MARCO BELPOLITI, Primo Levi, lettere inedite a Luigi Meneghello –REPUBBLICA DEL 3 DICEMBRE 2022 

 

 

REPUBBLICA DEL 3 DICEMBRE 2022 

https://www.repubblica.it/cultura/2022/12/02/news/primo_levi_lettere_inedite_meneghello-377231088/?ref=drrt-f-2

 

Primo Levi, lettere inedite a Luigi Meneghello

 

 

Primo Levi in uno scatto del 1986Primo Levi in uno scatto del 1986

 

Un libro racconta il rapporto tra i due scrittori, mentre una mostra a Vicenza celebra il centenario dell’autore di “Libera nos a Malo”

Primo Levi
UTET, 2002

Il 12 aprile 1986 Primo Levi e sua moglie Lucia Morpurgo arrivano a Londra. L’occasione è una conferenza che lo scrittore deve tenere all’Istituto italiano di cultura. La cronaca dettagliata di quel viaggio è stata raccontata da Ian Thomson in Primo Levi. Una vita (traduzione di Eleonora Gallitelli, Utet). La visita fu anche l’occasione per incontrare Philip Roth, grazie alla mediazione di Gaia Servadio, così che ne derivò una successiva visita dello scrittore americano a Torino per una intervista, che rese famoso il nome di Levi in America.

I coniugi Levi si fermarono fino al 20 aprile, per volare poi a Stoccolma, e nei nove giorni incontrarono parecchie persone. Tra loro c’era anche lo scrittore Luigi Meneghello e sua moglie Katia Bleier, un’ebrea jugoslava di lingua ungherese, deportata con la sua famiglia ad Auschwitz nel 1944, sopravvissuta al campo di sterminio. Di questo incontro non si sapeva nulla. Non ne parla neppure Thomson, mentre ne aveva accennato in un’intervista l’autore di Libera nos a Malo, uno dei grandi libri della nostra letteratura, pubblicata nel 1996.

 

 

Ronzani, Editore, 2022

 

 

 

 

Ora in occasione del centenario della sua nascita esce un volume, Sui sentieri dei piccoli maestri (Ronzani editore), che contiene una lettera di Levi, e in contemporanea si apre a Vicenza il 17 dicembre la mostra Il riserbo, la scrittura. La Shoah di Katia e Luigi Meneghello (a cura di Luciano Zampese, fino al 29 gennaio 2023).

 

VICENZA, BIBLIOTECA CIVICA BERTOLANA

 

Palazzo Cordellina è un palazzo di Vicenza costruito alla fine del XVIII secolo, situato in Contrà Riale,  in stile palladiano da Ottone Calderari.  Il committente fu il giureconsulto veneto Carlo Cordellina (lo stesso di Villa Cordellina), che aveva acquistato e fatto demolire gli edifici precedenti occupati dai Gesuiti. —             https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Cordellina

 

CORTILE INTERNO

 

se vuoi :

VIDEO DI VILLA CORDELLINA, 1.49 minuti:
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/transcoded/1/1b/Villa_Cordellina_Lombardi.ogv/Villa_Cordellina_Lombardi.ogv.240p.webm

 

 

Levi nella missiva indirizzata a Katia e Luigi è entusiasta dell’incontro; scrive che “Piccoli maestri sono non un ma il libro vero della Resistenza”; e aggiunge: “Luigi è il più bravo che io conosca nell’acrobazia di salire e scendere verticalmente da un registro linguistico a un altro. Peccato che scriva così poco”.

 

La lettera scritta da Primo Levi a Luigi Meneghello e sua moglie Katia, 2 maggio 1986

 

Sino a quel punto sono solo quattro i libri pubblicati da Menghello. La lettera molto affettuosa ha anche un retro. Lucia vi ha scritto a mano: “Carissimi, sono stata felice di conoscervi e spero proprio di rivedervi a Torino. Grazie della bella giornata che ci avete fatto trascorrere: un abbraccio affettuoso”. Nella intervista apparsa su il Gazzettino a firma di Edoardo Pittalis, Meneghello aveva dichiarato:

“Lui e mia moglie Katia si capivano senza parlare. Una sera a cena si guardarono negli occhi ed era come se dalla memoria ripescassero mille episodi, mille orrori o forse mille speranze. Si guardavano ed era come se parlassero fitto fitto”.

Nel 1953 Luigi Meneghello aveva pubblicato sulla rivista di Adriano Olivetti Comunità, con lo pseudonimo di Ugo Varnai, un testo in tre puntate, che era il resoconto del libro di Gerard Reitlinger, The Final Solution, pubblicato in italiano nel 1962 da il Saggiatore.

 

La soluzione finale. Il tentativo di sterminio degli ebrei d'Europa 1939-1945 - Gerald Reitlinger - copertina

Res Gestae, 2022

All’epoca i libri sullo sterminio degli ebrei d’Europa erano ancora pochi e il libro di Reitlinger, destinato a un pubblico colto, era difficile da leggere, come si era reso conto Meneghello stesso, ragione per cui si era dato il compito di raccontarlo. Non a caso nel 1955 in un articolo, “Deportati. Anniversario”, Levi scriveva che a dieci anni dalla liberazione dei Lager “è triste e significativo dover constatare che, almeno in Italia, l’argomento dei campi di sterminio, lungi dall’essere diventato storia, si avvia alla più completa dimenticanza”.

 

Il suo Se questo è un uomo, che Meneghello aveva letto, era scomparso dalla circolazione dopo la prima edizione del 1947 da De Silva, e si dovette attendere il 1958 per vederlo ristampato da Einaudi.

 

Nel 1994 i tre testi di Meneghello sulla Shoah sono stati ristampati in un volume del Mulino intitolato Promemoria (ora ristampato nella Bur di Rizzoli). Il testo di Meneghello è un riassunto molto ben pensato e scritto di quel libro storico, accompagnato anche da immagini dello sterminio, altro aspetto che nel 1953 era una novità, dal momento che, dopo essere apparse su giornali e rotocalchi, le foto dei lager erano state presto rimosse dalla memoria collettiva degli italiani. Dunque la giornata trascorsa insieme a Londra aveva motivi legati alla comune esperienza concentrazionaria di Primo e Katia. Ma non c’era solo questo, poiché i due scrittori si conoscevano già da prima e si erano scambiati alcune lettere. Dagli archivi della Biblioteca Bertoliana, dove si trovano le carte di Meneghello, grazie al lavoro di Filippo Cerantola, sono saltate fuori altre due missive di Levi.

 

 

Luigi Meneghello e la moglie Katia a Venezia nel 1998

 

La prima datata 21 marzo 1975 riguarda la lettura di Pomo Pero, il terzo libro dello scrittore di Malo, che Levi ha letto con gusto: “Caro Meneghello, volevo dirLe che anche Pomo Pero va benissimo, è un libro svelto pulito e onesto che lascia in bocca un buon sapore”. Aggiunge poi che ha letto anche i due precedenti, e li rilegge ogni tanto, li impresta e li regala anche. Quindi aggiunge, “Anch’io sono stato (per pochi mesi) un piccolo maestro, e la nostra resistenza era quella che lei ha raccontato”. Nella lettera battuta a macchina su carta intestata Levi accenna al “tema degli antenati” presente in Pomo Pero uscito nel 1974, che l’aveva affascinato. Forse da lì viene, se non proprio l’idea di Argon, almeno la conferma che la storia dei suoi antenati fosse una buona idea per aprire Il sistema periodico (1975).

Inoltre, con la sua particolare precisione, il chimico torinese calcola quante generazioni fossero occorse per passare dal latino all’italiano, aggiunge che Dante parlava all’incirca come noi e che c’erano state probabilmente delle generazioni in cui la lingua di padre e figlio differiva tra loro di 1/30 o di 1/40. A maggio, quando il libro di Levi era stato finalmente pubblicato da Einaudi, Meneghello gli aveva scritto al riguardo, poiché in una lettera del 6 giugno Levi gli risponde che era dispiaciuto d’avergli “inconsapevolmente soffiato” in Il sistema periodico “dei temi in gestazione”: idrogeno e carbonio. Ragione per cui cerca di sdebitarsi facendo un riassunto della tavola: sono 92 elementi, dice, e lui ne ha “consumati solo 21”; gli altri li cede volentieri a Meneghello, magari con le istruzioni per l’uso.

Aggiunge poi che sul silicio ha molti pettegolezzi “inediti e intimi” da fornirgli, per quanto si stupisca della sua affermazione che quell’elemento fa parte dei sogni di Meneghello. Alla fine lo invita a scrivergli o a telefonargli e gli fornisce il numero della Siva: 564545 (numero ricorsivo, quindi facile da ricordare, quasi come quello che aveva tatuato sul braccio). Nei libri di Meneghello ci sono in effetti alcuni riferimenti alla chimica, persino al carbonio; in particolare in Fiori italiani del 1976. Lo scrittore diceva che aveva ristudiato la chimica per la stesura del libro. Insomma tra questi due grandi scrittori, così diversi letterariamente, ma così vicini per varie ragioni – il tema dello sterminio, la passione per le parole, il tema della memoria, eccetera – c’è qualcosa di più che li lega: una forma di stima e d’amicizia che in quella giornata londinese del 1986 s’era rinsaldata in modo così forte, come documentano le lettere, almeno quelle di Levi ora leggibili.

 

 

 

FOTO : Fabio

Luigi Meneghello (Malo- Vicenza16 febbraio 1922 – Thiene– Vicenza26 giugno 2007) è stato un partigiano e scrittore italiano.

segue :

https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Meneghello

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1 risposta a MARCO BELPOLITI, Primo Levi, lettere inedite a Luigi Meneghello –REPUBBLICA DEL 3 DICEMBRE 2022 

  1. DONATELLA scrive:

    Grazie per tutte queste interessantissime informazioni!

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