LIVIA MONTAGNOLI, L’artista palestinese Khalil Rabah porta a Torino- alla Fondazione Merz — il Palestinian Museum of Natural History and Humankind ( museo storia naturale e umanità )– ARTRIBUNE 30 OTTOBRE 2023 + Fondazone Merz Torino

 

 

SITO DELLA FONDAZIONE MERZ

Homepage (it)

 

 

Artribune

 

30 ottobre 2023

https://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2023/10/torino-palestinian-museum-of-natural-history-and-humankind/?utm_source=Newsletter+Artribune&utm_campaign=56d379d8ba-EMAIL_CAMPAIGN_2023_10_31_02_13&utm_medium=email&utm_term=0_dc515150dd-56d379d8ba-%5BLIST_EMAIL_ID%5D

 

 

L’artista Khalil Rabah porta a Torino il Palestinian Museum of Natural History and Humankind

 

È la Fondazione Merz ad accogliere il progetto nomade dell’artista palestinese, incentrato sulla critica di un’idea di musealizzazione che uccide la storia. Genere umano e natura sono invece qui al centro di un processo di riscrittura della storia, attraverso le arti

 

 

 

 

di Livia Montagnoli

 

 

L’artista Khalil Rabah porta a Torino il Palestinian Museum of Natural History and Humankind

Khalil Rabah, Through The Palestinian Museum of Natural History and Humankind. Courtesy Fondazione Merz. Ph. Andrea Guerman

 

 

Da vent’anni a questa parte, Khalil Rabah (Gerusalemme, 1961; vive a Ramallah, dov’è direttore artistico della Biennale di Riwaq) ha avviato il progetto nomade Palestinian Museum of Natural History and Humankindche nei giorni di Artissima 2023 approda per la prima volta a Torino. L’inedita edizione del progetto, intitolata Through the Palestinian Museum of Natural History and Humankind, è stata pensata dall’artista palestinese in funzione degli spazi della Fondazione Merz, per la curatela di Claudia Gioia, sempre con l’obiettivo di dare forma a un museo estemporaneo che cambia in relazione al luogo che lo accoglie.

 

 

Khalil Rabah, Through The Palestinian Museum of Natural History and Humankind. Courtesy Fondazione Merz. Ph. Andrea Guermani

Courtesy Fondazione Merz. Ph. Andrea Guermani

 

 

Cos’è il Palestinian Museum of Natural History and Humankind di Khalil Rabah

L’idea all’origine dell’iniziativa, più che mai attuale, è quella di mettere in discussione il potere degli organi ufficiali nella scrittura della storia, e al contempo portare una critica alla metodologia espositiva dei musei (con la costruzione di un museo che tradisce la musealizzazione), che spesso presentano il loro contenuto in una prospettiva unilaterale.

Rabah esplicita, invece, la necessità di porsi degli interrogativi: “La collezione si articola seguendo planimetrie immaginarie o reali, arricchendosi di immagini in movimento, fotografie, piccole sculture, contenitori di olio ed espositori davanti cui fermarsi, per cercare quello che la storia non ha ancora detto, o ha detto male e deve essere raccontato di nuovo”, spiega la curatrice Gioia.

Questo processo di riscrittura problematica della storia, nella vicenda personale dell’artista, prende le mosse dal legame con la Palestina, ma negli anni, muovendosi e reincarnandosi tra Istanbul e Londra, Amsterdam e Roma, New York e Atene, ha assunto un respiro globale, aprendo lo sguardo a fenomeni che accompagnano la storia dell’umanità da secoli, dai flussi migratori alla definizione delle identità culturali.

 

 

Khalil Rabah, Through The Palestinian Museum of Natural History and Humankind. Courtesy Fondazione Merz. Ph. Andrea Guermani

Courtesy Fondazione Merz. Ph. Andrea Guermani

 

Il museo nomade di Khalil Rabah a Torino

E la mostra torinese, dal 30 ottobre al 28 gennaio 2024, prova a tracciare una summa di vent’anni di Palestinian Museum of Natural History and Humankind, non proponendosi però di dare risposte granitiche, e anzi suggerendo il senso di precarietà della narrazione sin dall’approccio al percorso espositivo, aperto da un’imponente struttura volutamente incompiuta e circondata di impalcature. Genere umano e natura sono il focus del museo che ha preso forma in Fondazione Merz, dove il visitatore a intraprendere un viaggio attraverso l’arte come mezzo di liberazione dai “disegni del potere”.

Elemento simbolico ricorrente dell’allestimento torinese sono gli olivi, simbolo della cultura Mediterranea e di rinascita e vittoria a fronte di sterili politiche internazionali. Al termine del percorso il neon rosso Act III: Molding (2012), che recita la frase “In this issue: Statement concerning the institutional history of the museum” (qui si parla della storia istituzionale del museo), introduce l’archivio consultabile In this iusse. Act I: Painting (2011), che tiene insieme i fili del progetto

 

 

 

FONDAZIONE MERZ

BORGO SAN PAOLO

  •  Via Limone 24
  • E-MAILinfo@fondazionemerz.org
  • TELEFONO: 011 19719437
  • APERTURA: Da martedì a domenica 11-19.
  • Fermate 1513 e 3279 Robilant: linee 55, 56.
    Fermata 1934 Robilant: linea 64.

 

Fondazione Merz

È nata dalla volontà di Beatrice Merz (2005) per preservare e far conoscere le opere del padre Mario Merz (1925-2003), uno dei maggiori artisti attivi a Torino nel dopoguerra. La sede è l’ex centrale termica delle Officine Lancia, un grande spazio industriale riconvertito in edificio per mostre ed eventi temporanei, in cui si sostiene e si promuove l’arte contemporanea. L’istituto ospita esposizioni che, oltre alle opere del maestro a cui la fondazione è dedicata, mostrano anche quelle di altri artisti in dialogo con esse, seguendo una filosofia che vede il luogo espositivo come un luogo di continui scambi, in ossequio ad una delle convinzioni artistiche dello stesso Mario Merz.

 

DA :

http://www.arte.it/guida-arte/torino/da-vedere/museo/fondazione-merz-690

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1 risposta a LIVIA MONTAGNOLI, L’artista palestinese Khalil Rabah porta a Torino- alla Fondazione Merz — il Palestinian Museum of Natural History and Humankind ( museo storia naturale e umanità )– ARTRIBUNE 30 OTTOBRE 2023 + Fondazone Merz Torino

  1. DONATELLA scrive:

    Mi sembra un bellissimo progetto per confrontarsi con l’arte, strumento eccezionale di dialogo tra i popoli.

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