
foto del bellissimo Mauro dal suo link di X
link X di Mauro Biani
segue dal link di Tuttoscuola
dove si trova la lettera e una bella e commossa introduzione, noi pubblichiamo solo la lettera, ma nel link trovate il testo integrale:::
segue da:
TUTTOSCUOLA / link sotto
Prof aggredita da studente: ‘Questa ferita diventi un ponte’. La lettera integrale

FOTOGRAFIA DELLA PROF. CHIARA MOCCHI, INSEGNANTE ALLA MEDIA DI TRESCORE BALNEARIO IN VAL CAVALLINA – PROVINCIA DI BERGAMO- ADESSO E’ ANCORA IN OSPEDALE GRAVE MA PIANO SI STA RIPRENDENDO
da : https://www.tuttoscuola.com/
Pubblichiamo la lettera integrale dettata dalla docente dal letto d’ospedale: un testo che, accanto alla sofferenza personale, affida alla scuola e alla società una richiesta precisa di responsabilità, ascolto e vicinanza educativa.
A tutti voi,
adorati alunni, colleghi, genitori, soccorritori, personale sanitario, autorità, forze dell’ordine, familiari, giornalisti, e persone che mi avete circondato da subito di affetto e solidarietà.
Sto dettando queste poche righe con la voce ancora flebile, al mio legale, ma con il cuore colmo di gratitudine.
Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande, né che avrei attraversato una prova così profonda.
Eppure eccomi qui, ancora viva. E questo lo devo a molti di voi.
In un attimo, un gesto improvviso e incomprensibile ha spezzato la quotidianità della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo. Quelle coltellate sul mio collo e sul mio torace avrebbero potuto fermare il mio cammino per sempre. So che addirittura la scena è stata ripresa via cellulare, è stata drammatica quanto irreale. Io stessa fatico a ricordarla senza
tremare. Ma subito, attorno a me, si è mosso un mondo di coraggio e di umanità.
Ai colleghi che sono intervenuti senza alcuna esitazione, rischiando personalmente per mettermi in salvo: il vostro sangue freddo e la vostra forza hanno creato una barriera tra me e la morte.
Agli studenti che hanno gridato aiuto, che hanno pianto, che si sono spaventati e hanno visto qualcosa che nessuno dovrebbe vedere a tredici anni: sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore, ma solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti.
Al personale dell’elisoccorso, che ha bloccato un’emorragia devastante, che ha lottato contro il tempo, che mi ha restituito un battito stabile con un a lunga trasfusione, mentre la linfa della vita usciva dalle mie ferite: non dimenticherò mai le vostre mani ferme e la vostra calma.
Ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari che mi hanno accolto, curato e operato con una delicatezza che va oltre il dovere: siete stati famiglia.
Alle forze dell’ordine e alle autorità, presenti subito, attente, rispettose, che hanno messo ordine nel caos e garantito sicurezza a tutti.
A mio fratello Giampaolo, che ha tremato, pregato, vegliato accanto a me senza mai perdere la speranza.
All’avvocato Angelo Lino Murtas, che mi sta accompagnando con sensibilità e competenza in un percorso che non avrei mai immaginato di dover affrontare.
Ai genitori, che mi scrivono, che mi abbracciano anche se solo da lontano, che hanno raccontato ai propri figli il valore dell’empatia e della vita.
A chiunque mi sta mandando messaggi, preghiere, pensieri, anche senza conoscermi: li ho sentiti arrivare tutti, uno per uno, come fili che mi hanno ricucito l’anima.
Oggi sono ancora debole, la voce è un soffio, il corpo ha ferite profonde ancora fresche. Ma il mio spirito è vivo. E questa vita è un dono che non sprecherò.
So che quanto accaduto ha sconvolto molti di voi. Ha generato paure, domande, forse persino scoramento. Per questo vi dico: non lasciamoci vincere dal buio.
Ai miei amati alunni, non fermatevi, non arrendetevi, studiate e preparatevi per il vostro futuro senza nessuna paura, ma solo e unicamente con coraggio.
Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché. Come non lo sapranno i suoi genitori.
Se il Signore vorrà concedermelo, io tornerò. Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Tornerò a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili.
Perché nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia gioia più grande.
A tutti voi, dal profondo del cuore: grazie.
Grazie per avermi salvata, sorretta, pensata, custodita.
Grazie per darmi la forza di guardare avanti, non indietro, e soprattutto il sogno di potercela fare ancora.
Con commossa gratitudine
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QUALCHE IMMAGINE DI TRESCORE BALNEARIO::

TORRE SUARDI
Ago76 – Opera propria

Parrocchia di Trescore Balneario al tramonto
Marcello Savaris – Opera propria

AFFRESCHI DI LORENZO LOTTO NELLA PARROCHIA, 1524

MINOLTA DIGITAL CAMERA
VILLA TERZI – TRESCORE BALNEARIO
Paginazero – Opera propria
FINO A QUI LE FOTO, COME LE SCRITTE SONO DI WIKIPEDIA

LA BIBLIOTECA DI TRESCORE B.RIO
Ago76 – Opera propria

TRESCORE B.RIO :: CENTRO STORICO
Ago76 – Opera propria
LE ULTIME FOTO SONO DA:
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Trescore_Balneario?uselang=it
VIDEO, 4.07 —
LE TERME DI TRESCORE
La storia secolare delle Terme di Trescore