PETER DOIG ( EDIMBURGO – SCOZIA, 1959 ) è uno dei pittori viventi di maggiore successo ( vedi nel testo sotto, Sotheby’s—+ su di lui : articolo IL SOLE 24 ORE + link STAMPA+ Grande Riviere di Trinidad

 

 

 

 

 

 

Peter Doig (Edimburgo, SCOZIA, 17 aprile 1959) è un pittore britannico. Nel 1962, a tre anni, va con la famiglia a Trinidad e nel ’66 si spostano in Canada. Nel ’79-80 torna a Londra per gli studi d’arte. Vive tra Trinidad, Londra e New York, e realizza opere dalle tonalità gioiose che mostrano in primo luogo le persone e l’architettura con sullo sfondo paesaggi di seducente bellezza. Ma sotto la superficie di questi paradisi alla maniera di Gauguin, si cela un senso di malinconia, di solitudine, di disorientamento. Peter Doig crea a partire da foto private e immagini provenienti dai media e dai film, e le sue opere combinano in modo enigmatico cultura pop e storia dell’arte.

 

foto dalla Fondazione Beyeler

 

 

TESTO DA :

LIBRERIAMO.IT / ARTE
https://libreriamo.it/arte/peter-doig-il-gauguin-scozzese-in-mostra-a-basilea-2

 

 

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FONDAZIONE BEYLER–LINK

Visita guidata alla mostra «Peter Doig» con il curatore Ulf Küster

video, 7 minuti — PETER DOIG –2014-15

 

 

 

Collezioni pubbliche (selezione)

 

 

 

 

Architect's Home in the Ravine, 1991 - Peter Doig

 

1991  Casa dell’architetto in un burrone

immagine da : WIKIART.ORG-– Realismo magico
https://www.wikiart.org/en/peter-doig/architect-s-home-in-the-ravine-1991

 

 

 

Risultati immagini per peter doig opere

Peter Doig,  Grande Riviere /è villaggio a Trinidad sulla costa settentrionale, anno di composizione:  2001-2002– Olio su tela– 229 x 358 cm — National Gallery, LONDRA

 

 

 

Blotter, 1993 - Peter Doig
MANIFESTO DELLA MOSTRA

 

Blotter, 1993, particolare–Mostra alla Fondazione Beyeler  a Basilea (nov. 2014-marzo 2015)

BLOTTER — ( Vocabolario )  carta assorbente– qui ?

 

 

Immagine correlata

1994

 

Immagine correlata

1997

 

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Immagine correlata

 

 

 

 

White Canoe, 1991 - Peter Doig

canoa bianca– 1991– da: WIKIART // link

 

 

 

 

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Concrete Cabin, 1992 - Peter Doig

concrete cabin  ( capanna di cemento )– 1992

da:: WIKIART — LINK : https://www.wikiart.org/en/peter-doig/concrete-cabin-1992

 

 

 

 

 

 

Immagine correlata

 

 

2004

Immagine correlata

 

 

 

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2006

 

 

 

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1991

 

 

 

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2011-2012

 

 

 

Immagine correlata

 

 

 

 

 

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2005-2007

 

 

 

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Immagine correlata

 

IL SOLE 24 ORE DEL 30-11-2014

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-11-30/peter-doig-pittore-misterioso-081557.shtml?uuid=ABoaUyJC

 

Peter Doig è un personaggio misterioso, non più facile da decifrare delle figure che compaiono nei suoi dipinti. Nato a Edimburgo nel 1959, trasferitosi due anni dopo con i genitori a Trinidad, nelle Antille, e dopo altri cinque anni in Canada, oggi Doig lavora tra Londra, New York e Trinidad. È uno dei pittori viventi più quotati del mondo:

 

 

Country Rock

2008, Peter Doig

da — TATE GALLERY– LONDRA
https://www.tate.org.uk/art/artworks/doig-country-rock-p20948

 

il suo Country Rock è stato battuto a giugno da Sotheby’s London per 15 milioni di dollari. Forse anche per questi passaggi in asta da record, Doig gode di una notorietà che quasi stupisce, data la relativa ermeticità del suo dipingere, colmo di citazioni e capace di toccare estremi opposti della figurazione contemporanea.
Lo incontro alla Fondazione Beyeler di Basilea la sera prima dell’opening della mostra personale che il museo svizzero gli dedica, e il curatore Ulf Kuster avvisa: l’artista è nervoso. Non ha ancora finito di dipingere, c’è un quadro che non è pronto, non vuole essere fotografato, niente smartphone. Doig arriva e nonostante i 55 anni è un ragazzo. Ha la camicia sdrucita, gli occhi rossi perché dipinge fino a tarda notte (è il primo artista nella storia a usare la Beyeler come studio, sta finendo un grande murale nel seminterrato), ha il respiro trattenuto, le mani inquiete, le scarpe coperte di schizzi di colore e le unghie verdi di vernice.
Il verde è anche il colore delle tele con cui la mostra si apre: nei suoi primi paesaggi celebri degli anni Novanta è già chiarissimo il ruolo della natura dipinta come specchio di uno stato emotivo, contraltare alla presenza umana. Sono quadri strani, come libri senza trama precisa, non se ne capisce facilmente la genesi: cosa viene prima? Il soggetto, il disegno, il colore? «L’atmosfera», dice Doig: «non ho mai un piano preciso nella testa ma so che voglio come risultato un’atmosfera». Tra tele conosciute e opere recenti (più una selezione di stampe e incisioni mai esposte al pubblico), la mostra raduna grandi lavori che passano da un registro all’altro: in alcuni la figura umana è perfettamente integrata nella scena, in altri non è che un frammento, un’intuizione aliena che pare esistere su un piano completamente diverso dal paesaggio. «A volte», spiega Doig «dipingo persone assorte che cercano di capire, di trovare un senso nell’ambiente intorno a loro. Ma in realtà il ruolo della figura è sempre lo stesso: catturare l’attenzione di chi guarda e avvincerlo, attirandolo nel quadro». Una volta “dentro”, l’occhio ha a che fare con un ambiente che a tratti è impressionista e altrove quasi astratto: alberi e forme vegetali che diventano filtri per la visione, acque e terre che si diluiscono o si raggrumano. Con un lavorare meditabondo che riflette sul potere della pittura stessa («Mentre dipingo un quadro penso sempre ad altri pittori, ad altri quadri»), Doig raggiunge quell’equilibrio tra figura e concetto che è indispensabile alla pittura contemporanea per essere grande. «Quando ti avvicini cambia tutto. Ti perdi nella grana del materiale, ti accorgi che la tela è un dispositivo, un device», osserva. Ecco allora dipinti carichi, pienissimi di “informazioni” e altri quasi liquidi, “thin”(magro) dice lui, in cui la superficie cede alla profondità. Nevicate chiarissime, cieli stellati e tavolozze notturne di nero e di marrone, collocate davanti alle grandi vetrate della Beyeler ad assorbire quanta più luce naturale possibile; le sue griglie fitte, come muretti di mattoni colorati, le sue celebri canoe, le isole galleggianti, tele su cui ha lavorato per mesi e anni accantonandole e poi riprendendole: «Ogni quadro è una reazione. È il frutto del passare del tempo, il risultato di dubbi.  La pittura è un viaggio, a volte scomodo».

 

Peter Doig. Basilea (Svizzera), Fondation Beyeler, fino al 22 marzo. www.fondationbeyeler.ch.

 

una recensione della mostra a Basilea su ” la Stampa “- 12 -01-2015

http://www.lastampa.it/2015/01/12/cultura/arte/mostre-nel-mondo/peter-doig-la-pittura-pu-ancora-raccontare-favole-IKH6wTwPsTRDYMjZcCL5qO/pagina.html

 

 

cartina America Centrale da:

da  ETSY.COM
https://www.etsy.com/it/listing/525976754/mappa-dellamerica-centrale-politica?gpla=1&gao=1&&utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_campaign=shopping_it_it_it_-art_and_collectibles&utm_custom1=_k_CjwKCAjwv5zEBhBwEiwAOg2YKG434GEsDteCr6Qi-EGqnEzKE5XodUua2rNEUgQWaT7Bv3G_urZCbhoCJmkQAvD_BwE_k_&utm_content=go_21711270848_167738764739_713819064414_pla-314954651933_c__525976754itit_432422386&utm_custom2=21711270848&gad_source=1&gad_campaignid=21711270848&gbraid=0AAAAADutTMeVN8WQQz3H11OnhznsfwYe4&gclid=CjwKCAjwv5zEBhBwEiwAOg2YKG434GEsDteCr6Qi-EGqnEzKE5XodUua2rNEUgQWaT7Bv3G_urZCbhoCJmkQAvD_BwE

 

 

SOTTO SI VEDONO MEGLIO LE ANTILLE:

 

DA : https://stock4less.com/

 

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