20 Grosvenor Hill
London w1k 3qd
The David Bailey Sumo. Ediz. illustrata Copertina rigida – 29 apr 2019
di
ELLE.COM/IT/MAGAZINE/ARTE —27 MARZO 2019
https://www.elle.com/it/magazine/arte/a26918899/david-bailey-swinging-london-mostra/
La Rivoluzione Della Swinging London Torna In Mostra E In Libreria Con David Bailey
DI
I favolosi Anni 60 e il glamour rivoluzionario della Swinging London è in mostra a Londra e in libreria, con gli scatti del suo cockney ( forse: ” londinese ” ) più impertinente e fotografo più influente
DAVID BAILEY, JANE BIRKIN, 1969 (SILVER GELATIN 42 X 42 INCHES EDITION 1 OF 10) © DAVID BAILEY, COURTESY GAGOSIAN
“Passo più tempo a parlare con la persona che a scattare foto” – David Bailey
Non che questo abbia impedito all’impertinente cockney d’infrangere le regole del ritratto e della fotografia fashion. Al contrario, è la passione per le persone a renderlo uno dei fotografi più influenti del mondo. Tanto sensibile a look, atmosfere e fermenti culturali rivoluzionari innescati dalla Swinging London, da spingere Michelangelo Antonioni a prenderlo come modello per il fotografo del suo Blow Up.
Una passione schietta e sovversiva che non si ferma alla superficie di niente, seducendo regine del cinema francese come Catherine Deneuve (rendendola una della sue quattro bellissime mogli), mentre sparge polvere di stelle e cultura british ovunque, con sfumature maliziose che non risparmiano gangster, celebrità e la Regina Elisabetta. Insolitamente sorridente per i festeggiamenti dei suoi primi ottantotto anni.
Volti senza tempo dei sovversivi anni sessanta, anche per il fashion, protagonisti del nuovo viaggio espositivo The Sixtie, intrapreso dalla Gagosian Gallery di Londra, quasi contemporaneamente all’arrivo in libreria del nuovo Sumo della Taschen.
Dislessia, disprassia e temperamento ribelle, allontanano presto dalla scuola il giovane Bailey, ma iniziando a lavorare come assistente del fotografo fashion John French, evita la carriera di “gangster, ladro d’auto o boxer” nell’East End. Inizia subito a scuotere la fashion industry, arrivando a diverse testate prestigiose. Ottocento pagine di editoriali di Vogue UK in un solo anno, scandite dai ritratti di personaggi controversi come Alice Cooper, fotografato quasi nudo (fatta eccezione per un serpente). Freddie Mercury è tra le star del Live Aid al Wembley Stadium per le popolazioni africane colpite da carestia, fotografate dopo la sua spedizione in Papua Nuova Guinea.
Insieme a Terence Donovan e Brian Duffy, Bailey inquadra croce e delizia di un periodo di grande cambiamento, anche per modelle come Jean Shrimpton e Kate Moss. David Bailey è tra i primi a mettere in luce corpi e personalità di chi non si limita a indossare la moda, liberando l’orizzonte delle future top model, da ben più delle pose dei vecchi manichini.
David Bailey John & Paul, 1965 Platinum Palladium 19.75 x 19.75 inches Edition 17 of 20
© DAVID BAILEY, COURTESY GAGOSIAN
La rapida ascesa della sua nuova visione del mondo (e della moda), è in sintonia con il fermento culturale raccolto nelle pagine di Box of Pin-Ups, con i ritratti di celebrità del calibro di Mick Jagger e i Beatles, Andy Warhol, Cecil Beaton e Man Ray, Jane Birkin e Michael Caine, o i Gemelli Ronnie e Reggie Kray.
I leggendari swinging sixties dell’East End londinese (gangster interpretati entrambi da Tom Hardy nella Legend cinematografica di Brian Helgeland) che nel 1965 contribuiscono a rendere il suo primo libro, controverso e dirompente (con record di vendite).
David Bailey, The Kray Brothers, 1965 (Platinum Palladium 28 x 28 inches Edition 7 of 10)
David Bailey, Michael Caine, 1965 (Silver Gelatin 42 x 42 inches Edition 1 of 10)
Per decenni Bailey affianca la fotografia di moda, con quella scelta per le copertine di album per i Rolling Stones (con Brian Jones) o Marianne Fedelfull, ai paesaggi metropolitani decadenti di Camden e Primrose Hill, destinati a diventare i più cool di Londra. Dirigere anche numerosi spot televisivi, film e documentari, senza mai smettere di fotografare il mondo come lo vede. Compreso il volto quasi angelico di Mick Jagger in parka, diventato uno dei suoi ritratti più noti.