Gabriele Corno @Gabriele_Corno — 9.09 — 29 novembre 2022 — bellissimo !

 

 

Viaggiando con i Cranes lungo la vallata della Loira

 

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ANSA.IT — 30 NOVEMBRE 2022 –11.06 :: Ecco ‘Sisifo’, nuovo tirannosauro antenato del T-rex. Scoperto negli Usa, è l’anello mancante nell’evoluzione

 

 

Ecco ‘Sisifo’, nuovo tirannosauro antenato del T-rex.

Scoperto negli Usa, è l’anello mancante nell’evoluzione

 

ANSA.IT — 30 NOVEMBRE 2022 –11.06


https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/terra_
poli/2022/11/29/ecco-sisifo-nuovo-tirannosauro-antenato-
del-t-rex_f32e9419-6700-4a39-a703-c67d8ce724c6.html#:~:text=Scoperto%20negli%20Usa%2
C%20%C3%A8%20l’anello%20mancante%20nell
‘evoluzione&text=Scoperta%20negli%20Stati%20
Uniti%20una,come%20le%20prominenti%20creste%20sopraccigliari.

 

 


Daspletosaurus wilsoni aveva creste sopraccigliari uniche (fonte: © Andrey Atuchin & Badlands Dinosaur Museum)

 

Quattro tirannosauri lottano per la carcassa di un centrosauro (fonte: © Rudolf Hima & Badlands Dinosaur Museum)

 

§
D. wilsoni era l’anello di congiunzione tra D. torosus e D. horneri (fonte: Badlands Dinosaur Museum)

 

Scoperta negli Stati Uniti una nuova specie di tirannosauro considerata l’anello mancante nella linea evolutiva che ha portato al T-rex: chiamata Daspletosaurus wilsoni, presenta caratteristiche anatomiche uniche, come le prominenti creste sopraccigliari.

Lo dimostrano i resti dell’esemplare rinvenuto in Montana, soprannominato ‘Sisifo’ perché come il personaggio mitologico era sovrastato da un’enorme quantità di materiale roccioso, ben otto metri. Il suo identikit è pubblicato sulla rivista PeerJ dai paleontologi della Montana State University e del Badlands Dinosaur Museum in North Dakota.

Lo studio è stato condotto sul cranio e sullo scheletro parziale di Sisifo, recuperati tra il 2017 e il 2021 dalla Judith River Formation nella regione nord-orientale del Montana.

Il fossile, risalente a circa 76 milioni di anni fa, presenta un mix di caratteri tipici dei tirannosauri più primitivi trovati in rocce più antiche, come le prominenti creste sopraccigliari, e caratteri più vicini a quelli dei tirannosauri di epoche successive (incluso il T-rex), come le alte orbite oculari e le tasche pneumatiche espanse (in pratica delle sacche d’aria) che alleggerivano il cranio. Ciò suggerisce che D. wilsoni potrebbe essere l’anello mancante nella linea evolutiva dei Daspletosaurus che ha portato al T-rex.

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ANSA.IT –30 NOVEMBRE 2022 –15.01 :: Tumori, al via la terapia combinata. Ha un doppio bersaglio. Iavarone, scoperto ruolo delle mutazioni

 

ANSA.IT –30 NOVEMBRE 2022 –15.01
https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2022/11/30/tumori-al-via-la-terapia-combinata.-ha-un-doppio-bersaglio_3e4c3566-f5b7-4214-9e93-3bfbd4d5b2e4.html

 

Tumori, al via la terapia combinata. Ha un doppio bersaglio.

Iavarone, scoperto ruolo delle mutazioni

 

 

 

Al nastro di partenza negli Stati Uniti i primi test di terapia combinata contro i tumori, nei quali almeno due farmaci vengono diretti simultaneamente contro due proteine note per aiutare le cellule malate: è il nuovo approccio nato dalla scoperta del ruolo svolto dalle mutazioni genetiche che causano i tumori.

Pubblicato su Cancer Discovery, la rivista dell’Associazione americana per la ricerca sul cancro (Aacr), il risultato si deve al gruppo coordinato dall’italiano Antonio Iavarone, che da molti anni ha lasciato l’Italia per lavorare negli Stati Uniti e che dalla Columbia University di New York si è recentemente trasferito nell’Università di Miami, dove è vicedirettore del Sylvester Comprehensive Cancer Center. Con lui ha condotto la ricerca un’altra italiana, Anna Lasorella, docente di Biochimica e Biologia molecolare nello stesso centro di ricerca.

Le prime mutazioni coinvolte nei tumori erano state scoperte dagli stessi ricercatori nei tumori maligni del cervello.

“Adesso sappiamo che lo stesso gene, chiamato LZTR1, è coinvolto in più tumori e in alcune sindromi legate allo sviluppo di tumori, come la Schwannomatosi, una condizione rara e dolorosa che consente ai tumori benigni di crescere attorno ai nervi”, ha detto Iavarone all’ANSA. “Abbiamo scoperto che cosa fanno le mutazioni coinvolte nei tumori e questo – ha aggiunto – è importante perché permette di bersagliare i meccanismi dello sviluppo tumorale. Ora possiamo sfruttare questa conoscenza”.

E’ un passo in avanti importante verso la nuova strategia che identifica i tumori sulla base delle loro caratteristiche molecolari e che sceglie quindi come bersagli i meccanismi legati alle mutazioni pericolose. Il gene LZTR1, per esempio, finora era noto per essere un nemico dei tumori (oncosoppressore), e adesso si è visto che quando muta diventa invece un alleato dei tumori, favorendone lo sviluppo. I ricercatori hanno scoperto che, in condizioni normali, il gene distrugge due proteine, chiamate EGFR e AXL, che tendono ad accumularsi in modo abnorme, provocando la formazione del tumore. Se invece è mutato, non le blocca. “Le mutazioni di LZTR1 svolgono un ruolo significativo in molti tumori, tra cui il tumore del polmone, cervello, mammella, colon, esofago e altri. Inoltre, le variazioni ereditarie di LZTR1 possono causare la syndrome nota come Schwannomatosi”, ha detto Lasorella.

“Adesso si sa quali sono le due proteine, entrambe molto importanti per lo sviluppo dei tumori umani – ha detto Iavarone – e sappiamo che esistono già dei farmaci di precisione progettati per bloccarle. Il problema – aggiunge – è che sono utilizzati spesso senza successo”. Questo accade perché sono spesso somministrati singolarmente e, se si colpisce una sola proteina, l’altra continua ad aiutare il tumore. “Per questo le proteine EGFR e AXL vanno bloccate entrambe, con una terapia combinata dei due farmaci”. Dopo i risultati incoraggianti nei topi, la sperimentazione clinica è prevista a breve, su pazienti che hanno la mutazione del gene LZTR1, sebbene siano colpiti da diverse forme di tumore.

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VIDEO, MEZZ’ORA IN PIU’, 27 -11-2022 – CONTE –E ALTRI -+ LUCA DE CAROLIS, La piazza di Conte: “A Napoli il 2 dicembre per il Reddito” — IL FATTO QUOTIDIANO DEL 28 NOVEMBRE 2022

 

 CONTE INIZIA AL MINUTO:  -1h . 06. 05 – Svimez

 

MEZ’ORA IN PIU’ -VARI OSPITI DA LUCIA ANNUNZIATA– DOMENICA 27 NOVEMBRE 2022

https://www.raiplay.it/video/2022/11/Mezzora-in-piu—Puntata-del-27112022-3fe71adb-8e0b-4fc6-9e89-57db68d31caa.html

 

 

IL FATTO QUOTIDIANO DEL 28 NOVEMBRE 2022
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/11/28/la-piazza-di-conte-a-napoli-il-2-dicembre-per-il-reddito/6888036/

 

 

La piazza di Conte: “A Napoli il 2 dicembre per il Reddito”

 

TAPPE IN TUTTA ITALIA” – In Lombardia si tratta col Pd. In tv da Annunziata l’ex premier in difficoltà sulla vicenda del condono a Ischia del 2018

 

Una data e un luogo per ritrovarsi li ha calati anche lui: il 2 dicembre a Napoli, in una piazza o in un teatro, ovviamente per difendere il reddito di cittadinanza.“Incontreremo i percettori del reddito, e sarà la prima di tante iniziative da Nord a Sud” annuncia Giuseppe Conte durante Mezz’ora in più. Ed è anche la risposta al Pd, che ha convocato per il 17 dicembre una manifestazione contro la manovra del governo Meloni. “Quello è un evento di partito, lasciamo che i dem lo facciano” lo liquida il leader dei 5 Stelle, nel corso di un’intervista non facile.

 

Durante il colloquio l’ex premier tossisce più volte, con Lucia Annunziata che lo esorta a bere dell’acqua. Ma l’avvocato va anche in difficoltà sulla vicenda del condono a Ischia del 2018, deciso dall’allora governo Conte I, quello con la Lega. “Non era un condono, ma una procedura di semplificazione” sostiene l’ex premier, che scende nel dettaglio: “A Ischia c’erano richieste di condono precedenti al terremoto per circa 28mila abitazioni, e richieste per i danni dal sisma per 1100 abitazioni, così cercammo di accelerare quelle pratiche”. Azione e Iv lo contestano con una pioggia di agenzie (“Prende in giro gli italiani, si vergogni”).

Ma Conte ovviamente parla anche dell’attualità politica. E si riparte sempre dal rapporto con i dem: “Non possiamo ragionare di alleanze con il Pd perché abbiamo di fronte un partito che ha avviato una fase costituente e che non si sa che profilo identitario si darà”.

Aspetta il congresso, l’avvocato. Però a febbraio ci sono le Regionali in Lazio e Lombardia, e forse almeno nella regione roccaforte della Lega un’alleanza con i Democratici si può costruire. “Lì non abbiamo un ostacolo come quello dell’inceneritore a Roma, e poi Calenda e Renzi sosterranno Letizia Moratti” notano plurime fonti grilline.

Ma Conte con Annunziata non si espone. Esponenti del M5S del Lazio nelle scorse ore gli hanno rimproverato un’eccessiva apertura al candidato dem in Lombardia, l’eurodeputato Pierfrancesco Majorino.

Così l’avvocato ripiega sulla formula rituale: “Majorino ha affinità con noi ma prima devono venire i contenuti e programmi. O c’è una condivisione di programma e dopo parliamo di candidature o se il Pd dice ‘va tutto bene ma questo è il candidato’ allora noi non possiamo che rispondere che non siamo una loro succursale”. Ma la sensazione diffusa è che l’accordo arriverà. Non a caso Majorino ostenta serenità: “Sono per un confronto franco e schietto con i 5Stelle”.

Anche se Benedetto Della Vedova (+Europa) cannonneggia: “Sosteniamo il candidato del Pd, ma solo in una coalizione senza il M5S”.

 

Nell’attesa, il Movimento è pronto a partire da Napoli per il suo tour in difesa del Reddito. Con piazze e teatri anche al Nord, dove i percettori della misura racconteranno le loro storie. “Cancellarlo sarebbe una follia, provocherebbe un massacro sociale” teorizza Conte. In attesa, di un inverno ancora elettorale.

 

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🕊️ Birds Pazy 🐦 @PazyBirds — 7.39 — 30 novembre 2022 – grazie ! + un altro uccello bellissimo

Capped Heron
FOTO :

Capped Heron klassmannphoto

 

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L’ airone dal cappuccio ( Pilherodius pileatus ) è un uccello acquatico endemico dei neotropici, che abita la foresta pluviale dal centro di Panama al sud del Brasile. È l’ unica specie del genere Pilherodius, e una delle meno conosciute della famiglia degli aironi, Ardeidae.

https://en.wikipedia.org/wiki/Capped_heron

 

 

19.37 — 27 novembre 2022

Landing on one foot

vik_d_photography

 

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Ugo Ramella @RamellaUgo – 20.31 – 29 novembre 2022 — grazie infinite, è bellissima oltre ..

 

Andrea Mantegna, Madonna della tenerezza, Padova Musei Civici agli Eremitani. Disegnato a punta d’argento con lumeggiature d’oro su sfondo dipinto a tempera colla e oro. Ogni tanto la metto. Buonanotte a tutti a domani.

 

 

Immagine

 

 

segue da :

Home

https://padovacultura.padovanet.it/it/musei/la-madonna-della-tenerezza-di-andrea-mantegna-esposizione-permanente-ai-musei-civici-agli

 

La Madonna della tenerezza di Andrea Mantegna

in esposizione permanente ai Musei Civici agli Eremitani

La Madonna della tenerezza di Andrea Mantegna

Le celebrazioni per il quinto centenario della morte di Andrea Mantegna tenutesi nel 2006 sono state un’importante occasione per far conoscere al pubblico la cosiddetta Madonna della tenerezza. Si tratta di un disegno a penna e inchiostro su pergamena con il fondo dipinto a tempera tornato alla luce presso una collezione privata italiana e assegnato dal noto studioso Lionello Puppi alla mano di Mantegna.

Un primo sostegno possibile all’attribuzione dell’opera a Mantegna viene dalla lettura della breve corrispondenza intercorsa nel novembre-dicembre 1491 tra l’artista e il suo signore, Francesco Gonzaga, in merito a un “quadretino” che Andrea aveva eseguito per il marchese. Questi ne aveva fatto omaggio alla corte milanese, cosicché il pittore si era messo sollecitamente al lavoro per donargliene un secondo, non necessariamente replica del primo. Nel “quadretino” che veniva presentato al Gonzaga il 21 dicembre 1491 si deve con tutta probabilità  identificare la Madonna della tenerezza.

 

 

Mantegna, madonna col bambino, incisione, sammlung albertina.jpg

La Madonna col Bambino è un’incisione a bulino e puntasecca su carta (21×22 cm), databile al 14801485 circa e conservata, in una delle migliori riproduzioni, al Graphische Sammlung Albertina di Vienna ( SEGUE, NOTA 1 )

 

 

E’ evidente l’identità  di impostazione con una celebre stampa di Mantegna raffigurante lo stesso soggetto. Definita ” la più bella stampa del Rinascimento italiano  e una delle più toccanti Madonne con il Bambino di tutta la storia dell’arte”, questa incisione rientra nel raro numero di stampe mantegnesche la cui autografia è unanimemente accettata dagli studiosi.

L’opera ritrovata ne ricalca con estrema finezza il soggetto che colloca la figura della Vergine in un paesaggio archeologico dove si riconoscono l’Arco dei Gavi, il Colosseo e un sarcofago allora in Santa Maria Maggiore a Roma (nel 1491 Mantegna era da poco tornato a Mantova dal soggiorno romano).

Nel 1913 la Madonna della tenerezza si trovava nella collezione parigina di Léonce Rosenberg – famoso raccoglitore d’opere delle Avanguardie tra Otto e Novecento, ma anche di manufatti d’arte extraeuropea e di miniature – e veniva pubblicata da un altro personaggio di spicco, il bibliofilo Seymour de Ricci, in un elegante catalogo dedicato alla raccolta.

Precedentemente il disegno era stato di proprietà  di Arthur Sambon – anch’egli legato alle Avanguardie e a Modigliani in particolare – e, prima ancora, di una “duchesse de GÍnes”, nella quale è possibile riconoscere la celeberrima Maria Brignole Sale, duchessa di Galliera, filantropa e fine intenditrice d’arte, vissuta a Parigi dal 1836 fino all’espulsione degli Orléans dalla Francia.

In questa fase lopera doveva già  essere considerata di Mantegna, sia sulla base di un’iscrizione del primo Cinquecento – Andrea Mantegna – apposta sul supporto cartaceo cui il velino risultava incollato, sia in considerazione della replica esatta del primo stato della più toccante tra le incisioni di Andrea.

 

 

( SEGUE, NOTA 1 )

Andrea Mantegna fu probabilmente il primo artista italiano a capire l’importanza dell’incisione applicandovisi direttamente, dopo che molte sue opere erano state ridotte per la stampa da altri artisti, ricevendo una straordinaria diffusione e fama che allargarono l’interesse verso l’artista ben oltre i confini del marchesato di Mantova dove lavorava.

Tramite l’uso incrociato di bulino e puntasecca, l’artista riusciva ad ottenere straordinari effetti chiaroscurali, che fanno risaltare il disegno come un rilievo statuario. Ne è un ottimo esempio la Madonna col Bambino, ricca di sfumature e trapassi, con uno straordinario panneggio nella veste della Madonna che sembra sollevarsi dal foglio.

Si tratta di una Madonna dell’Umiltà, con la Vergine seduta in terra con il figlio teneramente tra le braccia. Nella scena, riportata anche in pittura da alcuni allievi ed estimatori di Mantegna, è abbandonata ogni sacralità in favore di un’osservazione affettuosa ed umana di una donna che abbraccia il proprio figlio.

Tatjana Pauli, Mantegna, serie Art Book, Leonardo Arte, Milano 2001

 

 

MUSEI CIVICI AGLI EREMITANI– INFO-

Info: tel. 049.8204508 fax 049.8204566
Musei Civici agli Eremitani, piazza Eremitani 8
Orario: tutto l’anno 09:00 – 19:00
chiusura: tutti i lunedì non festivi, Natale, S. Stefano, Capodanno, I Maggio
Biglietti: cumulativo intero (Musei Eremitani, Palazzo Zuckermann e Cappella degli Scrovegni) euro 12,00; intero (Museo Eremitani e Palazzo Zuckermann) euro 10,00; ridotto euro 8.00, ridotto speciale euro 5.00; gratuito bambini fino ai 6 anni, disabili
Catalogo SKIRA

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PER IL ” SIGNORE ” FRANCHINO — Toto’ – Signori si nasce – Mix scene!! –11 min. ca

 

 

FRANCHINO IN TUTTO IL SUO SPLENDORE.. UN NATALE FA

 

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MARANO ANDREA @AndreaMarano11 – 20.09 — 29 novembre 2022 — grazie mille, come al solito !

 

 

 

DANILO MARAMOTTI 

IL MANIFESTO, 27 NOVEMBRE

 

 

 

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MARANO ANDREA @AndreaMarano11 – 20.10 — 29 novembre 2022 — grazie ! + altro

 

Casamicciola, 24 ottobre del 1910

 

 

 

 

 

DA : OPEN.ONLINE- 26 NOVEMBRE 2022 – link sotto

«Ccà pare Casamicciola»: la devastazione del 1883

 

immagini, vedi sotto il link:

 

L'inferno del 1883, quando "successe Casamicciola". I morti allora furono 2300

 

immagini di :
https://www.agi.it/cronaca/terremoto_casamicciola_1883_ischia-2079163/news/2017-08-22/

 

L’Isola d’Ischia, inoltre, si trova in una zona ad alto rischio sismico. Solo 5 anni fa, nell’agosto del 2017, una scossa di terremoto di magnitudo 4.0 colpì i comuni Casamicciola e Lacco Ameno, causando la morte di 2 persone, oltre ai crolli e alla distruzione parziale di diverse abitazioni. Secondo l’archivio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), tra il 1228 al 1883, sull’isola di Ischia si sono registrati 15 terremoti, 12 dei quali con epicentro a Casamicciola. Il 28 luglio 1883 Casamicciola fu epicentro di un devastante terremoto di magnitudo 5,8 che causò la morte di 2.313 persone. Tra i sopravvissuti al terremoto c’era anche il filosofo e futuro membro dell’Assemblea Costituente della Repubblica italiana, Benedetto Croce, che all’epoca aveva 17 anni. Suo padre, sua madre e sua sorella persero invece la vita. Venne estratto vivo dalle macerie, con fratture su tutto il corpo, dal politico e storico Giustino Fortunato, tra i più importanti esponenti del Meridionalismo.

 

Episodio della vita del cardinale Sanfelice. Sua Eminenza nel disastro di Casamicciola nel 1883.
Sconosciuto – L’illustrazione popolare, Fratelli Treves Editori – Milano, 1897.

 


Isola di Ischia, Casamicciola – Chiesa distrutta dal terremoto del 1883. Numero di catalogo sconosciuto.
Giorgio Sommer – https://www.facebook.com/photo.php

Casamicciola, casa Glouchi
Giorgio Sommer– Questa immagine è resa disponibile dalla biblioteca digitale Gallica

 

Grand Hotel des Etrangers, Casamicciola. Danni del terremoto del 1883.
Giorgio Sommer– Questa immagine è resa disponibile dalla biblioteca digitale Gallica

 

 


Monte della Misericordia, Casamicciola Terme. Distruzione dopo il terremoto del 1883.
Giorgio Sommer – Questa immagine è resa disponibile dalla biblioteca digitale Gallica

tutte le photo sono di:
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:1883_Casamicciola_earthquake?uselang=it#/media/File:Sommer,_Giorgio_(1834-1914)_-_n._8196_-_Casamicciola_-_Monte_della_Misericordia.png

 

 

E fu proprio da quel terremoto che Eduardo De Filippo, nella sua opera Natale in casa Cupiello del 1931, interpretando il personaggio di Lucariello, dinanzi al tradizionale presepe che nell’opera improvvisamente venne devastato, esclamò con rabbia e altrettanta impotenza: «Ccà pare Casamicciola», ossia «Qui sembra Casamicciola». L’esclamazione di De Filippo nel corso del tempo è entrata nell’uso comune, tra i modi di dire popolari, per indicare situazioni di rabbia, sgomento e impotenza che conducono all’irreparabile.

TRATTO DALL’ARTICOLO DI OPEN.ONLINE
https://www.open.online/2022/11/26/casamicciola-maledizione-precedenti-alluvioni-terromoti/

 

wikipedia: Casamiciola terme – link sotto

Il paese è stato colpito da una frana il 10 novembre 2009, quando un costone del monte Epomeo si è staccato a causa delle piogge, che ha provocato una vittima.

Il 21 agosto 2017 alle ore 20.57 un terremoto di Md 4.0 ha provocato due vittime e il crollo di diverse abitazioni nella parte alta del comune. Da allora le zone e gli abitanti di Piazza Maio, La Rita e La Sentinella sono rimasti totalmente abbandonati dalle istituzioni.

Il 26 novembre 2022 è stato colpito da una frana quando un costone del monte Epomeo, come il 10 novembre 2009, si è staccato a causa delle piogge, che ha provocato vittime, dispersi e sfollati.

https://it.wikipedia.org/wiki/Casamicciola_Terme

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🕊️ Birds Pazy 🐦 @PazyBirds – 19.39 — 29 novembre 2022 — grazie ! + video, 1.14 min.

 

 

Diamond Firetail

photo :. deepak_karra

 

Immagine

 

 

 

video bellissimo, 1.14 minuti–

segue un altro quasi bello uguale di 1 minuto

Tim Siggs

 

Coda di fuoco diamantata, o coda di fuoco a diamante ( Stagonopleura guttata ) è una specie di fringuello estrildide endemico dell’Australia .

Stagonopleura, deriva dal greco per “fianchi macchiati” e guttata dal latino gutta , una “gocciolina”.

segue : 
https://en.wikipedia.org/wiki/Diamond_firetail

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ANSA.IT –28 NOVEMBRE 2022 – 22.39 :: Dal 15 Dicembre 2022 al 07 Aprile 2023 — La lotta e il disincanto, il mondo di Zerocalcare in mostra. Alla Fabbrica del Vapore a Milano oltre 500 tavole originali

 

Zerocalcare con Dopo il botto alla Fabbrica del Vapore di Milano

MANIFESTO DA :
https://cultura.tiscali.it/attualita/articoli/zerocalcare-dopo-botto-fabbrica-vapore-milano/

 

 

Zerocalcare, la grande mostra personale a Milano con oltre 500 tavole

https://radiogold.it/vivere-pavese/325635-zerocalcare-mostra-milano-2022-2023-biglietti/

 

Zerocalcare con Dopo il botto alla Fabbrica del Vapore di Milano - Libri - Altre Proposte - ANSA
FOTO ANSA.IT

MICHELE RECH – ZEROCALCARE – (Arezzo12 dicembre 1983)

Nato ad Arezzo dove lavorava temporaneamente il padre, romano di Rebibbia, e residente alla nascita a Cortona, cresce prima in Francia, paese d’origine della madre, e poi a Roma (zona RebibbiaPonte Mammolo), dove frequenta il Lycée Chateaubriand. Inizia la sua attività di fumettista alla fine delle scuole superiori, realizzando un racconto a fumetti delle giornate del G8 di Genova del luglio 2001.

 

Murale di Zerocalcare nella stazione di Rebibbia della metropolitana di Roma
Nicholas Gemini – Opera propria
Mammuth by Zerocalcare

CONTINUA :
https://it.wikipedia.org/wiki/Zerocalcare

 

 

Immagine di testata

MILANO FABBRICA DEL VAPORE – MILANO

 

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Gli Spazi

FOTO SOPRA DAL SITO DELLA FABBRICA DEL VAPORE :
https://www.fabbricadelvapore.org/gli-spazi

 

 

 

 

ANSA.IT –28 NOVEMBRE 2022 – 22.39
https://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/regione/lombardia/2022/11/28/la-lotta-e-il-disincanto-il-mondo-di-zerocalcare-in-mostra_42f84054-1d8c-4f4e-a3ba-58733de87656.html

 

La lotta e il disincanto, il mondo di Zerocalcare in mostra.

Alla Fabbrica del Vapore a Milano oltre 500 tavole originali

 

 

( ANSA ) – MILANO, 28 NOV – Il potere che piega gli ultimi e la politica incapace di parlare alla gente; la frammentazione sociale aggravata dalla pandemia; la solitudine e la distanza dalla realtà come caratteristica della vita di tanti; e poi la crisi globale e un nuovo conflitto, stavolta alle porte dell’Europa. Arriva il 17 dicembre alla Fabbrica del Vapore di Milano il mondo di lotta, resistenza e disincanto del fumettista Michele Rech in arte Zerocalcare, in una grande mostra ideata da Silvia Barbagallo, prodotta da Arthemisia e organizzata da Minimondi Eventi e Arthemisia in collaborazione con Piuma, che resterà allestita fino al 23 aprile.

Dal titolo “Zerocalcare.

” Dopo il botto” e a cura di Giulia Ferracci, la mostra presenta al pubblico oltre 500 tavole originali, video, bozzetti, illustrazioni e un’opera site specific. Il percorso catapulta subito il visitatore dentro una città immaginifica e post-apocalittica dove, al centro della scena, è posta una strada circondata da palazzi disegnati dall’autore: parte da qui – dagli occhi e dai ‘tentacoli’ di chi da quei palazzi cerca disperatamente di uscire – l’invito di Zerocalcare a riflettere sulla nostra realtà attuale e sull’impegno per la collettività a cui ognuno di noi è chiamato, nonostante la paura verso l’altro creata dalla pandemia. Poi nelle varie sezioni della mostra uno dopo l’altro appaiono i personaggi più celebri del fumettista – dal Cinghiale, al Secco, a Lady Cocca – accanto ad alcuni temi ‘cardine’ affrontati nelle sue pubblicazioni, dalla resistenza del popolo curdo ai lavoratori che protestano per condizioni di vita più dignitose, fino alle battaglie condotte dalla gente comune per una società più giusta. (ANSA).

 

Zerocalcare, <em>Regeni senza</em>, 2017. Disegno di copertina per il numero di Internazionale del 25-31 agosto 2017 sul caso Giulio Regeni. Courtesy Zerocalcare

Zerocalcare, Regeni senza, 2017. Disegno di copertina per il numero di Internazionale del 25-31 agosto 2017 sul caso Giulio Regeni. Courtesy Zerocalcare

 

https://www.arte.it/calendario-arte/milano/mostra-zerocalcare-dopo-il-botto-87623

 

 

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ruggiero filannino @ruggierofilann4 — 18.23 — 29 novembre 2022– grazie, è bellissima !

 

BUONA SERATA DA PESCHICI VERA PERLA DEL GARGANO.

 

 

 

 

 

 

 

Il Promontorio del Gargano (FG) - Turismo e ormeggi - NAUTICA REPORT

cartina di :
https://www.nauticareport.it/dettnews/turismo_e_ormeggi/il_promontorio_del_gargano_fg-18-3755/

 

Peschici (pron. Péschici) è un comune italiano di 4 290 abitanti ( luglio 2022 ) della provincia di Foggia in Puglia. Fa parte del parco nazionale del Gargano.

Località balneare famosa sin dai primi anni Sessanta del Novecento grazie anche alla realizzazione di importanti strutture ricettive, alcune anche di importanza architettonica[4], firmate da importanti architetti. Ma è famosa per le sue spiagge e per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte premiata della Bandiera Blu dalla Foundation for Environmental Education.

Una peculiarità del luogo, nel periodo del solstizio d’estate, è la veduta del sorgere del sole e del suo tramonto nelle acque del mare Adriatico; inoltre, nelle giornate in cui il cielo è particolarmente terso, si possono intravedere alcune isole della Croazia e le vette più alte della Maiella.

Le prime notizie risalgono al 970 d.C., quando, un gruppo di soldati mercenari Schiavoni, dopo aver allontanato definitivamente i Saraceni dalla zona su ordine di Ottone I, fondarono il castrum di Pesclizio sulle rovine di un precedente casale —avente nome di San Vito del Gargano— distrutto nella stessa epoca dai Saraceni.

 

continua nel link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Peschici

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Gislaine🌸🌷 @magioliveira — 15.29 — 29 novembre 2022

 

Amici per la pelle..

 

https://twitter.com/i/status/1597598523020963840

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Ugo Ramella @RamellaUgo — 17.31 — 29 novembre 2022 – grazie ! — 1888

 

 

Vincent Van Gogh

 

 

Van Gogh, Vincent (1853-1890)

Olio su tela

54 x 65

Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid, España

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Mauro Biani @maurobiani — 17.19 –29 novembre 2022 — grazie e mille caro Mauro !

 

#Urbanizzazione #territorio #Dissestoidrogeologico #Italia

Surrealismo.

Oggi su @repubblica

 

 

 

 

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LORENZO DE CICCO, Regalo di Natale per i deputati: maxi bonus da 5.500 euro per tablet, cuffie, smartphone e computer –REPUBBLICA DEL 29 NOVEMBRE 2022 -15.35 + due commenti tra i tanti

 

 

REPUBBLICA DEL 29 NOVEMBRE 2022 -15.35
https://www.repubblica.it/politica/2022/11/28/news/bonus_parlamentari-376637959/

 

Regalo di Natale per i deputati: maxi bonus da 5.500 euro per tablet, cuffie, smartphone e computer

 

 

Regalo di Natale per i deputati: maxi bonus da 5.500 euro per tablet, cuffie, smartphone e computer
(ansa)

Nel 2018 a Montecitorio si stanziò un extra pari a 2.500 euro per il rimborso spese, ora incassare il nuovo bonus è facile: i controlli sono interni, col vaglio dei Questori

ROMA – È un cashback da 5.500 euro. Ma vale solo per loro: i deputati. Mentre il governo sforbicia il Reddito di cittadinanza, taglia lo sconto sul caro benzina, destina le briciole alla sanità (2 miliardi già mangiati dall’inflazione), gli onorevoli si sono regalati, senza troppa pubblicità, un maxi-bonus per comprarsi tablet, smartphone, schermi a 34 pollici, cuffie e altri dispositivi bluetooth e computer.

La determina di Montecitorio è stata firmata giovedì scorso, il 24 novembre, dai questori della Camera. Giusto un mese prima di Natale.

In calce ci sono le firme di tre deputati: Paolo Trancassini di Fratelli d’Italia, Alessandro Manuel Benvenuto della Lega e Filippo Scerra del M5S.

 

Lo spunto per elargire il gettone è il varo della nuova disciplina delle “dotazioni d’ufficio” a disposizione degli eletti. A sentire i tre questori che hanno licenziato il provvedimento, questo bonus andrebbe incontro alle “esigenze individuali e l’aggiornamento tecnologico” dei 400 onorevoli. Rispetto alla scorsa legislatura, balza all’occhio soprattutto l’importo: nel 2018, sotto la presidenza del grillino Roberto Fico, i questori confermarono l’extra per computer e telefonini. Ma era meno della metà rispetto a quello attuale: 2.500 euro a testa di rimborso spese. Ora invece il bonus è stato gonfiato, con un aumento del 120%, all’avvio di una legislatura segnata dall’austerity e con i soldi in cassa che, dicono un po’ tutti i partiti, sono pochi e vanno spesi bene al centesimo. Con qualche eccezione per gli eletti, a quanto pare.

In allegato al provvedimento, c’è un elenco di beni rimborsabili da Montecitorio, dunque dai contribuenti, lungo quanto una lista della spesa: portatili, smartphone, tablet completi di accessori, cuffie come le costose Airpods della Apple, monitor fino a 34 pollici (la scorsa legislatura erano 32, meglio abbondare). Già prima del voto qualche parlamentare aveva storto il naso per il gruzzolo troppo esiguo riservato agli acquisti tecnologici. Racconta un ex questore di Montecitorio: “Dicevano che 2.500 euro non bastavano. Ma visto che si trattava di un provvedimento una tantum, che viene stabilito all’inizio del mandato, non abbiamo pensato di ritoccarlo”. Subito dopo le elezioni, ecco la moltiplicazione che, si augurano i tre neo-questori in coda alla determina, potrà “corrispondere alle esigenze di flessibilità da diversi colleghi rappresentate”. La nuova disciplina cambia anche le regole per gli articoli di cancelleria “griffati” dalla Camera: penne, bloc notes, buste per le lettere e cd.

Ai deputati è riservato un pacchetto di prodotti che, è scritto chiaro, “non concorrono alla determinazione dell’importo di 5.500 euro”. Solo se ne vorranno di più dovranno attingere dal bonus.

Incassare il gettone è facile. I controlli sono tutti interni: il vaglio è affidato al collegio dei questori. Insomma, alcuni deputati certificano gli scontrini presentati da altri deputati. Poi scatta il rimborso. Altra novità rispetto agli anni passati: nel 2018 i grillini inserirono alcune penali, per limitare l’erogazione dei fondi. Per esempio, erano previste trattenute nel caso in cui un parlamentare non partecipasse ad almeno il 50% delle sedute in Aula o non presentasse almeno l’80% delle proposte di legge o degli atti ispettivi in formato elettronico, per risparmiare sulla carta. Di questo passaggio, nel provvedimento varato il 24 novembre, non c’è più traccia. Niente penali e bonus più che raddoppiato. La giostra dei gettoni di Montecitorio gira a pieno regime. L’austerity del Paese resta fuori dal Palaz

 

DUE COMMENTI TRA I TANTISSIMI 

VERGOGNOSO! hanno tagliato la rivalutazione delle pensioni e loro non riducono i costi di gestione nonostante la riduzione del numero dei parlamentari..

Vorrei sapere di chi è la diabolica mente che si è immediatamente attaccato alla somma del budget della Camera, che nessuno ha pensato ovviamente di adeguare al nuovo numero di parlamentari, lasciandola invariata.

 

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MARANO ANDREA @AndreaMarano11 — 8.38 – 29 novembre 2022 – // PAOLO BERIZZI — grazie ! + D. C. PERELLI, Il “New York Times” contro Giorgia Meloni, è polemica in Italia

 

ℝℕ ℕℝ

@AndreaMarano11

 

 

 

 

 

 

REPUBBLICA DEL 24 LUGLIO 2022 

https://www.repubblica.it/esteri/2022/07/24/news/new_york_times_contro_giorgia_meloni_david_broder_il_giornale-359033619/

 

Il “New York Times” contro Giorgia Meloni, è polemica in Italia

Il "New York Times" contro Giorgia Meloni, è polemica in Italia
(ansa)

L’articolo di David Broder, che ha ricordato la presenza di nostalgici del fascismo in Fratelli d’Italia, finisce nel mirino della stampa di destra e della stessa aspirante premier

“Il futuro è l’Italia. Ed è tetro”. Sta facendo molto discutere, negli Stati Uniti e nel nostro Paese, un articolo pubblicato dal New York Times e dedicato alla possibile ascesa al governo di Giorgia Meloni. Soprattutto dopo che è stato citato da Paul Krugman – Nobel per l’Economia ed editorialista dello stesso quotidiano newyorkese – che si è detto d’accordo con il suo contenuto, e poi è stato ripreso da Il Giornale.


Firmato dall’intellettuale britannico David Broder, autore di un libro sulla destra populista italiana (“First They Took Rome: How the Populist Right Conquered Italy”), il commento del New York Times definisce un “evento sismico” l’eventualità che per la prima volta “un partito di estrema destra arrivi alla guida di una grande economia dell’Eurozona”: l’Italia “è il futuro” dell’Occidente perché qui, secondo Broder, è più avanzato il processo “del crollo della barriera tra un centrodestra più tradizionale e un’estrema destra ribelle”.

 

L’articolo del “New York Times” su Giorgia Meloni

E non sarebbe la prima volta che il nostro Paese si trova a fare da avanguardia, nota Broder ricordando l’ascesa del fascismo, della Dc e del berlusconismo. Come in altri Paesi, come nella Spagna di Vox e nella Francia di Marine Le Pen, “in questa atmosfera di declino, il messaggio di Fratelli d’Italia – che la salvezza nazionale può essere trovata nel ripudio dei migranti e nella difesa della famiglia tradizionale – ha trovato un pubblico ricettivo”. Broder ammette che Fdi ha ampliato il suo messaggio oltre i nostalgici del fascismo, ma ricorda anche che nel partito quella cultura non si è estinta (e cita il caso dei rapporti con il “barone nero” Roberto Jonghi Lavarini): “Il fatto che a prendere il controllo della destra siano figure che si considerano esplicitamente eredi della tradizione fascista è uno sviluppo allarmante – e tutt’altro che confinato all’Italia”.

La risposta del “Giornale”

L’intervento di Border, come detto, è stato ripreso dal Giornale all’interno di un articolo secondo cui sarebbe già partita la demonizzazione di Giorgia Meloni. Le “danze”, scrive il quotidiano, sarebbero state aperte proprio da Repubblica, che “ha fatto della demolizione preventiva di qualsiasi sfidante del Pd una missione”. Per screditare l’articolo del New York Times, il quotidiano italiano definisce Broder, che collabora anche con la rivista di sinistra radicale Jacobin, “una voce schierata che rappresenta il sentiment americano quanto Damiano dei Måneskin quello del Vaticano”.

 

Broder replica su Twitter

È lo stesso Broder a replicare su Twitter, negando tra l’altro di aver mai definito Forza Italia – come sostiene Il Giornale – un partito di “estrema destra”. “Non faccio mistero delle mie idee politiche”, conclude Broder, per il quale è un po’ ipocrita (“pot-calling-kettle-black“, insomma il bue che dice cornuto all’asino) che a dargli del fazioso sia proprio il giornale che è “il megafono del suo proprietario, Berlusconi”.

 

 

La versione di Meloni

In precedenza la stessa Meloni, in un’intervista a La Stampa in cui le era stato chiesto di commentare l’articolo del New York Times, aveva risposto così: “Non ha alcun senso. È la classica cosa imbeccata. Si stanno muovendo una serie di think tank della sinistra italiana che vanno in giro per dire che se vince la Meloni l’Italia viene risucchiata da un buco nero. Una strategia irresponsabile. Come si è dimostrato con la posizione di FdI sull’Ucraina non c’è nulla da temere”. E Broder commenta che così la leader di Fdi usa di nuovo proprio la strategia di marketing di cui lui parla nel suo articolo: una “politica estera fortemente atlantista” mentre in politica interna il suo partito rimane apertamente reazionario.

 

Immagine

 

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FACEBOOK PATRIK ZAKI, 12.30 :: ” Rinvio al 28 febbraio. ” + ANSA.IT — 29 NOVEMBRE 2022 –12.06 :: Terminata l’udienza del processo a Patrick Zaki. In seguito solo la sentenza

 

 

تم تأجيل الجلسة إلى 28 فبراير لاستكمال إجراءات المرافعات.

Rinvio al 28 febbraio.

 

DAL SUO FACEBOOK :

 

23 h fa-

La prossima udienza del processo che vede imputato Patrick Zaki, si terrà domani 29 novembre. In segno di vicinanza a Patrick e per contribuire con la propria voce alla sua causa, Milo Manara e Gianluca Costantini hanno preparato insieme questo disegno.

 

 

 

 

 

 

 

ANSA.IT — 29 NOVEMBRE 2022 –12.06
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2022/11/29/terminata-ludienza-del-processo-a-patrick-zaki_6d658a59-093f-4366-9663-518fef5fc48b.html

 

Terminata l’udienza del processo a Patrick Zaki

In seguito solo la sentenza

 

 

BOLOGNA, UNIVERSITA’

 

A MANSURA, ANCHE DIPLOMATICI ITALIANI E  STRANIERI

 

“L’udienza è terminata senza completare l’ascolto della memoria difensiva e siamo in attesa della decisione”: lo hanno scritto in arabo su Facebook gli attivisti che curano l’account “Patrick Libero”.

In base alla procedura egiziana, quella odierna dovrebbe essere stata l’ultima udienza del processo a carico di Patrick Zaki: lo ha sostenuto una fonte informata egiziana a Mansura prevedendo dunque – in tempi che deve decidere il giudice monocratico, ma comunque non oggi – dapprima il pronunciamento della sentenza e poi il deposito delle motivazioni.

Un diplomatico italiano e rappresentanti di Unione europea, Usa, Canada e Irlanda sono giunti a Mansura, in Egitto, per l’udienza del processo, nell’ambito di un monitoraggio europeo dei processi rilevanti per il rispetto dei diritti umani in Egitto.

 

Lo ha constatato l’ANSA davanti al Palazzo di Giustizia della città sul delta del Nilo. Come sempre in passato per il caso di Patrick, anche la presenza odierna dei diplomatici stranieri avviene su invito dell’ambasciata italiana al Cairo.

Il ricercatore e attivista per i diritti umani, a piede libero dall’8 dicembre dopo 22 mesi di custodia cautelare passati in carcere con accuse più gravi legate a dieci post su Facebook ma informalmente accantonate, è sotto processo presso una Corte della Sicurezza dello Stato per i reati minori (o d’emergenza) della sua città natale sul delta del Nilo. Patrick è imputato per un articolo del 2019 in cui prendeva le difese dei copti, la minoranza cristiana d’Egitto, sottolineando le sanguinarie persecuzioni dell’Isis degli anni precedenti e due casi di discriminazione sociale e giuridica. Pur libero, il 31enne ricercatore in studi di genere ha un divieto di espatrio e non può lasciare l’Egitto.

L’udienza odierna è dichiaratamente considerata da Amnesty International come un’occasione per verificare la “disponibilità” dell’Egitto ad aprire una “nuova fase” nelle relazioni con l’Italia sebbene la magistratura egiziana sia indipendente dal potere politico, almeno formalmente.

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EGON SCHIELE, PAESAGGIO CON FIUME. VEDUTA DI KRUMAU, 1916 – Krumau ( Český Krumlov ) è una cittadina nella Boemia meridionale, Repubblica ceca. Ha ca 12.000 abitanti. Ai piedi della Foresta Boema, sui due lati del fiume Moldava. E’ Patrimonio Unesco.

 

 

Paesaggio a Krumau da Egon Schiele

FOTO DA :
https://www.meisterdrucke.it/stampe-d-arte/Egon-Schiele/104510/Paesaggio-a-Krumau.htm

 

Immersa nel verde, la Moldava si snoda attraverso il paesaggio in un grande anello. Sullo sfondo sono le colline della Foresta Boema, da cui spiccano alcuni alberi. Le loro potenti corone pesano davanti all’orizzonte splendente. Al centro del dipinto del 1916, tuttavia, si trovano gli edifici colorati della cittadina di Krumlov. Fornito di dettagli amorevoli, Egon Schiele ha ritratto le case della città della Boemia meridionale. La vista da una prospettiva elevata mostra i tetti storti e gli edifici nidificati. Riflettono l’estetica di un’epoca passata. Attraverso le loro finestre aperte emanano un fascino estivo e i forti toni rossi e arancioni delle facciate creano accenti vivaci.

Krumau era il luogo di nascita della madre di Egon Schiele. Sebbene vivesse lì solo per poco tempo, era affascinato dagli edifici storici e dalle strade strette e tortuose. La pittoresca cittadina lo ispirò e divenne uno dei suoi motivi preferiti. Ancora oggi, il centro storico è preservato e una passeggiata attraverso il villaggio dà vita al dipinto. Krumau è stata la sede del “Egon Schiele Art Center” dal 1992 e chiarisce il significato che la città ha avuto per il pittore.

Meno idilliaco del motivo è la storia commovente dell’immagine. I suoi proprietari ebrei dovettero fuggire dai nazisti nel 1938 e il dipinto fu confiscato dalla Gestapo. Quattro anni dopo, l’acquirente tedesco Wolfgang Gurlitt lo acquistò. Quando incontrò difficoltà finanziarie, vendette il “Paesaggio di Krumau” insieme ad altri impianti alla città di Linz. Senza sapere che si trattava di un’arte di rapina a New York, la Neue Galerie Linz espose la foto. Solo 50 anni dopo, fu restituito agli eredi dei legittimi proprietari. Nel 2010 il dipinto fece scalpore: in un’asta a Londra lo acquistò un compratore sconosciuto per un controvalore di 18 milioni di euro. Ha quasi raddoppiato il suo prezzo stimato.
Lentos Kunstmuseum, Linz, Austria / bridgemanimages.com

 

 

 

UN’ALTRA FOTO

PINTEREST

 

 

KRUMAU

 

Vista su Český Krumlov

Ron Van Oers

 

 

CESKY KRUMLOV, SULLA MOLDAVA , AL SUD DELLA BOEMIA, QUASI AL CONFINE CON L’AUSTRIA

DA :
http://www.myczechrepublic.com/it/regioni/mappa-ceca.html

 

 

Castello di Český Krumlov e l’ex chiesa di San Judoc
Asahiko – Opera propria

 

 

Centro storico con il castello
Xth-Floor – Opera propria

 

 

 

 

Vista dai giardini del castello
Jerzy Strzelecki – Opera propria

 

foto sopra da:
https://en.wikipedia.org/wiki/%C4%8Cesk%C3%BD_Krumlov

 

Old town Cesky Krumlov

https://stock.adobe.com/it/search?k=krumlau&asset_id=18592010

 

File:Český Krumlov (Krummau) - panorama - città vecchia.JPG

 Český Krumlov (Krummau) – panorama – città vecchia-

FOTO : Pudelek

DA :

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:%C4%8Cesk%C3%BD_Krumlov_%28Krummau%29_-_panorama_-_old_city.JPG

 

 

Centro storico di Cesky Krumlov

https://www.seidel.cz/img.php?LANG=en&gallery=uby146&frekvence=&img=uby146g12

 

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Barnabas von Géczy – Zatanczmy Tango 1929

 

 

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Mauro Biani @maurobiani — 13.47 – 27 novembre 2022 — grazie ! + ANSA.IT — 28 NOVEMBRE 2022 — 21. 44 – ISCHIA

#Ischia #Casamicciola #Italia

Frana.

Oggi su  @repubblica

 

 

 

 

 

 

 

ANSA.IT — 28 NOVEMBRE 2022 — 21. 44
https://www.ansa.it/campania/notizie/2022/11/28/frana-a-ischia-otto-le-vittime-quattro-i-dispersi.-polemica-sullsos-inascoltato-di-4-giorni-prima-_6991b765-f200-45e2-a1eb-e8d0db2b669c.html

 

Frana a Ischia: otto le vittime, quattro i dispersi. Polemica sull’sos inascoltato di 4 giorni prima

Si indaga su abusivismo e demolizioni mancate

CASAMICCIOLA

 

SFOLLATI DA CASAMICCIOLA

 

CASAMICCIOLA

 

ALTRE FOTO ( 19 IN TUTTO ) NEL LINK DI ANSA.IT ALL’INIZIO

 

 

Il fango che ha devastato una zona di Casamicciola Terme, a Ischia, in seguito all’alluvione di sabato mattina, continua a restituire corpi.

Le squadre di soccorritori che lavorano in via Celario hanno individuato ed estratto l’ottava vittima dell’alluvione: si tratta di Michele Monti, il ragazzo di 15 anni, fratello di Francesco e Maria Teresa, i cui corpi erano stati ritrovati ieri.

Si cercano i corpi dei loro genitori, Gianluca Monti e Valentina Castagna. Gli altri due dispersi sono presumibilmente il compagno di Eleonora Sirabella, la prima vittima ritrovata, e di un’altra giovane donna: lo ha riferito il prefetto di Napoli, Claudio Palomba, al termine della riunione del Ccs. I feriti restano 5, di cui solo uno trasportato fin da subito all’ospedale Cardarelli di Napoli ma rispetto alle condizioni di salute non sono segnalati particolari problemi.

 

 

 

“L’ultima mia segnalazione alle autorità competenti sui gravi rischi per la popolazione di Casamicciola dovuti al dissesto idrogeologico li avevo segnalati il 22 novembre scorso: avevo scritto al prefetto di Napoli, al commissario prefettizio di Casamicciola, al sindaco Manfredi e alla Protezione Civile Campania. Nessuno mi ha risposto. A seguito dell’allerta meteo arancione, avevo segnalato il pericolo per la popolazione della zona e chiesto la loro evacuazione”. Lo denuncia Giuseppe Conte, che è stato sindaco di Casamicciola nei primi anni ’90. ( 1 NOTA IN FONDO )

Accertare se le abitazioni travolte dall’alluvione e presenti in quell’area erano abusive e se pendeva un provvedimento di demolizione: sono le prime domande alle quali la Procura di Napoli vuole dare una risposta attraverso le indagini scattate subito dopo la tragedia di Casamicciola. Ma l’attività di accertamento – il fascicolo è stato aperto ipotizzando, per ora, il reato disastro colposo – non riguarderà solo la zona devastata dallo smottamento.

A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza deliberata dal Consiglio dei ministri in relazione agli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nell’isola di Ischia lo scorso 26 novembre, il Governo sta predisponendo un’apposita normativa d’urgenza per consentire ai contribuenti la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari e contributivi in favore dei soggetti residenti o operanti nei comuni di Casamicciola e Lacco Ameno. Lo fa sapere il Ministero dell’economia e delle finanze in una nota.

Sono per il momento 230 gli sfollati ma ”non è escluso” che il numero possa crescere, ha spiegato Palomba. Gli sfollati sono tutti sistemati tra strutture alberghiere e sistemazioni da parenti ma il prefetto ha sottolineato che ”essendo in inverno e trattandosi di nuclei familiari si cercano allocazioni che siano vere e proprie abitazioni anche per alleviare la loro condizione di difficoltà”.

È una corsa contro il tempo per mettere in piena sicurezza la strada che porta nel cuore della zona rossa. La sede stradale è stata in gran parte ripulita e il fango è stato riposto dai bob cat ai margini. Venti centimetri di fango che si stanno asciugando al sole ma che dovranno essere rimossi per scongiurare il rischio, quando ci sarà di nuovo la pioggia, di un dilavamento verso la parte bassa. Via Celario e via Pio Monte della Misericordia sabato si sono trasformate nel letto di un fiume in piena, dove le acque hanno trascinato di tutto: auto, mobili, mezzi agricoli.

 

 

Squadre di volontari con le vanghe stanno liberando gli accessi alle case. È un’operazione necessaria anche per consentire ai residenti, accompagnati dai vigili del fuoco, di entrare per recuperare quanto necessario. Intanto, dal fango emergono brandelli di vita spezzata. Un peluche, un tegame e altri oggetti che raccontano di una quotidianità che per tante persone non sarà mai più come prima. Al più presto dovranno essere rimosse anche le numerose vetture che sono state completamente accartocciate dalla furia dell’acqua e del fango. Ora sono un ammasso di lamiere.

Sull’isola operano 160 vigili del fuoco con 70 mezzi giunti da Campania, Lazio, Toscana, Abruzzo, Puglia, Molise. Le squadre del Corpo nazionale sono dislocate nel territorio Casamicciola: esperti in topografia applicata al soccorso, USAR (Usar Search And Rescue), SAF (Speleo Alpino Fluviali), cinofili e operatori SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) al lavoro nella parte alta di via Celario per le operazioni di ricerca. Sommozzatori giunti dalla Toscana operano con un sonar per scandagliare i fondali nello specchio di mare in prossimità del porto.

Domani sull’isola riunione coordinamento soccorsi
Si svolgerà sull’isola di Ischia domani una riunione congiunta del Centro di coordinamento soccorsi (Ccs) e del Centro operativo comunale (Coc): lo ha riferito il prefetto di Napoli, Claudio Palomba, nel corso del punto stampa in Prefettura. La decisione è stata presa per rendere ”estremamente operativa” l’attività rispetto alle priorità che sono il ritrovamento degli ulteriori dispersi e la perimetrazione della zona rossa.

 

Geologo: ‘Ancora rischi e manca piano di evacuazione’

“A Ischia non esistono piani di evacuazione nonostante i numerosi rischi a cui è esposta l’isola: vulcanico, sismico e di smottamenti. Da anni cerco di farlo capire a istituzioni e associazioni della zona. Inoltre buona parte del versante nord e specialmente Casamicciola Terme, dopo la frana di due giorni fa, sono ancora ad alto rischio per quando riguarda lo slittamento di frane che poi indebolendo i versanti da cui si staccano, impostano altre frane”. Lo ha detto Aniello Di Iorio, geologo di Ischia, il quale ha effettuato un sopralluogo nelle ultime ore dopo la frana di Casamicciola. Secondo Di Iorio, “Cava Puzzillo, con il distacco di materiale nella zona alta, deve essere monitorata e messa in sicurezza in quando, con acquazzoni forti, il materiale distaccato può raggiunge facilmente il centro abitato di Piazza Bagni, via Pio Monte della Misericordia ed il porto di Casamicciola”.

Contro l’abusivismo edilizio “basterebbe mettere in galera il sindaco e tutti quelli che lasciano fare”, perché “i sindaci non devono lasciare costruire”, ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto (FI), a Rtl 102.5. Sulla demolizione della case abusive, proposta dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca, il ministro ha detto: “io confischerei quello che è abusivo, e poi andrei a vedere caso per caso”.

“Sulla necessità di procedere alla firma di ordinanze per l’abbattimento di case abusive, soprattutto quelle realizzate in zone ad alto rischio, serve una dotazione finanziaria”, ha detto il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci. “Molto spesso i sindaci hanno difficoltà ad attivare persino i mezzi meccanici che debbono eseguire l’abbattimento. È una materia complessa e difficile. Noi non possiamo e non dobbiamo lasciare soli i primi cittadini in questa situazione”, ha proseguito

“L’ultima mia segnalazione alle autorità competenti sui gravi rischi per la popolazione di Casamicciola dovuti al dissesto idrogeologico – denuncia Giuseppe Conte, che è stato sindaco di Casamicciola nei primi anni ’90 – li avevo segnalati il 22 novembre scorso: avevo scritto al prefetto di Napoli, al commissario prefettizio di Casamicciola, al sindaco Manfredi e alla Protezione Civile Campania. Nessuno mi ha risposto. A seguito dell’allerta meteo arancione, avevo segnalato il pericolo per la popolazione della zona e chiesto la loro evacuazione”.

 

 

 

NOTA 1 

IL GAZZETTINO — LINK SOTTO

Casamicciola, le 23 segnalazioni (inascoltate) dell’ex sindaco: «L’ultimo sos 4 giorni prima, avevo chiesto evacuazione»

«Nessuno mi ha risposto. A seguito dell’allerta meteo arancione, avevo segnalato il pericolo per la popolazione»

Lunedì 28 Novembre 2022

Casamicciola, le 23 segnalazioni (inascoltate) dell'ex sindaco: «L'ultimo sos 4 giorni prima, avevo chiesto evacuazione»

I gravi rischi per la popolazione di Casamicciola, dovuti al dissesto idrogeologico, erano stati segnalati alle autorità competenti dall’ex sindaco del comune ischitano, l’ingegnere Giuseppe Conte. «L’ultima mia segnalazione risale al 22 novembre scorso – ha dichiarato – avevo scritto al prefetto di Napoli, al commissario prefettizio di Casamicciola, al sindaco Manfredi e alla Protezione Civile Campania. Nessuno mi ha risposto. A seguito dell’allerta meteo arancione, avevo segnalato il pericolo per la popolazione della zona e chiesto la loro evacuazione».

Conte, sindaco di Casamicciola nei primi anni ’90, ha raccontato al Corriere della Sera di avere lanciato l’allarme mandando ben 23 mail via pec alle autorità competenti. Ma il suo lavoro di sensibilizzazione va avanti da anni: «In passato ho allertato più volte le autorità in occasione di previsioni meteo avverse».

Secondo l’ex primo cittadino, tuttavia, il problema di Casamicciola non sarebbe l’abusivismo edilizio: «Le cause di questo disastro sono le stesse dell’alluvione del 1910, ovvero la fragilità del territorio. Dopo quell’evento furono realizzati dei sistemi di protezione dell’abitato, le cosiddette “briglie”, ma da allora non si è più intervenuti con interventi appropriati e con una manutenzione degna di questo nome».

«Dopo l’alluvione del 2009 non c’è stato alcun intervento – ha spiegato – o almeno nessuno significativo, nonostante i fondi stanziati per la sicurezza negli ultimi anni: 180mila euro per la pulizia degli alberi, 3 milioni e 100 per un intervento a monte dell’abitato Casamicciola (nel 2010-2012) e un lavoro messo a disposizione dalla città metropolitana per mettere in sicurezza del bacino dell’alveo Larita nel 2018. E ancora manca inoltre da anni l’annunciato piano per il dissesto idrogeologico della zona».

https://www.ilgazzettino.it/italia/primopiano/casamicciola_tragedia_annunciata_dissesto_idrogeologico_ex_sindaco_giuseppe_conte_ultime_notizie-7080725.html

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Antonio Mazzeo @mazzeoantonio 11.12 – 28 novembre 2022 — grazie di avercelo fatto sapere.

 

Antonio Mazzeo è  giornalista e peace-researcher ecopacifista ed antimilitarista, ha pubblicato saggi sui temi della pace e dei diritti umani e sulla criminalità mafiosa ( dal suo Twitter ).

 

E’ giunta nel Golfo di #Napoli la portaerei a propulsione #nucleare USS George H.W. Bush della #USNavy. A bordo dell’unità 2 reattori nucleari A4W Westinghouse (di quarta generazione) da 194 MW ciascuno. Imbarca una novantina tra caccia intercettori e velivoli spia e intelligence

 

 

 

 

 

ALTRA FOTO :

 

 

foto da:

FANPAGE 28 NOVEMBRE 2022- 11.05

https://www.fanpage.it/napoli/a-napoli-arriva-la-portaerei-nucleare-uss-george-h-w-bush-e-gia-nel-golfo/

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Ugo Ramella @RamellaUgo — 28 novembre 2022 — 10.32 –grazie e mille ! + altre foto

 

 

ROB BROWING ( 1955 )

 

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Rob Browning ha ricevuto la sua educazione artistica formale presso la Virginia Commonwealth University di Richmond, Virginia (1974-1979). Le sue opere d’arte sono incluse in molte collezioni pubbliche e private e sono state utilizzate commercialmente da clienti, tra cui: General Electric, ITT, American Airlines e Disney Enterprises.
Attualmente risiede nella Virginia centrale, USA.

DAL SITO DELL’ARTISTA :

ROB BROWNING ART HOME

 

 

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GALLERIA RH BALLARD

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セシボーーーン! @1m5VrtTuMfGklfb — 7.48 — 28 novembre 2022 — grazie !

 

Felice settimana nuova

 

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DONATELLA, grazie ! — VIRGINIA DELLA SALA, Scuola, la mannaia della manovra: decimare gli istituti –IL FATTO QUOTIDIANO DEL 27 NOVEMBRE 2022 + Fabrizio De Angelis, ORIZZONTE SCUOLA, 28 novembre, 13.55

 

 

Donatella, 2014

 

 

 

IL FATTO QUOTIDIANO DEL 27 NOVEMBRE 2022

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/11/27/scuola-la-mannaia-della-manovra-decimare-gli-istituti/6887480/

 

 

Scuola, la mannaia della manovra: decimare gli istituti

 

RIDUZIONE GRADUALE” –  Se le Regioni non tagliano, fa il governo. Prime stime: 6-700 in meno specie a sud

 

 

 

27 NOVEMBRE 2022

Dimensionare”: una parola che nel vocabolario degli infiniti tentativi di riorganizzazioni del sistema scolastico esiste almeno dal 2011. Eppure, neanche l’austerità Monti era arrivata al punto da rendere questo “dimensionamento” una sdoganata che mira alla “riduzione del numero delle istituzioni scolastiche”. Difficile contestare l’obiettivo nonostante i tentativi di gradualità e i correttivi presenti nella bozza della legge di Bilancio in circolo. Secondo le prime stime che circolano potrebbero essere tagliate fino a 700 scuole in pochi anni.

 

La mannaia è al momento in due articoli: il primo affida alle Regioni il compito di riorganizzare il sistema scolastico dal 2024 con forme di “compensazione interregionale”, “su base triennale”. Si riorganizza la rete delle scuole sul territorio con un decreto scritto dal ministero dell’Istruzione (e del Merito), dal Mef e “previo accordo in sede di Conferenza unificata” dove le Regioni potrebbero provare a far sentire le loro istanze.

 

Il problema sorge se entro quella data non si dovesse trovare un accordo con le Regioni: la palla passa al Governo che entro il 31 agosto emana un decreto di natura non regolamentare (che si usa per le materie concorrenti tra Stato e Regioni) in cui decide i contingenti dei dirigenti sulla base di un coefficiente “non inferiore a 900 e non superiore a 1000” e in cui si terrà conto del numero “degli alunni iscritti nelle istituzioni scolastiche statali e dell’organico di diritto” e “integrato dal parametro della densità degli abitanti per chilometro quadrato”.

Proviamo a renderlo semplicemente: a grandi linee se si divide il numero degli studenti di una Regione per mille o per 900 o per un numero in mezzo e il risultato darà il numero degli istituti che sopravviveranno, salvo l’incidenza – da dettagliare – di altri fattori. La prassi porta a pensare che questo sarà anche il contenuto del primo decreto che sarà proposto alle Regioni. E in questa zona del testo sembra arrivare il vero punto. Si legge: “Al fine di garantire una riduzione graduale del numero delle istituzioni scolastiche, per i primi tre anni si applica un correttivo pari rispettivamente al 7%, al 5% e al 3%, anche prevedendo forme di compensazione interregionale”.

 

Il rischio che si corre con questa impostazione è che Regioni in sofferenza, come Sardegna, Calabria o Basilicata ma anche Abruzzo, Molise e Campania (dove oltretutto finora il dimensionamento ‘spontaneo’ è stato più lento) potrebbero dover chiudere molte scuole, a partire dalle sottodimensionate e gestite con le reggenze. Viceversa altre come Lombardia, Puglia ma anche Emilia Romagna potrebbero risultare dover avere più istituti, ma sdoppiamenti con apertura di nuove scuole sono improbabili. Secondo le prime stime (che in assenza di un testo definitivo e della relazione tecnica non possono essere considerate definitive) se la norma non cambia si potrebbe arrivare a chiudere tra le 600 e le 700 scuole in un paio di anni e soprattutto al sud.

 

Torniamo al testo. “Quanto leggiamo nelle bozze sul dimensionamento scolastico si configura nei fatti come un vero e proprio taglio che ancora una volta andrà a colpire le Regioni e i territori più deboli – spiega Francesco Sinopoli, segretario della Flc Cgil – invece di potenziarle e sostenerle le affossano, senza investimenti e con una riduzione delle risorse”. Il sindacato fa anche notare che la manovra non prevede fondi per i nuovi contratti nazionali, dopo che qualche settimana fa si è raggiunto l’accordo per la parte economica di quello che a breve colmerà un vuoto di oltre tre anni. “Non vogliamo che si ritorni alla stagione dei blocchi contrattuali, ci auguriamo sia terminata con l’ultimo accordo”. Il governo deve dimostrare che non si è trattato di un contentino momentaneo per silenziare lo scontento. “Anche l’Istruzione segue la stessa direzione iniqua, ingiusta e classista di buona parte di questa manovra- conclude Sinopoli – e per questo riteniamo che, stando così le cose, sia necessaria una mobilitazione in coerenza con quello che abbiamo sempre detto in questi anni a prescindere dal colore dei governi”.

 

 

 

Orizzonte Scuola Notizie

28 novembre 2022 — 13.55
https://www.orizzontescuola.it/dimensionamento-scolastico-previsto-un-taglio-di-scuole-e-di-organico-nuova-bozza-legge-di-bilancio/

 

Previsto un taglio di scuole e di organico, oltre 400 presidi in meno fino al 2032. NUOVA BOZZA Legge di Bilancio

 

Di Fabrizio De Angelis

 

La nuova legge di bilancio prevede novità in merito al dimensionamento scolastico, con un taglio calcolato di sedi e organico che avranno effetto principalmente a partire dal 2024/2025.

Ecco l’ultima bozza della manovra con i numeri previsti.

“Le Regioni, sulla base dei parametri individuati dal decreto di cui al primo periodo provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre di ogni anno, nei limiti del contingente annuale individuato dal medesimo decreto, ferma restando la necessità di salvaguardare le specificità derivanti dalle istituzioni presenti nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Con deliberazione motivata della Giunta regionale può essere determinato un differimento temporale, non superiore a 30 giorni. Gli Uffici scolastici regionali, sentite le Regioni, provvedono, alla ripartizione del contingente dei dirigenti scolastici assegnato”, si legge sul testo che sta per approdare in Parlamento.

Nello specifico, la relazione illustrativa prevede che i criteri per la definizione del contingente organico dei DS e DSGA siano adottati con decreto del Ministero dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, previo Accordo in sede di Conferenza Unificata, da adottare entro il 30 giugno di ogni anno solare precedente all’anno scolastico di riferimento.

La norma dunque definisce un meccanismo alternativo di individuazione e distribuzione tra le Regioni del contingente massimo di DS e DSGA qualora non sia raggiunto l’Accordo in Conferenza Unificata.

Ciò significa che è prevista l’adozione di un decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro il 31 luglio, che individua il contingente di DS e DSGA definito dividendo per un coefficiente, comunque non inferiore a 900 e non superiore a 1000, il numero degli alunni iscritti nelle istituzioni scolastiche statali nell’organico di diritto dell’anno scolastico di riferimento, su base regionale, integrato dai fattori correttivi dipendenti dalla densità degli abitanti per Kmq, ferma restando la necessità di salvaguardare le specificità derivanti dalle istituzioni presenti nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche .

Al fine di garantire una riduzione graduale del numero delle istituzioni scolastiche per i primi tre anni scolastici si applica un correttivo non superiore all’1%, anche prevedendo forme di compensazione interregionale.

La norma, pertanto, andrà a disciplinare il dimensionamento della rete scolastica negli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025, nonché un limite massimo – progressivo negli anni – alla consistenza dell’organico.

In particolare, si prevede per l’anno scolastico 2023/2024 che continuino a trovare applicazione la disciplina vigente.

Per l’anno scolastico 2024/2025, il contingente organico non potrà essere superiore a quello determinato dall’applicazione dei criteri stabiliti dai commi 5 e 5-bis dell’articolo 19 del decreto-legge n. 98/2011.

In sostanza, per l’anno scolastico 2024/2025, saranno conferite in reggenza le istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 600 unità, ridotto fino a 400 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.

Alle queste scuole non potrà essere assegnato in via esclusiva un posto di direttore dei servizi generali e amministrativi.

Inoltre, si prevede che, a decorrere dall’anno scolastico 2025/2026, il contingente organico definito sulla base della nuova disciplina introdotta non superi il contingente determinato sulla base dei criteri definiti nell’anno scolastico precedente. Inoltre, si precisa che eventuali situazioni di esubero devono trovare compensazione nell’ambito della definizione del contingente. 

 

Ma c’è un altro aspetto che la relazione illustrativa evidenzia: con le economie previste da tale nuove disciplina, è prevista la creazione di un fondo ad hoc costituito nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione e del merito e che possa essere destinato ad incrementare il fondo unico nazionale della dirigenza scolastica, il fondo integrativo d’istituto e il fondo per la buona scuola oltre che essere utilizzato per il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie.

Ecco, secondo la relazione tecnica, il decremento del numero delle sedi previsto.

Tuttavia, al fine di rendere più graduale il decremento del numero delle sedi nei primi tre anni di applicazione della nuova disciplina, vengono introdotte le seguenti integrazioni alla procedura:

  1. viene garantito che il numero delle sedi sia almeno pari al numero dei dirigenti scolastici in servizio nella Regione, considerando anche quelli temporaneamente senza sede o comandati presso enti, associazioni, università, ministeri. Qualora il numero di sedi previsto dall’algoritmo sia superiore viene confermato quest’ultimo dato;
  2. il numero di sedi stabilito secondo i termini del punto precedente viene incrementato di un fattore percentuale pari a:

 

 

Il riepilogo dati previsti dalla relazione tecnica

 

 

La stima delle economie previste

Come riferimento viene assunto che il valore del trattamento economico di un dirigente scolastico è in media pari a 101.926 euro (al lordo degli oneri riflessi e della tredicesima mensilità) e quello di un D.S.G.A. riferito alla classe stipendiale iniziale 0-8 è pari ad euro 37.462 (al lordo degli oneri riflessi, della tredicesima mensilità, dell’elemento perequativo e dell’IVC), la spesa annuale media, per istituzione scolastica autonoma.

Spesa DS e DSGA = 101.926 + 37.462 = 139.388 euro

 

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+++ ANSA.IT –28 NOVEMBRE 2022 — 10.38 :: Gimbe, in 7 giorni salgono casi (+10%) e morti (+8,8%) Quarte dosi ancora in calo (-14,5%). Scoperti 3 su 4

 

 

ANSA.IT –28 NOVEMBRE 2022 — 10.38

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2022/11/28/covidgimbein-7-giorni-salgono-casi10-e-morti-88_1415d115-c47d-40b3-9127-d3ca373544d5.html

 

Gimbe, in 7 giorni salgono casi (+10%) e morti (+8,8%)

Quarte dosi ancora in calo (-14,5%). Scoperti 3 su 4

 

ARCHIVIO

 

Aumentano negli ultimi 7 giorni in Italia i contagi da Covid-19 (+10%) ed i ricoveri ordinari (+9,1%).


Tornano a crescere anche i decessi (+8,8%), mentre restano sostanzialmente stabili le terapie intensive (+1,2%). Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 18-24 novembre.

 

Si registra, rispetto alla settimana precedente, un incremento di nuovi casi (229.122 vs 208.346) e decessi (580 vs 533). In aumento anche i casi attualmente positivi (492.457 vs 452.895), le persone in isolamento domiciliare (484.594 vs 445.667), i ricoveri (7.613 vs 6.981) e le terapie intensive (250 vs 247).

 

In particolare, 17 Regioni registrano un incremento dei nuovi casi (dal 2,2% del Lazio al 39,3% della Valle d’Aosta) e 4 un calo (dal -1,6% della Provincia autonoma di Trento al -13,4% della Sardegna). In 84 Province si rileva un aumento dei nuovi casi ed in 23 una diminuzione.

L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 22 Province.

 

Cresce inoltre il numero dei tamponi totali (+7%). In particolare i tamponi rapidi sono aumentati dell’8,1% (+79.278), mentre quelli molecolari del 2% (+4.185). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività sale dal 12,3% al 13,5% per i tamponi molecolari e dal 18,4% al 18,8% per gli antigenici rapidi.

 

“Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe – restano sostanzialmente stabili le terapie intensive (+1,2%), mentre salgono i ricoveri in area medica (+9,1%)”.

In termini assoluti, i posti letto Covid occupati in area critica, dopo aver raggiunto il minimo di 203 il 10 novembre, sono saliti a 250 il 24 novembre;

in area medica, dopo aver raggiunto il minimo di 6.347 l’11 novembre, hanno raggiunto quota 7.613 il 24 novembre.

Al 24 novembre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 12% in area medica (dal 6% della Sardegna al 31,3% dell’Umbria) e del 2,5% in area critica (dallo 0% della Provincia autonoma Bolzano e della Valle d’Aosta al 4,3% dell’Emilia-Romagna).

Tornano invece a crescere i decessi: 580 negli ultimi 7 giorni (di cui 18 riferiti a periodi precedenti), con una media di 83 al giorno rispetto ai 76 della settimana precedente.

 

Per quanto riguarda le vaccinazioni il Gimbe sottolinea che sono ancora in calo in sette giorni le somministrazioni della quarta dose (-14,5%).

Attualmente, denuncia, sono scoperte quasi 3 persone su 4, un “grave e inspiegabile ritardo del piano di comunicazione sulla campagna vaccinale”. La platea per il secondo richiamo (quarta dose) include 19,1 milioni di persone.
Al 25 novembre sono state somministrate 4.959.123 quarte dosi, con una media di 23.666 al giorno, ancora in calo rispetto alle 27.671 della scorsa settimana. 

In base alla platea ufficiale delle persone che dovrebbero ricevere la quarta dose (19.119.772 di cui 13.060.462 over60, 3.990.080 fragili, 1.748.256 personale sanitario e 320.974 ospiti delle Rsa) restano ancora scoperte quasi tre persone su quattro: il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi, infatti, è del 25,9% con nette differenze regionali (dall’11,8% della Calabria al 39,1% del Piemonte). Rispetto alla quinta dose, sottolinea il monitoraggio Gimbe, “non è ancora disponibile alcuun dato ufficiale sulle somministrazioni”.

Nella settimana 18-24 novembre calano inoltre i nuovi vaccinati: 1.040 rispetto ai 1.301 della settimana precedente (-20,1%).

Al 25 novembre, sono 6,8 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino.

 

 

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EMIDIO DIODATO, Danilo Zolo, un intellettuale «dalla parte del torto» –IL MANIFESTO DEL 18 AGOSTO 2018 – EMIDIO DIODATO, Danilo Zolo, un intellettuale «dalla parte del torto» –IL MANIFESTO DEL 18 AGOSTO 2018 + qualcosa su Danilo Zolo ( wiki) ++ alcuni libri..

 

IL MANIFESTO DEL 18 AGOSTO 2018
https://ilmanifesto.it/danilo-zolo-un-intellettuale-dalla-parte-del-torto/

 

 

CULTURA

 

Danilo Zolo, un intellettuale «dalla parte del torto»

 

ADDII. Addio all’autore di «Il principato democtatico», e altri libri fondamentali per comprendere il presente della politica. Affrontava la realtà girandoci intorno, con l’obiettivo di coglierne la contraddizione

 

«L’irruption de la Justice dans les causes imaginaires. Le procès de Satan et de la reine Ratio» (Bibliothèque de l’Arsenal)
«L’irruption de la Justice dans les causes imaginaires. Le procès de Satan et de la reine Ratio» (Bibliothèque de l’Arsenal)

 

Danilo Zolo è stato uno dei più grandi intellettuali italiani del secondo Novecento. Ha scritto il più importante libro sulla democrazia ancora oggi in circolazione in Italia. Ha inoltre avviato una riflessione critica sulla politica internazionale e il cosiddetto pacifismo giuridico. Senza sbiadire in nulla, la sua analisi continua a porsi autorevolmente all’origine dell’attuale critica internazionale dell’ordine liberale post-Guerra fredda. Un giorno gli dissi che Hardt e Negri in Empire avevano seguito le sue indicazioni. Tacque, come quando dieci anni prima gli avevo detto che mi aveva fatto capire che Kelsen occorreva leggerlo a confronto con Carl Schmitt. Un sorriso compiacente, non compiaciuto. Di chi ti spinge a ricordare, anzitutto, la figura di uomo generoso e affettuoso. «Un affettuoso saluto, Danilo» era la firma della sua email. Sapeva anche irrigidirsi.

IN UNA INTERVISTA a Paolo Ermini del Corriere della Sera, Matteo Renzi ha imputato al correlatore prof. Danilo Zolo il suo 109 quale voto di laurea, «per la sua analisi ideologica di La Pira che io contestai». Sembra di vederlo Zolo, sorridente, uno che aveva scelto una vita ascetica con i giovani cattolici della Firenze pacifista, ribellarsi sotto la barba. Lui che del consiglio comunale di Firenze aveva fatto esperienza alla metà degli anni Novanta, maturando lì la convinzione che la democrazia aveva smarrito la capacità di ascolto.
Quando muore un intellettuale corre l’obbligo di collocarlo? Chi è Danilo Zolo, acerrimo nemico scientifico e accademico di Giovanni Sartori, e autore di un libro in ricordo dell’amico e mentore Norberto Bobbio? Storico collaboratore del manifesto, chi è l’autore di Il principato democraticoCosmopolis, ma anche di Scienza e politica in Otto Neurath?

Zolo si definiva un realista, ma il suo realismo era quello dell’intellettuale che affronta la realtà girandoci intorno, con l’obiettivo di cogliere qualche elemento di contraddizione, e metterla in scacco. Non solo non c’era alcun compiacente conservatorismo nella sua scelta epistemologica. Soprattutto Zolo si oppose agli incipienti discorsi che, nei primi anni Novanta, iniziarono a stravolgere la realtà in nome della libertà di interpretazione. Zolo detestava chi urlava in televisione, così come oggi detesterebbe coloro che sentenziano sui social.

 

IL SILENZIO sta accompagnando la sua morte, e non c’è dubbio che questa è stata anche la sua scelta. È andato via senza dircelo. Come mi ha scritto un amico dal Brasile, tuttavia, fa male che della sua morte non s’interessi neppure la cronaca cittadina. È forse questo lo specchio fedele di una situazione che dobbiamo dare per definita e a cui occorre solo rassegnarsi? L’assenza di una opinione pubblica e di una passione politica?
In uno dei nostri incontri mi disse che più approfondiva i suoi studi e più smarriva un punto di riferimento. Questo non sembrava turbarlo affatto, al contrario lo divertiva. In quella stessa occasione mi fece un collegamento, ostentatamente buffo e paradossale, tra gli àscari, i soldati eritrei dell’Africa Orientale Italiana, e gli acari della polvere, una sottoclasse di parassiti che in quegli anni stavano favorendo ampiamente la vendita di biancheria anallergica. Capii solo in seguito che stava affrontando un tema nuovo, serissimo, che fu poi anche l’ultimo: quello della paura. E del terrorismo.

 

Zolo era rivolto al Mediterraneo, che a volte osservava come se fosse nel rifugio elbano. Il suo interesse per la causa palestinese lo ha spinto verso dolcissimi tratti di romantica passione. Era di quelli che non hanno paura di «stare sempre dalla parte del torto».La prima volta che lo incontrai mi regalò gli appunti del suo corso in Filosofia del diritto, riprodotti in ciclostile. In copertina c’era l’immagine di un tronco storto, a cui, con robuste funi, si cercava di imporre il diritto. Il suo impegno per l’istruzione nelle carceri era sincero, una responsabilità da vero radicale.
Con la scomparsa di Danilo Zolo si chiude una stagione di impegno per la politica, non solo per la prassi ma anche per la teoria politica. Chi ha creduto che Zolo abbia perso le sue battaglie sulla scienza politica, dovrà tuttavia ricredersi.

 

 

 

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Danilo Zolo (Fiume1936 – Firenze15 agosto 2018) è stato un giurista e filosofo del diritto italiano.

Ha insegnato Filosofia del Diritto all’Università di Firenze, dove ha fondato, nel 2000, il Centro per la filosofia del diritto Internazionale e delle politiche globali Jura Gentium.

È stato associato di ricerca e visiting professor[senza fonte] presso varie università del Regno Unito e statunitensi (CambridgeHarvardPrinceton, ecc.), nonché in varie sedi dell’Argentina, del Brasile e del Messico. Nel 1993 gli è stata assegnata la Jemolo Fellowship presso il Centre for European Studies del Nuffield College di Oxford.

Oltre all’attività accademica, in cui ha approfondito con particolare attenzione questioni sul pluralismo giuridico e della giurisdizione penale nell’epoca della globalizzazione, ha sempre coniugato la sua riflessione con la sensibilità per la pace e i diritti umani nei contesti di conflitto internazionale.

Ha altresì collaborato, per la parte giuridica, al libro “La testa perduta di Damasceno Monteiro” di Antonio Tabucchi.

 

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Sulla paura. Fragilità, aggressività, potere

Danilo Zolo

Editore:Feltrinelli
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 7 giugno 2011
Pagine: 128 p.
15 EURO PREZZO PIENO
“Ho scritto questo libro perché mi sentivo come un granello di sabbia in balia del vento. Alla mia età, avevo paura di non resistere. Ma prima di cedere volevo capire perché spesso nella mia vita avevo avuto paura. E volevo capire le ragioni non solo della mia paura, ma anche della paura degli altri. E desideravo infine comprendere perché così spesso la paura mi rendeva aggressivo e perché l’aggressività mia e la prepotenza degli altri erano strettamente intrecciate. Mi domandavo, in sostanza, qual era il rapporto fra la paura, l’aggressività e la violenza scatenata dai miei simili nel corso dei millenni.” Un libro scritto da Danilo Zolo per capire dove e quando nasce la paura, se la lotta per l’esistenza comporta sempre e comunque scontro e conflittualità, qual è il posto occupato dalla politica nella gestione della paura e dell’insicurezza degli uomini, e infine il ruolo della paura nel mondo globalizzato, con le sue guerre e la diffusione in ogni angolo della terra di una crescente precarietà e della sopraffazione dei ricchi e potenti sui poveri e deboli. Ma lo sguardo di Zolo non è di rassegnazione, di resa, bensì di “pessimismo attivo”: ci insegna che fino all’ultimo non bisogna rinunciare a lottare contro l’universo sconfinato della follia umana.
Il nuovo disordine mondiale. Un dialogo sulla guerra, il diritto e le relazioni internazionali - Danilo Zolo - copertina

Il nuovo disordine mondiale. Un dialogo sulla guerra, il diritto e le relazioni internazionali

Danilo Zolo

Curatore:C. Terranova
Editore:Diabasis
Collana:Terra e mare
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 1 luglio 2011
Pagine: 48 p.
10 euro prezzo pieno-
Alle sfide della globalizzazione come potranno rispondere l’Europa e l’intero pianeta? Perché le istituzioni sovranazionali hanno fallito nel garantire l’ordine internazionale e nel cancellare le guerre dalla storia? Ogni società ha disegnato il volto del nemico: oggi, il vero nemico è da individuare nel terrorismo islamico? Attraverso un dialogo serrato e coinvolgente il libro-intervista curato da Claudia Terranova offre al lettore un’acuta sintesi del pensiero di Danilo Zolo – una delle voci più autorevoli nell’ambito della filosofia del diritto internazionale – sui temi più attuali dello scenario politico mondiale: il processo di globalizzazione e il ruolo dello Stato sociale, la politica estera statunitense e il terrorismo, la giustizia penale internazionale, la questione della pace in Medio Oriente e la situazione d’emergenza nell’Africa del Nord.

 

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Mariano Giustino @MarianoGiustino – 28/ 27 novembre –grazie infinite per questi due video + un post..

 

Immagine

MARIANO GIUSTINO — IN TURCHIA PER RADIO RADICALE

 

 

Popolo Beluci (in lilla) tra Afghanistan, Iran e Pakistan
FONTE : U.S. Central Intelligence Agency –

 

 

12.44 mattina – 28 novembre 2022

Ecco eseguita la prima condanna a morte di un giovane manifestante: è un cittadino baluci di 23 anni, di nome Mohammad Eisa #Zehi, era rinchiuso nella prigione di Zahedan, capoluogo del #Baluchistan, sudest #Iran

@RadioRadicale

#Turchia

 

Immagine

 

 

 

 

21.55 — 27 novembre 2022

 

In una scuola di #Teheran studentesse, senza l’hijab obbligatorio, cantano l’inno “O #Iran“. Sulla lavagna sono scritti i nomi di manifestanti uccisi e arrestati durante le proteste pacifiche contro la Repubblica islamica. #MahsaAmini #IranRevolution

@RadioRadicale

#Turchia

 

video

 

 

21.00 — 27 novembre 2022

 

L’attrice #SoheilaGolestani ha pubblicato questo video sul suo profilo Instagram, insieme ad attori e attrici e professionisti del teatro e del cinema iraniani. Il coraggio dell’arte che sfida il regime, senza velo, a mani nude.#MahsaAmini #IranRevoIution

@RadioRadicale

#Turchia

 

 

 

 

 

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” Vem cà cintura fina ” ( Vieni cintura fine ) di Luiz Gonzaga – 1. Trio Forrozao ; 2. Dominguinhos e Luiz Gonzaga- il Forrò –3. Jackson do Pandeiro : Forrò em Cariaru e Forrò em Limoeiro

 

 

 

LUIZ GONZAGA ( AUTORE ) E DOMINGUINHOS

Cintura Fina

Luiz Gonzaga

Minha morena, venha pra cá
Pra dançar xote, se deita em meu cangote
E pode cochilar
Tu és muié pra homem nenhum
Botar defeito, por isso satisfeito
Com você vou dançar

Vem cá, cintura fina, cintura de pilão
Cintura de menina, vem cá meu coração

Quando eu abarco essa cintura de pilão
Fico frio, arrepiado, quase morro de paixão
E fecho os olhos quando sinto o teu calor
Pois teu corpo só foi feito pros cochilos do amor

 

testo da :

https://www.letras.com/luiz-gonzaga/67896/

 

Il Forró (pron. forrò ) è la più diffusa danza popolare del nord-est del Brasile e un genere musicale. Tra le varianti ritmiche del forró si distinguono: baião, xote, arrastapé, xaxado, coco e rojão. Il forró nasce nei primi del ‘900 insieme al samba. Evolve musicalmente e si distingue attingendo origini europee a livello melodico e origini africane sul lato percussivo. Negli anni ’40 è Luiz Gonzaga a creare quella che sarà la formazione strumentale definitiva del forró : sanfona, zabumba e triangolo. Le band di forró tradizionale hanno ancora questa formazione, a volte con aggiunta di cavaquinho o di batteria.

Secondo un illustre studioso delle manifestazioni culturali popolari brasiliane, Luís da Câmara Cascudo, il nome deriva dalla riduzione della parola “forrobodó” che significa “trascinare i piedi”, “confusione” o “disordine”.

Il forró è il più famoso ballo di coppia brasiliano, è molto sensuale nonostante sia decisamente ritmato. Ogni ritmo può essere ballato in forma diversa, ma ciò che caratterizza il forró è il forte contatto fisico, dalla testa ai piedi. Il suono è allegro, ricorda un miscuglio di samba e merengue, ma non smette di essere malinconico, come gran parte della musica brasiliana. Il forró non esiste senza la sua componente “ao vivo”.

Il forró nasce nel nordest del Brasile, ma negli anni novanta viene riscattato dal sudest per diventare il ballo più popolare del Brasile. Per capire la popolarità di questa musica, basti pensare che tantissimi locali serali sono adibiti esclusivamente a piste da ballo di forró, e addirittura questo genere trova spazio anche in discoteca, dove musica techno e house si alternano a band che suonano dal vivo. Città come Rio , Sao Paulo, Belo Horizonte, Vitoria, ospitano forrò dal vivo tutte le sere.

https://it.wikipedia.org/wiki/Forr%C3%B3

 

 

Jackson do Pandeiro— Forrò em Caruarù

 

No forró de Sá Joaninha, em CaruaruCumpade Mané Bento, só faltava tu(No forró de Sá Joaninha, em Caruaru)(Cumpade Mané Bento, só faltava tu)

Eu nunca vi, meu cumpade, forgança tão boaTão cheia de brinquedo e de animaçãoBebendo na função, dançamos sem pararNum galope de matar, nas alta madrugada

Por causo de uma danada que vei de TacaratuMatemo doi sordado, quato cabo e um sargentoCumpade Mané Bento, só fartava tu

Meu irmão Jesuíno grudou numa negaXamego de sujeito valente e brigãoEu vi que a confusão não tardava a começarPois um cabra de punhá com cara de assassinoPartiu pra Jesuíno e estava feito o sururuMatemo doi sordado, quato cabo e um sargentoCumpade Mané Bento, só fartava tu

Ao doutor delegado, que é véio trombudoEu disse que naquela grande confusãoHouve apena uns arranhão, mas os cabra morredorNesse tempo de calor tem a carne reimosaO véio zombou da prosa, eu fugi do CaruaruMatemo dois soldado, quato cabo e um sargentoCumpade Mané Bento, só faltava tu

Ao doutor delegado, que é véio trombudoEu disse que naquela grande confusãoHouve apena uns arranhão, mas os cabra morredorNesse tempo de calor tem a carne reimosaO véio zombou da prosa, eu fugi do CaruaruMatemo dois soldado, quato cabo e um sargentoCumpade Mané Bento, só fartava tu

 

nel ’72

Jackson do Pandeironome d’arte di José Gomes Filho ( Alagoa Grande , 31 agosto 1919 / Brasilia , 10 luglio 1982 ), è stato un cantantecantautore e polistrumentista brasiliano . Conosciuto anche come il re del ritmo

 

Forrò em Limoeiro

 

Eu fui pra LimoeiroE gostei do forró de láEu vi um caboclo brejeiroTocando a sanfona, entrei no fuá

Eu fui pra LimoeiroE gostei do forró de láEu vi um cabloco brejeiroTocando a sanfona, entrei o fuá

No meio do forró houve um tereréDisse o Mano Zé, aguenta o pagodeTodo mundo pode, gritou o TeixeiraQuem não tem peixeira briga no pé

Eu fui pra LimoeiroE gostei do forró de láEu vi um cabloco brejeiroTocando a sanfona, entrei no fuá

Eu fui pra LimoeiroE gostei do forró de láÉ que eu vi um cabloco brejeiroTodando a sanfona, entrei no fuá

Foi quando eu vi a Dona ZezéA mulher que é, diz que topa paradaDe saia amarrada fazer cocóE dizer: eu brigo com cabra canalhaPuxou da navalha e entrou no forró

Eu fui pra LimoeiroE gostei do forró de láEntão eu vi um cabloco brejeiroTocando a sanfona, entrei no fuá

Eu fui pra LimoeiroE gostei do forró de láEu vi cabloco brejeiroTocando a sanfona, entrei no fuá

Eu que sou do morro, não choro, não corroNão peço socorro quando há chuáGosto de sambar na ponta da facaSou nego de raça e não quero apanhar

Eu que sou do morro, não choro, não corroNão peço socorro quando há chuáGosto de sambar na ponta da facaSou nego de raça e não quero apanhar

Eu fui pra LimoeiroE gostei do forró de láEu vi cabloco brejeiroTocando a sanfona, entrei no fuá

Eu fui pra LimoeiroE gostei do forró de lá

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Ministero dell’Istruzione @MIsocialTW- 24 novembre ’22 – video di Valditara-( 1.53 ) ++ + christian raimo  @christianraimo, 25 novembre

 

Ministero dell’Istruzione  @MIsocialTW

 

In occasione della #giornatacontrolaviolenzasulledonne, oggi e domani il Ministero dell’Istruzione e del Merito si illumina di rosso.

Nel video, il messaggio del Ministro @G_Valditara. Qui le attività per domani miur.gov.it/web/guest/-/25 #stopallaviolenzasulledonne #25novembre

 

apri qui :

https://twitter.com/i/status/1595881093839872006

 

 

 

Immagine

christian raimo  @christianraimo

Non ho capito perché non ci sia ancora un’imitazione televisiva di

 

un commento : forse perché è sufficiente lui.

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