DONATELLA — — ” Ho un rapporto difficile con Genova– ” ( uno dei ” racconti brevissimi ” ) + altro

 

 

 

Via Balbi - Wikipedia

via Balbi

 

 

via Balbi

 

 

via Balbi 9– Genova, il palazzo degradato di via Balbi 9 (Fornetti)
https://www.ilsecoloxix.it/

 

 

Ho un rapporto difficile con Genova: mi ricordo la città buia, triste, inospitale  a metà degli anni Sessanta. Il mare non si vedeva, il porto era chiuso da lamiere blindate, il mare era un’idea ” come un’altra”, ma non si vedeva. I palazzi nobiliari, sede della Università, sapevano di polvere e di vecchi fasti ormai passati.

 

 

via Balbi 5 — mi pare

 

Salute mentale, accesso alle cure per i migranti: l'Università di Genova protagonista del progetto Ue per abbattere le diseguaglianze - Il Secolo XIX

I palazzi nobiliari, sede della Università, sapevano di polvere e di vecchi fasti ormai passati.

 

 

Non c’era neppure l’ascensore per andare ai piani alti dell’Università e così, per i poveretti che arrancavano dalla stazione Principe

 

 


Stazione Principe- Genova
foto : https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_di_Genova_Piazza_Principe

 

per arrivare in tempo alle lezioni di greco antico ( ore 8,30 e firma obbligatoria con bidello inesorabile all’entrata, tranne mancia) non c’era pietà: bisognava fare i tre o quattro piani a piedi per farti dire che la lezione ormai era iniziata e tu non avevi speranza di avere riconosciuta la presenza. Inutile affidarsi alla solidarietà dei poveretti che dovevano fare esercizi dall’italiano in greco antico: lo studio della classicità imponeva una indifferenza disumana alle traversie del presente. Non dico la difficoltà degli spiriti aspri e quelli dolci: per me rimangono un mistero e che non mi occuperò mai più di loro: lo giuro sulla mia vita. Lo studio del greco antico lo abbandonai felicemente a Milano, dove trovai una società, almeno quella dell’Università, aperta e che sapeva coniugare il presente al passato. Non c’erano neppure scale faticosissime per raggiungere i piani alti della cultura. Era tutto in pianura e finalmente si entrava in un’altra epoca: Milano a quell’epoca era veramente un porto di libertà, dove si poteva respirare. Con tutto ciò, devo dire che quello che amo ancora di Genova è il profumo del caffè che si respirava nei suoi vicoli: quando uscivo dall’ambiente polveroso dell’Università di via Balbi andavo a Principe attraversando via Prè e lì c’era la Genova che mi piaceva: mi piace De André perché ha amato e cantato quella città, per tanti versi inospitale.

 

 

 

 

non definito

via Balbi 5 —

 

Genova anni ’60 — PINTEREST

 

 

Genova, i lavori antichi del porto

il porto di Genova anni ’50 /’60

 

“Centinaia di scaricatori invisibili zappano il carbone entro le stive e ne colmano grandi ceste, che per mezzo di argani a vapore sono tirate sopra coperta, dove ricevitori e pesatori le mettono in spalla ai facchini, che vanno a scaricarle nei carri”

 

foto e testo –COLLETTIVA – GIORNALE CGIL
https://www.collettiva.it/rassegna/2011/04/18/news/genova_i_lavori_antichi_del_porto-375395/

 

 

PINTEREST– VIA PRE’

 

 

VIA PRE’

 

 

PER CHI MAI VOLESSE–

Accenti aspri e dolci nel greco antico

 

https://www.superprof.it/blog/alfabeto-greco-antico-lettere-pronuncia-e-storia/

 

 

Alfabeto greco: come nasce

L’alfabeto greco che studi a scuola è quello attico-ionico.
L’evoluzione dell’alfabeto greco è legato alla storia della lingua e della cultura greca.
Un pizzico di storia dell’alfabeto, ci ricorderà che i Greci hanno creato uno dei loro alfabeti a partire dall’alfabeto fenicio e probabilmente, questi lo hanno mutuato dalla scrittura sumera.

Le prime forme di scrittura della lingua greca risalgono però al II millennio a.c., con la cosiddetta lingua micenea, una lingua sillabica in cui ogni segno corrisponde a una sillaba.

La civiltà micenea aveva la sua base a Micene, nel Peloponneso e adottava questa scrittura particolare. Il greco che studiamo a scuola è molto più tardo e risale al VIII sec. a.c. e come forma di scrittura ha adottato un proprio alfabeto sviluppato a partire dall’alfabeto fenicio.

L’alfabeto fenicio si chiamava abjad, dal nome delle prime lettere che lo componevano. Allo stesso modo, l’alfabeto greco si chiama in questo modo perché le prime due lettere che lo compongono si chiamano alfa e beta.

Un’altra curiosità della lingua greca antica è che aveva molti dialetti e altrettante forme di scrittura e pronuncia.

 

L’alfabeto che si studia al corso di greco antico a scuola o all’università è l’alfabeto attico (o ionico che era molto simile). Si tratta di una variante orientale del greco che intorno al 403 a.c. è stato adottato come alfabeto ufficiale nella città di Atene.

Questa informazione è molto utile perché ci dice che ci sono diversi alfabeti greci e che la pronuncia che usiamo per le lettere dell’alfabeto greco è quella del dialetto attico/ionico.

L’alfabeto greco moderno, così come l’alfabeto etrusco e quello latino si basano invece sull’alfabeto greco parlato nelle regioni occidentali. Di qui le differenze nella pronuncia tra il greco classico che studiamo noi e il greco moderno.

Durante l’età ellenistica (dalla morte di Alessandro Magno nel 323 a.c. alla conquista dell’Egitto da parte di Roma nel 30.a.c.) la lingua greca si è andata unificando e i vari dialetti sono confluiti nella koiné comune usata per la scrittura e le comunicazioni ufficiali e basata sul dialetto ionico-attico. Nelle case e nella vita di tutti i giorni, invece, si affermava via via una lingua popolare chiamata demotiké, che poi diventerà il greco moderno.

 

Rispetto all'alfabeto fenicio che era consonantico, l'alfabeto greco scrive anche le vocali.

 

 

In totale, l’alfabeto greco antico è composto da 24 lettere, che sono state adattate dall’alfabeto fenicio. La differenza principale tra i due sistemi di scrittura è che, mentre l’alfabeto fenicio era un alfabeto consonantico, quello greco aveva anche 5 vocali. Questo alfabeto, utilizzato per secoli nella cultura greca, ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione della civiltà occidentale. Le sue lettere hanno una ricca storia e sono state tramandate attraverso le generazioni. Ancora oggi, l’alfabeto greco è ampiamente utilizzato in diverse discipline accademiche, come la matematica, la fisica e la filosofia, dove i suoi simboli sono essenziali per esprimere concetti complessi.

Con la conquista romana (dal 30 a.c. al 529 d.c.) vengono introdotte le lettere minuscole.

Per quanto riguarda la pronuncia, invece, a scuola si usa una convenzione che fu stabilita in età moderna (dal 1453 a oggi) da Erasmo da Rotterdam nel 1528.

 

 

— Pronuncia ecc.

 

Lo spirito è come una virgola che viene messo sopra le vocali con cui iniziano le parole e può essere di due tipi:

  • Spirito aspro, indica che la prima vocale lunga o dittongo è aspirata
  • Spirito dolce, indica che quella vocale non è aspirata

 

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