ALESSANDRO DE PASCALE, Amfetamine, alcool o coca, le droghe usate nelle guerre. Anche in Ucraina -IL MANIFESTO DEL 29 MAGGIO 2022 

 

IL MANIFESTO DEL 29 MAGGIO 2022 

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Shooting up. Storia dell'uso militare delle droghe - Lukasz Kamienski - copertina

Shooting up. Storia dell’uso militare delle droghe

di Lukasz Kamienski (Autore)

UTET, 2017

Tutte le storie di guerra, dall’antichità ai giorni nostri, sono anche storie di droga. Quasi senza eccezioni, combattenti e soldati, governi e organizzazioni militari, nel corso dei secoli, hanno sfruttato il potenziale bellico di alcol e sostanze stupefacenti. I primi furono gli opliti omerici in viaggio verso Troia, poi le truppe di Annibale, i guerrieri dell’Amazzonia e i berserker vichinghi. Nel mondo antico, oppio, funghi allucinogeni o piante con poteri energetici sono spesso parte dei riti tribali, delle cerimonie per risvegliare lo spirito guerriero. Con la nascita della “guerra moderna” e lo sviluppo degli eserciti nazionali, l’uso di droghe diventa un’abitudine diffusa. I soldati al fronte assumono calmanti per tenere a bada gli incubi e il dolore, e stimolanti per dominare la paura e trovare la forza per andare all’attacco. I vertici militari spesso fingono di ignorare o addirittura agevolano la diffusione di sostanze psicotrope tra le truppe. La droga diventa un’arma a tutti gli effetti. Dalla diffusione della cocaina tra i piloti francesi e tedeschi durante la prima guerra mondiale, all’utilizzo del Pervitin con cui la Wehrmacht sbaragliò le resistenze di mezza Europa con incursioni lampo, dall’abuso di psicofarmaci ed eccitanti dei marines in Vietnam, agli esperimenti con l’LSD durante la guerra fredda, fino ai miscugli di polvere da sparo ed eroina sniffati dai soldati bambino in Africa, ? L’autore osserva i campi di battaglia da un’inedita prospettiva.

Amfetamine, alcool o coca, le droghe usate nelle guerre. Anche in Ucraina

 

Amfetamine, alcool o coca, le droghe usate nelle guerre. Anche in Ucraina | il manifesto
Łukasz Kamienski ( Wrocław, Breslavia, Polonia, 3 giugno 1973 )

 

INTERVISTA. Łukasz Kamienski, esperto dell’uso militare di sostanze. «Ancora oggi alcuni potenziatori delle prestazioni sono probabilmente ancora in uso

 

Alessandro De Pascale

 

In quest’ultimo mese di guerra, su varie testate internazionali sono apparsi articoli che, tra le righe, paventavano un abuso di alcol tra le truppe russe che hanno invaso l’Ucraina. Per cercare di saperne di più, abbiamo così deciso di parlarne con Łukasz Kamienski, docente polacco (attualmente insegna all’Institute of American Studies and Polish Diaspora dell’Università Jagellonica di Cracovia).

Suo il libro Shooting Up sulla storia dell’uso militare delle droghe (soprattutto a Est), la cui edizione italiana è stata pubblicata da Utet nel 2017. Non è un mistero che, per le forze armate, la ricerca dell’aumento delle performance e delle prestazioni sia da sempre un aspetto ritenuto fondamentale, studiato, messo a punto e attuato. «Abbiamo poche informazioni solide e verificate sul presente», chiarisce subito al manifesto Kamienski.

«Molte droghe, che in Occidente sono chiamate nootropiche (le cosiddette smart drug, ndr) e vietate negli sport come il doping – continua il docente polacco – sono invece disponibili nelle farmacie russe. Alcuni di questi potenziatori delle prestazioni, sviluppati originariamente per gli astronauti, vennero usati dall’Armata Rossa già durante l’invasione dell’Afghanistan (1979-1989).

Gli effetti di farmaci come Penotropil, Metraprote o Mildronate sono del resto simili a quelli delle amfetamine, ma senza gli stessi effetti collaterali di serotonina o dopamina. Il Metraprote è probabilmente ancora in uso tra le forze speciali o le unità di risposta rapida in situazioni di emergenza», ritiene Kamienski. Questione diversa è l’autoconsumo di sostanze. «Ancora in Afghanistan, la 40a armata sovietica era pesantemente sotto l’effetto di droghe.

Perché la tradizionale consolazione del soldato russo, ovvero l’alcol, lì era molto difficile da trovare, quindi i soldati dell’Armata Rossa si rivolgevano ad una varietà di sostanze disponibili localmente: marijuana e hashish, l’oppio (anche quello già parzialmente raffinato e quindi più potente), ma anche eroina e cocaina», ricorda da Cracovia il docente.

In Afghanistan, ricorda inoltre Kamienski, «il problema dell’uso e dell’abuso di droghe era diventato così grave che a metà degli anni Ottanta il comando dell’esercito russo decise di intensificare la rotazione e di abbreviare la durata del servizio di alcune unità e del proprio personale da 24 a 9 mesi».

Ma torniamo all’oggi, al conflitto in Ucraina: «Sui media polacchi sono apparsi articoli secondo i quali ai soldati russi sarebbe consentito di saccheggiare le case e i negozi ucraini come desiderano, ma senza poter portare via alcol. Questo per prevenire l’ubriachezza tra le truppe russe e un’ulteriore erosione del morale».

Ma l’uso/abuso di sostanze, ovviamente, non riguarderebbe solo i russi. «Per ovvie ragioni ne sappiamo davvero poco», mette nuovamente le mani avanti Kamienski.

«Ma sulla base di interviste e confronti con le mie fonti, come Paweł Pieniazek, giornalista polacco che per molto tempo ha seguito la guerra nel Donbass, ho appreso che durante questo conflitto scoppiato nel 2014 i soldati ucraini usavano amfetamine, anche se soprattutto a scopo ricreativo. Un consumo che potrebbe continuare tuttora, ma per cercare di migliorare le proprie performance in azione», sospetta il docente polacco. «Ci sono poi gli articoli degli organi di propaganda russi (come questo e questo), i quali parlano dell’uso dilagante di droghe da parte dell’esercito ucraino.

Dicono addirittura che siano gli statunitensi a fornir loro le sostanze psicoattive, rendendoli così combattenti zombie, simili a cyborg, trasformandoli in assassini, spietati e brutali, con problemi di dipendenza», riporta ancora al manifesto Kamienski. «Persino un media online della destra polacca ha riportato questo tipo di narrazione russa*».

Chiarito questo, il docente dell’Università Jagellonica di Cracovia conclude così: «Personalmente rimarrei estremamente sorpreso se scoprissi che gli ucraini non stiano usando sostanze per cercare di aumentare le proprie performance, per combattere la stanchezza e rimanere svegli durante le continue operazioni militari, come per sopprimere il dolore e la fame o anche solo semplicemente per sopravvivere in dure condizioni d’assedio, come avvenuto a Mariupol».

*L’articolo linkato è stato rimosso, si può leggere la copia nella copia cache di Google. 

 

 

 

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1 risposta a ALESSANDRO DE PASCALE, Amfetamine, alcool o coca, le droghe usate nelle guerre. Anche in Ucraina -IL MANIFESTO DEL 29 MAGGIO 2022 

  1. ueue scrive:

    Credo che in situazioni simili sia difficile non usare droghe o alcool. Per sentito dire, durante la Prima Guerra mondiale alle truppe italiane al fronte veniva fornito abbondante alcool, soprattutto nell’imminenza di un attacco.

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