LINK X– 16 aprile — 6.08– grazie cara !
MinervaArmata @MinervaArmata
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Quello che si vede dalla finestra di un artista, 1824
– AQEwNvIhY9Jicg at Google Cultural Institute maximum zoom level
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Quello che si vede dalla finestra di un artista, 1824
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DA:

COLOBO ROSSO DEL PARCO DI KIBALE IN UGANDA
Immagine di Duncan Wright ( Sunbird di Sabine su en.wikipedia )
![]()
PARCO NAZIONALE DELLA FORESTA DI KIBALE
– Opera propria

SCIMPANZE’ CHE SI RIMPINZA DI FICHI
Drobert su Wikipedia in inglese
SCIMPANZE’ ABITUATO AGLI UMANI – si vede, ha la stessa espressione di un saggio, non vi pare ?
LE FOTO SOPRA SONO DA QUESTO LINK:: EN.WIKIPEDIA.ORG
DA: https://en.wikipedia.org/wiki/Kibale_National_Park#/media/File:Kibale_forest.jpg

L’UGANDA ALL’INTERNO DELL’AFRICA– è attraversata dall’ Equatore– gli stati confinanti li potete vedere sulla cartina
da:
NBTS.IT
https://nbts.it/viaggi-e-turismo/mappa-africa-gli-stati-piu-grandi-del-continente/
:

Kichaca Tours -PARCO NAZIONALE DI KIBALE




FOTO DA :
https://www.kichakatours.com/it/destinazione/parco-nazionale-di-kibale/
DA QUI, SEGUE DA:
https://destinationuganda.com/travel/national-parks/kibale-national-park/

A pochi chilometri da Fort Portal, viaggiando verso est in direzione di Kampala o verso sud-est in direzione di Mbarara, il verde brillante delle piantagioni di tè e dei banani di Toro si scurisce bruscamente, poiché entrambe le autostrade attraversano foreste tropicali nella parte settentrionale del Parco Nazionale di Kibale.
Oltre metà del parco (circa 45.000 ettari) è ricoperta da foreste pluviali sempreverdi di media altitudine nella parte settentrionale e da foreste umide semidecidue di media altitudine a quote inferiori nella parte meridionale. L’altra metà è costituita da praterie e paludi.
Il lago George, sito Ramsar, attraversa l’estremo angolo sud-occidentale del parco, a sud del fiume Rwimi.

Uno scimpanzé comune è seduto sul pavimento della foresta di Kibale. Seguire le tracce dei gruppi di scimpanzé abituati alla presenza umana è la principale attrazione turistica della foresta di Kibale.

Una coppia di turachi blu
Il Parco Nazionale di Kibale ospita una grande varietà di specie selvatiche, tra cui 70 specie di mammiferi, 13 specie di primati e 325 specie di uccelli, che vivono nella sua vegetazione e al di sotto di essa.

Tempo di toelettatura: gli scimpanzé trascorrono parte della giornata a pulirsi a vicenda. Potrete osservarlo durante un’esperienza di abituazione alla presenza umana , che prevede un’intera giornata trascorsa a seguirli nella foresta pluviale.
Tra gli animali più noti del Parco Nazionale di Kibale si annoverano lo straordinario scimpanzé comune, il babbuino, il colobo rosso, il colobo bianco e nero, la scimmia di L’Hoest, la scimmia dalla coda rossa, la scimmia vervet e la scimmia blu, oltre al mangabey dell’Uganda.

Camminare accanto agli scimpanzé selvatici è il momento clou di qualsiasi visita a questa antica giungla popolata da primati.

Il potto è un primate notturno di medie dimensioni, simile a un bradipo, che abita le zone interne delle foreste, trascorrendo le notti a cercare cibo a testa in giù sui rami degli alberi e i giorni raggomitolato a dormire nelle cavità degli alberi. I turisti a volte lo avvistano durante le escursioni notturne guidate nella foresta di Kibale, nell’Uganda occidentale.
*** ho trovato in un altro link ( sotto la foto ) un’ altra immagine del POTTO ( ormai lo rivediamo con gioia come un vecchio amico ).. Guardate che carino !
Le mani, sembra un dito in meno, però sembrano come le nostre quando sono vecchie e ben sporche.. dite di no ? Può darsi.

https://www.nkuringosafaris.com/wildlife-uganda/

BUCERO GUANCE ARGENTATE

LO STESSI BUCERO MA UN LINK DIVERSO: https://animalia.bio/it/silvery-cheeked-hornbill
Altri animali interessanti includono l’elefante di foresta , il duiker, il tragelafo, il sitatunga , il cinghiale, il facocero gigante, il facocero comune e il bufalo africano .
Tra i predatori di Kibale si trovano il leopardo, il serval, il gatto dorato africano, la mangusta, la lontra e, occasionalmente, il leone.
Sebbene Kibale offra un’eccellente opportunità di avvistamento dei primati, è difficile osservare i grandi mammiferi, nonostante l’impressionante lista di specie presenti. L’attrazione principale di Kibale, tuttavia, è la possibilità di seguire le tracce degli scimpanzé nel loro habitat naturale partendo dal centro visitatori di Kanyanchu.

Il trekking alla ricerca degli scimpanzé è generalmente fruttuoso; guide e visitatori seguono gruppi di scimpanzé abituati alla presenza umana nella foresta pluviale di media altitudine di Kibale dal 1994. Gli scimpanzé tollerano la presenza umana.
I mammiferi di grandi dimensioni, come elefanti e bufali, raramente compaiono sui sentieri turistici, ma sono abbondanti nella foresta.
tutto la parte sopra, foto e testo è dal link:
DESTINATION UGANDA.COM / TRAVEL / NATIONAL PARKS / KIBALE PARK
https://destinationuganda.com/travel/national-parks/kibale-national-park/
*** MAGA = MAKE AMERICAN GREAT AGAIN
* per chi non lo sapesse
IL GIORNALONE PRIMA PAGINA –15 APRILE 2026
https://www.giornalone.it/prima-pagina-il-manifesto/

IL MANIFESTO 10 NOVEMBRE 2024
https://ilmanifesto.it/ideologia-maga-il-patto-sociale-e-stato-rimpiazzato-dallodio
Martedì sera, per sfuggire allo stillicidio dei risultati delle elezioni presidenziali, mi sono andato a guardare il video del discorso di un mio collega, l’economista Robert Reich. Era il 1994 e Reich, allora segretario del lavoro nell’amministrazione Clinton, si dichiarava preoccupato per la fine del sogno americano. Le forze della tecnologia e della globalizzazione, dice Reich, stanno mettendo sotto pressione la classe media, creando una società divisa tra pochi vincitori e una massa di dimenticati.
Ne risultano rabbia, disillusione, e «un risentimento sociale che potrebbe avvelenare la nostra società». E che, oltretutto, è «facilmente manipolabile». Senza un nuovo patto sociale, conclude Reich, i politici avrebbero presto mietuto «l’amaro raccolto della rabbia popolare».
I TRENT’ANNI che ci separano da quel discorso hanno visto il fallimento, a partire proprio dall’amministrazione Clinton, del tentativo di rinnovare il patto tra lavoratori, imprenditori e politica. Al posto del nuovo sogno americano auspicato da Reich e di un allargamento della classe media ad altre realtà sociali, abbiamo assistito a una crescita delle diseguaglianze, amplificata da tecnologie potenti e pervasive.
La politica si è dimostrata incapace di gestire il cambiamento, assecondando la svalutazione e la precarizzazione del lavoro, la degradazione delle condizioni di vita dei lavoratori, i profitti a breve termine e la creazione di monopoli.
Ma il secondo mandato di Trump non si spiega solo in termini economici: la politica vive anche di simboli, di orizzonti di senso. Hanno votato per Trump molti maschi working class che, in precedenza, avevano votato per Obama e Biden. Evidentemente hanno trovato qualcosa di convincente in quello che Trump aveva da offrire.
Il che non vuol dire affatto che credano a tutte le sue promesse: alcuni sondaggi hanno mostrato come una parte significativa degli stessi elettori di Trump lo ritenga poco credibile. Ma sicuramente lo trovano radicale, alternativo, il distruttore di un sistema da cui si sentono esclusi. E comunque, al di là delle improbabili promesse economiche, c’è qualcosa di molto importante che Trump sa offrire alla sua base: un’identità e un senso di appartenenza.
Il cappellino rosso MAGA apre le porte di un’utopia reazionaria. Promette una comunità basata su valori tradizionali, tra cui spicca un machismo adolescenziale e un ordine sociale gerarchico e razzializzato.
Il patto del sogno americano si basava sullo scambio tra lavoro e sicurezza socioeconomica e il suo sentimento chiave era l’ambizione di appartenere alla classe media: casa, automobile e università per i figli. In una società ormai strutturalmente ineguale quel sogno è svanito e il sentimento chiave non può che essere l’odio: verso i diversi, i nuovi immigrati, le donne.
QUELLO MAGA è un immaginario fortemente misogino, in cui la donna non ha le capacità intellettuali e caratteriali per assumere posizioni di leadership, tanto meno – come si è visto bene in queste elezioni – una donna di colore. Basta rileggersi i volgari insulti lanciati da Trump, Musk, e Vance contro Harris, e più in generale le donne che non incarnano uno stereotipo di subordinazione.
E poi ci sono gli eterni anni Ottanta, che visti da una prospettiva MAGA ricordano molto lo yuppismo omicida di American Psycho, ma senza l’ironia di Ellis.
Il vecchio Hulk Hogan che si strappa la maglia sul palco di fianco a Trump e l’oro finto della Trump Tower sono simboli perfetti per un movimento che si nutre di nostalgia per un mondo che va in pezzi proprio in quel periodo. Il riferimento al wrestling è tutt’altro che secondario: ai raduni di Trump, come nel wrestling, tutti sanno che si tratta di una messinscena. Ma il punto non è quello: è stare insieme intorno al ring, per urlare a squarciagola il proprio sostegno all’eroe che combatte contro le forze del male.
Ora: a fronte di questa visione del mondo e questi rituali, che cosa hanno proposto i democratici? Quale visione alternativa? Quale idea di comunità? Temo che la percezione diffusa sia stata che volessero semplicemente difendere lo status quo.
QUALCOSA SULLì’AUTORE

EDITORE LUISS, agosto 2025
Sono gli ultimi anni del Settecento. Un secolo sta finendo e con esso un’era, quella dei Lumi, che ha visto vacillare convinzioni e credenze ritenute valide per secoli. Mentre ancora risuona il fragore della rivoluzione, a Napoli, la più intellettuale delle città italiane, inizia una guerra silenziosa combattuta senza armi, ma con simboli, formule e teoremi. È la battaglia per la salvezza della matematica – e, con essa, dell’intera società. Combattono questo scontro due curiosi schieramenti: da una parte gli studiosi che hanno abbracciato i nuovi strumenti intellettuali provenienti dalla Francia giacobina, dove algebra, astrazione e calcolo infinitesimale hanno sovvertito un ordine matematico vecchio di secoli.
Dall’altra, i custodi del rigore, ossia gli accademici disposti a difendere con ogni mezzo la purezza del pensiero geometrico contro il disordine della scienza nuova.
Non si tratta, tuttavia, soltanto di una disputa intellettuale: tornare a Euclide diventa il proclama di un progetto che vuole restaurare un ordine matematico e politico capace di reagire alla dissoluzione del sapere e dell’ordine aristocratico messi in crisi dai rivoluzionari. Il teorema della purezza non è solo la ricostruzione di una vecchia disputa accademica, ma il racconto di come ricerca e conoscenza non siano elementi neutri della società, bensì forze attive, capaci di plasmare e condurre i grandi cambiamenti sociali, politici ed economici.
In questo libro, la matematica diventa il campo di battaglia su cui si gioca una sfida che è al tempo stesso filosofica, politica e culturale. Mazzotti ci invita a riflettere su quanto la forma del sapere incida sulla forma della società, e a riconoscere, nella storia delle idee, le premesse del mondo che abitiamo oggi.
È professore di Storia della Scienza alla University of California, Berkeley. Mazzotti ha dedicato la sua ricerca allo studio dei legami tra scienza, tecnologia e società. Le sue pubblicazioni esplorano il modo in cui le idee scientifiche si intrecciano con il potere politico e sociale, con un focus particolare sulla matematica e le sue implicazioni culturali.
POST DE IL MANIFESTO PER IL 25 APRILE

Diventa una staffetta partigiana.
Festa della Liberazione! Regaliamo tutti insieme 50.000 articoli entro il 25 aprile. E stavolta sei tu a scegliere.
Che Liberazione!

Jason Anick (violin) – https://www.jasonanick.com/
Olli Soikkeli (lead guitar)
Vinny Raniolo (rhythm guitar)
Greg Loughman (bass)
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Johann Strauss ( Vienna, 14 marzo 1804 – Vienna, 25 settembre 1849 ), in una litografia di Joseph Kriehuber, 1835.
Strauss è stato, assieme a Joseph Lanner, il creatore del valzer viennese, che seppe portare a livelli di dignità mai raggiunti fino a quel momento e contribuì alla sua diffusione nel resto del continente europeo; con lui il valzer smise di essere una semplice danza contadina e fece il suo ingresso anche fra i livelli più alti della società, sia come musica da ballo, sia come musica da concerto.
da :
****
https://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Strauss_
*** ( La marcia fu ) scritta in tutta furia per celebrare la riconquista austriaca di Milano e Veneto ( fine della prima guerra d’indipendenza ) dopo i moti rivoluzionari in Italia del 1848 ( Le 5 giornate di Milano ) e anche in Europa ( Il famoso Quarantotto, sempre citato )
VOCI PER LA PACE – VOCES PARA LA PAZ. / LINK SOTTO
La forza della musica per un mondo più giusto.
CONCERTO DEL 17 NOVEMBRE 2024 PER RACCOGLIERE FONDI PER L’ALLUVIONE DI VALENCIA – VALENZA
Direttore Andrés Salado –
Percussione: Raúl Benavent.

Andrés Salado ( Madrid, 1983 )
LA PROVINCIA DI VALENZA
https://www.gettyimages.it/search/2/image?
phrase=valencia%20spagna&sort=best&license=rf%2Crm&page=2

LA PIAZZA ” REDONDA ” E’ SITUATA NEL CENTRO STORICO DI VALENCIA ( CIUTAT VELLA ) ED E’ SEDE DEL MERCATO DAL LUNEDI’ AL SABATO ( dalle 10.00 alle 20.00 + mercato straordinario domenica e festivi dalle 8.00 alle 14.00 )– PROGETTATA NEL 1840 DALL’ARCHITETTO SALVADOR ESCRIG

VISTA DALL’ALTO DEL CENTRO DI VALENCIA

SAPLAYA VALENCIA
SEGUE DA:
PORTSAPLAYA.COM
https://www.portsaplaya.com/it/notizie/storia-di-port-saplaya.html
Port Saplaya è il piccolo villaggio di pescatori a soli 4 chilometri da Valencia.
Conosciuta anche come la Piccola Venezia Valenciana, è una zona prevalentemente residenziale che appartiene al comune di Alboraya (Valencia), situato a 2 chilometri dal comune, nel nord-ovest. La popolazione censita negli ultimi anni è stata di circa 2.000 abitanti ed è nota per la sua architettura colorata, la sua peculiare pianificazione urbanistica e le sue spiagge.
Nasce come zona residenziale negli anni ’70, dalla collaborazione tra imprenditori e proprietari terrieri. Questi proprietari erano, per la maggior parte, produttori di noci tigre (per produrre la famosa horchata de chufa ) che sfruttavano le terre vicine al mare. A quel tempo, la costa, come abbiamo accennato, era piena di campi, quindi le spiagge non erano per niente accessibili.
Il progetto si ispirò all’urbanistica della Costa Azzurra e della Riviera Ligure e fu concepito come un porto interno con accesso al mare. Un porto circondato da singole case dove ogni vicino poteva far attraccare la propria barca davanti alla porta di casa. Questa visione rappresentò all’epoca una rivoluzione nella pianificazione urbana.
*** se volete prenotare un appartamento…
ANSA.IT 15 APRILE 2026– 11.53

l Pentagono invierà altre migliaia di soldati in Medio Oriente nei prossimi giorni, mentre il governo Trump cerca di fare pressione sull’Iran per un accordo che metta fine al conflitto.
Lo scrive il Washington Post citando funzionari Usa.
Le forze in arrivo nella regione includono circa 6.000 soldati a bordo della portaerei Uss George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta, hanno dichiarato funzionari attuali ed ex che hanno parlato sotto anonimato.
Altri 4.200 soldati, appartenenti al Boxer Amphibious Ready Group e alla task force dei Marines imbarcata, l’11th Marine Expeditionary Unit, dovrebbero arrivare a fine mese.
I rinforzi militari dovrebbero unirsi alle navi da guerra già presenti in Medio Oriente proprio mentre si avvicina la scadenza del cessate il fuoco di due settimane, il 22 aprile.
Le truppe si uniranno ai circa 50.000 militari che, secondo il Pentagono, sono impegnati nelle operazioni contro l’Iran.
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Charles Bradford Cooper II, detto Brad (Winston-Salem // vedi sotto ), 1967), è un ammiraglio statunitense, comandante del Comando centrale degli Stati Uniti dal 2025
L’arrivo di ulteriori navi da guerra americane eserciterà una pressione ancora maggiore sull’Iran e fornirà all’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, e ad altri alti ufficiali militari maggiori opzioni nel caso in cui i negoziati fallissero, ha detto al quotidiano statunitense James Foggo, ammiraglio della Marina in pensione e decano del Center for Maritime Strategy nella Virginia settentrionale.
WINSTOM- SALEM — Nord Carolina

Cartoon map of North Carolina
WISTOM- SALEM – sulla sinistra sotto la Virginia
DA:

WINSTON- SALEM — 1881 — sembrano tutti alberi e qualche casa sulla sinistra ns.

Una vecchia panetteria — forse, nella piante, c’era una casa come questa..

il centro della città ( 252. 975 abitanti nel 2023 )
da: Wikipedia / link
link X di
MINERVA ARMATA
Un raggio del sole, che cala, sui merli di Tor Millina #Roma Via di S. Maria dell’Anima
( M. A.)

nota del blog:
da :
TURISMO ROMA.IT
https://www.turismoroma.it/it/luoghi/tor-millina
L’elegante torre a quattro piani a due passi da piazza Navona, nel Rione Parione, è una delle poche di Roma ad avere un carattere principalmente onorario. Costruita su parte dei resti dello stadio di Domiziano, risale molto probabilmente al XIII secolo, quando la città, raccontano le guide dell’epoca a uso dei pellegrini, si presentava ai suoi visitatori come “ferrigna e turrita”.
Due secoli dopo, ormai ridotta quasi a rovina, la torre fu acquistata e fatta restaurare da Pietro Millini (o Mellini), appartenente a una delle più antiche e nobili famiglie della città, giureconsulto e appassionato di antichità, poi sepolto nella prestigiosa chiesa agostiniana di Santa Maria del Popolo. Nell’ultimo quarto del Quattrocento, durante il pontificato di Sisto IV, la torre fu quindi fornita di finestre al primo e al secondo piano, e ai suoi lati furono costruiti due palazzetti dentro cui fu inglobata. Il ballatoio, originariamente aperto e provvisto di merli, fu inoltre chiuso con un tetto e sui quattro lati vi fu apposta la scritta “Millina”, ancora ben leggibile.
Nel 1491, in occasione del matrimonio del figlio di Pietro, Mario Millini, con Ginevra Cybo, nipote di papa Innocenzo VIII, sia la torre sia i palazzetti furono decorati con pitture monocrome contornate da graffiti con candelabri, girali, stemmi, nudi femminili, divinità marine, bucrani, cornucopie, mascheroni e altri motivi ornamentali. Oggi non ne resta che qualche accenno, in particolare al di sotto dei merli.

PIANTINA — voleva mostravi che è vicinissima a Piazza Navona che conosciamo tutti !
DA :

Mario Sironi, foto sconosciuto, 1950
foto da Wikipedia
E’ stato notato, “la figura eretta ed eroica, che Sironi aveva dipinto tante volte negli anni trenta, si muta in figura piegata, prostrata, umiliata” (Elena Pontiggia).
Chi può essere l’ospite del Signore, domanda il salmo: “Signore chi abiterà nella tua tenda? Chi dimorerà sul tuo santo monte?”.
I poveri in spirito, gli afflitti, i miti, i cercatori di giustizia, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, perseguitati…
E’ proprio dagli scritti più personali del pittore che una delle curatrici, Claudia Gian Ferrari, parte per questa nuova lettura dell’opera di Mario Sironi dopo la guerra – e durante gli ultimi anni di questa – caratterizzando quest’ultimo periodo della sua vita ( muore nel 1961 ) come dolore, sconfitta, disillusione e tragedia per la perdita di tutto : gli ideali civili, politici e artistici ( il Fascismo soprattutto ) distrutti dalla realtà e ancor più il suicidio della figlia 18enne Rossana nel 1948, ; inoltre, la salute che si deteriorava soprattutto per un’artrite progressiva.

Mario Sironi, Invocazione, 1946

Mario Sironi, L’apologo. Cristo e gli apostoli, 1944, olio su masonite, cm 52-x-68

dettaglio

Mario Sironi, Colloquio

Mario Sironi, La penitente, 1945

Mario Sironi, Lazzaro
le immagini fin qui e parte del testo sono di:
LA BARCA E IL MARE.IT
https://labarcaeilmare.it/opere-e-linguaggi/abitare-il-monte-le-beatitudini/

Sironi, Il gasometro della Bovisa, 1945- 65X 85 cm
Casa Museo Boschi di Stefano, Milano
da:
EXIBART:COM
https://www.exibart.com/milano/fino-al-22-vi-2008-mario-sironi-milano-fondazione-stelline/

MARIO SIRONI, COMPOSIZIONE, FINE ANNI QUARANTA
(Casa Museo Francesco Cristina)
– Opera propria
foto da : https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Sironi

Composizione e figure, 1957 (Fondazione Cariplo)

Questa immagine mostra la Baia di Vallugola, un pittoresco porticciolo e baia situato lungo la costa adriatica tra Gabicce Mare e Pesaro, nelle Marche.

le foto sono di Sabina dal suo X– belle, vero ?
LINK DI SABINA SU X
Sabina @Sabina25537896

IL BLOG :
Adesso con tutti i nuovi marchingegni le guerre costano molto di più:, faresti molto più ospedali e, soprattutto, non uccideresti e non distruggeresti case costringendo la gente a vivere nelle tende anche al gelo come a Gaza.

ALEX VATANKA – Direttore fondatore del programma Iran presso il Middle East Institute con sede a Washington ( fondato nel 1946, è un centro culturale apartitico senza scopo di lucro, che mira a far conoscere il Medio Oriente ai cittadini americani e a chiunque altro voglia interessarsi )
“Questa guerra è stata venduta da Benjamin Netanyahu a Donald Trump come una vittoria rapida. Non è stato così”. A dirlo è Alex Vatanka, direttore del programma Iran al Middle East Institute, intervistato dall’inviata di Piazzapulita, Anna Airoldi, sul conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
La realtà è lontana dalle dichiarazioni taglienti che arrivano da Washington. Trump, infatti, fin dall’inizio del conflitto ha più volte annunciato, a parole, effetti devastanti e operazioni militari in grado di destabilizzare permanentemente l’Iran e avere la meglio sul regime.
Tuttavia, a oggi, Teheran mantiene ancora un potere che preoccupa gli Stati Uniti e non solo: il controllo dello stretto di Hormuz dove passano il 20% delle forniture di petrolio mondiale, uno strumento ritenuto più efficace persino dell’uranio arricchito.
Gli effetti legati alla sicurezza energetica mettono così a maggior rischio l’Europa, anche nello scenario di sconfitta del regime iraniano.
PER RIVEDERE TUTTI I VIDEO DEL PROGRAMMA PIAZZA PULITA VAI SU https://www.la7.it/piazzapulita

HYDRA — MITOLOGIA GRECA- fu uccisa da Ercole nella sua seconda fatica
https://it.wikipedia.org/wiki/Idra_di_Lerna
RAI 3 — 12 APRILE 2026
di Giorgio Mottola
Collaborazione di Greta Orsi
Immagini Carlos Dias e Fabio Martinelli
Ricerca immagini Alessia Pelagaggi e Silvia Scognamiglio
Montaggio e grafica Giorgio Vallati
Report: documenti inediti sui rapporti tra politica e ambienti criminali
segue da :
AI OVERVIEW– informazioni generali penso prodotte dall’ AI ( intelligenza artificiale )
GOOGLE.COM / SEARCH
L’inchiesta “Hydra” della DDA di Milano ha svelato una “supermafia” in Lombardia, evidenziando un’alleanza strutturata tra Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra per gestire affari illeciti. Avviata nell’ottobre 2023 con 11 arresti, l’indagine ha portato a un maxi processo (iniziato a marzo 2026) con oltre 70 imputati, basandosi su un sistema “confederativo” orientato al profitto economico e ai legami con colletti bianchi.
DA :
GOOGLE.COM / SEARCH


2026 n. 38- marzo-aprile 2026
apri qui


Tiro = Tyre
![r/papertowns - L'antica Tiro (Tiro, Libano) era una fortezza insulare inespugnabile fino a quando Alessandro Magno non la assediò nel 332 aC e la unì alla terraferma con una strada militare [1024 x 597]](https://external-preview.redd.it/ancient-tyrus-tyre-lebanon-was-an-impregnable-island-v0-_wSMVx3y3Eh-c1DnqgvxUuAdwQ-0pb65ca7xcS12Qjg.jpg?width=640&crop=smart&auto=webp&s=c0f04639bdaf715185382e1dbe03fea857e6fb0e)
Ancient Tyrus (Tyre, Lebanon) was an impregnable island fortress until Alexander the Great besieged it in 332 BC and joined it to the mainland with a military causeway [1024 x 597]
byu/sylvyrfyre inpapertowns
** per quanto abbia cercato non sono riuscita a trovare il nome del conduttore
ANSA.IT 13 APRILE 2026 – 12.05
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/04/13/trump-si-ritrae-con-lia-come-un-messia-che-emana-luce-divina_9b73bf72-c1b6-4686-80cf-9cdcf80ba71a.html

Donald Trump in tunica bianca e rossa, la mano destra sulla fronte di un malato e luce divina che emana da quella sinistra, circondato da una dottoressa, un militare e altre figure adoranti, con elementi come la bandiera Usa, un’aquila e la Statua della Libertà sullo sfondo: è l’immagine creata con l’Intelligenza Artificiale postata sul suo account Truth dal presidente Usa, poco dopo aver attaccato duramente in un altro post papa Leone XIV.
ANSA.IT 13 APRILE 2026 — 16.40
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/04/13/trump-attacca-papa-leone-e-un-debole-e-pessimo-sulla-politica-estera_8e91ffa4-c131-4e83-a9a8-f95a84cf16a5.html

Donald Trump spara a zero su Papa Leone, il primo pontefice americano nella storia della chiesa cattolica.
Un attacco senza precedenti, che segna una rottura inimmaginabile tra la Casa Bianca e il Vaticano. In un lungo e durissimo post su Truth, mentre era ancora sull’Air Force One di ritorno dalla Florida, il presidente americano ha definito Leone un “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera”.
Immediata e dura la risposta del Pontefice: “Io non ho paura dell’amministrazione Trump”, “parlo del Vangelo” e quindi “continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra”, ha detto commentando con i giornalisti sul volo da Roma ad Algeri l’attacco di Donald Trump contro di lui. “Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui“, ha aggiunto.
“Non penso si possa abusare del Vangelo nel modo in cui alcune persone stanno facendo”, ha proseguito sugli attacchi di Donald Trump. “Penso che le persone che leggono – ha aggiunto riferendosi al messaggio del presidente Usa -possano trarre le loro conclusioni”.
“Non sono un politico“, “parlo del Vangelo” secondo il quale “bisogna costruire la pace”. “Smettiamola con le guerre!”, ha ribadito Prevost che ha insistito sul “dialogo” e sulla “relazione multilaterale tra le nazioni per trovare una soluzione giusta ai problemi. Troppe persone stanno soffrendo, troppi innocenti sono stati uccisi, e credo che qualcuno debba alzarsi per dire che c’è una via migliore”.
In Algeria, nel suo primo discorso al Monumento dei Martiri, ha poi lanciato un nuovo appello alla pace: “Dio desidera per ogni nazione la pace: una pace che non è solo assenza di conflitto, ma espressione di giustizia e di dignità”. Per questo serve il “perdono”, ha detto Leone XIV. Quindi ha aggiunto: “So quanto sia difficile perdonare, tuttavia, mentre i conflitti continuano a moltiplicarsi in tutto il mondo, non si può aggiungere risentimento a risentimento, di generazione in generazione. Il futuro appartiene agli uomini e alle donne di pace” e “la violenza, al di là di ogni apparenza, non avrà mai l’ultima parola”.
Nel suo post, Trump aveva scritto ancora che il Papa “parla della paura nei confronti dell’amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose”, riferendosi alle recenti dichiarazioni del pontefice che ha condannato la guerra durante una speciale veglia di preghiera nella basilica vaticana di San Pietro nelle stesse ore in cui Stati Uniti e Iran stavano tenendo colloqui di pace, poi falliti, in Pakistan.
“Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto”, ha insistito Trump, accusando Papa Leone di “ritenere accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare”. “Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti”, ha attaccato ancora il tycoon. “E non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia”.
Il presidente americano ha perfino rivendicato il merito dell’elezione di Louis Prevost a pontefice: “Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano“.
Purtroppo”, ha proseguito Trump, “l’atteggiamento di Leone, troppo debole sul fronte della criminalità e su quello delle armi nucleari, non mi va affatto a genio. Né mi piace il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un fallito della sinistra, uno di coloro che avrebbero voluto vedere arrestati fedeli e membri del clero”. “Leone”, ha insistito il presidente americano “dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un Grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la chiesa cattolica!”, ha concluso Trump.
L’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, si dice sconfortato dall’attacco di Donald Trump al Papa. “Sono affranto per il fatto che il presidente abbia scelto di scrivere parole così denigratorie sul Santo Padre. Papa Leone non è il suo rivale; né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime”, ha affermato in una dichiarazione, come riporta Reuters sul sito.
La Presidenza della Cei, “esprime rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore” dal Presidente Usa Donald Trump, e “unendosi a quanto affermato dal Presidente dei vescovi Usa, ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità.
Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Papa vicinanza e affetto, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero”.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian condanna “l’insulto” rivolto a Papa Leone XIV “a nome della grande nazione dell’Iran”. “Dichiaro che la profanazione di Gesù, il profeta di pace e fratellanza, non è accettabile per nessuna persona libera. Vi auguro gloria da parte di Allah”, ha aggiunto il presidente su X in riferimento alle parole usata da Donald Trump contro il Papa.
Il teamwork o LAVORO DI SQUADRA rappresenta la capacità di un gruppo di persone di collaborare per raggiungere obiettivi comuni. Non si tratta semplicemente di suddividere i compiti, ma di condividere idee, responsabilità e competenze in un ambiente inclusivo che valorizza la diversità e il confronto. Una squadra di lavoro efficace si costruisce conoscendo i valori dei colleghi e mettendo in sinergia le competenze di ciascuno.
Un lavoro di squadra significativo va oltre la semplice collaborazione: implica una vera e propria sinergia fra i membri del team, dove il risultato finale è maggiore della somma delle parti individuali.
Di
Alessandra Maretti
Pubblicato il
Aprile 14, 2025
da :
TEAM LEWIS
DA – GETTY IMAGES
https://www.gettyimages.it/search/2/image?phrase=animal+teamwork&tracked_gsrp_landing=https%3A%2F%2F
www.gettyimages.it%2Fimmagine%2Fanimal-teamwork
https://nationalinterest.org/feature/the-women-holding-ukraines-defense-together
Quando la Russia ha invaso l’Ucraina , milioni di persone sono fuggite, ma molte donne ucraine si sono lanciate nella lotta. Ora sono le ingegnere che costruiscono droni, le volontarie che evacuano i civili sotto i bombardamenti, la forza lavoro tecnologica che alimenta sempre più la rivoluzione dei droni in Ucraina e le giovani pilote di droni che attaccano le forze russe.
Il loro ruolo sta diventando sempre più importante, poiché il conflitto sta prosciugando le risorse umane dell’Ucraina in un contesto di più ampie sfide legate alla mobilitazione. Un’analisi del mercato del lavoro del 2025 ha rilevato che metà delle aziende intervistate prevedeva di assumere donne per ruoli tradizionalmente dominati dagli uomini nel 2026. Nell’Ucraina in tempo di guerra, le donne stanno svolgendo un ruolo sempre più importante nel sostenere la più ampia mobilitazione per la difesa del Paese.
Prima dell’invasione su vasta scala da parte della Russia, Lyuba Shipovich viveva agiatamente negli Stati Uniti. Era una brillante ingegnere informatica e imprenditrice nel settore fintech, con progetti di espansione in Europa. Con l’invasione, ha messo a frutto le sue competenze tecniche per aiutare l’Ucraina a sfruttare la tecnologia per difendersi.
Shipovich è co-fondatore di Dignitas , un’organizzazione che supporta lo sviluppo di tecnologie militari per l’esercito ucraino e contribuisce all’addestramento dei soldati sull’uso di droni e robotica terrestre. Grazie a collaborazioni con importanti rivenditori ucraini, Dignitas ha anche contribuito a finanziare la formazione completa e l’equipaggiamento di operatrici di droni , che vengono poi impiegate con i propri kit operativi. “Rompono i vecchi schemi su chi ha il diritto di stare sul campo di battaglia”, si legge in un post sul blog di Dignitas.
Un’altra figura chiave dietro la rivoluzione dei droni in Ucraina è Maria Berlinska , cofondatrice di Dignitas e forza trainante dell’iniziativa Victory Drones . Ex operatrice di ricognizione aerea che si è offerta volontaria nella guerra del Donbass, Berlinska è diventata una delle voci più autorevoli in Ucraina in materia di modernizzazione militare e integrazione delle donne nell’esercito ucraino. Il presidente di Dignitas Ucraina, Dmytro Kavun, ha definito Berlinska una “visionaria ed evangelista”.
Attraverso il progetto Victory Drones, ha contribuito all’addestramento di oltre 50.000 militari nell’utilizzo di sistemi senza pilota. Si è inoltre battuta per riforme strutturali, contribuendo all’eliminazione delle barriere doganali e dell’IVA sui droni importati, in modo che tecnologie cruciali potessero raggiungere più rapidamente il campo di battaglia.
Berlinska ha affermato che “Ci troviamo nella più grande guerra tecnologica della storia umana, una battaglia in cui Davide deve costantemente inventare, in modo asimmetrico, nuove ‘fionde’ tecnologiche per contenere il gigante Golia dell’Asse del Male”.
Un’altra donna che contribuisce a mantenere il vantaggio tecnologico dell’Ucraina è Iryna Zhluktenko, co-fondatrice e direttrice della Dzyga’s Paw Foundation. Questa organizzazione no-profit ucraina fornisce droni alle unità in prima linea e supporta la ricerca e lo sviluppo per le unità dell’esercito.
Dal 2022, il suo piccolo team ha raccolto più di 5,5 milioni di dollari attraverso il crowdfunding internazionale, costruendo una rete globale di sostenitori in oltre 70 paesi. Ha avviato il progetto con il suo attuale marito Dimko , che si è arruolato nell’esercito nel 2024. “Penso che la nostra relazione sia importante sia per me che per Dimko, ma per ora l’abbiamo messa da parte perché abbiamo dato la priorità alla lotta”, ha affermato Zhluktenko.
Poco prima del loro matrimonio, previsto per giugno 2024, lei pubblicò su X: “Mi sposerò presto. Non posso invitare alcuni dei miei amici al mio matrimonio perché hanno scelto di combattere per la nostra indipendenza, per la libertà di ogni cittadino ucraino, me in particolare. E sono stati uccisi dai russi.”
In tutto il paese, altre donne si offrivano volontarie per contribuire alla difesa dell’Ucraina in vari modi. Il secondo giorno dell’invasione, Alina Holovko a Dnipro creò un gruppo Telegram per organizzare i volontari. Poco dopo, le persone che si presentarono accettarono di fabbricare bombe Molotov in un’officina per fermare i russi qualora fossero arrivati in città. Il giorno successivo, il numero di volontari triplicò. Ben presto, si arrivava a un centinaio di persone al giorno.
L’ARTICOLO CONTINUA NEL LINK SE VUOI:
9 aprile 2026
https://nationalinterest.org/feature/the-women-holding-ukraines-defense-together
MARIA CALLAS
*** GIANNI SCHICCHI – E’ una opera comica del chiamato TRITTICO :
sono tre opere in un atto di Giacomo Puccini: Il tabarro su libretto di Giuseppe Adami, Suor Angelica e Gianni Schicchi su libretto di Giovacchino Forzano.

una scena del Gianni Schicchi del 1918 : ” I parenti di Donati stanno ascoltando il testamento ” ( in verità chi parla nel letto del morto è Gianni Schicchi )
O mio babbino caro, cantato da Frances Alda nel 1919
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disegno per la copertina del testo di Peter Hoffer, 1954
Archivio Storico Ricordi
Wikipedia
O mio babbino caro è un’aria dell’opera Gianni Schicchi (1918) di Giacomo Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano. La canta il personaggio di Lauretta, rivolgendosi al padre Gianni Schicchi, quando lo scontro tra quest’ultimo e la famiglia Donati giunge a un punto tale da mettere a rischio la sua storia d’amore con Rinuccio Donati. Vuole convincerlo a fare finta di essere Donati e dire le sue volontà a favore dell’innamorato come fosse lui il morto – ( che tra l’altro è lì con lui nel letto ).
da : https://it.wikipedia.org/wiki/O_mio_babbino_caro

11 dicembre 1919
– https://en.wikipedia.org/wiki/File:Schicchi_original_cover.jpg
Wikipedia
La prima assoluta ha avuto luogo il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York.
1918, Kathleen Howard nel ruolo di Zita (Metropolitan Opera Archives)- PRIMA DELL’OPERA-
trama:
1º settembre 1299. Gianni Schicchi, famoso in tutta Firenze per il suo spirito acuto e perspicace, viene chiamato in gran fretta dai parenti di Buoso Donati, un ricco mercante appena spirato, perché escogiti un mezzo ingegnoso per salvarli da un’incresciosa situazione: il loro congiunto ha infatti lasciato in eredità i propri beni al vicino convento di frati, senza disporre nulla in favore dei suoi parenti.
Inizialmente Schicchi rifiuta di aiutarli a causa dell’atteggiamento sprezzante che la famiglia Donati, dell’aristocrazia fiorentina, mostra verso di lui, uomo della «gente nova». Ma le preghiere della figlia Lauretta (la celebre romanza «O mio babbino caro»), innamorata di Rinuccio, il giovane nipote di Buoso Donati, lo spingono a tornare sui suoi passi e a escogitare un piano, che si tramuterà successivamente in beffa. Dato che nessuno è ancora a conoscenza della dipartita, ordina che il cadavere di Buoso venga trasportato nella stanza attigua in modo da potersi lui stesso infilare sotto le coltri, e dal letto del defunto, contraffacendone la voce, dettare al notaio le ultime volontà.
Così infatti avviene, non senza che Schicchi abbia preventivamente assicurato i parenti circa l’intenzione di rispettare i desideri di ciascuno, tenendo comunque a ricordare il rigore della legge, che condanna all’esilio e al taglio della mano non solo chi si sostituisce ad altri in testamenti e lasciti, ma anche i suoi complici («Addio Firenze, addio cielo divino»).
Schicchi declina dinanzi al notaio le ultime volontà e quando dichiara di lasciare i beni più preziosi – la «migliore mula di Toscana», l’ambita casa di Firenze e i mulini di Signa – al suo «caro, devoto, affezionato amico Gianni Schicchi», i parenti esplodono in urla furibonde. Ma il finto Buoso li mette a tacere canterellando il motivo dell’esilio e infine li caccia dalla casa, divenuta di sua esclusiva proprietà.
Fuori, sul balcone, Lauretta e Rinuccio si abbracciano teneramente; mentre Gianni Schicchi sorridendo contempla la loro felicità, compiaciuto della propria astuzia.
DANTE –
«Mi disse: “Quel folletto è Gianni Schicchi,
e va rabbioso altrui così conciando”.»
chi è ..
Gianni Schicchi de’ Cavalcanti (… – prima del febbraio 1280) è stato un cavaliere medievale italiano, personaggio storico fiorentino del Duecento, citato anche da Dante Alighieri tra i personaggi dell’Inferno.
Era un cavaliere e non si conoscono molte notizie storiche circa la sua figura, ma a partire dalla citazione dantesca i successivi commentatori hanno ritratto una sua biografia che in larga parte ricalca il passo dell’Inferno (XXX, vv. 32-33 e 42-45). Nella bolgia dei falsari egli è condannato per la “falsificazione di persona” cioè per aver imbrogliato gli altri prendendo il posto di Buoso Donati il Vecchio.
La questione raccontata ampiamente dai chiosatori, seppur con qualche differenza ma sostanzialmente uguale, è che questo Schicchi fosse famoso per le imitazioni delle persone e che quando morì il ricchissimo vedovo e senza figli Buoso, egli, su richiesta dell’amico Simone Donati, nipote di Buoso, si intrufolò nel letto del defunto poco dopo la sua scomparsa e chiamato un notaio dettò testamento a favore di Simone, che venne puntualmente ratificato. Per sé pare che si facesse intitolare solo una giumenta (citata da Dante) che è un indice del carattere burlesco e da novella dell’accaduto.
A partire da questa storia, e con caratteri stilistici decisamente più lievi e ameni, Giacomo Puccini compose l’opera comica Gianni Schicchi, rappresentata nel 1918. Altra opera teatrale famosa è la commedia Gianni Schicchi di Gildo Passini che debuttò con successo a Milano nel 1922 al teatro Olympia, messo in scena dalla Compagnia Talli-Melato-Betrone.

William Bouguereau (La Rochelle, 30 novembre 1825 – La Rochelle, 19 agosto 1905), è stato un pittore appartenente alla corrente dell’ Accademismo. Wikipedia
Quadro sopra è un dettaglio dell’opera : Dante e Virgilio di William-Adolphe Bouguereau (1850); Schicchi, coi capelli rossi, è ritratto mentre morde al collo Capocchio
Sailko
CAPOCCHIO, PERSONAGGIO DELLA COMMEDIA DI DANTE
in breve: “l’episodio di Capocchio nella Divina Commedia si chiude con la rapidissima e sconcertante scena di Gianni Schicchi che lo morde furiosamente alla nuca e lo riduce col ventre a terra, perché questa glielo ‛ gratti ‘ col suo fondo rude e petroso. ” ( Treccani )
E’ stato un alchimista che non riuscendo a produrre oro, si dedica alla falsificazione del metalli: per questo Dante lo mette tra i falsari.
altre notizie nel link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Capocchio
L’opera al Musée d’Orsay– titolo : Dante e Virgilio ( che qui si vedono sullo sfondo..)

misure: H. 280,5 ; L. 225,3 cm.
APRI QUI + apri qui SE TROVI DEI VIDEO
Sono in corso colloqui trilaterali faccia a faccia a Islamabad tra il vicepresidente statunitense JD Vance, l’inviato Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff, il cognato di Trump Jared Kushner, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il capo dell’esercito pakistano Munir. Lo riferiscono Al Arabiya e Reuters, dopo le conferme all’avvio dei negoziati da Usa, Iran e Pakistan.
I negoziati sono i primi colloqui diretti tra Usa e Iran dalla fondazione della Repubblica islamica del 1979. Il dialogo potrebbe riprendere anche domani.
Secondo il New York Times, che cita due alti funzionari iraniani, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e figura influente in ambito militare e politico, ha stretto la mano al vicepresidente JD Vance e l’atmosfera dell’incontro è stata cordiale e serena.
qui il link di RaiNews.it
ANSA.IT 10 APRILE 2026 16.27

HOTEL GRAN LUSSO SERENA A ISLAMABAD

Una veduta dell’hotel Serena, mentre il Pakistan si prepara ad ospitare gli Stati Uniti e l’Iran per i colloqui di pace a Islamabad.
Il lussuoso hotel a cinque stelle Serena, nella capitale del Pakistan , è diventato l’improbabile sede dei colloqui di pace volti a porre fine alla guerra con l’Iran , consolidando il suo status di uno degli edifici più fortificati di Islamabad .
L’hotel Serena di Islamabad si trasforma in fortezza per i delicati colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran.Il Serena Hotel potrebbe sembrare una scelta insolita per ospitare colloqui così delicati, soprattutto considerando che il peggior attentato terroristico di Islamabad si è verificato nel 2008 proprio nel vicino hotel Marriott.

** se aspettate, qualche minuto, è proprio carino..blog
apri qui

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LE IMMAGINI SEGUONO DAL LINK::
https://elchicollama.com/en/content/105-ronda-iberia-novdec-2025

Marrakech, un’importante città del Marocco, un tempo capitale del Marocco imperiale occidentale

Jaipur ( capoluogo dello stato indiano di Rajasthan )

Madrid

Ho Chi Minh, più conosciuta come Saigon, è un’importante città del Vietnam del sud che ha avuto un ruolo fondamentale nella guerra con gli Stati Uniti.
apri qui :
una serie di immagini su Madrid per Natale 2024
https://elchicollama.com/en/content/98-crea-madrid-nuevo-norte-christmas-2024

https://elchicollama.com/en/content/60-european-commission-spain

link con le altre magliette tutte bellissime!
https://elchicollama.com/en/content/37-born-free

Madrid, 1988.
Racconta nel link la sua formazione e ci fa conoscere un po’ chi è
657 427 114
Puntata dedicata al volume di Limes “In trappola”, in edicola, libreria e sul sito per gli abbonati digitali da sabato 11 aprile 2026.

INDICE DEL VOLUME:

a cura di Fabrizio Maronta, Roger Anton Calvello

di Marco Lauri

di Arash Azizi

di Nicola Pedde

di Arash Kiani



di Noa Limone

a cura di Fabrizio Maronta, Giuseppe De Ruvo, Michelangelo Genone

di Rémi Daniel

di Lorenzo Noto

a cura di Federico Petroni






:


*** ORCHESTRA :
*** blog: qualcosina si capisce, è un passetto.
ANSA.IT — 10 APRILE 2026 — 16.31
https://www.ansa.it/sito/videogallery/economia/2026/04/10/cosa-si-intende-per-petrodollaro_5ffc4905-25a8-46cf-aaa4-80d534bce384.html
SEGUE DA:
LIMESONLINE -20 Agosto 2025

La versione integrale della carta si trova alla fine dell’articolo.
La carta inedita a colori della settimana è dedicata al perdurante ruolo del dollaro come moneta di riserva mondiale.
La mappa illustra il peso del biglietto verde e delle principali divise globali nelle transazioni commerciali e valutarie internazionali e la rete cinese degli scambi denominati in yuan.
Del primato della moneta americana e delle sue concorrenti ha scritto Milton Ezrati nel numero di Limes “La pace sporca“:
❝Il biglietto verde mantiene saldamente il ruolo di valuta dominante. È di gran lunga la divisa più scambiata, coprendo l’88% delle transazioni valutarie mondiali. L’euro, seconda moneta di scambio, si ferma al 31%, mentre lo yen giapponese non supera il 17% e la sterlina britannica si attesta al 13%.
Quasi il 53% delle transazioni commerciali è regolato in dollari – a prescindere che siano coinvolti o meno soggetti statunitensi – rispetto al 30% in euro.
Al confronto, i contratti in yuan totalizzano appena il 4% del totale e vedono sempre una controparte cinese.
In dollari è espresso ancora il 57% delle riserve valutarie delle Banche centrali (rispetto al 71% del 2000). L’euro segue a grande distanza con il 20% (era il 18% nel 2000), pound ( in inglese è = sterlina ) e yen ( Giappone ) coprono rispettivamente il 5% e il 6%, il renminbi ( in cinese = Yuan ) appena il 2%.
Questa notevole tenacia non si deve alla performance dell’economia statunitense o alla gestione finanziaria di Washington, e nulla toglie alla crescente statura economico-commerciale della Cina o di altri paesi. Deriva piuttosto dalla semplice constatazione che malgrado il declino relativo dell’America e l’ascesa di altri attori, nessuna valuta può anche solo approssimare le credenziali del dollaro quale valuta di scambio e riserva mondiali.
Passiamo in rassegna i potenziali contendenti. L’incapacità del rublo era evidente anche prima della guerra e lo è ancor più ora. La sterlina britannica ha alcuni attributi positivi, incluso un emettitore politicamente stabile e giuridicamente solido, ma ha diversi punti deboli: l’economia del Regno Unito è troppo piccola per sostenere una valuta di riserva e la sua potenza commerciale troppo scarsa, al pari di quella militare e di quella diplomatica ( nota le credenziali di una valuta ).
Nemmeno lo yen è un serio avversario: sebbene l’economia giapponese sia probabilmente abbastanza grande, la sua impronta commerciale e i suoi mercati finanziari abbastanza vasti, l’assenza di dinamismo mette in dubbio il fatto che la valuta nipponica possa essere sostenuta da un’adeguata produzione di beni e servizi. La mancanza di status militare e diplomatico solleva ulteriori interrogativi sulla capacità di Tōkyō di proteggere gli interessi dello yen. Per non parlare del fatto che il Giappone ha sempre rifuggito un ruolo globale per la propria moneta, temendo che un suo eccessivo apprezzamento (connesso all’incremento di domanda per usi di scambio e riserva) pregiudichi la competitività dell’export da cui dipende fortemente…❞
Continua a leggere: Il dollaro resta re

Lascio anche questa tagliata perché i numeri si vedono molto meglio.


sulla destra in alto : ” Forte legame Cina / Russia ( Causa guerra in Ucraina ) -?-

a destra — Paesi .. scambi commerciali al di fuori del dollaro
linea sotto : Paesi con i quali la Cina ha commerci nella valuta nazionale
terza riga: La Cina è il principale partner dell’Africa
DALL’ARTICOLO GRANDE UNA NOTAZIONE IMPORTANTE PER CAPIRE QUALCOSINA..
Pubblicato in: La pace sporca – n°7 – 2025
Nei venticinque anni successivi alla seconda guerra mondiale queste credenziali ( VEDI SOPRA ) impeccabili resero il dollaro una moneta senza rivali. Il suo unico limite emerse, ironicamente, dall’altrettanto impareggiata forza dell’economia statunitense, che creò un attivo netto rispetto al resto del mondo. Idealmente, la nazione che esprime la moneta di riserva deve avere un passivo: comprare dal resto del mondo più di quanto venda crea un naturale deflusso di riserve idoneo a soddisfare i crescenti bisogni di liquidità di un commercio mondiale in espansione. Tale scarsità di dollari cominciò ad attenuarsi alla fine degli anni Sessanta, quando la crescente competitività delle controparti dell’America fece sì che questa iniziasse a registrare persistenti deficit commerciali. Ciò risolse un problema finanziario internazionale, ma ne creò uno interno che in prospettiva avrebbe decretato la fine del sistema. I produttori statunitensi, non avvezzi alla concorrenza, reagirono con rabbia all’arrivo di imprese straniere – soprattutto giapponesi e tedesche – che li estromettevano da mercati, interni ed esteri, in cui fino ad allora avevano dominato.
Il presidente Richard Nixon sentì la pressione politica e puntò ad attenuarla alterando il tasso di cambio fisso stabilito dagli accordi di Bretton Woods. Quando Germania e Giappone si opposero, Nixon reagì sganciando unilateralmente il dollaro dall’oro. Era il 15 agosto 1971.

” Nessuno però aveva una forza diplomatica e militare paragonabile a quella degli Stati Uniti, le cui dimensioni economiche, commerciali e finanziarie contribuivano altresì a conservare lo status del dollaro. ” ( CITAZIONE DALL’ARTICOLO )

” Ammesso e non concesso che la Cina possa dare alla sua divisa uno status globale, non è detto che lo voglia.
—
Più che soppiantare il dollaro, pare evidente che la Cina e gli altri Brics mirino a godere di alcuni vantaggi dell’internazionalizzazione valutaria, schivandone però gli oneri.
Una divisa parzialmente usata negli scambi internazionali presenta la sua attrattiva. Dà lustro e dunque influenza politico-diplomatica, soprattutto presso le economie postcoloniali che contestano in modo crescente il primato occidentale.
—
C’è tuttavia da dubitare che Pechino accetti l’altro lato della medaglia: il debito e la deindustrializzazione indotti dal deficit commerciale. Tanto più che a moltiplicarne l’impatto sugli Stati Uniti è stata proprio l’ascesa produttiva e commerciale cinese, il cui «shock» sul tessuto socioeconomico ha sovvertito Washington, generando il ciclone Trump. Non esattamente l’esito cui il Partito-Stato cinese sembra tendere.
Questo contributo è una versione sostanzialmente aggiornata e parzialmente ampliata di un articolo apparso in origine su The National Interest. LINK DI X: https://x.com/TheNatlInterest/status/2042632837585605036
(traduzione di Fabrizio Maronta)
*** scusate il disordine.. non sono riuscita a fare meglio
ANSA.IT 10 APRILE 2026 – 9.50
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/04/10/trump-pessima-gestione-a-hormuz-non-e-il-nostro-accordo.-israele-apre-ai-negoziati_4dd2b909-5d88-439c-b82b-d0fcb2602b8a.html

Il presidente americano tuona: “L’Iran sta gestendo in modo pessimo il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.
Questo non è l’accordo che abbiamo”. L’Iran consentirà il passaggio di non più di 15 navi al giorno. Gli Usa chiedono ad Israele una de-escalation in Libano e il premier Netanyahu apre a negoziati con Beirut ma promette: ‘Nessuna tregua con Hezbollah’. A condannare i raid israeliani le cancellerie europee ma anche Mosca, Ankara e il Pakistan, che nel weekend ospita i colloqui tra la delegazione di Teheran e quella di Washington guidata da Vance
10 APRILE
9.28

/ 1
*** GUARANI- è un vasto popolo che cica dal V secolo d. C. occupava un vasto territorio nel Sud America ( Brasile, Bolivia, Paraguay fino all’Argentina- ( segue: https://magazine.cisp.unipi.it/breve-storia-popolo-guarani-e-della-sua-resistenza/ )
Il guaraní è una lingua indigena della famiglia tupi-guaraní, parlata da oltre 7-9 milioni di persone in Sud America, principalmente in Paraguay, dove è lingua ufficiale insieme allo spagnolo. IL gesuita José de Anchieta scrisse la prima grammatica tupi- guarani, stampata nel 1595, due anni prima della sua morte. La parola ” Tupi ” significa ” grande padre ” o anche ” condottiero “.
Roberto Vecchioni – El bandolero stanco
Sarà forse il vento
Che non l’accarezza più
Sarà il suo cappello
Che da un po’ non gli sta su
Sarà quella ruga
Di ridente nostalgia
O la confusione
Tra la vita e la poesia:
Non assalta treni
Perché non ne passan mai;
Non rapina banche
Perché i soldi sono i suoi;
Vive di tramonti
E di calcolati oblii
E di commoventi
Ripetuti lunghi addii
Struggenti addii…
El bandolero stanco
Col cuore infranto
Stanotte va;
Va, su un cavallo bianco
Col suo tormento
Lontano va
Dov’è silenzio
Dov’è silenzio, dove.
Dov’è silenzio
Dov’è silenzio
Dov’è silenzio, dove..
Ha una collezione
Insuperabile di taglie;
Molte, tutte vuote
Già da tempo, le bottiglie;
Dorme sul cavallo
Che non lo sopporta più
E si è fatto un mazzo
Per la pampa su e giù
Ogni notte passa
E getta un fiore a qualche porta
Rosso come il sangue
Del suo cuore di una volta
Poi galoppa via
Fino all’inganno dell’aurora
Dove qualche gaucho
Giura di sentirlo ancora
Cantare ancora…
Ah bandolero stanco
Stanotte ho pianto
Pensando a te:
C’è un po’ della mia vita
Nella tua vita
Che se ne va
Dov’è silenzio
Dov’è silenzio, dove
Dov’è silenzio
Dov’è silenzio, dove
Se chiudo gli occhi, dentro gli occhi
Sei di nuovo quello vero
Quando sorridevo, quando ti credevo:
Ascoltami, guardami, sta’ fermo:
È ancora vivo questo amore
Tutto questo amore, tutto il nostro amore:
E tu lontano non ci vai
A morire come una puttana
Prima del mio cuore
Al posto del mio cuore:
Non mi lasciare solo in questa
Notte che non vedo il cielo:
Torna bandolero! torna bandolero!
Torna bandotero!
Dov’è silenzio
Dov’è silenzio, dove
Dov’è silenzio
Dov’è silenzio, dove…
ch. adesso che la ascolto dopo tanto tempo, mi sembra una canzone magnifica– sarà che vengo dalla ricostruzione di animali del Permiano, che non ricordavo neanche più che fosse al mondo.

Un esemplare di Tanyka amnicola che si nutre di piante acquatiche (fonte fotografica: Vitor Silva)
DA :
ANSA.IT/ CANALE SCIENZA — 7 APRILE 2026
DA :

275-Million-Year-Old Amphibian Relative with Twisted Jaws Rewrites Early Tetrapod Diets

Tanyka amnicola . Crediti immagine: Vitor Silva.
Un nuovo genere e una nuova specie di tetrapode basale arcaico del periodo Permiano sono stati identificati grazie a mandibole fossili ritrovate in Brasile.
Chiamato Tanyka amnicola, questo strano parente degli anfibi presentava denti rivolti lateralmente e una superficie masticatoria simile a una raspa,

immagine da :
https://www.casapratica.org/attrezzature/utensili-e-macchinari/raspa.asp
suggerendo che alcuni antichi vertebrati a quattro zampe abbiano iniziato a sperimentare il consumo di piante molto prima di quanto i paleontologi si aspettassero.
Un nuovo genere e una nuova specie di tetrapode basale arcaico del periodo Permiano sono stati identificati grazie a mandibole fossili ritrovate in Brasile. Chiamato Tanyka amnicola , questo strano parente degli anfibi presentava denti rivolti lateralmente e una superficie masticatoria simile a una raspa, suggerendo che alcuni antichi vertebrati a quattro zampe abbiano iniziato a sperimentare il consumo di piante molto prima di quanto i paleontologi si aspettassero.
nota : Il Permiano è l’ultimo dei sei periodi in cui è divisa l’era geologica del Paleozoico e si estende da circa 299 a 252 milioni di anni fa. Caratterizzato dalla formazione del supercontinente Pangea e da un clima arido, si è concluso con la più grande estinzione di massa della storia terrestre.

Il periodo Permiano, ultimo del Paleozoico, si estende da circa 299 a 252 milioni di anni fa. Caratterizzato dalla formazione del supercontinente Pangea e da un clima arido, si è concluso con la più grande estinzione di massa della storia terrestre.
Ne mettiamo tre, non uno di più, anche se per noi sarebbero da vedere tutti!
Per chi avesse tempo e voglia, mettiamo il link da aprire:
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Permian?uselang=it#/media/File:Parasaurus_geinitzi_life_restoration_(single_model)_by_Sebastian_Brandt_(Reco-Brandt).jpg

Diadectes absitus paleontological reconstruction by Sebastian Brandt (Reco-Brandt).jpg

ricostruzione com’era da vivo di Sebastian Brandt (Reco-Brandt). Appartiene al primo periodo del Premiano
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immagine della ricostruzione del periodo Premiano
– RKD

Orobates pabsti ricostruito da Sebastian Brandt (Reco-Brandt).
Natural History Museum Erfurt.
*** pensate di fare una passeggiata incontrandoli.. sono tanti !

ERFURT E’ IN TURINGIA ED E’ LA CAPITALE DELLO STATOI
* Dal 1949 al 1990 ha fatto parte del blocco orientale

WEIMAR è una delle su famose città — tutte bellissime
da: Getty Images
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case medioevali nel centro di Erfurt nella Piazza del mercato di fronte alla Cattedrale e alla chiesa di San Severo

La cattedrale e la Chiesa di san Severo
** MI PROMETTO, VI PROMETTO DI TORNARE, NON SI PUO’ LASCIAR DI VEDERE TANTE BELLEZZE– devo dire che, a noi, francamente, aiutano a stare al mondo, come stamattina qui a Sanremo c’era un cielo azzurro pulito e lo guardavi attraverso gli alberi con le loro foglie appena nate di quel verde tenero– e l’insieme ti consolava in quel momento di tante cose..
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