video, 38 min. ca –RAIPLAY — 3 OTTOBRE 2022  Passato e Presente — Alle radici dell’immigrazione ItaliaSt 2018/1940 min

 

RAIPLAY — 3 OTTOBRE 2022 

https://www.raiplay.it/video/2019/01/Passato-e-Presente-Alle-radici-dellimmigrazione-9b41dade-292e-4c85-9ec5-c2549d037b57.html

 

Quando è iniziata l’immigrazione straniera di massa verso l’Italia? E’ la domanda al centro di questa puntata di “Passato e Presente”. Ospite di Paolo Mieli, la professoressa Silvia Salvatici che ripercorre le tappe fondamentali della storia dell’immigrazione in Italia. I flussi in arrivo nel nostro Paese non sono un fenomeno recente. L’analisi storica rivela una dinamica consolidata da almeno cinquant’anni, con una crescita esponenziale negli ultimi venticinque. Il racconto inizia quando, a partire dalla fine degli anni Sessanta, si insedia in Sicilia una folta comunità di pescatori e braccianti tunisini. Le forti tensioni sociali scaturite da quella prima immigrazione portano ai primi interventi legislativi in tema di cittadinanza e accesso al lavoro, accompagnati dai primi respingimenti. Nel 1988 l’uccisione a Villa Literno del sudafricano raccoglitore di pomodori Jerry Masslo, suscita un moto di indignazione popolare e segnala nascita dei movimenti antirazzisti in Italia. La legislazione si adegua ai cambiamenti della società e cerca di regolare la materia dei flussi migratori. L’arrivo della nave Vlora al porto di Bari l’8 agosto del 1991, carica di oltre 10mila albanesi, segna l’inizio di una nuova fase migratoria e un mutamento profondo nella percezione che gli italiani hanno degli immigrati.

 

Silvia Salvatici (Firenze, 1967) è una storica e docente italiana, professoressa ordinaria di storia contemporanea l’Università degli Studi di Firenze.

 

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La casa di Via del Campo ( Fado di Alfredo Marceneiro e João Silva Tavares, tradotta in italiano da Robertino ) — cantano :: SIMONE + AMALIA RODRIGUEZ

 

 

 

 

versione originale in portoghese: ” Vou dar de beber à dor ” ( Casa das Mariquinhas )–

 

Testo Vou Dar De Beber À Dor – Amália Rodrigues

Testo della canzone Vou Dar De Beber À Dor (Amália Rodrigues), tratta dall’album The Art Of Amália Vol. I

 

ROCKOL

https://testicanzoni.rockol.it/testi/amalia-rodrigues-vou-dar-de-beber-a-dor-100220512

 

Foi no domingo passado que passei
À casa onde viveu a Mariquinhas
Mas está tudo tão mudado
Que não vi em nenhum lado
As tais janelas que tinham tabuinhas

Do rés-do-chao ao telhado
Não vi nada, nada, nada
Que pudesse recordar-me a Mariquinhas
E há um vidro quebrado e isolado
Onde havia as tabuinhas

Entrei e onde era a sala agora está
A secretária um sujeito que é lingrinhas
Mas não vi colchas com barras
Nem viola nem guitarra
Nem espreitadelas furtivas das vizinhas

O tempo cravou a garra
Na alma daquela casa
Onde às vezes petiscávamos sardinhas
Quando em noites de guitarra e de farra
Estava alegre a Mariquinhas

As janelas tão garridas que ficavam
Com cortinados de chita às pintinhas
Perderam de todo a graça
Porque é hoje uma vidraça
Com cercadura de lata às voltinhas

E lá prá dentro quem passa
Hoje é prá ir aos penhores
Entregar ao usuário umas coisinhas
Pois chega a esta desgraça toda a graça
Da casa da Mariquinhas

Para terem feito da casa o que fizeram
Melhor fora que a mandassem p’ras alminhas
Pois ser casa de penhor
O que foi viveiro de amor
É ideia que não cabe cá nas minhas

Recordações de calor
E das saudades o gosto
Que vou procurar esquecer numas ginjinhas
Pois dar de beber à dor é o melhor
Já dizia a Mariquinhas

Pois dar de beber à dor é o melhor
Já dizia a Mariquinhas

 

segue da wikipediahttps://it.wikipedia.org/wiki/A_casa_da_Mariquinhas

A casa da Mariquinhas è un brano musicale in lingua portoghese, composto da Alfredo Marceneiro e João Silva Tavares ed interpretato dallo stesso autore della musica.

A Casa da Mariquinhas è un Fado Corrido ( = allegro, ballabile ). Marceneiro, l’autore fu anche il primo interprete del testo di Tavares. Questo brano è stato cantato dai più celebri fadisti e ci sono diverse versioni del testo. C’è una versione di Herminia Silva, celebre fadista del teatro di rivista e la versione di Linhares Barbosa che s’intitola O leilao da Casa da Mariquinhas. Un altro testo è stato scritto da Carlos Conde con il titolo Já Sabem da Mariquinhas ed è del genere Fado Mouraria ( quartiere di Lisbona, ” Mouraria ” ).

Nel 1968 Amália Rodrigues aveva inciso il brano con il titolo Vou Dar de Beber à Dor (“Darò da bere al dolore”) nella versione adattata da Alberto Janes.

Nel 1974 Amália Rodrigues ha inciso anche una versione in italiano di A casa da Mariquinhas con il titolo La casa in via del Campo, incluso nell’album Amalia in Italia. Il testo della versione italiana, tradotto da Roberto Arnaldi, differisce notevolmente da quello portoghese.

 

La Casa da Mariquinhas era una bordello dell’angiporto di Lisbona in cui si prostituivano gli “effeminati” (Mariquinhas si può tradurre in italiano con “femminucce”, “donnicciole”). L’autore del testo italiano, Roberto Arnaldi, ha scelto probabilmente il nome via del Campo ispirandosi ai temi della canzone di Fabrizio De André, ” Via del Campo “

Il cantautore Franco Simone ne incise ben due versioni, con arrangiamento più melodico con chitarre distinguendosi dalla versione originale, con il titolo “La casa in via del campo” inclusa nell’album “Paesaggio” del 1978, e “La casa de campo” nella versione spagnola (castellano sudamericano) nell’album “Paisaje” del 1979, nota al pubblico come “Casa de Maria”. (Fonte: ‘La casa in via del campo di Franco Simone: un fado portoghese in giro per il mondo‘ 15/09/2011 Liguria2000News).

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video, 31 min. ca — LA 7  – 2 OTTOBRE 2022 — 20,30 ca – Concita De Gregorio e David Parenzo con Paolo Mieli, Sara Menafra, Nadia Urbinati – una puntata interessante: analisi sociale dei voti e Mieli parla bene del PD !

 

LA 7  – 2 OTTOBRE 2022 — 20,30 ca

https://www.la7.it/in-onda/rivedila7/in-onda-puntata-del-2102022-02-10-2022-454052

 

 

 

 

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+++ Mauro Biani @maurobiani – 18.59 — 3 ottobre 2022 — grazie di diffondere questo messaggio !

 

RAINEWS.IT — 2 OTTOBRE 2022
https://www.rainews.it/articoli/2022/10/ucraina-appello-del-papa-per-cessare-subito-il-fuoco-putin-fermati-per-amore-del-tuo-popolo-aa346079-4ebd-454b-a6a6-e3f4718fc8f4.html

Prima dell’Angelus

Ucraina, appello del Papa per cessare subito il fuoco: “Putin, fermati per amore del tuo popolo”

Le parole del Pontefice oggi parlando ai fedeli riuniti in piazza San Pietro per l’Angelus. “Rivolgo un fiducioso appello al Presidente Zelensky affinchè sia aperto a serie proposte di pace” ha aggiunto Bergoglio

Ucraina, appello del Papa per cessare subito il fuoco: "Putin, fermati per amore del tuo popolo"

Rainews

Papa Francesco Angelus

 

‘Putin fermi la guerra’. A sorpresa, prima dell’Angelus, Papa Francesco dedica, ancora una volta, le sue riflessioni alla guerra in Ucraina e  chiede pace, negoziati e soluzioni giuste, concordate e stabili. Si  rivolge a Putin e a Zelensky e chiede loro di arrivare alla pace il  prima possibile.

“Mi rivolgo innanzitutto al presidente della Federazione russa – ha detto – supplicandolo di fermare, anche per amore del suo popolo, questa spirale di violenza e di morte”. Poi il messaggio per il presidente ucraino: “Rivolgo un fiducioso appello a Zelensky affinché sia aperto a serie proposte di pace”.

Il Pontefice ha continuato dicendo: “Rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate il fuoco: tacciano le armi e si cerchino le condizioni per arrivare a negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste, stabili, e tali saranno se fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita nonché della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni Paese, come pure dei diritti delle minoranze e delle legittime preoccupazioni”.

Infine Bergoglio ha rimarcato il pericolo della minaccia nucleare spesso evocata: “Esiste un concreto rischio di escalation nucleare con conseguenze catastrofiche a livello mondiale”, ha detto, “viviamo nuovamente sotto la minaccia atomica, è assurdo”.

 

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Gabriele Corno @Gabriele_Corno – 9.38 — 23 OTTOBRE 2022 – GRAZIE ! — la voglia di giocare, anche da soli, degli animali è simile solo a quella dei bambini

 

Permettetemi di presentarvi… Il secchio (Aspettalo)– Google

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+++ video, 11 minuti ca :: Partito Democratico – PresaDiretta 26/09/2022 — Da Mirafiori a +++ Reggio Emilia

 

 

 

EMILIA ROMAGNA E LE SUE PROVINCE

 

https://www.amazon.it/

 

File:Reggioemila mappa.png - Wikipedia

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

WIKIPEDIA: https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Reggioemila_mappa.png

 

 

Piazza San Prospero in Reggio Emilia

PIAZZA SAN PROSPERO
Paolo da Reggio – Own work

 


PANORAMA DI REGGIO EMILIA CON LA BASILICA DELLA GHIARA
Paolo Picciati – Own work

 

FOTO DA WIKIPEDIA ::https://en.wikipedia.org/wiki/Reggio_Emilia

 

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ANSA.IT — 25 SETTEMBRE 2022 di GIOVANNI INNAMORATI — ROMA : I PALAZZI DEL POTERE

 

 

PALAZZO DEL QUIRINALE, SEDE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Palazzo del Quirinale sorge sull’omonimo Colle, per antonomasia il “più alto” dei sette storici colli dell’Urbe, ed è stato edificato nel 1587 per iniziativa di papa Sisto V, Felice Peretti, (“er Papa tosto” secondo la definizione del Belli), che ne fece la Reggia dei papi.
Casa Savoia ne fece la propria dimora, quando la Capitale del Regno fu trasferita a Roma, e nel 1946 divenne la sede della Presidenza della Repubblica. E’ qui, tradizionalmente nella Studio alla Vetrata, che il presidente Sergio Mattarella riceverà le delegazioni dei gruppi parlamentari per le consultazioni, necessarie per affidare incarico di Presidente del Consiglio, ed è al Quirinale che i ministri del futuro governo giureranno nelle mani del Capo dello Stato.

 

PALAZZO CHIGI, SEDE DEL GOVERNO

La sede della Presidenza del Consiglio si trova invece, dal 1961, in uno dei più bei Palazzi romani del tardo Rinascimento, Palazzo Chigi. In realtà l’edificio si deve all’iniziativa, nel 1578, degli Aldobrandini, che però nel 1657 lo vendettero al potente banchiere senese, Agostino Chigi. Fu poi sede dell’ambasciata di vari Stati (Belgio, Regno di Sardegna, Spagna, Impero austro-ungarico) prima di passare allo Stato Italiano nel 1916. Benché la sede del governo fosse al Viminale, nel 1922 Mussolini stabilì a Palazzo Chigi il proprio studio, e dal balcone all’angolo tra Piazza Colonna e via del Corso pronunciò i suoi primi discorsi, per poi scegliere Palazzo Venezia per i suoi comizi. Il 28 aprile 2013, durante il giuramento del Governo Letta al Quirinale, fuori da palazzo Chigi un uomo, Luigi Preiti, sparò contro due carabinieri, Giuseppe Giangrande e Francesco Negri, ferendo entrambi e una passante incinta.

 

Ma le elezioni politiche servono in prima battuta per scegliere i 400 nuovi inquilini di Montecitorio e i 200 di Palazzo Madama, da cui dipende con la fiducia la nascita del governo.

MONTECITORIO, SEDE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

Il primo ha una storia travagliata: iniziato da papa Innocenzo X, come dimora della famiglia Ludovisi, fu interrotto per mancanza di fondi per 30 anni. Un altro papa Innocenzo, il XII, riuscì a concluderlo nel 1696, stabilendovi la Curia Apostolica (i tribunali pontifici). Dal balcone della magnifica facciata di Carlo Fontana, venivano annunciati al popolo i numeri delle estrazioni del Lotto. Divenuta sede della Camera dei deputati nel 1870, l’edificio fu ampliato da Basile nel 1918, che inserì suggestivi elementi liberty, tra i pochi esistenti a Roma, come la bellissima Aula e il celebre Transatlantico.

 

 

PALAZZO MADAMA, SEDE DEL SENATO

Il curioso nome “Madama” del Palazzo che ospita il Senato, deriva da quello di Margherita d’Austria – soprannominata appunto Madama – moglie di Alessandro de Medici, da cui lo ebbe in usufrutto alla morte di questi nel 1537. L’edificio fu ripetutamente ritoccato fino al 1642. Dai Medici passò ai Lorena e nel 1755 allo Stato Pontificio che lo usò come sede del Governatorato e delle Finanze. “Madama” era chiamata dal popolino anche Violante Beatrice di Baviera, vedova di Ferdinando de Medici e ultima proprietaria del palazzo prima del passaggio ai Lorena nel 1731. Dopo Porta Pia ospitò subito il Senato del Regno e dal 1946 quello della Repubblica.

 

 Giovanni Innamorati- ROMA

I quattro Palazzi del potere, tra storia e curiosità

600 nuovi inquilini per Camera e Senato, il governo giura al Quirinale

 

ANSA.IT — 25 SETTEMBRE 2022

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/09/24/i-quattro-palazzi-del-potere-tra-storia-e-curiosita_b8e1364a-519a-4bcf-b10d-fc78cb2ef887.html

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ANSA.IT — 3 OTTOBRE 2022 –18.56 :: Bonomi: ‘Non possiamo permetterci flat tax e prepensionamenti’. Il presidente di Confindustria: ‘Non tifiamo per nessuno, noi proponiamo misure’

 

 

ANSA.IT — 3 OTTOBRE 2022 –18.56
https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2022/10/03/bonomi-non-possiamo-permetterci-flat-tax-e-prepensionamenti_da367ddc-31a8-48d6-93d9-4c09edb5bcce.html

 

Bonomi: ‘Non possiamo permetterci flat tax e prepensionamenti’.

Il presidente di Confindustria: ‘Non tifiamo per nessuno, noi proponiamo misure’

 


Foto tratta dal profilo Twitter del Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, Busto Arsizio

 

Un momento dell’Assemblea degli Industriali di Varese alla presenza del Presidente di Confindustria Carlo Bonomi

 

“Non mi esprimo sul risultato elettorale.
A votare sono gli italiani e non le imprese.

Noi non tifiamo né per uno e né per l’altro. Proponiamo le misure e giudichiamo cosa viene fatto”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso dell’assemblea degli industriali di Varese.

“Non possiamo permetterci immaginifiche flat tax e prepensionamenti. Non vogliamo negare ai partiti di perseguire le promesse elettorali ma oggi energia e finanza pubblica sono due fronti emergenza che non possono ammettere follie per evitare l’incontrollata crescita di debito e deficit”.

“Ci auguriamo la formazione di un Governo nei tempi più rapidi possibile. Ci auguriamo un Governo con ministri autorevoli, competenti e inappuntabili”, ha spiegato Bonomi. “Nessuno oggi può fare previsioni realistiche sulla crescita e sugli effetti del rialzo dei prezzi dopo la scelta scellerata dei russi. Serve da parte del Governo una generale vasta convergenza sulle scelte, anche con le forze di opposizione. C’è bisogno di serietà, unità e responsabilità su energia e finanza pubblica”.

“Sull’energia serve una Europa che condivida gli sforzi. Non si può essere uniti sulle sanzioni e poi sull’energia divisi lasciando che ogni Paese si muova autonomamente. Sull’energia l’Italia non può farcela da sola”, ha detto il presidente di Confindustria.

“Non fare flat tax e tenersi la Fornero? No grazie. Prima ancora della partenza del prossimo governo già arrivano gli inviti a non fare quello per cui i cittadini ci hanno votato – ha detto il parlamentare della Lega Claudio Borghi -. Ringraziamo Confindustria per la sua opinione sempre gradita e siamo dispostissimi ad ascoltare suggerimenti e idee per migliorare questi provvedimenti. La Lega ha tanti difetti ma ha un pregio: quando prende un impegno con i cittadini prima di un’elezione poi proverà in ogni modo a mantenerlo”.

 

Giovanbattista Fazzolari, responsabile per il programma di Fratelli d'Italia

GIOVANBATTISTA FAZZOLARI ( Messina, 1972 ), senatore, responsabile del programma di Fratelli d’Italia

 

“Il programma del centrodestra sulla flat tax è ben preciso: noi prevediamo, così come faremo, una flat tax sul reddito incrementale e di portare a 100 mila la flat tax per gli autonomi dalle attuali 65 mila. Questo è quello che c’è scritto nel programma, non c’è scritto di più e sicuramente con la prima legge di bilancio non ci sarà di più, anche perché non ci sarebbero i tempi per farlo”. Così il senatore di Fratelli d’Italia e responsabile del programma, Giovanbattista Fazzolari replicando alle dichiarazioni del presidente di Confindustria, Bonomi. E sulle diverse modalità di tassa piatta ad esempio tra la proposta della Lega e quella di FdI, Fazzolari ha ribadito: “Vale quello che c’è scritto nel programma del centrodestra”.

 

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Dida @Dida_ti _6.45 — 30 settembre 2022 –grazie, bellissimo video.. e come rimane a guardarlo..

 

Un cuore attento..

 

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video, 6.04 — LA 7 –PIAZZA PULITA : La crisi del PD: parlano Rosy Bindi, Michele Serra e Walter Siti

 

 

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IZIS, ISRAELIS BIDERMANAS ( Marijampolé, Lituania, 7 gennaio 1911-Parigi, 16 maggio 1980 ), è stato senz’altro un grande fotografo.

 

 

 

Izis – Il Poeta della Fotografia – Report – Prossima Fermata

 

 

«Si dice spesso che le mie fotografie non sono realiste. Non sono realiste, ma è la mia realtà»

(Izis)

 

DA PINTEREST

 

 

La fotocamera di Izis è una scatola magica. Dalle sue mani fioriscono come per incanto esseri e cose che si aprono e si animano come quei fiori di carta giapponesi che, posti in un bicchier d’ acqua, diventano all’ istante esseri o cose di un immediato passato. Più tardi, deposte fra le pagine di un libro, sembrano dormire nei loro letti di carta. Ma il lettore apre il libro e le ridesta alla vita quando vuole, e le riconosce anche se non le ha mai viste prima” (Jacques Prévert).

 

 

PINTEREST

 

 

Izis Bidermanas - Paris des Rêves - 1950 - Catawiki

CATAWIKI

 

 

 

Israëlis Bidermanas, noto anche con lo pseudonimo di Izis (Marijampolė, Lituania,  17 gennaio 1911 – Parigi, 16 maggio 1980), è stato un fotoreporter e fotografo lituano naturalizzato francese. Uno dei personaggi di spicco della street photography e della Fotografia umanista del XX secolo.

 

 

Marijampole, LT | Lithuania travel, Paris skyline, Travel

MARIJAMPOLE’, LITUANIA

Marijampolė è il capoluogo della contea omonima nel sud della Lituania. La città si trova a pochi chilometri più a nord del lago Vištytis. Nel 2007  aveva
47. 244. 

 

Marijampolė – Veduta

Juliux – Opera propria

 

Raimundas Budzeika

 

La bandiera di Marijampolé
Ninane

 

 

 

Paesi baltici - Wikiwand

MARIJAMPOLE — SUD OVEST DELLA LITUANIA

 

 

 

 

 

 

 

 

DA PARIOLI FOTOGRAFIA-.- LINK SOTTO

 

Israëlis, registrato Izraël (la «”z” del nome è dovuta ad un errore dello stato civile»), nasce il 17 gennaio 1911 (sei anni prima della rivoluzione di febbraio), a Marijampole città lituania della Russia zarista. È una modesta famiglia ebrea quella di Izis, il padre ha un negozio di porcellane e vuole che il figlio faccia il falegname, ma Izis, mentre da studente frequenta la scuola ebraica, ha scelto già cosa vuole fare da grande ed infatti diventa apprendista fotografo. Dopo l’indipendenza lituana nel 1918, Izraël cambia il suo nome in Izraëlis.

Ha solo 19 anni quando decide di emigrare in Francia scegliendo la Parigi degli anni trenta allora «città a quel tempo universalmente riconosciuta come capitale delle arti», «La Ville Lumière [soprannome di Parigi], nel 1930, è al suo massimo splendore; la città è in pieno fermento: gli artisti di tutto il mondo vogliono viverci e partecipare dell’incredibile clima creativo che si respira in ogni forma ed espressione artistica». I primi anni nella capitale francese non sono facili e sono vissuti di stenti, deve accontentarsi di salari bassi lavorando come assistente fotografo per diversi studi fotografici come addetto alla stampa di foto e al fotoritocco. Alla fine di questo periodo di privazioni, approda allo studio Rabkine e grazie al fatto che sposa la figlia del proprietario, gli sarà affidata «la gestione di un negozio»

 

 

Nel 1938 Izis diventa padre di Manuel, ma la seconda guerra mondiale è alle porte, e dopo l’invasione tedesca della Francia, decide nel 1941 di spostarsi con la moglie ed il figlio ad Ambazac, un piccolo paese nella regione del Limosino a 400 km circa da Parigi. Il 1941 sarà anche l’anno in cui i suoi genitori ebrei in Lituania sono uccisi per mano dei nazisti e qualche anno dopo stessa sorte toccherà a suo fratello David che sarà bruciato vivo con la moglie e i suoi tre bambini. Il massacro della sua famiglia farà decidere ad Izis di non mettere mai più piede in Lituania soprattutto per aver saputo che quelle uccisioni furono possibili proprio per le segnalazioni fatte contro la sua famiglia ebrea, da collaborazionisti lituani. Nell’agosto 1944, in concomitanza della disfatta del fronte occidentale e la liberazione di Parigi e la fine dell’occupazione, Izis incomincia a farsi conoscere come fotografo. Raggiunge le FFI (Forces françaises de l’intérieur) ovvero la Resistenza francese operante nell’ultima fase della guerra mondiale, e realizza un esclusivo reportage di guerra con la sua Kodak 9×12, fotografando i volti trionfanti dei partigiani “liberi” appena usciti dalla clandestinità e ritratti mentre manifestano il loro orgoglio. Realizza con queste, quattro mostre dando agli abitanti della regione del Limosino un saggio di quanto sa fare. Da quel momento in poi la sua attività fotografica sarà inarrestabile.

 

OLTRE IL MURO: ARTE e FOTOGRAFIA: IZIS BIDERMANAS | PHOTOGRAPHER

OLTRE IL MURO

 

Ritorna a Parigi nel 1945 e conosce Brassaï che lo incoraggia a non mollare. Nel giro di pochi mesi aveva ripreso tante immagini per poter realizzare una mostra che potesse presentare al pubblico il suo stile e genere fotografico, espone nel 1946. Realizza subito dopo ancora ritratti, fotografando diversi artisti, scrittori, pittori e poeti esponenti del movimento surrealista come André Breton, Louis Aragon e Paul Éluard, ma soprattutto fotografa la Parigi del dopoguerra. In seguito conoscerà e realizzerà reportage con altri importanti personaggi del mondo della cultura francese come la scrittrice e attrice di teatro Colette, il pittore Marc Chagall con cui stringerà una salda amicizia, e il poeta Jacques Prévert, che diventerà insieme a Chagall un altro suo amico inseparabile e con cui realizzerà alcune pubblicazioni fotografiche da lui introdotte

 

 

 

 

Izis Bidermanas, ritratto della Parigi dei sognatori - Il Sole 24 ORE

foto Il sole 24 ore

 

Paris Match lo consacra fotoreporter nel 1949 affidandogli subito importanti incarichi, una collaborazione che durerà vent’anni. Izis dimostra subito di essere un fotoreporter “diverso” fotografando anche la quotidianità e conferendo alle immagini un suo personale stile che mette in risalto aspetti umani più che sensazionali, e ai responsabili della redazione questo piace.

 

 

 

CON CHAGALL

 

CON PREVERT

 

CON COLETTE

 

 

CON AUTORI CONTEMPORANEI

 

 

 

 

Grazie a Paris Match Izis realizzerà importanti reportage su diversi personaggi che animavano la vita culturale francese, alcuni dei più noti sono stati: il filosofo Albert Camus, scrittori come Georges Simenon, Jean Cocteau e Marcel Jouhandeau; pittrici come Dora Maar e Marie Laurencin; i pittori Georges Rouault e Pierre Soulages e tanti altri.

 

 

Izis Bidermanas – Barbara Picci

foto Barbara Picci

 

 

segue dal Corriere – link sotto

 

Izis, cacciatore d’immagini nella città di Prévert. Una mostra sul «poeta della fotografia»

Catturato e torturato dai nazisti che occupavano la Francia, operò nella Resistenza.

 

Parigi. Gonne che arrivano sotto il ginocchio e svolazzano con charme, innamorati che si abbracciano sui marciapiedi, ingressi della metropolitana disegnati da Hector Guimard, le terrazze dei bistrot alle quali siede con penna e quaderno Jacques Prévert, la Senna, sulla quale navigano lente le peniche cariche di merci: è la grande città che la fotografia umanista francese ci ha insegnato ad amare, è la Parigi in bianco e nero che Cartier-Bresson, Doisneau, Brassai, Ronis, Izis hanno raccontato con la forza e la tenerezza di una poesia che nasce dall’amore. Una Parigi di sogno, come vuole il titolo di un libro di Izis uscito nel 1950, la Parigi dei poeti, raccontata ancora da Izis nel 1978. E proprio a Izis (nato a Israël Bidermanas in Lituania nel 1911, morto nella capitale francese nel 1980) lo Spazio Oberdan, la Provincia di Milano, la Fondazione Alinari e la Ville de Paris dedicano, da mercoledì 12 febbraio al 6 aprile, una grande mostra da non perdere.

 

 

segue nel link : 

https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_febbraio_09/izis-cacciatore-d-immagini-citta-prevert-mostra-poeta-fotografia-8470c3aa-917b-11e3-a092-3731e90fe7ac.shtml

 

 

 

 

 

 

FOTO SOPRA DA:

 

http://www.pariolifotografia.it/news.php?idx=21&pg=649#.YNXq3egzY2w

 

 

 

 

 

Izis Bidermanas – Barbara Picci

Barbara Picci blog

 

 

 

 

da Pinterest

 

 

 

 

 

( Carmel Plateau - Foto © Izis Bidermanas - 1953)

Carmel Plateau, 1953

 

foto da : https://loscalzo1979.wordpress.com/2013/11/06/izis-il-poeta-della-fotografia-report/

 

 

pinterest

 

 

 

 

 

MAISON ROUSSEAU, 1950

 

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Luttazzi-Simonetti-Lisa dagli occhi blu + altro

 

Lelio Luttazzi (Trieste27 aprile 1923 – Trieste8 luglio 2010) è stato un pianistaattorecantantedirettore d’orchestrashowmanconduttore televisivoradiofonicoscrittore e regista italiano.

 

 

 

Lelio Luttazzi bambino con la mamma

 

1984

 

Figlio di Sidonia Semani (maestra elementare a Prosecco) e Mario Luttazzi, rimane, a soli tre anni di età, orfano di padre, morto nel 1926 di tubercolosi. La madre si stabilisce nel 1929 a Prosecco dove riprende a lavorare e, durante le elementari, è allievo della madre nella scuola elementare del paese, unico italiano in una classe di sloveni; in seguito, parlando della sua infanzia, si definirà un bambino triste e pessimista, a causa dei suoi problemi familiari[1].

Riceve la prima formazione musicale da don Križman, parroco di Prosecco, che gli impartisce lezioni di pianoforte per alcuni mesi nella canonica del paese. Dopo la scuola media inferiore s’iscrive al liceo Petrarca di Trieste, dove instaura una grande amicizia con un suo compagno di classe, Sergio Fonda Savio, nipote di Italo Svevo. Incominciano anche in questo periodo i dissidi ideologici con la madre, che è una fascista convinta mentre Luttazzi si avvicina all’antifascismo[1].

Lelio Luttazzi con Teddy Reno e Vittorio Mascheroni negli uffici della CGD (1949)

Durante la seconda guerra mondiale s’iscrive all’Università di Trieste alla facoltà di giurisprudenza, sostenendo soltanto due esami poiché incomincia a suonare il pianoforte a Radio Trieste e a comporre le sue prime canzoni. Nel 1943, con alcuni suoi compagni di università, si esibisce al teatro Politeama in veste di direttore d’orchestra, per aprire il concerto di Ernesto Bonino, cantante torinese molto noto all’epoca, che rimane colpito da Luttazzi, al punto da chiedergli, al termine dello show, di comporre una canzone per lui; Lelio accetta l’invito inviandogli una sua composizione, Il giovanotto matto, che nello stesso anno Bonino incide e che diviene un grande successo. Terminata la guerra, apprende dalla SIAE di aver guadagnato con la canzone 350 000 lire[2]; decide quindi di fare il musicista in maniera professionale e, nel 1948, si trasferisce a Milano, dove comincia a lavorare presso la casa discografica CGD, fondata dal suo concittadino Teddy Reno, che lo ha contattato per dargli l’incarico di direttore artistico; sempre per Teddy Reno, nel 1948, scrive Muleta mia. Nello stesso anno si sposa con la concittadina Magda Prendini (da cui si separerà nel 1963) con l’annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota. Nel 1948 diventa padre di Donatella, che intraprenderà in seguito la carriera di cantante.

CONTINUA :
https://it.wikipedia.org/wiki/Lelio_Luttazzi

 

 

Teddy Reno, non solo "marito di": i 90 anni di un protagonista assoluto della scena musicale italiana - Il Fatto Quotidiano

foto >Il fatto quotidiano

Teddy Reno, pseudonimo di Ferruccio Merk Ricordi (Trieste11 luglio 1926), è un ex cantanteproduttore discografico e attore italiano naturalizzato svizzero.

Nasce a Trieste, figlio dell’ingegnere Giorgio Merk (di famiglia austroungarica di origini aristocratiche) e di Paola Sanguinetti, romana, di ascendenza ebraica, sorella dell’ing. Giorgio Sanguinetti proprietario e direttore della grande azienda alimentare Arrigoni, con stabilimenti in città e a Cesena. Negli anni trenta il padre dovette cambiare il cognome Merk von Merkenstein in Ricordi. Il ragazzo si esibì per la prima volta nel 1938 a un concorso per dilettanti che si tenne a Rimini, cantando la canzone Tu sei la musica.

Dopo l’8 settembre Paola, ricercata dai tedeschi per ragioni razziali, col figlio Ferruccio si rifugiò a Cesena presso il fratello, e in questa città il ragazzo frequentò l’ultimo anno del liceo classico. Nel giugno 1944, saputo che i repubblichini friulani erano andati a cercarli nella loro casa di Trieste, si spostarono in un rifugio più sicuro nella vicina Milano Marittima, protetti sotto falsa identità dall’imprenditore alberghiero Ettore Sovera che nel proprio Hotel Mare Pineta, mentre ospitava vari ufficiali tedeschi, dava rifugio a partigiani, ebrei e prigionieri alleati in fuga. In dicembre i Merk-Ricordi si trasferirono nel ferrarese, ma furono catturati e rinchiusi nel carcere di Codigoro; infine, fortunosamente, riuscirono a riacquistare la libertà.

segue ;

https://it.wikipedia.org/wiki/Teddy_Reno

 

Teddy Reno biografia: storia, vita, canzoni e curiosità

foto Biografie online

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ANSA.IT – 3 OTTOBRE 2022 — 8.21 :: Brasile: Lula e Bolsonaro al ballottaggio il 30 ottobre. Sondaggi smentiti, il presidente di destra batte le aspettative

 

ANSA.IT – 3 OTTOBRE 2022 — 8.21
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2022/10/03/brasile-lula-e-bolsonaro-al-ballottaggio-il-30-ottobre_5937e5bb-5020-4a2f-a434-90f206c92b62.html

 

Brasile: Lula e Bolsonaro al ballottaggio il 30 ottobre.

Sondaggi smentiti, il presidente di destra batte le aspettative

 

Combo Bolsonaro Lula

 

Luiz Inacio Lula da Silva

 

Il Tribunale supremo elettorale (Tse) del Brasile ha diramato alle 2:15 (le 7:15 italiane) i risultati praticamente definitivi delle elezioni presidenziali da cui emerge la certezza di un ballottaggio il 30 ottobre prossimo fra i due candidati meglio piazzati.

Con lo scrutinio delle schede del 99,99% dei seggi, Luiz Inacio Lula da Silva (Pt, sinistra) ha ricevuto 57.254.672 voti, pari al 48,43%, mentre Jair Bolsonaro (Pl, destra) ne ha ottenuti 51.070.672, equivalenti al 43,20%.

Il terzo posto nella scelta degli elettori è andato a Simone Tebet (Mdb, centro-destra) con 4.915.217 voti (4,16%) e il quarto a Ciro Gomes (Pdt, sinistra) con 3.599.157 suffragi (3,04%).

 

Il Brasile resta in bilico. Il risultato elettorale non ha restituito una vittoria netta. La festa è rimandata al ballottaggio del 30 ottobre. Luiz Inacio Lula da Silva, 76 anni, icona della sinistra sudamericana, grande favorito ai sondaggi, non ha confermato i pronostici di vittoria della vigilia, che gli attribuivano fino al 51% di consensi già al primo turno. Quasi al termine degli scrutini il leader del Partito dei lavoratori (Pt) aveva totalizzato il 48,43% di voti, mentre il suo avversario, il presidente di destra uscente, Jair Bolsonaro (Pl), 67 anni, il 43,20%, battendo tutte le aspettative, e tallonando in un conteggio sul filo di lana. “La lotta continua fino alla vittoria finale”. Il ballottaggio non è che una “proroga”, ha commentato Lula al termine dello scrutinio, spronando i delusi. Tornato a San Paolo da San Bernardo do Campo, sua roccaforte elettorale dove in mattinata aveva votato, il leader di sinistra ha atteso il responso al Novotel Jaraguà, con la moglie Janja, il vice designato per il suo futuro governo, Geraldo Alckmin, e l’ex presidente Dilma Roussef.

Al termine della serata ha raggiunto l’avenida Paulista, prenotata per il bagno di folla della svolta, e ridotta invece a teatro per un abbraccio con qualche decina di migliaia di sostenitori. “Abbiamo vinto sulle menzogne” dell’istituto di sondaggi “Datafolha”. Ora “lavorerò per cambiare il voto della gente” ha promesso Bolsonaro, in giornata bersaglio di un attacco hacker alla pagina web. Anche lui è rientrato dalla trasferta per il voto, da Rio de Janeiro al Palacio da Alvorada, la sua residenza ufficiale a Brasilia, dove la recinzione attorno all’edificio è stata addirittura ampliata, per ospitare i suoi numerosi sostenitori.

 

Da ora alla fine di ottobre la partita è indubbiamente tutta aperta, e per il colosso verde-oro si annunciano giorni difficili, con una nuova appendice di campagna elettorale ad alta tensione. Il rischio è che Bolsonaro getti benzina sul fuoco, incendiando le piazze ed accelerando nei suoi attacchi senza tregua per screditare il Tribunale superiore elettorale (Tse) ed il suo presidente, il giudice Alexandre de Moraes, cuore delle procedure democratiche. Una deriva pericolosa, con i Paesi occidentali – Europa e Stati Uniti in testa – che nelle ultime settimane avevano inviato appelli richiamando al rispetto dello stato di diritto. E in questo periodo di transizione il presidente uscente potrebbe varare misure provvisorie ad effetto immediato (con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale), per dare nuovo impulso alla liberalizzazione della vendita delle armi, accrescendo così il rischio di violenza politica. Una polarizzazione estrema che nei 46 giorni di campagna elettorale al veleno, dal 16 agosto all’apertura dei seggi elettronici del 2 ottobre, ha già fatto contare tre morti, e vari episodi di intimidazione. Secondo gli analisti, a pesare sul risultato sono stati gli indecisi, il tasso di astensione, e quanti hanno creduto di abbracciare la scelta del cosiddetto ‘voto utile’ (quello cioè di chi avrebbe voluto vedere l’elezione chiusa al primo turno). Malgrado infatti il voto per i 156milioni di brasiliani chiamati alle urne sia obbligatorio, il tasso di astensione è salito dal 20,3% del 2018 all’attuale 20,94. E proprio Lula sarebbe stato il più danneggiato da questo incremento di assenze. Il primo turno è stato seguito anche dagli osservatori internazionali dell’Organizzazione degli Stati americani, su invito del Tse. Il gruppo – composto da 55 esperti provenienti da 17 Paesi – è stato dispiegato in 15 dei 26 Stati federativi e nel Distretto di Brasilia., certificando che tutto si è svolto in modo corretto, come ha dichiarato il capo della missione, Ma a sorvegliare sulle urne sono stati anche i militari dell’esercito, in un’iniziativa spinta da Bolsonaro, che come il suo avversario Lula ora medita le sue prossime mosse per la vittoria.

 

 

 

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ANSA.IT – 2 OTTOBRE 2022- 22.46 :: Brasile: iniziato lo spoglio, dai primi dati Bolsonaro balza in testa Il presidente uscente è dato al 47,1% , il suo avversario, Lula, al 41,5% — dita incrociate tutta la notte !

 

ANSA.IT – 2 OTTOBRE 2022- 22.46
https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/10/02/brasile-iniziato-lo-spoglio-dai-primi-dati-bolsonaro-balza-in-testa_5937e5bb-5020-4a2f-a434-90f206c92b62.html

 

Brasile: iniziato lo spoglio, dai primi dati Bolsonaro balza in testa

Il presidente uscente è dato al 47,1% , il suo avversario, Lula, al 41,5%

 

Il presidente uscente Jair Bolsonaro sorpassa con il 47,1% il leader del Pt, Luiz Ignazio Lula da Silva, al 41,5%, a una ventina di minuti dalla chiusura delle urne, secondo i primi dati trasmessi dal Tribunale superiore elettorale (Tse).

Lunghe file di elettori sono state osservate in diversi seggi, dove hanno votato oltre 156 milioni di cittadini.

Le autorità hanno riferito che finora non si sono registrati incidenti di rilievo.

Nelle città di San Paolo e Rio de Janeiro, le più popolose, c’erano file dove l’attesa per votare poteva arrivare a tre ore per votare a mezzogiorno.

Il leader del Pt, Luiz Ignazio Lula da Silva è in testa col 51,2% mentre il presidente di destra, Jair Bolsonaro è al 36,7% a cinque minuti dalla chiusura delle urne secondo i primi dati trasmessi dal Tribunale superiore elettorale.

AGENZIA ANSA– ORE 22.10

Lula si riprende la scena ma il Brasile è diviso – Politica

Nonostante la campagna più polarizzata nella storia del colosso verde-oro, l’ex sindacalista è convinto che sarà “facile ristabilire pace e democrazia nel Paese” (ANSA)

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+++ DONATELLA D’IMPORZANO, SANREMO, PIAZZA EROI SANREMESI 10 ::: ” OMAGGIO ALLA SARDINARA “…è stato il primo segno di festa che ho visto a casa mia…

 

 

 

Omaggio alla sardinara.

 

Sardenaira - Ricetta tradizionale Ligure

foto : Cuvea.com

 

E’ stato il primo segno di festa che ho visto in casa mia. Quando c’era un compleanno, un onomastico la mamma faceva la sardinara, ” a lùna” come diceva il mio zio giocherellone indicando il testo di rame rotondo in cui cuoceva. Tra di loro i miei la chiamavano ” sardenaira” in dialetto, per noi figli che dovevamo parlare italiano era ” sardinara”. Quando vedevamo mia mamma che impastava, poi copriva con amore la pasta che doveva lievitare senza essere disturbata da spifferi, sapevamo che una piccola festa ci sarebbe stata. Nei primi anni dopo la guerra, condita a dovere, sempre affettuosamente coperta da un telo, mio papà la portava al forno vicino a casa, da ” Silvano”, che la faceva riposare un po’ e poi la infornava. Meraviglioso e un po’ pauroso era lo spettacolo del nostro cibo inghiottito, tramite una pala, nell’antro del forno. Quando poi ci fu il forno per cuocerla in casa, furono nostri tutti i profumi che emanava cuocendo, come se volesse dichiarare a chi ansiosamente l’attendeva gli ingredienti di cui era fatta: farina, olio, pomodoro, aglio, alici, olive e, sovrana su tutti, ” a curnioera”, il regale origano, il profumo che per me risveglia immediatamente la Liguria, come se potessi per un momento sorvolare la mia terra d’origine e coglierne, rimanendone trafitta, la bellezza più profonda e intima. Insomma, un cibo per lo stomaco e per il cuore, come dovrebbe essere un vero cibo. Sotto il cielo di Lombardia provo sovente a riprodurre quell’ antica emozione: certo, non c’è la luce pura e tagliente della mio paese, occorre fare attenzione all’umidità del clima, ma la sardinara arriva anche lì puntualmente come una festa, fatta dalle mie mani che sono riuscite a ripercorrere i gesti sapienti di mia mamma. E’ proprio lei, la mamma, la sardinara, i profumi che rendono possibile la convivenza serena di tante parti di me.

 

 

 

A sinistra  vedete la casa dove Donatella è cresciuta con suo fratello, il poeta,  e la mamma, che faceva ” una sardinara così dolce, ma così dolce, che lo zucchero è rimasto in bocca  alla figlia ancora oggi “; sotto il negozio del padre e, prima, dei nonni provenzali:  è stata la più ricca drogheria di Sanremo fino a metà degli anni Sessanta, mi pare, quando hanno aperto, lì vicino, La Standa. La casa di Donatella è quella arabescata con un tono rosa e azzurro polvere…abitano l’ultimo piano, con un terrazzo più grande dell’appartamento, pienissimo di piante…e piccioni che loro nutrono e osservano.

 

BRUNO LAUZI, MA SE GHE PENSU

Non è Liguria  di Ponente, men che meno  Sanremo, ma la nostalgia è di tutto il mondo !

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Lucio Caracciolo a Otto e mezzo, La 7 — venerdì 30 settembre 2022 -video, 2.21 + LIMESONLINE, 30 SETTEMBRE 2022

 

https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/annessione-russia-lanalisi-di-caracciolo-il-livello-di-tensione-e-molto-alto-30-09-2022-453944

 

 

LIMESONLINE DEL 30 SETTEMBRE 2022
https://www.limesonline.com/notizie-mondo-questa-settimana-guerra-ucraina-russia-putin-annessione-kherson-zaporizhzhia-donbas-usa-blinken-india-pakistan-grecia-turchia/129422

 

Il mondo questa settimana

 

 

Il riassunto geopolitico degli ultimi 7 giorni.

 

ARTICOLI SU  :

 

Il discorso di Putin e l’annessione alla Russia di quattro regioni ucraine; l’inquietante decisionismo tedesco e la prospettiva degli Usa; le tensioni tra Grecia e Turchia; Blinken in India e Pakistan…( gli ultimi due nel link )

 

 

VITTIME (NON UMANE) DI GUERRA

di Niccolò Locatelli

 

 

L’annessione di quattro regioni dell’Ucraina dopo i referendum-farsa e il paradossale discorso con cui il presidente Vladimir Putin l’ha giustificata, inquadrando in uno scontro di civiltà con l’Occidente satanico e neocolonialista la conquista violenta di un’area sotto la sovranità di un altro Stato, chiariscono il disinteresse del Cremlino per un compromesso.

Kiev ha reagito con la richiesta, destinata a non essere esaudita, di entrare con procedura accelerata nella Nato.

Le truppe russe non hanno il pieno controllo dei territori invasi che promettono di proteggere dopo l’annessione (requisito di sovranità), mentre le truppe ucraine non hanno il pieno controllo del loro territorio internazionalmente riconosciuto (requisito per aderire all’Alleanza Atlantica). Questa speculare condizione di debolezza non spegne il conflitto, anzi lo alimenta.

Una dinamica simile può svilupparsi attorno al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2. Ancora ignoti mandanti ed esecutori, chiara invece la vittima primaria: la Germania, che prima del conflitto riceveva buona parte del suo gas dalla Russia tramite la pipeline forse irrimediabilmente compromessa. La reazione tedesca rischia di fare una vittima ancora più eccellente: l’unità del fronte occidentale.

Poche ore prima di opporsi nuovamente in sede Ue alla creazione di un tetto comunitario dei prezzi del gas, Berlino ha infatti stanziato uno “scudo difensivo” di 200 miliardi per contenere il caro-prezzi a livello nazionale; questi soldi verranno di fatto presi in prestito.

La Germania ha le risorse e la credibilità necessaria alla (per lei inedita) creazione di nuovo debito, ma la sua decisione unilaterale mette in difficoltà i paesi dell’Ue che non possono imitarla; a cominciare dal nostro, come si intuisce dal felpato fastidio di Mario Draghi. L’Italia dovrebbe essere a posto con l’approvvigionamento di gas in vista dell’inverno, ma il presidente del Consiglio uscente evoca il rischio che l’unità europea si disgreghi con i primi freddi. È la scommessa di Putin.

La mossa di Berlino però, più che un ammiccamento a Mosca, pare un avvertimento a Stati Uniti e Polonia, presunti “alleati” vicini e lontani che non hanno mai visto di buon occhio i legami tra Germania e Russia.

Creazione di debito nazionale, garanzia del debito comunitario via Next Generation Eu, riarmo, scudo solitario contro il prezzo del gas: il sorprendente decisionismo tedesco degli ultimi anni è per ora puramente reattivo, una risposta a shock esogeni (prima il Covid-19, poi l’invasione russa dell’Ucraina). Il quadro delle priorità strategiche non è definito, ma l’accordo con gli altri membri dell’Ue e della Nato, compresi gli stessi Stati Uniti, non sembra essere in cima alla lista.
Per le capitali “alleate” può diventare inevitabile iniziare – o meglio, ricominciare – a guardare con inquietudine a Berlino.

 

 

LA RISPOSTA DEGLI USA

 

di Federico Petroni

 

Gli Stati Uniti accettano il gioco di Vladimir Putin. Con l’annessione, la mobilitazione non così parziale e le minacce nucleari, l’inquilino del Cremlino ha fatto un’offerta negoziale «alla russa»: riconosceteci le conquiste oppure rilanceremo, con tempi e modi che decideremo. Non è un bluff, bensì deterrenza ( = distogliere qcuno da qcosa con una minaccia ).

A quello che interpreta come un «ricatto nucleare», Washington ha risposto attrezzandosi per la guerra lunga.

Ha ovviamente misconosciuto i referendum-farsa nelle oblast’ del Donbas, di Kherson e di Zaporižžja. Ha minacciato una ritorsione militare convenzionale «devastante» in caso di impiego di arma nucleare tattica – qualcuno propone di distruggere la flotta del Mar Nero.

Ha varato un nuovo comando militare basato in Germania per coordinare l’invio di armamenti in Ucraina.

Ha comunicato agli alleati la necessità di aumentare la produzione industriale bellica – di fatto invocando una nuova corsa agli armamenti per ovviare alle scarse scorte occidentali, per non dover attingere alle proprie risorse da tenere in caso di guerra per Taiwan e naturalmente per superare l’industria della difesa russa.

Ancora da decifrare invece la risposta agli altri due fatti della settimana: la richiesta di adesione accelerata dell’Ucraina alla Nato e il sabotaggio di Nord Stream.

Su quest’ultimo il silenzio è comprensibile: benché di proprietà a maggioranza russa, si tratta di un’infrastruttura strategica posta nelle acque limitrofe di alcuni dei membri principali dell’Alleanza Atlantica.

Se davvero fossero stati i russi (e non è possibile stabilirlo con certezza ora) ci sarebbero i margini per attivare l’articolo 5. Che non vuol dire guerra ma prendere le contromisure che si ritengono necessarie. Vista l’entità del gesto, si tratterebbe di mettere in preallarme la macchina bellica a difesa di infrastrutture simili (altri tubi, impianti offshore, cavi Internet). Più che altro, manderebbe un messaggio di risolutezza al presunto colpevole.

Quanto alla domanda di Kiev. Accoglierla nella Nato avrebbe senso per mettere ufficialmente sotto controllo l’esercito locale, evitare sue fughe in avanti e al contempo dissuadere Putin dall’allargare il conflitto. Ma probabilmente tutto questo avverrebbe dopo aver in qualche modo stabilizzato il fronte militare, non durante i combattimenti.

Inoltre, il processo di ratifica potrebbe esporre grosse crepe fra gli Stati membri. Poi, se la faccenda andasse spedita e se si venisse chiamati a combattere in Ucraina, si potrebbe sancire l’effettiva partizione dell’alleanza tra nordico-baltici (più Regno Unito) ed euro-occidentali.

Infine, c’è il concreto rischio che una mossa pensata come dissuasiva convinca la Russia dell’intenzione occidentale di liquidarla.

 

 

LYMAN ACCERCHIATA (oggi, 2 ottobre, è ucraina )

 

L'avanzata russa da est con i separatisti e gli attacchi ai ...

IZYUM

 

 

 

IZYUM E LYMAN

 

 

cartina da Twitter :  ISW @TheStudyofWar- 29 settembre 2022, ora 2.47
https://twitter.com/TheStudyofWar/status/1575286004667355136

 

 

 

di Mirko Mussetti

 

Mentre Putin formalizza l’annessione delle quattro oblast’ parzialmente occupate, le Forze armate dell’Ucraina spingono per completare l’accerchiamento di Lyman, dove sono asserragliate migliaia di truppe russe (esercito regolare, gruppo Wagner) e filorusse (separatisti). Il 503º reggimento di fanteria motorizzata della Russia cerca disperatamente di rompere l’accerchiamento.

Se nei prossimi giorni Mosca perdesse la cittadina situata nella Repubblica popolare di Donec’k subirebbe una sconfitta politica, oltre che una pesante débâcle militare. Da oggi Lyman è infatti considerata per l’ordinamento giuridico russo parte integrante della Federazione.

Kiev sembra intenzionata a vedere subito il bluff di Putin, che nel discorso di annessione ha annunciato la disponibilità a trattare per un cessate-il-fuoco. Ignorando la retorica russa e le procedure formali di assimilazione delle quattro entità territoriali ucraine, i vertici politico-militari ucraini snobbano il tentativo moscovita di spacciare il paese invaso come nuovo aggressore.

Sotto il profilo della logica bellica sarebbe sciocco per Kiev non battere il ferro finché caldo, sfruttando l’elevato sbilanciamento di uomini e mezzi creatosi nel profondo Est del paese a seguito del riposizionamento estivo russo verso il fronte meridionale (Kherson e Zaporižžja) e l’inaspettata controffensiva ucraina di settembre nell’oblast’ di Kharkiv. Infatti, al termine della riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, il presidente Volodymyr Zelens’kyj (Zelensky) ha affossato ogni trattativa col nemico, affermando che «l’Ucraina non terrà più alcun dialogo con la Russia finché Putin sarà presidente».

La partita giocata anche retoricamente in questa fase dalle parti belligeranti è molto pericolosa, poiché la dottrina nucleare russa prevede l’impiego di ordigni atomici in caso di aggressione della madrepatria.

Il fatto che nel suo discorso Putin abbia scientemente chiamato «Novorossija» (nuova Russia) i territori di Kherson, Zaporižžja, Donec’k e Luhans’k suggerisce una certa predisposizione all’impiego di metodi convenzionali (mobilitazione generale) e non convenzionali (bomba nucleare tattica) per la difesa della patria percepita. Il passaggio del “precedente” nel discorso di Putin è eloquente sulla non esclusività americana dell’impiego effettivo degli strumenti non convenzionali in teatro di guerra: «Gli Stati Uniti sono l’unico paese nella Storia che ha usato armi nucleari, creando un precedente».

Zelensky lo sa e per questo ha firmato la domanda di procedura accelerata per l’ingresso dell’Ucraina nella Nato, sperando di ottenere così l’ombrello atomico euroatlantico e dissuadere il Cremlino dal compimento di azioni catastrofiche.

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IL FATTO QUOTIDIANO DEL 1 OTTOBRE 2022 :. Morto suicida il rapper russo Walkie. Non voleva andare in guerra: “Se guardi questo video, allora non sono più vivo”

 

 

IL FATTO QUOTIDIANO DEL 1 OTTOBRE 2022
htpps: //www.ilfattoquotidiano.it/2022/10/01/morto-suicida-il-rapper-russo-walkie-non-voleva-andare-in-guerra-se-guardi-questo-video-allora-non-sono-piu-vivo/6824479/#

 

Morto suicida il rapper russo Walkie. Non voleva andare in guerra: “Se guardi questo video, allora non sono più vivo”

Morto suicida il rapper russo Walkie. Non voleva andare in guerra: “Se guardi questo video, allora non sono più vivo”

“Non sono pronto a uccidere per nessun ideale. Scelgo di rimanere per sempre nella storia come un uomo che non ha sostenuto ciò che stava accadendo”, le parole del 27enne in un video postato su Telegram e poi rimosso.

 

Se stai guardando questo video, allora non sono più vivo. Sulla mia anima sento il peccato dell’omicidio, non posso e non voglio prendermi questa responsabilità. Non sono pronto a uccidere per nessun ideale. Scelgo di rimanere per sempre nella storia come un uomo che non ha sostenuto ciò che stava accadendo e ha protestato fino all’ultimo. La mia decisione finale è esattamente come morirò”: un video postato su Telegram e poi rimosso. Così il rapper 27enne russo Ivan Petunin, conosciuto come Walkie, ha annunciato il suo suicidio. Temeva la chiamata alle armi. Sarebbe questa la motivazione che lo ha spinto a togliersi la vita. La notizia su Kommersant e su altri giornali nazionali, rilanciata anche da Nexta. Petunin stava seguendo un percorso di cure neuropsicologiche e per questo era esonerato dal servizio militare, almeno provvisoriamente.

 

Immagine

 

nota :

NEXTA 

” The largest Eastern European media. To let the world know. ”
Il più grande media dell’Europa orientale. Per far sapere al mondo. ( Google )

 

è su Twitter :

a questo nome :   NEXTA @nexta_tv

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IL MANIFESTO DEL 2 OTTOBRE 2022 :: L’Anpi, allarme «postfascisti»: «Rispettino la Costituzione alla lettera»

 

IL MANIFESTO DEL 2 OTTOBRE 2022
https://ilmanifesto.it/lanpi-allarme-postfascisti-rispettino-la-costituzione-alla-lettera

 

L’Anpi, allarme «postfascisti»: «Rispettino la Costituzione alla lettera»

 

L’ASSOCIAZIONE PARTIGIANI. Un comunicato parla di «profonda rottura con il passato» e denuncia i rischi delle riforme costituzionali. La Lega rilancia l’urgenza dell”autonomia differenziata come primo impegno per il governo. Ma nel partito di Salvini, Bossi benedice la corrente del Nord

L’Anpi, allarme «postfascisti»: «Rispettino la Costituzione alla lettera»

LaPresse

 

 

L’immagine «chiara e distinta» dell’antifascismo italiano, «religione civile», «tessuto democratico» e «sfondo culturale comune ed egemone» dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni «si appanna». Lo scrive l’Associazione nazionale partigiani (Anpi) in un comunicato approvato ieri dal comitato nazionale.

«Per la prima volta nella storia repubblicana in parlamento ha vinto una maggioranza a trazione postfascista, con un partito che non nasconde le sue origine dalla cultura e dalle politiche del Movimento sociale italiano», dice l’Anpi, segnalando la «profonda rottura politica» che apre «una fase politica e sociale sconosciuta». Il successo di Giorgia Meloni ha fatto sì che «per la prima volta l’Ue ha un paese fondatore con un governo a maggioranza post fascista.

Questo determinerà un grande rilancio dei sovranismi europei». Secondo l’Anpi «l’esito elettorale consegna il governo dell’Italia a forze sovraniste che hanno manifestato pulsioni razzistiche e anche ammiccamenti con le organizzazioni neofasciste». L’associazione chiede «fin d’ora al futuro governo di onorare pienamente e letteralmente il giuramento costituzionale e di rispettare pienamente e letteralmente i valori della Resistenza che sono alla base della Carta». Ma contemporaneamente indica i rischi sul piano delle riforme costituzionali: «Inquietano le confermate volontà di dar vita a una repubblica presidenziale e all’autonomia differenziata».

Proprio il progetto di autonomia differenziata è in cima ai pensieri della Lega, che per questo nelle trattative per la composizione del governo insiste a chiedere il ministero per gli affari regionali. Ieri il partito ha fatto uscire una nota per dire che «dopo trent’anni di battaglie questa sarà la legislatura che finalmente attuerà quell’autonomia delle regioni che la Costituzione prevede. È nel programma del centrodestra, non costerà nulla anzi farà risparmiare milioni, avvicinerà i cittadini alla politica, taglierà sprechi e burocrazia. E il ministero per le riforme e gli affari regionali sarà protagonista di questa pacifica rivoluzione».

Nel frattempo però Salvini deve fare i conti con lo strappo di Bossi che, eletto deputato, ha benedetto la nascita di un «Comitato per il Nord» nelle parole del senatùr «un passaggio vitale finalizzato esclusivamente a riconquistare gli elettori del nord, visto il risultato del 25 settembre, e per rilanciare la spinta autonomista». Come ha spiegato Gianni Fava, dirigente della vecchia Lega che sfidò Salvini per la segreteria nel 2016, c’è già un appuntamento dei «nordisti» il 16 ottobre a Monza: «Il salvinismo è miseramente naufragato ed è senza prospettive».

 

 

 

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IL MANIFESTO DI OGGI : ” LULA CRESCENTE ” — 2 OTTOBRE 2022 – speriamo !

 

 

Prima Pagina Il Manifesto 02/10/2022

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LA SALA DELLE ARTI E DEI PIANETI — I. GLI AFFRESCHI DI GENTILE DA FABRIANO A PALAZZO TRINCI A FOLIGNO DATABILI 1411-12–

 

La Sala delle Arti liberali e dei Pianeti è un ambiente di palazzo Trinci a Foligno, che contiene un ciclo di affreschi frammentario di Gentile da Fabriano e collaboratori, databile al 14111412.

La Sala dei Giganti (o degli Imperatori) è un ambiente di palazzo Trinci a Foligno, che contiene un ciclo di affreschi frammentario di Gentile da Fabriano e collaboratori, databile al 14111412.

 

 

 

Incoronazione della Vergine (1420 circa), Getty MuseumLos Angeles.

 

Gentile di Niccolò di Giovanni di Massio, detto Gentile da Fabriano (Fabriano1370 circa – Romasettembre 1427), è stato un pittore italiano. Tra i più importanti esponenti del Gotico internazionale, incarnò nel suo secolo la tipica figura dell’artista itinerante, che preferiva spostarsi per trovare le più svariate occasioni di lavoro offerte dalle corti piuttosto che stanziarsi a bottega. La sua pittura poetica e fiabesca, il gusto per la linea e un uso impareggiabile degli elementi decorativi lo portarono al vertice della scuola italiana dell’epoca, ricevendo commissioni di grandissimo prestigio. Con la visita a Firenze entrò in dialogo con il nascente umanesimo nell’arte e, pur senza rinunciare al proprio stile, iniziò una consapevole transizione tra il decorativismo tardogotico e l’essenzialità rinascimentale

 

 

 

 

 

 

LE VISIONI DI SANTA FRANCESCA ROMANA DI GENTILE DA FABRIANO IN S. MARIA NOVA. I RIFLESSI DEL GOTICO “TARDIVO” NELLA ROMA DEI PAPI

da : https://www.storiadellarterivista.it/shop/articoli/

 

«Nel dipingere aveva avuto la mano simile al nome»
(Con queste parole, secondo la testimonianza del VasariMichelangelo avrebbe commentato la lunetta della tomba Adimari in Santa Maria Nova a Roma, affrescata da Gentile.)

WIKIPEDIA : 

https://it.wikipedia.org/wiki/Gentile_da_Fabriano

 

 

Mappa dell'Umbria - Cartina dell'Umbria | Umbria, Mappa dell'italia, Mappa

FOLIGNO — GOOGLE

 

La cartina dell'Umbria. La mappa dei luoghi più belli e importanti

L’UMBRIA E LE CITTA’ PRINCIPALI

 

 

 

FOLIGNO :

Foligno è un comune italiano di 55 417 ( 06- 2022 ) abitanti della provincia di Perugia in Umbria; la città si trova al centro della Valle Umbra, attraversata dal fiume Topino.

 

PIAZZA DELLA REPUBBLICA A FOLIGNO
trolvag

 

 

PALAZZO TRINCI SI TROVA AL CENTRO DI FOLIGNO IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA§
Anna Nicoletta Menzella – Opera propria

Il palazzo Trinci è un edificio patrizio che si trova nel centro di Foligno, in piazza della Repubblica, ed è una delle più interessanti dimore tardogotiche dell’Italia centrale. Contiene un prezioso ciclo di affreschi dei primi del Quattrocento, realizzato da Gentile da Fabriano con la collaborazione di altri artisti, e ospita la Pinacoteca civica, il Museo archeologico e il Museo multimediale dei tornei, delle giostre e dei giochi.

Sulla piazza grande di Foligno i Trinci acquistarono alla fine del Trecento le case e le torri del ricco mercante Giovanni di Ceccarello, confinanti con la loro abitazione. Tutte le strutture vennero rinnovate in un unico complesso tra il 1389 e il 1407. Il primo Quattrocento fu l’epoca d’oro dei Trinci, quando ospitavano una corte di studiosi e umanisti tra i quali Francesco da Fiano: quest’ultimo ispirò probabilmente il tema degli affreschi di Gentile da Fabriano e bottega che rappresentano una vera e propria enciclopedia figurata della cultura umanistica dell’epoca.

SEGUE :
https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Trinci

 

 

PALAZZO COMUNALE
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CATTEDRALE DI SAN FILICIANO
Georges Jansoone (JoJan) – Fotografia autoprodotta

 

CORTILE DI PALAZZO TRINCI
Georges Jansoone (JoJan) – Fotografia autoprodotta

 

 

Stemma della famiglia Trinci
L. Tettoni-F. Saladini; – immagine scannerizzata da originale litografia del 1841.

FOTO E TESTO :
https://it.wikipedia.org/wiki/Foligno

 

LA SCALA GOTICA DI PALAZZON TRINCI
I, Sailko

 

 

 

ALTRA FOTO DELLA SALA DEI GIGANTI
I, Sailko

 

Nella Sala dei Giganti, pure di Gentile e collaboratori, in cui si ammirano 15 delle 20 originarie figure monumentali di grandi personaggi della storia romana: Augusto, Tiberio, Camillo, Fabrizio, Curio Dentato, Manlio Torquato, Cincinnato, Marcello, Scipione l’Africano, Muzio Scevola, Catone, Mario, Publio Decio, Nerone e Fabio Massimo.

 

Sala delle arti liberali e dei pianeti 03.JPG

LA SALA DELLE ARTI LIBERALI E DEI PIANETI
sailko e un altro autore – Opera propria

 

UN’ALTRA FOTO DELLA STESSA SALA
Caba2011 – Opera propria

 

 

LA MUSICA -Sala delle arti liberali e dei pianeti
I, Sailko

 

L’Astronomia
JoJan e un altro autore – Fotografia autoprodotta

 

Fregio delle rose

Fregio delle rose -Sala delle arti liberali e dei pianeti
I, Sailko

 

 

La Grammatica

 

 

 

La Retorica e l'Aritmetica

La Retorica e l’Aritmetica — sala delle arti..
JoJan – Opera propria

 

Il trono dell'AstronomiaIl trono dell’Astronomia – sala delle arti..
I, Sailko

 

 

La FilosofiaLa filosofia – sala delle arti..
I, Sailko

 

 

 

Marte- sala delle arti..
I, Sailko

 

 

Luna, Decrepitezza e Marte

LunaDecrepitezza e Marte — sala delle arti..
I, Sailko

 

 

Infaniza e Mercurio

Infanzia e Mercurio- sala delle arti..
I, Sailko

 

Giove e Adolescenza

Giove e Adolescenza- sala delle arti..
I, Sailko

 

Giovinezza

Giovinezza — sala delle arti..
I, Sailko

 

 

Sole

Sole– sala delle arti..
I, Sailko

 

 

 

 

Vecchiaia

Vecchiaia — sala delle arti ..
I, Sailko

 

 

Quadriga del Sole– sala delle arti..
I, Sailko

 

 

IMMAGINI DA:

nel link c’è un testo sugli affreschi
https://it.wikipedia.org/wiki/Sala_delle_Arti_liberali_e_dei_Pianeti

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RICCARDO MICHELUCCI, Ucraina. Obiezione di coscienza e no alle armi, l’ultima sfida dei pacifisti italiani –AVVENIRE DEL 29 SETTEMBRE 2022 

 

AVVENIRE DEL 29 SETTEMBRE 2022
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/ucraina-kiev-obiezione-di-coscienza-no-alle-armi-sfida-italiani

 

Ucraina. Obiezione di coscienza e no alle armi, l’ultima sfida dei pacifisti italiani


Riccardo Michelucci

La carovana di Stopthewarnow a Kiev. Zuppi: la vostra presenza, una piccola luce nelle tenebre. Don Sacco: l’Ue dia asilo a chi sceglie la non violenza

Gli attivisti di Stopthewarnow in cammino verso l’Ucraina

Gli attivisti di Stopthewarnow in cammino verso l’Ucraina – Marco di Marcantonio

Di nuovo in cammino. Il movimento pacifista e nonviolento italiano è ripartito alla volta dell’Ucraina per ribadire la richiesta di un negoziato che favorisca la cessazione del conflitto, mobilitandosi di nuovo in soccorso delle vittime. Un’altra carovana della pace Stopthewarnow – la quarta dalla primavera scorsa – è partita tre giorni fa alla volta di Kiev, attraversando l’Europa orientale a bordo di furgoni e minibus carichi di aiuti per i profughi.

Rispetto alle precedenti missioni, la rete di associazioni impegnate nella costruzione della pace si è data stavolta un obiettivo più politico che umanitario. Si propone di porre le basi per la costruzione di accordi di partenariato con la società civile, i sindacati e le organizzazioni non governative ucraine che credono in un’alternativa all’uso delle armi. Il viaggio durerà una settimana e sarà anche l’occasione per rilanciare a livello internazionale la campagna a sostegno degli obiettori di coscienza sotto processo o sotto inchiesta in Ucraina.

«Portiamo avanti un’analoga campagna per gli obiettori in Russia, dove gli attivisti rischiano la libertà anche solo per aver diffuso messaggi contro la guerra», spiega Alfio Nicotra, presidente dell’associazione “Un ponte per” che ha organizzato questa carovana con il Movimento nonviolento italiano e alla Ong rumena Patrir (Peace Action, Training and Research Institute of Romania). Nella delegazione di 25 pacifisti partiti dall’Italia c’è anche don Renato Sacco, in rappresentanza di Pax Christi.

«Siamo dalla parte di tutte le realtà che stanno resistendo all’aggressione russa senza usare le armi», ci ha detto non appena giunto in Ucraina. «E sosterremo economicamente, umanamente e cristianamente gli obiettori di coscienza russi e ucraini che hanno problemi con la giustizia. Difendiamo la loro libertà di opporsi all’obbligo di uccidere e chiediamo all’Europa di concedere asilo politico agli obiettori».

«Papa Francesco ha ribadito più volte che non saranno le armi a portare la pace – prosegue don Sacco – e di recente ha ricordato anche il sacrificio di Franz Jägerstätter, il giovane contadino cattolico che rifiutò la chiamata alle armi ai tempi del nazismo. Al momento, però, l’Ucraina riconosce l’obiezione di coscienza solo per motivi religiosi e contro gli obiettori di coscienza sono in corso centinaia di procedimenti penali».

Il caso-simbolo è quello del giornalista Ruslan Kotsaba, accusato di alto tradimento dalla giustizia ucraina per alcune dichiarazioni contrarie alla leva militare risalenti al 2015, ai tempi della guerra nel Donbass. Il processo a suo carico, previsto per ieri, è stato rinviato. Rischia una condanna a 15 anni di carcere. Anche per lui il Movimento nonviolento italiano ha formulato una proposta di risoluzione che chiede alle istituzioni europee di garantire l’asilo politico a coloro che hanno evitato o disertato il servizio militare in Ucraina, in Russia e in Bielorussia.

Ieri il convoglio dei pacifisti italiani ha fatto tappa nella città di Cernivtsi, nell’Ucraina occidentale. Prima gli attivisti hanno consegnato gli aiuti umanitari, poi hanno incontrato un centinaio di studenti dell’università cittadina partecipando a un seminario sul tema della pace organizzato dal professor Serhij Lukanjuk, responsabile umanitario di un ateneo che da marzo a oggi ha accolto oltre 5.000 sfollati nei suoi dormitori.

In serata il gruppo ha preso il treno notturno alla volta di Kiev, dove arriverà oggi. Nella capitale sono in programma una serie di incontri con i pacifisti ucraini e con il movimento degli obiettori di coscienza. Sabato, prima di iniziare il viaggio di ritorno in Italia, la carovana della pace sarà ricevuta anche dal nunzio apostolico in Ucraina, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas. Intanto ieri il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, ha inviato un messaggio di ringraziamento agli attivisti di Stopthewarnow giunti in Ucraina. «Vi accompagno con affetto e amicizia», ha scritto.

«Non possiamo rassegnarci alla guerra e al suo terribile prezzo di morte e sofferenza che produce – aggiunge-. La vostra presenza sia una piccola luce di pace nelle tenebre terribili della violenza. Tra pochi giorni ci troveremo ad Assisi proprio per chiedere il dono della pace. La preghiera e la solidarietà sono i primi modi indispensabili per non rassegnarsi. Con insistenza. Un abbraccio».

 

 

NOTA : 

 

FRANZ  JAGER STATTER

 

Franz Jägerstätter, il primato della coscienza formata dal Vangelo contro Hitler

Franz Jägerstätter   ( Sankt Radegund20 maggio 1907 – Brandeburgo sulla Havel9 agosto 1943 ) è stato un contadino cattolico austriacoObiettore di coscienza, venne messo a morte per essersi rifiutato di arruolarsi nell’esercito nazista. È stato beatificato nel 2007.

https://it.wikipedia.org/wiki/Franz_J%C3%A4gerst%C3%A4tter

 

Sankt Radegund bei Graz – Veduta

La cittadina di Santa Redegonda in Austria occidentale vicino a Graz, in Stiria. Nel 2015 aveva 2036 abitanti.

foto : Marion Schneider & Christoph Aistleitner

 

Wolfgang H. Wögerer, Wien

 

Austria

GRAZ

 

 

QUALCHE IMMAGINE DI GRAZ

 

29,725 Graz Photos and Premium High Res Pictures - Getty Images

 

Graz (Gradec in slovenoGrác in ungherese) è il capoluogo del Land della Stiria in Austria. È la seconda città austriaca per numero di abitanti, al censimento 2019 erano 328.276, di cui 265.778 come prima residenza. È sede di 6 università con circa 60 000 studenti. Il centro cittadino è uno dei meglio conservati dell’Europa centrale e grazie a ciò nel 1999 Graz venne aggiunta all’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. È stata anche capitale europea della cultura nel 2003.

 

 

Daily Life In Graz, Austria

La città è situata sul fiume Mura, nell’Austria sud-orientale. Dista approssimativamente 2 ore da Vienna in macchina o 2 ore e mezza in treno. Graz è la capitale e la città più grande della Stiria, una regione verde e ricca di foreste. La città è circondata da basse colline su 3 lati, rendendola particolarmente predisposta alla formazione di nebbie.

 

Graz Clock Tower on a December day

Graz originariamente era un forte romano. Più tardi gli Sloveni costruirono in questo luogo un piccolo castello, chiamato gradec, ovvero “piccolo castello”, che col tempo divenne un luogo pesantemente fortificato

 

Graz

 

 

Graz panorama from Castle Hill,High angle view of illuminated city buildings at night

 

 

Panoramic view Graz Austria

 

 

2005.09.08 - 34 - Graz - Landhaus.jpg

Facciata principale del Palazzo della Dieta Regionale  ( Landhaus )
Grubernst (talk) – Opera propria

 

altra foto del Landhaus
Gugganij – Opera propria

..
nel 1555, venne chiamato l’architetto militare italiano Domenico dell’Allio, già impiegato nella Fortezza di Graz, per riorganizzare, ristrutturare tutto il complesso del Landhaus, e farne un unico palazzo. Dell’Allio presentò il progetto e cominciò il cantiere nel 1557 dalla facciata a bifore su Herrengasse e proseguì col Grande Cortile fastosamente arredato da tre ordini di portici e logge, in uno squisito stile manierista dal sapore già barocco. Dopo la morte dell’architetto nel 1563, i lavori continuarono per mano dei suoi due capisquadra Benedetto della Porta e Pietro Taddei, che realizzarono il fronte su Landhausgasse. Il Grande cortile venne realizzato fra il 1581 e il 1585 da Antonio e Francesco Marmoro.

 

 

per chi è interessato:

Landhaus (Graz)
https://it.wikipedia.org/wiki/Graz

 

 

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Çarlo de ßlasio ♞ @CarlodeBlasio1 – 19.20 — 1 OTTOBRE 2022 — GRAZIE CARO CARLO !

 

Se si avvicina uno squalo, l’iguana marino può fermare
il proprio cuore anche per 45 minuti al fine
di non essere individuato dal predatore.

 

Immagine

 

 

ALTRE IMMAGINI:

 

 

Marineiguana03.jpg

FOTO :  Philip Greenspun’s Weblog

 

L’iguana marina (Amblyrhynchus cristatus Bell, 1825) è un sauro della famiglia Iguanidaeendemico delle isole Galapagos, a circa 960 km ad ovest dell’Ecuador. È l’unica specie nota del genere Amblyrhynchus.

È unica per il suo modo di vivere, essendo la sola vera lucertola marina. I racconti dei più antichi visitatori delle Galapagos testimoniano sul suo repellente aspetto. Un racconto la descrive come caratterizzata dall’apparenza più orripilante che si possa immaginare, e lo stesso autore, un capitano della Marina Reale inglese, riferisce che, «in ragione di questa sua disgustosa apparenza, nessuno a bordo riuscì a servirsene come cibo». Le iguane marine crescono fino a 1,2 m di lunghezza. Esse hanno un muso ottuso, corpo pesante, zampe dall’aspetto goffo, con dita lunghe ed una cresta che corre dal collo alla coda. La coda, lateralmente appiattita, è usata per nuotare. La maggior parte delle iguane marine è di color nero o grigio assai scuro, ma nell’Isola di Hood, nella parte meridionale dell’arcipelago delle Galapagos, il loro corpo è variegato di nero, arancio e rosso, e le zampe anteriori e la cresta sono verdi.

 

 

Un variopinto maschio adulto di iguana su Fernandina.
Sputnikcccp

 

 

All’inizio della stagione riproduttiva, i maschi delimitano dei piccoli territori, così piccoli che un’iguana può trovarsi sulla sommità di un masso, mentre un’altra giace ai piedi del masso. Occasionalmente, si accendono dei combattimenti, ma le dispute sono in genere risolte con esibizioni. Un’iguana maschio minaccia un intruso sollevandosi sulle robuste zampe e dondolando la sua testa tenendo la bocca aperta, per mostrare una mucosa rossa. Se ciò non induce l’intruso a desistere, il possessore del territorio si fa avanti ed ha luogo un combattimento. I due si oppongono spingendosi con le loro teste ossute, finché uno dei due non cede e si ritira.

Mentre le iguane marine si godono il sole, grossi granchi rossi passano e ripassano sopra di esse, soffermandosi di tanto in tanto pizzicandone e tirandone la pelle. Le iguane non se la prendono per questo, e con buona ragione, poiché i granchi non fanno altro che asportare le zecche dalla loro pelle. I fringuelli di Darwin si prodigano pure nello stesso servizio.

 

 

segue una vita interessante :

https://it.wikipedia.org/wiki/Amblyrhynchus_cristatus#Termoregolazione

 

 

Iguana sulla roccia, isola Santa Cruz
Diego Delso

 

 

Dettaglio di una testa di iguana

Dettaglio di una testa di iguana
Diego Delso

 

 

Due iguane verdiIguane verdi
https://animali.wiki/animales-terrestres/iguana/

 

 

 

 

UNA RIPRODUZIONE IN VENDITA SU ETSY — link sotto :

 

 

 

Iguana blu

 

 

Iguana blu - Etsy Italia

foto sopra da :

https://www.etsy.com/it/listing/485846884/iguana-blu

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ANSA.IT — 1 OTTOBRE 2022 — 10.54 :: Sisi, congratulazioni a Meloni per vittoria elettorale. Presidente egiziano pronto a sviluppare le relazioni bilaterali

 

 

ANSA.IT — 1 OTTOBRE 2022 — 10.54
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2022/10/01/sisi-congratulazioni-a-meloni-per-vittoria-elettorale_2bf5a2d2-8421-4878-b9cd-d2488ae6d103.html

 

Sisi, congratulazioni a Meloni per vittoria elettorale.

Presidente egiziano pronto a sviluppare le relazioni bilaterali

 

 

 

(ANSA) – IL CAIRO, 01 OTT – Il Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi si è congratulato con la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, per la vittoria elettorale e ha dichiarato che “non vede l’ora” di lavorare insieme per sviluppare le relazioni bilaterali fra Egitto e Italia.

“Estendo le mie più sincere congratulazioni alla signora Georgia Meloni per la vittoria del suo partito alle elezioni generali nell’amica Repubblica Italiana, augurandole il successo nel guidare l’Italia verso la prosperità e un futuro luminoso”, ha dichiarato Sisi come riporta un messaggio pubblicato su Facebook dal portavoce della presidenza egiziana, Bassam Radi.

“Non vedo l’ora di lavorare con lei, anche nel quadro della solida partnership che unisce Egitto e Italia, al fine di sviluppare le relazioni bilaterali e trasferirle verso orizzonti più ampi di proficua collaborazione in tutti i campi, coerentemente con l’antica storia di i due Paesi e la loro grande civiltà, e per il bene dei due popoli amici e dell’intera umanità”, ha aggiunto Sisi concludendo il messaggio. (ANSA).

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ANSA.IT — 1 OTTOBRE 2022 — 10.56:: Media: ‘Bombe su Nord Stream piazzate da robot di manutenzione’. E’ l’opinione degli esperti riferita dal Guardian

 

ANSA.IT — 1 OTTOBRE 2022 — 10.56
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/10/01/media-bombe-su-nord-stream-piazzate-da-robot-manutenzione_ce387057-413e-466e-9b49-ff500b50d9ae.html

 

Media: ‘Bombe su Nord Stream piazzate da robot di manutenzione’.

E’ l’opinione degli esperti riferita dal Guardian

 

Media, bombe su Nord Stream piazzate da robot manutenzione

 

“A piazzare le bombe che hanno provocato quattro falle nel gasdotto Nord Stream 1 e 2, a circa 80 metri di profondità nelle zone economiche esclusive di Svezia e Danimarca, potrebbero essere stati i robot di manutenzione che operano all’interno della struttura del gasdotto durante lavori di riparazione”è l’opinione degli esperti riferita dal Guardian.

“Se questa teoria si rivela corretta, la natura sofisticata dell’attacco e la potenza dell’esplosione aggiungerebbero peso ai sospetti che gli attacchi siano stati effettuati da un potere statale, con il dito puntato contro la Russia”.

Fonti di intelligence citate dalla rivista tedesca Spiegel ritengono che gli oleodotti Nord Stream 1 e 2, nelle zone economiche esclusive di Svezia e Danimarca, siano stati colpiti in quattro punti da esplosioni con 500 chili di tritolo, l’equivalente della potenza esplosiva di una bomba di aereo.

Gli investigatori tedeschi hanno effettuato letture sismiche per calcolare la potenza delle esplosioni. E hanno detto ai media che subacquei o robot telecomandati potrebbero essere in grado di visitare i siti delle perdite già questo fine settimana.

 

 

 

 

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Stella Aligizaki @StellaAligizaki – 8.55 — 1 ottobre 2022 — grazie Stella !

 

li hanno trovati abbandonati e abbracciati.. ( traduz. Google )

 

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Per il giorno del sorriso .. Nico — 7 mesi ca

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

 

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Casa Lettori @CasaLettori – 9.08 – 1 ottobre 2022 — grazie e mille, con un sorriso..

#1ottobre

si celebra

la #GiornataMondialeDelSorriso

 

Immagine

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ℝℕ ℕℝ @AndreaMarano11 – 21.36 – 30 settembre 2022 — grazie, carissimo Andrea.

 

 

 

 

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🕊️ Birds Pazy 🐦 @PazyBirds — 17.06 — 30 settembre 2022 — grazie, carini carini !

 

Together

joinus12345

 

 

 

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+++ Gianfranco Spadaccia, Il Partito Radicale. Sessanta anni di lotte tra memoria e storia, Sellerio, 2021 + Nicola Mirenzi, Intervista a Gianfranco Spadaccia, L’energia politica inesauribile dei radicali -HUFFINGTON POST, 25 DICEMBRE 2021

 

 

 

Il Partito Radicale. Sessanta anni di lotte tra memoria e storia

 

Gianfranco Spadaccia

Il Partito Radicale. Sessanta anni di lotte tra memoria e storia

La prima storia completa del Partito Radicale. Con enorme ricchezza di documentazione e testimonianze, ricostruisce e interpreta la presenza dell’Alternativa radicale nella vita italiana.

 

La storia del partito dei radicali comincia nella metà degli anni Cinquanta dalla confluenza di tre elementi: la sinistra liberale del «Mondo» – la famosa rivista di Mario Pannunzio –, i liberalsocialisti e azionisti di Ernesto Rossi e, terza componente, i giovani dell’organizzazione, l’UGI, degli universitari laici repubblicani e di sinistra con Marco Pannella come leader più in vista.

In origine, quindi, il partito in-tende porsi come forza progressista, laica nel senso di libera da ideologie: è l’esigenza della «terza forza», sottovalutata e sottorappresentata all’ombra dei mastodontici partiti tradizionali di massa. Ma se ci riferiamo ai radicali come a quel composto inconfondibile di idee, presenza e stile, la svolta, ovvero l’atto di nascita più autentico si ha negli anni Sessanta quando, al posto delle vecchie logiche da cui ci si separa, si afferma l’intuizione di quella che viene presto intesa come l’Alternativa radicale.

È questa, prima di un obiettivo politico da realizzare, un modo d’essere.
È stata probabilmente la vitalità di questa Alternativa radicale a consentire una coesistenza sorprendente: tra un successo elettorale limitato e il grande successo di opinione, tra la poca influenza di potere e alcuni risultati di portata storica.

Il libro di Gianfranco Spadaccia è la prima storia completa del Partito Radicale. Con enorme ricchezza di documentazione e testimonianze, ricostruisce e interpreta la presenza dell’Alternativa radicale nella vita italiana. Descritta appunto quale presenza nello scenario della vita politica e civile, piuttosto che come una formazione di partito, del Paese. È un resoconto in prima persona, faccia a faccia, poiché Spadaccia è stato tra i fondatori, e protagonista di tutte le vicende accadute. Quindi, rappresenta non soltanto quello che succedeva nella lotta politica, ma anche l’intensità delle passioni che l’hanno sempre accompagnata. E ricordando la drammatica e movimentata vicenda radicale, in un tempo in cui il suo soggetto principale Marco Pannella non c’è più, Gianfranco Spadaccia vuole anche preservare un patrimonio che resta prezioso per opporsi a una politica fondata solo sul potere o peggio sull’intolleranza e sull’odio.

 

 

 

Gianfranco Spadaccia insieme ad Emma Bonino — foto Repubblica

Gianfranco Spadaccia (Roma28 febbraio 1935 – Roma25 settembre 2022), giornalista, è nato a Roma nel 1935; ventenne comincia a frequentare l’ambiente del «Mondo» di Pannunzio e contribuisce alla nascita del nuovo Partito Radicale. Con Marco Pannella diventa uno dei principali leader radicali; più volte segretario del partito, deputato e senatore in tre legislature.

 

sopra da :

https://sellerio.it/it/catalogo/Partito-Radicale-Sessanta-Anni-Lotte-Memoria-Storia/Spadaccia/13609

 

 

RECENSIONE / INTERVISTA ALL’AUTORE ::

L’energia politica inesauribile dei radicali

 

 

(Versione integrale dell’intervista realizzata in collaborazione con “Il Venerdì di Repubblica” e pubblicata il 24 dicembre 2021)

 

All’ingresso di casa sua è appeso il volto di un animale oscuro. “È una maschera rituale africana”, dice. “Me l’ha regalata Marco Pannella qualche giorno prima di morire”. Le antiche tribù la usavano per dialogare con gli spiriti. Ora chissà. Insieme a Pannella, Gianfranco Spadaccia era nella lista dei promotori del Partito Radicale quando aveva appena vent’anni. “Il mio nome”, racconta, “compariva accanto a quello di persone che ammiravo talmente tanto che non riuscivo a distinguere se era più la soddisfazione politica di un evento che attendevo da tempo o l’orgoglio di essere in quell’elenco”. C’erano Mario Pannunzio, Ernesto Rossi, Leo Valiani. Oggi, invece, è suo il nome che ha intorno l’aura della storia. Ottantasei anni, ex segretario e parlamentare radicale, Spadaccia ha scritto da testimone e protagonista un libro splendido: Il Partito radicale (Sellerio), il primo sull’intera storia di questo gruppo di instancabili discepoli del diritto, digiunatori, asceti delle istituzioni: “È sorprendente come ancora oggi, nonostante le divisioni in vari gruppi, la cultura radicale continui a produrre politica: dalla legalizzazione della cannabis al fine vita”.

Scrive che Pannella era andato vicino alla morte già molti anni prima che gli regalasse la maschera che tiene nella sua casa di Monteverde. “Nell’estate del 1959, Marco si tagliò le vene in un albergo della riviera adriatica. Seppi il giorno dopo che aveva tentato il suicidio. In seguito ne ha parlato con altri, mai con me”. Tra la morte tentata e la morte vera, c’è stata la gran parte delle battaglie che hanno combattuto insieme, la più lunga delle quali contro la partitocrazia, alla fine vinta.

Ma ora che i partiti sono così fragili l’Italia sta meglio?

No, affatto.

 

E non se ne sente un po’ responsabile?

Perché dovrei? Noi abbiamo combattuto la degenerazione del regime dei partiti, non la funzione che hanno in un sistema democratico. Dannoso è quando i partiti sono tutt’uno con lo Stato, com’era il partito fascista, di cui la partitocrazia è stata una variante pluralistica: è contro questo sistema che ci siamo schierati.

 

Anti sistema erano anche i primi 5 stelle: qualcosa vi accomuna?

Dal punto di vista politico, non c’è niente di più lontano tra i radicali e i 5 stelle. Dal punto di vista sociale, invece, c’è un’affinità tra la base dei 5 stelle e i radicali. In fondo, i primi 5 stelle erano ambientalisti, volevano l’estensione dei diritti civili, erano anti proibizionisti, come il mondo che rappresentavamo noi.

 

Allora perché non vi siete mai incontrati?

Perché c’è sempre stata una differenza incolmabile sulla concezione della giustizia.

Il giustizialismo.

Sì, ma il giustizialismo non è nato dal nulla. La corruzione in Italia esiste davvero. Il modo in cui è stata combattuta, però, ha peggiorato le cose.

 

Perché?

Perché la corruzione non riguarda solo la politica, permea la vita sociale, i rapporti economici. Si è scelto, invece, di colpire soltanto il livello politico del fenomeno, scagliandosi contro il governo della corruzione, mentre essa si è estesa e rafforzata sempre più capillarmente.

 

Vista oggi, però, Tangentopoli sembrava fatta apposta per darvi ragione.

Per più di vent’anni, abbiamo denunciato il sistema delle spartizioni partitocratiche, da cui la corruzione nasceva. In teoria, Mani Pulite era la certificazione del nostro successo. In pratica, avremmo dovuto rinunciare completamente alle nostre idee del diritto per cavalcare l’inchiesta giudiziaria e uscirne vincitori. Non potevamo farlo. L’abuso della carcerazione preventiva e le pressioni per ottenere le confessioni andavano contro tutto quello in cui credevamo.

 

Questa potrebbe sembrare una spiegazione nobilitante.

Quale sarebbe l’altra?

 

Che anche voi facevate parte del sistema.

Si sbaglia. Quando Craxi disse che non c’era nessuno in parlamento che si poteva alzare e dire che non aveva ricorso a forme di finanziamento irregolare o illegale Pannella prese la parola e spiegò perché noi radicali potevamo dirlo eccome. Mai siamo stati smentiti dai fatti.

 

Eravate voi i puri, non i magistrati?

La purezza non è una categoria politica. I radicali sono una forza minoritaria che ha ragionato però con la logica del governo degli avvenimenti, non con quella dell’opposizione.

 

In questo caso qual è la differenza?

Che a noi non interessava punire. Noi ambivamo a una riforma del sistema e l’indebolimento dei partiti ci sembrò finalmente l’occasione per poterla realizzare. Le cose però andarono diversamente. Anche con gli abusi che conosciamo.

Anche lei è andato in carcere.

Ma il mio arresto è avvenuto anni prima, non c’entra con quella stagione. La mia è stata una scelta politica. Un momento della lotta per l’aborto. Quando arrivai davanti al carcere c’era una marea di giornalisti. Tutti volevano sapere il mio punto di vista. Diverso è finirci dentro contro la propria volontà, con tutta l’opinione pubblica contro, privato della libertà prima di potersi difendere nel giudizio, come avvenne in molti casi durante Mani Pulite con la carcerazione preventiva.

 

Ha ancora da dire qualcosa, oggi, quella storia?

Certo che lo ha. Il giustizialismo rimane un alimento fondamentale della politica italiana. Tanto che il Movimento 5 stelle ne è ancora del tutto subordinato ideologicamente.

 

Anche ora che dialoga con il Pd?

Dialogo non significa solo parlarsi, significa anche scontrarsi quando non si è d’accordo. Sarei cieco se non vedessi le aperture sui diritti civili, ma indubbiamente il giustizialismo è un buco nero dei 5 stelle. Questione che Enrico Letta non affronta mai con decisione.

 

Perché c’è una contiguità culturale?

No. Il partito comunista di Togliatti era il partito più garantista d’Italia. La protezione della legge era fondamentale per tutelare le classi che il Pci rappresentava politicamente. È successivamente che la sinistra si è illusa di poter fare la rivoluzione per via giudiziaria. Una scorciatoia che non le è servita a molto.

 

Perché ha pronunciato così la parola “rivoluzione”: ne diffida?

Abbastanza. Perché ogni rivoluzione tende a distruggere, insieme al male, anche il poco di buono che c’è, anziché proporsi di estenderlo e allargarlo.

 

Oggi nessuno vuole fare la rivoluzione.

Infatti la nuova peste è il populismo: un attacco totale e inedito alla democrazia. Sbagliato sarebbe credere che Salvini, Meloni e Grillo siano simili a Bossi e Berlusconi: sono invece l’espressione finale del vuoto su cui poggia la democrazia incompiuta italiana.

 

Populismo non è diventata un’espressione troppo generica?

Dipende come la si usa. Dal mio punto di vista populisti sono coloro che, quando una crisi di sistema si manifesta, anziché offrire un’alternativa offrono una scorciatoia.

 

Potrebbe dialogare con loro?

Da non violento ho imparato che si può dialogare con tutti. Ciò non significa che gli nasconderei ciò che ne penso.

 

Davvero non ha mai dato un pugno?

Forse quando ero a scuola. In politica, mai. Nemmeno negli anni settanta.

 

E ne ha presi?

Una volta si alzarono i toni con un fascista romano che si chiamava Signorelli. Mi sferrò un pugno in faccia. Aveva al dito un anello sporgente per fare ancora più male quando colpiva. Lo incassai rimanendo immobile. Non se l’aspettava. Si fermò anche lui. Disarmato.

 

Cos’ha imparato del potere?

Che ha bisogno della legge, altrimenti ha la propensione ad eccedere e spingersi oltre.

 

Cosa ha spinto Pannella a tentare il suicidio?

Non l’ho mai capito.

 

È un gesto che contraddice totalmente la sua vitalità.

Già.

Avrà cercato di darsi una spiegazione.

Certo che ci ho provato. Ma ho capito solo che per quanto splendente sia nessun uomo può dirsi al riparo dall’ombra della propria oscurità.

 

HUFFINGTON POST, 25 DICEMBRE 2021
https://www.huffingtonpost.it/entry/lenergia-politica-inesauribile-dei-radicali_it_61c57245e4b0bb04a62f1638/

 

 

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