ANSA.IT/ VIDEOGALLERY — 16 OTTOBRE 2026  :: Tensioni al Ghetto ebraico a Roma, insulti e urla contro l’Anpi + documenti Anpi provinciale-+ film di Lizzani, 1961

 

 

ANSA.IT/ VIDEOGALLERY — 16 OTTOBRE 2026 –11.40

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Tensioni al Ghetto ebraico a Roma, insulti e urla contro l’Anpi

VIDEO, 1.11 min.

 

Presidente Anpi provinciale: “Siamo stati attaccati, non ci vogliono in questa piazza”

 

 

ANPI Provinciale di Roma

anpi cominato provinciale roma

 

16 ottobre 2026: l’ANPI di Roma è rimasta nella piazza della celebrazione insieme alle altre associazioni presenti e non si è fatta intimidire

 

Questa mattina, in occasione delle celebrazioni del Comune di Roma per l’anniversario del rastrellamento che i nazifascisti operarono il 16 ottobre 1943 deportando 1022 ebrei romani, la delegazione dell’ANPI di Roma (presente come sempre alla commemorazione) è stata fatta oggetto di un’aggressione verbale con minacce e insulti ad opera di membri della comunità ebraica.

Un’aggressione annunciata nei giorni scorsi dalle grossolane dichiarazioni del presidente Fadlun ( foto sotto ) e puntualmente verificatasi con tanto di successiva imbarazzante rivendicazione che non fa che qualificare lo spessore dell’autore.

I fatti di questa mattina confermano tre elementi fondamentali:

1) L’ANPI di Roma è rimasta nella piazza della celebrazione insieme alle altre associazioni presenti e non si è fatta intimidire dall’uso della violenza che grazie alle forze dell’ordine presenti è rimasta solo verbale. Continueremo non solo a presenziare nei luoghi della Resistenza ma come sempre ad essere il motore di tutte le iniziative pubbliche (a partire dal 25 aprile) legate al nostro impegno civile nel nome degli ideali della Lotta Partigiana Antifascista e della Costituzione Repubblicana. Gli stessi valori su cui le centinaia di migliaia di donne e uomini della Resistenza hanno fondato l’ANPI.

2) All’interno della comunità ebraica di Roma guidata da Fadlun si manifesta, ormai da tempo, una difficoltà di fondo a ripudiare le forme di violenza e ad accettare metodi e condotte democratiche. Fortunatamente altre donne e uomini ebrei italiani hanno dimostrato in questi mesi (con appelli e manifesti) sensibilità pubblica, cultura e senso della storia in relazione al tema dei crimini di guerra compiuti in Palestina dall’esercito dello Stato d’Israele.

3) Proprio l’aver denunciato i crimini di guerra in Palestina e l’aver sostenuto la popolazione civile di Gaza e della Cisgiordania rappresentano «la colpa» dell’ANPI agli occhi di Fadlun e di chi ha anche oggi ha insultato e aggredito verbalmente la nostra delegazione. Costoro sappiano che in nome dei valori dei padri e delle madri partigiane e costituenti, l’ANPI continuerà a rivendicare libertà, autodeterminazione, democrazia e Stato per la Palestina ed il suo popolo.

 

L’ANPI di Roma sarà presente in forme consone al significato della ricorrenza a differenza di quanto accaduto il 25 aprile del 2024 a Porta San Paolo quando, alla presenza del presidente della comunità ebraica di Roma Fadlun circa duecento persone si presentarono in forma aggressiva e minacciosa nella piazza (contenuti a fatica dalle stesse forze dell’ordine) che celebrava la Liberazione d’Italia.

Lo farà ripudiando ogni forma di violenza; una violenza di cui l’Anpi è stata oggetto lo scorso 25 aprile quando due iscritti all’associazione vennero colpiti da proiettili sparati da un’arma ad aria compressa. Un episodio per il quale è in corso un iter processuale nei confronti di un aggressore che si è autodefinito appartenente alla “brigata ebraica”.

Un episodio per cui l’ANPI di Roma aspetta ancora fiduciosa la solidarietà, alle persone colpite e alla nostra associazione, nonché la condanna tanto dell’atto quanto della violenza da parte di Fadlun e dei vertici della comunità ebraica romana. Che la drammatica condizione del Medioriente (dove il popolo palestinese da oltre due anni subisce crimini di guerra da parte delle forze militari dello Stato d’Israele) sia utilizzata strumentalmente per attaccare chi come l’ANPI sostiene il diritto alla vita alla libertà e all’autodeterminazione della Palestina, restituisce la misura del “pudore” e della “sensibilità” invocata da chi vorrebbe escludere i rappresentanti dell’associazione delle donne e degli uomini della Resistenza da uno dei luoghi simbolo della lotta alla dittatura del popolo italiano

 

 

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ANPI

 

16 ottobre 1943: il rastrellamento degli ebrei romani ad opera dei nazisti

All’alba del 16 ottobre, reparti delle SS e della Ordnungspolizei tedesche al comando del tenente colonnello Herbert Kappler rastrellarono nell’area dell’antico ghetto ebraico e in tutta la città di Roma uomini, donne, bambini e anziani di religione ebraica, precedentemente censiti a seguito di un decreto di Mussolini. Internati al Collegio Militare in Via della Lungara, dopo appena due giorni furono avviati ai campi di sterminio.
Se i nazisti li catturarono e li deportarono, furono i fascisti italiani ad indicare loro dove abitavano e dove andarli a prendere.
In più di mille arrivarono ad Auschwitz, solo sedici sopravvissero; tra di essi un’unica donna, Settimia Spizzichino. Nessun bambino sopravvisse.
L’immagine è tratta dal film “L’oro di Roma” di Carlo Lizzani.
nota del blog: 

Victor Fadlun confermato presidente della Comunità Ebraica di Roma

Alta affluenza ai seggi, pari al 45%: “C’è molto da fare” il primo commento

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Victor Fadlun confermato presidente della Comunità Ebraica di Roma

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FILM 
L’ORO DI ROMA — CARLO LIZZANI – 1961
Sceneggiatura: Lucio Battistrada, Giuliani G. De Negri, Carlo Lizzani
Star: Gérard Blain, Anna Maria Ferrero, Jean Sorel
1h 32 min. ca
** ci sono delle propagande che interrompono, ma inevitabili a quanto pare
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