” Notturno ” di Cesare Pavese— da ‘Lavorare stanca’, 1936-1943 ( Le poesie aggiunte ), in ‘Le poesie’, Einaudi, Torino 1998, p. 82.

 

 

 

Notturno

La collina è notturna, nel cielo chiaro.
Vi s’inquadra il tuo capo, che muove appena
e accompagna quel cielo. Sei come una nube
intravista fra i rami. Ti ride negli occhi
la stranezza di un cielo che non è il tuo.

La collina di terra e di foglie chiude
con la massa nera il tuo vivo guardare,
la tua bocca ha la piega di un dolce incavo
tra le coste lontane. Sembri giocare
alla grande collina e al chiarore del cielo:
per piacermi ripeti lo sfondo antico
e lo rendi piú puro.

Ma vivi altrove.
Il tuo tenero sangue si è fatto altrove.
Le parole che dici non hanno riscontro
con la scabra tristezza di questo cielo.
Tu non sei che una nube dolcissima, bianca
impigliata una notte fra i rami antichi.

 

 

 

 

 

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1 risposta a ” Notturno ” di Cesare Pavese— da ‘Lavorare stanca’, 1936-1943 ( Le poesie aggiunte ), in ‘Le poesie’, Einaudi, Torino 1998, p. 82.

  1. DONATELLA scrive:

    Bellissima questa poesia che dolcemente esprime la sofferenza di sapersi lontani.

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