con la stessa voglia di festa.
Ho apprezzato la mancanza di formalità  e di retorica nei vari interventi, che ho trovato generalmente buoni ma alcuni davvero ottimi (che poi, vuol dire solo che con loro ero più d’accordo che con altri).

Ho avuto una delusione però: chiedendo in giro a varie persone, ho scoperto essere solo mia o che, comunque, “non interessava a nessuno”, nemmeno a Linda.

Sono  “stanca” di vedere,  nelle manifestazioni delle donne, anche nelle migliori come questa, tutti gli interventi  rigorosamente al femminile.
Durante la manifestazione, dal momento che, ancora una volta le cose stavano così, ho chiesto ad un ragazzo, che guidava il camioncino delle musiche, di dire qualcosa, anche breve.  Lui mi ha detto che non era preparato (poi non se l’è sentita ):
..ma anche una piccola cosa, per es. “ci siamo anche noi”, avrebbe per me avuto un enorme significato: di rompere questo gineceo che a me pare assurdo. Non ho il minimo dubbio che questo isolamento ormai storico, avrà significati seri e profondi, ma nessuno li spiega né se ne è parlato negli interventi come se – il rapporto con gli uomini – per il movimento delle donne,  non fosse un problema.

Forse non do il tempo alla storia di evolversi: una manifestazione unitaria di vari gruppi insieme, e in “mille città” italiane, è certamente un fatto storico, sempre che riescano ad organizzarsi in modo da continuare nel tempo. Anche i girotondi erano stati un fatto molto significativo in quel momento di palude, sono durati un po’, poi sono spariti, probabilmente per mancanza di un programma condiviso e di un’organizzazione: c’è poco da fare, un movimento, se vuole vivere a lungo, deve assomigliare ad un partito per quanto più flessibile, leggero, spontaneo che voglia essere.

Ma adesso, se siete d’accordo, richiamo sul palco i miei due pupazzetti (reali, realissimi) Dana e Frankie.

In un racconto precedente, avevamo lasciato Frankie, in piazza Eroi a Sanremo, a testa bassa che bofonchiava qualcosa da solo, un po’ irritato.

Ma in questo momento lo vediamo alzare la testa, le spalle si fanno maestose, la “testa rotonda” di Charlie Brown si erge fiera, come un vero marito dei tempi d’antan e spara il fiato di sigaretta in avanti, riprende fiato e dice – noi siamo ansiosi di sentire, perché non parla quasi mai, soprattutto non lo vedi mai turbato – :

“Ha sempre male a questo ginocchio” – adesso la voce è sconsolata; c’è anche nostro figlio, ma ritiene di mostrarlo a me- parla sempre con quel suo dito grassoccio accennando alla moglie che va avanti con Mario…: “ prende gli antidepressivi da tempo e non vuole smetterli;” – e qui di nuovo si rivolge a me cercando complicità, io assento subito come sotto le armi  –

“l’ ortopedico, come sapete, studia la relazione tra il sistema nervoso e la muscolatura…”- questa volta cerca in me una luce d’intelligenza, gli risplendo come un lampione lungo la Senna –

“e adesso, nell’ultima visita, ci ha detto che gli antidepressivi ledono le ossa” – si agita un po’ ondulando sulle scarpe varie volte, la voce è più accesa –  “alla fine le ossa si spappolano e diventano gelatina! Ma lei si ostina a non mollarli…”

Mentre la sua voce va in morendo, lo anticipo: “ Ma, a mio parere, Dana potrebbe diminuirli benissimo fino a smettere”- esco la mia aria dotta e parlo soavemente- ” gli antidepressivi sono una terapia come un’altra, la fai, sei curato e la smetti; fai magari dei rinforzi nel cambio stagione, che è sempre un periodo delicato, ma se li devi prendere a vita…”

Qui anch’io faccio una pausa, proprio come lui quando sputava su di noi – che gli eravamo  davanti – quel fiato mortifero di Gitanes; lui mi lancia uno sguardo per niente rassicurante.

“Secondo me tua moglie è infelice” – ho notato con la coda dell’occhio una faccia quasi minacciosa, ma mi fisso su Dana che va avanti da sola – e guardandola mi convinco ancora di più di quello che sto dicendo -: “ soffre di solitudine e ancor più di noia. Una noia mortale che non esprime, ma la rende  sempre così stanca che spesso deve stare a letto a leggere…”.

Senza pietà termino: “E’ per questo che prende gli antidepressivi…”

Ormai è costernato, guarda allibito le sue scarpe come gliele avessero scambiate, ma non mi interrompe, forse qualcosa nelle mie parole gli dà un suono che, in qualche modo, ha già sentito dentro di sé, un dubbio, subito cancellato.

Mi sforzo di mettere dolcezza nelle mie parole affinché mi ascolti, ma davanti al quadretto che mi si presenta nella  mente, preferirei parlare secca, come del resto mi riesce più facile (“sei una ligure secca”, diceva mia cugina, anche lei ligure!).

“Vedi, Frenck, gli dico con familiarità, devi pensare che Dana vive con una persona – Tu –  che tanti anni fa – eravamo usciti insieme da una mostra a Lugano – mi hai detto “di star bene solo quando sei in mare” ..

Ed eri serio, non è il tuo stile parlare per parlare; lei, per te, invece, sta  sulla terra ferma.

Quando lavoravi ancora, un’unica volta mi hai parlato-eri seduto davanti a me in quel ristorante libanese, il tavolo era grande e c’era molto rumore,  io ero lì, a portata di voce – mi hai raccontato del tuo  “mondo parallelo” che ti eri dovuto inventare per sopportare il vivere quotidiano. Non è certamente delirio:  è come quando il delirio c’è, ma ti permette di rientrare quando vuoi.  Là, in quella storia doppia,  ti scorrevano nelle sue mille immagini, vivevi la tua vera vita: la realtà era una specie di optional.

Adesso che sei in pensione (anche se hai le lezioni di vela) non posso sapere se hai ancora quel film che ti passa nella testa, ma mi pare che la televisione, che vedi per ore, possa essere un buon sostituto: lì non hai neanche bisogno di fabbricartele le immagini.

Una persona che deve vivere in questo modo, non può fare compagnia a nessuno, te lo posso garantire perché, per quello che vedo io, e che può certamente essere sbagliato, ma Mario, mio marito, vive così: lui ha sempre vissuto così, ma man mano negli anni, questo fenomeno si è intensificato.

E’ “diventato sordo”, se gli chiedi una cosa ne risponde un’altra…

Dana, lo sai, è una donna e una bambina che ha un enorme bisogno di svago e di divertirsi: non ha perso, come tutti i poeti, grandi e piccoli, il bisogno di giocare.

Ma farlo da sola…non la diverte. Allora sta a letto a divertirsi con i libri perché può farlo: è curiosissima di tutto e ogni cosa nuova la diverte, è una miniera di notizie, lo sai; ma quando si sente le ruote sotto il sedere e può divertirsi con il mondo intero… la depressione le passa del tutto anche perché tu sei con lei — e lei è nel mondo, esistente !|

Io, per esempio, da sempre scrivo per potermi divertire da sola a mio modo, e poi non sono sola: il computer ed io siamo una coppia di ferro  ( e, anche se quando  fa tutti quei pasticci, arrivo anche a odiarlo), ci amiamo moltissimo. Lui mi riflette una Chiara che conosco e che mi è ” piacevole “.

Invece, quando sono con Mario, magari succede anche a voi, questo veramente non lo so proprio, è più facile che mi senta “inesistente”.

Dulcis in fundo, Dana ti ha proprio viziato: quando sei alla televisione è tutto un chiamare: “Dana Bella mi porti le sigarette…e il portacenere…hai dimenticato l’accendino…c’è della birra?…sei proprio un amore a scendere a comprarla…quando mangiamo?…”.

Intanto lei ha già fatto la spesa, pulito la casa, tua e sua, ha messo su il mangiare, anzi “i mangiarini”…ma pensa che dopo mangiato potrà andare a leggere…in fondo è quello il suo mondo parallelo.
Ma lei, anche se inventa cose nuove quando scrive,  vuole vivere nella realtà, ” percepirla con tutta se stessa” attraverso i 5 sensi !
Forse anche questa è  una delle differenze tra uomo e donna..

“Imagine”
Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente…
Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace…
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno solo.
Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero…
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi davvero uno
testo inglese
Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky…
Living for today…
Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace…
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world…
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one
La nostra storia, voglio dire questo raccontino, agli inizi  mi era sembrato così divertente, umano e paciocco, ma rileggere questa canzone mi ha reso triste: abbiamo proprio finito di “sognare un mondo migliore” in cui ciascuno può vivere in pace…quello che è rimasto di questa canzone è “immaginare che nessuno mai può vivere in pace”.
E questo riguarda uomini e donne.
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Saurav paswan @saurav_paswan2 · 21h –video– Il momento più bello della vita di un delfino. Questo spettacolo è davvero meraviglioso.

 

 

grazie grazie a Saurav paswan !

link X  / Saurav paswan @saurav_paswan2

https://x.com/home#:~:text=128.097-,Saurav%20paswan,21h,-Lingua%20originale%3A%20hindi

 

 

video

apri qui

*** guardate il faccino e lo sguardo della mamma !

https://x.com/saurav_paswan2/status/2102031562313457904/video/1

 

 

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ruggiero filannino @ruggierofilann4 · 4h –Ornella Vanoni – Domani è un altro giorno (Testo) – grazie caro Rug !

 

 

link X di Ruggiero Filannino

MAI VISTO TANTA GENTE VIVERE FUORI DALLA LEALTA’.

ruggiero filannino @ruggierofilann4

 

 

Ornella Vanoni – Domani è un altro giorno (Testo)
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CARD. ZUPPI E IL PRESIDENTE MATTARELLA : “Le scuole devono essere luoghi in cui nessuno si senta escluso” + ” La scuola prepara tutti, ‘è aperta a tutti’: così dispone l’art. 34 della Costituzione”..

 

 

 

Zuppi: “Le scuole devono essere luoghi in cui nessuno si senta escluso”.

 

 

 

 

Zuppi: “Le scuole devono essere luoghi in cui nessuno si senta escluso”

 

REPUBBLICA.IT / 21 SETTEMBRE 2026

APRI QUI::

https://www.repubblica.it/cronaca/2026/09/21/news/zuppi_scuola_nessuno_escluso-425598602/?ref=app_share

 

 

 

***

video, 1.00 minuto

IL SOLE 24 ORE – VIDEO — MATTARELLA AD AMATRICE / LINK SOTTO

https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/mattarella-amatrice-ricorda-costituzione-scuola-e-aperta-tutti/AJUQCsKB

Mattarella a Amatrice ricorda la Costituzione: la scuola è aperta a tutti

Amatrice, 22 set. (askanews) – “La scuola è la leva più efficace di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati. La scuola prepara tutti, ‘è aperta a tutti’: così dispone l’art. 34 della Costituzione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso all’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice. “Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale”, ha aggiunto “Gli studenti non sono semplici utenti della scuola. La società ha bisogno della loro voce”, ha concluso.

 

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DUE HAIKU DI ANDREA BSRDELLI + foto Getty Images / link sotto + ELISA BUSON, L’EQUINOZIO D’AUTUNNO –ANSA.IT / SCIENZA  22 SETTEMBRE 2026  8.05 ++ GETTY IMAGES

 

 

 

STAGIONE

L’ autunno è ai traguardi
e un venticello più snello
vi sveglia più tardi.

 

AUTUNNO

La notte si alloggia
su folli nebbie di colli
dolenti di pioggia.

 

SOPRA :::  DUE HAIKU– nello stile metrico suggerito dall’ immortale
Guilherme de Almeida —

DI ANDREA BSRDELLI / LINK FACEBOOK

 

 

 

le foto sono di GETTY IMAGES / LINK

 

ANSA.IT / SCIENZA  22 SETTEMBRE 2026  8.05

https://www.ansa.it/canale_scienza/notizie/spazio_astronomia/2026/09/22/estate-agli-sgoccioli-arriva-lequinozio-dautunno-_fe42717b-f661-4bf1-bdd1-30f5ebb0682b.html

 

 

 

 

Estate agli sgoccioli, arriva l’equinozio d’autunno.

L’appuntamento astronomico alle ore 2:05 del 23 settembre

 

 

Autumn Leaves In Full Color in Japan

 

 

 

 

L’estate è davvero agli sgoccioli, almeno dal punto di vista astronomico: il 23 settembre, alle ore 2:05, cadrà l’equinozio d’autunno.

La nuova stagione prenderà il via quando il Sole attraverserà l’equatore celeste (cioè la proiezione dell’equatore terrestre sulla volta celeste), spostandosi da Nord a Sud.

 

Vibrant autumn foliages drape over a broad tree by a calm pond. A carpet of orange and yellow leaves covers the ground, creating a peaceful nature scene.

 

 

Inoltre, il Sole si troverà allo zenit dell’equatore terrestre, dove i suoi raggi arriveranno perpendicolari. I due emisferi del Pianeta riceveranno così un’illuminazione equivalente, con le ore di luce pressoché uguali a quelle di buio: da qui l’espressione latina aequa nox, ossia ‘notte uguale (al dì)’.

La vera parità, però, non arriverà esattamente il 23 settembre. Il Sole, infatti, non è un punto ma un disco: alba e tramonto vengono definiti rispettivamente dall’apparizione e dalla scomparsa del bordo superiore del disco solare, con un conseguente allungamento della durata del giorno. A questo si aggiunge l’effetto della rifrazione atmosferica, che curva i raggi solari e rende visibile il Sole anche quando il suo centro geometrico si trova già sotto l’orizzonte. Per tali ragioni, nel giorno dell’equinozio il periodo di luce risulta superiore a quello di buio di alcuni minuti. La parità effettiva, denominata ‘equiluce‘, si verifica alcuni giorni dopo, generalmente intorno al 25-26 settembre alle latitudini italiane.

 

 

 

 

La data dell’equinozio di settembre (che nell’emisfero Sud segna al contrario l’inizio della primavera) non è fissa, ma può variare di anno in anno, tra il 21 e il 24 settembre. A determinarne lo slittamento sono la diversa durata dell’anno astronomico rispetto a quello civile e l’inserimento del giorno aggiuntivo negli anni bisestili. Così l’equinozio può spostarsi anche di diverse ore da un anno all’altro: generalmente si verifica il 22 e il 23 settembre e più raramente il 21 e il 24. I prossimi equinozi d’autunno al 21 settembre arriveranno solo nel 2092 e 2096.

 

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Sabina @Sabina25537896 / LINK SOTTO · 23h – LA FOTOGRAFA : Sabine Weiss + Silvia Mazzucchelli: Sabine Weiss, Consumata dalla curiosità, DOPPIOZERO, agosto 2022

 

 

LINK X DI SABINA
Sabina @Sabina25537896

 

 

Sabine Weiss (Sabine Weiss (1924–2021), esponente di spicco della fotografia umanista.

**L’immagine immortala l’osservazione di un gatto a mezz’aria durante un salto all’interno del celebre monastero Nga Phe Kyaung in Birmania (Myanmar) chiamato appunto “Monastero dei gatti che saltano ” perché i monaci addestravano i gatti a saltare attraverso un cerchio”.

dal link :  AI Overview / Google

 

 

 

 

 

 

 

 

DOPPIOZERO   10 AGOSTO 2022

https://www.doppiozero.com/sabine-weiss-consumata-dalla-curiosita

 

Sabine Weiss: consumata dalla curiosità

 

 

“Fotografare è un alibi”. Sono queste le parole con cui si dovrebbe ricordare Sabine Weiss e la sua inesauribile passione per la fotografia, che ha assorbito ininterrottamente settant’anni della sua lunga esistenza. Tutt’altro che “matta e disperatissima”, poiché la Weiss ha saputo fondere un lungo e minuzioso apprendistato con l’irrefrenabile curiosità che animava il suo desiderio di diventare una fotografa. Spesso accostata a fotografi umanisti come Brassaï, Izis, Doisneau, Ronis, la sua storia racconta molto altro.

Nata in Svizzera, a Saint-Gingolph nel 1924, appartiene a quel folto gruppo di professioniste che, a partire dagli anni Venti, ha fatto della fotografia il proprio mestiere e il mezzo per ottenere un’autonomia personale. Una fotocamera appesa al collo era un possibile pretesto per lasciare le mura domestiche, viaggiare e persino ambire all’indipendenza economica.

Nata troppo tardi per fotografare il conflitto mondiale, e per questo distante da Margaret Bourke-White che era riuscita a stare al passo con la storia, e da Gerda Taro che dalla storia era stata travolta e trasformata in mito, Sabine Weber incarna la vicenda, forse meno suggestiva, certamente più autentica, di una incrollabile tenacia che, infine, si rivela come la sua arma vincente, per nulla segreta.

Sin da ragazzina vuole fare la fotografa e, su consiglio del padre, chimico e inventore, si reca presso lo studio di Paul Boissonnas a Ginevra. Vi rimane tre anni e apprende le basi della sua futura professione: “ritratto, fotografia industriale, lavoro di laboratorio e di ritocco, catalogazione dei negativi, rapporto con i clienti”.

Boissonnas aggiungerà: Mademoiselle S. Weber a beaucoup de goût et de dons pour son métier.

Il 23 agosto del 1945 ottiene il certificato di idoneità, poca cosa al confronto delle conoscenze acquisite, che costituiscono lo strumento più importante nella sua cassetta degli attrezzi.

Nel 1946 si trasferisce a Parigi e per quattro anni collabora con Willy Maywald, fotografo di moda e ritrattista.

Lo studio in cui lavora si apre sul cortile dell’Académie de la Grande Chaumière, dove è facile incontrare molti artisti. Con l’aiuto di Maywald trova casa a Montparnasse dove conosce Chagall, Braque, Cocteau, Carné e incontra anche il suo futuro marito, Hugh Weiss, un artista americano con cui si trasferisce in una casa-studio nella zona Ovest di Parigi. 

Le due esperienze sono fondamentali. A Ginevra apprende la tecnica, a Parigi entra in contatto con l’arte. Senza troppi proclami demolisce uno dei cliché che il mondo della fotografia veicola con insistenza: l’incapacità femminile di armeggiare con una fotocamera e padroneggiarne gli aspetti tecnici. Marie Robert, nel saggio introduttivo a Une histoire mondiale des femmes photographes, ricorda che Luis Daguerre, quando annunciò al pubblico la sua scoperta alla fine del 1838, affermò che, sebbene il risultato sia ottenuto con mezzi chimici, questo piccolo lavoro [potrebbe] piacere molto alle signore. La Kodaksi è affidata, fin dal lancio della sua prima fotocamera portatile nel 1888, e per decenni, alla figura della “Kodak Girl”, l’incarnazione della dilettante senza conoscenze tecniche.

Nel 1932, una pubblicità del marchio Leica mostrava mani femminili che, finalmente, “non avrebbero più fatto foto sfocate” grazie alla messa a fuoco automatica. E se accadeva che qualcuna si discostasse dallo schema, inevitabilmente diveniva oggetto di scherno o ironia, come Alice Schalek, reporter sul fronte orientale durante la Prima guerra mondiale, definita “iena da battaglia” da Karl Kraus, o “Valchiria di ferro”, nomignolo attribuito a Germaine Krull a causa del suo Metal (1928), composto da scatti di architetture metalliche.

 

La velocità con cui la Weiss inizia a lavorare è sorprendente. Subito dopo l’apprendistato realizza il suo primo servizio dedicato ai soldati americani in licenza a Ginevra, Nos hôtes américains à Genève, in cui i militari vengono ritratti come turisti a spasso per la città. Sue sono le foto pubblicate sulle copertine della rivista l’Apprenti Suisse di marzo 1945 e novembre 1946, in cui si vedono due donne al lavoro. Il decennio che va dal 1952 al 1962 è costellato da prestigiose collaborazioni. Alla sua Rollei aggiunge una Leica e una Linhof, le sue opere cominciano a circolare e si costruisce una clientela che le garantisce commissioni regolari.

Conosce Robert Doisneau che la fa entrare nell’agenzia Rapho e appoggia la sua candidatura presso la redazione di Vogue, con cui rimane sotto contratto per circa dieci anni.

Oltre che in Francia, Sabine Weiss viaggia spesso in Europa e Medio Oriente: Italia, Egitto, Spagna, Austria, Portogallo sono solo alcune delle sue numerose destinazioni. Anche le collaborazioni con la stampa internazionale si moltiplicano: Newsweek, Picture Post, Paris Match, U.S. Camera, Harper’s Bazaar, Time, Elle, Le Ore, come era avvenuto per altre giovani fotografe agli esordi, fra cui Chiara Samugheo e Giulia Niccolai.

 

Si sposta con disinvoltura dai set lussuosi delle passerelle di moda alle periferie delle città. Che fotografasse un abito di Dior o una banda di monelli, (…) in un momento quegli elementi, la sua fotocamera e lei stessa, sembravano fondersi, ricorda il marito.  Ciò che sorprende è la mancanza di finzione, quasi che la presenza fisica della fotografa sia stata neutralizzata da una naturale contiguità con i soggetti fotografati.

 

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1958. Yves Saint-Laurent, prima collezione Dior, per Life © Sabine Weiss.
L'artista Alberto Giacometti disegna la moglie Annette. Parigi, Francia © Sabine Weiss.
L’artista Alberto Giacometti disegna la moglie Annette. Parigi, Francia © Sabine Weiss.
L'artista Niki de Saint Phalle. Parigi, Francia © Sabine Weiss.
L’artista Niki de Saint Phalle. Parigi, Francia © Sabine Weiss.

 

 

 

Nella foto scattata alla prima collezione di Dior, pubblicata su Life, si vede un giovanissimo Yves Saint-Laurent circondato da un gruppo di modelle. Nonostante la posa, si percepisce qualcosa che va oltre l’ingessata ufficialità della situazione. Più che inavvicinabili icone di moda, le mannequins sembrano ragazze ben vestite, sicure di sé, ma non inaccessibili, mentre lo stilista ricorda un adolescente timido che si vergogna di essere fotografato. Nessuno si sente in dovere di fingere. Entrare nello studio di Giacometti e ritrarlo mentre a sua volta ritrae la moglie Annette, avvicinarsi a Niki de Saint Phalle chinata a terra, fotografare André Breton, ormai anziano, accanto alla sua collezione di opere d’arte, come se anch’esso fosse un pezzo da museo, mostra la sua capacità di entrare in empatia con i soggetti, indipendentemente dalla loro condizione.

 

Porte de Saint-Cloud, Francia 1950 © Sabine Weiss.
Porte de Saint-Cloud, Francia 1950 © Sabine Weiss.

Perché sia potente, una fotografia deve parlarci di un aspetto della condizione umana, deve farci sentire l’emozione che il fotografo ha provato di fronte al soggetto, afferma la Weiss. A New York sceglie di girovagare nei quartieri popolari: il Bronx, Harlem, Chinatown. A Parisienne’s New Yorkers è l’azzeccatissimo titolo che si legge sulle pagine del New York Times Magazine, la Weiss è una parigina (e non una svizzera!) che si muove con disinvoltura nella metropoli americana.
Cammina per strada e fotografa quello che vede: i passanti, le persone che lavorano, i ragazzini che giocano. Il suo sguardo non è quello di una cacciatrice di immagini, non è rapace come Weegee e non le interessano gli istanti perfetti di Cartier-Bresson, ma l’imperfetta normalità della vita quotidiana. La Weiss non accentua alcuna forma di drammaticità. Non ricorre a particolari espedienti tecnici, tagli o modulazione dei contrasti, poiché ciò che conta è mostrare il soggetto nella sua dignitosa dimensione reale, senza alcuna forma di enfasi.

 

1951-1952, Colonia familiare per malati mentali. Dun sur Auron, Francia © Sabine Weiss.
1951-1952, Colonia familiare per malati mentali. Dun sur Auron, Francia © Sabine Weiss. 

Sono consumata dalla curiosità: vorrei entrare in ogni casa, scoprire le vite degli altri. (…) Con la mia macchina fotografica stabilisco un dialogo con gli sconosciuti, racconta la Weiss.  Per questo accetta la proposta che le viene fatta dalla Magnum di fotografare le donne affette da disturbi mentali che venivano ospitate e accudite presso famiglie “adottive” a Dun-sur-Auron, nel dipartimento francese di Cher. 

 

Come per le strade di New York, anche lei diventa una di loro: si avvicina con naturalezza e le fotografa mentre lavorano a maglia, chiacchierano sulla soglia di casa, fanno la spesa, mettendo in risalto il loro lato “normale” ed esaltandone l’“umanità”.

Così nelle foto scattate in un cimitero per cani ad Asnières: un’anziana donna dal volto afflitto regge un piccolo fagotto bianco che avvolge il suo cane come se fosse un figlio.

1955, New York, USA © Sabine Weiss.
1955, New York, USA © Sabine Weiss. 
1955, New York, USA © Sabine Weiss.
1955, New York, USA © Sabine Weiss.

Si percepisce che la curiosità della Weiss non è solo desiderio di accrescere il proprio sapere, ma come suggerisce l’origine della parola, prendersi cura, avere premura, sentire sollecitudine verso qualcuno o qualcosa. Fotografare non è prendere con violenza, ma curarsi del soggetto che si fotografa, prenderlo insieme, comprenderlo. Non è un caso che tra i soggetti prediletti dalla Weiss vi siano i bambini. Li fotografa ovunque, a Parigi, Avignone, Toledo, Madrid, New York.

 

Le sue immagini sembrano le tessere di un’unica, immensa periferia senza confini abitata solo da ragazzini. Poco importa se indossano abiti sgualciti, se i sorrisi sono sdentati, se in eredità dagli adulti hanno ricevuto solo le macerie della guerra. Non sono rappresentati come simbolo della vulnerabilità, della fragilità o delle sofferenze di un’epoca, come documentano le immagini della Farm Security Administration.

Li coglie in equilibrio sulle mani come degli acrobati, intenti ad attingere dell’acqua da una fontana, in cerca di avventure per strada, e persino mentre le corrono incontro, come se la volessero accerchiare.

La Weiss sembra voler affidare proprio a loro il destino del mondo, ed è per questo che  Edward Steichen  le chiede alcune foto per la mostra The family of Man, presentata nel 1955 al MoMa di New York, insieme a quelle di Helen Levitt e Ruth Orkin.

Perché come lui, mette l’accento sull’universalità dell’esperienza umana e sulla capacità della fotografia di testimoniarla.

 

Se è vero che la Weiss non si ritiene un’artista, gli artisti creano qualcosa di nuovo, io sono una testimone, sostiene, c’è una parte della sua opera che sembra andare nella direzione opposta alle sue parole. Non sono fotografie che testimoniano un evento. Spesso scattate di notte, si vedono diverse fonti luminose che rischiarano l’oscurità. La luce di un fiammifero con cui un uomo accende una sigaretta, quella di un lampione verso cui un altro si dirige in bicicletta, le scintille di un fuoco d’artificio, i raggi del sole che cadono in fondo a una strada verso cui un uomo corre.

 

Il vuoto genera un’atmosfera malinconica, le solitarie figure umane che si muovono nelle strade deserte suggeriscono il senso dell’andare verso qualcosa, della vita e della morte.

Eppure i bagliori che sembrano passare da una foto all’altra, fanno pensare a dei varchi che conducono in altre dimensioni. Bucano l’immagine verso il supporto cartaceo e verso chi guarda, dando rilievo alla metafora della fotografia come scrittura di luce, ma soprattutto della fotografa come colei che accende l’immagine.

 

E con essa la vita. Alla Weiss non interessa l’è stato di Roland Barthes, l’istante perduto che la fotografia può salvare dall’oblio, ma il varco luminoso che può condurre verso il futuro.

Lo stesso varco che si apre nel meraviglioso sorriso della ragazzina sdentata che guarda la fotografa con un misto di innocenza ed incontenibile energia, orgogliosa di esibire quel buco nel sorriso, come fosse un dono divino. Il medesimo entusiasmo che si percepisce nella foto della gitana che danza avvolta nel turbine del suo abito, mosso da un vento invisibile che muove anche la Storia.

Luce, gesto, sguardo, movimento, silenzio, tensione, riposo, rigore, rilassamento. Vorrei racchiudere tutto in questo momento per esprimere l’essenziale dell’uomo con il minimo dei mezzi, dice la Weiss.

Forse ciò che chiama “l’essenziale dell’uomo” è proprio quel nucleo di luce che lei ha cercato nei volti dei bambini, negli artisti, nei mendicanti, e che in queste foto prende la forma di tanti cerchi luminosi, come fossero  prove,  indizi,  tracce del nucleo originario da cui provengono le sue foto.

Forse sono queste le immagini a cui pensa quando in Intimes Convinctions ricorda il concetto giapponese di “Ma”: un orientale che spiega qualcosa a un altro orientale, toglie, toglie ancora e quando non resta più nulla, questo nulla che rimane è il Ma. (…) mi piacerebbe, nelle mie foto, ottenere qualcosa di questo tipo: trovare questi istanti nel tempo e nello spazio, in cui pienezza e semplicità formano un tutto.

 

Fra il 1980 e il 2000 Sabine Weiss riprende a viaggiare, si sposta da una parte all’altra del mondo: Egitto, India, Ungheria, Isola della Riunione, Guadalupa, Birmania, Giappone. Fotografa persone che pregano. Qui, la “pienezza e la semplicità” si condensano in momenti di contemplazione che vanno oltre il semplice soggetto visibile.

Ed evidenzia l’aspetto raccolto, intimo, silenzioso di queste persone.  Chinarsi a pregare è come guardare attraverso la fotocamera, è rivolgere la propria cura verso ciò che ci sta davanti. La Weiss non esalta le differenze religiose, ma l’universalità della dimensione umana.

Le due donne con lo sguardo assorto, inginocchiate al Cairo, non sono così diverse dall’anziana in ginocchio a Fátima; il monaco che prega a Taïwan è simile al bambino con le mani giunte a Tokyo. Così come l’anziana ungherese che accende una candela appare vicina al ragazzino il cui volto è illuminato da una candela sottile che tiene fra le dita.

Sembra che la Weiss contempli con loro il mistero di una possibile illuminazione, di un bagliore che non è il lascito di una fonte di luce esterna, ma un primo e antico sprigionarsi dell’essere. Non un venire alla luce, ma farsi faticosamente una fiammella che ondeggia nel buio del mondo, cosciente della sua luce, consapevole di produrre ombre, che sa di essere fatalmente destinata a spegnersi.

 

Mostra: Sabine Weiss. La poesia dell’istante, a cura di Virginie Chardin, Casa dei Tre Oci a Venezia, fino al 23 ottobre 2022.

 

 

ULTIMA FOTO PUBBLICATA DA  ::   DOPPIOZERO 2022 / LINK

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Massimo Giletti intervista Antonio Ingroia: ” Misteri di Palermo e la magistratura “, Piemme 2025 ++ video: l’autore presenta il libro

 

 

Traditi. Le mie verità sui misteri di Palermo e sulla Magistratura - Antonio Ingroia,Massimo Giletti - copertina

Traditi. Le mie verità sui misteri di Palermo e sulla Magistratura

Presentazione

La storia della lotta alla mafia è una storia soprattutto di grandi tradimenti, oltre che di grandi uomini che si sono immolati per la causa. I protagonisti infatti sono stati tutti, in qualche modo, traditi da qualcuno. Antonio Ingroia, oggi avvocato, in un dialogo appassionato e senza reticenze con Massimo Giletti, racconta le sue verità di magistrato di sinistra tradito dalla sinistra politica. Il suo è una specie di memoriale in cui affida al suo interlocutore i suoi ricordi e la sua esperienza di magistrato, le tante vicende del passato che lo hanno visto in prima linea nella procura di Palermo, con i suoi maestri, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, tra misteri ancora irrisolti, omissioni e depistaggi. Un j’accuse neanche troppo velato ai nemici e ai finti amici nelle procure, nelle correnti e della politica, una rilettura amara di cosa sia stata e abbia significato la stagione delle stragi e della Mafia corleonese; delle sue lotte intestine, tra connivenze e ambiguità intollerabili e delle domande senza risposta che ancora avvolgono le morti dei due grandi magistrati siciliani. E poi, ancora, la sua uscita improvvisa dalla magistratura per il tradimento di quegli ambienti giudiziari e politici che riteneva suoi naturali alleati, nel momento in cui alcune intercettazioni toccano il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E la sua nuova vita di avvocato alle prese con episodi di malagiustizia quotidiana. “Traditi” è un libro ricco di rivelazioni, ricordi personali e riflessioni su una stagione indimenticabile, tragica, decisiva nella storia di questo Paese.

 

 

video, 28.27 min. 

Antonio Ingroia

Traditi.
le mie verità sui misteri di Palermo e della Magistratura

 

 

Crescere Informandosi / link

incontra Antonio Ingroia, una vita in magistratura ed ora avvocato penalista, coautore, recentemente, con Massimo Giletti, del libro, edito da Piemme, dal titolo “Traditi-Le mie verità sui misteri di Palermo e della Magistratura”. Antonio Ingroia, in una lunga intervista a Massimo Giletti, ricostruisce gli anni delle stragi mafiose dei primi anni 90’. Stragi che hanno portato alla morte dei due magistrati simbolo di questa battaglia e delle rispettive scorte, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Due magistrati traditi da quelle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerli e combattere con loro il fenomeno mafioso. Perché solo ora un’opera per raccontare la sua verità degli anni delle stragi che hanno visto morire uno dopo l’altro Falcone e Borsellino? Chi sono i traditori? Chi ha tradito Antonio Ingroia? Il Patto Stato-Mafia venne accertato ma non fu riconosciuto come reato punibile. Qual è il reale significato di questa decisione? Ci furono tradimenti anche nelle file della Mafia. Cosa avvenne di preciso? Quali le responsabilità della sinistra in quegli anni? Cosa si poteva fare di più, nella lotta alla Mafia, e non è stato fatto? Cosa significa per il Governo portarsi a casa la riforma della giustizia e cosa accadrà in concreto? Queste e molte altre le domande e gli aspetti affrontati nel corso di questa intervista.

 

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Sabina @Sabina25537896 / sotto link X – 21 settembre – h. 10.00 ca –grazie ! + Lucienne Bloch e Frida Kahlo + il nipote di L. B.

 

Immagine

è lei nella foto — presa dal suo X

SABINA 

https://x.com/Sabina25537896

 

 

 

Frida su un treno per il Messico 

 

 

 

Foto di Lucienne Bloch

 

 

 

SEGUE DA ARTRIBUNE

https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/lucienne-bloch-dentro-la-vita-di-frida-kahlo-2/

 

 

Lucienne Bloch (1909-1999) è stata una fotografa americana di origini svizzere. Nacque a Ginevra, ma si trasferì negli Stati Uniti all’età di 8 anni. Meglio nota al grande pubblico per la collaborazione con Diego Rivera, fu proprio affiancando il pittore messicano che ebbe modo di conoscerne la moglie, Frida Kahlo della quale divenne amica e confidente. Eppure il loro primo incontro fu ben lontano dai toni complici e pacati che caratterizzarono i successivi dialoghi.

“Io ti odio”, queste le prime parole pronunciate da Frida Kahlo a Lucienne. Era il 1931 e il MOMA di New York accoglieva una festa in onore di Diego Rivera. La Bloch lavorava allora come sua assistente e Frida aveva avventatamente riconosciuto in lei un’amante del marito. Ma le apparenze ingannano. Col tempo, Lucienne si rivelò un’amica fidata e una confidente sincera; le fu accanto a seguito dell’aborto, della morte della madre e dei ripetuti tradimenti di Rivera.

Frida e Lucienne condividevano ideali politici e passione per l’arte. Lucienne Bloch era figlia d’arte; incoraggiata e appoggiata dal padre, Ernst Bloch, compositore e violinista svizzero, coltivò l’amore per l’arte sin dalla giovane età.
L’interesse per la politica, il comune denominatore dell’arte e una solida base di valori comuni consolidano l’affinità tra la Kahlo e la Bloch.

 

Lucienne Bloch – Dentro la vita di Frida Kahlo-

 

Vernissage
05/05/2017
THESIGN GALLERY
Via Piemonte 125/A , Roma, Italia
L’esposizione consta di una raccolta di 68 immagini della vita della pittrice messicana Frida Kahlo scattate dalla fotografa Lucienne Bloch.

 

 

Chiudiamo con un’ultima foto di  Lucienne Block:

 

Detroit 1935 ca–  una manifestazione dei sindacati dei lavoratori delle auto.

 

dal Facebook:

Questa è la foto che il nipote ha messo come simbolo del Facebook che egli cura
pubblicando cose di Lucienne, sua nonna, tra le quali, c’è quella che abbiamo pubblicato .. con una lunga storia, ma in inglese
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ROSANNA PUGLIESE, ANSA.IT 21-09 –L’AfD vince anche in Meclemburgo-Pomerania, Berlino alla Linke ma Merz non molla. Debacle della Cdu, non entra + Elif Eralp, presidente della Linke / Berlino

 

 

 

 

 

CARTA DEL MEKLENBURGO-POMERANIA ANTERIORE
 Confina a est con la Polonia (voivodato della Pomerania Occidentale).La sua sede amministrativa è Schwerin ( 1. al fondo ), mentre il centro più popoloso è il porto baltico di Rostock (1. in fondo ). Le altre città principali sono Neubrandenburg, Stralsund, Greifswald
e Wismar.
Dal 4-7 – 2017  è presidente Manuela Schwesig (SPD– vedi sotto)
da WIKIPEDIA–

 

ANSA.IT  21  SETTEMBRE 2026 – 7.58

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/21/lafd-vince-anche-in-meclemburgo-pomerania-berlino-alla-linke-ma-merz-non_e858bc98-bac2-4f2f-a7ce-abd390ca6baf.html

 

L’AfD vince anche in Meclemburgo-Pomerania, Berlino alla Linke ma Merz non molla.

Debacle della Cdu, per la prima volta fuori dal parlamentino di un Land. Alice Weidel, leader dell’ultradestra: ‘Merz tragga le conseguenze, noi il partito più forte del Paese’. Elif Eralp, della Linke, conquista la capitale.

 

 

Friedrich Merz (s), Elif Eralp (d) nota in fondo, Alice Weidel in basso a sinistra e Steffen Krach in basso a destra. Berlino, 20 settembre 2026 ANSA

 

L’ultimo voto del 2026 consegna l’immagine di una Germania che cambia e premia le ricette più radicali, per uscire dalla crisi e superare le paure che avviliscono i tedeschi.

L’ultradestra di Afd ha vinto nel secondo Land dell’est, il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove invece la Cdu, per la prima volta nella sua storia, non è entrata nel Parlamento del Land. La Sinistra della Linke ha conquistato Berlino, scrivendo una pagina storica con la pasionaria Elif Eralp, che vuole espropriare le case.

È opinione diffusa che sarebbe abbastanza da far cadere un cancelliere, ma Friedrich Merz ha preso la parola a sorpresa subito dopo gli exit poll che davano il suo partito ancora in biblico a Schwerin, per annunciare esattamente il contrario. Non ha alcuna intenzione di mollare. Di fronte alla doppia debacle del suo partito, ammesso il “disastro” con inaudita naturalezza, ha scandito: “Mi assumo la responsabilità, vorrei portare avanti il Paese”.

L’antidoto alla durezza dei tempi sono le riforme, e queste “arrivano”, è stata la promessa al mondo economico, che lo stava ascoltando col fiato sospeso, come milioni di tedeschi e tutti i giornalisti catapultatisi alla Adenauer Haus.

 

 

Il party elettorale più vivace è certamente quello della Linke a Berlino, dove la futura neosindaca ha esultato: “Care berlinesi e berlinesi, da oggi cambiamo la nostra città. Abbiamo scritto una pagina di storia. E il segnale dell’amore e della giustizia hanno vinto sull’odio”. È lei, Elif Eralp, a incarnare in queste ore il messaggio opposto a quello dell’ultradestra.

Avvocatessa dei diritti umani, figlia di rifugiati turchi, chiede alloggi accessibili a tutti e più integrazione, mentre Afd spinge sull’espulsione dei migranti. Il contrasto non potrebbe essere più forte. Ma si tratta di due partiti dalle misure radicali: “È morto il centro borghese”, sentenzia in serata un editoriale della Welt.

 

 

 

BERLIN, GERMANY – SEPTEMBER 21: Manuela Schwesig, Premier of Mecklenburg-Western Pomerania and member of the German Social Democrats (SPD), speaks to the media at SPD headquarters the day after state elections in Mecklenburg-Western Pomerania on September 21, 2026 in Berlin, Germany. While the SPD came in second behind the far-right Alternative for Germany (AfD), it will likely be able to form a coaltion government and remain in power. (Photo by Sean Gallup/Getty Images)

Manuela Schwesig- foto da Getty Images / link

 

I dati mostrano un quadro complesso. In Pomerania, stando ai dati preliminari, Afd è chiaramente in testa con il 38,2%, inseguita dai socialdemocratici che con Manuela Schwesig prenderebbero il 35,5. Quest’ultima, la ex ministra di Angela Merkel che negli ultimi giorni era riuscita in una rimonta tale da arrivare al sorpasso nei sondaggi, è riuscita comunque a posizionarsi come unico argine all’ultradestra nell’est. Tanto che qualche analista già la segnala come commissaria ombra dei vertici federali del partito, facendo tremare il vicecancelliere Lars Klingbeil (nota sotto ).

Lars Klingbeil (Soltau ( Bassa Sassonia/Germania nord-cc.), nel 1978) è un politico tedesco, Vicecancelliere federale della Germania e Ministro delle finanze nel governo Merz dal 6 maggio 2025. Klingbeil è inoltre il Presidente del Partito Socialdemocratico di Germania (SPD), nonché deputato al Bundestag dal 2009, dopo esserlo stato in precedenza nel 2005.
altro in Wikipedia

 

video ansa :: Merz: ” Un disastro in Pomerania, avanti con le riforme “.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/21/lafd-vince-anche-in-meclemburgo-pomerania-berlino-alla-linke-ma-merz-non_e858bc98-bac2-4f2f-a7ce-abd390ca6baf.html#:~:text=vicecancelliere%20Lars%20Klingbeil.-,Video,in%20Germania%2C%20Merz%3A%20%27Un%20disastro%20in%20Pomerania%2C%20avanti%20con%20le%20riforme%27,-Drammatico%20il%20dato

 

 

Drammatico il dato della Cdu, che è scivolata per la prima volta fuori dal parlamentino regionale di un Land, nel Meclemburgo Pomerania Anteriore – emerge dai risultati preliminari – ottenendo il 4,9%, sotto il limite dell’ingresso che è al 5. A Berlino i numeri consegnano una vittoria più netta alla Linke con il 24,9%, mentre la Cdu che esprimeva il sindaco uscente, sostituito per la corsa elettorale da Stefan Evers è data al 19,2%. Cresce molto anche Afd, con un 15,8% che la colloca saldamente al terzo posto (con quasi sette punti in più rispetto al 2023). Anche se non è proprio il trionfo annunciato: i sondaggi davano infatti l’ultradestra che ha stravinto in Sassonia-Anhalt 15 giorni fa al 18%.

 

 

Nella capitale ci sono i numeri per governo rosso-rosso-verde, dal momento che l’Spd ha preso il 12% e i verdi il 14,3%. Ma il capitolo della governabilità, alla luce di questi risultati resta la vera sfida della Germania per i prossimi anni. Sempre più spesso vincono partiti che difficilmente trovano la quadra con altri. Ulrich Siegmund, il leader di Afd che ha stravinto nella Sassonia Anhalt due settimane fa, ha annunciato che formerà il primo governo di Afd entro la fine dell’anno. Ma la tenuta, ammesso che ci riesca, sarà un’altra sfida

 

 

 

video—Elezioni in Germania, a Berlino Die Linke festeggia la vittoria sulla CDU

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/21/lafd-vince-anche-in-meclemburgo-pomerania-berlino-alla-linke-ma-merz-non_e858bc98-bac2-4f2f-a7ce-abd390ca6baf.html#:~:text=Video-,Elezioni%20in%20Germania%2C%20a%20Berlino%20Die%20Linke%20festeggia%20la%20vittoria%20sulla%20CDU,-IL%20PODCAST

 

 

nota ::  Elif Eralp, presidente della Linke

 


Nata a Monaco da sindacalisti turchi fuggiti dal loro Paese nel 1980, la 45enne ha orientato la sua carriera di giurista verso la difesa dei diritti umani, in particolare quelli dei migranti, prima di aderire a Die Linke lo stesso giorno in cui l’AfD è entrata per la prima volta nel parlamento tedesco, nel 2017. A Berlino convivono 150 nazionalità diverse.  Eralp si è candidata con la sinistra con la promessa di restituire la città ai berlinesi: a partire dalla casa, cavallo di battaglia della candidata che vuole contrastare l’andamento di prezzi stellari con una legge che consentirebbe l’esproprio dei colossi immobiliari che posseggono oltre tremila appartamenti, al motto di “rendere Berlino di nuovo accessibile”.
“Non siamo radicali, ma le risposte che diamo ai problemi lo sono, perché oggi sono necessarie”, ha detto alla stampa straniera. Oltre alla situazione abitativa, il programma di Eralp prevede anche la scuola accessibile a tutti, sicurezza delle infrastrutture critiche e sostegno finanziario alla cultura, agli artisti e alle discoteche della capitale.
Eralp dovrà riuscire a formare una coalizione, convincendo gli ambientalisti, forti del 15% dei voti, e l’Spd, partito che ha guidato a lungo la capitale ma che ha registrato il suo peggior risultato di sempre, attestandosi intorno al 12%.  E’ stata paragonata a Mandami:
in primavera, lo stratega della campagna elettorale del sindaco dem di New York si è recato a Berlino proprio per offrire consulenza a lei e al suo partito.
altro nel link : https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/20/

 

(1) Castello di Schwerin– capitale della Pomerania

 

vista aerea

https://it.wikipedia.org/wiki/Meclemburgo-Pomerania_Anteriore#/media/File:Schwerin_Castle_Aerial_View_Island_Luftbild_Schweriner_Schloss_Insel_See.jpg

 

 

una cartina dove si vede bene la regione

https://it.wikipedia.org/wiki/Meclemburgo-Pomerania_Anteriore#/media/File:Mecklenburg-Vorpommern_Map_Districts_Border_Mecklenburg_Western_Pomerania_-_Landkreise_Grenzen_Karte_MV_MeckPomm.svg

 

 

il porto di Rostock

 

The New Market (Neumarkt) in Rostock is next to the Old Market and the Hop Market (today University Square) one of the three former market places of the Hanseatic city. Rostock in October 2019.

centro della città-

foto da Getty Images

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Domani, tempo permettendo, andiamo a Labro– pare bellissimo — impariamo dalla tv !

 

 

 

 

 

Il borgo di Labro si trova in Sabina, nell’alto Lazio, in provincia di Rieti, nelle vicinanze del confine con l’Umbria. Sorge su una prominenza delle colline che delimitano il lato settentrionale della Piana di Rieti e che segnano il confine con la provincia di Terni.

 

Ha 356 abitanti ( dati 2017 )

 

 

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:1_labro_aerial_2024.jpg?uselang=it

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*** Mauro Biani @maurobiani/oggi–+ ANSA.IT – 16 SETTEMBRE 2026- BUENOS AIRES :: L’Argentina ricorda ‘la notte delle matite’ a 50 anni dal sequestro degli studenti. ” Le matite continuano a scrivere “. + 9 min. ca del film di H. OLiveira, 1866.

 

 

#Argentina #dittatura #Desaparecidos #memoria #50anni fa,
la “notte delle matite spezzate”. La memoria di questi ragazzi,
se ricordiamo, diventa impegno e futuro.

 

 

ANSA.IT – 16 SETTEMBRE 2026
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2026/09/16/largentina-ricorda-la-notte-delle-matite-a-50-anni-dal-sequestro-degli-studenti_3ceebc77-424b-473a-9d36-879f3174c815.html

 

 

L’Argentina ricorda ‘la notte delle matite’ a 50 anni dal sequestro degli studenti.

Conferita una laurea honoris causa ai ‘desaparecidos’, nessuna commemorazione del governo

BUENOS AIRES, 16 settembre 2026, 18:48

 

ANSACheck

 © ANSA/EPA

 

“Le matite continuano a scrivere”.

Con questa frase viene ricordato oggi in Argentina il tragico sequestro avvenuto il 16 settembre del 1976, da parte della polizia della dittatura militare, di dieci studenti liceali nella città di La Plata, sei dei quali non sono mai più riapparsi.

L’episodio viene ricordato come ‘La notte delle matite’ – ha dato vita a un film conosciuto in Italia con il titolo ‘La notte delle matite spezzate’ – ed ha rappresentato una delle prime azioni che gettarono luce, anche tra la cittadinanza, sulle feroci pratiche repressive messe in atto dal governo militare guidato da Rafael Videla e sull’esistenza di centri di detenzione e tortura clandestini.

A ricordarlo, a cinquant’anni esatti di distanza, sono principalmente le organizzazioni di sinistra e per i diritti umani, mentre il governo di Javier Milei non ha predisposto nessuna commemorazione ufficiale.

 

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9.57 min. / film di  Héctor Olivera  ( 1986 )  – è difficile vederli tutti e nove- i minuti

 

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Donatella D’ Imporzano – alcune poesie– *** post fatto da Mario.. si nota l’eleganza.. / disegni bardelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dig

 

 

 

 

 

 

 

 

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video 15.38 min — Il Fatto quotidiano :: “Europa in guerra?”, Caracciolo: “Durerebbe pochi minuti, il tempo di arrenderci”

 

 

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video, 4.16 –Stefano Massini, Hitler : ” Grazie, mi avete riportato dopo 80 anni, non più fra gli estremisti ma dentro il ceto medio “.

 

 

 

 

 

 

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video, 1.58 min. FINZI – ASTRARICERCHE + ANSA.IT – LIFESTYLE- SOCIETA’ E DIRITTI —  18 settembre 2026 :: 8 giovani su 10 si impegnano nella vita pubblica ma le istituzioni non li ascoltano. Il consiglio dei giovani sul modello Parma. + altro

 

 

video, 1.58 min.-   Finzi direttore di  Astraricerche :

“I giovani non si sentono ascoltati dalle istituzioni”

 

 

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ANSA.IT – LIFESTYLE- SOCIETA’ E DIRITTI —  18 settembre 2026
https://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2026/09/17/8-giovani-su-10-si-impegnano-nella-vita-pubblica-ma-le-istituzioni-non-li-ascoltano_8fe1c5d0-94e5-45e6-bfce-882bfe9c939f.html

 

 

8 giovani su 10 si impegnano nella vita pubblica ma le istituzioni non li ascoltano.

Chiedono rigenerazione di spazi urbani e consiglio dei giovani sul modello Parma.

 

 

Per anni si è sostenuto che i giovani fossero distanti dalla politica.
In realtà a essere percepite come lontane sono soprattutto le istituzioni.

 

Solo 4 giovani su 10 (40,5%) ritengono che Parlamento, Governo ed enti locali tengano adeguatamente conto delle loro idee e dei loro valori. Il senso di rappresentanza è particolarmente debole tra le donne, fermandosi al 34%, rispetto al 47% rilevato tra gli uomini.

La fiducia nei diversi livelli istituzionali rimane complessivamente contenuta.

Il Governo nazionale raccoglie valutazioni positive da appena il 24,3% del campione: Italia, Spagna, Francia e Germania presentano risultati sostanzialmente allineati, mentre il Regno Unito si distingue, attestandosi intorno al 32%.

Più elevata, seppure ancora minoritaria, è la fiducia nell’Unione Europea, che raggiunge il 31,4%. In questo ambito l’Italia si attesta al 33%, superando Francia e Germania.

FOTO –ASSEMBLEA IN STRADA A SPIN TIME E ALTRE

 

 

Le amministrazioni locali ottengono complessivamente il risultato migliore, con una media del 33,8%, ma il quadro varia sensibilmente da Paese a Paese.

In Italia, la fiducia nei governi locali si ferma al 29%, decisamente al di sotto della media.

Questa distanza alimenta una diffusa sfiducia nella democrazia e nelle istituzioni , indicata dal 38,8% del campione e particolarmente marcata in Italia, dove raggiunge il 46%.

A ciò si aggiunge la sensazione di non contare nulla, condivisa dal 37% degli intervistati e avvertita con maggiore intensità dalle donne e dalla fascia tra i 26 e i 34 anni.

Le nuove generazioni, dunque, non chiedono soltanto maggiori occasioni per esprimersi: chiedono che la loro voce venga ascoltata e sia in grado di produrre effetti concreti.

 

 

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, durante l’assemblea pubblica organizzata da Spin Time, all’indomani del rifiuto dei proprietari dell’immobile ad accettare un accordo ponte che desse al Comune l’immediata disponibilità dell’edificio, Roma, 7 agosto 2026.  

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

 

 

Il presidio permanente a Roma per Spin Time RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PRESIDIO PERMANENTE A SPIN TIME

 

E’ quanto emerge dalla survey realizzata con AstraRicerche su oltre 2.000 giovani europei, realizzata in occasione di Parma come Capitale Europea dei Giovani 2027, il riconoscimento conferito annualmente dallo European Youth Forum alle città che si distinguono per la capacità di coinvolgere le nuove generazioni nei processi democratici, sociali ed economici.

Il modello Parma

È in questo contesto che Parma propone un modello di governance fondato sul coinvolgimento strutturato delle nuove generazioni, attraverso strumenti come lo Youth Test e il Consiglio Locale dei Giovani.

Primo comune in Europa ad adottare formalmente la valutazione d’impatto generazionale, a Parma ogni decisione amministrativa viene sottoposta allo strumento dello “Youth Test”, per verificare in anticipo se l’atto favorisce o danneggia l’autonomia, il lavoro, l’accesso alla casa o il benessere delle nuove generazioni. Come se non bastasse, nel capoluogo emiliano c’è un Consiglio Locale dei Giovani nato grazie al percorso di candidatura e che rappresenta le organizzazioni giovanili del territorio.

 

Spin Time, la proprietà stanzia 500mila euro per l 'emergenza abitativa RIPRODUZIONE RISERVATA

SPIN TIME, LA PROPRIETA’ STANZIA 500.000 EURO PER L’EMERGENZA ABITATIVA

 

La partecipazione giovanile è un dato di fatto ma va resa più concreta
Tuttavia, i giovani dei cinque principali Paesi europei non sono affatto passivi.

Quasi 8 su 10 (78,5%) hanno svolto almeno un’azione di partecipazione pubblica nell’ultimo anno, una quota che in Italia raggiunge l’81%, il valore più elevato tra i Paesi analizzati .

Del resto l’esperienza a Roma di Spin Time con centinaia di giovani in presidio permanente dopo lo sgombero del palazzo e con tutte le attività messe in piedi in pieno periodo di vacanza, con decine e decine di volontari che hanno rinunciato a partire per partecipare è un esempio sotto gli occhi di tutti.

La forma di coinvolgimento più diffusa resta il voto, indicato dal 51,3% degli intervistati .

Anche in questo caso l’Italia si distingue nettamente : ha partecipato a elezioni locali o nazionali, referendum o altre consultazioni il 61% dei giovani , contro percentuali comprese tra il 47% e il 52% negli altri Paesi. In generale, la partecipazione elettorale aumenta sensibilmente con l’età, passando dal 47% tra i 18 e i 25 anni al 55% nella fascia 26 – 34 anni.

Tra le altre forme di coinvolgimento emerge l’attivismo online , praticato da 3 giovani su 10 ( 30,4% ) e più diffuso tra le donne , con il 33% , rispetto agli uomini, fermi al 27% .

Più contenuta, ma comunque significativa, è la partecipazione a processi strutturati come assemblee e forum, che in Italia si attesta intorno al 15 – 16%, tra i livelli più elevati rilevati.

Il volontariato coinvolge invece circa una persona su quattro ( 24,8% ), con differenze marcate tra i Paesi: si passa dal 17% della Spagna al 31% del Regno Unito, mentre l’Italia si colloca entro la media.

Emerge quindi un quadro chiaro: la vera sfida non è convincere i giovani a partecipare, ma creare le condizioni perché questa energia possa tradursi in un impatto reale sulle politiche pubbliche.

Ripartire dai consigli locali dei giovani e dalla rigenerazione degli spazi urbani
La ricerca non si limita a evidenziare un problema ma indica anche le soluzioni. Ed è significativo che molte di queste coincidano con gli strumenti che Parma sta già sperimentando. Tra gli strumenti che renderebbero la partecipazione giovanile più efficace nelle politiche pubbliche, circa 3 giovani su 10 (31,2%), segnalano l’importanza di un percorso di formazione scolastica mirato a promuovere la cittadinanza attiva, affiancato dalla trasformazione e rigenerazione delle città e degli spazi urbani ( 28,9% )1 intervistato su 5 (21,6%) ritiene molto importante la creazione di “Consigli dei giovani” – sul modello del Comune di Parma – ovvero gruppi organizzati che vengano ascoltati dai decisori politici.

A seguire indicano i processi partecipativi digitali tramite piattaforme online o social media (19,2%). Appena al di sotto si colloca l’indicazione delle assemblee cittadine volte a favorire la partecipazione e il contributo dei giovani (16,3%).

I giovani credono ancora di poter cambiare le cose.

Se da un lato emerge una diffusa sfiducia verso le istituzioni, dall’altro la ricerca restituisce un dato incoraggiante: quasi 7 giovani europei su 10 (69,2%) ritengono di poter incidere concretamente sulle politiche pubbliche. Un dato che in Italia raggiunge il 76%, il valore più elevato tra i cinque Paesi analizzati.

La convinzione che il cambiamento sia possibile si accompagna anche alla richiesta di una maggiore rappresentanza: il 42,8% degli intervistati ritiene infatti che una presenza più significativa delle nuove generazioni nelle istituzioni contribuirebbe a migliorare la qualità della democrazia. Ne emerge il ritratto di una generazione che non rinuncia a partecipare né a incidere sul proprio futuro.

Più che nuove promesse, i giovani chiedono luoghi, strumenti e responsabilità per trasformare il proprio impegno in un cambiamento concreto.

 

 

Godiamoci un po’ Parma anche da lontano ::  da Getty Images

 

This aerial photo captures the heart of Parma, a historic city in northern Italy, known for its cultural richness and architectural beauty. The footage prominently features the Parma Cathedral (Duomo di Parma) with its Romanesque façade and adjacent bell tower, as well as the pink-hued Baptistery of Parma, a Gothic-Romanesque gem. Surrounding the landmarks are traditional Italian buildings with terracotta rooftops and narrow streets that echo the city’s medieval origins. The footage provides a comprehensive overview of the urban layout and highlights Parma’s charm as a significant artistic and historical hub in the Emilia-Romagna region.

 

 

 

 

The old city of Parma

 

 

 

 

Parma, Piazza Duomo, square with cathedral and baptistery in Emilia Romagna, Italy. portrait view

 

 

 

Piazza della Pace, Parma, Emilia-Romagna Region, Italy

 

 

 

Parma Baptistery, Parma, Emilia-Romagna, Italy. Photo taken on the 22nd of February 2025.

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