5 ottobre -VIDEO — TEATRO ELFO PUCCINI– Mai Indifferenti – voci ebraiche per la pace-+ LEA + ALTRI – TITOLO : Tra il fiume e il mare per una terra condivisa

 

 

durata totale : 2h 12 min. ca

Pubblicazione del video da:
https://www.youtube.com/watch?v=IVhECVMnr7Y

 

Mai Indifferenti - voci ebraiche per la pace

 

Mai Indifferenti – voci ebraiche per la pace

@MaiIndifferenti

 

 

 

 

Tra il fiume e il mare. Per una terra condivisa L’evento al Teatro Elfo Puccini di Mai Indifferenti – Voci ebraiche per la pace con Lea Laboratorio Ebraico Antirazzista è stato una nuova tappa di un percorso che va avanti da tre anni.

Un percorso nutrito dall’urgenza di attivarsi da parte delle persone che vi partecipano e si mettono in gioco sul palco – ebree ed ebrei italiani, palestinesi in Italia, israeliani che si oppongono da fuori e da dentro – ma anche dalla partecipazione delle 500 persone che per due ore ascoltano dalla platea.

Con l’apertura da parte di Joan Haim e la conduzione di Matteo Pucciarelli, ascolterete nella prima parte:

  • le poesie della poetessa ventenne Batool Abu Akleen ( vedi al fondo ) registrate a Gaza durante i bombardamenti.
  • il punto di vista di Stefano Levi Della Torre sulla degenerazione di Israele e sul ruolo della diaspora ebraica.
  • la visione sul presente e sul futuro di Emad Qaisi, ingegnere e tra i fondatori della Comunità Palestinese di Lombardia e di Walid Barakat, imprenditore palestinese cristiano, che ha anche letto una sua poesia – composta in arabo classico per la serata – sulla necessità di guardare al futuro ripartendo dal punto in cui tutto ha iniziato a rompersi.

 

Segue

  • in video un’intervista alla scrittrice e giornalista di Haaretz Amira Hass, con il suo punto di vista disilluso sulle elezioni in Israele e su ciò che il mondo dovrebbe fare nell’immediato – fare pressione sui governi perché intervengano anche con sanzioni verso Israele e avviare dei gemellaggi diretti di gruppi/comunità con i villaggi palestinesi in Cisgiordania per proteggerli e denunciare ciò che accade in ogni singolo luogo
  • una lettura distopica e utopica di Lea  ( Laboratorio Ebraico Antirazzista ) su che cosa deve ancora succedere perché qualcuno faccia qualcosa, che è culminata alla fine nell’alzata da parte del pubblico di cartelli con la scritta “Sanzioni per Israele, quando?”.

In conclusione

  • la scrittrice e attivista Widad Tamimi, che, con le sue radici nei due popoli, ha parlato della necessità di posizionarsi dalla parte di chi subisce senza smettere di prendersi dolorosamente “cura di entrambi” – un intervento dell’israeliano “emigrato ideologico” Hagai Agmon-Snir, studioso e attivo da vent’anni nel lavoro interculturale per la pace a Gerusalemme che ha lasciato il Paese per non essere complice e per agire da fuori
  • Gad Lerner, che ha parlato dell’importanza di opporsi e testimoniare come hanno fatto i registi Yuval Abraham e Rachel Szror con Naza, e al contempo continuare a essere “traditori” delle narrazioni fuorvianti, e ha ribadito la ferma opposizione al DDL Antisemitismo, Legge speciale che eleverebbe gli ebrei al di sopra di altre minoranze e produrrebbe antisemitismo invece che contrastarlo.

In chiusura alcune domande dal pubblico e un momento corale tra ospiti e organizzatori sul palco.

Un’altra tappa del percorso che vuole agire per un cambiamento nella politica italiana, inerte e connivente di fronte a ciò che sta succedendo, e costruire forze per fermare il genocidio, la pulizia etnica e l’apartheid e immaginare un futuro di co-esistenza giusta tra il fiume e il mare.

Grazie a Elio de Capitani, alle tecniche e ai tecnici dell’Elfo, grazie a tutte e tutti, andiamo avanti

 

AGGIUNTA DEL BLOG:

Batool Abu Akleen è una poetessa e traduttrice palestinese di Gaza City.
Questa poesia, tradotta in italiano da Cristina Viti e letta da Francesca Acquaviva fa parte della sua raccolta di debutto “48 kg” pubblicata in UK da tenementpress
🌈La nostra casa editrice Mille Gru sta curando, insieme a Cristina Viti, la pubblicazione dell’edizione italiana del libro.
🌈La poesia di Batool Abu Akleen ci arriva potente e limpida, e vogliamo dare fiato alla sua voce.
🌈Lo faremo leggendo le sue poesia già tradotte e pubblicate online su www.poetrytherapy.it dove potete ascoltare anche le letture in lingua originale con la voce dell’autrice.
APRI QUI PER UNA SUA POESIA TRADOTTA

https://www.facebook.com/watch/?v=1121077816889514

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Fabrizio Miori Facebook — 10 ottobre alle 19.18 / link sotto + Chiara Bizzarra Giovanelli ( datazione ) + Manrico Gatti ( la stessa foto con l’IA )

 

 

 

link Facebook di 

Fabrizio Miori
https://www.facebook.com/photo?fbid=28695146736763042&set
=gm.28400241669678098&idorvanity=1023879401074361

 

 

 

Foto recuperata dalla Germania: sul retro si legge in tedesco solo la frase “un mercato a Sanremo”. Si riconosce piazza Eroi Sanremesi con il campanile di San Siro: qualcuno riesce a ipotizzare l’anno dello scatto? Si tratta di una foto stereoscopica: foto intera in commenti.

 

dai commenti:

Chiara Bizzarra Giovanelli – datazione

 
Non oltre la fine dell’Ottocento, tieni conto che la fotografia stereoscopica è iniziata con Dancer e la Ferrier intorno al 1852, poi ha avuto il boom ma a fine 800 stava già subendo la fase di declino. Quindi ipotizzerei una datazione per questa foto tra gli anni sessanta e gli anni 90 dell’800. So che è una forbice temporale molto grande, ma fotograficamente parlando, on riesco a essere più precisa di così 😆

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, Piazza di Spagna e Camogli
piccola

La stessa foto trattata con l’IA ( grande )

Manrico Gatti – link Facebook– 11 ottobre – 16.34

 

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***Daniel Aleart @DanielAleart · 20h / link X sotto– ” Dios lo bendiga Santo Padre. “

 

 

link X di Daniel Aleart

Daniel Aleart @DanielAleart

è giornalista dal ’68 –abita a Rosario, in Argentina, la grande
città dove è nato Che Guevara e- per gli sportivi – Messi

 

 

come sei bello in questa foto ! ciao, così bello e bravo, ti voglio proprio bene ! Andrà tutto bene, ne sono sicura. Si vede dal tuo sguardo. E dall’enorme tifo che tutto il mondo, anche le stelle lassù, e i santi – anche quelli quaggiù – fanno per te ! Come farebbero a perdere così tante moltitudini che ti pensano, ti voglio bene, pregano per te- tutti tutti.
Il tuo sguardo dice tante cose che neanche tu puoi sapere, tante cose tutte belle.. per me che ti guardo in questo momento mi trasmetti una tenerezza infinita, così come per l’intero mondo che ha fede nel bello, nella bontà, si astiene e si controlla quando è arrabbiato e si sente cattivo..  che grande bellezza il tuo parlare di pace, di negoziati, di patti in cui uno cede un po’ e l’altro anche. Lo che tu queste cose le sai, ma me li ripeto con te perché abbiano più forza,  un abbraccio grande grande come il mare– se posso ? brù

 

 

 

 

 

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Ricordiamo oggi, attraverso foto dal suo Facebook .. Carlo Piccinini, figlio di Donatella e di Franco- + Il flan bretone alle prugne

 

 

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Carlo Piccinini, 2015  –
foto dal Bar Pertini ( si vede dalle piantine di basilico.. )
dal suo Facebook / link

 

 

 

foto dal suo Facebook, forse dove abitava-

 

 

 

ALTRE FOTO DAL SUO FACEBOOK ::

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

sett. 2016

 

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

nov. 2015

 

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

nov. 2015

 

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

 

 

 

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

1 ottobre 2015

 

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.21 settembre 2014

 

 

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

10 dicembre 2012

L’enigma dell’arrivo e del pomeriggio (1911-1912), un celebre dipinto di Giorgio de Chirico

 

 

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

I love!! Che bello!
Ma che bel cappotto! Dove l’hai preso? Ti sarà costato un capitale!
Ma và ! Sai che ai testimonial famosi gli stilisti glieli regalano i vestiti.
A George Clooney si e a me no?

 

 

++++

 

 

FLAN DI PRUGNA– dal suo Facebook

 

 

Ricetta Flan alle prugne (Far Breton) - La Ricetta della Cucina Imperfetta

 

 

 

 

Far Breton (Flan Bretone alle Prugne) - PixeLiciouS

 

 

 

 

 

 

 

Il flan alle prugne (Far Breton) è un dolce francese, tipico della regione della Bretagna.

Il flan alle prugne (Far Breton) è una torta di densa crema composta da latte, panna, farina e zucchero che viene arricchita con gustose prugne secche denocciolate e poi cotta al forno.

Il flan alle prugne (Far Breton) viene tradizionalmente preparato anche al naturale, senza prugne, oppure arricchito con mele o albicocche.

Questo gustoso dolce è molto semplice da preparare ed è perfetto per una colazione gustosa o a merenda per accompagnare un buon thé.

 

 

 

 

 

INGREDIENTI :

 

Farina 00 130 g

Zucchero 150 g

Uova 4

Baccello di vaniglia 1

Lievito in polvere per dolci (mezza bustina) 8 g

Prugne secche denocciolate 160 g

Rum mezzo bicchierino

Latte intero 500 ml

Panna fresca liquida 250 ml

Sale fino 1 pizzico

 

 

 

PREPARAZIONE :

 

 

 

COME PREPARARE IL FLAN ALLE PRUGNE (FAR BRETON)

 

 

 

 

Per preparare il flan alle prugne (Far Breton) iniziate setacciando la farina, il lievito e il sale in una ciotola 1. Aggiungete quindi lo zucchero, i semi della bacca di vaniglia e amalgamate il tutto. Incorporate poi le 4 uova intere 2 e mescolate con un cucchiaio di legno 3.

 

 

Mettete la panna e il latte in un pentolino, aggiungete il bicchierino di rum 4, scaldate il tutto a fuoco dolce a incorporate le prugne secche denocciolate per farle ammorbidire 5. Terminata questa operazione con un colino passate il composto per eliminare eventuali residui delle prugne e versate il latte e la panna nell’impasto della torta 6, che risulterà molto liquido.

 

 

 

 

Imburrate una tortiera dal diametro di circa 26 cm 7 e versatevi l’impasto. Aggiungete in ultimo le prugne 8 spargendole uniformemente nella tortiera 9. Infornate il flan di prugne (Far Breton) 15 minuti a 240 gradi in modo che si formi una patina color nocciola in superficie, abbassate poi la temperatura a 180°C e continuate la cottura per altri 20/25 minuti circa fino a che, inserendo uno stecchino all’interno della torta questi non risulterà asciutto. Il flan alle prugne (Far Breton) è ottimo consumato freddo e può essere eventualmente guarnito con dello zucchero a velo.

 

dal link:

https://www.giallozafferano.it/

 

 

 

 

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ANTONO GNOLI, intervista Gustavo Zagrebelsky: “La mia vita attenta alla vita delle + altro+ altro – 2 video ( inizio- fine )

 

 

 

 

 

GUSTAVO ZAGREBELSKI — In altre parole – ANALISI DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE- 11 ottobre 2026– sabato scorso

apri qui

https://www.la7.it/in-altre-parole/video/come-e-quando-gustavo-zagrebelsky-sul-vaglio-della-corte-costituzionale-sulla-legge-elettorale-11-10-2026-661205

 

 

In vacanza a San Pietroburgo a gennaio, alla scoperta delle sue mille luci

SAN PIETROBURGO A GENNAIO –
https://www.agendaviaggi.com/san-pietroburgo-a-gennaio/

 

 

 

Memoria di casa - Gustavo Zagrebelsky - copertina

Memoria di casa

«Accade che le tre fasi della vita, giovinezza, maturità, vecchiaia, siano in realtà due: quella in cui, consapevolmente, ci si allontana dalla matrice, e quella in cui, consapevolmente o inconsapevolmente, vi si ritorna».

In una villa nella campagna piemontese che assomiglia a una dacia russa, ed è insieme casa delle illusioni e delle disillusioni, una famiglia si riunisce per rievocare il tempo e le persone che non ci sono più. Soprattutto Jean e Lisín, che si incontrano e si innamorano nella Sanremo degli anni Venti. Lui, fascinoso e tormentato, rimarrà sempre un “émigré” alle prese con i suoi «giorni neri». Lei, testarda e saggia, di salde radici valdesi, cercherà per tutta la vita di sciogliere i nodi. Ma «fare memoria» non è semplicemente ricordare. È dare vita a chi l’ha perduta, rallegrarsi, affliggersi, chiedere scusa quando è il caso. È cercare di capire, senza giudicare. Quando i fratelli Zagrebelsky vengono convocati dalle proprie figlie nella casa di famiglia, lo scopo è quello di ripercorrere il tempo perduto, scambiarsi aneddoti, rinsaldare un sentimento comune. I soggiorni al mare col nonno vestito di lino, i viaggi in macchina e la guida non proprio ortodossa, il cono gelato e le mani appiccicose, le notti nel letto con la nonna per vincere la paura del buio. Ma per chi si avvicina alla vecchiaia quei ricordi sono dettagli di un quadro più ampio, che forse oggi è possibile ricostruire facendosi finalmente le domande scansate nella giovinezza. È il terzo fratello, Gustavo, l’unico a portare un nome legato al ramo materno della famiglia, ad assumersi la responsabilità di raccontare, partendo non solo da un tempo lontano, ma anche da terre e vicende lontanissime. Perché Jean e Lisín – suo padre e sua madre – hanno alle spalle le storie di due minoranze per molti versi opposte: da un lato gli esuli russi, per i quali l’uguaglianza era stata la rovina, dall’altro i valdesi, per cui l’uguaglianza era stata la conquista. Sorpresi dallo scoppio della Prima guerra mondiale durante una vacanza a Nizza, gli Zagrebelsky (tra cui il padre appena cinquenne dell’autore) non torneranno mai più a casa, e in un appartamento di due stanzette a Sanremo, con vista sugli orti e sul gasometro, coltiveranno la nostalgia per il paese delle origini e il rimpianto per i privilegi perduti. È lì che nel 1926 Jean incontra Lisín, dolce e rocciosa insieme, figlia di un valdese tanto dedito al lavoro che persino sulla sua tomba compare il titolo di ingegnere. Come acque diverse riunite nello stesso fiume, i caratteri di Jean e Lisín scorrono paralleli, a due livelli diversi. Lui sempre convinto che le tempeste arrivino a sorpresa e che occorra tenersi pronti a parare i colpi. Lei invece sicura che la vita sia un gomitolo da districare, sempre capace di guardare oltre, perché ogni cosa «poi passa». Se nella vita non è stato difficile, per figli e nipoti, scegliere da che parte stare, questa «ricapitolazione critica» diventa l’occasione per comprendere più a fondo, e con più affetto, la figura di un padre forse non «sradicato» ma di certo «spaesato», che nonostante il passaporto italiano rimarrà nell’intimo per sempre apolide, anche dentro la sua famiglia.

 

 

SEGUE DA REPUBBLICA  14 LUGLIO 2013
https://www.repubblica.it/cultura/2013/07/14/news/gustavo_zagrebelski_la_mia_vita_da_giurista_attento_alla_democrazia_all_etica_del_dubbio_e_alla_vita_delle_persone-62946625/

 

Gustavo Zagrebelsky: “La mia vita da giurista, attento alla democrazia, all’etica del dubbio e alla vita delle persone”

 

 

FOTO DA : https://www.seminareideefestival.it/ospite/antonio-gnoli/

 

Le origini russe, Bobbio, il diritto. Parla l’ex presidente della Consulta

 

 

Fiume Dora, sullo sfondo il Campus universitario Luigi Einaudi. Fotografia di Angela Caterini, 2015
FOTO:  https://www.museotorino.it/view/s/0af77f2f7ff7425aa48a6d77e7447326

 

L’appuntamento con Gustavo Zagrebelsky è nella nuova università torinese che accoglie Giurisprudenza e Scienze politiche. Il campus, dedicato a Luigi Einaudi, ha un’aria sinuosa e trasparente. Colpisce il tetto che sembra l’enorme guscio di una tartaruga. Il professore mi attende all’ingresso. Non c’è nulla di formale, come ci si aspetterebbe da un grande giurista. Noto che tra le mani stringe un libro: una raccolta di saggi dedicata al Grande Inquisitore. Mi informa che sull’argomento sta preparando un libro e che della tantissime interpretazioni che sono state offerte delle pagine di Dostoevskij quella che lo ha maggiormente convinto è del teologo Dietrich Bonhoeffer. Penso alla sua morte avvenuta in un campo di concentramento nazista per impiccagione. E al fatto che lì, in quell’aprile del 1945, l’inquisitore prese il volto di un tiranno folle e crudele che ne decretò la condanna a morte.

 

Questa sua predilezione per Dostoevskij da cosa nasce?
“Dal senso di inquietudine e di confessione che attraversa i suoi romanzi. Più mi addentro nei suoi personaggi e più resto turbato dall’impasto di abiezione e salvazione che essi restituiscono”.

 

È la duplicità della natura umana.
“Che non trovo per esempio in Tolstoj, il quale ci regala dei bellissimi monumenti classici, mentre in Dostoevskij si avverte un tormento continuo. Non credo sia secondario che egli scrivesse sotto l’assillo dei debiti”.

 

Detto da un giurista è curioso.
“Perché? Dostoevskij era attento non tanto alle dottrine generali ma alla condizione umana; seguiva i processi e descriveva i comportamenti degli avvocati, degli imputati e dei giudici. Anche un giurista non può ignorare la vita delle persone”.

 

Non dovrebbe occuparsi di norme generali e astratte?
“Certo, ma il diritto giusto non esiste in assoluto. Il suo dramma è che la norma pura e semplice può agire con violenza sulla condizione particolare, ma al tempo stesso la singolarità delle situazioni può distruggere la norma”.

 

E allora?
“La discussione resta aperta. Pascal diceva che alla legge si ubbidisce perché è legge”.

 

E se la legge è ingiusta?
“Se si introduce un elemento di valutazione di giustizia il rischio è la distruzione dell’ordine, perché ciascuno può dire: la legge è ingiusta e io non obbedisco. È una vecchia questione”.


Talmente antica da risalire ad Antigone?

“Quella tragedia è una delle grandi fonti di ispirazione del diritto. Antigone ne rappresenta il lato tradizionale, il sangue, il genos, gli dèi; mentre Creonte è la legge modernizzatrice e artificiale. Credo ci sia bisogno di entrambi gli aspetti. Se uno dei due si libera dell’altro, il diritto può diventare uno strumento pericoloso. Il compito del giurista si svolge lì in mezzo”.

 

Per fare esattamente cosa?
“Per difendere la duplicità. Mi sono formato in questa università e la mia impostazione era forgiata sui principi di Hans Kelsen. Mi sembrava un sistema perfetto. Ma le norme possono essere equivoche. Interpretabili. Ed ecco allora il bisogno di andare oltre Kelsen”.

 

E quindi oltre Bobbio?
“Bobbio fu un pilastro di questa università e vide in Kelsen un punto di riferimento fondamentale. Ma lui, che si definiva positivista aggiungeva che era un positivista inquieto”.

 

È stato uno dei suoi maestri?
“È stato un mio professore ammiratissimo e ricordo che le sue lezioni erano belle anche esteticamente. Però il mio vero maestro fu Leopoldo Elia, che insegnava diritto costituzionale”.

 

Perché ha scelto il mondo del diritto?
“Mi piacerebbe risponderle: per convinzione e decisione. In realtà fu per caso. L’iscrizione a giurisprudenza avvenne perché ritenevo fosse una facoltà non molto complicata e in grado di aprire molte strade. Mio padre voleva che prendessi ingegneria. Mi portò da un suo amico, un celebre fisico russo che abitava a Torino e si chiamava Gleb Wataghin. Aveva fatto costruire nel suo laboratorio un acceleratore di particelle. Era un ometto vulcanico. Davanti a quell’acceleratore restai muto. Non sapevo cosa chiedere. E Wataghin disse a mio padre: tutto, ma non la fisica!”.

 

Il caso ha governato spesso la sua vita?
“Quasi sempre. È incredibile come io mi sia inserito nelle situazioni senza nessun particolare progetto. Devo aggiungere che ho avuto una vita professionale molto fortunata. E mi considero un uomo libero che, con un certo tormento, si illude di fare al momento la cosa giusta”.

 

E quali sono i suoi tormenti?
“Non essere abbastanza chiaro in quel che dico o scrivo. Poi ci sono i tormenti più personali. A me pesa moltissimo per esempio dire qualcosa che possa dispiacere a qualcuno col quale ho un buon rapporto. E questo tanto più, in quanto viviamo in un tempo in cui la gente si offende facilmente. Davanti a certe reazioni anch’io, a volte, non so trattenermi”.

 

Nel senso?
“Contrariamente a quello che si vede sono un iracondo. Però cerco di tenere sotto controllo gli scoppi d’ira. Ritrovo in me molto di mio padre. L’ira, insieme alla vodka e al gioco, è una caratteristica del popolo russo”.

 

Lei ha origini russe?
“La mia famiglia proveniva da San Pietroburgo. I miei nonni erano in vacanza a Nizza nel 1914 quando scoppiò la guerra e furono chiuse le frontiere. Mio padre era nato nel 1909, quindi all’epoca era un bambino. Poi, quando ci fu la rivoluzione in Russia il nonno, che era ufficiale a Mosca, riuscì a rientrare. Di lui per anni non avemmo più notizie. Salvo poi ricomparire con nostra sorpresa. Il regime sovietico lo espulse come persona inutile e non gradita”.

 

E suo padre cosa faceva?
“Per dare una mano alla famiglia all’inizio fece il garzone di un ciabattino. Poi nella comunità russa di Nizza ci fu una spaccatura. Noi emigrammo a San Remo. Circolava in famiglia la storiella che la nonna era convinta di aver trovato il sistema per sbancare il casinò. Naturalmente dilapidò quel poco di gioielli che ci era rimasto. Mio padre, al quale non mancavano le risorse, si mantenne agli studi di Economia e Commercio con una serie di lavoretti, tra cui la composizione di brevi racconti che spediva al Corriere Mercantile di Genova, spacciandoli come novelline di Gogol da lui tradotte”.

 

Iracondo e intraprendente.
“Era dotato di quel fascino russo che ha quasi sempre un fondo dissipativo. Di lui, una specie di gagà senza un soldo, si innamorò perdutamente mia madre, una valdese che veniva dalla Val Chisone”.

 

VAL CHISONE VISTA DA FENESTRELLE
https://it.wikipedia.org/wiki/Val_Chisone#/media/File:Val_Chisone_da_Fenestrelle.jpg

 


Cos’è l’ira?

“Spinoza la mette tra le passioni tristi. Per dirla con il mio amato Dostoevskij è la prova che il nostro impasto è fatto di cose belle e pessime”.

 

Un giurista non dovrebbe misurarsi più con Kafka che con Dostoevskij?
“Non dimentichi le mie origini. In entrambi troviamo l’angoscia, l’assurdo, il nulla, la spersonificazione. Ma mentre in Kafka sembra esserci la resa, in Dostoevskij c’è la resistenza. Kafka è già precipitato; Dostoevskij è sul crinale dell’abisso. Uno parla di una società minacciata dal nulla l’altro di una società vinta dal nulla. Come giurista mi interessa più Dostoevskij”.

 

Forse anche per la drammatizzazione del problema di Dio. Si nota in lei un interesse per i testi biblici.
“In effetti, ho una certa propensione. Ho perfino dedicato tre anni, nel tempo libero dall’attività alla Corte Costituzionale, alla traduzione di un grande testo di Chaim Cohn che ha studiato i resoconti evangelici dal punto di vista ebraico. Mi è servito come esercizio d’autodisciplina per resistere alla tentazione di trasformarmi in giurista tutto di un pezzo”.

 

Anche interessarsi di democrazia è un modo per uscire dallo specialismo giuridico?
“Un giurista non ha solo la legge di cui occuparsi. Un tempo si poteva teorizzare la democrazia come il miglior modo di convivenza, adesso si rischia di dire le stesse cose dando l’impressione di fare una predica”.

 

Evitando la predica, c’è un aspetto della democrazia al quale non possiamo rinunciare?
“Credo che la sua essenza consista nell’allontanare giorno dopo giorno il momento dei coltelli. Parlando, discutendo, confrontandosi e anche confliggendo sugli interessi ma sempre fermandosi un attimo prima che si sfoderino i pugnali. Perciò abrogare l’idea di democrazia significa legittimare il sopruso”.

 

Vent’anni fa non si sarebbe posto il problema in questi termini.
“Non ne sarei così sicuro. È un paese il nostro che non ha quasi mai saputo discutere”.

 

Viviamo nell’età del disprezzo?
“Siamo passati dall’ammirazione per il potere all’invidia e alla conseguente frustrazione. Oggi non si invidia più ma si disprezza. La società si è divisa tra i molti che disprezzano e i pochi che sono disprezzati”.

 

Chi sono i pochi?
“Sono le oligarchie che un tempo erano nascoste e oggi sono percepite come tali”.

 

Ovvero gli inammissibili privilegi di cui ancora godono?
“Sono mondi – finanziari e politici – chiusi all’esterno e molto litigiosi al loro interno. Da qui ne consegue quello che per me è diventato il chiodo fisso: aprire il mondo dei piccoli numeri ai grandi numeri, immettere energie sociali nuove in questo mondo chiuso”.

 

La democrazia è ancora dubbio?
“Mi ribello all’idea che chi professa l’etica del dubbio sia un nichilista”.

 

Magari è solo un relativista.
“Non trovo sia un insulto, se relativismo significa atteggiamento non dogmatico e pluralistico, non sia cioè l’alternativa secca tra vero e falso, amico e nemico. L’etica del dubbio si fonda sulla premessa che la verità esiste ma che nessuno la può afferrare completamente e che però esistendo non è insensato cercarla”.

 

Un atto di fede.
“No, una dimensione terza che un tempo era Dio, poi lo Stato. Oggi quel terzo dobbiamo crearlo dal basso”.

 

Sembra affiorare l’anima russa.
“Non mi dispiacerebbe. Provengo da una famiglia con una lunga storia alle spalle. Noi, i figli, sappiamo poco anche di quella che, poi, è stata la vita di esuli, tra la Costa Azzurra e la riviera ligure. Sembra quasi che volutamente si sia steso un velo di oblio su vicende dolorose che sarebbe stato molto interessante cercare di riportare alla luce. In fondo, si è trattato d’una sia pur piccola scheggia di una grande storia europea”.

 

E cosa le fa venire in mente?
“Penso a nostro padre che riposa vicino a nostra madre nel piccolo cimitero di San Germano Chisone, in terra valdese. Chi si aspetterebbe mai di trovare lì, su una lapide, la croce ortodossa? Quante vicende, traversie, dolori, sradicamenti e nuovi radicamenti; quanta storia!”.

 

Quando dice figli allude a lei e a suo fratello?
“In realtà siamo in tre. Io, quello che una volta si diceva “il più piccolo”. Poi, Vladimiro, giurista anche lui, di tre anni più vecchio di me. Il più grande di tutti è Pierpaolo, non giurista, che ci protegge”.

 

Da cosa?
“Dall’ipertrofia giuridica”.

 

 

 

 

VAL CHISONE

DA : NON SOLO TURISTI

 

 

 

VAL CHISONE — PIANTINA DELLA VALLE

Gli abitanti della Val Chisone chi sono? – Portale della Val Chisone e Germanasca PineroleseDA : https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.valchisone.it%2Fgli-abitanti-della-val-chisone-chi-sono%2F&psig=AOvVaw3lGUd4yDQeoeGsotb6UYso&ust=1670083464501000&source=images&cd=vfe&ved=0CAMQjB1qFwoTCODY–6n2_sCFQAAAAAdAAAAABAY

 

 

Mappa della Valle

Mappa della Valle

 

 

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MONTE PELVO_ VERSANTE SUD –VAL CHISONE
F Ceragioli – Opera propria

 

 

 

Carlo Durando e Luigi Ganna al passo del Sestriere, Giro d’Italia 1914
da “Lo Sport Fascista” n.1, 1928
Catenaccio

 

 

VIDEO – 5 min. ca — Zagrebelski ai Martedì Letterari SANREMO, 29 maggio 2026
https://www.youtube.com/results?search_query=ZABRELESKI+A+sANREMO+MAGGIO+2026+%3F

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IRKUTSK, NELLA SIBERIA CENTRALE RUSSA, E’ UNA GRANDE CITTA’ MOLTO BELLA – AI CONFINI CON LA MONGOLIA CINESE– Vicino alla città c’erano delle grandi prigioni sia dei tempi degli zar sia dei tempi di Stalin–

 

 

 

 

Train Journey between Ulaanbaatar (Ulan Bator) and Irkutsk: schedules, price

 

Mappa Russia Cartina

UNA CARTINA ABBASTANZA CHIARA DELL’INSIEME

 

 

 

LA FAMOSA ( GIULIO VERNE,  MICHELE STROGOFF ) CITTA’ RUSSA DI IRKUTSK E’ AI CONFINI CON LA MONGOLIA CINESE–NELLA SIBERIA CENTRALE RUSSA-

 

QUI E’ NATO IL GRANDISSIMO BALLERINO RUDOLF NUREYEV

T1389906_06 - Giornale della Danza

DAL ” GIORNALE DELLA DANZA ”

Rudolf Nureyev nacque su un vagone passeggeri di un convoglio della ferrovia Transiberiana nei pressi di Irkutsk, in Siberia (Unione Sovietica), mentre sua madre Farida si recava a Vladivostok, dove era di stanza il padre Khamet, un commissario politico dell’Armata Rossa di origine tatara e baschira.

 

  NOTA : LA BASHIRIA O REPUBBLICA DEI BASHIRI  è una repubblica della Federazione Russa, appartenente al Distretto Federale del Volga, comprendente parte degli Urali meridionali e delle pianure adiacenti. La sua capitale è Ufa.  E’ una terra di foreste, di minerali,  di laghi e di fiumi

Ultimo di cinque figli, Rudolf crebbe con la madre, le tre sorelle Rosa, Lilia e Razida, il fratello e un padre poco presente con cui sviluppò un rapporto molto conflittuale; i genitori provenivano da famiglie di cultura musulmana, ma non erano credenti.

Dopo Vladivostok la famiglia si trasferì a Mosca, ma nel 1941 venne sfollata in un piccolo villaggio nei pressi di Ufa, in Baschiria. In questi anni difficili, minati dalla tragedia della Seconda guerra mondiale, la famiglia condusse una vita molto precaria e povera. Tuttavia a Ufa esisteva un teatro e, la sera del 31 dicembre 1944, Rudolf assistette a un balletto interpretato dall’étoile Zajtuna Nazretdinova; oltre alla sua predilezione per la musica e il pianoforte, Rudol’f capì in quel momento che la vera passione della sua vita sarebbe stata la danza.

CONTINUA :
https://it.wikipedia.org/wiki/Rudol%27f_Nureev

 

 

PER CHI VOLESSE, 4.32 min. del Balletto di Nureyev e Margoto Fonteyn
” Il lago dei cigni “– musica di Čajkovski

 

 

 

 

 

3 GIORNI – Tour a Listvyanka ( Siberia )

CATTEDRALE ORTODOSSA

 

Irkutsk (in russo: Иркутск?) è una città della Russia siberiana centrale, capoluogo dell’Oblast’ di Irkutsk; è situata a 5185 km dalla capitale Mosca.

Sorge lungo il fiume Angara, 45 km dopo la sua uscita dal lago Bajkal, alla confluenza con il tributario Irkut.

La città è oggi una delle più importanti della Siberia. La sua fondazione risale al 1652 come avamposto commerciale per l’esazione dei tributi (pagati in pellicce) dalle tribù buriate  della zona  ( = della Rep.  di Biriazia, / la maggiore minoranza etnica della Mongolia ); fu il capoluogo dell’omonimo governatorato.

 

 

I decenni e i secoli successivi videro il suo sviluppo come centro commerciale; Irkutsk raggiunse una certa prosperità che le portò notevoli migliorie urbanistiche che la portarono ad essere definita “la Parigi della Siberia”.

 

Analogamente a moltissimi insediamenti siberiani, anche Irkutsk ha una grossa componente della popolazione discendente da deportati, prima sotto il regime zarista, poi sotto quello stalinista.

 

 

The Pylypiv family, a month after the forced deportation to Siberia in the village of Ermakovka, Irkutsk region, 1951. The family was deported from the village of Hrabiv in the Carpathians (Ukraine). (Photo by Artur Abramiv/Getty Images)

 

La famiglia Pylypiv, un mese dopo la deportazione nel villaggio di Ermakovka, nella regione di Irkutsk, 1951. La famiglia è stata deportata dal villaggio di Hrabiv nei Carpazi in Ucraina. (Photo by Artur Abramiv/Getty Images)

 

 

In 1965, Ukrainian exiles were released from exile seen loading their suitcases on a narrow-gauge railway, Рavlovsk, Irkutsk region, 1966. (Photo by Artur Abramiv/Getty Images)

Ucraini che nel 1965 ritornano in Ucraina da cui erano stati deportati a Pavlovsk, nella regione di Irkusk

 

 

 

Children, exiled in Siberia, stand on a wooden ladder next to the wooden barrack where other 69 exiles lived, near Zima, Irkutsk region, 1951. Other children games in the background. (Photo by Artur Abramiv/Getty Images)

Altri bambini esiliati in Siberia, su una scala di legno appoggiata ad una baracca nella quale vivevano altri 69 esiliati, vicino a Zima, nella regione di Irkusk.

 

 

 

Children of exiled people from Western Ukraine in Siberia standing on the bank of the Chuna river, near their settlement at Veselyi, Irkutsk region, 1952. (Photo by Artur Abramiv/Getty Images)

 

Bambini figli di esiliati deportati dall’ovest dell’Ucraina sulla sponda del fiume Chuna vicino all’insediamento di Veselyi, regione di Irkusk

 

 

 

Photo taken in Irkutsk, Russia

Paesaggi  del lago Baikal

 

La città di Irkutsk è il punto di arrivo delle avventure di Michele Strogoff, protagonista dell’omonimo romanzo di Jules Verne. ( VEDI IL FILM IN FONDO, 1956 ).  La città è anche una meta del protagonista dei Racconti di un pellegrino russo. Sempre a Irkutsk è ambientato parte del romanzo L’enigma siberiano di Martin Cruz Smith, autore di Gorky Park.

Racconti di un pellegrino russo - Anonimo - copertina

EDIZ. PAOLINE 2020

 

 

 

 

Siberia: The Alexandreffsky Central Prison, Near Irkutsk. (Photo by: Sepia Times/Universal Images Group via Getty Images )

 

 

La prigione centrale di Alexandreffsky, vicino a Irkutsk, una delle più importanti della Siberia che poteva contenere 2000 prigionieri.  (Photo by: Sepia Times/Universal Images Group via Getty Images)

 

 

 

il spasskaya Chiesa di nostro salvatore il maggior parte importante posto è occupato di il maggior parte antico Cattedrale di Cristo il salvatore collocato nel il centro di irkutsk. 36085606 Stock Photo

 

Chiesa del Salvatore  ( 1706-1710 ), facciata sud –
(Photo by: HUM Images/Universal Images Group via Getty Images)

 

 

Chiesa del Nostro Salvatore Spasskaya a Irkutsk, Russia. Russia, Irkutsk, - 21 febbraio 2021: La Chiesa del Nostro Salvatore Spasskaya è stata costruita tra il 1706 e il 1710 a Irkutsk.

 

vista da sud-ovest – (Photo by: HUM Images/Universal Images Group via Getty Images)

 

 

 

IRKUSK — CATTEDRALE ORTODOSSA

 

 

 

CHIESA ORTODOSSA IN STILE BIZANTINO

 

 

L’attraversamento dell’Angara  ( fiume ) a Irkutsk, come rappresentato da Nikolaj Dobrovol’skij

 

 

 

 

IL CENTRO DI IRKUSK

 

 

 

bellissimo !

STEMMA DI IRKUSK

 

 

 

UN QUARTIERE COSTRUITO PER I  TURISTI–A KIRKUSK

 

irkutsk city center 130 kvartal russia Stock Footage Video (100% Royalty-free) 27404977 | Shutterstock

 

 

 

 

 

 

 

CATTEDRALE DELLA SANTA CROCE

Davanti al quartiere storico di Kvartal troviamo una delle prime strutture in mattoni della Siberia, risalente alla metà del XVII secolo. La facciata presenta decorazioni in stile barocco, mentre all’interno sono presenti numerosi quadri ed affreschi. Durante l’inverno nel giardino circostante vengono modellate piccole statue di ghiaccio che rappresentano degli angeli

 

 

angelini un pochino scioltini..

 

 

Risultati immagini per Irkutsk,

IN CENTRO CITTA’

 

 

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Shopping Mall Modny Kvartal, Irkutsk, Russia. The fountain area is what really makes this mall so very special. - Picture of Shopping Mall Modny Kvartal, Irkutsk - Tripadvisor

Shopping Mall Modny Kvartal, Irkutsk

PANORAMA INDUSTRIALE DI IRKUTSK

flylynx – Spring in Greys

 

 

MICHELE STROGOFF FILM COMPLETO ( 1956 )

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*** MILENA GABANELLI —” Le Tasse del nostro scontento ” — LA 7 — 12-10-2026 — LA TORRE DI BABELE DI CORRADO AUGIAS–++ EZIO MAURO E MICHELE AINIS

 

 

 

LA TORRE DI BABELE –LA 7 — 12-10-2026

https://www.la7.it/la-torre-di-babele/rivedila7/la-torre-di-babele-le-tasse-del-nostro-scontento-12-10-2026-661430

 

La Torre di Babele, dedica la nuova puntata a uno dei temi centrali della prossima campagna elettorale: le tasse. La puntata affronta il dibattito fiscale, tra accuse politiche, promesse di riduzioni ed evasione, dietro al quale si nasconde una realtà più profonda: un Paese sempre più povero, impaurito e arrabbiato, dove il disagio rischia di trasformarsi in conflitto sociale. In vista delle prossime elezioni, siamo di fronte a un passaggio decisivo per la sopravvivenza dello Stato sociale, la difesa della democrazia e della Costituzione? Corrado Augias cerca le risposte insieme a Milena Gabanelli ed Ezio Mauro, con il contributo del costituzionalista Michele Ainis.

 

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New York Times —  8 OTTOBRE 2026 :: ha rivelato che i negoziati geopolitici tra Stati Uniti e Russia (condotti dagli inviati dell’amministrazione Trump, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner) includono la discussione di un maxiaffare multimiliardario (circa 20-22 miliardi di dollari) legato a Lukoil + altri link+ al fondo una canzone

 

 

NTY  8 OTTOBRE 2026

https://www.nytimes.com/2026/10/08/world/europe/trump-russia-oil-deal-lukoil-middle-east-investors.html

 

Il New York Times ha rivelato che i negoziati geopolitici tra Stati Uniti e Russia (condotti dagli inviati dell’amministrazione Trump, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner) includono la discussione di un maxiaffare multimiliardario (circa 20-22 miliardi di dollari) legato a Lukoil.

3 ottobre 2026  https://www.nytimes.com/2026/10/03/us/politics/kushner-witkoff-russia-oil-deal.html

 

Il piano fa parte di una serie di incentivi economici proposti per convincere Mosca a concordare un cessate il fuoco parziale o a fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Ucraina

 

Secondo quanto riportato dal New York Times, gli inviati di Trump avrebbero offerto alla Russia lo sblocco dei beni congelati e un accordo con Lukoil.

KATERYNA TYSHCHENKO — 10 ottobre, 22:48
PRAVDA  10 OTTOBRE 2025

https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/10/8057404/

 

Cosa prevede l’accordo su Lukoil secondo il NYT::

 

PRAVDA.COM 10 OTTOBRE 2026

https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/10/8057404/

 

 

 

 

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/07/witkoff-dopo-la-visita-a-mosca-e-kiev-progressi-sostanziali.-trump-sente-putin_391a327c-3674-40b5-9264-eae5c0bcb3c2.html

 

GLI INVESTITORI COINVOLTI

Il New York Times riporta che i funzionari ucraini sono rimasti sorpresi dalla portata delle proposte avanzate da Kushner e Witkoff alla Russia.

Secondo fonti ufficiali a conoscenza dei negoziati, gli americani hanno offerto tre incentivi economici per persuadere Mosca ad accettare un cessate il fuoco limitato, riguardante le infrastrutture energetiche o la navigazione marittima.

DA. https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/03/8056300/

 

 

 

SBOCCO DELLE SANZIONI

Citazione dal NYT: / link  ” Washington ha ventilato l’ipotesi di sbloccare miliardi di dollari di beni sovrani russi immobilizzati in Occidente. Il denaro, secondo i funzionari, sarebbe stato visto come un incentivo iniziale per tregue parziali, non come una ricompensa per la loro entrata in vigore. Ciò ha rilanciato una proposta dello scorso anno per sbloccare fondi a favore della Russia. All’epoca, si parlava di sbloccare fino a 100 miliardi di dollari. “

 

Gli investitori coinvolti: A rilevare la quota sarebbe una cordata internazionale guidata da investitori del Medio Oriente e dal miliardario americano Todd Boehly. Diverse figure coinvolte hanno legami commerciali con gli stessi Witkoff e Kushner (sebbene il NYT specifichi che non ci sono prove di un profitto diretto per i due inviati USA).  THE NEW YORK TIMES– LINK

 

Sblocco delle sanzioni: Con il passaggio di proprietà a entità non russe approvato dal Tesoro USA, le attività verrebbero rimosse dalle sanzioni, riacquistando istantaneamente valore di mercato. I fondi pagati a Lukoil rimarrebbero temporaneamente congelati in conti bancari blindati negli Stati Uniti per evitare di finanziare direttamente lo sforzo bellico del Cremlino.  TNY- link

 

La posizione di Putin: Il presidente russo Vladimir Putin ha discusso personalmente la proposta in un incontro al Cremlino a settembre 2026, vedendola come un modo per dimostrare internamente che la Russia può ancora fare affari di alto livello con gli Stati Uniti. REUTERS / LINK

 

 

Gli altri sviluppi collegati

  • La rinuncia di Carlyle: Inizialmente il fondo d’investimento statunitense Carlyle Group aveva firmato un accordo preliminare per l’acquisto, ma ha ufficialmente ritirato la sua candidatura lasciando spazio alla cordata Boehly-Medio Oriente. REUTERS

  • Il parallelo accordo sul diesel: Negli stessi giorni di ottobre 2026, Donald Trump ha annunciato un’intesa bilaterale separata con Putin per l’immissione immediata sul mercato globale e statunitense di 300.000 tonnellate di gasolio russo (estendibili fino a oltre 1,8-4,5 milioni a regime) in cambio della sospensione temporanea per 6 mesi delle sanzioni USA sul diesel di Mosca. Questa mossa è mirata ad abbattere i prezzi dei carburanti, ma ha sollevato forti critiche da parte dei leader dell’Unione Europea e di diversi esponenti del Congresso americano  https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/11/8057465/

 

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Un’altra bella lirica di Roberto Rododendro — link Facebook sotto– grazie caro Roberto ! + un’immagine discutibile–

*** se mai ci fosse un legame tra la lirica di Roberto e il disegno che dentro di me andava proprio lì,  non ne ho alcuna idea, ma so che andava lì !- Forse l’autore della poesia ci dà un aiuto o forse altri– scusate e grazie.

 

Ciascuno ha alcuni pensieri
Nascosti in un angolo
Così ben riposti e antichi
che quasi non ricorda di averli
Eppure li sente addosso
come ombre, impalpabili
Ciascuno ha i suoi
E chi non li avesse

sarebbe nessuno

link Facebook di Roberto Rododendro

 

***

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Shusaku Takaoka

 

Shusaku Takaoka, 1977 | Pop Surrealist graphic designer | Tutt'Art@
SHUSAKU  TAKAOKA
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11 ottobre :: 76/esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, Ansa.it/ link sotto +++ altre fonti

 

 

 

 

 

 

Milano, un murale gigante contro le morti sul lavoro.  Due mani che si afferrano

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/milano-murale-morti-lavoro-infortuni-p3lhmmhz- 28 aprile 2025

 

 

20 September 2024, Lower Saxony, Apen: An apprentice who lost several fingers in an accident at work bakes in the Ripken wood-fired oven bakery. The Federal Minister of Economics visits several companies in Lower Saxony on a trip through the northwest. Photo: Sina Schuldt/dpa (Photo by Sina Schuldt/picture alliance via Getty Images)/ link

 

 

 

ANSA.IT 11 OTTOBRE 2026  – 14.28

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/10/11/anmil-da-gennaio-ad-oggi-oltre-700-morti-sul-lavoro-istituire-reato_cf73ab34-468f-42d1-9268-b01d5af2b0da.html

 

Da gennaio oltre 700 morti sul lavoro. Mattarella: ‘La Carta tutela la sicurezza, serve prevenzione’.

 

L’Anmil: ‘Nei primi otto mesi +5,4% di denunce totali di infortunio. L’omicidio sul lavoro sia un reato autonomo’

 

 

foto Ansa.it

 

I dati Inail relativi ai primi otto mesi del 2026 restituiscono un’Italia segnata da circa 404.809 denunce totali di infortuni occorsi in occasione lavorativa, un aumento del 5,4% rispetto all’anno passato.

Lo fa notare l’Anmil, l’Associazione fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro in occasione della 76/esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, che si celebra oggi, 11 ottobre.

Con l’aumento del 2,9% delle denunce di infortunio con esito mortale, afferma l’associazione, “si smentisce anche quella minima variazione in negativo dei primi sette mesi dell’anno.

Da gennaio ad oggi, 701 lavoratori hanno perso la vita

le denunce di malattia professionale aumentano del 16,3%, arrivando a quota 74.542″.

 

L’Anmil chiede quindi di istituire il reato autonomo di ‘omicidio sul lavoro’ nell’ordinamento giuridico italiano.

 

 

Amedeo Bozzer

Presidente dell’ANMIL di Pordenone dal 2008, Amedeo Bozzer è stato protagonista di una prolifica carriera associativa, inaugurata poco dopo l’infortunio in fabbrica che gli costò, a 21 anni, l’uso della mano destra.
DA :_ https://superando.it/2026/05/11/amedeo-bozzer-eletto-alla-presidenza-dellanmil/

 

“Non si tratta di giustizialismo, – afferma il presidente Amedeo Bozzer, ricordando la proposta di legge presentata alla Camera il 19 marzo 2026 e attualmente all’esame della Commissione Giustizia – bensì di inaugurare una nuova era di giustizia sociale che merita basi solide volte a ritrovare la perduta fiducia nella capacità dello Stato di tutelare la sicurezza dei lavoratori. Un’era che finalmente restituisca dignità alla salute e sicurezza dei lavoratori attraverso l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, capace di accentrare e uniformare le indagini in materia superando la deleteria frammentazione territoriale vigente, e guidata da una squadra di magistrati esperti della vastità tematica che la sicurezza del lavoro abbraccia. Una Procura che faccia finalmente scuola, reale e non solo di facciata”, rincara.

Le celebrazioni nazionali si svolgono quest’anno a Longarone (Belluno), in ricordo del disastro del Vajont, con il patrocinio del Comune di Longarone, della Regione del Veneto e della Provincia di Belluno. 

 

 

Mattarella: ‘La Carta tutela la sicurezza sul lavoro, serve prevenzione’

 

In occasione della Giornata nazionale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al presidente dell’Anmil Bozzer un messaggio in cui sottolinea che la scelta di Longarone richiama uno dei più gravi disastri ambientali avvenuti nel nostro Paese e suona monito di quanto sia necessario porre la vita e la dignità di ciascuna persona al centro di ogni scelta, a partire da quelle collettive e da quelle che caratterizzano i contesti di produzione e di lavoro”.

“La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – prosegue il capo dello Stato – trova il suo fondamento nei principi della Costituzione. Da essi discende un dovere concreto: intervenire sui rischi prima che si traducano in incidenti, attraverso una prevenzione efficace, una formazione adeguata e misure di protezione capaci di ottimizzare, a questo scopo, i cambiamenti tecnologici e organizzativi del lavoro.

Il ruolo dell’Anmil, libera associazione diretta a sostenere con le sue attività, anche di rappresentanza, gli infortunati, i superstiti e le loro famiglie, è prezioso. Si tratta di un impegno che unisce alla tutela dei diritti il sostegno concreto alle persone e l’accompagnamento nei percorsi di inclusione e di reinserimento sociale e lavorativo, dopo l’infortunio. In questo senso, Anmil opera come vero e proprio agente della Costituzione. Alle vittime degli incidenti sul lavoro e alle loro famiglie va il commosso pensiero e l’impegno della Repubblica. Questa Giornata richiama istituzioni e forze sociali a una responsabilità non eludibile: fare della prevenzione un’attività permanente, affinché nessun lavoro possa mettere in pericolo la vita di chi lo svolge”, conclude il presidente.

 

La ministra Calderone: ‘La memoria delle vittime sul lavoro orienti le nostre scelte’

“Longarone ci richiama a una delle più grandi tragedie della nostra storia il disastro del Vajont del 9 ottobre ’63. È un luogo che ci ricorda quanto possano essere devastanti le conseguenze quando i rischi vengono sottovalutati e quanto sia indispensabile fare della prevenzione una responsabilità concreta e quotidiana“. Lo afferma la ministra del Lavoro, Marina Calderone, in un videomessaggio per la Giornata nazionale delle vittime sul lavoro.

“La memoria non serve soltanto a ricordare, serve soprattutto a orientare le nostre scelte. La prevenzione rappresenta la prima e più importante forma di tutela della vita e della dignità delle persone. La sicurezza sul lavoro si costruisce intervenendo prima che si verifichi un incidente, prima che un rischio si trasformi in una tragedia, prima che una famiglia debba fare i conti con una perdita irreparabile”, aggiunge, “è questa la direzione che il governo ha scelto di rafforzare con il decreto legge numero 159 del 2025, il più ampio intervento organico in materia di salute e sicurezza sul lavoro dagli anni del testo unico del 2008″.

 

****

 

2 gennaio 2026 — Convertito  in legge il Decreto Salute e sicurezza sul lavoro

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/convertito-legge-il-decreto-salute-e-sicurezza-sul-lavoro

 

***

  • Potenziamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro e del contingente in extra-organico del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro. Autorizza INL, per il triennio 2026-2028, ad assumere a tempo indeterminato attraverso concorsi su base regionale, 300 ispettori (famiglie professionali di ispettore di vigilanza ordinaria e di ispettore di vigilanza tecnica salute e sicurezza). Incrementa la dotazione organica del Comando Carabinieri tutela lavoro di complessive 100 unità.

DAL LINK SOPRA— ** bisognerebbe sapere quanto di questo è stato fatto per migliorare il controllo **

 

***

RAINEWS / VIDEO – 1.35 min. — Stefano Corradino:

Giornata nazionale delle vittime sul lavoro / link sotto

 

al min. 1.27 — ” Da più parti si registra una diminuzione dei controlli “,
oltre al numero dell’Osservatorio nazionale di Bologna 7 / LINK dove si parla di oltre 1000 morti sul lavoro da gennaio

apri qui:

https://www.rainews.it/video/2026/10/giornata-nazionale-per-le-vittime-degli-incidenti-sul-lavoro-aumentano-le-denunce-di-infortuni-1cfb2323-d190-4145-abb6-a637ded25ac2.html

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Gli Scarabocchi di Maicol&Mirco 10 ottobre 10.00 ca– dal Facebook / link sotto– una vignetta per me carina. + MOSTRA A MILANO

 

 

MOSTRA A MILANO, IN VIA TORTONA 26
DAL 10 OTTOBRE AL 5 NOVEMBRE-
INFORMAZIONI : MANUSARDI STUDIO FOTOGRAFICO
TEL  348 032 4117

 

FACEBOOK — Gli Scarabocchi di Maicol&Mirco

10.00 ca di oggi

https://www.facebook.com/photo/?fbid=1535204221985067&set=pcb.1535204261985063&locale=it_IT

 

 

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Prima pagina de Il Manifesto del 10 ottobre-+ vignetta Maicol — carina !

 

 

Nobel per la pace a Navi Pilay, una vita contro la legge del più forte in ogni caso,
dal Sudafrica al Ruanda fino a Gaza: Goebbels plaude dall’inferno.
L’ira di Trump: sanzioni contro la Corte penale internazionale.
E sotto accusa finiscono la giurista e il Tribunale.

 

https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-10-10-2026

 

10 ottobre

Potrebbe essere un disegno raffigurante testo

https://www.facebook.com/maicol.mirco/?locale=it_IT

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SABATO 10 OTTOBRE — GIORNATA MONDIALE DI MOBILITAZIONE PER LA PALESTINA DA: ANBAMED + PRESSENZA

 

 

ore 16.00

E’ partito a Torino il corteo  pro Palestina

 

da : L’Adige.it

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link X di Sandrino Russo

apri qui — corteo a Palermo ** fai clic sull’immagine che appare

https://x.com/sandrinorusso74/status/2108937023075598481/video/1

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IL SOLE 24 ORE —  DA LONDRA– 1.01 min

https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/cortei-pro-palestina-tutto-mondo-immagini-londra/AJrcB1fB

 

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ANSA.IT – LINK

 

ANSACheck

A Milano partito il corteo pro-Pal, ‘stop agli accordi con Israele’

In centinaia in piazza per chiedere la ‘fine delle complicità al genocidio’

MILANO, 10 ottobre 2026, 17:36

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10 ottobre 2026-

TUTTE LE PIAZZE D’ITALIA

Anbamed

video, 1.07 min. –  ” Non si argina il mare “

 

NOTA:

Anbamed è una testata giornalistica online e associazione di promozione sociale (APS) fondata da Farid Adly, dedicata alla diffusione gratuita di notizie, approfondimenti e rassegne stampa provenienti dal Sud-Est del Mediterraneo e dal Grande Vicino Oriente (un’area che si estende dal Nord Africa fino al Medio Oriente e all’Asia centrale).

Offre una newsletter quotidiana e un servizio audio in lingua italiana con un riepilogo di 5-10 notizie geo-politiche e culturali.

Fondata da Farid Adly, con la presidenza dell’associazione affidata a Ismail Emiliano Kashbur e la registrazione presso il Tribunale di Patti.

È possibile consultare gli aggiornamenti, l’archivio delle newsletter audio e i bollettini direttamente sul Sito Ufficiale Anbamed o attraverso i loro canali social (Telegram, Facebook, YouTube)

 

testo DA: Overview dell’AI / GOOGLE.COM RICERCA

 

 

DA : PRESSENZA

Sabato 10 ottobre mobilitazione mondiale per la Palestina libera

 

Sabato 10 ottobre mobilitazione mondiale per la Palestina libera

 

L’Alleanza Globale per la Palestina invita tutti e tutte ad una giornata mondiale di mobilitazione per sabato 10 ottobre per chiedere ai governi un embargo sulle armi, sanzioni contro lo stato di Israele e la fine della complicità internazionale con questo stato genocidario. Oltre 200 città hanno già confermato l’organizzazione di presidi e manifestazioni per quella data.

Il Centro europeo per i media palestinesi ha documentato oltre 68.000 manifestazioni ed eventi svoltisi in 818 città di 30 Paesi europei durante i tre anni della guerra genocida nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata.

Il monitoraggio e la documentazione sul campo e digitale, condotti dal centro in collaborazione con istituzioni e associazioni palestinesi operanti in Europa, hanno registrato 68.162 eventi tra ottobre 2023 e ottobre 2026.

 

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LA 7 ELENA TESTI INVIATA A TEL AVIV — ” Israele tra il 7 ottobre e le elezioni ” — un’intervista s’incammina nell’altra finché chiudete..

 

 

 

*** ricordatevi di sbloccare la voce facendo clic sul /

 

LA 7– TAGADA’

https://www.la7.it/tagada/video/elena-testi-aggredita-a-mea-shearim-gerusalemme-mi-continuavano-a-dire-donna-di-facili-costumi-05-10-2026-660322

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Ugo Ramella @RamellaUgo / linkX sotto –11.15 – 11 dicembre 2022 — grazie ! + dettagli dei mosaici

 

 

 

*** per Donatella, la nostra sicula- ligure–

 

 

**segnalo all’inizio questo link di Getty Images, dove forse alcune immagini della chiesa sono più belle:

https://www.gettyimages.it/search/2/image?phrase=duomo+monreale&tracked_gsrp_landing=
https%3A%2F%2Fwww.gettyimages.it%2F
immagine%2Fduomo-monreale

 

 

 

 

Duomo di Monreale. Palermo

 

 

Immagine

 

 

Immagine

 

 

 

+ DETTAGLI DEI MOSAICI

DA:

wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Monreale#/media/File:Monreale_creation_earth.jpg

 

 

Monreale creation earth.jpg

CREAZIONE DELLA LUNA E DEL SOLE — sec. XII

 

Monreale creation.jpg

dei pesci e degli uccelli

 

 

Monreale god resting after creation.jpg

Dio si riposa dopo la creazione

 

 

Monreale creation Adam.jpg

Adamo

 

Monreale adam entering.jpg

Adamo entra nell’Eden

 

 

 

La caduta– _photo_ru_Sibeaster16.jpg
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Monreale_photo_ru_Sibeaster16.jpg

 

 

 

 

Adamo ed Eva in Paradiso
ErwinMeier – Opera propria

 

 

 

 

 

Abele e Caino offrono il loro sacrificio a Dio

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Abel_and_Cain_offer_their_sacrifice_to_God.jpg

 

Monreale cain and abel.jpg

Caino contro Abele
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Abel_and_Cain_offer_their_sacrifice_to_God.jpg

 

 

Christ anв Samaritan woman (Monreale).jpg

Gesù e la donna di Samaria

 

Christ in the pharisee's house (Monreale).jpg

Gesù nella casa del fariseo

 

 

Christ cleans leper man.jpg

Gesù sana un lebbroso

 

 

Christ heals two Jericho blind men.jpg

Gesù guarisce due ciechi a Gerico

 

 

Mosaici della crociera e del transetto

MOSAICI DELLA CROCIERA E DEL TRANSETTO
Bjs – Opera propria

 

 

Colonnine e archi

COLONNINE DEL CHIOSTRO DELLA CATTEDRALE

Urban – Opera propria

 

 

photo_ru_Sibeaster04.jpg
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Monre

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*** Julie Jordan, una grande poetessa e critica letteraria di origini africane — spiega a noi come possa essere stata ” mal intesa ” Phillis Wheatley sia per come negasse la sua storia e il suo colore, sia per essersi lasciata plagiare dalla lingua dei bianchi e dai suoi valori

 

 

*** dai un’occhiata al post seguente, se vuoi

come ho potuto l’ho aggiustata, vi consiglio però di andare sul link, specie se masticate qualcosa di inglese come oggi fanno quasi tutti.. ci sono i testi !

 

SITO ACOMA

  • Sito Ufficiale Ácoma Rivista: Il portale della Rivista Internazionale di Studi Nord-Americani, una pubblicazione digitale focalizzata su letteratura, storia e cultura degli Stati Uniti.

 

 

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PHILLIS WHEATLEY : ALLE ORIGINI DELLA NASCITA DELLA POESIA AFRO-AMERICANA — nata nel 1753 circa in Senegal o Gambia

 

 

 

Phillis Wheatley

 

” Libera dai limiti la mente e colmala del tuo fuoco ”

(Phillis Wheatley)

 

circa 1770: American poet Phillis Wheatley (c.1753 – 1784), who was bought as a slave by Mr John Wheatley of Boston. She quickly became an accomplished reader and in 1773 published a volume entitled ‘Poems on Various Subjects, Religious and Moral’. (Photo by Stock Montage/Stock Montage/Getty Images)

 

 

Phillis Wheatley
DA––Adi el Grande @icardo8 / link X di Adi

 

“Fu chiamata Phillis, perché così si chiamava la nave che l’aveva portata, e Wheatley, che era il nome del mercante che l’aveva comprata. Era nata in Senegal. A Boston, i negrieri la misero in vendita: —Ha sette anni! Sarà una buona giumenta! Fu palpata, nuda, da molte mani. A tredici anni, già scriveva poesie in una lingua che non era la sua. Nessuno credeva che fosse lei l’autrice. A vent’anni, Phillis fu interrogata da un tribunale di diciotto gentiluomini colti con toga e parrucca. Dovette recitare testi di Virgilio e Milton e alcuni passaggi della Bibbia, e dovette anche giurare che le poesie che aveva scritto non erano plagiati. Da una sedia, sostenne il suo lungo esame, finché il tribunale la riconobbe: era donna, era nera, era schiava, ma era poetessa.” Phillis Wheatley fu la prima scrittrice afroamericana a pubblicare un libro negli Stati Uniti.

 

 

Purtroppo ho trovato un’unica poesia tradotta in italiano:

da : Poetesse: Donna Da Ricordare

Phillis Wheatley: da schiava a poetessa

 

Twas mercy brought me from my Pagan land,
Taught my benighted soul to understand
That there’s a God, that there’s a Savior too:
Once I redemption neither sought nor knew
Some view our sable race with scornful eye,
“Their color is a diabolic die.”
Remember, Christians, Negroes, black as Cain
May be refin’d, and join the angelic train.

Misericordia mi condusse
dalla mia terra Pagana,
Insegnò alla mia anima ottenebrata
a comprendere
Che c’è un Dio, e anche un Salvatore:
Un tempo redenzione non cercavo né conoscevo
Alcuni giudicano la nostra scura razza con sprezzo
“Il loro colore è un marchio diabolico.”
Ricordate, Cristiani, i Negri, neri come Caino,
Possono essere affinati, e unirsi alle schiere angeliche.

(poesia dal sito Acoma)

 

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” PIANO CASSA ” –IL MANIFESTO 8 OTTOBRE 2026 — vignetta Maicol.. mah !

 

 

Cinque mesi dopo la sua approvazione, neanche un alloggio pubblico è stato recuperato dal piano casa del governo e tanti passeranno alla gestione privata. Salvini per non fare «alla spagnola» promette miliardi che non ha. Ma per i fondi immobiliari gli incentivi si trovano.

il manifesto del 08 ottobre 2026

 

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* al fondo immagini — ANSA.IT — 6  ottobre 2026 — 9.38 :: Onu, ‘crisi abitativa per 3,4 miliardi persone, 1 miliardo vive in baraccopoli. / IL MANIFESTO, Michele Gambirasi, 7 ottobre-” Sfratti veloci.. “

 

 

ANSA.IT — 6  ottobre 2026 — 9.38
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2026/10/06/onu-crisi-abitativa-per-34-miliardi-persone-1-miliardo-vive-in-baraccopoli_958df3fe-920b-44e9-8e93-d41b3836df4d.html

 

 

Onu, ‘crisi abitativa per 3,4 miliardi persone, 1 miliardo vive in baraccopoli.

 

‘Un alloggio adeguato non è un lusso. È il fondamento di una vita dignitosa’

ROMA, 06 ottobre 2026, 09:38

 

Redazione ANSA

 

ANSACheck

 

 

 

 

© ANSA/EPA

© ANSA/EPA

 

Il tema dell’emergenza abitativa approda all’Onu.

Riuniti a Muscat, in Oman, in occasione della Giornata Mondiale dell’Habitat , rappresentanti di governi, società civile e mondo accademico hanno chiesto un intervento immediato di fronte alla crisi abitativa che colpisce quasi 3,4 miliardi di persone.
“Un alloggio adeguato non è un lusso.

 

È il fondamento di una vita dignitosa e di città sostenibili”, ha affermato la direttrice esecutiva di UN-Habitat, il Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani.

 

Anacláudia Rossbach che ha aggiunto “l’edilizia abitativa deve essere considerata una priorità pubblica, alla pari della terra e dei servizi essenziali”, auspicando un rafforzamento della cooperazione tra autorità pubbliche, settore privato e società civile.
Nel suo messaggio ai partecipanti il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres ha detto che un alloggio adeguato per tutti è “il fondamento della dignità, della sicurezza e delle opportunità per ogni individuo”. Invece, ha sottolineato “oltre tre miliardi di persone nel mondo sono ancora private di questo diritto umano universale”.

 

 

“Più di un miliardo di persone vive in insediamenti informali e baraccopoli, e molte altre sono senzatetto o sono state sfollate a causa di conflitti, disastri e cambiamenti climatici”, ha aggiunto.

 

 

Il presidente dell’Assemblea di UN-Habitat, Nga Kor Ming, che è anche ministro dell’edilizia abitativa e del governo locale della Malesia, ha parlato di famiglie che vivono in alloggi senza servizi igienici di base o acqua potabile, e i cui figli soffrono di malattie prevenibili. “Una casa senza acqua potabile, senza sicurezza né garanzie legali non è una casa. È una trappola che chiude le persone nella povertà”, ha affermato.

 

Secondo il quadro di riferimento delle Nazioni Unite sui diritti umani, un alloggio è adeguato quando soddisfa sette criteri, tra cui la disponibilità di servizi, l’abitabilità, il costo, l’ubicazione e l’accessibilità. Per questo Guterres ha insistito sulla necessità di

“investire in alloggi dignitosi e trasformare gli insediamenti informali per ridurre la povertà, combattere la disuguaglianza, rafforzare la resilienza climatica e promuovere società pacifiche e inclusive”.

 

 

 

IL MANIFESTO  7  OTTOBRE  2026
https://ilmanifesto.it/sfratti-veloci-la-destra-chiede-un-registro-degli-inquilini-morosi

 

 

Sfratti veloci, la destra chiede un registro degli inquilini morosi.

 

 

 

 

 


Sit in per il diritto all’abitare a Montecitorio – Imagoeconomica

 

Un registro nazionale degli inquilini morosi, pagamenti a cottimo per gli ufficiali giudiziari, sgravi fiscali ed esenzioni per i proprietari di case. Alla presentazione degli emendamenti al ddl Sfratti, all’esame della commissione Giustizia del Senato, la maggioranza ha presentato il proprio pacchetto di modifiche al testo che mira a velocizzare le procedure di sfratto.

 

 

LA MAGGIOR PARTE delle proposte di modifica ricalcano i suggerimenti emersi nel corso delle audizioni dell’ultimo. A queste, non molte nonostante la delicatezza del tema, hanno preso parte per lo più associazioni di categoria che rappresentano i proprietari, a partire da Confedilizia. E le richieste, stando agli emendamenti depositati, sono state esaudite. Una proposta di modifica presentata separatamente da Fratelli d’Italia e dal’Udc introduce un «Registro nazionale degli inquilini morosi», una banca dati custodita dal ministero della Giustizia che registra chiunque si trovi in ritardo con il pagamento dell’affitto. Questo «al fine di tutelare i proprietari immobiliari dal rischio di morosità», grazie alla «certificazione del livello di affidabilità economica e sociale dell’inquilino». Una sorta di Grande fratello degli affitti, dove i precedenti di un inquilino posso diventare motivo di preclusione nel trovare un’abitazione.

 

LA PROPOSTA è stata caldeggiata in particolare dalla Fimaa-Confcommercio, che rappresenta gli agenti di affari, e ne ha chiesto l’introduzione durante le consultazioni a Palazzo Madama. Il motivo, a detta loro, è che la diffidenza dei proprietari lascerebbe fuori dal mercato tra i 5 e i 6 milioni di immobili attualmente vuoti. Complessivamente le case disabitate sono oltre 9 milioni in tutta Italia, quasi un quarto del patrimonio complessivo. In modo simile un altro emendamento depositato da tutti i gruppi di maggioranza e dal Pd propone la creazione di una «Banca dati nazionale del merito locatizio», contenente tutti gli tutti relativi alle procedure di sfratto (dalla convalida per morosità all’avvenuta esecuzione, o alla regolarizzazione del debito) per «favorire una più consapevole valutazione dell’affidabilità contrattuale delle parti». Un registro pubblico simile in Italia non esiste, sebbene sperimentazioni siano state già avviate dalle grandi piattaforme di intermediazione immobiliare: Idealista, il colosso spagnolo di annunci, gestisce una banca dati simile creata attraverso segnalazioni private, per «promuovere trasparenza e fiducia».

 

Ieri il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa ha ringraziato l’esecutivo per aver «intrapreso la strada giusta» sulle politiche abitative, a differenza «interventismo illiberale» proveniente da Madrid, Berlino e Bruxelles. E nel tessere le lodi del governo Meloni ha avanzato anche nuove richieste: «dimezzamento dell’aliquota della cedolare secca per le locazioni a canone concordato» e «incrementare la riduzione del 25% dell’imposta dovuta in caso di utilizzo degli affitti calmierati». Come per magia le richieste erano già prontamente esaudite: due emendamenti chiedono la riduzione al 50% dell’Imu per gli immobili affittati a canone concordato. I mancati proventi nelle casse dei comuni verrebbero sanati grazie a 176 milioni annui, dal 2028, prelevati dal Fondo per le esigenze indifferibili. Altri due emendamenti di FdI e Udc propongono invece l’esenzione completa dal pagamento dell’Imu per gli immobili dove sia stata notificata un’ingiunzione di sfratto.

 

ALTRO CAPITOLO riguarda gli ufficiali giudiziari. Il ddl di fatto apre alla possibilità che gli sfratti vengano eseguiti anche da società private tra quelle registrate al ministero della Giustizia per gestire o vendere immobili confiscati. Un aspetto contestato anche dall’associazione degli ufficiali giudiziari, che pochi giorni fa ha incontrato a via Arenula il sottosegretario di Fdi Alberto Balboni. La norma che introduce una forma di «privatizzazione degli sfratti» è rimasta, ma alcuni emendamenti di maggioranza mirano a introdurre nuove forme di compenso per gli ufficiali giudiziari. È una modalità di pagamento a cottimo: ogni ricerca telematica su beni da pignorare corrisponderebbe a 50 euro; ogni notifica tramite Pec varrebbe dieci euro e ogni verbale di constatazione (compreso quello che viene redatto al termine di uno sfratto) sarebbe pagato almeno 200 euro o l’1% del valore dell’immobile.

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MANIFESTIVAL  2026

Immagine per manifestival

Scopri la manifestival 2026

Dal 9 all’11 ottobre torna a Roma la manifestival. Tre giorni di eventi a ingresso gratuito.

Leggi il programma

 

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MALESIA — .. ce ne prendiamo una vista per decidere dove andare.. solo un’occhiata.

 

David Nga Kor Ming ( Nga è nato a Kota Bharu , Kelantan , Malesia /nel 1972 / è un politico a avvocato maltese )– altre cariche vedi sopra

 

 

La Malaysia è un paese del Sud-est asiatico, situato appena a nord dell’Equatore, costituito da due regioni non contigue: la Malaysia Peninsulare (Semenanjung Malaysia), chiamata anche Malaysia Occidentale (Malaysia Barat), che si trova nella penisola malese, e la Malaysia Orientale (Malaysia Timur), situata nell’isola del Borneo.

La capitale malese, Kuala Lumpur, è situata nella parte occidentale della penisola, a circa 40 km dalla costa; il centro amministrativo, Putrajaya, si trova circa 25 km a sud della capitale.

 

 

UNA SOLO IMMAGINE ( torneremo ) della città administrativa:

 

Malaysia Daily Life And Tourism

questa va bene, ma ce n’è un’altra per fare  ” due “:

 

entrambe da Getty Images / nel link trovate immagini bellissime !

 

 

 

***Il Borneo (AFI: /ˈbɔrneo/[1]) è un’isola di 743107 km² (terza del mondo per superficie) nel Sud-est asiatico, divisa tra Malaysia (Stati di Sabah ( NORD ) e Sarawak ( CENTRO SUD )

e Brunei nella parte settentrionale : PICCOLO STATO– in confronto –  SUL MARE regione NORD 

e Indonesia nella parte meridionale (regione del Kalimantàn e province).

 

 

QUALCHE IMMAGINE DI KUALA LUMPUR

capitale della Malesia– da GETTY IMAGES

 

Malaysia, Kuala Lumpur, the Petronas Towers at dusk, elevated view.

 

 

 

 

July, 2025. Kuala Lumpur, Malaysia. Putra mosque with garden landscape design and Putrajaya Lake, Putrajaya. The most famous tourist attraction in Kuala Lumpur.

 

 

 

 

 

Malaysia, Kuala Lumpur, the Petronas Towers at dusk, elevated view.

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UN PIUMINO MORBIDO TUTTO VERDE CHE E’ UN GAROFANO ! Si chiama : ” Dianthus Barbatus Green Ball /o Rick ” _ secondo la grandezza

 

 

 

Il dianthus barbatus green trick è un meraviglioso ibrido di garofano verde da reciso che abbiamo coltivato e proposto nel duemiladodici duemilatredici. Il brevetto era in possesso all'azienda hilverdakooij

Dianthus barbatus green trick

 

Oltre dieci anni fa, una nuova mutazione di Dianthus Barbatus è stata scoperta nei campi di coltivazione dell’azienda floricola Ball . Una varietà che inizialmente era stata scartata dai ricercatori nei campi di prova, perché priva di veri fiori. Un errore della natura? No! Siamo felici che la Ball abbia intuito il potenziale per i floral designer; così è nato il Dianthus Barbatus Green Ball , disponibile sul mercato floricolo globale dal 2011.

Ci lasciò tutti a bocca aperta con la sua simpaticissima, buffa e molto ornamentale forma a palla piumosa verde

In brevissimo tempo si vide sempre più frequentemente come fiore reciso in allestimenti floreali.

E’ una varietà che ci capita spesso di avere in assortimento nel nostro shop per gli amanti del fiore reciso da coltivare in giardino.

 

da :

Un colore originale ed insolito. Il Garofano verde!

 

 

 

The World-Renowned Green Ball Dianthus - And What Do You ...

Dianthus Barbatus Green Ball – Foto di @lanuovafloricoltura

 

 

Dianthus Barbatus Green Ball – foto di @blithwold_mansion –

 

 

Il dianthus a sfera verde famoso in tutto il mondo

La storia dei garofani – il nome più accreditato per questo tipo di fiore – risale a più di 2000 anni fa. È una delle più antiche varietà di fiori coltivate. Già i Greci e i Romani lo usavano. Il nome latino ‘Dianthus’ significa ‘Fiori degli Dei‘. Conosciuto anche come il garofano del poeta. Nell’arte e nelle composizioni floreali, come le iconiche ghirlande. Al giorno d’oggi, due millenni dopo, i garofani sono ancora altamente desiderabili. Ma più di dieci anni fa, una nuova mutazione di Dianthus Barbatus è stata scoperta nei campi di allevamento dell’allevatore di fiori Ball : Sfera verde Dianthus Barbatus è nato ed è disponibile per il mercato globale dei fiori dal 2011.

 

THURSD.COM

https://thursd.com/articles/the-world-renowned-green-ball-dianthus-and-what-do-you-think-of-the-new-punky-ball-and-cocoa-ball

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Donovan – Catch the wind–testo e traduzione : una canzone d’amore della ragazza e del vento che si fa cacciare–

 

 

 

Donovan 1969.JPG

 

Donovan, pseudonimo di Donovan Phillips Leitch (Glasgow, 10 maggio 1946), è un cantautore e musicista britannico.

 

Si fece conoscere presso il grande pubblico con Catch the Wind, partecipando a numerosi programmi televisivi come Ready, Steady, Go!. Grazie al successo del brano si esibì anche in America in alcune apparizioni televisive e al Newport Folk Festival del 1965, dove duettò con Joan Baez nella sua Colours. Fu lanciato come “risposta britannica” a Bob Dylan, sebbene con l’album Sunshine Superman, dalle forti tinte psichedeliche, abbia dimostrato di saper andare al di là di questo cliché.

continua.. nel link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Donovan

 

 

Catch The Wind

Donovan

In the chilly hours and minutes

Nelle fredde ore e minuti

Of uncertainty,

Dell’incertezza

I want to be

Io voglio essere

In the warm hold of your loving mind

Nel caldo abbraccio della tua amorevole mente

To feel you all around me

Sentirti tutt’intorno a me

And to take your hand

E prendere la tua mano

Along the sand

Lungo la spiaggia

Ah, but I may as well try and catch the wind

Ah, ma posso anche tentare di acciuffare il vento

When sundown pales the sky

Quando il tramonto impallidisce il cielo

I want to hide a while

Voglio nascondere un attimo

Behind your smile

Dietro il tuo sorriso

And everywhere I’d look your eyes I’d find

E ovunque guarderei, troverei i tuoi occhi

For me to love you now

Per me amarti ora

Would be the sweetest thing ‘twould make me sing

Sarebbe la cosa più dolce e mi farebbe cantare

Ah, but I may as well try and catch the wind

Ah, ma posso anche tentare di acciuffare il vento

Di di di di, di di di di

Di di di di, di di di di

Di di di di, di di di di

Di di di di, di di di di

Di di di

Di di di

When rain has hung the leaves with tears

Quando la pioggia ha tappezzato di lacrime le foglie

I want you near

Ti voglio vicino

To kill my fears

Per uccidere le mie paure

To help me to leave all my blues behind

Per aiutarmi a lasciare tutta la mia depressione alle spalle

For standin’ in your heart

Perché stare nel tuo cuore

Is where I want to be

É dove io voglio essere

And long to be

E desidero essere

Ah, but I may as well try and catch the wind

Ah, ma posso anche tentare di acciuffare il vento

Ah, but I may as well try and catch the wind

Ah, ma posso anche tentare di acciuffare il vento

 

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LA 7 – OTTO E MEZZO –2 OTTOBRE 2026 :: Ddl Antisemitismo — ANNA FOA E FIANO

 

 

 

 

Ddl antisemitismo, Anna Foa: “Se questa legge passerà, Israele sarà l’unico Paese al mondo che non si potrà criticare”

 

Ddl antisemitismo, Fiano: “È una legge di prevenzione, non contiene reati né pene”

 

 

LA 7 – OTTO E MEZZO –2 OTTOBRE 2026

https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/ddl-antisemitismo-anna-foa-se-questa-legge-passera-israele-sara-lunico-paese-al-mondo-che-non-si-02-10-2026-660081

 

 

******

IL MANIFESTO 27 SETTEMBRE 2026

https://ilmanifesto.it/da-italiani-e-da-ebrei-diciamo-no-al-ddl-antisemitismo

 

 

Da italiani e da ebrei diciamo no al ddl antisemitismo

Presidio contro il DDL Antisemitismo a Milano – Foto di Marco Ottico/Lapresse

 

Da italiani e da ebrei, da nemici di tutte le forme di razzismo, esprimiamo la nostra contrarietà al disegno di legge 1004 in discussione alla camera dei deputati che contrabbanda per lotta all’antisemitismo la delegittimazione e criminalizzazione di ogni posizione pubblica più o meno radicalmente antisraeliana.

Siamo contrari a questo disegno di legge perché il testo adotta la definizione di antisemitismo della International Holocaust Remembrance Alliance, che soprattutto negli esempi che l’accompagnano confonde il rifiuto di ogni espressione di odio antiebraico con giudizi certamente opinabili ma che non costituiscono necessariamente antisemitismo.

Siamo contrari perché la lotta all’antisemitismo, tra le forme più antiche e odiose di razzismo, è una questione troppo seria per essere affidata a forze politiche che ne fanno il pretesto per legittimare le politiche e i crimini di Israele. Ciò è tanto più grave poiché alcune di quelle stesse forze che dichiarano amicizia verso gli ebrei, fanno del razzismo una scelta politica, arrivando perfino a mettere in discussione il diritto costituzionale allo studio di bambine e bambini.

Siamo contrari perché questo disegno di legge non solo non aiuta ma rischia di complicare la lotta all’odio antiebraico. Mescolando impropriamente l’antisemitismo con qualunque posizione di contrapposizione alle politiche criminali di Israele, lo separa, lo isola dalle altre forme di razzismo, rendendo più fragili le basi etiche per contrastarlo.

 

L’antisemitismo sta rialzando la testa, persino a sinistra, innegabilmente favorito dall’agire di uno Stato che si qualifica come “ebraico” e alimentato dagli stereotipi di sempre, cui se ne aggiungono di nuovi, primo fra tutti l’identificazione tra governo israeliano ed ebrei. L’antisemitismo è una forma di sopraffazione «dell’uomo sull’uomo»: per combatterlo non servono nuove norme che confondono la critica a Israele con l’odio antiebraico. Invece è necessario rafforzare la lotta contro ogni forma di razzismo, senza eccezioni e senza strumentalizzazioni: questo è stato fino a oggi e questo resterà il nostro impegno.

 

Presidio contro il DDL Antisemitismo
Milano – Italia – Cronaca
Mercoledì, 09 Settembre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse)
Presidium against the DDL Anti-Semitism
Milan – Italy – News
Wednesday, 09 September, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

 

https://www.ilpost.it/2026/10/01/ddl-antisemitismo-definizione-ihra-gerusalemme-pd/

 

 

 

 

Lea-Laboratorio ebraico antirazzista
Mai Indifferenti-Voci ebraiche per la pace
Tikkun-Diaspora ebraica decoloniale
Nora Aghion, Deborah Arbib
Guido Bassano, David Calef
Giorgio Canarutto
Paola Canarutto
Raya Cohen
Renata Colorni
Andrea Damascelli
Lucio Damascelli
Roberto Della Seta
Deborah Di Cave
Micol di Nepi
Anna Foa
Saby Fresko
Bice Fubini
Nicoletta Gandus
Shmuel Gertel
Siegmund Ginzberg
Lisa Ginzburg
Bella Gubbay
Sveva Haertter
Joan Haim
Francesca Incardona
Helena Janeczek
Amy Kabat

Irene Kajon
Yael Laibel,
Gad Lerner
Daniel Levi
Giorgina Levi
Stefano Levi Della Torre
Bruno Montesano
Giacomo Ortona
Olga Dalia Padoa
Martina Piperno
Valentina Pisanty
Matteo Pucciarelli
Annalisa Ravenna
Annalisa Salerno
Renata Sarfati
Stefano Sarfati
Gadi Schoenheit
Eva Schwarzwald
Susanna Sinigaglia
Alessandro Soria
Widad Tamimi
Jardena Tedeschi
Claudio Treves
Adriana Valabrega
Maya Vetri
Marco Vigevani

 

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Marcello Campo, Bolsonaro a un passo dalla presidenza, Trump: una ‘grande vittoria’. A Lula servirà un miracolo. La destra conquista il Parlamento, annus horribilis della sinistra sudamericana – ANSA.IT  5 ottobre 2026– 21.49

 

 

 

ANSA.IT  5 ottobre 2026– 21.49

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/10/05/bolsonaro-a-un-passo-dalla-presidenza-a-lula-servira-un-miracolo_bef2f600-8fd3-4a6b-8402-5f40da9c9da1.html

 

Bolsonaro a un passo dalla presidenza, Trump: una ‘grande vittoria’

A Lula servirà un miracolo. La destra conquista il Parlamento, annus horribilis della sinistra sudamericana

BRASILIA, 05 ottobre 2026, 21:49

di Marcello Campo

ANSACheck
Media, Lula e Bolsonaro andranno al ballottaggio il 25 ottobre - RIPRODUZIONE RISERVATA

Media, Lula e Bolsonaro andranno al ballottaggio il 25 ottobre –

 

Il risultato di Flavio Bolsonaro alle elezioni in Brasile è stata una “grande vittoria”.Lo ha detto Donald Trump.

 

Bolsonaro è a un passo dalla vittoria. Tra venti giorni il Brasile, il Paese più importante e ricco del Sudamerica, molto probabilmente entrerà nell’orbita trumpiana, sancendo l’affermazione della cosiddetta Dottrina Donroe in tutta la regione. La sua affermazione cambierebbe le cose in Brasile ma anche al livello globale.


 

Flavio ha già annunciato che indulterà il padre Jair, oggi ai domiciliari, condannato per il golpe del 2023, che ridurrà la spesa pubblica e userà il pungo duro contro il crimine. Novità anche sul fronte dell’ambiente: a suo giudizio “i vincoli limitano lo sviluppo dell’economia” e il riscaldamento globale è “un evento ciclico”. Tutte cattive notizie per i difensori dell’Amazzonia, il polmone verde del pianeta, e per chi combatte il cambio climatico, qui come nel resto del mondo. Con lui presidente il Brasile entrerà poi nello Scudo delle Americhe, l’alleanza politico-militare regionale promossa dagli Usa. E l’avvicinamento a Washington potrebbe raffreddare i rapporti di Brasilia con Pechino, come con Bruxelles e mettere in difficoltà l’attuazione dell’accordo appena siglato tra l’Ue e il Mercosur.

 

 

 

video, min. 1.17

Brasile, Bolsonaro Jr. batte Lula e vola al ballottaggio da favorito

 

Il voto decisivo ci sarà al ballottaggio il 25 ottobre. Lula è indietro di circa 2 punti percentuali, ma gli altri candidati, che valgono insieme il 7%, sono molto più vicini alla destra che a Lula.

Insomma all’anziano leader progressista servirebbe un miracolo politico per poter ribaltare la situazione: sarà molto molto difficile, ma non impossibile.

Farà un appello a chi non è andato a votare – l‘astensione è stata alta ma non altissima – e a chi ha votato bianca o nulla. Punterà sulla paura di riavere un Bolsonaro alla guida del Brasile.

Ma anche se ci dovesse riuscire, il suo quarto mandato sarebbe un calvario, condizionato da una Camera dominata dalle destre e da un Senato in grado di nominare giudici supremi a lui ostili.

La probabile sconfitta di Lula segnerebbe il culmine di questo ‘annus horribilis’ per la sinistra latinoamericana che in pochi mesi è stata travolta dall’internazionale reazionaria: prima il Cile, poi il Perù, la Colombia, tutti i leader progressisti sono caduti come tessere di un domino sulla spinta di esponenti della destra trumpiana.

La grande affermazione del figlio diJair è figlia di una grande voglia di cambio. Tra gli oltre 56 milioni di brasiliani che lo hanno scelto tantissimi lo hanno fatto non tanto per premiare il suo programma, quanto per farla finita con Lula che perde ovunque nel Paese, sia tra i ceti deboli sempre più indebitati, sia tra le classi medie che in questi anni si sono sentite tradite da una politica fortemente assistenziale. Un atteggiamento che è stato battezzato “antipetismo”, avversione al Pt, il partito di Lula. Non ha caso le prime parole di Flavio dopo la vittoria sono state: “Oggi finisce l’era del Pt”.


Insomma, l’impressione è che Lula sia apparso, stanco, forse troppo istituzionale, non più il sindacalista figlio del popolo, ma un uomo dell’establishment non più in grado di combattere le profonde ingiustizie che esistono nel Paese. Per cui è diventato l’obbiettivo dello scontento, di chi ha tanto e ha paura di perderlo, di chi teme le rapine, malgrado il tasso di omicidi sia calato. Ma anche di chi ha poco o nulla e vede i programmi sociali del governo, voluti dall’anziano presidente, insufficienti a migliorare le sue condizioni materiali.


Sul fronte opposto, hanno avuto grande successo alcuni giovani candidati, a metà strada tra politici e influencer, allergici al dibattito ma capacissimi di usare i loro social per attrarre l’attenzione. Con un linguaggio diretto promuovono un attivismo digitale rabbioso e molto efficace. Una di loro Eduarda Campopiano, 23 anni, eletta a San Paolo con 1,95 milioni di voti, ha scandalizzato tutti rivendicando l’intervento coloniale e sminuendo la cultura indigena. Interventi che sono diventati virali e l’hanno resa popolarissima.

Da non perdere

 

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Il candidato trumpiano – Flàvio Bolsonaro, il figlio di Jair – avanti su Lula, 47% contro il 45%, il 25 ottobre ci sarà il ballottaggio.

 

 

 

ANSA.IT   5 OTTOBRE 2026 – 11.17
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/10/05/bolsonaro-avanti-su-lula-47-contro-il-45-il-25-ottobre-ci-sara-il-ballottaggio_bef2f600-8fd3-4a6b-8402-5f40da9c9da1.html

 

Bolsonaro avanti su Lula, 47% contro il 45%, il 25 ottobre ci sarà il ballottaggio.

 

Il Partito liberale (Pl), principale forza del campo bolsonarista, si avvia a essere protagonista del rinnovato Senato brasiliano

 

Media, Lula e Bolsonaro andranno al ballottaggio il 25 ottobre RIPRODUZIONE RISERVATA

Media, Lula e Bolsonaro andranno al ballottaggio il 25 ottobre

 

Flavio Bolsonaro batte Lula al primo turno e si lancia come favorito nel ballottaggio del 25 ottobre che deciderà chi sarà il 40esimo presidente del Brasile.

Il candidato trumpiano ha ottenuto il 47,14 % dei voti, il presidente uscente il 45.03 %, con una differenza tra i due di circa 2 milioni e mezzo di voti. Gli altri candidati minori, esclusi dal secondo turno, tutti di centrodestra, hanno raggiunto insieme circa il 12%. Schede nulle al 2,93%, bianche 1,84%. L’affluenza è stata del 79%, in linea con le ultime elezioni.

 

 

 

Il Partito liberale (Pl), principale forza del campo bolsonarista, si avvia a essere protagonista del rinnovato Senato brasiliano. Con oltre l’85% delle urne scrutinate, la formazione è in testa in 20 dei 54 seggi in palio, davanti al Movimento democratico brasiliano (Mdb), con sette, e al Partito dei lavoratori (Pt) del presidente Luiz Inacio Lula da Silva, con sei.

Le nuove elezioni riguardano due terzi dei seggi della Camera alta, composta da 81 membri. I risultati dovranno essere sommati a quelli dei 27 senatori eletti nel 2022, il cui mandato prosegue fino al 2031. Tra questi, otto appartengono al Pl, cinque a Uniao Brasil, quattro al Pt, tre al Partito progressista (Pp), due ciascuno al Partito socialdemocratico (Psd) e ai Repubblicani. Completano il gruppo un senatore del Partito socialista brasiliano (Psb), uno dell’Mdb e uno del Partito sociale cristiano (Psc).

Con 28 senatori, il Partito liberale (Pl) di Jair Bolsonaro si affermerebbe come il gruppo più numeroso della Camera alta. Il nuovo equilibrio parlamentare sarà determinante per i rapporti di forza tra governo e opposizione nella prossima legislatura, rafforzando la posizione del campo conservatore nelle battaglie politiche e istituzionali, comprese quelle relative alle richieste di impeachment dei giudici della Corte suprema, al centro di scandali di corruzione.

 

VIDEO

 

La giornata di ieri:

Il prossimo presidente del Brasile dovrebbe essere deciso al ballottaggio del 25 ottobre: quando è stato scrutinato circa il 40% dei voti, questo è il dato più probabile. Flavio Bolsonaro è al 50,4% circa dei voti, Lula al 41,4. Uno scarto molto ampio che però difficilmente rimarrà tale alla fine del conteggio. Tuttavia, al momento, il candidato trumpiano appare il favorito per la vittoria finale.

 

 

ANSA.IT- – PHOTOGALLERY

Il Brasile al voto, scintille ai seggi tra Lula e Bolsonaro

https://www.ansa.it/sito/photogallery/primopiano/2026/10/04/il-brasile-al-voto-scintille-ai-seggi-tra-lula-e-bolsonaro_a8e50955-32f0-4ef8-bb79-dbe5bb4c57d8.html

 

 

 FOTO

 

Il Brasile al voto

 

 

Flavio Bolsonaro e Luiz Inacio Lula da Silva RIPRODUZIONE RISERVATA © ANSA/EPA

 

 

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PAOLO MASTROLILLI, Parolin: “Per fermare le guerre uscire dalla logica del dominio e porre fine alle disuguaglianze”

 

 

 

REPUBBLICA 4 OTTORE 2026

https://www.repubblica.it/esteri/2026/10/04/news/parolin_
intervista_papa_guerra_gaza_iran_ucraina-425624329/

 

Parolin: “Per fermare le guerre uscire dalla logica del dominio e porre fine alle disuguaglianze”

 

 

Parolin: “Per fermare le guerre uscire dalla logica del dominio e porre fine alle disuguaglianze”
(reuters)

Il segretario di Stato della Santa Sede: “A Gaza, in Ucraina e in Iran la gente soffre. Kiev ha il diritto di difendersi, per la pace si torni ai valori umani fondamentali”

 

NEW YORK – “Uscire da una logica del dominio”. Sarebbe il primo passo da compiere, secondo il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, per fermare le guerre che minacciano l’umanità intera.

(agf)

 

Il mondo vive un momento di profonda instabilità e conflittualità, che sembra riportarci agli orrori del secolo scorso. Che impressioni ha ricavato durante la sua missione all’Assemblea Generale dell’Onu, perché ci troviamo in queste condizioni e come potremmo venirne fuori?

“Le Nazioni Unite rimangono ancora un foro dove ogni Paese, piccolo o grande che sia, può far sentire la sua voce, ma ho l’impressione che, in molti casi, queste voci non facciano altro che ribadire la propria posizione, spesso intransigente, senza nessuna apertura alle posizioni dell’altro. In fin dei conti, si tratta di quella crisi del multilateralismo che, purtroppo, caratterizza oggi i rapporti interazionali. E ciò dà adito a un diffuso pessimismo, che mi pare si respirava anche negli ambienti dell’Onu. In positivo, segnalo che ho sentito insistenti richiami al ritorno ai principi del diritto internazionale, quali la prevenzione delle guerre, la composizione pacifica dei conflitti attraverso la diplomazia e il dialogo, la protezione dei diritti umani, lo sviluppo integrale di tutti, la promozione del bene comune. Credo che ciò possa avvenire a due condizioni: da una parte, di fronte alla crescente prevalenza di interessi egoistici che soppiantano l’impegno collettivo a costruire in mondo più giusto e pacifico, valgono le parole di Papa Leone XIV nella lettera enciclica Magnifica Humanitas, dove sostiene che una vera riforma del sistema multilaterale richiede una ripresa dei valori umani fondamentali. La seconda condizione è la riaffermazione della volontà politica di ogni protagonista della vita interazionale, che è sempre stata alla base del funzionamento del sistema multilaterale”.

 

leggi anche:

 

Il multilateralismo è in crisi ed è stato apertamente criticato dal presidente Trump. Quali sono i rischi per l’umanità di questa tendenza e quali potrebbero essere i rimedi?

“La crisi del multilateralismo non è un fenomeno recente; essa si manifesta nella difficoltà a raggiungere un consenso e a offrire risposte comuni efficaci. A ciò si aggiungono l’aggravarsi delle emergenze umanitarie già in corso e la comparsa di nuove emergenze. Vedo nella perdita della fiducia reciproca la causa principale di tale situazione. Affrontare tali criticità è un compito complesso, che è stato al centro di vari interventi durante la settimana di Alto livello dell’81.ma sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Le proposte spaziano dalla riforma del Consiglio di Sicurezza a una revisione più ampia del funzionamento delle Nazioni Unite. Non pretendo di offrire una risposta esaustiva a una questione tanto complessa. Bisogna, in ogni caso, tenere conto che il mondo di oggi è profondamente mutato rispetto al periodo post-bellico del secolo scorso, quando sorsero le organizzazioni interazionali per prevenire il ripetersi delle guerre e tutelare gli interessi collettivi, stabilendo un foro in cui ogni Nazione avesse una voce e venisse ascoltata.

 

Oggi l’equilibrio delle potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale è venuto meno; i grandi progressi economici e gli sviluppi tecnologici – come, per esempio, l’intelligenza artificiale – non offrono soltanto all’umanità un potenziale senza precedenti, ma, nello stesso tempo, la pongono davanti a nuove sfide imprevedibili, che richiedono risposte aggiornate. Inoltre, con l’affermarsi di grandi imprese transnazionali e di altri attori non statali, gli Stati non sono più gli unici poli di influenza. Solo un processo di riforma continua, capace di valutare l’efficacia delle strutture attuali alla luce delle mutate circostanze, può dare vita a un multilateralismo rinnovato e adeguato alle sfide geopolitiche odierne”.

 

Cosa pensa di quanto accade in Iran e a Gaza, e quali soluzioni per la pace propone la Santa Sede?

“Una convinzione che ho più volte richiamato, anche nel mio intervento all’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite di pochi giorni fa, è che le disuguaglianze, l’esclusione, la negazione dei diritti fondamentali e la mancata capacità di riconoscere l’altro come fratello e non come rivale, restano tra le cause profonde dei conflitti; ed è per questo che è necessario innanzitutto uscire da una “logica del dominio”.

In quella stessa occasione ho toccato anche la situazione della regione del Golfo. Fino ad oggi i vari colloqui tra gli attori interessati non sono ancora giunti a una soluzione durevole, e guardo con attenzione ai contatti indiretti, nella speranza che possano aprire uno spiraglio, pur nella consapevolezza di quanto il momento resti fragile. È una situazione che continua a destare grande apprensione, soprattutto per il prezzo che ne paga la popolazione civile; per questo la Santa Sede non si stanca di richiamare tutte le parti a preferire la via del dialogo e del negoziato a quella della forza”.

 

A Gaza continuano gli scontri. Come giudica quanto sta accadendo?

“A Gaza la situazione umanitaria resta estremamente difficile per due milioni di palestinesi che necessitano di tutto. Negli ultimi anni si sono succedute varie iniziative diplomatiche, con il proposito di individuare soluzioni politiche adeguate. La soluzione che la Santa Sede continua a sostenere è quella dei due Stati, per garantire sia al popolo palestinese che a quello israeliano il diritto a vivere in pace nella propria terra. Qualche giorno fa a Gaza City è stata riaperta la scuola del Patriarcato Latino, accogliendo oltre 1.000 studenti: un vero miracolo tra le macerie e un segnale di speranza che la Chiesa vuole offrire a tutti, in Medio Oriente come altrove, per curare le ferite della guerra e ricostruire pazientemente la fiducia reciproca”.

 

 

se vuoi, leggi anche:

 

La guerra continua ormai da oltre quattro anni in Ucraina. La Santa Sede ritiene che Kiev abbia il diritto di difendersi e vada aiutata, e quale soluzione di lungo termine suggerite, anche attraverso i colloqui che avete condotto?

“Dopo più di quattro anni di guerra in Ucraina il numero delle vittime continua a crescere. È un’autentica tragedia! La situazione dell’intero Paese è molto preoccupante, aggravata dalla prospettiva dell’imminente inverno. Certamente, non si può negare ad un popolo il diritto di difendersi – in questo senso la dottrina della Chiesa è chiara – ma la Santa Sede sottolinea la necessità di mettere fine alle ostilità, per cui incoraggia ogni iniziativa intesa a raggiungere un cessate-il-fuoco immediato, completo ed effettivo. In questo senso, anche nei recenti colloqui condotti con le due Parti, essa ha ribadito la sua disponibilità ad aiutare in qualunque modo possa essere ritenuto utile. Un altro punto che alla Santa Sede sta particolarmente a cuore è la stretta osservanza del diritto umanitario internazionale, di fronte all’intensificarsi di attacchi con missili e droni che causano ingenti danni alle infrastrutture civili e provocano la morte di persone innocenti.

Non vanno infine sottovalutate le iniziative di carattere umanitario, che, oltre al valore che rivestono in sé stesse, possono facilitare una composizione pacifica del conflitto. Mi riferisco, ad esempio, allo scambio di prigionieri o al ritorno dei bambini, questioni sulle quali la Santa Sede si è impegnata e resta aperta a continuare a farlo. Una soluzione di lungo termine non può prescindere da un rinnovato impegno per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Occorre ricostruire condizioni che permettano ai popoli di vivere in una pace giusta e duratura, senza il timore di nuove aggressioni”.

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PRIMA PAGINA DI REPUBBLICA OGGI, 4 OTTOBRE 2026

 

 

 

 

DA

LINK X DI REPUBBLICA

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Mauro Biani @maurobiani / LINK FACEBOOK sotto — 4 ottobre 2026 — 16.36 *** grazie carissimo Mauro

 

 

 

 

link Facebook Mauro Biani

Mauro Biani @maurobiani

 

 

No. “Soluzione con le armi è imbroglio. (…) Laudato sì per #Francesco che
continua a insegnarci a essere operat. pace. Spogliato di tutto,
disarmato. Non cedevole, accomodante, irrilevante. Il contrario:
Francesco disarma lupo chiamandolo frate.”
#Zuppi

Oggi per @repubblica

 

 

 

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Prima pagina de IL MANIFESTO– 4 ottobre 2026 — + vignette di Maicol + altro

 

 

Tutti a casa. ” Abbiamo le chiavi di tutta la Spagna “.

 

Tutti a casa

 

 

 

MAIKOL & MIRKO

 

30 SETTEMBRE

 

 

1° OTTOBRE

 ****************

 

se vuoi leggere, apri qui

 

 

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Nicola Perugini ( 1973 ), La risposta dell’esercito a Naza «legalizza» il genocidio, un camouflage umanitario, la violenza ricodificata nel linguaggio del diritto internazionale. IL MANIFESTO  2 ottobre 2026.

 

 

 

IL MANIFESTO  2 ottobre 2026
https://ilmanifesto.it/la-risposta-dellesercito-a-naza-legalizza-il-genocidio

 

La risposta dell’esercito a Naza «legalizza» il genocidio.

 

 

 

 

 

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La risposta dell’esercito israeliano a Naza è, prima ancora che una smentita, un esercizio non sollecitato di autodifesa giuridica. Di fronte alle accuse che emergono dalle testimonianze di suoi stessi soldati, l’esercito non si limita a contestare singoli fatti. Nel suo lungo comunicato stampa, l’esercito costruisce una barriera di categorie legali per spiegare la violenza genocidiaria che ha sferrato su Gaza: «danno collaterale», «proporzionalità», «precauzioni», «mitigazione del rischio», «obiettivi militari», «presenza di civili», «scudi umani», «minaccia immediata».

 

È attraverso queste categorie che l’esercito cerca di trasformare la sua guerra di eliminazione della popolazione palestinese in una “guerra normale”, in una discussione sulle procedure con cui la violenza sarebbe stata autorizzata e controllata, senza alcun rapporto con gli effetti.

 

QUESTA OPERAZIONE produce quello che possiamo chiamare camouflage umanitario: non la negazione della violenza, ma la sua ricodificazione attraverso il linguaggio del diritto umanitario internazionale, applicato a un’offensiva che sta violando la Convenzione del 1948 sul genocidio.

 

La morte dei civili diventa «danno collaterale» calcolato secondo «standard degli eserciti occidentali»; il rischio per la popolazione diventa una variabile da mitigare; la distruzione di un edificio viene preceduta dalla sua designazione come obiettivo militare; la presenza dei civili viene trasformata in un problema di targeting.

 

Il linguaggio del diritto viene utilizzato per offuscare la totale distruzione di case, scuole, ospedali, luoghi di distribuzione degli aiuti umanitari, chiese, moschee e l’uccisione di oltre 74mila persone, almeno, tra cui 20mila bambini, senza contare le decine di migliaia di morti indirette causate e ancora in corso come risultato della distruzione delle infrastrutture che sorreggono la vita a Gaza.

 

L’operazione di offuscamento è particolarmente significativa perché, nei toni, riflette le argomentazioni che l’esercito ha utilizzato di fronte alla Corte internazionale di Giustizia sin dall’inizio del 2024 per giustificare la violazione della Convenzione del 1948.

 

IL DOCUMENTARIO di Abraham e Szor diventa allora un continuum del procedimento giudiziario. Per l’esercito, Naza – con la voce di soldati israeliani che hanno partecipato e osservato da vicino al crimine dei crimini – apre un altro spazio di contestazione: non una corte, ma un forum pubblico. E la risposta dell’esercito interviene come davanti a una corte.

 

Il danno civile non viene negato in quanto tale: viene riclassificato. Una morte diventa incidental harm ( danno incidentale ); la distruzione di un edificio viene preceduta dalla sua designazione come military objective; la presenza di civili diventa una variabile nella valutazione di proporzionalità; l’uccisione nei pressi della distribuzione degli aiuti viene trasformata in una questione di immediate threat ( minaccia ) di presunti combattenti mischiati ai civili, di cui l’esercito non fornisce alcuna prova.

Questo lessico da burocrazia legale-militare serve a negare lo sterminio; le terminologie del diritto cercano di riportare il tutto a una normale conversazione sulle procedure.

Gli effetti – Gaza rasa al suolo, due milioni di sfollati, la maggioranza del governo che invoca l’espulsione di massa dei palestinesi – scompaiono dietro al linguaggio sterile della «mitigazione del rischio».

 

Questo è anche il ruolo politico della categoria degli «scudi umani», categoria centrale utilizzata dall’esercito nel suo comunicato per difendersi dalle accuse di Naza.

Sulla scia delle contro-insurrezioni coloniali e imperiali che, dall’Algeria al Vietnam, hanno giustificato l’uccisione di massa di civili come responsabilità dei gruppi armati anticoloniali che si «fanno scudo della popolazione», l’esercito israeliano sposta le responsabilità della sua distruzione totale sul nemico.

La densa presenza dei civili nelle aree bombardate con ordigni da 900 chili diventa uno «scudo umano di Hamas». La presenza stessa di civili nell’area più densamente popolata del mondo, sottoposta a decenni di assedio e attacchi, diventa un presunto indice di illegalità.

 

È QUI CHE LO SCUDO UMANO diventa anche uno scudo legale. Israele, non diversamente da altri Stati coloniali, dalla guerra in Libano negli anni Ottanta passando per le due Intifada e sempre di più nelle guerre di Gaza che hanno preceduto il genocidio, usa la categoria di scudo umano per proteggersi dalla pressione politica internazionale contro le sue atrocità di massa. Lo scudo umano diventa il principale strumento di negazione del genocidio.

Scompare il contesto. Scompaiono le condizioni in cui combattono i gruppi armati palestinesi. Scompaiono le condizioni geomorfologiche in cui i palestinesi si difendono, senza montagne ove nascondersi e da cui combattere, costantemente sotto la sorveglianza dall’alto.

In ultima istanza, la risposta dell’esercito al documentario è una risposta negazionista.

Quando Naza introduce la parola «genocidio», la risposta dell’esercito non entra nel merito delle testimonianze: contesta la competenza stessa degli intervistati a usare quella categoria e sostiene che le loro opinioni non possano stabilire l’esistenza di un intento genocidario. Chi è stato coinvolto nella macchina di distruzione non può parlare di genocidio: questa la singolare linea del comunicato dell’esercito.

 

NEL PASSAGGIO più grottesco, il comunicato dice che lo slogan «non ci sono civili non coinvolti a Gaza» – slogan che trasforma l’intera popolazione in obiettivo militare – non fa parte della cultura dell’esercito.

Peccato che quella espressione sia stata postata all’infinito dai soldati nei loro video, spruzzata con lo spray sulle case di Gaza, cantata come un inno, e usata dal presidente di Israele per dare il via alla campagna di distruzione iniziata tre anni fa e ancora in corso.

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Federico Zatti, Il disegno. La mappa che riscrive il caso Moro, Piemme 2026 + altro + video

 

 

Il disegno. La mappa che riscrive il caso Moro - Federico Zatti - copertina

Il disegno. La mappa che riscrive il caso Moro

 

Descrizione ( IBS ) / link

 

Un libro che riscrive l’ “affare Moro” e che getta una nuova luce su un episodio che ha cambiato per sempre il corso della storia, non solo politica, del nostro Paese. Una rivelazione che farà molto discutere per le implicazioni della scoperta.

 

«È stato scritto di tutto sul caso Moro. Una vita intera non basterebbe per leggere la mole di documenti che si sono accumulati negli anni tra indagini, atti giudiziari e sentenze; o per seguire l’incessante pubblicazione di nuovi saggi, scritti complottisti e autobiografie. Per avere l’ardire di aggiungere qualcosa di originale bisogna inciampare in un elemento nuovo. È ciò che è accaduto a me quando ho visto il disegno diventato l’oggetto di questa inchiesta. Un documento autentico che sembra indicare il luogo della detenzione di Aldo Moro e può cambiare radicalmente quel che sappiamo della sua prigionia».

 

nota da Piemme:

Federico Zatti. Giornalista Rai. Attualmente lavora a Rai News 24. È autore dell’inchiesta Una strana nebbia. Le domande ancora aperte sul caso Moby Prince (Mondadori, 2021).

 

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Dal Facebook di Federico Zatti / link- trascrivo un
*** commento di Ennio Matano:

Il grande merito di Federico Zatti, giornalista di Rai News, è quello di aver portato alla luce, con evidenze documentali, come nella vicenda del rapimento Moro abbiano operato anche figure interne o molto vicine alla Chiesa. In particolare, emergono legami con ambienti riconducibili alla Loyola University di John Felice, in Via dei Massimi 114A, aggiungendo un nuovo e significativo tassello a una delle pagine più complesse della nostra storia recente.

La lettura del suo libro mi ha riportato alla memoria una figura meno conosciuta ma estremamente rilevante in quel periodo storico: padre Felix Morlion. Come John Felice, anche Morlion nel 1945 – con il sostegno di monsignor Montini, futuro Paolo VI – fondò l’Università Internazionale di Studi Sociali Pro Deo, oggi LUISS. Oltre a essere un religioso devoto, Morlion è stato indicato come un importante punto di riferimento per l’intelligence statunitense.

Già nel 1930 aveva creato un’agenzia di stampa, la “Pro Deo”, che negli anni della Guerra Fredda si strutturò come un vero e proprio sistema informativo articolato in tre ambiti: pubblicitario, informativo e universitario.

Quest’ultimo, in particolare, sviluppò una capillare rete di proselitismo tra i giovani, mentre negli anni Cinquanta fu significativa l’azione svolta in funzione anticomunista, anche all’interno del PCI.

Un documento della Questura di Milano, datato 9 ottobre 1952, ricostruisce nel dettaglio i rapporti tra la Pro Deo e i circoli culturali vicini al Partito Comunista, evidenziando come l’acquisizione di informazioni rappresentasse uno degli strumenti principali dell’azione politica. Tra i nomi citati compare anche il gesuita padre Enrico Rovesenda, legato a Morlion, attivo tra Torino e Milano e in contatto con intellettuali marxisti come Alfonso Gatto e Salvatore Quasimodo.
Nell’ottobre 1968, il settimanale nuovo Mondo d’Oggi, per cui lavorava il giovane Mino Pecorelli, annunciò un’inchiesta destinata a coinvolgere “la CIA americana e il Vaticano”. Quel numero, tuttavia, non venne mai pubblicato: la rivista chiuse e dell’inchiesta non si seppe più nulla.
Padre Morlion morì a New York nel 1987.
Negli anni successivi, il gesuita Robert Graham, tra i maggiori studiosi di storia dello spionaggio, affermò senza esitazioni: «padre Felix Morlion era della CIA, un importante punto di riferimento per l’intelligence americana».
Una posizione che trovò eco anche nelle dichiarazioni del presidente del Consiglio Giulio Andreotti.
Nel 1991, il portavoce della CIA, Mark Mansfield, dichiarò: «non confermiamo né smentiamo che Morlion sia stato un nostro agente -semplicemente, non commentiamo».
Ma chi era Robert Graham per esprimere un giudizio tanto netto?
Gesuita californiano, Graham fu una figura centrale negli equilibri informativi della Santa Sede, considerato una delle massime autorità in materia di controspionaggio vaticano. Un ambito che ufficialmente non esiste, ma che nella pratica ha saputo operare con straordinaria discrezione ed efficacia, attraverso una rete informativa tra le più sofisticate al mondo.
Chiamato a Roma da Paolo VI nel 1964, Graham avviò anche un’attività interna alla Compagnia di Gesù per individuare eventuali infiltrazioni di agenti dei Paesi dell’Est.
Il suo lavoro culminò, nell’autunno del 1978, in un rapporto consegnato alla Segreteria di Stato: “Rapporto sulle spie dell’Est presenti in Vaticano”.
In quegli anni, tra gli agenti attivi per Varsavia, vi era anche un giovane novizio gesuita – in realtà maggiore dei servizi segreti polacchi – infiltrato nel 1977.
Operava sotto il nome in codice “Dzierżoń” (codice rapporti n. 10682), ma il suo vero nome era Tomasz Turowski. La sua missione era ottenere documenti riservati della NATO; e, considerato che in Italia molti cappellani NATO erano gesuiti, infiltrare la Compagnia rappresentava la via più efficace.
Turowski riuscì a eludere la rete del controspionaggio e restò attivo a Roma fino al 1980.
In un’intervista successiva rivelò che in Vaticano operavano non solo agenti dell’Est, ma anche agenti cinesi e statunitensi.
Inoltre, dichiarò di sospettare un possibile doppio gioco da parte di alcuni italiani.
Secondo le sue informazioni, diversi religiosi erano legati ai servizi dell’Est, tra cui uno noto con il nome in codice “Russo” molto vicino ai Pontefici.

 

 

 

 

 

FEDERICO ZATTI  –

IL DISEGNO CHE RISCRIVE IL CASO MORO

PIEMME, 2026

 

 

video, 59.22

pubblicato da:

DarkSide - Storia Segreta d'Italia

** DarkSide – Storia Segreta d’Italia è il format di informazione indipendente promosso dall’Associazione Culturale DarkSide per raccontare gli angoli bui della storia contemporanea d’Italia.

 

Un documento rimasto nell’ ombra riapre uno dei capitoli più oscuri della storia italiana. Un’indagine che torna sull’affare Moro con uno sguardo rigoroso e investigativo, mettendo in discussione certezze consolidate. Al centro, un disegno che potrebbe dare nuove indicazioni sul luogo della prigionia di Aldo Moro.. Ne abbiamo parlato con Federico Zatti autore del libro “Il disegno. La mappa che riscrive il caso Moro” edito da Piemme.

tutto dal link sopra di  Darkside
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