BATAN, UN MESE IN CERCA DEL PADRONE CHE–RICOVERATO—LO AVEVA AFFIDATO AD UN CONOSCENTE— ADESSO NON LO LASCIA PIU’!

Cane e uomo, uomo e cane: la storia di Batan, alla ricerca del padrone malato, in La Provincia di Como, 24 agosto 2017

 

batan986

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3 risposte a BATAN, UN MESE IN CERCA DEL PADRONE CHE–RICOVERATO—LO AVEVA AFFIDATO AD UN CONOSCENTE— ADESSO NON LO LASCIA PIU’!

  1. Carine scrive:

    Che bella storia, davvero gentile e soprattutto a lieto fine. Forse Batan, solo in un mondo sconosciuto e terribile, non si fidava neppure più del padrone che, secondo un ragionamento canino, poteva averlo tradito. Tutto per mettere un po’ di veleno in questa storia bellissima, ma io sono ligure.

  2. Carine scrive:

    Da ” Il Fatto” di domenica 27 agosto 2017 a pag. 17, articolo di Giuseppe Bizzarri:
    ” Amazzonia privata. Il dono di Temer alle multinazionali. Il presidente liberalizza un’enorme riserva istituita ai tempi della dittatura con giacimenti d’oro, rame e ferro…Il decreto è il maggiore attacco all’Amazzonia negli ultimi cinquant’anni. Né la dittatura militare ha osato tanto né la Transamazzonica è stata così offensiva… In sostanza l’ambiente e le riserve indigene sono oggi la moneta di scambio impiegata dai politici, non solo per salvarsi dai processi giudiziari, ma soprattutto per gratificare i loro padrini, multinazionali e latifondisti, che sfruttano la recessione per impadronirsi dei territori federali e riserve indigene dove sono presenti giacimenti minerari”.

  3. Carine scrive:

    Da “Il Fatto” di domenica 26 agosto 2017, pag.17, di Roberta Zunini:
    L’agenzia ” France Presse”, dal Myanmar riferisce che la minoranza di religione musulmana, la gente Rohingya, è presa a cannonate dall’esercito del Paese guidato dal Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. Secondo fonti attendibili ci sono numerose vittime tra coloro che stanno cercando di varcare il confine inseguiti dai militari. Una mossa disperata quella di cercare riparo in Bangladesh, visto che è stato il primo paese a scacciarli decenni fa dalla zona delle mangrovie, dov’erano nati e vivevano pacificamente da generazioni… I Rohingya sono troppo poveri e miseri per essere presi in considerazione persino dai loro fratelli di fede.

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