GIOVANNA CASADIO :: INTERVISTA AD EMANUELE FELICE, RESPONSABILE ECONOMIA DEM :: “Non siamo in ritardo sulla presentazione del piano ma sull’attuazione dei progetti” –REPUBBLICA DEL 29 DICEMBRE 2020

 

 

REPUBBLICA DEL 29 DICEMBRE 2020

https://www.repubblica.it/politica/2020/12/29/news/recovery_fund_emanuele_felice_pd-280306945

 

 

Recovery fund, Felice (Pd): “Non siamo in ritardo sulla presentazione del piano ma sull’attuazione dei progetti”

di Giovanna Casadio

Emanuele Felice, responsabile Economia del Pd 

Il responsabile Economia dei Dem sull’allarme lanciato da Gentiloni: “Serve un cronoprogramma delle opere”. E su Renzi: “E’ ovvio che sul Recovery si sia aperta una trattativa nella maggioranza, ma non è normale che il leader di Iv intitoli il pacchetto delle sue proposte Ciao”

29 DICEMBRE 2020

“Il Pd vede il rischio di ritardi nell’attuazione dei progetti del Recovery Plan, non nella presentazione. Come del resto dice Paolo Gentiloni nell’intervista a Repubblica. E’ ovvio e scontato che sul Recovery si sia aperta una trattativa nella maggioranza, ma non è normale che Renzi intitoli il pacchetto delle sue proposte Ciao“.

 Emanuele Felice è il responsabile per l’Economia dei Dem, che oggi consegnano e illustrano il loro documento sul Recovery al ministro Roberto Gualtieri.

Emanuele Felice, l’allarme del commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni di accelerare sulle riforme, se no il Recovery è a rischio, è un avvertimento anche per il Pd? 

“Noi dem queste cose le abbiamo dette e le ripetiamo da tempo. Occorre una cabina di regia, che l’Europa ci chiede. Gentiloni, che rappresenta la Ue,  conferma questo richiamo. Ci vuole insomma una struttura di supporto dell’amministrazione ordinaria: deve garantire che i soldi vengano spesi nei tempi previsti. La struttura di supporto sarà un passo verso la riforma della Pubblica amministrazione. Le due cose si tengono insieme. Nelle raccomandazioni europee, per avere accesso al Recovery Fund ci sono le riforme dell’amministrazione pubblica e della giustizia”. 

 

 

Non vede un rischio di perdere le risorse per ritardi e rallentamenti? 

“Al momento non siamo in ritardo. Ovviamente se scoppia una crisi e cadesse il governo, ci sarebbe un grosso problema. E’ il caos politico che potrebbe mettere in discussione la nostra capacità di approdo. Se questa maggioranza è formata da forze litigiose, che si fanno sgambetti, è ovvio che i problemi sul tavolo e che si affrontano costruttivamente presentando modifiche, non si risolvono. O si risolvono male. Il problema è lo spirito con cui si sta in una maggioranza. E’ ovvio e normale che sul Recovery si sia aperta una trattativa. Direi che è scontato. Ma non che la litigiosità e l’opportunismo di alcuni alleati diventi centrale”.

 

Lei non riconosce a Renzi alcuna ragione? 

“Alcune ragioni di merito, sì. Però avere chiamato “Ciao” il pacchetto di osservazione di Italia Viva sul Recovery Plan, mostra una forzatura opportunistica alla ricerca di visibilità. E’ questo il gioco che può mettere a rischio il Recovery, perché può fare cadere il governo e quindi portarci ad elezioni”.

 

Tuttavia non crede si sia perso del tempo da parte del governo stesso? Si sia fatta melina? 

“Penso di no. Francamente si sta procedendo e questa è la fase in cui le forze politiche intervengono. C’è casomai l’altro tema, che è appunto quello delle riforme della Pubblica amministrazione. Penso a quando Renzi diceva che ci volevano 200 commissari straordinari per il piano shock sulle opere. Ora ha fatto una inversione a “U””.

 

Quali priorità indicherete nel vostro documento-Recovery? 

“La transizione energetica. Ad esempio, il superbonus edilizio andrebbe vincolato solo alle tecnologie più avanzate e bisogna investire di più nella lotta al dissesto idrogeologico. Quindi l’istruzione. Dagli asili nido – questione fondamentale anche per il Mezzogiorno – al rafforzamento dell’istruzione fino alle università d’eccellenza. Con l’obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni. Sono necessarie per questo misure d’impatto. L’altra priorità è la lotta alle disuguaglianze: dal rilancio del Mezzogiorno alla parità di genere”. 

 

La gestione del Recovery con una task force piramidale, come aveva annunciato il premier Conte, è definitivamente archiviata? 

 

“Direi di sì, è stata messa da parte. Andrà ancora definita bene la governance, però deve essere politica con i ministeri che abbiano un supporto dall’amministrazione pubblica rafforzata”.

 

L’allarme di Gentiloni quindi non spaventa il Pd? 

“Gentiloni non ha espresso una paura sul ritardo dei progetti, bensì sull’attuazione. Vediamo il rischio. Per questo ci dobbiamo attrezzare. Saremo in linea con i tempi nella presentazione dei progetti, però basta fibrillazioni. Il nostro documento si intitolerà “Con il Recovery cambiamo l’Italia”, non “Ciao””.

 

Se l’Italia non rispetta i tempi de Piano, perde le risorse per le tranche successive? 

“Importantissimo è che ci sia appunto un cronoprogramma delle opere e del loro impatto secondo gli obiettivi della Ue”. 

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1 risposta a GIOVANNA CASADIO :: INTERVISTA AD EMANUELE FELICE, RESPONSABILE ECONOMIA DEM :: “Non siamo in ritardo sulla presentazione del piano ma sull’attuazione dei progetti” –REPUBBLICA DEL 29 DICEMBRE 2020

  1. Donatella scrive:

    Tutte queste idee sembrano buone, difficile poi, come è normale, realizzarle.

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