DIZZY GILLESPIE STAN GETZ / Diz and Gets – ( 1953 )— SIBONEY + CONNIE FRANCIS – 1960 + LOS PANCHOS ( 1946 ) +++ BUEL JAMES W. ( 1849 -1920 ), disegnatore +++ altro in fondo

 

 

*** vi consiglierei di saltare la parte musicale e guardare il resto, soprattutto le 55 grotte in fondo che faremo..

 

 

” Siboney “, è una canzone del 1927 del compositore cubano Ernesto Lecuona. Secondo quanto riferito, il testo è stato scritto da Lecuona mentre era lontano da Cuba e parla della nostalgia di casa che stava vivendo. 

 

 Il termine ” Siboney ” si riferisce a una delle tribù indigene che abitavano Cuba prima dell’arrivo dei coloni spagnoli e funge da simbolo per l’isola.

 

Siboney è sia il nome di un villaggio costiero nella Cuba orientale sia di un quartiere nel quartiere Playa dell’Avana.

Questa canzone è stata utilizzata in vari film.

https://en.wikipedia.org/wiki/Siboney_(song)

 

 

 

TESTO IN SPAGNOLO:

 

Siboney, yo te quiero,
yo me muero por tu amor.
Siboney, en tu boca
la miel puso su dulzor.
Ven aquí que te quiero
y que todo tesoro
eres tú para mí.
Siboney, al arrullo de la palma
pienso en ti.
Siboney de mi sueño,
si no oyes la queja de mi voz,
Siboney, si no vienes
me moriré de amor.
Siboney de mi sueños,
te espero con ansia en mi caney
Siboney, io ti voglio,
io muoio per il tuo amore.
Siboney, sulla tua bocca
il miele ha messo la sua dolcezza.
Vieni qui, perché ti voglio
e ogni tesoro
sei tu per me.
Siboney, al fruscio della palma
penso a te.
Siboney dei miei sogni,
se non ascolti il lamento della mia voce,
Siboney, se non vieni
morirò d’amore.
Siboney dei miei sogni,
ti aspetto con ansia nella mia capanna (caney).

TESTO E TRADUZIONER DA:  Overview dell’AIGOOGLE

 

LOS PANCHOS

 

 

La spiaggia di Siboney a Cuba:

 

Siboney è un villaggio cubano situato nella parte orientale della città di Santiago de Cuba e appartenente al suo comune.

 

 

da : https://www.viaggiarecuba.com/siboney-santiago-de-cuba

 

 

BUEL JAMES W. DISEGNATORE — 1849 – 1920

 

James William Buel (1849-1920) è stato un giornalista e scrittore dell’Illinois che ha scritto numerose storie e opere informative ambientate nell’Africa misteriosa o nel selvaggio West, insieme ad altre, come quella che ha catturato maggiormente il nostro interesse: Tierra y Mar, pubblicato a Filadelfia nel 1887 e che l’autore presenta in prima pagina come ” Le cose meravigliose e curiose della natura esistenti prima e dopo il diluvio “. Tra le sue 300 incisioni, quelle che ci piacciono di più sono gli antidiluviani, ovviamente.. vedi sotto

 

 

 

L’esercito americano arriva a Siboney – 1898

 

Buel, James W. (James William), 1849-1920 –

https://www.flickr.com/photos/internetarchivebookimages/

 

 

QUALCHE ALTRA IMMAGINE DELLO STESSO DISEGNATORE  BUEL JAMES W.

 

 

File:I banditi di confine - una storia autentica ed emozionante dei famosi fuorilegge Jesse e Frank James e delle loro bande di briganti - compilata solo da fonti affidabili e contenente i fatti più recenti (14782728072).jpg

 

I banditi di confine – una storia autentica ed emozionante dei noti fuorilegge, Jesse e Frank James- 1881 —Illustrazione del libro

 

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:The_border_bandits_-_an_authentic_and_thrilling_history_of_the_noted_outlaws,_Jesse_and_Frank_James,_and_their_bands_of_highwaymen_-_compiled_from_reliable_sources_only_and_containing_the_latest_facts_%2814782728072%29.jpg

 

 

 I  MOSTRI  DI :::

 

James W. Buel, Mare e terra, 1849-1920.
un altro grandissimo a noi sconosciuto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fin qui : IMMAGINI DA : https://magictransistor.tumblr.com/post/121691102886/j-w-buel-arbre-carnivore-ya-te-veo-land-and

 

 

 

 

 

 

MOSTRI DELLE PIANURE DEL KANSAS

 

 

TELEOSAURO

 

ULTIME IMMAGINI E LO SCRITTO ALL’INIZIO :

http://koprolitos.blogspot.com/2017/07/james-william-buel-tierra-y-mar.html

 

 

 

 

 

 

per chi volesse dare un’occhiata alla storia di Cuba che inizia con due tribù indios
i Siboney ( o Ciboney ) arrivarono nelle Antille intorno al 2500 a. C.; in seguito arrivò un altro gruppo tribale, i Tainos, con una cultura più avanzata , che spinsero i Siboney verso la parte occidentale dell’isola, nella regione della Pinar del Rio.

Durante la colonizzazione spagnola iniziata nel 1510, gli indigeni subirono violenze e malattie, venendo quasi interamente sterminati in pochi decenni.

da :  Overview dell’ AI – Google che dà questi link:

La Storia di Cuba

 

 

Wikipedia Ciboney

https://it.wikipedia.org/wiki/Ciboney che pubblica:

questa pictografia– neanche a dirlo, che – a noi – pare modernissima !
Bridge Cave, El Pomier.
Espeleogrupo

*** le cuevas del Pomier si trovano, sempre nelle Antille, ma nella Repubblica Dominicana, nella provincia de  San Cristòbal,  30 km. a ovest della capitale San Domingo- Sono  55 grotte, chiamate ” la capitale storica dei Caraibi “– dove andremo pian pianino in seguito.

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video, 1h 31 min. -IL FATTO QUOTIDIANO – ” ALLA VERSILIANA ” : ALESSANDRO BARBERO E MARCO TRAVAGLIO

 

 

 

 

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Ivanna Speranza – un appassionato tango di Ángel Gregorio Villoldo Arroyo – 1903. —+ Julio Iglesias ( film ) + testo e traduzione di Ermanno Tassi

 

 

** Ivanna consiglio di apprezzarla a volume alto

 

musica  di Angel Gregorio Villoldo Arroyo
–  Testo di Enrique Santos Discépolo

 

 

JULIO IGLESIAS– DA UN FILM     * guardate il culetto della protagonista

 

testo e traduzione di Ermanno Tassi

DA:

https://www.riflessioni.it/testi_canzoni/el-choclo-julio-iglesias.htm

 

 di Ermanno Tassi

 

El Choclo –

 

 

Testo della canzone (lingua originale)

 

El Choclo

 

Con este tango que es burlón y compadrito
se ató dos alas la ambición de mi suburbio
con este tango nació el tango, y como un grito
salió del sórdido barrial buscando el cielo

conjuro extraño de un amor hecho cadencia
que abrió caminos sin más ley que la esperanza,
mezcla de rabia, de dolor, de fe, de ausencia
llorando en la inocencia de un ritmo juguetón.
Por tu milagro de notas agoreras
nacieron, sin pensarlo, las paicas y las grelas,
luna de charcos, canyengue en las caderas
y un ansia fiera en la manera de querer.
Al evocarte, tango querido,
siento que tiemblan las baldosas de un bailongo
y oigo el rezongo de mi pasado.
Hoy, que no tengo más a mi madre,
siento que llega en punta ‘e pie para besarme
cuando tu canto nace al son de un bandoneón.
Carancanfunfa se hizo al mar con tu bandera
y en un pernó mezcló a París con Puente Alsina.
Triste compadre del gavión y de la mina
y hasta comadre del bacán y la pebeta.
Por vos shusheta, cana, reo y mishiadura
se hicieron voces al nacer con tu destino.
Misa de faldas, querosén, tajo y cuchillo,
que ardió en los conventillos y ardió en mi corazón.

Tango querido, tango argentino
siento que tiemblan las baldosas de un bailongo
y oigo el rezongo de mi pasado
Tango querido, tango argentino
siento que llega en punta ‘e pie para besarme
cuando tu canto nace al son de un bandoneón.

 

Testo della canzone (Traduzione in italiano)

Traduzione a cura di Ermanno Tassi

 

La Pannocchia

 

Con questo tango che è mattacchione e biricchino
l’ambizione del mio quartiere di periferia si mise le ali
con questo tango è nato il tango, e come un grido
uscì dal sordido quartiere guadagnando il cielo
incantesimo bizzarro di un amor fatto di ritmo
che apri la strada senza più luce se non la speranza
mista di rabbia, di dolore, di fede, di vuoto
piangendo nella innocenza di un ritmo giocoso.
A causa del tuo miracolo dalle note divinatorie
sono nate, di punto in bianco, le paicas e le grelas(1)
la luna che si riflette nelle pozzanghere,  l’ancheggiare al ritmo
e un desiderio selvaggio nel modo di amare.
Ad evocarti, amato tango
sento che le piastrelle di una balera tremano
e mi torna alla mente il mio passato.
Oggi,  che non c’è più mia madre
sento che arriva in punta di piedi per baciarmi
quando il tuo canto nasce al suon di un organetto.
Il tango sincopato ha preso il mare con la tua bandiera
E in un Pernod mescolò Parigi a Ponte Alsina.
Triste compare del casanova e della donna
e perfino comare del signorotto e  la giovinetta.
Per te shusheta(2), cana(3), reo(4) e mishiadura(5)
divennero termini nati seguendo la tua sorte.
Insieme di gonne, lumi a petrolio, coltelli alla mano;
che fervevano nei caseggiati poveri e nel mio cuore.
Amato tango, tango argentino
sento che le piastrelle di una balera tremano
e mi torna alla mente il mio passato.
Amato tango, tango argentino
sento che arriva in punta di piedi per baciarmi
quando il tuo canto nasce al suon di un organetto.

 

 

 

NOTE

Famosissimo tango argentino che nel tempo ha subito variazioni nel testo. Qui presentiamo la versione di Discépolo. Il testo originale parla della pannochia (choclo), che si potrebbe intendere col doppio senso di fallo.  Mentre questa versione (il titolo è rimasto invariato) è un inno al tango argentino, ci sono molti termini gergali tipici dei bassifondi  e bordelli di Buenos Ayres dove è nato il tango, il gergo prende il nome di lunfardo. All’inizio questo ballo non era gradito al ceto medio-alto, che lo considerava adatto solo al ceto basso, popolare al massimo.

1) Paica, grela = lunfardo per donna, ragazza
2) Shusheta = lunfardo che significa delatore, dandy, damerino
3) Cana = lunfardo per polizia
4) Reo = lunfardo per vagabondo, perdigiorno, fanullone, poveraccio
5) Mishiadura = lunfardo per  povertà

 

altro dal link sopra che ovviamente lasciamo

 

 

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Bolzano, 12 settembre 2026 – 21. 17 – Hohm, il falco di AfD in Alto Adige, ‘il Sudtirolo non è Italia’, al congresso del partito di Eva Klotz. A Termeno la contro-protesta. + altro

 

 

 

12 settembre 2026 – 21. 17

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/09/12/il-falco-di-afd-in-alto-adige-il-sudtirolo-non-e-italia_bd65de5e-dfdb-45b6-81f5-87be0055fb10.html

 

Il falco di AfD in Alto Adige, ‘il Sudtirolo non è Italia’.

Il leader partecipa al congresso del partito di Eva Klotz. A Termeno la contro-protesta

BOLZANO, 12 settembre 2026, 21:17

Redazione ANSA

ANSACheck

 Il falco di AfD in Alto Adige, ‘il Sudtirolo non è Italia ‘ -slogan : ” No di nuovo qui ! – Non a noi ! “

“Il Sudtirolo non è Italia”, il noto slogan del partito secessionista Süd-Tiroler Freiheit è risuonato a Termeno, piccolo paese dell’Alto Adige, durante il congresso del movimento giovanile della formazione fondata da Eva Klotz, a cui ha partecipato anche Jean Pascal Hohm, leader del gruppo ‘Generation Deutschland’, dell’AfD.

“Si percepisce anche solo camminando per le vie dei paesi”, ha aggiunto Hohm, che ha citato il motto della StF nel corso dell’evento che nei giorni scorsi aveva suscitato non poche polemiche.

Un congresso che nella sala civica di Termeno è stato aperto ai media di lingua italiana e tedesca per rivendicarne la “trasparenza e democraticità”, hanno spiegato gli organizzatori.

A dirlo è lo stesso esponente dell’AfD, “è qualcosa di profondamente democratico tenere un’assemblea. Ma è ugualmente democratico protestare contro di essa”. Lo afferma sapendo che a poco meno di un chilometro più in là ad andare in scena è una manifestazione di protesta organizzata dal corteo ‘Hohm go Home‘ che riunisce una trentina di associazioni antifasciste del territorio: circa trecento persone giunte nel piccolo paesino per denunciare come “fascismo e nazismo stiano tornando ad essere realtà sempre più vicine”.

Nel frattempo, all’interno del convegno aperto dall’intervento della co-fondatrice di StF ( Süd-Tiroler Freiheit = libertà ), Eva Klotz, a tenere banco sono i concetti chiave di ‘Patria, identità e difesa del popolo’. A fare da esempio emblematico, secondo Hohm, è proprio il territorio sudtirolese con la sua “gente che lotta per la propria identità, la propria cultura e la propria autodeterminazione”.

Un intreccio ben riuscito tra le agende dei due partiti di estrema destra, la Süd-Tiroler Freiheit che continua a “difendere popolo e identità” e la AfD che invece “difende il popolo nativo tedesco dalla minaccia delle politiche migratorie”. Un’intesa transfrontaliera, un ‘gemellaggio’ italo-tedesco, che affonda le radici su valori condivisi, come sottolineato dal consigliere provinciale di StF Sven Knoll: “I principali interlocutori dei partner politici in Austria e Germania dobbiamo essere noi, di certo non lasceremo questo ruolo alla destra italiana. La storia ci ha già insegnato cosa succede quando sono gli altri a decidere per noi”.

 

******

 

 

QUALCHE FOTO DI TERMENO IN ALTO ADIG ( dove torneremo per fare altre foto)

SULLA STRADA DEL VINO 

Termeno sotto la neve
foto da Alto Adige

 

 

Strada del vino in Alto Adige

 

 

 

Kellerei  Tramin

 

 

Termeno, sulla strada dei vini

 

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IL MISTERIOSO ” MAESTRO DI ISACCO ” ( fine sec. XIII ) NELLA CHIESA SUPERIORE DI SAN FRANCESCO AD ASSISI + al fondo il concerto per violino di Beethoven

 

 

*** se volete, al fondo il concerto per violino di Beethoven

 

Le “Storie di Isacco” ci mostrano qualcosa che fino a quel momento nella storia della pittura italiana non si era mai visto; per dirlo con le parole di Angiola Maria Romanini “con le Storie di Isacco la pittura occidentale recupera lo spazio abitabile, perduto con la fine dell’arte classica”. Infatti ciò che distingue le due scene dipinte dall’anonimo artista è il modo che ha di rendere lo spazio di un interno in cui la tridimensionalità dell’impianto architettonico sostituisce la bidimensionalità, caratteristica della pittura della fine del Duecento.

 

Il dittico, detto anche Storie di Isacco, si trova all’inizio della Basilica Superiore, sulla destra, e riguarda l’episodio biblico di Giacobbe ed Esaù. La storia è piuttosto nota: il patriarca Isacco, ormai sul letto di morte, deve dare la benedizione al primogenito Esaù, che così diverrebbe il suo successore. Ma sua moglie, Rebecca, ordisce un intrigo per far benedire il secondogenito, Giacobbe.

 

 

Isacco benedice Giacobbe

La Benedizione di Isacco a Giacobbe è un affresco (300×300 cm) attribuito al Maestro di Isacco, databile al 12911295 circa e situato nella fascia superiore della parete destra della Basilica superiore di Assisi.

 

da:

https://it.wikipedia.org/wiki/Benedizione_di_Isacco_a_Giacobbe#:~:text=La%20Benedizione%20di%20Isacco%20a,della%20Basilica%20superiore%20di%20Assisi.

 

 

 

Maestro d’Isacco – Web Gallery of Art:   Immagine  Info about artwork —
dettaglio –Rebecca e Giacobbe al capezzale di Isacco

 

 

 

Esaù respinto da Isacco è un affresco (300×300 cm) attribuito al Maestro di Isacco, databile al 12911295 circa e situato nella fascia superiore della parete destra della Basilica superiore di Assisi.

 

da :
https://it.wikipedia.org/wiki/Esa%C3%B9_respinto_da_Isacco

 

 

 

dettaglio —

 

conclusione provvisoria da Treccani:
https://www.treccani.it/enciclopedia/maestro-di-isacco_(Enciclopedia-dell’-Arte-Medievale)/

Le due scene mostrano elementi di tale novità, sia nella concezione prospettica dello spazio in cui si svolge l’evento sia nella resa monumentale dei personaggi, da creare uno stacco nettissimo rispetto non solo a quanto dipinto precedentemente sui muri della basilica superiore, ma anche a quanto segue lungo la parete destra, cioè le Storie di Giuseppe (v. Assisi). Belting (1977), sottolineando tali novità e diversità rispetto alle restanti parti della decorazione, giunge alla conclusione che il M. di Isacco non può essere identificato con Giotto.

 

**************************************

 

 

L’ultima immagine è capitata qui per caso, forse si è confuso il Maestro di Isacco con il Maestro del Pozzo di Bologna, ma la lascio perché mi sembra bellissima,

 

 

Giuseppe calato nel pozzo (1330-1375 circa), attribuito a un anonimo bolognese o al Maestro del Pozzo, proveniente dalla chiesa di Santa Maria di Mezzaratta e conservato presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna.

 

 immagine da :
Giuseppe calato nel pozzo (1330-1375 circa), attribuito a un anonimo bolognese o al Maestro del Pozzo, proveniente dalla chiesa di Santa Maria di Mezzaratta e conservato presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna.

 

testo da : Overview AI – Google 

 

 

se volete sentire e vedere una cosa bella insieme:

 

Itzhak Perlman – Beethoven: Concerto per violino (con Daniel Barenboim / giovanissimo, Berliner Philharmoniker)– 1992

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due video + Yuval Abraham, Rachel Szor ( registi di NAZA )– Il crimine collettivo, dal vertice alla base. Il genocidio dei palestinesi è un atto premeditato e intenzionale di cui i soldati sanno tutto – IL MANIFESTO – 11 settembre 2026

 

 

QN ( Quotidiano Nazionale ) – video 1.38

 

 

 

 

LA REPUBBLICA — video 6.47

 

Intervista di Arianna Finos. Montaggio di Rocco Giurato

IL MANIFESTO – 11 settembre 2026

Il crimine collettivo, dal vertice alla base

 

 

 

I registi Rachel Szor e Yuval Abraha a Venezia – LaPresse

 

 

Nel corso degli ultimi tre anni, sui tetti di Tel Aviv, abbiamo condotto interviste notturne a 24 soldati israeliani che hanno avuto un ruolo attivo nell’offensiva di Israele contro Gaza. Per la maggior parte ufficiali dell’intelligence, che lavoravano davanti a degli schermi e partecipavano a distanza all’uccisione di massa dei palestinesi.

 

Le loro testimonianze costituiscono la base di NAZA, un nuovo documentario – prodotto dal Guardian e da James Wilson e con Jonathan Glazer come produttore esecutivo – che abbiamo diretto e presentato alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

 

ABBIAMO INTERVISTATO questi soldati non perché fosse l’unico modo per conoscere ciò che Israele ha fatto a Gaza. Chiunque abbia visto la devastazione nella Striscia, ascoltato gli abitanti di Gaza o semplicemente preso sul serio le parole dei leader israeliani avrebbe dovuto riconoscere questa verità già anni fa.

 

Questo film è stato realizzato per una semplice ragione: eravamo consapevoli che le testimonianze di ufficiali e soldati dell’esercito che ha annientato Gaza – coloro che hanno condotto la sorveglianza, calcolato quante persone innocenti avrebbero probabilmente perso la vita in ciascuna abitazione e dato ripetutamente il via libera al bombardamento di intere famiglie – avrebbero reso ancora più difficile negare i crimini, una negazione che costituisce una parte di ciò che permette il perpetuarsi di tali crimini ancora oggi.

 

Questo è un film su un sistema: si concentra sugli ordini, sulle politiche e sui modelli operativi, non sulle deviazioni da essi. La conclusione che traiamo dalle testimonianze è chiara: l’uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza non è stata un «tragico effetto collaterale» di una guerra contro Hamas, come viene comunemente rappresentato in Israele, bensì un atto premeditato, calcolato e intenzionale.

 

È per questo che una commissione dell’Onu, le principali organizzazioni per i diritti umani del mondo, studiosi palestinesi, israeliani e internazionali lo hanno descritto come un genocidio.

 

Il titolo del film, NAZA, acronimo ebraico di «danno collaterale», è una critica al modo in cui Israele rappresenta l’uccisione dei civili, occultando sia la conoscenza preventiva del numero di persone che con ogni probabilità verranno uccise in ciascun attacco, sia l’intento distruttivo che ha accompagnato la campagna militare fin dall’inizio.

 

UNO DEGLI UFFICIALI che abbiamo intervistato racconta di essere stato pienamente consapevole, in tempo reale, di centinaia di casi in cui le famiglie conducevano normalmente la propria vita – un uomo che parlava con la moglie, il suono di un programma televisivo, una preghiera, un bambino che piangeva – fin quando lui non ha dato l’autorizzazione a bombardarli. Quando gli è stato chiesto perché, ha spiegato: «Capisci che l’obiettivo è distruggere».

 

Vista in quest’ottica, la presenza in una determinata casa di una persona che Israele considera un obiettivo da eliminare diventa una questione «collaterale»; anzi, in molti casi, è stato rivelato che l’obiettivo non fosse neppure presente. L’uccisione stessa era il punto.

 

I soldati che compaiono nel film hanno tutti accettato di parlare a condizione che le loro identità venissero accuratamente celate, per paura della ritorsione di Israele per aver fatto emergere informazioni compromettenti. Alcune delle loro testimonianze erano così urgenti e sconvolgenti che le abbiamo pubblicate quasi immediatamente in una serie di inchieste investigative per +972 MagazineLocal Call e The Guardian (qui sul manifesto del 5 aprile 2024).

 

La maggior parte dei soldati che abbiamo intervistato appartiene a quella che viene comunemente definita l’élite socioeconomica israeliana e ha prestato servizio principalmente in prestigiose unità dell’intelligence.

 

Alcuni erano consapevoli di aver preso parte a gravi crimini e speravano che parlare apertamente avrebbe contribuito a penetrare i muri della negazione e della giustificazione, costringendo l’opinione pubblica israeliana a confrontarsi con ciò che, anche in suo nome, l’esercito era stato mandato a fare. Altri hanno accettato di parlare solo dopo mesi di riflessione: per senso di colpa, vergogna o persino orgoglio per quelli che consideravano i propri successi professionali.

 

IL NOSTRO FILM, per una scelta deliberata, non si sofferma sulle loro motivazioni.

L’interesse principale è l’uccisione in sé e ciò che la rende possibile. Dedicare troppo spazio alle convinzioni morali e politiche delle nostre fonti avrebbe rischiato di spostare il centro dell’attenzione lontano dalle vittime. Rischio che non volevamo correre.

 

Concedere l’anonimato a persone che, secondo le loro stesse dichiarazioni, hanno preso parte a crimini orribili non è una decisione presa alla leggera. Ma, considerata la continua perpetrazione di questi crimini, abbiamo ritenuto di avere l’obbligo di rendere pubblici i loro racconti, nella speranza che potessero contribuire agli sforzi per porre fine all’offensiva.

 

Le testimonianze dei soldati chiamano in causa anche un sistema molto più ampio, del quale i vertici politici e militari di Israele portano la responsabilità ultima. Ci auguriamo che il film possa contribuire a ottenere l’accertamento delle responsabilità per i gravi crimini commessi da Israele e la giustizia per le loro vittime.

 

Ma il film non è soltanto una raccolta di testimonianze di soldati. Abbiamo anche rivolto l’obiettivo della macchina da presa verso Tel Aviv e i suoi abitanti durante la notte, interrogando la città nella quale, come una bolla, la vita quotidiana continua mentre i palestinesi vengono massacrati a soli 60 chilometri di distanza.

 

Attraverso il nostro sguardo sulla città dalla quale viene gestita la guerra contro Gaza, abbiamo cercato di osservare i meccanismi del conformismo che rendono possibile un’indifferenza così diffusa.

 

NEL FARLO, ci siamo ritrovati a porci domande che si poneva la generazione dei nostri nonni, domande che le persone in tutto il mondo si sono poste dopo aver appreso di atrocità e genocidi avvenuti altrove: come può un gruppo di esseri umani acconsentire alla completa disumanizzazione di un altro gruppo? E che aspetto ha un sistema genocidario visto dall’interno?

 

Negli anni a venire – forse in un’era post-Netanyahu, se mai un’epoca simile arriverà – alcune parti del campo liberale israeliano potrebbero cercare di prendere le distanze dai crimini commessi a Gaza, attribuendoli al governo di estrema destra. Sebbene questo governo porti la responsabilità principale per l’uccisione di più di 73mila persone, per la maggior parte civili, sulla scia dei criminali massacri compiuti da Hamas il 7 ottobre.

Una parte significativa di queste uccisioni è stata compiuta da soldati provenienti dal cuore stesso del campo liberale israeliano: ufficiali dell’intelligence e dell’Aeronautica che prestavano servizio nelle unità più prestigiose dell’esercito.

 

I piloti dell’Aeronautica potrebbero sostenere di essersi limitati a seguire gli ordini, di aver ricevuto un insieme di coordinate, sganciato la bomba ed essere tornati alla base senza sapere che cosa avessero colpito. I soldati di fanteria si difenderanno dicendo che non sempre sapevano chi stavano colpendo, in parte a causa della nebbia della guerra. Per quanto discutibili possano essere queste difese, non può esserci alcun dubbio su ciò che sapeva il personale dell’intelligence.

 

VEDEVANO con i propri occhi e sentivano con le proprie orecchie che le case che stavano «incriminando» erano piene di famiglie. Sapevano che le vaste quantità di «autorizzazioni NAZA» non erano collegate ad alcun obiettivo di significativo valore militare. Eppure svolgevano il loro ruolo nella macchina della morte, senza nessun atto di rifiuto o di resistenza.

 

Il film mostra come appare un sistema di uccisione quando si fonda sull’idea che «a Gaza non ci sono innocenti» o, come si potrebbe esprimere nel linguaggio dell’intelligence, «a Gaza non esiste la NAZA ( = danno collaterale )».

 

In quanto tale, il film probabilmente minerà le posizioni dei negazionisti, di coloro che seminano dubbi e di quanti si sentono ancora a proprio agio nel vivere nella zona grigia tra il sapere e il non sapere ciò che sta accadendo a 60 chilometri a sud di Tel Aviv.

 

Il film, presentato a Venezia, arriverà presto a New York, prima di essere distribuito in tutto il mondo. Ma è anche rivolto verso l’interno, alla società israeliana. È stato girato interamente di notte, riflettendo la profonda oscurità nella quale è stato creato e nella quale viviamo. Ma senza un confronto onesto con ciò che è accaduto nell’oscurità, nessuno di noi sarà in grado di vedere la luce.

Articolo originariamente apparso sulla rivista israeliano-palestinese +972mag

Paolo Giordano on X: "Quasi tutti i media esaltano May El-Toukhy come unica regista donna in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con Woman Unknown. In realtà c'è anche Rachel Szor
2.
Rachel Szor (Gerusalemme1994 ) è una registasceneggiatrice e direttrice della fotografia israeliana, vincitrice del Premio Oscar al miglior documentario per No Other Land.
Rachel Szor ha debuttato come regista con il documentario No Other Land, co-diretto con Basel AdraYuval Abraham e Hamdan Ballal, presentato in anteprima al Festival di Berlino 2024. Grazie a questo lavoro, ha vinto il Premio Oscar al miglior documentario
da
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Jsarema Zafferini Facebook / link sotto. Un magnifico manifesto politico di cui ringraziamo Jsa ! + Alfredo Facchini

 

 

 

link Facebook di

JSAREMA ZAFFERINI

 

 

 

 

Immagine

dal Facebook di ALFREDO FACCHINI- link

 

un commento fondamentale dice:

Non basta sanzionare i coloni , ma il governo intero d’Israele “
di

Rosita Fac Facebook  

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video, 19. 41 — LIMESONLINE — Caracciolo a Mappa Mundi: Cuba, patria e Morte. Trump vuole prendere l’isola per fame

 

 

 

 

 

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IL FATTO QUOTIDIANO ” IN SCENA ” : 9 settembre 2026 — alla Versiliana gli spettacoli di Tomaso Montanari, Andrea Scanzi e Luca Sommi

 

 

Luca Sommi- inizia

Andrea Scanzi – 42.oo min. ca

Tomaso Montanari –  1h 30 min. ca

 

 

 

segue da:

Festa del Fatto Quotidiano : in Versiliana dal 9 al 13 settembre 2026

 

 

 

Il grande ritorno:
la Festa del Fatto Quotidiano torna in Versiliana dal 9 al 13 settembre 2026

scopri il programma completo, i dettagli per la partecipazione e tutti gli aggiornamenti a questo link: 

https://www.ilfattoquotidiano.it/tag/festa-del-fatto-quotidiano/

 

 

 

da : Toscana libri.it
https://www.toscanalibri.it/notizia/il-grande-ritorno-la-festa-del-fatto-quotidiano-torna-nella-tradizionale-cornice-del-parco-della-versiliana/

 

Pietrasanta: la guida completa

Marina di Pietrasanta da: https://www.paesionline.it/italia/guida-pietrasanta

 

 

È ufficiale: la Festa del Fatto Quotidiano torna alle origini. Dal 9 al 13 settembre, la storica kermesse del giornale si terrà nuovamente nella splendida e tradizionale cornice del Parco della Versiliana, a Marina di Pietrasanta (Lucca), segnando un atteso ritorno dopo molti anni dall’ultima edizione in terra versiliese, con il Patrocinio del Comune di Pietrasanta.

Così il sindaco Alberto Stefano Giovannetti“È con grande piacere che la nostra città torna ad accogliere la Festa del Fatto Quotidiano. Pietrasanta è, per vocazione naturale, un crocevia di saperi, esperienze e idee in continuo movimento e la Versiliana è il cuore pulsante di questo confronto, reso sempre all’insegna del rispetto e dell’apprendimento reciproci. Al di là del profondo valore culturale e democratico che una manifestazione di questo tipo porta con sé, l’evento rappresenta anche un’occasione di qualità per dare ulteriore impulso al turismo della Versilia e all’indotto economico del territorio. Voglio quindi ringraziare la Direzione del giornale e la Società Editoriale il Fatto per aver creduto in questo ‘ritorno a casa’ e la presidente della Fondazione Versiliana per la consueta disponibilità e prontezza a cogliere sinergie capaci di arricchire l’offerta culturale di Pietrasanta”. 

Cinzia Monteverdi, presidente e amministratore delegato di SEIF“Tornare in Versiliana significa non solo ricordare le origini e la storia del nostro giornale ma anche rinnovare il rapporto di collaborazione con la Fondazione Versiliana. A questo proposito ringrazio la presidente della Fondazione Paola Rovellini per aver accolto con entusiasmo il nostro ritorno. La scelta della Versiliana non è casuale, ma rappresenta il ricongiungimento con il luogo che ha visto nascere e crescere lo spirito originario della festa: uno spazio aperto di confronto libero, informazione senza sconti e intrattenimento” 

Paola Rovellini, presidente della Fondazione Versiliana, a sua volta commenta: “Siamo davvero felici che la Festa del Fatto Quotidiano torni nei nostri spazi. Ringrazio Cinzia Monteverdi, con la quale l’intesa è stata immediata e massima: abbiamo accolto fin da subito e con grande entusiasmo di tutti – consiglio e staff- l’idea di riportare qui questa importante manifestazione. La Versiliana è la sua collocazione naturale, un luogo dove informazione, cultura, spettacolo e confronto trovano da sempre uno spazio privilegiato. Siamo certi che sarà una grande festa per il pubblico e per tutto il territorio”.

Il grande ritorno:
la Festa del Fatto Quotidiano torna in Versiliana dal 9 al 13 settembre 2026

Dopo diversi anni festeggiati a Roma, la nostra storica manifestazione annuale si riappropria del prestigioso palco di Marina di Pietrasanta

Cinque giorni di dibattiti, politica, cultura, satira e spettacolo, in un momento cruciale per l’analisi dell’attualità italiana e internazionale

Presentano la Festa Silvia D’Onghia e David Perluigi

 

MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE

Per la giornata di mercoledì, in caso di pioggia, gli incontri saranno spostati all’Area Caffè all’interno del Parco della Versiliana

18.00. Teatro
“Il futuro non si arma, si insegna. Scuola: la nostra battaglia”
Flashmob in collaborazione con la Scuola del Fatto

Contributi di artisti, intellettuali, insegnanti, associazioni e i giornalisti del Fatto

Intervento del Premio Nobel Giorgio Parisi e di Tomaso Montanari
con Simone Ceriotti Virginia della Sala

19.30 Area Spotlight – Aperitivo in musica a cura di Loft Produzioni
Pietro Calabrese

19.30. Teatro
“Restiamo umani”
Cinzia Monteverdi (Fondazione il Fatto Quotidiano), Davide Musardo e Laura Perrotta (Medici Senza Frontiere), Damiano Rizzi (Soleterre)
con Martina Castigliani

21.00. Teatro
☆ “Il Fatto in scena”
Tomaso Montanari, Andrea Scanzi, Luca Sommi
Monologhi a cura di Loft Produzioni*

*Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE

18.00. Teatro
“L’università nell’era dell’AI”
Giulio Deangeli, Peter Gomez, Miriam Mirolla, Cinzia Monteverdi e Fabio Vaccarono (Presidente Esecutivo Multiversity)
con Patrizia De Rubertis e Ferruccio Sansa

19.00Teatro
Emmanuel Carrère
con Maddalena Oliva e Marco Travaglio

19.30. Area Spotlight – Aperitivo in musica a cura di Loft Produzioni
Travis + Sebki e Okin

21.00. Teatro
☆ Francesco De Carlo*
Spettacolo “Limbo”
Opening Act: Francesco Picchio

*Prevendite su Ticketone

 

VENERDÌ 11 SETTEMBRE

16.00. Teatro
Presentazione del libro
“La repubblica delle mazzette”
di Vincenzo Bisbiglia e Marco Grasso
con Mario Portanova

17.00. Teatro
“C’è chi può e chi non può: come superare le diseguaglianze”
Lucio Baccaro, Emanuele Felice, Stefano Patuanelli, Chiara Saraceno
con Ettore Boffano Carlo Di Foggia

18.00. Teatro
Pier Luigi Bersani
Ex segretario Pd
con Fabrizio d’Esposito e Antonio Padellaro

19.00. Teatro
Franco Cardini:
“Terrasanta e dannata”

19.30. Area Spotlight – Aperitivo in musica a cura di Loft Produzioni
Lamar

☆ 21.00. Teatro
Alessandro Barbero*
con Marco Travaglio

22.30. Teatro
Heather Parisi*
“Io, io, io e… voi, senz’altro”
con Nanni Delbecchi e Alessandro Ferrucci

*Ingresso libero fino ad esaurimento posti



SABATO 12 SETTEMBRE

11.00. Teatro
“Riforme, schiforme e Costituzione”
Nino Cartabellotta, Massimo Villone e Roberto Zaccaria
con Wanda Marra e Silvia Truzzi

12.00. Teatro
Orazio Schillaci
Ministro della Salute
con Martina Castigliani e Alessandro Mantovani

15.30. Teatro
Presentazione del libro
“Disinformazione. La manipolazione dell’opinione pubblica nelle democrazie occidentali”
di Alessandro Orsini

16.30. Teatro
“Pane e bombe: l’Europa va alla guerra”
Lucio Caracciolo, Gianandrea Gaiani e Andrea Riccardi
con Giampiero Calapà e Alessia Grossi

17.30Teatro
“Sarò Franco: 5 anni senza (ma con) Battiato”
Dario Aita, Francesco Cattini, Renato De Maria Daniela Ranieri
E gli interventi musicali di Federico Mecozzi
con Andrea Scanzi

19.00. Teatro
Paolo Nori:
“La responsabilità, discorso sulla politica”

19.30 Area Spotlight – Aperitivo in musica a cura di Loft Produzioni
Edoardo Migliorini

20.00. Teatro
L’incursione di Mario Natangelo

☆ 21.00. Teatro
Nicola Gratteri*
Procuratore della Repubblica di Napoli
con Marco Lillo e Valeria Pacelli

*Ingresso libero fino ad esaurimento posti

DOMENICA 13 SETTEMBRE

11.00. Teatro
“Il berlusconismo senza Berlusconi”
Pino Corrias, Massimo Fini e Paola Zanca
con Gianni Barbacetto e Giacomo Salvini

12.00. Teatro
Giuseppe Conte
Presidente M5S
con Luca De Carolis e Peter Gomez

15.00. Teatro
Presentazione del libro
“Ma come parli?! Manuale di resistenza al linguaggio dei politici”
di Daniela Ranieri
con Luca Sommi

16.00. Teatro
Sigfrido Ranucci
con Ilaria Proietti e Luca Sommi

17.00. Teatro
“Censure democratiche”
Elena Basile, Pietrangelo Buttafuoco e Carlo Rovelli
con Antonello Caporale e Lorenzo Giarelli

18.00. Teatro
“Giornalismo d’inchiesta sotto inchiesta”
Thomas Mackinson, Caterina Malavenda e Alberto Nerazzini
con Antonio Massari e Giuseppe Pipitone

19.00. Teatro
“Israele e Palestina: due popoli senza Stati”
Francesca Albanese Anna Foa
con Riccardo Antoniucci e Maddalena Oliva

19.30. Area Spotlight – Aperitivo in musica a cura di Loft Produzioni
Malto

☆ 21.00 Teatro
Marco Travaglio*
Monologo teatrale “Cornuti e contenti

*Prevendite su Ticketone


CORNER YOUTUBE

All’interno del Parco ci sarà anche un corner dedicato a interviste esclusive e incontri trasmessi in diretta sul nostro canale YouTube

Mercoledì 9 settembre
Ore 17.00 – “Il futuro non si arma, si insegna” / Virginia Della Sala e Simone Ceriotti dialogano con i sindacati della scuola
Giovedì 10 settembre
Ore 14.00 – Marco Travaglio legge i giornali. La rassegna stampa del direttore
Ore 15.00 – Millennium Live con Mario Portanova
Ore 16.00 – “Treni e cantieri: come ci muoveremo nel futuro?” con Peter Gomez e Giuseppe Inchingolo (Gruppo Ferrovie dello Stato)
Ore 17.00 – Fondazione FQ incontra Fody Fabrics, con Cinzia Monteverdi, Simone Rota, Luca Freschi (CEO di Fody) e Jacopo Cecchi (Content Fody)
Ore 20.00 – “Dall’intelligenza artificiale all’intelligenza collettiva. La Scuola del Fatto presenta i nuovi corsi, da settembre 2026 a dicembre 2027”, con Miriam Mirolla, Francesco Mazzeo Rinaldi, Gabriele Guzzi, Giulio Di Donato, Tomaso Montanari, Maddalena Oliva, Luca Sommi
Venerdì 11 settembre
Ore 14.00 – “L’industria crolla e il lavoro se ne va”, con Andrea Tundo e Marco Grimaldi
Ore 15.00 – “In direzione contraria, un mondo di podcast”, con Silvia D’onghia e Alessandro Madron
Ore 20.00 – “Dieta, farmaci per dimagrire e falsi miti: la verità del dietista Giuliano Ubezio” con Claudia Rossi, Andrea Conti e Giuliano Ubezio
Sabato 12 settembre
Ore 9.00 – Rassegna stampa con Maddalena Oliva e Antonio Padellaro
Ore 10.00 – “Accordi&Disaccordi, arriva la nuova stagione” con Luca Sommi
Ore 13.30 – “Calderone: Italia paese delle opportunità?” con Eleonora Bianchini e i Cervelli in fuga
Ore 14.30 – “Ok boomer?” con Virginia Della Sala, Tomaso Montanari e Caterina Minnucci
Domenica 13 settembre
Ore 9.00 – Rassegna stampa
Ore 10.00 – “Romanzo Quirinale” con Savino Balzano e Thomas Mackinson
Ore 13.00 – “Ballottoliere 2026”, il video editoriale di Marco Travaglio
Ore 14.00 – “Caccia, perché il governo vuole fare strage di animali?” con Alberto Marzocchi

AREA BAMBINI


Anche i più piccoli hanno un mondo da scoprire all’interno del Parco della Versiliana!

Programma Mattutino (sabato e domenica)
10:00 – Apertura
10:00 – In cabina di guida con il Gruppo FS – laboratorio per diventare macchinisti con i visori di realtà virtuale
10:00-12:00 – Meno plastica, più PET #FormazioneDivertente con focus su mondo della plastica riciclabile
11:00 – Gioco Libero nel Villaggio
Divertimento assicurato con i giochi sostenibili (a cura di Spin Master)
12:00 – In cabina di guida con il Gruppo FS – laboratorio per diventare macchinisti con i visori di realtà virtuale

Programma Pomeridiano (tutti i giorni)
16:30 – Apertura Pomeridiana
17:00 – In cabina di guida con il Gruppo FS – laboratorio per diventare macchinisti con i visori di realtà virtuale
17:30 – 18:30 – #FormazioneDivertente
Il focus speciale sul tema del giorno, per imparare giocando!
18:30 – In cabina di guida con il Gruppo FS – laboratorio per diventare macchinisti con i visori di realtà virtuale
Dalle 19:00 in poi – Gioco Libero nel Villaggio
Spazio alla fantasia con i giochi sostenibili (a cura di Spin Master)

Il laboratorio “In cabina di guida con il Gruppo FS” offre ai ragazzi l’opportunità di guidare un treno per un giorno grazie ai visori di realtà virtuale di Trenitalia

Nell’area gioco Merenda inclusa offerta da Barilla!

INFO UTILI E LOGISTICA
SPETTACOLI A PAGAMENTO

Giovedì 10 settembre ore 21:00
“LIMBO” di e con FRANCESCO DE CARLO

Domenica 13 settembre ore 21:00
“CORNUTI E CONTENTI” di e con MARCO TRAVAGLIO
I biglietti sono in vendita su www.ticketone.it e presso la biglietteria del Teatro La Versiliana
Viale Morin, 16 – Marina di Pietrasanta (LU) Tel. 0584 265757

ORARI BIGLIETTERIA
Mercoledì 9 giovedì 10 e venerdì 11 settembre dalle ore 17:00 alle ore 21:00
Sabato 12 e domenica 13 settembre dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 21:00

 

PER TUTTI GLI ALTRI INCONTRI L’INGRESSO È GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

PUNTO DISTRIBUZIONE CONTROMARCHE

Per evitare situazioni di disordine, all’ingresso del Parco verranno distribuite delle contromarche necessarie per accedere agli incontri che si svolgeranno all’area Teatro.
Orario distribuzione delle contromarche (sino ad esaurimento – ogni persona può ritirare massimo 2 contromarche):
Tutti gli incontri che si svolgeranno nell’Area Caffè NON hanno bisogno di contromarche

MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE
a partire dalle ore 19:00 per l’incontro della sera

GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE
a partire dalle ore 17:30 per gli incontri del pomeriggio

VENERDÌ 11 SETTEMBRE
a partire dalle ore 15:00 per gli incontri del pomeriggio
a partire dalle ore 19:00 per l’incontro della sera

SABATO 12 SETTEMBRE
a partire dalle ore 10:00 per gli incontri della mattina
a partire dalle ore 14:00 per gli incontri del pomeriggio
a partire dalle ore 19:00 per l’incontro della sera

DOMENICA 13 SETTEMBRE
a partire dalle ore 10:00 per gli incontri della mattina
a partire dalle ore 14:00 per gli incontri del pomeriggio

Esaurite le contromarche, sarà possibile seguire tutti gli incontri da un Maxischermo situato presso l’Area Caffè
Per l’intera durata della festa l’Area Teatro dovrà essere completamente liberata al termine dell’ultimo incontro della mattina e al termine dell’ultimo incontro del pomeriggio

Servizio Navetta gratuito
Collegamento diretto dal parcheggio di via Leopardi angolo viale Apua al Parco della Versiliana con corse ogni 20 minuti

Venerdì 11 settembre
Prima corsa da 
parcheggio: ore 16:00
Ultima corsa di ritorno dalla Versiliana: ore 00:30

Sabato 12 settembre
Mattina: prima partenza da parcheggio ore 9:00 | ultima corsa di ritorno dalla Versiliana ore 13:15
Pomeriggio/Sera: prima partenza da parcheggio ore 14:30 | ultima corsa di ritorno dalla Versiliana ore 00:00

Domenica 13 Settembre
Mattina: prima partenza da parcheggio ore 9:00 | ultima corsa di ritorno dalla Versiliana ore 13:15
Pomeriggio/Notte: prima partenza da parcheggio ore 14:30 | ultima corsa di ritorno dalla Versiliana ore 00:30


***La Società Editoriale Il Fatto comunica l’annullamento della serata musicale di Nina Zilli prevista per sabato 12 settembre p.v. presso il Parco La Versiliana. Il concerto viene rinviato. La Società in accordo con l’artista comunicherà la nuova data e il luogo. Per coloro che hanno acquistato il biglietto si provvederà al rimborso secondo le modalità indicate da Ticketone.


ACCREDITI STAMPA

Tutti gli eventi, ad eccezione di quelli in prevendita, sono ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Per accrediti stampa, inviare la richiesta di indicando nome, cognome, testata editoriale e allegando documento d’identità e tesserino professionale ai seguenti indirizzi email:
a.paparatty@ilfattoquotidiano.it
f.cucino@ilfattoquotidiano.it

 

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MARGARETE AQUILA–-PRELUDIO PER ” NINAR ” GENTE GRANDE- ( 1962 ) + LUIZ VIEIRA + testo e traduz. letterale

 

 

canta MARGARETE AQUILA

 

 

 

Quando estou nos braços teus
—-quando sono nelle tue braccia

Sinto o mundo bocejar
—–sento il mondo  che sbadiglia

Quando estás nos braços meus
–- Quando stai nelle mie braccia

Sinto a vida descansar
—–sento che la vita si riposa.

No calor do teu carinho
—–Nel  calore della tua tenerezza

Sou menino passarinho
—-sono un  piccolo passerotto

Com vontade de voar
—–con la voglia di volare

traduz. approssimata -chiara

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DOMENICA 13 settembre 2026 ORE 17.00 : Il coraggio e la paura–le ninfe marine ( FAVOLA ) — Marisa Fogliarini ( illustrazioni ), racconto ( Maria Gabriella Pezzarossi )- info vedi sotto–

 

 

 

Era una mattina di agosto quando le vide per la prima volta.
Rimase immobile, con il fiato sospeso. Abbassò di scatto la testa e di sorpresa le vide.
“Cosa sta succedendo?!…” pensò il ragazzo sbalordito. Non poteva credere ai suoi occhi. Era raggiante di stupore e di meraviglia.
Quella che era già fuori dall’acqua si spinse in avanti sullo scoglio, gli prese la mano e si sedette al suo fianco. Si girò per guardarlo e sorrise.
“Sapevo che mi aspettavi – disse con voce invitante – Sono venuta per conoscerti.” Paolino, sempre più incantato strinse la mano di lei, piegò la testa come per dire “è vero, ti aspettavo.

Sanremo. Domenica 13 settembre alle ore 17 alla Libreria La Fenice – libri antichi e moderni, sarà presentato il secondo volume della collana “Mitologia e favola”

storia

Paolino vive davanti al mare e ne è affascinato, vorrebbe conoscerne i segreti e le meraviglie. Ma che cosa spinge un ragazzino ad esplorare il mondo e le cose: il desiderio di conoscere. E che cosa trattiene un ragazzino dall’esplorare nuovi mondi e dimensioni: la paura dell’ignoto. Ma due creature magiche gli insegneranno un prezioso segreto: Quando hai paura stringi forte i pugni, la forza è dentro di te. Questo segreto gli consentirà di vivere indimenticabili avventure e fare scoperte straordinarie, perché il coraggio non è l’assenza di paura, ma la forza di affrontarla. E ciascuno deve trovarla da sé.

Saranno presenti  le autrici, il relatore è Vincenzo Malacarne.

VIDEO – LIBRERIA LA FENICE, LIBRI ANTICHI E MODERNI:
piazza Muccioli 5 – Tel. 0184 572002

il video per mostrare un incontro ( altro ) alla Libreria La Fenice-

apri sotto

per chi non sapesse, questa è PIAZZA MUCCIOLI a Sanremo, l’incontro si tiene ( come tutti gli altri ) nello spazio davanti alla libreria.

piazza Muccioli Sanremo,inizio XIX - inizio XIX
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Jazz Is Dead @jazzisdeadco/ link sotto — oggi · h 20.00 pubblica anche per noi– una sorpresa !

 

 

Ornella Vanoni, Vinicius de Moraes, and Toquinho, da :  ” La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria “, 1976. +

al fondo il CD intero per chi vuole ricordare..

 

 

grazie a :

link X di Jazzisdeadco ::  Jazz Is Dead @jazzisdeadco / link

 

 

 

apri qui: video

https://x.com/jazzisdeadco/status/2098050770004267379/video/1

 

 

*** per chi volesse il CD intero: video, 33 min. ca-

 

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Gian Andrea Franchi ( Rovereto, 1936 ) e Lorena Fornasir ( Pordenone, 1955 )– La missione della cura – L’esperienza della “Piazza del mondo” a Trieste. + LA RETE DEI FORNELLI RESISTENTI

 

 

 

Foto dal Facebook di Lorena Fornasir:
https://www.facebook.com/photo/?fbid=26613464148343997&set=a.105080359609070&locale=it_IT

 

 

MISSIONARI SAVERIANI–

La missione della cura – L’esperienza della “Piazza del mondo” con Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi

https://www.facebook.com/photo/?fbid=26613464148343997&set=a.105080359609070&locale=it_IT

In questo intervento della XVI Settimana Culturale dei Missionari Saveriani a Tavernerio, ascoltiamo la potente e cruda testimonianza di Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi. Attraverso il tema “La missione della cura. L’esperienza della ‘Piazza del mondo'”, i relatori ci portano nel cuore della solidarietà a Trieste, crocevia della rotta balcanica. Il loro racconto, fatto di storie dure e ferite concrete, ci mostra come la missione si trasformi in cura dei corpi e delle anime. Un intervento che scuote le coscienze e ci interroga profondamente sul senso del tema “La missione che viene a noi”.

 

Nel 2019 nasce l’associazione Linea d’ombra, per riunire tutti i volontari e coordinare gli aiuti. La storia di Lorena e Gian Andrea travalica i confini regionali e da molti luoghi in Italia cominciano ad arrivare a Trieste scatoloni di scarpe, giacconi, maglioni, coperte e cibo, per supportare il lavoro dell’associazione Linea d’ombra. Ma se è vero che i volontari vanno e vengono, a seconda di orari e disponibilità, è altrettanto vero che Lorena e Gian Andrea sono sempre lì. Con -10 gradi o con 42 gradi. Con la neve, con la grandine, o con il sole a picco, loro compaiono nella piazza, definita piazza del mondo, e sistemano quel che serve. Un lenzuolo bianco su una panchina per medicare, disinfettare, fasciare le ferite, specialmente quelle ai piedi; un tavolino, per distribuire qualche cibo, un po’ di tè o scarpe nuove. In questi anni, oltre alle cure mediche, Lorena, Gian Andrea e il loro gruppo di volontari hanno fornito supporto psicologico e legale ai migranti di passaggio. La loro missione ha coinvolto tantissime persone in tutta Italia e ancora oggi molti volontari, professionisti o attivisti, arrivano a Trieste per dare una mano.

+++++

https://x.com/Tg3web/status/2091231428818416093/video/1

*** SE AVESSI TEMPO, DA’ UN’OCCHIATA AI COMMENTI SUL TG 3 E QUELLI CHE OPERANO A  TRIESTE
( sotto il video )

 

 

***

 

La rete dei fornelli resistenti

 

 

 

Anche a Desenzano, a partire dallo scorso febbraio, si forma un gruppo che entra a far parte della Rete nazionale dei Fornelli Resistenti, coordinata da Mediterranea Saving Humans E.D.T. di Venezia che raggruppa realtà di numerose località, dal Piemonte alla Toscana. Tramite calendarizzazione sulla Rete, necessaria per evitare spiacevoli sovrapposizioni, i singoli Fornelli prenotano la loro presenza in piazza dove arrivano portando tutto il necessario per la cena (piatti, posate, bicchieri, tavolino di appoggio, contenitori termici con cibo che incontri i gusti alimentari delle persone cui è destinato, calcolato dapprima per 100 porzioni circa per arrivare poi a 200).

 In piazza, si sente la presenza accogliente anche di alcuni migranti che già passati per il Silos, ora alloggiati in strutture più decenti, infaticabilmente ogni sera distribuiscono cibo, indumenti. Mediano, dato che conoscono diverse lingue.

 

PRESO DA :

COMUNE-INFO.NET / 2024 / 11 / 2924

https://comune-info.net/2024/11/23/la-rete-dei-fornelli-resistenti/

 

 

 

***nel link trovate un video e un testo fatto bene
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— I PEANUTS DEL POST — caso mai.. Donatella..

 

 

da:

https://www.ilpost.it/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Daniela Borghi Facebook / link sotto– 6 settembre –una foto eccezionale da Bordighera dalla cara Daniela, grazie !

 

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

la foto è dal suo Facebook

link di DANIELA BORGHI — LA STAMPA
https://www.facebook.com/daniela.borghi

 

 

” Quando cielo e mare si scontrano ” – Dany

 

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MEDIO ORIENTE/ ULTIME – Ansa.it – dalle 16.56 del 10 settembre alle 10.14 del 9 settembre

 

 

 

ANSA.IT   10 settembre 2026 — 16.56

 

APRI  QUI
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/mediooriente.shtml

 

 

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Il Bolero di Ravel inscenato dal grande ballerino e regista francese: Roland Petit ( Villemomble, 1924 / Ginevra, 2011 ) e da sua moglie Zizi – vedi sotto+ altro

 

 

 

 

 

per chi mai volesse dare un’occhiata:

 

IL MANIFESTO – ARCHIVIO- 12/7 / 2011
https://ilmanifesto.it/archivio/2003184596

 

Roland Petit, la scossa erotica della danza

 

Coreografia L’artista francese è morto a 87 anni. Ballerino e «regista» di grande modernità, ha fatto dialogare la scena con il mondo della letteratura, la pittura e la poesia Coraggioso, nel ’46 bussò alla porta di Jean Cocteau. Nacque così «Le Jeune Homme et la Mort» Altra svolta nel 1972 con i Ballets de Marseille e il debutto di «Pink Floyd», ripreso di recente

 

Questo articolo proviene dall’archivio storico del manifesto. I dati disponibili potrebbero essere limitati e, di conseguenza, l’articolo potrebbe risultare incompleto.

Sornione ed elegante. Fulmineo nell’individuazione dei talenti, una visione della danza come arte a tutto tondo in dialogo vivo, elettrizzante con pittori, scrittori, poeti. Roland Petit, il grande maestro del balletto moderno narrativo, se ne è andato portandosi via un’epoca di creazioni nelle quali palpitava, rinnovata dalla verve francese, l’eredità dei Balletti Russi di Diaghilev, l’incontro guizzante tra la tradizione accademica e lo scintillio della rivista, il palcoscenico e il cinema, la memoria e la modernità. Ci ha lasciato domenica, a 87 anni, colpito da leucemia fulminante a Ginevra, dove si era ritirato da qualche anno con la moglie e musa di una vita, Zizi Jeanmaire, assistito dalla figlia Valentine e dal danzatore e grande collaboratore Luigi Bonino. Quella Ginevra da dove partiva quando poteva per seguire la vita dei suoi capolavori nei teatri del mondo.
ZIZI– (Parigi29 aprile 1924 – Ginevra17 luglio 2020)
Ma chi era questo mago seduttivo della danza che creò e rimontò i suoi balletti per Nureyev, Baryshnikov, Alessandra Ferri, Massimo Murru, Roberto Bolle e tanti altri?
Era nato il 13 gennaio del 1924 a Villemomble, da padre francese e madre italiana. Il padre aveva una piccola brasserie, la mamma, una Repetto di Genova, avrebbe messo il suo marchio sulle scarpette a punta tra le più note del balletto. Nel 1933 Roland entrò alla Scuola dell’Opéra di Parigi dove incontrò, ragazzino, Zizi. Nel 1940 è ballerino della compagnia dell’Opéra, ma quattro anni dopo se ne va. Petit non era artista da vivere solo nella grande tradizione. È il 1944 e al teatro Sarah Bernhardt presenta la sua prima coreografia. Ha successo, il padre lo finanzia e nel 1945 Petit fonda i Ballets des Champs-Elysées. È nuova vita.
Una delle ultime volte che lo incontrammo alla Scala, così ripercorse la sua feconda carriera: «Che periodo, quegli anni Quaranta! Quando i tedeschi lasciarono la Francia, decisi di andarmene dall’Opéra. Avevo vent’anni e molta sete di libertà. Volevo fare coreografia. Il mio primo titolo fu Les Forains e poi le Jeune Homme et la Mort, Carmen… Sì, ho lavorato senza posa, nel cinema, a Hollywood, nella rivista, poi di nuovo all’Opéra di Parigi, e 25 anni con i Ballets de Marseille… Ora giro tutto il mondo come free-lance. I never stop».
Pensare a Petit è avere negli occhi di un colpo almeno due titoli e sono di quelli già citati, perché emblema della sua grandezza: Le Jeune Homme et la Mort e Carmen.
Il primo è del 1946. La storia è di Jean Cocteau.
Petit, giovane e coraggioso, bussò alla porta dello scrittore e gli chiese un soggetto. Lo ottenne e ne fece un balletto strepitoso, icona dell’esistenzialismo.
” 17 minuti all’ombra di Parigi sulla Passacaglia in do minore di Bach, un uomo che aspetta nervosamente una donna steso sul letto disfatto, lei non lo ama più e lo porterà alla morte “. Il primo a danzarlo, nel 1946, fu Jean Babilée, poi c’è stato Nureyev, Baryshnikov, Dupont, Luigi Bonino, Roberto Bolle.
E la diabolica donna in abito giallo ha avuto il volto di Nathalie Phillipart, Zizi Jeanmaire, Alessandra Ferri, Darcey Bussell.
Un pezzo ruvido e modernissimo.Carmen, 1949. Una Carmen con i capelli tagliati alla maschio, le gambe lunghe di Zizi, abbigliata in guepière. Una Carmen che avrebbe fatto scandalo con la scena della camera da letto, danzata sulle punte da cima a fondo, eppure esplicita nell’atto di un amore che fisicamente si consuma. Petit: «Volevo una Carmen con lo charme di Merimée, la foga di Bizet, la tecnica del balletto contemporaneo che mi ha sedotto dalla mia giovinezza». Un atto e cinque scene, una Zizi che fece scalpore. Ricorda: «nello spazio di una sera sono passata dal ruolo di soubrette a quello di femme fatale». Un pezzo firma.
Intanto Petit aveva fondato una nuova compagnia, Les Ballets de Paris. Nel ’51 le Jeune Homme et la Mort entrò nel repertorio dell’American Ballet Theatre.
Dall’anno seguente Petit è a Hollywood per vari film: «Ho ancora nel cuore – ricordava a Milano – l’emozione di quando ho lavorato con Fred Astaire in Papà Gambalunga: Astaire non faceva passi, era la danza». Balletti, operette, riviste, l’effervescente Mon truc en plumes del ’61 per la splendida Zizi.
Petit è ormai chiamato ovunque. Firma coreografie per Nureyev e Fonteyn, per Luciana Savignano e ancora Nureyev crea Estasi, nel ’70 dirige l’Opéra di Parigi per sei mesi, ma l’incarico gli sta stretto e lascia. È un artista indipendente nell’animo da sempre.

Nel 1972, un’altra svolta. Si apre l’avventura dei Ballets de Marseille: 25 anni incredibili che vedono il debutto nello stesso ’72 di Pink Floyd Ballet, ripreso di recente alla Scala. Lo spettacolo va in scena al porto di Marsiglia, musica dal vivo del famoso gruppo rock, danza sfolgorante che segna un nuovo inizio.

Come non ricordare tra i tanti altri titoli ancora almeno la rivisitazione spumeggiante di Coppelia, il Pipistrello con un’incantevole Alessandra Ferri, Notre Dame de Paris o Chéri per Fracci e un giovane Massimo Murru?

Più di cinquanta creazioni, per un percorso che ha visto Petit presente a più riprese in Italia, molte alla Scala, anche grazie al rapporto di profonda stima con Elisabetta Terabust. L’ultima sua volta da noi è stata a Roma, all’Opera, il dicembre scorso, in occasione di una serata a lui dedicata: con quello stile che gli anni non avevano fiaccato, uscì in scena, sommerso di applausi. Un momento che oggi ha il sapore di un affettuoso addio.

 

 

(Original Caption) Famed French ballerina, Renee Jeanmarie, and her husband of three days, Roland Petit, are shown at Idlewild Airport on their arrival New Year’s Day. Childhood friends and dancing partners, the couple flew in from Paris to fulfill engagements in New York and Hollywood.

1950 — pare subito dopo il loro matrimonio

Aeroporto Ildewild fino al 1960 era il nome dell’Aeroporto di New York, in seguito nominato John F. Kennedy ( JFK )

 

 

foto da Getty Images:

https://www.gettyimages.it/search/2/image?phrase=roland+petit&tracked_gsrp_landing=https%3A%2F%2Fwww.gettyimages.it%2Fimmagine%2Froland-petit

 

 

 

Esquisse pour la salle des mariages de la mairie de Villemomble: Paysage: les hauteurs de Villemomble vers Rosny-sous-Bois, 1902. View of Villemomble near Rosny-sous-Bois in France, now a suburban area of Paris. Artist Eugène d’Argence. (Photo by Heritage Art/Heritage Images via Getty Images)

da : Getty Images

***Villemomble  –  dipartimento della Senna-Saint-Denis nella regione dell’Île-de-France

 

 

un famoso manifesto di Eugène d’Argence– da: Mutual Art / link

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video, 9 min. ca — 1981 – STASERA NIENTE DI NUOVO LA PANCHINA – 1 // link

 

 

 

pubblicato da Operazione Nostalgia/ link

** che ha tanti video al link

forse, il link è ripetuto

https://www.youtube.com/@operazionenostalgia8401

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Max Max / link sotto – ha pubblicato qualcosa su Famija Sanremasca, oggi alle 18.50 ca- grazie e mille caro Max Max

 

 

***una foto  del ’33-36- ” un giorno al mercato “–  colorata magnificamente da Max Max
per i miei cari sanremaschi lontani, Salvatore, Donatella, Roberto e..

 

 

link di MAX MAX 

Max Max e Famija Sanremasca ( gruppo )
https://www.facebook.com/groups/1023879401074361/user/100013268623161/

 

 

-Un Giorno al Mercato-
(Files inenrente alla foto originale in bianco e nero e avente discreta qualità, che mi è stato recapitato tempo fa)
Databile attorno al 1933-1936 e restaurata a colori da parte mia, sempre che il risultato possa essere gradito.

Max.

 

bruno lauzi – ma se ghe pensu– non è il nostro dialetto, ma pazienza..

 

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Vauro – Facebook / link sotto -#giovani #storia #pace– La nuova vignetta di Vauro, in edicola con Il Fatto Quotidiano (9 settembre 2026)

 

link FACEBOOK VAURO SENESI
https://www.facebook.com/vaurosenesi

 

Potrebbe essere un disegno raffigurante una o più persone e il seguente testo "EPERVOI E GIOVANI ABBIAMO COSTRUITO UN RADIOSO PASSATO! VAUROS ไน Fatto Quotidiano"

 

 

 

 

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MARCO BASCETTA, Il rischio prima volta da Magdeburgo all’Europa. La deriva. IL MANIFESTO 8 settembre 2026

 

 

IL MANIFESTO 8 settembre 2026
https://ilmanifesto.it/il-rischio-prima-volta-da-magdeburgo-alleuropa

 

 

Il rischio prima volta da Magdeburgo all’Europa

 

 

L’esultanza dei membri dell’Afd dopo la vittoria delle elezioni Sassonia settembre 2026 – Foto di Matthias Schrader/Ap

Chi abbia stravinto le elezioni in Sachsen-Anhalt è chiaro a tutti: l’Alternative für Deutschland, Afd, guidata da un candidato di estrema destra capace questa volta di toni bonari e rassicuranti.

 

Ma che cosa ha vinto nel Land di Magdeburgo? Perché, se a raccogliere i voti sono i partiti, a seminarli sono preoccupazioni, paure, risentimenti, stati d’animo, che nell’Est della Germania sembrano pesare a volte di più degli interessi materiali e attraversano i confini tra le varie formazioni politiche.

 

Hanno vinto la xenofobia e il razzismo? Il bisogno del gas russo a buon mercato e a portata di mano? La paura della guerra e di essere trascinati in un conflitto con Mosca? L’insofferenza per quel sistema politico tedesco che ruota intorno ai due storici partiti popolari occidentali e all’eterno ritorno della (ormai ex) grande coalizione?

 

Ha vinto un bisogno di riconoscimento? Un sentimento di espropriazione di risorse subita anche a causa dell’Ucraina?

 

Probabilmente è un miscuglio tra tutti questi temi, che l’Afd ha raccolto\\ giungendo sulla soglia del governo di un Land di modeste proporzioni, demograficamente anziano ed economicamente marginale.

 

Per «scrivere la storia» ancora non basta, ma è comunque la prima volta che la promessa di tenere l’estrema destra lontana dalle leve del potere, di qualunque potere grande o piccolo che sia, probabilmente non potrà essere mantenuta.

 

Era una promessa che la Germania aveva solennemente fatto non solo a quel che restava del paese devastato dalla guerra, ma al mondo intero.

 

Il guaio è che oggi i creditori di quel pegno, primi tra tutti gli Stati uniti, non ci tengono più. Anzi con l’estrema destra europea simpatizzano apertamente, sorvolando sui legami col passato. Sebbene Maga, tradotto in tedesco, significhi ritorno riveduto e corretto al nazionalismo fascista, nessuno ne è turbato.

 

La Francia di Le Pen in ascesa verso il potere non può che considerare una tendenza confortante l’avanzata della destra in Germania, anche se una crescita sovranista della potenza tedesca non dovrebbe garantire al nazionalismo francese, e non solo a quello, sonni tranquilli. Quanto all’Unione europea c’è poco da confidare nella solidità del Ppe di Manfred Weber e di Ursula von der Leyen nel contrastare l’influenza delle destre più radicali sugli equilibri politici continentali.

 

Non c’è da illudersi che un probabile governo regionale dell’Afd possa essere affrontato decretando Sachsen-Anhalt un «Land-canaglia» e isolandolo, come qualcuno ha pure proposto. A parte gli ostacoli di legge gli effetti politici sarebbero fortemente controproducenti.

L’Afd è solidamente il primo partito del paese e questo non può essere più ignorato.

 

Quanto accadrà a Magdeburgo indicherà comunque una generale linea di tendenza. Per ora se ne vedono due, a meno che una forte resistenza della società civile non arresti l’avanzata dell’estrema destra, ma è poco probabile.

 

  1. La prima è una frana inarrestabile della Cdu che, tra esodi e cedimenti, la sospinga verso una condizione implicita o esplicita di subalternità alla destra radicale e di sostanziale collaborazione con essa a tutti i livelli. Il cancelliere Merz non sembra temere questa eventualità, ritenendo la sua politica a destra quanto basta. E contando sulla tenuta delle sempre più bellicose posizioni antirusse del suo partito. Il disastro elettorale non cambierà nulla.

2.  La seconda è la disponibilità, ormai conclamata, del partito (Bsw) di Sahra Wagenknecht a consentire con l’astensione l’insediamento del candidato di Afd Ulrich Siegmund alla presidenza della Sassonia-Anhalt. Preludio ad altre numerose occasioni di collaborazione con la destra estrema.

 

Bsw

Bsw ha poco a che spartire con un partito operaio bolscevico, ma nemmeno con una partecipata militanza internazionalista. Non brilla nell’organizzazione di lotte sociali o nel concreto sostegno pacifista a disertori e renitenti russi e ucraini. Come altre formazioni rossobrune si tratta di un partito essenzialmente ideologico, nato per scissione e impegnato soprattutto nel contrastare qualunque tendenza libertaria all’interno della sinistra sulla base della trita contrapposizione tra diritti sociali e diritti civili. Si colloca preferibilmente là dove i tratti autoritari e disciplinanti del socialismo novecentesco in versione patriottica e nazionale si incrociano più agevolmente con i riflessi d’ordine delle destre e con la loro politica di omologazione delle diversità.

Con ben poche speranze di diventare un consistente partito popolare Bsw si presta piuttosto a operazioni politicistiche nell’illusione di spuntare qualche risultato sociale spendibile sul piano identitario in cambio dei favori elargiti all’estrema destra.

A ben vedere entrambe queste derive condurrebbero a un rafforzamento progressivo della destra radicale tedesca e a un cambiamento profondo del clima culturale e della vita politica in Germania. La costruzione europea difficilmente reggerebbe a questa soluzione di continuità. Ma a questo punto non siamo ancora.

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ANDREA ROSSI, La psicoterapia cambia il cervello, La Stampa, mercoledì 23 settembre 2009 — *** video del prof. Secondo Fassino ( 21.18 min. )

 

 

segue da :
www.timeoutintensiva.it, 11/12: News, Dicembre 2009
(
vedi anche al fondo)

 

News

MEDICINA e PSICOTERAPIA

La psicoterapia cambia il cervello

mercoledì  23 settembre 2009

 

MEDICINA PSICOSOMATICA. Aree attivate e spente. Sul lettino modificazioni biologiche simili a quelle dei farmaci.  La risonanza magnetica riabilita gli eredi di Freud: “Una svolta che cambierà il modo di concepire la malattia”

 

ANDREA ROSSI

 

C’è un uomo che ha paura dei ragni. Ne ha uno davanti. La fotografia del suo cervello mostra che una parte – l’area pre-frontale laterale destra – si attiva, stimolata dalla sua paura. Qualche tempo dopo lo stesso individuo non ha più alcuna reazione. Guarda un ragno, eppure reagisce in modo «normale», come quello di chi non è assalito da impulsi di terrore.

 

Il cervello è cambiato: la struttura neuronale si è modificata e tutto senza utilizzare alcun farmaco. Soltanto con la psicoterapia.

 

La risonanza magnetica funzionale può dare la misura di una delle «rivoluzioni» che verranno presentate a Torino, da oggi a sabato, del 20°- congresso mondiale di medicina psicosomatica. La terapia della psiche è in grado di far cambiare forma e anche attività al cervello: non solo contrasta ansie e fobie, ma regola anche le risposte agli stress causati dalle malattie.  Agisce, infatti, sui circuiti neurobiologici.

 


Prof. Secondo Fassino ( Albenga, 21-7-1949 )

 

“Ha lo stesso effetto dei farmaci anti-paura, insomma “, spiega il prof. Secondo Fassino, direttore del Centro universitario per i disturbi del comportamento alimentare dell’ospedale Molinette di Torino che ospita il congresso.

Un processo consolidato negli anni, a partire dagli studi di Til Wykes. Con i suoi collaboratori, già nel 2002 e poi nel 2007, ha dimostrato con una risonanza magnetica che un tipo di psicoterapia – la ” Crt “-  aveva sui soggetti schizofrenici, gli stessi effetti positivi dei farmaci anti-psicotici.  ” Ecco, quindi, che il modello psicosomatico, valorizzando le terapie psicologiche anche nelle malattie del corpo, può essere la base per una nuova medicina – spiega Fassino- Nei prossimi anni i trattamenti psichiatrici diventeranno essenziali per migliorare e umanizzare l’assistenza soprattutto nei campi dell’oncologia, dell’obesità, del diabete e delle malattie cardiovascolari».

Serve, di conseguenza, un approccio    ” olistico ” alla persona e non solo settoriale all’organo malato: si parte dai disturbi della psiche per curare le malattie più ” classiche “.

Una prova importante, in questo senso, è la scoperta – grazie a tecniche di «neuroimaging», come la risonanza magnetica funzionale – che la psicoterapia è in grado di modificare l’attivazione di aree specifiche cerebrali, permettendo all’individuo di gestire meglio le emozioni negative: dall’ansia alle paure.

Si tratta di evidenze che nascono dalle scoperte del Premio Nobel Eric Kandel, famoso per aver dimostrato l’insorgere di alcune modificazioni sull’espressione dei geni.

Ulteriori prove arrivano dai test all’Università di Montréal: la possibilità di gestire meglio le emozioni legate alla sofferenza è indispensabile per l’affermarsi di una medicina più avanzata.  ” Spesso, infatti, gli stress si trasformano in disturbi mentali aggravando la malattia organica “, sottolinea Fassino

Non solo. Altre ricerche con il «neuroimaging» hanno fotografato in pazienti depressi la «normalizzazione» dell’attività cerebrale dopo una psicoterapia di qualche mese: l’effetto è paragonabile a quello dei farmaci antidepressivi, con precise basi biologiche.

Uno dei protagonisti di queste scoperte è Claude Robert Cloninger, professore alla Washington University School of Medicine di Saint Louis, Usa, dove dirige il «Laboratorio di biopsicologia della personalità»
” L’Io – spiega – è costituito da una parte stabile ( il temperamento ), legato alla genetica e da un’altra parte ( il carattere ), che muta a seconda delle circostanze. Ecco perché nelle terapie farmacologiche e anche chirurgiche – come la gastroplastica negli obesi – possono essere ” modulate ” in modo personalizzato, se si studiano i pazienti prima e dopo le cure “.

Del resto Georg Northoff della Otto-von-Guericke University di Magdeburgo, in Germania, ha dimostrato che l’angoscia che si trasforma in somatizzazione, come nelle paralisi isteriche, non è frutto di suggestione: è il frutto dell’attivazione o dell’inibizione di specifici circuiti cerebrali.

 

da LA STAMPA – articolo di ANDREA ROSSI- mercoledì 22 settembre 2009-
TuttoScienze, pag 24
articolo integrale

 

nell’articolo del giornale ci sono dei piccoli sommari che aggiungerò la prossima volta-

 

 

video, 21.18

PSYCHIATRY ON LINE ITALIA – VIDEOCHANNE

Il prof. Secondo Fassino: Relazione presentata durante i lavori del 48° Congresso Nazionale della SIP – Società Italiana di Psichiatria a Torino (13-17 Ottobre 2018)

*** nel video, ci sono  propagande che puoi utilizzare, ma per sentire il Prof. Fassino devi saltare

 

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Saverio Ferrari, Cosa è il Veneto Fronte Skinheads. Destre. Dalle radici nazi-rock alla tolleranza delle istituzioni: anatomia della più longeva formazione estremista d’Italia -IL MANIFESTO  4 settembre 2026

 

 

 

IL MANIFESTO  4 settembre 2026
https://ilmanifesto.it/cosa-e-il-veneto-fronte-skinheads

 

 

Cosa è il Veneto Fronte Skinheads

 

 

Manifestanti di estrema destra del Veneto Fronte Skinheads

Il Veneto Fronte Skinheads viene da lontano, da quando si costituì nel vicentino a metà degli anni Ottanta il primo embrione attorno ad alcune bande di nazi-rock. Il salto successivo verso un’organizzazione strutturata, non più confinata al solo Veneto, aggregando altre realtà nazi-skin, candidò il VFS a veicolare in Italia l’ondata xenofoba di inizio anni Novanta, contraccolpo ai primi consistenti flussi migratori in direzione dei nostri confini, con la relativa comparsa delle cosiddette “teste rasate” attive nella “caccia” agli immigrati.

 

Il VFS ha fin dall’inizio fatto esplicita professione di razzismo, riconoscendo come propri maestri Giovanni Preziosi, Alfred Rosenberg, Julius Evola, Corneliu Codreanu, Léon Degrelle e Ante Pavelić.

Ha da subito professato ammirazione per la teoria fascista della razza, per il Terzo Reich hitleriano, i suoi leader e i suoi simboli.

Ha da sempre individuato nella “Guardia di Ferro” rumena, nel Ku Klux Klan, negli ustascia croati e nell’azione terroristica dell’OAS le esperienze storiche cui riferirsi.

Da qui la difesa dell’«Europa bianca» minacciata «dall’immigrazione terzomondista e dall’imbastardimento della nostra razza», ma anche l’ampio ricorso alla violenza con diverse decine di suoi esponenti (sfioriamo i sessanta) condannati non solo per reati rientranti nella Legge Mancino, ma soprattutto per violenza privata e lesioni gravi, tra loro anche un tentato omicidio.

 

Strettamente collegato al circuito internazionale di Blood&Honour, al bando in Gran Bretagna perché coinvolto «in attività terroristiche», il VFS nei suoi raduni organizza concerti di bande musicali che inneggiano al nazionalsocialismo e alla «guerra razziale».

Tra loro i Nativi, presenti all’appuntamento in Trentino, che canteranno: «Un’altra nave in arrivo per la fine della mia terra! / … Sia guerra perché l’abbiamo nel sangue / Sia guerra, la mia razza non si estingue / Sia guerra con i miei fratelli al fianco / Sia guerra per il potere bianco!».

In conclusione, la natura del VFS non lascia spazio ad alcun dubbio: si tratta di una formazione nazi-fascista, la più longeva tra le formazioni nazi-fasciste italiane, nata ancor prima delle neofasciste Forza Nuova e CasaPound.

Ad oggi ha visto addirittura un cambio generazionale del suo gruppo dirigente.

Ciò nonostante, come è ormai consuetudine da tanti anni e sotto governi diversi, anche l’evento di Dro è stato autorizzato, non tenendo conto delle tante proteste, non solo degli antifascisti e della società civile, ma anche del presidente leghista della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti. Si potrebbe dire come per tutti i raduni precedenti, non solo del VFS, ma anche di quelli del circuito degli Hammer (l’ultimo il 15 novembre scorso a Lonate Pozzolo con arrivi da tutta Europa) e delle cosiddette “Feste del Sole” promosse da Lealtà Azione nel settembre di ogni anno nei pressi di Milano.

 

La Legge Mancino ormai è stata vanificata, come se non esistesse più per una volontà politica, mentre la sentenza a Sezioni Unite della Cassazione del 17 aprile 2024 sul saluto romano ha dato un colpo decisivo all’applicazione degli articoli 4 e 5 della Legge Scelba circa la propaganda e l’apologia del fascismo.

Forse il problema non sta solo nelle leggi e nella loro interpretazione, o magari nella necessità di vararne di nuove, ma nel prendere noi atto seriamente che il nostro Paese sta scivolando come altri in una deriva — vedi ciò che sta accadendo in Germania con l’ascesa di Alternative für Deutschland — che prepara un ritorno al passato. Bisognerebbe partire da qui per un collettivo sussulto civile e antifascista.

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Monica 🍀⚘️🌍📚🐞🎧 @Monica09058845 · 1h – grazie ! / link sotto

 

 

 

X / Monica
https://x.com/Monica09058845

 

 

 

Squero di San Trovaso…Venezia 🤩🤩🤩 dove si costruiscono le Gondole

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ruggiero filannino @ruggierofilann4 · 22h/ link sotto — grazie caro Ruggiero ! –UNA FOTO SPETTACOLO !

 

 

 

link X di RUGGIERO FILANNINO

https://x.com/ruggierofilann4/status/2097024735783608673/photo/1

 

 

IL CIELO DI PUGLIA AL TRAMONTO DA’ SPETTACOLO.. Ruggiero

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ANSA.IT  8 settembre 2026 –10.54 :: Media, Emirati avvertirono Netanyahu del piano di Hamas prima del 7 ottobre. Inchiesta di Haaretz, con una telefonata di 45 minuti dieci giorni prima dell’attacco.+ altro

 

 

 

 

Il grande gioco degli Emirati Arabi Uniti - Limeseau da LIMES online 18 ottobre 2018 — Lorenzo Trombetta ( testo ) cartina Laura Canali

 

EAU-  Emirati Arabi Uniti è uno stato fondato nel 1971 formato da 7  emirati arabi, che rappresenta uno dei paesi più ricchi al mondo. La capitale è Abu Dhabi. ( Wikipedia )
Per sapere di più apri qui: TRECCANI / link

 

ANSA.IT  8 settembre 2026 –10.54

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2026/09/08/media-emirati-avvertirono-netanyahu-del-piano-di-hamas-prima-del-7-ottobre_3185d947-2586-4dc2-8ac3-956a742362f0.html

 

Media, Emirati avvertirono Netanyahu del piano di Hamas prima del 7 ottobre.

Inchiesta di Haaretz, con una telefonata di 45 minuti dieci giorni prima dell’attacco.

TEL AVIV, 08 settembre 2026, 10:54

Redazione ANSA

ANSACheck

© ANSA/EPA

Gaza dopo l’attacco del 7 ottobre 2023    © ANSA/EPA

 

Mohamed bin Zayed Al Nahyan (MBZ) | Biography, UAE President, Initiatives, & Family | Britannica
Abu Dhabi Mohammed bin Zayed è presidente degli EAU ( Emirati Arabi Uniti ) e governatore di ABU DHABI 

L’emiro di Abu Dhabi Mohammed bin Zayed avrebbe avvertito personalmente il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in una telefonata di 45 minuti alla fine di settembre 2023, che il leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar stava pianificando ”un terremoto” contro Israele.

 

Shlomi Eldar - Wikipedia

il giornalista Shlomi Eldar ( 1957 )–Wikipedia

 

Lo rivela un’inchiesta di Haaretz oggi in cui vengono anticipati estratti di un nuovo libro del giornalista Shlomi Eldar sui retroscena delle trattative per la liberazione dei 251 ostaggi israeliani rapiti durante l’attacco del 7 ottobre 2023.

 

Immagine
Alla fine della settimana nelle librerie. Un progetto durato circa due anni con scoperte sconvolgenti. Ai fini dell’inchiesta, Ruthie Yuval e io abbiamo intervistato decine di intervistati in Israele e nel mondo che forniscono la storia completa di tutti gli coinvolti nel più grande disastro che lo Stato di Israele abbia mai conosciuto. ( traduz. Google )

 

 

 

 

Secondo la ricostruzione, basata su fonti anonime straniere e israeliane, l’avvertimento di bin Zayed partì dalle conversazioni tenute a settembre 2023 con Sinwar da parte di un intermediario palestinese noto con il soprannome ‘Occhi neri’, un dirigente di Fatah con fluente conoscenza dell’ebraico e rapporti sia con Hamas sia con lo Shin Bet, i servizi di intelligence interna israeliani.

In quel periodo, il governo israeliano, che si era insediato a fine 2022, stava trattando segretamente attraverso questa intermediazione per raggiungere una ‘hudna’ con Hamas, ossia un accordo di tregua a lungo termine che includeva la graduale rimozione del blocco su Gaza, la creazione di una zona industriale nel nord della Striscia, l’aumento dei permessi di lavoro ai palestinsi, la fornitura di gas naturale alla Striscia.

 

President Donald Trump meets with UAE President Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, Thursday, May 15, 2025, in the Presidential Flight Terminal at Abu Dhabi International Airport in the United Arab Emirates. (Official White House Photo by Daniel Torok)

Donald Trump 15 maggio 2025  con lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, all’Aereoporto Internazionale di Abu Dhabi

 

 

Incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e lo sceicco Mohamed a San Pietroburgo l’11 ottobre 2022.

 

 

 

link per approfondire la notizia

 

FANPAGE.IT qui trovate un racconto più lungo e più particolareggiato

8 settembre, 12.41

https://www.fanpage.it/esteri/netanyahu-fu-avvisato-degli-attacchi-del-7-ottobre-ma-non-fece-nulla-linchiesta-di-haaretz/

 

IL FATTO QUOTIDIANO.IT — 8 settembre 2026– 13.21 / aggiorn.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/08/7-ottobre-emirati-netanyahu-hamas-notizie/8500286/

 

 

 

Mohammed bin Zayed nato ad , Al Ain, l’11 marzo 1961

 

****

La città di Al Ain ( in arabo ٱلْعَيْن romanizzato :  Al-ʿAyn , lett. ‘ La Primavera  ) 

Al-ʿAyn è la quarta città degli Emirati Arabi Uniti per popolazione, con 496.205 abitanti secondo i dati del 2015. Si trova nell’emirato di Abu Dhabi, al confine con l’Oman.
L’area, nota storicamente come l’oasi di Buraymi, è stata abitata con continuità per oltre 4.000 anni e Al-ʿAyn è considerata il principale patrimonio culturale del paese, tanto che alcuni siti archeologici ed alcune oasi all’interno del perimetro cittadino dal 2011 sono inseriti nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO (Siti culturali di Al Ain). È il luogo di nascita dello sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, il primo presidente degli Emirati Arabi Uniti.

Ai nostri giorni il nome Buraymi si riferisce alla città omanita, la cui area urbana è adiacente a quella di al-ʿAyn.

segue in : Wikipedia

Michael Peter Glenister – Opera propria

 

Vista di Al-Ain
Dubaideena – Opera propria

 

 

oasi del deserto Paradiso, piena di giardini, di acqua, di palme– Si trova nel cuore della città, è circa 1.200 ettari; ha dei canali sotterranei per portare l’acqua agli abitanti che funzionano da oltre 3.000 anni. Molte di queste piante fanno frutti:  banane,  manghi e anche erba medica. Ci sono sentieri per camminare o per andare in bici e anche cartelli che spiegano la storia e i metodi usati per accudire tutte le piante. Giustamente, è un’oasi del Paradiso..

 

 

 

 

La città di Al- Ain vista dall’alto di notte

 

 

 

Forte di Al Jhaili situato nell’oasi di Burami ad Al-Ain
Mathewkurianp – Opera propria

 

 

un mercato all’aperto della città
Radosław Botev

 

 

 

UNA FOTO SUGGESTIVA DEI DINTORNI
Dhaval Surana – Opera propria

 

FOTO SOPRA DA:
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Al_Ain_(Abu_Dhabi)?uselang=it#/media/File:Al_Ain_Oasis_Desert_Paradise_-_Al_Ain_Oasis_Timeless_Beauty.jpg

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DONATELLA D’IMPORZANO CI PRESENTA : FRANZ DE WAAL, IL BONOBO E L’ATEO. In cerca di umanità fra i primati. Editore Cortina, 2013

 

 

 

 

 

Il bonobo e l'ateo

Il bonobo e l’ateo
Sottotitolo In cerca di umanità fra i primati
Autore Frans de Waal

Raffaello Cortina Editore, 2013- prima pubblicazione

 

Presentazione dell’editore:

Prefazione di Piefrancesco Ferrari

Che cosa direbbe un bonobo a un ateo? Anzitutto lo esorterebbe a smettere di darsi tanto da fare per dimostrare l’assenza di un dio. La legge morale dentro di noi è nata ben prima delle religioni, che svolgono la funzione non di produrla, ma soltanto di sostenerla.
Frans de Waal si pone qui l’obiettivo di sondare l’origine della morale. Con il rigore scientifico e la prosa accattivante che gli sono soliti, ci mostra come i comportamenti morali dell’uomo, la cui giustificazione ultima è tradizionalmente ricercata nella componente religiosa, siano in realtà il frutto dell’evoluzione naturale e derivino da modi di agire e di sentire già presenti, a diversi livelli, in altri mammiferi.
L’etica è nata dal basso e si è evoluta nel mondo animale, in particolare fra i primati, da forme embrionali di socialità, da pratiche di socializzazione come il grooming (la pulizia reciproca del pelo) e la sessualità, dallo sviluppo dell’empatia, dalla presa d’atto che l’altruismo e la cooperazione apportano vantaggi alla comunità, concorrendo ad accrescere le possibilità di sopravvivenza di tutti e di ciascuno. La proposta finale di De Waal è quella di un umanesimo non religioso, anche se non antireligioso, che sviluppi al meglio le capacità naturali umane.

 

 

 

TRITTICO

 

 

Frans de Waal è un esperto di comportamento animale. E’ nato in Olanda, a Den Bosch, la città dalla quale ha preso il nome Hieronymus Bosch. Nel periodo in cui visse il famoso pittore, tra il 1450 e il 1516, questa città era seconda in Olanda per grandezza solo alla città di Utrecht.

 

L’Autore prende spunto per le sue considerazioni da un famoso dipinto di Bosch, che attualmente si trova a Madrid, “ Il giardino delle delizie terrene”, che è un tributo all’innocenza che doveva regnare nell’Eden prima della caduta dell’Uomo.

 

Quest’opera pittorica, di significato chiaramente allegorico, è dominata, nella sua parte centrale, da figure nude, le quali sembrano non curarsi del giudizio degli altri; si tratta di uomini e donne immersi nei propri desideri carnali e indifferenti alla paura della morte e dell’ignoto che li attende. Si tratta di un’umanità libera dal senso di colpa e dalla vergogna, immersa nel presente, appagata nei suoi desideri immediati ed istintivi. Per secoli, nel mondo occidentale, quello che ha segnato un netto confine tra gli uomini e gli altri esseri viventi, è stato il posto occupato dalla moralità.

 

Religione e Filosofia si sono contese il campo dell’Etica, stabilendo che cosa è bene e che cosa è male. La moralità umana è stata spesso descritta come lo sforzo compiuto dall’uomo nel tentativo di vincere le forze egoistiche, brutali e antisociali che costituiscono il nucleo centrale della sua natura. L’uomo si sarebbe faticosamente emancipato (o avrebbe comunque tentato di farlo) dalla sua natura primitiva e animale: da una parte gli animali caratterizzati da una natura incapace di controllare le proprie pulsioni e intrappolata nelle emozioni; dall’altra l’umanità che si erge al di sopra della natura, con la razionalità che si erge sulle emozioni.

 

“…Questa dicotomia, secondo de Waal, è un artefatto umano e non corrisponde alla realtà. Aristotele e Tommaso d’Aquino già riconoscevano quanto le passioni umane fossero fondamentali per fare emergere la parte razionale. Per varcare il Rubicone della moralità, intesa come prerogativa umana, bisogna tuttavia attendere la rivoluzione scientifica di Darwin.

 

Egli, infatti, la identifica come un processo che si è evoluto a partire dagli istinti sociali degli animali. Un processo non necessariamente lineare, ma senza dubbio di natura biologica perché sottoposto alle leggi dell’evoluzione. Darwin è a tal punto consapevole della criticità di questo tema per l’impalcatura della sua teoria da dedicare due capitoli alla storia naturale e allo sviluppo del senso morale nell’uomo nel suo libro “The Descent of man and Selction in Relation to Sex” del 1871.

 

L’edizione più recente ( 2011 ) con l’introduzione di Giuseppe Montalenti, il famoso biologo ( Asti, 1904- Roma, 1990 ) è della Newton Compton Editori

 

Frans de Waal eredita questi temi e decide di affrontarli aggiornando il panorama scientifico, sovvertendo alcune visioni predominanti in biologia e in filosofia. Gli studi su scimpanzé e bonobo si intrecciano con le storie di altri mammiferi sociali e ci stupiscono non solo perché mettono in luce straordinarie capacità cognitive, ma anche perché ci raccontano del modo in cui le emozioni influenzano i legami sociali, similmente a quanto avviene fra gli esseri umani.

Più le specie sono legate da vincoli sociali e relazioni durature, più manifestano sensibilità verso le esigenze e le sofferenze degli altri.

Alcune specie di scimmie mostrano avversione a trattamenti iniqui perché riescono a capire le differenze di quantità e qualità. Si rifiutano quindi di accettare cibo di qualità scadente se al compagno è stata offerta una prelibatezza ( ” rivolta femminista ” ).

Ricordano inoltre chi ha condiviso con loro il cibo e quindi restituiscono il favore. Sono capaci di consolare i propri simili. Si comportano in maniera altruistica, senza prevedere un tornaconto. E sono indubbiamente conformiste. Pur di essere accettati in una comunità, gli individui sono disposti a rinunciare alle proprie abitudini, come mostra un recente studio…

Tutto questo non sarebbe possibile se le emozioni non avessero un posto centrale nella vita dei nostri cugini ( come nella nostra!).

Secondo de Waal, le emozioni sono alla radice della moralità.

All’alba della specie umana, i nostri progenitori vivevano in comunità di cacciatori- raccoglitori in cui la sopravvivenza di ciascuno dipendeva fortemente dalla capacità di coesione del gruppo. La cooperazione e l’assistenza agli altri doveva dunque avere la meglio sull’egoismo. La comunità era insomma una macchina i cui ingranaggi dipendevano dalla capacità di tessere reti sociali basate sull’empatia e sulla sensibilità nei confronti dei bisogni degli altri. Decisioni importanti dettate da razionalità o da freddo calcolo non possono prescindere dalle emozioni.

Nell’affrontare il tema dell’evoluzione della moralità, de Waal amplia la visione del problema. Se è vero che la sensibilità verso gli altri è profondamente radicata nel nostro cervello, è anche vero che, se non sostenuta da una gruppo, è estremamente fragile e vulnerabile

Le tendenze morali manifestate dagli animali possono insegnarci molto sull’origine della moralità umana. “La morale è un sistema di regole concernente i due aspetti dell’aiutare o almeno del non danneggiare i nostri simili. Si preoccupa del benessere degli altri e antepone la comunità all’individuo. Non nega l’interesse individuale, ma lo ridimensiona a vantaggio di una società fondata sulla cooperazione”. Essa si basa su due grandi pilastri: l’empatia (compassion) e la reciprocità (fairness), entrambi osservabili nel mondo animale, in particolare tra i mammiferi e in maniera spiccata tra i primati a noi più vicini.

 

Per quanto riguarda l’empatia, che è alla base dei comportamenti altruistici, De Waal distingue tre livelli: la capacità di immedesimarsi nello stato emotivo altrui (contagio emozionale), di provare interesse per gli altri (consolazione) e di adottarne il punto di vista (aiuto orientato).

Poche specie, afferma l’autore, mostrano tutti e tre gli stati, ma il primo ( immedesimarsi nelle emozioni dell’altro ) è tipico dei mammiferi, particolarmente sensibili alle emozioni altrui. Tra gli studi presentati, esemplificativo quello sui ratti che, di fronte a due contenitori, uno contenente cioccolato e uno contenente un compagno intrappolato terrorizzato, spesso si occupavano prima di liberare il compagno (Inbal Ben-Ami Bartal et Al., 2011).

La reciprocità, invece, riguarda il senso di giustizia relativo alla distribuzione delle risorse, e si distingue in equità di primo livello (protestiamo quando riceviamo meno degli altri) e di secondo livello (proponiamo una distribuzione equa delle risorse). L’essere umano condivide con le scimmie antropomorfe entrambi i livelli e il primo livello con le altre scimmie e i cani.

 

Se volete farvi quattro risate guardate l’esilarante video del celebre esperimento condotto da De Waal sulle scimmie cappuccino: due scimmie devono consegnare allo sperimentatore un sassolino e in cambio come premio ricevono la prima un pezzo di cetriolo, che mangia con gusto, e la seconda un chicco d’uva; la prima scimmia si accorge che l’altra ha ricevuto un cibo più prelibato, consegna un altro sassolino allo sperimentatore e quando riceve ancora un cetriolo, ecco la sua reazione:

 

video, 2.44 – in inglese, ma le immagini.. ALLA FINE !

TED.COM

Verso il min. 2.00- la reazione della scimmietta che riceve il cetriolo– e che vede l’altra con l’uva — è veramente magnifica !

 

Empatia e reciprocità, assieme al timore di ricevere una punizione e di perdere la propria reputazione in caso di messa in atto di “comportamenti cattivi”, sono i presupposti per vivere serenamente all’interno di un gruppo sociale e preservare il benessere della comunità.

 

De Waal osserva come però con lo sviluppo di gruppi sociali sempre più grandi (paesi, città, nazioni…) le regole di reciprocità e di reputazione si siano indebolite in quanto il controllo “faccia a faccia”, “uno a uno”, l’uno dell’altro è diventato sempre più difficile; da qui la necessità di una supervisione che garantisse un alto livello di cooperazione, e quindi lo sviluppo delle grandi religioni morali.

 

Ma “gli ingredienti principali di una società morale non richiedono la religione, dal momento che provengono dall’interno”; le grandi religioni hanno pertanto avuto il merito non di inventare, ma di sostenere una morale che era già dentro di noi e che in realtà è frutto dell’evoluzione naturale.

 

In conclusione, siamo biologicamente “programmati” per essere empatici, il nostro cervello prova piacere quando siamo altruisti (e ciò ci spinge a reiterare tale comportamento) e sin da piccolini ci arrabbiamo di fronte all’ingiustizia della non equità. Non saremo di certo universalmente buoni, ma indubbiamente siamo inclini ad esserlo… il che non è poco!

 

 Bibliografia:

l Bonobo e l’ateo (2013 – Recensione): Siamo biologicamente “programmati” per essere empatici, il nostro cervello prova piacere quando siamo altruisti…

Di Valentina Davi

Pubblicato il 05 Feb. 2014

Aggiornato il 12 Gen. 2024 18:59

link:  https://www.stateofmind.it/2014/02/ilbonobo-elateo-etologia-antropologia-psicologia/

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Crollo delle nascite anche per le stelle, ma il carburante c’è. L’idrogeno cosmico è diminuito solo di poco, il perché del declino rimane un mistero- ANSA.IT  6 settembre 2026 – 12.57-

 

 

 

ANSA.IT  6 settembre 2026 – 12.57

https://www.ansa.it/canale_scienza/notizie/spazio_astronomia/2026/09/06/crollo-delle-nascite-anche-per-le-stelle-ma-il-carburante-ce_21f0e95f-0706-4ed5-a7c3-1d870b0ec801.html

 

 

Crollo delle nascite anche per le stelle, ma il carburante c’è.

L’idrogeno cosmico è diminuito solo di poco, il perché del declino rimane un mistero

 

 

Il tasso di formazione stellare è diminuito di 2,5 volte (fonte: NASA/JPL-Caltech/2MASS/SSI/University of Wisconsin) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Il tasso di formazione stellare è diminuito di 2,5 volte (fonte: NASA/JPL-Caltech/2MASS/SSI/University of Wisconsin)

 

 

Il fenomeno del calo delle nascite ha colpito anche le stelle: negli ultimi 4,5 miliardi di anni, il loro tasso di formazione è crollato a meno della metà rispetto al passato. Eppure, la causa non sta nella mancanza di carburante: nello stesso arco di tempo, l’idrogeno atomico neutro, il serbatoio di gas vitale per le galassie, è diminuito solo di poco ed è, quindi, ancora abbondante.

Lo ha scoperto il vasto studio internazionale pubblicato sulla rivista Nature Astronomy e guidato dall’Accademia Cinese delle Scienze, al quale ha partecipato anche l’Italia con Università di Milano e Istituto Nazionale di Astrofisica di Milano.

 

 

 

H3

 

Natalità Galattica

La regione di formazione stellare Westerhout 43, a circa 20mila anni luce da noi, nella costellazione dell’Aquila, in un’immagine realizzata dal telescopio spaziale Herschel. Questa regione ospita oltre 20 “culle” di formazione stellare, evidenti in blu all’interno delle nubi di gas e polvere che pervadono l’immagine. Si stima che la regione coperta da questa immagine ospiti circa il 3,5 per cento del tasso di formazione stellare dell’intera Via Lattea.
Crediti: Esa / Herschel / Pacs, Spire / Hi-Gal Project. Acknowledgement: UniMap / L. Piazzo, La Sapienza – Università di Roma; E. Schisano / G. Li Causi, Iaps–Inaf, Italy
da: https://www.media.inaf.it/2022/12/20/tasso-formazione-stellare-via-lattea/

 

 

Il perché di questo declino rimane, dunque, un mistero.

Per riuscire a misurare con precisione il debolissimo segnale dell’idrogeno cosmico, i ricercatori guidati da Chuan-Peng Zhang hanno combinato l’altissima sensibilità del radiotelescopiocineseFast (Five hundred meter Aperture Spherical Telescope) con la capacità di scrutare un’ampia porzione di cielo dello strumento Desi (Dark Energy Spectroscopic Instrument), che è montato sul telescopio statunitense Nicholas U. Mayall.

 

 

FAST e DESI ridefiniscono la nostra visione dell’evoluzione cosmica (Fonte: Immagine realizzata dai National Astronomical Observatories of China e dallo Shanghai Astronomical Observatory della CAS)

 

 

Gli autori dello studio sono così riusciti ad analizzare un vasto campione di circa 2,5 milioni di galassie, coprendo quasi un terzo del cielo e ricostruendo l‘evoluzione del gas con una precisione senza precedenti. I risultati hanno evidenziato l’anomalia: mentre il tasso di formazione stellare è diminuito di circa 2,5 volte, la densità di idrogeno atomico neutro è calata solo di 1,4 volte.

Secondo i ricercatori, la spiegazione del calo della natalità stellare potrebbe risiedere nel passaggio cruciale che vede l’idrogeno atomico convertirsi in idrogeno molecolare, che è la forma che alimenta direttamente la nascita di nuovi astri. Man mano che la densità del gas diminuisce, infatti, probabilmente cala anche l’efficienza di questa trasformazione, e ciò rallenta la formazione stellare.

 

 

 Zw II 96

Sono due Galassie che interagiscono con i rispettivi nuclei invia di fusione. ZW II 96 si situa in direzione della costellazione del Delfino a circa 500 milioni di anni luce dalla Terra.
L’immagine di ZW II 96 è stata ripresa dal Telescopio spaziale Hubble e fa parte di una raccolta di 59 immagini di galassie interagenti che è stata pubblicata il 24 aprile 2009,
in occasione del 18º anniversario del lancio di Hubble.

 

***  Le immagini sono bellissime !

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ANSA.IT — 7 settembre 2026 – 9.44- Germania, Afd trionfa con oltre il 44% in Sassonia-Anhalt:: Sahra Wagenknecht, col suo Bsw..

 

 

***  L’affluenza alle urne è stata del 77,8%, la più alta registrata in Sassonia-Anhalt dalla riunificazione.

 

ANSA.IT — 7 settembre 2026 – 9.44

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/06/elezioni-in-germania-exit-poll-ard-in-sassonia-anhalt-afd-trionfa-con_243aead0-87e3-4c0c-aebc-18a1cdcd76be.html

 

Elezioni in Germania, Afd trionfa con oltre il 44% in Sassonia-Anhalt: ‘Abbiamo fatto la storia’

Crolla la Cdu in Sassonia-Anhalt e dimezza i voti. Bsw sul filo potrebbe aiutare Siegmund.

 

 

Ulrich Siegmund © ANSA/EPA

Ulrich Siegmund © ANSA/EPA

 

 

Il voto di questo 6 settembre è una cesura per la Germania, e avrà un impatto su Berlino.

Alternative fuer Deutschland trionfa nella Sassonia-Anhalt, spinta da un’affluenza record, per il piccolo Land dell’est, mentre la Cdu affonda. E scocca l’ora di Ulrich Siegmund, il 35enne che sognava di governare in un esecutivo monocolore, con un programma di estrema destra che sfonda anche tra i giovani. L’astro nascente di Afd, dai modi gentili e il sorriso rampante, ha scioccato il Paese con promesse radicali conquistando la sua gente, e il risultato è un 44,2% dei voti, in base alle proiezioni serali. Non è la maggioranza assoluta e dunque a caldo ha dichiarato: “Non so ancora se sarò ministro presidente, ma abbiamo già scritto la storia”.

 

 

 

Che possa formare un esecutivo, dipenderà da chi gli tenderà la mano. E la rossobruna Sahra Wagenknecht, col suo Bsw, le cui sorti sono sul filo, sarebbe pronta a farlo ( è arrivata al 5% soglia per entrare nel Parlamento ).

A Magdeburgo, al Maritim Hotel, lo sconforto avvolge invece il party elettorale dei cristiano-democratici ( CDU ), precipitati al 18%, la metà delle preferenze dell’ultima volta. E le parole del governatore uscente Sven Schulze aprono lo scontro nella Cdu: “Sono loro il partito più forte. Dobbiamo affrontare la situazione. Questa è la democrazia, la gente è andata a votare in massa, come mai prima”. Toni che fanno capire cosa stia accadendo nel partito di Friedrich Merz, dove la tenuta del cordone sanitario che isola l’ultradestra vacilla.

 

 

 

 

E il Kanzler ( Cancelliere ) dal pugno duro che voleva dimezzare Afd è adesso a rischio. Dalla capitale, i partiti di governo Verdi e Linke blindano il cosiddetto Brandmauer, il cordone sanitario, “nessuna collaborazione con un partito di estrema destra”.

Nelle prossime ore ci sarà da tener d’occhio però un altro risultato importante se non decisivo: quello del Bsw di Sahra Wagenknecht ( 1 ), che a caldo ha già teso la mano a Siegmund. Se le proiezioni di Ard la danno stabilmente al 5,1%, quella della Zdf la lasciano al 4,8%, sotto la soglia di ingresso. Proprio il partito della politica fuoriuscita dalla Linke ( BSW ) contestando gli aiuti all’Ucraina, come Afd che è su posizione filorusse, farà da ago da bilancia, nella complessa partita per il primo eventuale governo dei populisti, e questo nella regione in cui i servizi segreti li classificano come “sicuramente estremisti di destra”.

Alice Weidel e Tino Chrupalla stentano a contenere l’euforia.
“È un risultato storico, sensazionale”, ha affermato la copresidente federale di Alternativa, affermando di poter immaginare “una collaborazione con la Cdu o con parti della Cdu”.

Alla replica sulla fermezza che trapela dalla capitale, si è inalberata: “Il risultato disastroso della Cdu si deve al Brandmuer ( cordone sanitario ). La gente non ha più fiducia nel partito. Se Merz va avanti così non governeranno mai più da nessuna parte a livello federale”. È stato invece il vicecancelliere socialdemocratico, Lars Klingbeil, ad affermare per primo che il voto “è un segnale per Berlino”. E che questo verrà ascoltato, modificando il corso della politica del governo federale. I suoi socialdemocratici hanno preso il 9%, un disastro contenuto rispetto alle previsioni. Sgomento, paura ma anche rabbia segnano i commenti di un voto che segna una “cesura nella storia del Paese”, secondo il capogruppo parlamentare della Cdu Thorsten Frei. E l’ira colpisce innanzitutto il cancelliere, a questo punto a rischio. ”
Alla gente voglio dire di non aver paura, non siete soli!” – ha esclamato la leader nazionale della Linke, Heidi Reichinnek, che è terza nel Land con il 9%.

 

 

 

 

Ma la palla passa nel campo dell’Unione – Friedrich Merz aveva detto che avrebbe dimezzato Afd. E ha fallito. Non è stata una buona strategia quella di maltrattare i tedeschi, insultandoli come fannulloni”. “Il pacchetto delle riforme è finito”, aggiungono dal partito che dovrebbe tendere una mano proprio ai cristiano-democratici, anche se ormai per evitare un esecutivo Afd in Sassonia-Anhalt, servirebbe una coalizione a quattro. E fra partiti dalle anime molto diverse. “Merz avrebbe fatto meglio a restarsene in vacanza”, ha aggiunto Franziska Brandt dei Verdi, con un’altra stoccata al Kanzler, che per ora tace. Le tensione in Germania resta alta: il 20 settembre ci saranno le elezioni a Berlino e Nel Meclemburgo Pomerania anteriore.

Intanto, se Siegmund dovesse arrivare a governare dovrebbe iniziare a realizzare il suo programma: stop all’obbligo scolastico, classi separate per bambini con disabilità e migranti, taglio dei fondi al servizio radiotelevisivo pubblico e dei fondi alle chiese. Tutto quello contro cui ieri quindicimila persone si sono ribellate in piazza Duomo, invano.

 

(1)

Che cos’è BSW: il partito di sinistra duro con l’immigrazione che può decidere il governo della Sassonia-Anhalt.

Il BSW di Sahra Wagenknecht si gioca il suo ingresso nel Parlamento della Sassonia-Anhalt per alcune decimali e può finire per condizionare chi governa il Land. Nato dalla sinistra tedesca, combina politiche sociali e interventiste con una linea restrittiva sull’immigrazione, rifiuto dell’invio di armi in Ucraina e una strategia che rompe con l’isolamento politico di AfD.

 

segue nel link:

Demòcrata. es/ it

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video, 37 min. :: VANNACCI E MARIO MONTI AL FORUM AMBROSETTI — 5 settembre 2026 – AGENZIA ITALIA NEWS / LINK SOTTO

 

 

** sono una persona curiosa, pazienza !

 

 

AGENZIA ITALIA NEWS / link Youtube @ITALIANEWSAGENZIA

 

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